STORIA. (02.06.1946) Monarchia o repubblica? Ma come votò la gente nei nostri paesi?

Solo recentemente il Ministero dell’Interno ha inserito nel suo sito sulle elezioni tutti i dati comune per comune del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, che – come è noto – venne tenuto un anno dopo la Liberazione congiuntamente all’elezione dell’Assemblea Costituente che avrebbe redatto la nuova Costituzione.

A scuola il 2 Giugno viene ricordato come il giorno in cui votarono per la prima volta le donne (e non è tecnicamente vero perché le donne avevano già potuto votare nelle elezioni amministrative che si erano tenute dal 1945), e che la repubblica (con la Costituente) fu la logica e normale conclusione della guerra di Liberazione (il che è solo in parte vero perché anche sulla questione istituzionale la monarchia insieme ad un pezzo della classe dirigente giocò sporco e fino all’ultimo).

La repubblica vinse abbastanza bene (54,27% contro 45,32%) anche se nelle regioni del Sud prevalse la monarchia e anche, se per intorpidire le acque, si parlò a lungo di brogli senza uno straccio di prova.

Ma come si votò nei nostri comuni? Finalmente stando comodamente al pc si può sapere tutto o quasi anche dei paesi della nostra provincia

Innanzitutto va detto che la provincia di Bergamo fu una delle 4 province del nord Italia in cui – sia pure di poco – prevalse la Monarchia (la Repubblica si fermò al 49,25, la Monarchia al 50,75), mentre in tutte le altre province del Nord e di buona parte del Centro (Toscana, Marche, Umbria) vinse la Repubblica, con risultati spesso a valanga non solo nelle regioni e province cosiddette rosse (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche) ma anche nel Trentino o nel restante Triveneto, notoriamente di tradizione moderata. Nella nostra città capoluogo però arrivò prima la Repubblica (col 52,61%) confermando un quadro in base al quale la Repubblica andò meglio nelle città rispetto ai paesi delle province. Cosa che però risulta vera solo in parte.

Il comune più “repubblicano” nella bergamasca fu la roccaforte operaia di Castro (Repubblica al 79,43%), seguito da Terno d’Isola (R. 76,88%), Sovere (R. 75,32%), Canonica d’Adda (R. 73,55%), Erve ora nella provincia di Lecco (R. 73,53%), Riviera d’Adda ora Medolago e Solza(R. 73,40%), Presezzo (R. 72,45%), Credaro (R. 71,99%), Dalmine (R. 71,64%), Carvico (R. 71,08%), Pianico (R. 70,98%), Antegnate (R. 70,53%), comuni disseminati o verso il Bresciano o verso il Lecchese e la Brianza o nella pianura, con una forte presenza operaia o, allora, bracciantile sindacalizzata.

La Monarchia stravinse nettamente in montagna e nei piccoli comuni, a partire da Ardesio (Repubblica al 9,25% e Monarchia al 90,75%), Selvino (M. 90,41%), Vigolo (M. 89,15%), Gaverina Terme (M. 89,00%), Vedeseta (M. 87,14%), Bossico (M. 86,37%), Adrara San Rocco (M. 84,40%), Pognano che però è in pianura (M. 85,76%), Gromo (M. 85,70%), Piazzolo (M. 83,82%), Foppolo (M. 83,82%), Roncola (M. 82,37%), Foresto Sparso (M. 81,80%), Adrara San Martino (M. 80,87%).

Non tutta la montagna fu però monarchica, tanto che la Repubblica prevalse in paesi come Schilpario (Repubblica al 54,23%), Vilminore (R. 55,99%), Valbondione (R. 56,91%), Averara (R. 53,36%), Zogno (R. 53,59%), Gandino (52,87%), Leffe (R. 59,02%), Peia (R. 62,87%), Cene (R. 54,15%), Clusone (R. 51,86%).

L’hinterland fu favorevole generalmente alla Repubblica: Seriate (R. 60.07%), Torre Boldone (R. 55,76%), Lallio (R. 62,66%), Azzano S.P. (R. 64,32%), Rocca del Colle ora Brusaporto e Bagnatica (R. 56,72%), Scanzorosciate (R. 52,95%), Curdomo ora Mozzo e Curno (R. 51,61%), Grassobbio (R. 65,17%); Gorle (R. 52,98%)

Repubblicani i comuni di Caravaggio (R. 60,77%), Treviglio (R. 57,92%), Romano di L. (R. 64,84%); monarchici invece Albino (M. 62,245) e Martinengo (M. 63,94%)

E viceversa in pianura o nell’hinterland in diversi casi prevalse la Monarchia come a Misano G. d’A. (M. 55,08%), Lurano (M. 56,54%), Mornico al S. (M. 32,41%), Mozzanica (M. 51,72%), Orio al Serio (M. 57,91%), Ponteranica (M. 51,28%).

Venendo più vicino a noi, vediamo che in Valcavallina tende a prevalere la Monarchia come a Trescore Balneario allora unito a Zandobbio (M. 51,94%), a Borgounito ora Borgo di Terzo, Berzo San Fermo, Grone, Vigano San Martino (M. 75,42%), Casazza (M. 74,32%), Endine (M. 61,08%), Ranzanico (M. 61,01%), Gorlago (M. 69,43%), ma Entratico allora unito a Luzzana è repubblicano (R. 52,60%) e così pure Spinone allora comprendente Spinone al Lago, Monasterolo del Castello e Bianzano (R. 58,62%) nonché Costa Monticelli ora Costa di Mezzate e Montello (R. 63,93%)

Decisamente più orientati per la Repubblica invece i principali comuni verso la Valcalepio come Grumello del Monte (R. 67,63%), Chiuduno (R. 68,01%), Castelli Calepio (R. 53,93%), Sarnico (R. 59,56%).

E il nostro comune San Paolo d’Argon?

Nel dettaglio non si sa, perché abbiamo solo il dato aggregato di Cenate d’Argon, comune unico di cui facevano parte – prima di tornare a dividersi nel 1947 – Cenate Sotto, Cenate Sopra, San Paolo d’Argon. Comunque a Cenate d’Argon vinse nettamente la Monarchia con il 68,88% e solo il 31,12% alla Repubblica, quasi appunto a voler respingere il vento di rinnovamento (“Vento del nord”, diceva Nenni) che scaturiva dalla Resistenza.

San Paolo d’Argon, 10.06.2021

Cfr. Tabella dei risultati Referendum 2 Giugno1946. Comuni della provincia di Bergamo. Rielaborata sulla base dei dati riportati da https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=02/06/1946(apri la tabella QUI) Per comodità ho riportato le percentuali solo di Repubblica.