Bandi edilizia residenziale pubblica. Provincia di Bergamo 2021

AGGIORNATO AL 05.06.2021

INFO c/o Unione Inquilini Bg. tel. 3389759975 (da lunedì a venerdì, ore 9.30-11.30 / 16.00 – 19.00)

DOCUMENTI DA PREPARARE PER LA DOMANDA ON LINE: vedi scheda

Bandi attualmente pubblicati nel sito della Regione Lombardia nel quale si presentano le domande: ambiti di Romano di Lombardia (scade il 31 maggio, ore 17.00) e di Grumello del Monte (scade il 10 settembre, ore17.00)

I seguenti ambiti non hanno ancora pubblicato il bando 2021: Isola-Val San Martino, Basso Sebino, Alto Sebino, Valle Imagna-Villa d’Almè

Scaduti e non più in elenco nel sito della Regione Lombardia i bandi degli ambiti di: Valle Seriana Superiore-Val di Scalve (Clusone), Valle Cavallina, Dalmine, Valle Brembana, Bergamo, Bassa Valle Seriana, Romano di Lombardia

  • AMBITO ISOLA-VAL SAN MARTINO (comuni di AMBIVERE, BONATE SOPRA, BONATE SOTTO, BOTTANUCO, BREMBATE, BREMBATE DI SOPRA, CALUSCO D’ADDA, CAPRIATE SAN GERVASIO, CAPRINO BERGAMASCO, CARVICO, CHIGNOLO D’ISOLA, CISANO BERGAMASCO, FILAGO, MADONE, MAPELLO, MEDOLAGO, PONTE SAN PIETRO, PONTIDA, PRESEZZO, SOLZA, SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII, SUISIO, TERNO D’ISOLA, TORRE DE’ BUSI, VILLA D’ADDA)

Domande da presentare entro il 30 luglio del 2021. N° 38 alloggi distribuiti nei comuni di Brembate di Sopra, Calusco d’Adda, Capriate San Gervaso, Caprino Bergamasco, Carvico, Cisano Bergamasco, Medolago, Ponte San Pietro, Pontida, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Suisio. Cfr. l’avviso pubblico dell’ambito di Isola-Val San Martino

AMBITO DI SERIATE (comuni di ALBANO SANT’ALESSANDRO, BAGNATICA, BRUSAPORTO, CAVERNAGO, COSTA DI MEZZATE, GRASSOBBIO, MONTELLO, PEDRENGO, SCANZOROSCIATE, SERIATE, TORRE DE’ ROVERI)

Domande da presentare dal 04.06.2021 ore al 04.08.2021 ore 12.00. N. 11 alloggi distribuiti nei comuni di Albano Sant’Alessandro (5), Pedrengo (1), Scanzorosciate (1), Seriate (4). Cfr. in dettaglio l’avviso pubblico dell’Ambito di Seriate.

  • AMBITO DI TREVIGLIO (comuni Arcene, Arzago d’Adda, Brignano Gera d’Adda, Calvenzano, Canonica d’Adda, Caravaggio, Casirate d’Adda, Castel Rozzone, Fara Gera d’Adda, Fornovo San Giovanni, Lurano, Misano Gera d’Adda, Mozzanica, Pagazzano, Pognano, Pontirolo Nuovo, Spirano, Treviglio)

Domande da presentare dal 17.05.2021 ore 10.00 al 02.07.2021 ore 12.00. N. 59 alloggi (di cui 10 non immediatamente assegnabili) distribuiti nei comuni di Arcene, Brignano Gera d’Adda, Calvenzano, Caravaggio, Casirate d’Adda, Castel Rozzone, Fara Gera d’Adda, Lurano, Misano di Gera d’Adda, Pognano, Misano, Pontirolo Nuovo, Spirano, Treviglio. Cfr. in dettaglio l’Avviso allegato. https://www.alternainsieme.net/wp-content/uploads/2021/05/AMBITO-DI-TREVIGLIO_AVVISO_PUBBLICO-SAP-MAGGIO-2021-1.pdf

  • AMBITO DI GRUMELLO DEL MONTE (comuni BOLGARE, CALCINATE, CHIUDUNO, CASTELLI CALEPIO, GRUMELLO DEL MONTE, MORNICO AL SERIO, TELGATE, PALOSCO)

Domande da presentare dal 06.05.2021 al 10.09.2021 ore 12.00. Bolgare: n. 4 alloggi, Castelli Calepio: n. 3 alloggi; Chiuduno: n. 5 alloggi; Grumello del Monte: n. 1 alloggio; Palosco: n. 2 alloggi. Avviso in http://www.comune.bolgare.bg.it/upload/bolgare_ecm8/bandi/AVVISOID3521-GRUMELLODELMONTE_148_875.pdf

Bandi scaduti non più in elenco

  • AMBITO DI ROMANO DI LOMBARDIA (comuni di ANTEGNATE, BARBATA, BARIANO, CALCIO, CIVIDATE AL PIANO, COLOGNO AL SERIO, CORTENUOVA, COVO, FARA OLIVANA CON SOLA, FONTANELLA, GHISALBA, ISSO, MARTINENGO, MORENGO, PUMENENGO, ROMANO DI LOMBARDIA, TORRE PALLAVICINA).

Domande da presentare dal 15.04.2021 al 31.05.2021 ore 17.00. Antegnate: n° 2 alloggi; Cividate al Piano: n° 2 alloggi; Fontanella n° 4 alloggi; Martinengo n° 6 alloggi; Pumenengo n° 1; Romano di Lombardia n° 3). Avviso in http://www.comune.romano.bg.it/attachments/article/1566/bando%20sap%202021%20da%20pubblicare%20def.pdf

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(23.07.21) Boost (ex Lediberg): difendiamo il lavoro e il salario!

Il testo del volantino de “L’Alternativa – San Paolo d’Argon” e Prc/Se – circolo della Valcavallina diffuso questa mattina durante il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori davanti alla Prefettura di Bergamo

“Esprimiamo grande preoccupazione per la confusa situazione che si è creata alla Boost, la principale industria come numero di occupati nel nostro territorio, a seguito dei ritardi nel pagamento degli stipendi. Ora le organizzazioni sindacali hanno denunciato sulla stampa la mancanza di una prospettiva industriale per mettere in sicurezza l’attività degli stabilimenti del gruppo (San Paolo d’Argon, Cenate Sotto e Tolentino nelle Marche) e i relativi posti di lavoro (oltre un migliaio).

La Boost è un’azienda che anche in questo periodo potrebbe lavorare, produrre, avere rientri perché ha commesse, ma nonostante ciò si trova, misteriosamente, in difficoltà finanziarie.

Negli ultimi anni abbiamo constatato come tutto il settore della cartotecnica, una delle più significative e storiche eccellenze del panorama industriale della bergamasca, abbia subito numerosi cambiamenti proprietari, in un vorticoso e opaco processo di acquisti e vendite tra gruppi economici da cui è scaturita la Boost, che ha assorbito aziende quali Lediberg, Bolis, il Arti Grafiche Johnson. Su tale processo, che non è stato indolore per i lavoratori e che ha già portato a ristrutturazioni aziendali e alla perdita di posti di lavoro, andrebbe fatta piena luce. Ci domandiamo infatti se esistono delle responsabilità per questa crisi che si annuncia e di chi sono.

La preoccupazione è che ora lo stato di sofferenza finanziaria in atto alla Boost venga preso a pretesto dal sistema imprenditoriale, finanziario e politico per effettuare ulteriori ristrutturazioni e razionalizzazioni aziendali che possono anche sfociare nel taglio di altri posti di lavoro. Come al solito le crisi le pagano i lavoratori e le loro famiglie.

Un processo generalizzato in tutta Italia in queste settimane. Infatti, dopo lo sblocco dei licenziamenti deciso dal governo Draghi, il padronato ha dato corso a pesanti interventi ristrutturativi in numerose aziende: l’intenzione è quella di fare più profitti riducendo l’occupazione e rendendo il lavoro più pesante e precario. In qualche caso arrivando sino alla chiusura e alla delocalizzazione all’estero delle aziende. Sono le classiche porcate che il padronato e i governi fanno in luglio e agosto quando l’opinione pubblica è più distratta. Chiamiamo tutti alla massima vigilanza e mobilitazione, perché a questa prospettiva dobbiamo opporci con tutte le nostre forze.

Il salario e l’occupazione non si toccano. Difendiamoli con l’unità dei lavoratori e delle lavoratrici.

Invitiamo il territorio alla più ampia solidarietà nei confronti delle maestranze Boost.

San Paolo d’Argon/Borgo di Terzo, 23.07.2021

* “L’Alternativa – San Paolo d’Argon”

* Rifondazione Comunista – Circolo della Valcavallina

www.alternainsieme.netwww.prcbergamo.it

San Paolo d’Argon verso le elezioni comunali 2021. INCONTRO PUBBLICO. Martedì 27 luglio, ore 21.00 – Sala Incontri c/o Biblioteca (Via Papa Giovanni XXIII)

In autunno ci sono le elezioni comunali ed è giusto che la cittadinanza abbia occasione di parlarne, esprimersi, partecipare.

Già previste per la primavera e poi rimandate a causa del Covid, le elezioni comunali si terranno probabilmente a ottobre. Mentre negli altri comuni coinvolti fervono discussioni e incontri, da noi tutto tace e sembra che non rimanga altro da fare se non attendere.

In un contesto come il nostro dove le occasioni di confronto sui temi politico-amministrativi sono quanto mai scarse, invitiamo la cittadinanza ad un incontro pubblico.

Questi alcuni dei temi di riflessione che proponiamo.

* Dal Covid 19 alla “società della cura”

L’esperienza di pandemia, che purtroppo non è ancora al capolinea, ci conferma che il modello di produzione e di sviluppo vigente, fondato sull’assoluta priorità del profitto e del mercato senza regole, non garantisce più nessuno e ha reso precaria l’esistenza di tutti non solo nei paesi poveri, ma anche in quelli ricchi. Ciò obbliga a cambiare strada, qui e ora, perché l’alternativa è radicale e non mediabile: “o la borsa o la vita”.

Abbiamo anche compreso che siamo in relazione di interdipendenza tra noi e con la natura e che al primo posto va posto il diritto-dovere della “cura” – cura di sé, degli altri, degli esseri viventi, del pianeta – come unica strada che ci permette di vivere e di riprodurre la società. Abbiamo cioè imparato che la “cura” viene prima della produzione e del profitto e richiede di sottrarre alla speculazione e alla logica di mercato i beni essenziali per vivere, nonché i servizi pubblici fondamentali che riguardano la salute, il lavoro, l’istruzione, l’abitare

Ricostruire in particolare un servizio sanitario universale diventa un compito prioritario delle istituzioni e delle comunità. Compito che non può prescindere dalla denuncia delle responsabilità che – da Governo e Regione ai poteri economici che li hanno condizionati – hanno reso tragico l’impatto del Covid. Non si può ricostruire e ipotizzare un bel niente se non si fanno innanzitutto verità e giustizia.

Il lavoro e la giustizia sociale

Nell’ultimo decennio in Italia, attraverso provvedimenti quali riforma Fornero o Jobs act (per citare solo questi), sono state devastate la vita e le condizioni lavorative della maggioranza delle persone. Si è inteso assecondare la cosiddetta globalizzazione neoliberista attraverso politiche economiche che hanno premiato i ricchi e penalizzato i poveri a tutti i livelli.

E’ di questi giorni la notizia che la fabbrica più importante del nostro paese, la Boost (già Lediberg), si trova in una situazione critica sul versante delle disponibilità finanziarie. Fortemente a rischio”, scrivono i sindacati.L’impegno della solidarietà, per la difesa del salario e dell’occupazione,deve essere secondo noi al primo posto.

Purtroppo ovunque il lavoro e il reddito sono diventati aleatori, mentre le disparità sociali ci stanno riportando indietro di un secolo. Nelle istituzioni sono state espulse o ridotte all’insignificanza le voci dei lavoratori e delle lavoratrici. La nostra Costituzione nata dalla Resistenza, invece di essere finalmente applicata, viene quotidianamente calpestata in un quadro di relazioni istituzionali e sociali che rasentano frequentemente la barbarie. E’ possibile migliorare la nostra realtà locale senza l’impegno a contrastare queste tendenze e senza dare voce innanzitutto a chi paga il prezzo più pesante?

* Ambiente: la lotta va continuata e approfondita!

Il “riscaldamento globale” sta ponendo l’umanità di fronte a scenari apocalittici. All’origine vi è la dissennata distruzione dell’ambiente (terra, acqua, aria) provocata da un modello economico ormai globalizzato. Non solo distruzione dell’ambiente, ma anche abnormi diseguaglianze: 8 (otto!) persone detengono tante ricchezze come metà dell’umanità. Salvare il pianeta è compito di tutti e lo si può fare solo attraverso il miglioramento delle condizioni di vita di tutta l’umanità e abbattendo le disparità che sono insieme causa ed effetto della crisi globale.

Anche nel nostro territorio in passato è stato possibile in parte arginare speculazioni che sarebbero state devastanti, ma ciò non ha impedito purtroppo un notevole e rapido consumo di suolo. I rapidi cambiamenti in atto nel sistema economico finanziarizzato e interconnesso non escludono certamente nuove offensive speculative nei confronti del nostro territorio e c’è sempre chi in ogni occasione è pronto a salire su questo carro.

La forza della democrazia e della partecipazione. Le prospettive

Che si tratti di qualità della vita, diritto delle lavoratrici e dei lavoratori oppure salvaguardia dell’ambiente o di cultura, la partecipazione e la democrazia assumono un ruolo centrale.

Dopo decenni di “riforme” che hanno ridotto ai minimi termini democrazia e pluralismo nella vita amministrativa, è fondamentale che la cittadinanza – nelle sue articolazioni e diversità – sia nelle condizioni di tornare ad assumere un ruolo attivo anche rispetto alla vita amministrativa e politica.

Abbiamo davanti agli occhi il fallimento del nuovo assetto economico dato recentemente alla città di Bergamo e al suo hinterland (di cui siamo parte!) ipotizzando nuove autostrade e sviluppando fino all’inverosimile i flussi aeroportuali. La crisi Covid ha fatto giustizia di queste visioni insensibili alle loro conseguenze sociali e ambientali. Ciò nonostante ancora si continua a puntare su grandi opere stradali, che derogano a ogni cautela ambientale e contrattuale.

Si cerca ancora di vedere in uno sviluppo dell’edilizia il volano economico da favorire, magari in assenza di domanda, sfruttando le contraddizioni generate dal sistema stesso. Anche a San Paolo d’Argon dovremo decidere cosa il nostro paese dovrà essere in futuro; le nuove infrastrutture previste miglioreranno l’accessibilità su ferro verso Bergamo, ma non devono obbligatoriamente diventare l’occasione di ulteriore sfruttamento indiscriminato del territorio.

Non deve essere fatto l’errore di uscire dalla crisi pandemica solo favorendo le caotiche tendenze speculative che hanno dominato la fase precedente. La socialità, l’ambiente e la giustizia sociale devono diventare invece i cardini di una nuova, e diversa, fase di crescita della nostra comunità.

San Paolo d’Argon verso le elezioni comunali 2021
Temi, problemi e proposte.
INCONTRO PUBBLICO
Interventi introduttivi a cura de “L’Alternativa-San Paolo d’Argon”
Martedì 27 luglio, ore 21.00 – presso SALA INCONTRI della Biblioteca, entrata da Via Giovanni XXIII
(nel cortile all’aperto)

L’Alternativa – San Paolo d’Argon” alternainsieme@yahoo.it – www.alternainsieme.net

Bergamo. Dal 1° luglio riprendono le esecuzioni degli sfratti, e pure i licenziamenti. L’appello di Unione Inquilini. Mercoledì 30 giugno ore 17.30, tutt* davanti alla Prefettura con i sindacati casa

Ancora gravi i rischi del Covid, ma c’è tantissima voglia di normalità. Purtroppo questa auspicata normalità col 30 giugno 2021 si presenta con la fine tanto del blocco dei licenziamenti quanto del blocco degli sfratti, con grande soddisfazione di chi li ha mal tollerati entrambi e invece con grandissima preoccupazione e angoscia di chi questi “sblocch” li deve subire.

Per la verità diverse tipologie di sfratti – fa presente Rita Rebecchi, segretaria di Unione Inqulini Bg – non si sono mai fermate neppure col Covid e ci è toccato intervenire nei mesi scorsi, in pieno inverno e in piena zona arancione, per evitare sgomberi improvvisi senza alcuna sistemazione alternativa per le famiglie coinvolte. Adesso, dal 1° luglio, rieccoci con la “normalità”, dopo 16 mesi di parziale sospensione”.

Ma gli sgomberi forzosi, e in particolare quando derivano dall’incapienza economica di chi li subisce non possono essere considerati “normali” alla luce della normativa nazionale e, ancor più chiaramente, delle convenzioni internazionali. Infatti anche in sede Onu si raccomanda che “nel caso in cui lo sfratto sia inevitabile, gli Stati devono rispettare precise modalità per non violare nessun diritto umano di tutte le persone coinvolte, senza nessuna distinzione, nemmeno di cittadinanza o meno, di titolo legale di uso o mancanza di titolo: deve essere effettuata una tempestiva comunicazione preventiva, stabilito il dialogo tra le parti per concordare soluzioni rispettose di tutti i diritti umani, trovata preventivamente una rilocazione adeguata, sicura, dignitosa e accessibile per tutte le persone e le famiglie coinvolte”. E ciò è ancora più necessario stante la situazione di pandemia da COVID19 non superata, mentre diversi studi hanno dimostrato l’incidenza degli sfratti sull’aumento della contagiosità e della mortalità.

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Il 30 giugno finisce il blocco degli sfratti. I sindacati inquilini chiedono incontro urgente al Prefetto

  • Nell’imminenza della ripresa delle esecuzioni degli sfratti, sospese a causa dell’emergenza Covid dal febbraio 2020, è stato indetto un PRESIDIO per mercoledì 30 giugno dalle ore 17,30 davanti alla Prefettura di Via Tasso 8 a Bergamo. I sindacati degli inquilini hanno inviato una richiesta urgente di incontro al Prefetto. La richiesta è che venga garantito a tutte le famiglie sotto sfratto e in procinto di essere sgomberate il passaggio da casa a casa. Nessuno sblocco se non c’è questa garanzia.

Di seguito il testo della comunicazione inviata al Prefetto dai sindacati degli inquilini

Alla cortese attenzione dell’Ill.mo Sig. Prefetto della Provincia di Bergamo (…)

Richiesta incontro per valutazione misure di contenimento emergenza abitativa e rispetto garanzia di passaggio di casa a casa per le persone in fragilità economica o sociale.

Con la presente le scriventi organizzazioni sindacali esprimono la propria preoccupazione riguardo alle conseguenze sociali che la ripresa delle esecuzioni di sfratto possa determinare nei mesi prossimi nella città di Bergamo e nei comuni della provincia, in assenza di pianificazione delle necessarie misure sociali da parte degli enti preposti.

La crisi economica legata alla situazione di emergenza sanitaria ha determinato la diminuzione del reddito disponibile per moltissime famiglie che non sono riuscite in questi mesi a corrispondere i canoni di affitto e nei confronti dei quali sono state avviate o stanno per essere avviate procedure di sfratto, che si sono aggiunte e si aggiungono continuamente alle migliaia di sfratti e di esecuzioni immobiliari già in fase esecutiva e sinora bloccati.

La grave insufficienza di alloggi di edilizia residenziale pubblica, la lentezza, i ritardi ed il crollo delle assegnazioni a fronte di migliaia di richiedenti e di centinaia di alloggi pubblici inutilizzati da parte di Aler e Comuni, richiedono un intervento coordinato urgente da parte delle autorità pubbliche, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità.

Le chiediamo pertanto un urgente incontro per discutere e trovare soluzioni adeguate per affrontare la grave crisi abitativa che investirà la nostra provincia nei prossimi mesi.

In tale incontro vorremmo presentarle le nostre proposte tese a garantire il passaggio da casa a casa per le persone in criticità sociale sottoposte a sfratto o a sgombero, in ossequio alle norme nazionali e alle obbligazioni legali internazionali ribadite allo Stato Italiano dal Relatore Onu per il diritto alla casa e che richiamiamo in nota:

*istituire un tavolo di confronto per un’intesa che coinvolga tutti gli attori istituzionali a vario titolo interessati a fronteggiare la crisi abitativa.

* promuovere azioni e farsi portavoce nei confronti degli organi preposti, degli eventuali provvedimenti necessari alla sospensione degli sfratti e degli sgomberi per il tempo necessario per il reperimento di alloggi alternativi, in particolare di edilizia residenziale pubblica sociale

* stabilire una Commissione territoriale per il contrasto al disagio abitativo ai sensi della L. 124/2013 per la graduazione delle esecuzioni che garantisca il passaggio da casa a casa

* istituire tempestivamente le cabine di regia previste dall’art 11 l. 48/2017, ss.mm.ii per la tutela dei soggetti in situazione di fragilita’ che non sono in grado di reperire autonomamente una sistemazione alloggiativa alternativa.

* non concedere l’uso della forza pubblica per l’esecuzione di sfratti e sgomberi

Le chiediamo quindi un incontro per discutere delle questioni di cui sopra.

In attesa di Suo cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti

(giugno 2021 – F.to: SUNIA, SICET, UNIAT,UNIONE INQUILINI)

Nota: fondamenti giuridici delle obbligazioni degli organi amministrativi e di governo sul diritto all’abitare.

Vogliamo contribuire alla fondamentazione giuridica delle proposte ricordando che gli sfratti in assenza di abitazione alternativa dignitosa, stabile ed economicamente sostenibile per tutti, violano la normativa ratificata dall’Italia:

* Legge n. 833 del 23 dicembre 1978, che impone al sindaco la tutela della salute dei cittadini, in questo caso minacciata dalla perdita dell’abitazione senza alternativa;

* l’art. 11 (diritto alla casa) e l’art. 12 (diritto alla salute) del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall’Italia con la Legge n. 881 del 25 ottobre 1977;

* l’art. 27 della Convenzione sui Diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991;

gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall’Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985.

I commenti generali n. 4 e n. 7 del Comitato ONU stabiliscono che lo sfratto forzoso è incompatibile con l’art. 11 PIDESC. Nel caso in cui lo sfratto sia inevitabile, gli Stati devono rispettare precise modalità per non violare nessun diritto umano di tutte le persone coinvolte, senza nessuna distinzione, nemmeno di cittadinanza o meno, di titolo legale di uso o mancanza di titolo: deve essere effettuata una tempestiva comunicazione preventiva, stabilito il dialogo tra le parti per concordare soluzioni rispettose di tutti i diritti umani, trovata preventivamente una rilocazione adeguata, sicura, dignitosa e accessibile per tutte le persone e le famiglie coinvolte.

Questo rispetto è ancora più necessario stante la situazione di pandemia da COVID19, non superata, dato che numerosi studi hanno dimostrato la gravissima incidenza degli sfratti sull’aumento della contagiosità e della mortalità.

L’obbligo di rispettare tutti i trattati internazionali è stato confermato dalla Corte Costituzionale alla luce della Costituzione Italiana:

* art. 10 “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.”

* art. 117 “(l) la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.”

Tali obbligazioni legali, come ricordato dal Relatore Speciale ONU sul Diritto alla casa, impongono a tutte le istituzioni, incluso alle autorità locali, non solo all’autorità nazionale, l’obbligo di proteggere tale diritto con azioni e politiche adeguate. Le stesse forze di polizia, prima di effettuare l’esecuzione, hanno pertanto l’obbligo di verificare e non possono intervenire se tali obbligazioni legali non sono state rispettate.

L’intervento del Relatore ONU sul diritto alla casa nei confronti dell’Italia per il caso dello sfratto della famiglia Mokthari Asmahane (S. Martino di Lupari), e quello più recente del Comitato ONU sui diritti che ha chiesto un provvedimento cautelare di sospensione di uno sfratto a Roma, sono fortissimi richiami a tale rispetto.

Cfr. anche PDF

STORIA. (02.06.1946) Monarchia o repubblica? Ma come votò la gente nei nostri paesi?

Solo recentemente il Ministero dell’Interno ha inserito nel suo sito sulle elezioni tutti i dati comune per comune del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, che – come è noto – venne tenuto un anno dopo la Liberazione congiuntamente all’elezione dell’Assemblea Costituente che avrebbe redatto la nuova Costituzione.

A scuola il 2 Giugno viene ricordato come il giorno in cui votarono per la prima volta le donne (e non è tecnicamente vero perché le donne avevano già potuto votare nelle elezioni amministrative che si erano tenute dal 1945), e che la repubblica (con la Costituente) fu la logica e normale conclusione della guerra di Liberazione (il che è solo in parte vero perché anche sulla questione istituzionale la monarchia insieme ad un pezzo della classe dirigente giocò sporco e fino all’ultimo).

La repubblica vinse abbastanza bene (54,27% contro 45,32%) anche se nelle regioni del Sud prevalse la monarchia e anche, se per intorpidire le acque, si parlò a lungo di brogli senza uno straccio di prova.

Ma come si votò nei nostri comuni? Finalmente stando comodamente al pc si può sapere tutto o quasi anche dei paesi della nostra provincia

Innanzitutto va detto che la provincia di Bergamo fu una delle 4 province del nord Italia in cui – sia pure di poco – prevalse la Monarchia (la Repubblica si fermò al 49,25, la Monarchia al 50,75), mentre in tutte le altre province del Nord e di buona parte del Centro (Toscana, Marche, Umbria) vinse la Repubblica, con risultati spesso a valanga non solo nelle regioni e province cosiddette rosse (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche) ma anche nel Trentino o nel restante Triveneto, notoriamente di tradizione moderata. Nella nostra città capoluogo però arrivò prima la Repubblica (col 52,61%) confermando un quadro in base al quale la Repubblica andò meglio nelle città rispetto ai paesi delle province. Cosa che però risulta vera solo in parte.

Il comune più “repubblicano” nella bergamasca fu la roccaforte operaia di Castro (Repubblica al 79,43%), seguito da Terno d’Isola (R. 76,88%), Sovere (R. 75,32%), Canonica d’Adda (R. 73,55%), Erve ora nella provincia di Lecco (R. 73,53%), Riviera d’Adda ora Medolago e Solza(R. 73,40%), Presezzo (R. 72,45%), Credaro (R. 71,99%), Dalmine (R. 71,64%), Carvico (R. 71,08%), Pianico (R. 70,98%), Antegnate (R. 70,53%), comuni disseminati o verso il Bresciano o verso il Lecchese e la Brianza o nella pianura, con una forte presenza operaia o, allora, bracciantile sindacalizzata.

La Monarchia stravinse nettamente in montagna e nei piccoli comuni, a partire da Ardesio (Repubblica al 9,25% e Monarchia al 90,75%), Selvino (M. 90,41%), Vigolo (M. 89,15%), Gaverina Terme (M. 89,00%), Vedeseta (M. 87,14%), Bossico (M. 86,37%), Adrara San Rocco (M. 84,40%), Pognano che però è in pianura (M. 85,76%), Gromo (M. 85,70%), Piazzolo (M. 83,82%), Foppolo (M. 83,82%), Roncola (M. 82,37%), Foresto Sparso (M. 81,80%), Adrara San Martino (M. 80,87%).

Non tutta la montagna fu però monarchica, tanto che la Repubblica prevalse in paesi come Schilpario (Repubblica al 54,23%), Vilminore (R. 55,99%), Valbondione (R. 56,91%), Averara (R. 53,36%), Zogno (R. 53,59%), Gandino (52,87%), Leffe (R. 59,02%), Peia (R. 62,87%), Cene (R. 54,15%), Clusone (R. 51,86%).

L’hinterland fu favorevole generalmente alla Repubblica: Seriate (R. 60.07%), Torre Boldone (R. 55,76%), Lallio (R. 62,66%), Azzano S.P. (R. 64,32%), Rocca del Colle ora Brusaporto e Bagnatica (R. 56,72%), Scanzorosciate (R. 52,95%), Curdomo ora Mozzo e Curno (R. 51,61%), Grassobbio (R. 65,17%); Gorle (R. 52,98%)

Repubblicani i comuni di Caravaggio (R. 60,77%), Treviglio (R. 57,92%), Romano di L. (R. 64,84%); monarchici invece Albino (M. 62,245) e Martinengo (M. 63,94%)

E viceversa in pianura o nell’hinterland in diversi casi prevalse la Monarchia come a Misano G. d’A. (M. 55,08%), Lurano (M. 56,54%), Mornico al S. (M. 32,41%), Mozzanica (M. 51,72%), Orio al Serio (M. 57,91%), Ponteranica (M. 51,28%).

Venendo più vicino a noi, vediamo che in Valcavallina tende a prevalere la Monarchia come a Trescore Balneario allora unito a Zandobbio (M. 51,94%), a Borgounito ora Borgo di Terzo, Berzo San Fermo, Grone, Vigano San Martino (M. 75,42%), Casazza (M. 74,32%), Endine (M. 61,08%), Ranzanico (M. 61,01%), Gorlago (M. 69,43%), ma Entratico allora unito a Luzzana è repubblicano (R. 52,60%) e così pure Spinone allora comprendente Spinone al Lago, Monasterolo del Castello e Bianzano (R. 58,62%) nonché Costa Monticelli ora Costa di Mezzate e Montello (R. 63,93%)

Decisamente più orientati per la Repubblica invece i principali comuni verso la Valcalepio come Grumello del Monte (R. 67,63%), Chiuduno (R. 68,01%), Castelli Calepio (R. 53,93%), Sarnico (R. 59,56%).

E il nostro comune San Paolo d’Argon?

Nel dettaglio non si sa, perché abbiamo solo il dato aggregato di Cenate d’Argon, comune unico di cui facevano parte – prima di tornare a dividersi nel 1947 – Cenate Sotto, Cenate Sopra, San Paolo d’Argon. Comunque a Cenate d’Argon vinse nettamente la Monarchia con il 68,88% e solo il 31,12% alla Repubblica, quasi appunto a voler respingere il vento di rinnovamento (“Vento del nord”, diceva Nenni) che scaturiva dalla Resistenza.

San Paolo d’Argon, 10.06.2021

Cfr. Tabella dei risultati Referendum 2 Giugno1946. Comuni della provincia di Bergamo. Rielaborata sulla base dei dati riportati da https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=02/06/1946(apri la tabella QUI) Per comodità ho riportato le percentuali solo di Repubblica.

(05.06.21) Albino (bg). Banchetto, volantinaggio e conferenza stampa del Coordinamento per il Diritto alla Salute: No brevetti sui vaccini; cambiare la sanità in Lombardia; verità e giustizia per le vittime del Covid

Sabato 5 giugno il Coordinamento per il diritto alla Salute di Bergamo promuove ad Albino un banchetto con volantinaggio e conferenza stampa, in Piazza della Libertà nei pressi del Muncipio, dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

Tale iniziativa si sarebbe dovuta svolgere sabato 29 maggio nell’ambito della giornata europea per il diritto alla salute, ma ci è stata negata l’autorizzazione per motivi burocratici.

Abbiamo scelto Albino perché la distribuzione dei vaccini nel locale hub vaccinale nell’Auditorium Cuminetti è gestita, dietro appalto della Regione, da una cooperativa privata di medici, che è stata protagonista nelle scorse settimane del clamoroso incidente che ha prodotto la il danneggiamento e la perdita di circa 1000 dosi di vaccino. (cfr. QUI)

Saremo ad Albino, oltre che per chiedere conto di quanto successo, per denunciare come le vaccinazioni di massa in corso in Lombardia vengano condotte . Infatti la loro gestione è quasi interamente demandata a strutture private (8 milioni di euro sono stati stanziati dalla Regione solo per le cooperative di medici di base), mentre i medici di medicina generale e i pediatri, pur avendo dichiarato la propria disponibilità , sono stati fino ad ora poco informati e coinvolti.

Saremo in piazza per denunciare che in Lombardia da parte pubblica si fanno pochi tamponi gratuiti, e quindi spesso si è obbligati a ricorrere a società private che li fanno a pagamento. Una situazione ben diversa invece in altre regioni.

Intendiamo poi continuare la raccolta firme ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) contro la proprietà intellettuale dei vaccini (cfr. QUI), per favorire lo sviluppo della ricerca, abbattere i prezzi e quindi rendere possibile anche nei Paesi poveri l’accesso ai vaccini senza il quale non è conseguibile – stante il rischio costante delle “varianti” – la sicurezza a livello mondiale.

Vogliamo altresì far sentire la nostra voce contro il tentativo di riconferma della legge 23 (riforma “Maroni”) che regola il Servizio sanitario in Lombardia e che ha reso molto più pesante l’impatto del Covid nella nostra regione rispetto ad altre. La Lombardia, e in particolare la bergamasca, è stata non a caso in Europa l’area più colpita dal Covid. Non abbiamo bisogno di ulteriori privatizzazioni che si sono dimostrate alla prova dei fatti disastrose; abbiamo bisogno invece di un siatema sanitario pubblico , partecipato, universale ed egualitario, garantito a tutte e tutti.

Infine vogliamo ribadire – ad un anno dalla tremenda strage che si è consumata in bergamasca – la necessità della verità e della giustizia. Lo chiedono in prima persona i famigliari delle numerose vittime che ci sono state in particolare in Valseriana. La prima udienza della loro causa (civile) al tribunale di Roma sarà a breve, il giorno 8 luglio prossimo. (cfr. per esempio QUI)

Fatti come la mancata zona rossa in Valseriana nel marzo 2020 e le pressioni degli imprenditori che ne sono state all’origine, l’assenza di un piano pandemico nazionale aggiornato o la vicenda che ha coinvolto il pronto soccorso dell’Ospedale di Alzano Lombardo l’ultima domenica del febbraio 2020 rimandano a precise responsabilità della Regione, del Governo e di tutti i principali schieramenti politici; responsabilità che vanno assolutamente chiarite fino in fondo, perché altrimenti non è pensabile per il futuro alcun cambiamento.

Chi ha sbagliato, si tratti di tecnici o politici, deve pagare; venga cioè fatta giustizia.

Nel corso del banchetto, per illustrare i contenuti dell’iniziativa, alle ore 10.30, si terrà una conferenza stampa a cui interverranno Pia Panseri, del Coordinamento per il diritto alla salute, e l’avv. Consuelo Locati, legale dei familiari delle vittime da Covid. (2 giugno 2021, Coordinamento per il Diritto alla Salute – Bergamo)

CASE POPOLARI 2021 BG – GRADUATORIE PROVVISORIE/DEFINITIVE

Non reperite le graduatorie di diversi comuni

  • AMBITO (BASSA) VALLE SERIANA – ALBINO (comuni di ALBINO, ALZANO LOMBARDO, AVIATICO, CASNIGO, CAZZANO SANT’ANDREA, CENE, COLZATE, FIORANO AL SERIO, GANDINO, GAZZANIGA, LEFFE, NEMBRO, PEIA, PRADALUNGA, RANICA, SELVINO, VERTOVA, VILLA DI SERIO

N° 19 unità abitative nei comuni di Albino, Alzano Lombardo, Cene, Gandino, Gazzaniga, Nembro, Pradalunga, Ranica.

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler (nei comuni di Albino, Alzano Lombardo, Cene, Nembro e Pradalunga): ALER Albino, Alzano Lombardo, Cene, Nembro e Pradalunga; Graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà Aler (nei comuni di Albino, Alzano Lombardo, Cene, Nembro e Pradalunga): ALER Albino, Alzano Lombardo, Cene, Nembro e Pradalunga;

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di GANDINO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di Ranica

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di Gazzaniga

  • AMBITO DI BERGAMO (comuni di BERGAMO, GORLE, ORIO AL SERIO, PONTERANICA, SORISOLE, TORRE BOLDONE. In grassetto il comune capofila)

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler (nei comuni di Bergamo – n. 89 – e Torre Boldone – n. 3): ALER Bergamo e Torre Boldone

Graduatoria provvisoria degli alloggi (n. 35) di proprietà del Comune di BERGAMO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi (n.35) di proprietà del Comune di BERGAMO

Graduatoria provvisoria degli alloggi (n. 2) di proprietà del Comune di GORLE; Graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di GORLE

Graduatoria provvisoria degli alloggi (n. 1) di proprietà del Comune di ORIO AL SERIO (?)

  • AMBITO DALMINE (comuni di AZZANO SAN PAOLO, BOLTIERE, CISERANO, COMUN NUOVO, CURNO, DALMINE, LALLIO, LEVATE, MOZZO, OSIO SOPRA, OSIO SOTTO, STEZZANO, TREVIOLO, URGNANO, VERDELLINO, VERDELLO, ZANICA)

N° 38 alloggi nei comuni di Azzano San Paolo, Comun Nuovo, Dalmine, Mozzo, Osio Sotto, Stezzano, Treviolo, Urgnano, Verdellino, Verdello e Zanica.

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler (nei comuni di Dalmine, Osio Sotto, Urgnano, Verdellino): ALER Dalmine, Osio Sotto, Urgnano, Verdellino; Graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà Aler (nei comuni di Dalmine, Osio Sotto, Urgnano, Verdellino): ALER Dalmine, Osio Sotto, Urgnano, Verdellino

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di COMUN NUOVO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di COMUN NUOVO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di DALMINE; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di DALMINE

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di OSIO SOTTO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di OSIO SOTTO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di TREVIOLO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di TREVIOLO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di STEZZANO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di STEZZANO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di VERDELLINO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di VERDELLINO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del Comune di VERDELLO; graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del Comune di VERDELLO

  • AMBITO VALLE CAVALLINA (comuni di BERZO SAN FERMO, BIANZANO, BORGO DI TERZO, CAROBBIO DEGLI ANGELI, CASAZZA, CENATE SOPRA, CENATE SOTTO, ENDINE GAIANO, ENTRATICO, GAVERINA TERME, GORLAGO, GRONE, LUZZANA, MONASTEROLO DEL CASTELLO, RANZANICO, SAN PAOLO D’ARGON, SPINONE AL LAGO, TRESCORE BALNEARIO, VIGANO SAN MARTINO, ZANDOBBIO)

Alloggi disponibili nei comuni di Carobbio degli Angeli n. 3; Entratico: n. 2; San Paolo d’Argon: n. 1; Gorlago: n. 4; Trescore Balneario: n. 3.

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler: ALER Gorlago e Trescore Balneario; Graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà Aler (nei comuni di Gorlago – n. 4 – e Trescore Balneario – n. 3): ALER Gorlago e Trescore Balneario

Graduatoria provvisoria degli alloggi (n.1) di proprietà del Comune di SAN PAOLO D’ARGON

Graduatoria provvisoria degli alloggi (n.3) di proprietà del Comune di CAROBBIO DEGLI ANGELI

Graduatoria provvisoria degli alloggi (n. 2) di proprietà del Comune di ENTRATICO

  • AMBITO VALLE BREMBANA (comuni di ALGUA, AVERARA, BLELLO, BRACCA, BRANZI, CAMERATA CORNELLO, CARONA, CASSIGLIO, CORNALBA, COSTA SERINA, CUSIO, DOSSENA, FOPPOLO, ISOLA DI FONDRA, LENNA, MEZZOLDO, MOIO DE’ CALVI, OLMO AL BREMBO, OLTRE IL COLLE, ORNICA, PIAZZA BREMBANA, PIAZZATORRE, PIAZZOLO, RONCOBELLO, SAN GIOVANNI BIANCO, SAN PELLEGRINO TERME, SANTA BRIGIDA, SEDRINA, SERINA, TALEGGIO, UBIALE CLANEZZO, VAL BREMBILLA, VALLEVE, VALNEGRA, VALTORTA, VEDESETA, ZOGNO)

N° 4 alloggi nei comuni di Lenna, San Giovanni Bianco, Zogno.

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler nei comuni di Lenna (n.1), San Giovanni Bianco (n.1) e Zogno: ALER Lenna, San Giovanni Bianco e Zogno; Graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà Aler nei comuni di Lenna (n.1), San Giovanni Bianco (n.1) e Zogno: ALER Lenna, San Giovanni Bianco e Zogno

  • AMBITO VALLE SERIANA SUPERIORE E VALLE DI SCALVE (Comuni: ARDESIO, AZZONE, CASTIONE DELLA PRESOLANA, CERETE, CLUSONE, COLERE, FINO DEL MONTE, GANDELLINO, GORNO, GROMO, OLTRESSENDA ALTA, ONETA, ONORE, PARRE, PIARIO, PONTE NOSSA, PREMOLO, ROVETTA, SCHILPARIO, SONGAVAZZO, VALBONDIONE, VALGOGLIO, VILLA D’OGNA, VILMINORE DI SCALVE)

N° 15 alloggi (di cui 2 non immediatamente assegnabili) nei comuni di Ardesio, Parre, Clusone, Cerete, Gromo, Gandellino e Valbondione).

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler nei comuni di Clusone, Gandellino e Valbondione: ALER Clusone, Gandellino, Valbondione; Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà Aler nei comuni di Clusone, Gandellino e Valbondione: ALER Clusone, Gandellino, Valbondione

Graduatoria DEFINITIVA degli alloggi di proprietà del comune di ARDESIO

Graduatoria provvisoria degli alloggi di proprietà del comune di PARRE; garduatoria DEFINITIVA degli alloggi di properità del Comune di PARRE

Graduatoria provvisoria degli alloggi del Comune di Cerete: ?

Graduatoria provvisoria degli alloggi del Comune di Gromo: ?

(27.05.21) Bergamo. Inaugurazione delle case popolari di Via Borgo Palazzo: la protesta di Unione Inquilini

Giovedi 27 maggio il Presidente di ALER Bergamo e l’Assessore regionale alla casa hanno inaugurato i 107 alloggi di edilizia residenziale pubblica (di cui 77 a canone moderato e 30 a canone sociale) a seguito della conclusione del cantiere edile a Bergamo in via Borgo Palazzo. Attraverso questo evento ALER Bergamo e Regione Lombardia cercano di far dimenticare un cantiere durato 17 anni ( ben 20 anni secondo L’Eco di Bergamo) e una vicenda che è finita anche in tribunale, con lungaggini, cambiamenti di progetti e di imprese, consegne lavori e sospensioni e fallimenti.

Questa inaugurazione – che Unione Inquilini stamattina ha contestato in modo pacifico ma fermo e partecipato – rappresenta una operazione di maquillage che nasconde il fallimento della politica abitativa pubblica a Bergamo e in Lombardia a fronte di una emegenza sociale cresciuta in questi anni e che, a seguito della crisi pandemica, sta assumendo una dimensione drammatica.

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(29.05.21) Albino (bg). Banchetto e conferenza stampa del Coordinamento per il Diritto alla Salute – Bergamo e provincia: No brevetti sui vaccini; cambiare la sanità in Lombardia; verità e giustizia per le vittime da Covid

Sabato 29 maggio il Coordinamento per il diritto alla Salute di Bergamo e provincia aderisce e partecipa alla mobilitazione europea per la sanità pubblica.

Saremo dalle 10 alle 12 con un presidio e un banchetto ad Albino, in Via Mazzini 178-182 (nei pressi di Banca Intesa) , in connessione con tante altre piazze in Italia e in Europa.

Abbiamo scelto Albino perché la distribuzione dei vaccini nel locale hub vaccinale nell’Auditorium Cuminetti è gestita, dietro appalto della Regione, da una cooperativa privata di medici, che è stata protagonista nelle scorse settimane del clamoroso incidente che ha prodotto la distruzione di circa 1000 dosi di vaccino. (cfr. QUI)

Saremo in piazza, oltre che per chiedere conto di quanto successo, per continuare la raccolta firme ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) contro la proprietà intellettuale dei vaccini, per fare sentire la nostra voce contro il tentativo di riconferma della legge 23 (riforma “Maroni”) che regola il Servizio sanitario in Lombardia e che ha reso più pesante l’impatto del Covid nella nostra regione, e per ribadire – ad un anno dalla tremenda strage che si è consumata in bergamasca – la necessità della verità e della giustizia senza le quali non è possibile alcun cambiamento profondo.

Nel corso del banchetto, per illustrare i contenuti dell’iniziativa, alle ore 10.30, si terrà una conferenza stampa a cui interverranno Pia Panseri, del Coordinamento per il diritto alla salute, e l’avv. Consuelo Locati, legale dei familiari delle vittime da Covid.

Di seguito collegamento web con le altre piazze d’Italia e d’Europa che si mobilitano nello stesso giorno.

Bergamo, 27 maggio 2021