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San Paolo d'Argon Parco Locale di Interesse Sovracomunale (Plis) delle Valli d'Argon Dossier e nota
Scheda. Si rimanda a quella del sito della Amministrazione Provinciale di Bergamo. Qui Dossier * "La collina da difendere. Tutta" (dicembre 2004) Il nostro depliant che illustra la petizione per estendere il Plis a tutte le aree agricole pedecollinari a nord del centro abitato di San Paolo d'Argon. Qui * L'Alternativa, "Notiziario", marzo 2005 (sui risultati della petizione per l'estensione del Plis a San Paolo d'Argon). Qui * "Enclosures", Archivio fotografico (pagina web in costruzione). Qui * "Boschi" (foto, pagina web in costruzione). Qui * "Neo architettura rurale" (pagina web in costruzione). Qui * Piano integrato Cascina Casocc, alcune note (pagine web). Qui * L'abbattimento di Cascina Pincì. Qui * Accordo di Programma per il restauro del Monastero di San Paolo d'Argon. Dossier. Qui * Cascina Fontanino. Agonia di antico edificio rurale. Qui
Nota Rispetto alla proposta originaria l'estensione del Parco, lungo l'iter di approvazione degli anni scorsi, risulta ridotta da 735 ettari a 549. Le rispettive Amministrazioni comunali hanno così modificato le proprie superfici da "proteggere" a Parco: Albano Sant'Alessandro ha mantenuto i 202 ettari indicati inizialmente, San Paolo d'Argon e Torre de' Roveri hanno invece incrementato le superfici destinate a Plis (rispettivamente: da 106 a 120 ettari, da 167 a 270). Drastica invece la riduzione (da 260 ettari a soli 60) adottata dal Comune di Cenate Sotto, che ha escluso dal Plis praticamente tutta la Valle dei Brugaletti.(Nelle cifre i conti non quadrano del tutto - aritmeticamente - ma non è colpa nostra...) Il gruppo L'Alternativa tra il 2004 e il 2005 sostenne con forza la necessità di inserire nel Parco tutte le aree agricole pedecollinari di San Paolo d'Argon nonché il Monastero benedettino, promuovendo una petizione che raccolse oltre 120 firme. La proposta venne accolta, ma molto parzialmente: l'estensione del Plis nel territorio di San Paolo d'Argon è stata incrementata solo delle aree pedecollinari poste ad est, escludendo quelle ad ovest di via Madonna d'Argon, il Monastero Benedettino e una porzione di collina nella zona di Via del Vago. L'esclusione del Monastero venne motivata dalla maggioranza consiliare con la scelta di non interferire con l'Accordo di Programma, che si stava allora preparando e che poi si è concretizzato con il progetto di trasformarlo (soprattutto) in un grande albergo-ristorante! Quanto alla porzione collinare esclusa dal Plis in Via del Vago, anche in questo caso non si voleva interferire con il Piano integrato della Cascina Casocc, che prevedeva l'abbattimento dello scempio costruito negli anni '60 e '70 per trasferirlo - sotto forma di villette a schiera - più in basso e in modo non meno devastante (secondo noi). Per il resto, cioè per le altre aree pedecollinari verso ovest, l'Amministrazione comunale ha pensato bene di non "interferire" con le aspettative edificatorie, così diffuse e così potenti elettoralmente. Con le normative presenti nel Piano regolatore di San Paolo d'Argon, d'altro canto, sono aperti non pochi rischi rispetto ad un corretto uso del territorio e del recupero degli edifici storici esistenti, come ha dimostrato non molto tempo fa la vicenda di Cascina Pincì. Anche a San Paolo d'Argon il Plis potrebbe essere un'altra occasione mancata. Solo con la partecipazione popolare e con una costante iniziativa dal basso sarà possibile - come pure in parte è avvenuto nel 2004-2005 - fare del Parco una realtà viva, importante, in grado di riorientare lo sviluppo e l'equilibrio del territorio. E questo è il nostro impegno. (13.05.07) INFO
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