HOME

HOMEold

ARCHIVIO

Foto

 

L'ALTERNATIVA:

2010

2009 - 2008 - 2007

2006 - 2005 - 2004

2003 - 2002 - 2001

MAI-A-URE

2006 - 2004

 

giugno 2011 (new)

maggio 2011(new)

aprile 2011(new)

marzo 2011(new)

febbraio 2011 (new)

gennaio 2011(new)

dicembre 2010 (new)

novembre 2010 (new)

ottobre 2010 (new)

settembre (new)

agosto 2010 (new)

luglio 2010 (new)

giugno 2010 (new)

maggio 2010 (new)

aprile 2010 (new)

marzo 2010 (new)

febbraio 2010 (new)

gennaio 2010 (new)

dicembre 2009 (new)

novembre 2009 (new)

ottobre 2009 (new)

settembre 2009 (new)

agosto 2009 (new)

luglio 2009 (new)

giugno 2009 (new)

maggio 2009 (new)

aprile 2009 (new)

marzo 2009 (new)

febbraio 2009 (new)

gennaio 2009 (new)

dicembre 2008 (new)

novembre 2008 (new)

ottobre 2008 (new)

settembre 2008

agosto 2008

luglio 2008

giugno 2008

 


mail: alternainsieme@yahoo.it



2017

   

anno 2016

 

adesioni appello maggio giugno settembre


(07.08.17) SAN PAOLO D'ARGON. INFO E CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA PAVIMENTAZIONE DELLA PIAZZA DELLA CHIESA

E' quasi finita la nuova pavimentazione della (cosiddetta) piazza o sagrato della chiesa parrocchiale. La piazza è stata riportata alle misure ante anni Venti del secolo scorso, quando ancora, come è scritto nella “Cronistoria” parrocchiale, “la piazza della chiesa era della larghezza della facciata della chiesa e la racchiudeva tutta un muraglione alto 2 metri e mezzo, muraglione che partiva dalla strada e finiva addosso alla facciata della chiesa”. (Cfr. M. Sigismondi, San Paolo d'Argon e il suo monastero, 1079-1979, S. Paolo d'Argon 1979).
Non si può fare a meno di notare, ora che la pavimentazione è quasi completata, uno sfarzo - a detta anche di altri concittadini – inappropriato, tanto che l'antico sagrato – quello vero e proprio, fatto in altri secoli all'ingresso della parrocchiale - ne viene piuttosto sminuito.
A breve dovrebbero cominciare i lavori sia per adeguare Via San Mauro, la strada campestre appena a nord, collegando la piazza – che sarà pedonale - con il grande parcheggio realizzato da poco sul lato est del complesso di chiesa ed ex monastero, sia per fare parcheggi e giardini in corrispondenza del vecchio campo di pallacanestro e delle pertinenze dell'ormai demolita casa del curato.
La nuova pavimentazione è stata fatta a cura della Diocesi di Bergamo con una spesa di ben 200.000 euro. Al Comune di San Paolo d'Argon competono invece la spesa per i lavori in Via San Mauro e quella per i parcheggi e i giardinetti, che costeranno alla nostra comunità rispettivamente 100.000 e 60.000 euro: perfino oltre gli impegni originariamente assunti dal nostro Comune (non ci risulta però che nel Consiglio comunale siano state fatte obiezioni). E senza dimenticare che tra il 2007 e il 2008 il nostro Comune aveva già versato per il restauro dell'ex monastero 500.000 euro raccolti tra la cittadinanza imponendo l'innalzamento dell'addizionale Irpef dal 3 al 5 per mille.
Tutta l'operazione relativa all'ex monastero è costata finora 16 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni i fondi pubblici messi a disposizione da Regione, Provincia e Comune di San Paolo d'Argon. Altri soldi serviranno e certo quello della Diocesi di Bergamo sarà alla fine un investimento decisamente ragguardevole: forse solo qualcosa in meno – tenuto conto delle compartecipazioni di Camera di Commercio e Cariplo - di quanto la stessa Diocesi ha incassato cedendo qualche settimana fa a privati l'importante Casa di Riposo da pochi anni inaugurata nella vicina Casazza.
A più di 10 anni dell'avvio di tutta l'operazione, ciò che si sa è che la Diocesi è in rotta di collisione con la scuola privata insediata nell'ex monastero e legata Compagnia delle Opere e che ha intenzione di ritornare alla destinazione originaria, quella che prevedeva il cosiddetto “Museo delle Migrazioni” nonché cospicui spazi, oltre la metà degli edifici cinquecenteschi, da dedicare alla ristorazione e all'accoglienza turistica.
Abbiamo già parlato e documentato in altra occasione questa tormentata vicenda (cfr. per esempio Alternainsieme.net 03.04.17).
Con qualche disappunto notiamo che, fra tanti milioni profusi dalla Diocesi nel nostro ex monastero, al nostro comune non viene risparmiato l'ulteriore esborso di 160.000 euro.
Di fronte ai bisogni gravi ed urgenti presenti anche nel nostro paese, con persone e famiglie impoverite, rimaste senza lavoro e/o senza casa, anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, i responsabili dell'Amministrazione comunale ci ricordano sempre in modo accorato che a causa dei tagli dei trasferimenti dello Stato le risorse per le politiche sociali sono sempre scarse e di molto insufficienti rispetto ai bisogni.
Con quei 160.000 euro si sarebbe potuto fare o programmare un altro tappeto di erba sintetica per il campo di calcio, altri due o tre ponticelli carini sulla Seniga, un altro campo di tennis, un pezzetto almeno del palazzetto dello sport nel prato delle scuole, tutti interventi in corso d'opera o già realizzati in tempi più o meno recenti oppure programmati dalla Giunta comunale: per la gioia dei disoccupati e precari, delle famiglie impoverite, di chi è rimasto senza casa, degli anziani soli e/o non autosufficienti, dei disabili e così via...

 


(24.07.17) BOLTIERE. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA CHE RISCHIA DI ESSERE BUTTATA IN STRADA SENZA PIETA’

* Venerdi 4 agosto dalle ore 9.00, presidio antisfratto a Boltiere in piazza IV Novembre

Non si fermano neanche nel mese di agosto le esecuzioni degli sfratti e gli attivisti antisfratto dell’Unione Inquilini sono continuamente impegnati nel confronto con le amministrazioni Comunali per trovare soluzioni abitative per le numerose famiglie sotto sfratto perché colpite dalla crisi e cadute in povertà .
È il caso di Singh e della sua famiglia, costituita dalla moglie e due figli minorenni. L’inquilino che abita in un appartamento in affitto a Boltiere è disoccupato dal 2015 e non è più riuscito a trovare lavoro adeguato.
I pochi soldi guadagnati in lavori precari e sottopagati sono serviti per dare da mangiare ai suoi figli e Singh non è più riuscito a pagare l’affitto.
La proprietà, che detiene moltissimi appartamenti e negozi che affitta o vende, ha proceduto all’avvio dello sfratto per morosità.
Gli attivisti del Unione Inquilini sono riusciti, attraverso la trattativa con l’Amministrazione comunale di Boltiere, ad ottenere un aiuto economico che è stato interamente versato al proprietario per ottenere in passato un breve rinvio. Erogato il misero contributo, il Comune non intende più intervenire per soccorrere la famiglia. Pertanto ora siamo allo sgombero che rischia di lasciare la famiglia in mezzo alla strada.
Gli attivisti antisfratto organizzeranno un presidio di solidarietà nel giorno dello sgombero, venerdi 4 agosto, a Boltiere in piazza IV Novembre.
“Altro che uscita della crisi!” - secondo Davide Canto e Fabio Cochis dell'Unione Inquilini: “Il disagio e povertà, come hanno confermato nei giorni scorsi i dati Istat, aumentano e colpiscono i ceti più deboli, mentre di fronte al problema della casa le Amministrazioni comunali annaspano ancora. Chiediamo l’intervento della Prefettura per fermare gli sgomberi.” (01.08.17, Unione Inquilini Bergamo, per info tel. 3397728683 – Fabio Cochis)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: QUI


(24.07.17) BERGAMO. IN TANTI AL PRESIDIO CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO PER LE CASE POPOLARI CHE PENALIZZA I POVERI

Unione Inquilini solidarizza con il Comitato degli abitanti di Via Pignolo mobilitati contro la svendita del “Principe di Napoli”

Oltre 150 inquilini sono intervenuti nel pomeriggio di oggi al presidio-manifestazione indetto dell'Unione Inquilini davanti al Comune di Bergamo in contemporanea con la seduta del Consiglio comunale cittadino.
Questo per sollecitare l'Amministrazione comunale ad intervenire contro il regolamento per gli accessi alle case popolari, attuativo della legge 16/2016, adottato dalla Giunta regionale lo scorso 21 giugno.
“Se passa questo regolamento – a ricordato al microfono Fabio Cochis, segreatraio dell'Unione Inquilini di Bergamo – i Comuni non avranno più strumenti per intervenire sull'emergenza abittaiva. Infatti verrà eliminata la possibilità di assegnare alloggi in deroga per le persone che rimangono senza casa per sfratto ad altro. Per questo chiediamo che anche il Comune di Bergamo si attivi contro la Giunta regionale”.
Come abbiamo denunciato, l'intenzione della Giunta regionale è quella di cambiare drasticamente le procedure vigenti per l'accesso agli alloggi con un sistema di graduatorie plurime e temporanee che limitano drasticamente la casa popolare proprio alle categorie sociali più povere. Non saranno più la condizione abitativa o lo sfratto a dare maggiore punteggio bensì gli anni di residenza in Lombardia che si sommano agli anni di residenza nel comune!
Invece degli investimenti nell'edilizia pubblica per affrontare correttamente dopo anni di latitanza i drammi dell'emergenza abitativa, anche in Lombardia come in altre regioni ci troviamo di fronte ad iniziative legislative e regolamenti che l'emergenza andranno semplicemente ad aggravarla.
Ma anche la Giunta Comunale di Bergamo purtroppo lascia molto a desiderare in tema di politiche abitative e sociali. Proprio in questi giorni ha infatti deliberato di alienare a privati lo storico edificio già sede dell'Asilo “Principe di Napoli” di Via Pignolo, comprensivo di almeno una decina di alloggi pubblici da tempo abbandonati.
“Questa scelta della Amministrazione comunale – hanno ricordato Ornella Giudici del comitato del quartiere, che si è mobilitato per fermare la svendita, e Francesco Macario, segretario provinciale del Prc – è illegittima perché contravviene ad un preciso lascito che sancisce il carattere pubblico e sociale del Principe di Napoli. Ed è veramente scandaloso che, mentre in questa città ci sono tante persone e famiglie costrette a dormire in stazione, il Comune decida di alienare alloggi pubblici”.
Nella mattinata di martedì 25 luglio l'Unione Inquilini di Bergamo incontrerà l'assessore alla casa del Comune di Bergamo a cui saranno illustrate proposte e richieste degli inquilini, delle persone senza casa o in nella graduatoria nell'attesa di un alloggio popolare.
Un grazie di cuore a tutti coloro che oggi hanno partecipato alla mobilitazione. Ci rvedremo dopo le ferie per continuare e rafforzare la lotta per il diritto alla casa. (24.07.17, Unione Inquilini Bergamo)

Le altre foto: QUI. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: QUI


(24.07.17) UNIONE INQUILINI BERGAMO. SFRATTI: AGOSTO ROVENTE IN BERGAMASCA

Boom di sfratti nel mese delle ferie.
Non si fermano neanche nel mese di agosto le esecuzioni degli sfratti e gli attivisti antisfratt dell'Unione Inquilini sono continuamente impegnati nel confronto con le amministrazioni Comunali per trovare soluzioni abitative per le numerose famiglie sotto sfratto perché colpite dalla crisi e cadute in povertà .
Altro che “uscita della crisi”! Il disagio e povertà, come hanno confermato nei giorni scorsi i dati Istat sulla povertà assoluta, aumentano e colpiscono i ceti più deboli, mentre di fronte al problema della casa le Amministrazioni comunali annaspano ancora.
Nelle prossime settimane saremo impegnati in più realtà della provincia. Saremo, in particolare, nella Bassa Bergamaca, dove si registrano sfratti nella zona di Verdello, Boltiere, Bonate Sotto e in Val Seriana.
Ci preme qui segnalare due vicende particolarmente urgenti.
A Nembro nei prossimi giorni Ufficiale Giudiziario busserà alla porta della famiglia di Samia, di suo marito e del loro bambino di 10 mesi per buttarli per strada. Ci siamo attivati nel confronto con i Servizi sociali, ma, malgrado diversi incontro, non si intravede ancora una soluzione abitativa alternativa. Non ci resta quindi che chiedere un incontro urgente con il sindaco del paese.
A Pradalunga anche Maurizio (62 anni) è sotto sfratto; è disoccupato e non riesce a trovare un lavoro. Nelle prossime settimane l'ufficiale giudiziario busserà alla sua porta per la seconda volta col mandato di sgomberare l'alloggio in cui vive. Malgrado il confronto con l'Amministrazione comunale ricercato costantemente dal nostro sindacato, non si intravvede ancora una soluzone abitativa dignitosa.
Facciamo richiesta, pertanto, al Prefetto di sollecitare le autorità preposte ad operare affinché a tutte le famiglie sotto sfratto sia assicurato il passaggio “da casa a casa”, nel modo meno traumatico possibile. Da parte nostra non tollereremo che famiglie e persone sfrattate vengano lasciate sole, neppure nel mese delle ferie! (24.07.17 - Davide Canto per Unione Inquilini Bergamo - tel. 3345086230)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: QUI


STOP-CETA. LA MOBILITAZIONE A CUI ADERIRE E IL MANUALE DA DIFFONDERE

Martedì 25 luglio il Senato italiano ha intenzione di ratificare il CETA. Senza consultare adeguatamente la società civile, le organizzazioni agricole, i sindacati, il mondo ambientalista e i consumatori, gran parte del Pd, insieme a Forza Italia, i Centristi di Pier Ferdinando Casini (CpE), Alternativa Popolare (AP) di Angelino Alfano e schegge del Gruppo Misto, intendono dare il via libera all’accordo tossico UE-Canada.

Forti del sostegno di centinaia di migliaia di cittadini contrari a questo trattato e preoccupati per i loro diritti e la loro salute, le organizzazioni della Campagna Stop TTIP Italia ritengono questa accelerazione intollerabile e ingiusta. Contro il CETA si sono espresse anche numerose Regioni, votando delibere contrarie e chiedendo al Senato di fermare il processo. Lazio, Lombardia, Liguria, Veneto, Puglia, Calabria, Marche e Valle d’Aosta, oltre a centinaia di Comuni, hanno intimato al Parlamento di aprire una consultazione ampia sugli effetti del trattato. Questo movimento trasversale, che sui territori coinvolge anche partiti della maggioranza, non può essere ignorato.

Aderisci anche tu alla mobilitazione per bloccare la ratifica: https://stop-ttip-italia.net/stop-ceta-25-luglio-222/

Scarica e diffondi a tutti i tuoi contatti l'ultima pubblicazione Stop TTIP Italia sulla disinformazione CETA: https://stopttipitalia.files.w ordpress.com/2017/07/debunking -_ceta_luglio2017.pdf


(25.07.17) BERGAMO. LA NOSTRA RETE PER L'ALTERNATIVA AL G7 E' SEMPRE PIU' GRANDE. E CI INCONTRAMO MARTEDI' CON FRANCISCO DAL CHIAVON

 

Ciao a tutti

la presente solo per confermare che il coordinamento si riunirà martedì 25 presso la comunità di famiglie "cortile di S.Giorgio", in via Quarenghi 41. Parcheggiare in Malpensata.

Per chi può siamo invitati a condividere la cena portando ognuno quel che vuole, dolce o salato, cibo o bevande. Ritrovo ore 19.00. L'assemblea inizierà intorno alle 20.45.

Francisco dal Chiavon dei Sem Terra torna come promesso a ragionare insieme a noi rispetto alle prospettive della Rete e a darci quella dimensione di alternativa globale e concreta che ha dato tanto respiro all'assemblea di Seriate il mese scorso.

Sarà utile ragionare insieme a lui e tra tutti noi su come costruire il forum del 14-15 ottobre e sul dopo.

Credo che se non riusciremo a chiudere su questioni organizzative, potremo lasciarci comunque con delle indicazioni di lavoro per il mese di agosto, logistica, manifestazione, comunicazione, relatori, tematiche, rapporti con le realtà regionali e nazionali.

Confermo che il teatro è disponibile e anche i "piccoli idilli" con il loro spettacolo e, per finire, anche l'Edonè si rende disponibile per la due giorni prevista, condividendo il progetto della Rete e quindi supportandoci a livello logistico.

A presto - Bergamo, 18 luglio - Roberta


* DI SEGUITO TUTTE LE ADESIONI GIUNTE FINORA ALLA NOSTRA RETE BERGAMASCA PER L'ALTERNATIVA AL G7. CONTROLLATE SE MANCA QUALCUNO!

Acli Terra Lombardia - Alternainsieme San Paolo d'Argon - Associazione Rurale Italiana (Ari) - Asia Bergamo - Associazione Animante Bergamo - Associazione Gli Armadilli - Barrio Campagnola - Brigate Solidarietà Attiva Bergamo - Cittadinanza sostenibile Bergamo - Comitato "I Bastioni di Orione" Possibile Bergamo - Collettivo politico di Alzano Lombardo - Comitato di lotta per la casa Bergamo - Comitato Seriate per Tutti - Comitato Stop Ttip Milano - Cooperativa sociale Amandla - Cooperativa Il Sole e la Terra - C.s.a. Pacì Paciana - Desr Distretto Rurale Di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano) - Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo - Gas di Baggio(mi) - Intergas Bassa Val Seriana (GAS Torre Ranica, Pan GAS, Quater GAS) - Laboratorio Permacultura Temperata Bergamo - Rifondazione Comunista Circoli di Seriate, Dalmine, Valcavallina e Federazione provinciale di Bergamo - R@p Rete per autorganizzazione popolare - RiMake Milano - RiMaflow Trezzano sul Naviglio (mi) - Sinistra Italiana Bergamo - Unione Inquilini Bergamo

Attac Italia - Bilanci di Giusizia – rete nazionale - Deafal (ong) - Fuorimercato - Comitato Stop Ttip Italia - Il sindacato è un'altra cosa /Cgil - Terra Nuova - Woof Italia

 

Info: Roberta tel. 3405841595 - Fb: Rete Bergamasca per l'alternativa al G7 - Mail: alternativag7bergamo@yahoo.it

Le nostre precedenti info: qui


(24.07.17) BERGAMO. PRESIDIO-MANIFESTAZIONE CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L'ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

Regione Lombardia: neanche un euro per le case popolari, ma una Legge per privatizzare e per aumentare gli affitti e un Regolamento che penalizza i più poveri

* Lunedì 24 luglio ore 17.30 - 19.15, PRESIDIO-MANIFESTAZIONE a BERGAMO - davanti al Comune (Palazzo Frizzoni in Piazza Matteotti)

VOLANTINO

Il nuovo Regolamento Regionale per l’accesso alle case popolari discrimina le famiglie povere. I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa e gli sfratti

La Legge Regionale 16/2016. Non più case popolari ma “servizi abitativi” per chi può pagare, i poveri stanno fuori (in strada). La Giunta della Regione Lombardia, l’anno scorso, ha fatto approvare la legge n°16/2016. E’ stato stravolto il sistema delle case popolari facendolo diventare – con l'introduzione del principio della sostenibilità economica - un servizio per chi può pagare,.
Le case popolari dovrebbero aiutare i poveri. Invece è previsto il limite del 20% per l’accesso delle famiglie con reddito basso. Pertanto la legge limita seccamente l'accesso alle case popolari proprio a chi ne ha più bisogno!

LA GIUNTA REGIONALE APPROVA UN PESSIMO REGOLAMENTO
Legge 16/2016 ha previsto la successiva emanazione di alcuni Regolamenti applicativi. Tra questi quello per gli accessi alle case popolari. Da una brutta legge regionale non poteva derivare che un pessimo regolamento.

1. Non tutti possono fare la domanda
Per potere presentare la domanda è necessario essere in una delle seguenti categorie: anziani (max 30%); famiglie monoparentali (max 20%); disabili (max 15%); famiglie di nuova formazione (max 20%); forze di polizia (max 10%); altre categorie di rilevanza sociale (max 5%) solo se deciso dai Comuni.
Gli altri sono esclusi. Per esempio: una famiglia di 2 adulti con uno o più minori, indipendentemente dalla situazione alloggiativa in cui si trova (ad es. sfratto, sovraffollamento, ec..), non appartenendo ad alcuna delle categorie previste non potrà neppure fare domanda.

2. Tante (finte) graduatorie, nessuna giustizia
La nuova legge prevede una graduatoria per ogni singolo alloggio. Ogni cittadino potrà presentare la domanda per cinque alloggi disponibili e la sua domanda varrà solo per l'alloggio nella cui graduatoria si trova nella posizione migliore. Le singole graduatorie non saranno organizzate in base al criterio dell’effettivo bisogno, ma sarà decisiva la categoria in cui si è inseriti. Inoltre le graduatorie cesseranno di esistere una volta finita la procedura di assegnazione, mettendo fine alla graduatoria generale.
Esempio: nel caso sia già stata raggiunta la percentuale massima degli alloggi destinati ai disabili, una famiglia con un componente disabile sarà superata nell’assegnazione da chi appartiene ad altre categorie anche se con punteggio più basso. C'è inoltre una riserva del 10% delle assegnazioni per le forze di polizia, ma non ci sono limiti ai requisiti di accesso, come succede per le altre categorie, per cui se uno appartiene alle forze di polizia accede alla casa anche con un reddito elevato.

3. Esclusione dei più poveri dalla casa popolare
La nuova norma regionale introduce un limite del 20% di assegnazioni per le famiglie indigenti (più povere) che, in ogni caso, dovranno obbligatoriamente essere seguite dai Servizi Sociali comunali. I Servizi Sociali avranno il potere di permettere o impedire di fare domanda per la casa popolare.
Non viene considerato che la motivazione per cui una famiglia fa domanda di casa popolare è la povertà economica, cioè l’impossibilità di sostenere i prezzi dell’affitto sul mercato privato.

4. Niente assegnazioni in emergenza, nemmeno agli sfrattati
Il nuovo Regolamento cancella l’assegnazione di alloggio per “l’emergenza abitativa”. Questo è l’unico strumento per aiutare le familiari più in difficoltà (anziani, minori, invalidi…) per le quali si presenta un evento straordinario (sfratto o altro), attraverso l’assegnazione di un alloggio popolare in deroga alla graduatoria.
In pratica: non sarà più possibile presentare una domanda di emergenza abitativa. Inoltre il punteggio riferito allo sfratto viene fortemente limitato.
Il risultato sarà che i Comuni resteranno privi di strumenti per affrontare qualsiasi tipo di emergenza, sfratti compresi. La gente finirà in strada senza possibilità di intervento.

5. La durata della residenza vale di più della povertà o di uno sfratto
Nel nuovo Regolamento i punteggi della durata della residenza in Lombardia e nel comune hanno un peso importantissimo, poiché tra loro cumulabili, e possono arrivare a pesare per più del 50% all’interno del punteggio complessivo.
Viene introdotto un’ulteriore esclusione nei confronti di chi risiede da meno tempo sul territorio, indipendentemente dalla condizione di emergenza abitativa della famiglia (sfratto, sovraffollamento, ecc..).
In verità chi governa è incapace di dare una risposta abitativa alle tante famiglie in difficoltà economica. Quindi la Giunta regionale decide di mettere in concorrenza i poveri sulla base della residenza sul territorio.

6. Manca ancora la Piattaforma informatica a causa di inefficienza
Tutto il nuovo sistema di accesso verrà gestito da una Piattaforma informatica che attualmente non è ancora stata resa disponibile dai burocrati della Regione Lombardia. Senza la Piattaforma non esiste alcun Regolamento.

7. La titolarità esclusiva del provvedimento di assegnazione sottratta al Comune
Il Regolamento affida il provvedimento di assegnazione al soggetto proprietario dell’alloggio, sottraendolo al Comune. Gli altri soggetti titolati possono essere le ALER ma anche società private.

8. Assegnazione di alloggi sotto la soglia minima di vivibilità
Per i nuclei familiari composti da una sola persona è prevista l’assegnazione di un alloggio con superficie inferiore a 28 mq. Questo crea un rischio igienico-sanitario ma anche di mancanza di rispetto della dignità delle persone.

LE INIZIATIVE SINDACALI PER CAMBIARE IL REGOLAMENTO
I Sindacati degli Inquilini hanno trattato con l’Assessore alla casa della Regione Lombardia ottenendo anche alcune modifiche migliorative del Regolamento che, però, sono insufficienti.
Unione Inquilini inizia una mobilitazione per sollecitare un intervento dei Comuni che chieda alla Regione Lombardia una modifica profonda sia del Regolamento per gli accessi, sia della Legge 16/2016.

* Unione Inquilini - 24125 Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g - tel. 035236912 - 3397728683

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: QUI


(08.07.17) BERGAMO. DOPO Il BRANCACCIO ANCHE A BERGAMO L'ASSEMBLEA PER L'"ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L'UGUAGLIANZA"

* Bergamo, sabato 8 luglio 2017, ore 15.30, presso la Sala Mutuo Soccorso, Via Zambonate 33

Sulla base dell'appello conclusivo dell'assemblea del 18 giugno al Teatro Brancaccio di Roma (cfr. qui) , anche a Bergamo come in tutto il territorio nazionale è indetta una prima assemblea per costruire, dal basso, la Sinistra alternativa al liberismo e al Pd. "Democrazia" ed "uguaglianza" sono le parole d'ordine nelle quali è stato declinato questo impegno e che approfondiremo nell'incontro dell'8 luglio - a cui invitiamo cittadini e cittadine, lavoratrici e lavoratori - con Filippo Pizzolato (Università di Milano) e Roberto Romano (economista e ricercatore della Cgil). L'incontro è promosso dalla delegazione di Bergamo che ha partecipato all'assemblea del 18 giugno a Roma. Per altre info, comunicazioni e adesioni: democrazia_uguaglianza.bergamo@yahoo.it


(05.07.17) SAN PAOLO D'ARGON. CHE SUCCEDE ALLA LEDIBERG SPA?

Da diverso tempo gli stipendi, secondo quanto abbiamo potuto raccogliere qua e là in paese fra lavoratrici e lavoratori preoccupati, vengono pagati in ritardo. Nei giorni scorsi un giornale locale ha informato che una tipografia con 70 dipendenti di Costa di Mezzate sarebbe in procinto di acquisire la Lediberg, gruppo industriale di oltre 1500 dipendenti, di cui l'unità principale ha sede nel nostro Comune. Un cambio di questo tipo nella principale azienda del nostro paese, quella di gran lunga col numero maggiore di dipendenti, logicamente non può che suscitare interrogativi riguardo il futuro produttivo ed occupazionale. Quello che chiediamo da una parte ai Sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori, dall'altra all'Amministrazione Comunale di San Paolo d'Argon di essere parte attiva nella vicenda, o quantomeno vigilare, affinché - cambi societari o meno - non corra rischi il patrimonio produttivo, di professionalità e occupazionale che da oltre 40 anni è cresciuto grazie anche ad uno stretto rapporto tra azienda e territorio. ("L'Alternativa-San Paolo d'Argon")

Si riporta di seguito un articolo pubblicato qualche giorno fa nel web (www.stampamedia.net)

"Verso una svolta il futuro della Lediberg. Allo studio un polo agende con CPZ e Johnson. Di deciso non ci sarebbe ancora nulla e non è neppure certo che alla fine il progetto si concretizzi. Ma entro i primi dieci giorni di luglio si dovrebbe capire se davvero ci sarà una svolta nel futuro della Lediberg, la storica azienda bergamasca leader nel settore della stampa di agende e taccuini. Un futuro che potrebbe vedere la nascita di un polo europeo in questo settore a Bergamo riunendo all'interno dello stesso gruppo la Lediberg con le Grafiche Johnson, recentemente acquisite dalla CPZ di Costa di Mezzate guidata da Marzio Carrara che sarebbe il protagonista di questa operazione.
Nel 2013 la Lediberg, fondata nel 1965 da Lindo e Maria Castelli, diventata leader europeo nella stampa di agende e taccuini, era stata rilevata, con la ristrutturazione del debito e all'interno della Legge fallimentare, da un investitore libanese insieme con otto imprenditori bergamaschi, non solo del settore grafico. Le banche finanziatrici a medio e lungo termine del gruppo (che nel 2006 aveva ceduto una quota del 42% del capitale sociale al Fondo Sofipa di Capitalia e quindi del gruppo Unicredit, fondo integrato nel 2012 in Synergo Sgr) avevano accettato l'offerta presentata dal gruppo di investitori libanesi aggregati al veicolo Iris Fund e affiancati, come detto, da un pool di investitori privati bergamaschi. I nuovi soci avevano messo sul piatto 20 milioni di euro di nuovo equity, mentre le banche convertito in equity 40 milioni dei loro crediti, il tutto per una ricapitalizzazione complessiva di 60 milioni.
Con la previsione anche di 5 milioni di investimenti, allora la nuova proprietà aveva presentato un ambizioso piano di rilancio dell'azienda bergamasca che dà lavoro a oltre 1500 persone, ha stabilimenti e filiali in tutto il mondo e produce agende datate e non ma è anche attiva nella stampa commerciale e di pregio con la controllata Castelli Bolis Poligrafiche spa e con il brand Nazareno Gabrielli produce accessori in pelle. Il piano prevedeva infatti di raggiungere nel 2018 un fatturato consolidato di 209 milioni di euro con un Ebitda di 22,7 dai 167 milioni di ricavi e 12,6 di Ebitda del preconsuntivo 2013.
Complice anche la situazione del mercato, secondo ambienti del settore, il raggiungimento di questi obiettivi sarebbe stato più difficile del previsto e sarebbe maturata l'esigenza di percorrere altre strade per assicurare un più forte sviluppo della Lediberg. E questa nuova strada, come riporta il periodico bergamasco Araberara, potrebbe incrociare quella della CPZ che dopo aver siglato l'anno scorso con ArtiGroup un accordo di collaborazione per la distribuzione commerciale di agende, quaderni e calendari, con la nascita della joint-venture Johnson CPZ, nei mesi scorsi ha rilevato tutto il ramo d'azienda delle Grafiche Johnson compresi i 297 dipendenti.
Dopo questo importante salto dimensionale (CPZ infatti prima dell'accordo occupava circa 70 persone nella lavorazione di stampe digitali e agende), l'azienda di Costa di Mezzate potrebbe farne un altro ancora più grande. Quello appunto di essere regista della nascita del nuovo polo bergamasco di agende, taccuini e quaderni insieme con la Lediberg. Un progetto al quale si starebbe lavorando da alcune settimane e che potrebbe anche vedere, secondo rumor di mercato, l'ingresso di partner finanziari. Ma è ancora presto per dire se andrà in porto."

Lediberg, le nostre precedenti info: QUI


(17.06.17) BERGAMO. BREVI NOTE PER IL MINISTRO MAURIZIO MARTINA - DALLA RETE BERGAMASCA PER L'ALTERNATIVA AL G7

Ieri una delegazione della nostra "Rete Bergamasca per l'alternativa al G7" era presente all'incontro promosso dalle cooperative sociali sul tema "Dove vanno le politiche agricole" nell'ambito della festa in corso al Lazzaretto. Era pure prevista la partecipazione del Ministro dell'agricoltura Maurizio Martina, che però non è venuto e si è limitato ad una comunicazione via skype. Di seguito l'intervento di Orazio Rossi, a nome della nostra Rete.

Signor Ministro Martina,

questo intervento vuole portare la voce della "Rete Bergamasca per l’alternativa al G7". La Rete ha lanciato un appello il 1° Maggio, giorno dedicato alla Festa del Lavoro, di tutti i lavoratori, quindi anche di quelli agricoli, settore tanto travagliato da lavoro nero, sommerso, irregolare, sfruttato, talvolta inumano.
L’appello è rintracciabile sulla pagina Fb dedicata e vi hanno aderito, fino ad ora, una quarantina di soggetti della società civile da tutte le parti d’Italia, tra partiti, associazioni, organizzazioni, onlus, ong, fondazioni, aziende agricole, organizzazioni di base di contadini, soggetti vari di economia solidale, cittadini.
La rete è in continua espansione, sempre aperta ed inclusiva, attraverso un percorso informativo e formativo, di cui i principali appuntamenti sono stati, sono e saranno i seguenti:
- 19 Maggio assemblea pubblica in cui i temi sono stati: il sistema agroindustriale mondiale con le sue ricadute sulla qualità del cibo, sull’ambiente, sulle comunità contadine e le speculazioni finanziarie sulle materie prime agricole
- Stasera, 16 Giugno, ore 21,00 presso la biblioteca di Seriate, assemblea pubblica dal titolo: per un’altra umanità possibile: le prevaricazioni dell’agroindustria e le lotte delle comunità contadine per l’autodeterminazione alimentare, dove avremo il privilegio di avere con noi Francisco Dal Chiavon, co-fondatore dei Sem Terra, movimento dei contadini brasiliani e portavoce della Via Campesina, il più grande movimento mondiale delle comunità contadine
- Nel mese di Settembre, assemblea pubblica su PAC (Politica Agricola Comunitaria) e proposta di Legge sull’agricoltura contadina in Italia
- Il 14 e 15 Ottobre, in concomitanza con la riunione del G7 Agricoltura a Bergamo, è previsto un social forum diffuso sulla città e nella provincia.
Questa sera, con questo nostro breve contributo, vorremmo stare sul tema di questo incontro pubblico, "dove avnno le politiche agricole?", unendoci al Bio-distretto Agricoltura Sociale Bergamo, per usare le stesse parole del volantino di questa iniziativa: "Far giungere la voce critica per farsi interprete della battaglia per un’agricoltura sostenibile, per il diritto al cibo sano, per la lotta contro la fame, per la fertilità della terra".
Quindi ecco di seguito alcune considerazioni veloci, proprio usando questi stessi titoli che ho elencato ora.

* Fertilità della terra e, quindi, tutela del suolo

Nella primavera del 2015 si era avviato un iter parlamentare su una proposta di Legge per la Tutela del Suolo particolarmente lento e travagliato a causa delle resistenze presenti in quasi tutti i gli schieramenti politici. La proposta di Legge, con il tempo è stata limitata e modificata in più punti con la conseguenza di essere meno incisiva nella difesa del suolo. La verità è che ancora oggi c’è chi ritiene che la crescita del nostro paese debba continuare a far leva su una nuova fase di sviluppo edilizio.
E’ veramente sconcertante prendere atto che ancora oggi, a Roma e negli Enti locali, c’è chi ritiene di affidare le sorti della crescita ad una nuova ondata di cementificazione, senza considerare che il livello di guardia è già stato ampiamente superato e che stiamo recando un danno irreparabile alle generazioni future .
Ssolo due dati: 1) Alla fine degli anni Sessanta su una superficie totale di 30 milioni di ettari, 18 milioni erano destinati all’agricoltura; nell’arco di poco più di quarant’anni la superficie agricola è scesa al di sotto di 13 milioni di ettari: una perdita pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. 2) Ogni giorno in Italia il cemento divora 100 ettari di superficie agricola).
Il 12 Maggio 2016 finalmente il disegno di Legge ha ricevuto il via libera dalla Camera dei deputati ma ad oggi, dopo più di un anno, la discussione si è arenata in Senato. Noi riteniamo che sia importante approvare questa Legge in tempi brevi, anche imperfetta e peggiorata in più punti, piuttosto che accettare lo status quo normativo privo di ogni vincolo alla cementificazione.

* Diritto al cibo (sano, aggiungiamo noi) e quindi lotta alla fame, e quindi, aggiungiamo noi, sovranità alimentare

Nella Carta di Milano, eredità di impegno futuro per tutti i protagonisti di Expo internazionale in Italia di Milano 2015, che aveva come mitico titolo "Nutrire il pianeta, energie per la vita" si legge questa frase:
"Adottare misure normative per garantire e rendere effettivo il diritto al cibo e la sovranità alimentare".
Ma la carta di Milano da allora è rimasta lettera morta ed è stata dimenticata (così come tutti gli impegni presi nel documento approvato dai ministri e rappresentanti dell'Agricoltura di tutto il pianeta nel G7 agricoltura di Niigata, in Giappone, nel 2016).
Nella Carta di Milano il concetto di sovranità alimentare è citato ma non spiegato e nessuno del sistema agroindustria-multinazionali lo cita o lo adotta.
Invece esso è al centro dei movimenti internazionali contadini, ed è stato coniato proprio dalla Via Campesina nel 1996 in occasione del Vertice mondiale sull’alimentazione, intesa come di seguito:
"La sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti sani e culturalmente appropriati, prodotti con metodi realmente sostenibili. La sovranità alimentare appare come una delle risposte più potenti e realmente attuabili per la disponibilità di cibo, per la povertà e la crisi climatica.
La sovranità alimentare è il diritto dei popoli di definire direttamente e attivamente il proprio cibo e i propri sistemi agricoli: è, dunque, il mettere in primo piano i bisogni, le aspirazioni e il sostentamento di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti nel cuore dei sistemi alimentari, e non è il mettere al centro degli interessi le esigenze dei mercati.
La sovranità alimentare, inoltre, è priorità di produzione alimentare locale e del suo consumo; offre a un Paese il diritto di proteggere i suoi produttori locali da importazioni a basso costo e dal controllo della produzione; assicura che i diritti di utilizzo e di gestione di terre, territori, acqua, sementi, bestiame e della biodiversità siano nelle mani di chi produce il cibo.
Questa idea è oggi un cardine globale della reale sostenibilità, i cui valori sono riconosciuti e sostenuti da una grande varietà di attori della vita sociale e politica internazionale".

Un concetto così non verrà mai accettato dal sistema perché va contro di esso, perché si tratta di un sistema completamente alternativo e che poggia su basi totalmente diverse di visione dell'umanità.

* Agricoltura sostenbile, ma dove vanno le Politiche agricole (Pac)

In Europa
- Il 49% dei proprietari (5.880.000 aziende) dispone del 2% dei terreni dedicati all’agricoltura (3.400.000 ettari - media: 5,7 ettari).
- Il 48% dei proprietari (5.760.000 aziende) dispone del 48% dei terreni dedicati all’agricoltura (81.600.000 ettari - media: 14,17 ettari).
- Il 3% dei proprietari (360.000 aziende) dispone del 50% dei terreni dedicati all’agricoltura (85 milioni di ettari - media: 236 ettari).
In Italia
- L’ 87% del totale delle aziende riceve fino a 5.000 euro l’anno di fondi dalle Pac (media di 1.000 euro)
- Il 13% riceve i 2/3 dei fondi restanti
- Lo 0,11% del totale delle aziende riceve 150.000 euro ed oltre (media 285.000 euro)
- Le aziende che ricevono più di 500.000 euro sono solo 90 (media di 880.000 euro)
- Lo 0,01% delle aziende da sole prendono poco più del 2% del totale della somma erogata in Italia
- Il 20% dei beneficiari riceve l’85,7% di tutta la spesa, mentre al restante 80% va un misero 14,3%.
Insomma per non farla lunga e rimandando a settembre per un esame più approfondito, le Pac sono un lucido strumento di sterminio della realtà del mondo contadino attraverso leggi e provvedimenti di politica economica e agricola, normative, regolamenti e tanta propaganda che spesso usa preconcetti pseudo-scientifici.
Per concludere su questo punto e sul nostro intervento, signor Ministro, le ricordiamo che giace nei meandri del Parlamento una proposta di Legge per il riconoscimento delle Agricolture Contadine in Italia che permetterebbe, se approvata ed adottata in Italia, di avere una normativa di legge specifica per il mondo contadino che non può sopravvivere sottostante ad un unico corpus normativo europeo ed italiano dimensionato sulle grandi agricolture industriali.
Le chiediamo perciò, signor Ministro, se vuole bene a questo tipo di agricoltura naturale, a questa umanità, a queste comunità contadine e rurali, a queste donne e uomini liberi ed agro-ecologici, che amano la propria terra, di adoperarsi affinché questa proposta di Legge riemerga dai cassetti della commissione agricoltura parlamentare e si diriga verso la discussione e la luce della sua approvazione.
Questi italiani e questa umanità sono ancora l’ossatura del made in Italy, dei territori e dell’ancor meraviglioso ed incantevole paesaggio rurale italiano. Grazie

Le nostre precedenti info: qui


(13.06.17) BORGO DI TERZO. IERI SERA NEL CONSIGLIO COMUNALE IL RICORDO DI SALVO PARIGI

LE NOTE DI FRANCESCO MACARIO IN RICORDO DI SALVO PARIGI

Sono commosso dall’incarico di dovere qui ricordare Salvo Parigi. Pur appartenendo a due generazioni diverse, lui a quella della resistenza io a quella degli anni ’70, le nostre vita si sono spesso intrecciate Ho conosciuto sin dai primi anni ‘80 Salvatore Parigi per tutti Salvo.

Salvo nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Per parte di madre discende da un ramo dei Terzi di Borgo di Terzo, infatti da giovane veniva in villeggiatura in estate a Terzo a risiedere presso la porzione di villa Terzi venuta in eredità alla madre. Suo padre ha poi fatto costruire nel cimitero di Borgo di Terzo la cappella Parigi. In questa cappella, a cui ho posto mano negli scorsi anni su richiesta di Salvo per restaurarne le coperture, riposano i suoi parenti più stretti. E lì oggi riposa anche lui.

Erede di una famiglia di tradizioni libertarie - il nonno da parte di padre era anarchico - fu sin dalla gioventù molto legato alle idee della sinistra.

Salvo ha frequentato il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, fu avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete antifascista clandestina del movimento di Giustizia e Libertà.

Durante la seconda guerra mondiale entra a far parte dei gruppi armati di GL in città e diventa commissario della 1ª Brigata GL di pianura, nome di battaglia “Stucchi” occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina.

Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell’insurrezione mentre trasportava, per ordine del comandante Fasana, benzina e armi dall’armeria dell'aeroporto di Orio verso la città. Ricordo ancora quando ci raccontò del suo arresto. Ci disse, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, che era già al muro per la fucilazione: solo l’intervento di un ufficiale tedesco, preoccupato di avere ostaggi per trattare con i resistenti, gli salvò la vita. Fu però liberato dopo il 25 aprile dalle prigioni fasciste ancora in stato di semi-incoscienza a causa delle sevizie e delle percosse subite.

Uomo di cultura, è importante ricordare il suo impegno, dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo e di cui fu anche direttore.

Fu attivo dalla fine degli anni ‘50 nella corrente della sinistra lombardiana del Partito Socialista Italiano nel quale ha militato per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60.

E’ stato certamente una figura di riferimento per tutti i partigiani, gli antifascisti e la sinistra bergamasca, ma anche amministratore illuminato. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica.

Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale.

Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all’Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la prima legge regionale urbanistica (che fu poi modello per la successiva legislazione nazionale) e quella che che istituì i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, da lui istituito nel 1977).

Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.

Ma il suo pensiero primario è sempre stato l’antifascismo e l’ANPI: instancabile è il suo lavoro, per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. In qualità di presidente dell’ANPI nel 1996 alla morte di Giuseppe Brighenti fu lui che mi chiese di entrare, primo non partigiano, nella segreteria provinciale in rappresentanza dei comunisti.

Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l’ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo.

Insieme a Giuseppe Brighenti “Brach”, Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche, un’istituzione che è l’erede del CNL, di cui fu vicepresidente vicario fino al 2016. Ancora ricordo le lunghe riunioni in prefettura da lui presiedute per organizzare le celebrazioni di tanti 25 Aprile.

Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, progetto in cui mi coinvolge in qualità di progettista, e al quale ha dedicato gli ultimi sforzi come Presidente Provinciale dell’ANPI. 

Salvo è stato un uomo dal carattere spigoloso, ma al contempo curioso e appassionato. Ha reso più consapevoli generazioni di Bergamaschi che i valori di libertà e democrazia di cui oggi godiamo non potranno mai essere dati per scontati, che il fascismo è ancora presente oggi come 70 anni fa. Salvo ha testimoniato per tutta la sua lunga vita con il suo impegno la necessità di essere cittadini attivi della vita della Repubblica e ci ha lasciato con il suo esempio un’eredità inestimabile.
Un prezioso esempio per chi lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale, ed è un onore che, ricordando le sue origini, abbia scelto di riposare presso la nostra comunità.

Che la terra gli sia lieve.

Borgo di Terzo,

12 giugno 2017

 


(20.06.17) BORGO DI TERZO (bg). RAFFORZIAMO LO SPORTELLO SOCIALE PER IL DIRITTO ALLA CASA E I DIRITTI SOCIALI

* Martedì 20 giugno, ore 21.00, INCONTRO, a Borgo di Terzo, presso Rifondazione Comunista Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia). Sono invitati tutti gli interessati.

Il tema del diritto alla casa, della solidarietà e del mutualismo saranno al centro dell'incontro che si prefigge l'obiettivo di rilanciare in Valcavallina la lotta contro gli sfratti e per i diritti sociali. Un'occasione per fare il punto sulla situazione sociale del territorio dopo quasi 10 anni di crisi economica e per costruire, attraverso le pratiche del mutalismo, della solidarietà e del conflitto, una resistenza attiva alle politiche di privatizazzione e di negazione dei diritti stabiliti dalla Costituzione. Al primo punto la necessità di rafforzare anche in Valcavallina lo "sportello sociale" come strumento concreto di difesa per chi più ne ha bisogno. Interverrà all'incontro di martedì 20 giugno Fabio Cochis, segretario provinciale Unione Inquilini. (a cura Unione Inquilini e Rifondazione Comunista Valcavallina - per info tel. 3389759975 - Maurizio)


(16.06.17) BREVISSIME NOTE SU MST ("SEM TERRA")

  • MST. Il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra è un movimento contadino nato nel 1984 dalle occupazioni di terre improduttive nel sud del Brasile. E’ presente oggi in 24 stati su 26; coinvolge 350.000 famiglie insediate, 100 cooperative, 96 agroindustrie, 1900 associazioni e 100.000 famiglie accampate. Le persone che conquistano la terra (insediati) continuano a lottare per scuole, energia elettrica, salute ecc. Negli insediamenti e negli accampamenti le famiglie si organizzano in nuclei che discutono i problemi della loro area. Da questi nuclei emergono i coordinatori dell’insediamento o dell’accampamento. La stessa struttura si ripete a livello regionale, statale e nazionale. Il Movimento ha anche settori relativi a specifici argomenti, dal livello locale a quello nazionale (fronte di massa, educazione, produzione, cultura, genere ecc.).
  • Riforma agraria popolare e agroecologia. Nel 2014, nell’ultimo congresso, i senza terra hanno presentato la loro proposta di Riforma Agraria Popolare, basata sull’agroecologia, che si propone di produrre alimenti sani destinati al mercato interno, irrealizzabile senza l’alleanza con i lavoratori urbani e il sostegno di tutto il popolo brasiliano.
  • Continuità di un percorso di scambio. Il MST rappresenta un importante riferimento internazionale per ciò che riguarda la conquista di diritti nelle aree rurali e la proposta di un paradigma di sviluppo capace di dare dignità alle popolazioni delle campagne, rispettare l’ambiente, produrre cibo sano per tutti. E’ dalla fine degli anni 90 che ha optato per l’agroecologia ed è molto impegnato a mettere in pratica questa scelta anche se la transizione è lunga e complessa e lo è particolarmente oggi, con un governo che, tra i primi atti realizzati ha abolito il Ministero dello Sviluppo Agrario, mantenendo solo il Ministero dell’Agricoltura che da sempre ha sostenuto la grande proprietà agricola, che produce essenzialmente per l’esportazione.
  • Questo progetto dà continuità ad un percorso che l’Associazione Amig@s MST Italia porta avanti da molti anni con i suoi partner, incentrato sul dialogo e sullo scambio di esperienze tra organizzazioni e movimenti sociali italiani e il Movimento dei Senza Terra del Brasile (MST). Stiamo organizzando con il MST una brigata di giovani italiani ed europei, nella prossima estate, che partecipino a un breve periodo di formazione presso la Scuola FF e poi vadano a conoscere la realtà di accampamenti e insediamenti in alcune regioni del Brasile.
  • Stiamo dando continuità al progetto delle Brigate del MST in Italia avviato nel 2014 con la venuta in Italia e in particolare a Viterbo, all’università di agraria, di un gruppo di 9 militanti MST. L’attuale congiuntura politico-economica italiana ed internazionale sta generando in molti giovani italiani un nuovo interesse nei confronti dell’agricoltura contadina, delle pratiche dell’agricoltura biologica, nel rispetto del territorio e dei diritti dei lavoratori.
  • Il MST ha “brigate”, cioè gruppi di suoi militanti in varie parti del mondo, dal Venezuela al Mozambico, da Haiti alla Palestina, ma anche in Cina e negli Stati Uniti. Ritiene infatti lo scambio culturale e l’impegno nel volontariato internazionale un elemento indispensabile nella formazione dei propri militanti. I militanti del MST imparano e insegnano, scambiano principi e valori, diffondono i concetti di agroecologia e sovranità alimentare, insieme a quelli di dignità dei lavoratori, di diritti di cittadinanza. (Orazio Rossi - Associazione Animante)

* Francisco Del Chiavon, esponente di primo piano del MST, parlerà del movimento presso la Biblioteca Civica di Seriate venerdì 16 giugno, ore 20.45 nell'assemblea pubblica promossa dalla Rete Bergamasca per l'alternativa al G7


(16.06.17) SERIATE (bg). IL SECONDO INCONTRO PUBBLICO DELLA RETE BERGAMASCA PER L'ALTERNATIVA AL G7

Venerdì 16 giugno, ore 20.45, presso la Biblioteca Civica di Seriate, in Via Italia 58 (di fronte al municipio)

* PER UN'ALTRA UMANITA' POSSIBILE. Le prevaricazioni dell'agroindustria e le lotte delle comunità contadine per l'autodeterminazione alimentare

Introduce: ORAZIO ROSSI

Interverranno: FRANCISCO DAL CHIAVON (del coordinamento nazionale SEM TERRA -MST/Brasile) La lotta del movimento della Via Campesina, il debito in agricoltura e la dichiarazione dei diritti dei contadini

VITTORIO AGNOLETTO (già parlamentare europeo, membro della Commissione per gli Affari Esteri e della Commissione per il Commercio Internazionale) Trattati internazionali come strumento di dominio del sistema agro-industriale

Coordina: MARCO NORIS (Cooperativa Amandla)

Interventi liberi delle realtà presenti che aderiscono alla Rete

Rete Bergamasca per l'alternativa al G7: Acli Terra Lombardia - Associazione Animante Bergamo - Brigate Solidarietà Attiva Bergamo - Cittadinanza sostenibile Bergamo - Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo - R@p Rete per autorganizzazione popolare - Unione Inquilini Bergamo - Comitato Seriate per tutti - C.s.a. Pacì Paciana - Alternainsieme San Paolo d'Argon- Collettivo politico di Alzano Lombardo - Associazione Gli Armadilli - Comitato "I Bastioni di Orione"Possibile Bergamo - Cooperativa sociale Amandla - Cooperativa il Sole e la Terra - Barrio Campagnola - Circolo di Rifondazione Comunista Seriate - Comitato di lotta per la casa Bergamo - Asia - Sinistra Italiana Bergamo - Rifondazione Comunista Bergamo e provincia - Ari - Laboratorio Permacultura Bergamo - Nyeleni - Terra nuova - Deafal (ong) - Intergas Bassa Val Seriana (GAS Torre Ranica, Pan GAS, Quater GAS) - DESR Distretto Rurale Di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano) - RiMake Milano - RiMaflow Trezzano sul Naviglio - FUORIMERCATO (nazionale) - Comitato STOP TTIP Milano - Woof Italia - Attac Italia

Info: Roberta tel. 3405841595 - Fb: Rete Bergamasca per l'alternativa al G7 - Mail: alternativag7bergamo@yahoo.it

Le nostre precedenti info: qui


(12.06.17) BORGO DI TERZO. IL CONSIGLIO COMUNALE RICORDA SALVO PARIGI

* Lunedì 12 giugno ore 21.15, sala consiliare

La figura di Salvo Parigi, partigiano e presidente per 70 anni dell'Anpi di Bergamo, scomparso il 5 maggio scorso, sarà ricordata all'inizio del consiglio comunale di Borgo di Terzo convocato lunedì 12 giugno alle ore 21.15. Salvo Parigi riposa nella cappella di famiglia nel piccolo cimitero del paese, di cui la famiglia era originaria e al quale era molto legato . La commemorazione nel Consiglio comunale di Borgo di Terzo sarà introdotta da Francesco Macario, già amminstratore del comune e per diversi anni fra i collaboratori di Salvo Parigi nel suo straordinario impegno per la memoria della Resistenza.

 


(03.06.17) BERGAMO. CALANO LEGGERMENTE GLI SFRATTI, MA SI STABILIZZANO IN ALTO. LA PRECARIETA' ABITATIVA E' FENOMENO STRUTTURALE

I dati registrati dal Ministero dell'Interno, diffusi dal sindacato Unione Inquilini, per Bergamo e provincia relativi al periodo gennaio-dicembre 2016

Le sentenze di sfratto nel corso del 2016 da noi sono state 591, in calo (-2,48%; Lombardia -10.23%; Italia -5,55%) rispetto all'anno precedente quando la cifra ammontava a 606 (1.002 nel 2013).
La motivazione principaledello sfratto resta la "morosità" con 568 sentenze emesse per questo motivo nella città capoluogo e in provincia, cioè circa il 95% fra tutte le sentenze di sfratto.
La diminuzione risulta modesta e non può essere assunta come un segnale di inversione di tendenza. Gli sfratti diminuiscono perché dopo una sequenza di anni caratterizzati da un alto numero di sfratti si riduce matematicamente la platea degli inquilini a rischio di insolvenza. Gli sfratti continuano ad essere uno degli effetti della crisi economica e della precarizzazione delle condizioni di lavoro e di salario, ormai da considerare non tanto come emergenza ma come fenomeno strutturale.
Quanto al numero degli sfratti eseguiti dagli ufficiali giudiziari, nel 2015 in bergamasca avevano raggiunto il loro record storico (605); nel 2016 sono stati 560, con una diminuzione del -7,44% (Lombardia -6,97%; Italia +7,99%). Nel 2009, praticamente all'inizio della crisi economica, la provincia di Bergamo era stata quella con la più alta crescita percentuale di sfratti eseguiti in Italia (405 sfratti, più 207%). La diminuzione 2015/16 è abbastanza significativa, ma siano ancora molto al di sopra anche dell'exploit del 2009.
Non accenna a diminuire invece il numero delle richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari, ben 2615 (+ 0,23%; Lombardia – 2,91%; Italia + 3,09%).
“Gli sfratti probabilmente si stanno stabilizzando, ma ad un livello alto, il che evidenzia come la precarietà abitativa sia un fatto non congiunturale ma strutturale” - conclude Fabio Cochis, segretario Unione Inquilini Bergamo - "Il vero disastro è che sul tema casa il Governo, le Regioni e i Comuni non riescono neanche a balbettare una proposta: anzi si continua con indifferenza a fare finta che non esista una questione abitativa che nel nostro Paese è destinata ad approfondirsi ulteriormente.” (03.06.17, Unione Inquilini Bergamo)

* Tabelle complete anno 2016 (fonte: Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell’Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Ufficio Centrale di Statistica): qui

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(31.05.17) I PADRONI DEL NOSTRO CIBO

 

La dispensa realizzata, dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, come utile introduzione al percorso promosso dalla Rete Bergamasca per l'alternativa al G7 dei ministri dell'agricoltura previsto a Bergamo il 14-15 ottobre 2017. Scarica: QUI


(31.05.17) I PADRONI DEL NOSTRO CIBO

La dispensa realizzata, dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, come utile introduzione al percorso promosso dalla Rete Bergamasca per l'alternativa al G7 dei ministri dell'agricoltura previsto a Bergamo il 14-15 ottobre 2017. Scarica: QUI


(27.05.17) BERGAMO. A LOVERE BASTA SFILATE NEOFASCISTE

Applicare la Costituzione. Nessuno spazio ai fascisti. Altre foto: qui


(26.05.17) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: PROTESTA CONTRO GLI AUMENTI INCONTROLLATI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI

Unione Inquilini: “La situazione sociale è gravissima, tante famiglie non riescono più a pagare gli affitti, adesso si rischiano gli sfratti”

* Presidio-manifestazione: Venerdi 26 maggio, ore 10.00, davanti agli uffici di ALER in Via Mazzini 32/A- Bergamo

A causa di errori, non attribuibili agli inquilini, per due anni consecutivi (2014 e 2015) ALER non ha chiesto, ai residenti nei numeri civici nr. 21-23-25-27-29-31-33-35-37-39-41-43, il versamento delle spese per il servizio di erogazione del riscaldamento.
Purtroppo ALER si è totalmente disinteressata di informare i propri inquilini di questo errore.
Ad aprile di quest’anno l'ALER, accortasi dell’errore, ha proceduto a richiedere il pagamento delle spese che non aveva riscosso addebitandole attraverso conguaglio sui bollettini dell’affitto inviati mensilmente agli inquilini. La cifra totale è altissima: circa € 112.160,00.
A ciò si deve aggiungere l’acconto di € 73.713,43 per le spese di riscaldamento dell’anno in corso, pagate sempre nei bollettini del 2017, prima che ALER fornisca il saldo che verrà inviato il prossimo anno.
Quindi l’Azienda Lombarda ha richiesto ai suoi 106 inquilini coinvolti un totale, di sole spese condominali, di circa € 185.874,49 mensili. Ogni inquilino dovrà quindi pagare, per un solo anno, circa 1.754,00 euro. Il prossimo anno ALER chiederà un’altra somma simile (altri 1.700 euro per ogni alloggio).
Tutti questi soldi sono stati divisi in rate mensili che pagheranno fino all’anno 2019. Ma non è finita: questi soldi riguardano solo le spese condominiali. Poi c’è il canone di affitto (che ha registrato anch’esso altri aumenti).
Nonostante la rateizzazione del debito, ALER sta facendo pagare agli inquilini spese che per molti sono diventate insostenibili. Infatti tante famiglie o singoli che abitano nel caseggiato, vivono in condizione economiche già particolarmente fragili e precarie: pensioni al minimo, disoccupazione, cassaintegrazione, stipendi di sopravvivenza, ecc... Molti di questi inquilini, vista l’impossibilità di pagare bollettini decisamente non proporzionati alle proprie condizioni economiche, stanno sospendendo completamente i pagamenti, accumulando morosità e rischiando gli sfratti.
Gli inquilini, hanno organizzato una affollata assemblea, che ha visto la partecipazione anche degli attivisti di Unione Inquilini. Si è deciso di organizzare, nella mattinata di Venerdi 26 maggio (inizio ore 10.00), una protesta fuori dagli uffici di ALER. Gli inquilini vogliono dalla Azienda Lombarda di Edilizia Pubblica un impegno a sostegno degli inquilini, a partire da quelli in condizione di maggiore difficoltà, nel pagamento di canoni che non sono in grado di pagare da soli.
La proposta che porteranno all’attenzione dei funzionari dell’Azienda è che sia garantito, fin dal prossimo mese, almeno il prolungamento del pagamento delle rate del conguaglio, rideterminando l’entità delle rate con cui deve essere pagato il debito.
Infine gli inquilini delle case popolari chiedono che ALER, in accordo con l’Amministrazione comunale di Bergamo, individui forme di agevolazioni o sostegno per proteggere i singoli e le famiglie che versano in condizione di particolare difficoltà economica. (23.05.17 - Fabio Cochis, Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(16.05.17) BERGAMO. L'APPELLO DELLA "RETE BERGAMASCA PER L'ALTERNATIVA AL G7" [dei ministri dell'agricoltura]

Siamo cittadine/i, donne e uomini, preoccupati per la frequenza con cui si susseguono eventi che mettono a repentaglio la qualità della vita delle persone in un ambiente sempre più aggredito e avvelenato da attività umane indifferenti alle conseguenze sul pianeta e irresponsabili nei confronti delle future generazioni. Siamo indotti a mangiare cibo standardizzato, sempre più spesso prodotto a scapito dei diritti del lavoro e della salute, con l’utilizzo massivo di fertilizzanti e pesticidi chimici che inquinano l’ambiente e distruggono la normale fertilità dei terreni.
Questa è la conseguenza di un mercato mondiale del cibo dominato dalle multinazionali dell’agrobusiness, che obbediscono solo alla legge del massimo profitto, incuranti delle conseguenze sull’uomo e sulla natura: insicurezza alimentare, desertificazione e deforestazione, aggressione alla biodiversità, inquinamento, alterazioni climatiche, spreco di quantità di cibo che potrebbero alimentare una volta e mezzo gli abitanti del pianeta. Per comprendere i paradossi del sistema globale del cibo basti notare che 800 milioni di persone sono denutrite, 2 miliardi di persone sono in sovrappeso oppure obese, mentre un terzo della produzione mondiale di alimenti viene sprecato.
Questo sistema agroalimentare è sostenuto con trattati internazionali, sovvenzioni e legislazioni amiche dai governi dei paesi più ricchi del pianeta a danno delle comunità contadine di tutto il mondo, messe in crisi da una competizione drogata dai sussidi, dalla finanziarizzazione del cibo, dalle monocolture intensive. Eppure è la stessa FAO che considera l’agricoltura contadina, che produce circa l’80% del cibo nel mondo, come cruciale per la soluzione del problema della fame nel mondo1. I rappresentanti di questi governi si riuniscono ogni anno nelle più belle località del pianeta per raccontare al mondo, sostenuti da un potentissimo apparato mediatico, gli effetti “positivi” delle loro politiche sulle popolazioni, mentre sottobanco continuano a sostenere questo distruttivo sistema.

Quest’anno il G7 dei ministri dell’agricoltura si terrà nella Città di Bergamo il 14-15 ottobre.

Noi invitiamo tutti i cittadini sensibili ai temi richiamati e tutti quelli impegnati nella costruzione di modelli di produzione, distribuzione e consumo agroalimentari alternativi a unirsi in un percorso di riflessione sulla possibilità di un’ alternativa sostenibile per le comunità umane e per l’ambiente.
Ci rivolgiamo alle tante esperienze, esistenti in provincia di Bergamo, ricche di pratiche e saperi la cui messa in comune può davvero garantire una grande capacità progettuale e costituire la forza per far sentire la domanda di cambiamento: dai GAS orientati al cambiamento sociale, alle reti solidali per la difesa di un'agricoltura a presidio del territorio, ai mercati contadini strutturati con funzione anche logistica per i consumatori critici, alle comunità di supporto all'agricoltura che mettono in discussione il mercato a partire dall'agricoltura contadina.
Ci proponiamo di attivare reti che abbiano a fondamento la sovranità alimentare, riconnettendole buone pratiche già attive a livello locale ad una riflessione politica più ampia, per mostrare la validità della loro alternativa possibile e praticabile al modello dominante ed anche per evitare che queste pratiche dal basso vengano acquisite nella narrazione ingannevole del G7, che potrebbe trasformarle in una sorta di foglia di fico ad esso funzionale.

Vogliamo mettere in movimento una Rete sociale di alternativa agricola
che veda impegnate le stesse realtà contadine bergamasche, l’associazionismo, i movimenti sociali, i partiti, i cittadini, i GAS, i GAP, nella costruzione di un percorso da oggi ad ottobre che attraverso momenti formativi pubblici, giornate di mobilitazioni, eventi diffusi su tutto il territorio bergamasco, contribuiscano a disvelare gli effetti devastanti del modello agroindustriale e portino alla ribalta, invece, le buone pratiche alternative.
Invitiamo tutti ad assumersi l’impegno di dare continuità a questo percorso ed ad aderire in termini di impegno a far sì che questa presenza ingombrante del G7 a Bergamo diventi invece la Nostra possibilità di dare voce a chi già opera alla costruzione di un’alternativa.
Come coordinamento iniziale abbiamo pensato ad assemblee pubbliche su più temi, a partire da maggio, con una iniziativa che racconti cosa sia il sistema agroindustriale attuale e le sue conseguenze, a seguire tenteremo di far conoscere quali sono le reali politiche europee (PAC), italiane e bergamasche attraverso le quali si costruisce il dominio dell’attuale sistema agricolo; seguiranno le proposte; convinti che l’alternativa sia davvero praticabile proporremo in un altro evento pubblico la nostra alternativa: la sovranità alimentare, l’agricoltura contadina.. e nelle stesse giornate del G7 proponiamo che tutte le reali pratiche dal basso ed esistenti sul territorio possano trovare voce..
Anche le stesse giornate del G7 dovranno vederci impegnati, infatti, nella costruzione di “piazze liberate”, di una Bergamo che dice no ad altre politiche che alimentano la crisi globale, affamano il Sud del mondo e inaspriscono anche la nostra condizione economica con le loro politiche di austerità. Una bergamasca che da maggio ad ottobre, nelle giornate di svolgimento del summit dei potenti della Terra, si riempia di iniziative e gesti di liberazione per il diritto alla vita di tutti i popoli del mondo.

Bergamo, 1° Maggio 2017

Rete Bergamasca per l'alternativa al G7

Aderenti alla rete
Acli Terra Lombardia
Associazione Animante Bergamo
Brigate Solidarietà Attiva Bergamo
Cittadinanza sostenibile Bergamo
Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo
R@p Rete per autorganizzazione popolare
Unione Inquilini Bergamo
Comitato Seriate per tutti
C.s.a. Pacì Paciana
Alternainsieme
Collettivo politico di Alzano Lombardo
Associazione Gli Armadilli
Comitato "I Bastioni di Orione" - Possibile Bergamo
Cooperativa sociale Amandla
Cooperativa il Sole e la Terra
Barrio Campagnola
Circolo di Rifondazione Comunista Seriate
Comitato di lotta per la casa Bergamo
Asia
Sinistra Italiana Bergamo
Rifondazione Comunista Bergamo e provincia
Ari
Laboratorio Permacultura temperata Bergamo
Nyeleni
Terra nuova
Deafal (ong)

DESR - Distretto Rurale Di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano)
RiMake Milano
RiMaflow Trezzano sul Naviglio
FUORIMERCATO (nazionale)
Comitato STOP TTIP Milano
Woof Italia

Per adesioni di soggetti collettivi o individuali: alternativag7bergamo@yahoo.com tel. 3405841595 (roberta)


(16.05.17) ZANDOBBIO. MOBILITAZIONE ANTISFRATTO PER IL DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI

* Martedì 16 maggio, dalle ore 8.30, PRESIDIO SOLIDALE per Allal e i suoi figli, in Via Giardino n. 30 a Zandobbio

Di Allal e della sua famiglia nonché delle politiche abitative dell'Amministarzione Comunale di Zandobbio e in generale dei comuni della Valcavallina ci siamo già occupati un mese fa (cfr. alternainsieme.net 12.04.17). Per la famiglia di Allal, dopo il rinvio di un mese ottenuto ad aprile, è prevista per martedì 16 maggio la seconda uscita dell'Ufficiale giudiziario per l'esecuzione dello sfratto. Allal, fino a circa due anni fa, era primo nella graduatoria per l'assegnazione degli alloggi, ma poi, scaduto il bando, l'Amministrazione comunale non lo ha più rinnovato, scegliendo invece di assegnare i pochi alloggi rimasti liberi attraverso un bando ristretto a categorie speciali (anziani, disabili) escludendo quindi la famiglia di Allal. L'unica soluzione prevista ora dai servizi sociali è quella di inserire Allal e il figlio ancora minorenne in uno degli alloggi provvisori a dispozione del Consorzio Valcavallina a Vigano San Martino da dividere con un altro nucleo familiare in analoga situazione di sfratto, mentre l'altro figlio appena maggiorenne deve trovare un'altra sistemazione per conto suo. Con la crisi e la disoccupazione, si perde la casa e si perde anche la famiglia. L'unica soluzione non precaria per Allal e tante altre famiglie è quella di avere un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Ma a Zandobbio e in Valcavallina gli appartamenti Erp sono pochi, molto inferiori al bisogno, e per Allal come per altri l'unica speranza è affidata alla domanda per il Comune di Bergamo che però può accogliere solo una quantità molto modesta delle richieste provenienti da fuori comune. Che tante famiglie residenti nei comuni della Valcavallina siano costrette a concorrere per i bandi del Comune di Bergamo, gli amministatori comunali lo sanno perfettamente, ma nessuno si preoccupa da lungo tempo di incrementare le dotazioni di edilizia residenziale pubblica nei nostri paesi. Così, fra disagi e umiliazioni, diverse famiglie che hanno perso la casa perché non riuscivano più a pagarla, sono divise e costrette a vivere in convivenza con sconosciuti. Ciò che chiediamo è che Allal e i suoi due figli, in attesa che si renda disponibile un alloggio di edilizia sociale fuori zona, possano stare tutti e tre insieme. Quanto all'insieme dei problemi abitativi nella nostra zona, crediamo invece sia sempre più urgennete e improcrastinabile l'impegno a rivedere profondamente le politiche abitative rafforzando le disponibilità di edilizia pubblica. E su questi obiettivi che invitiamo alla solidarietà con Allal partecipando al presido indetto a Zandobbio, in via Giardino 30, dalle ore 8.30 di martedì 16 maggio 2017. (Per comunicazioni: Fabio Cochis, tel. 3397728683 - Unione Inquilini di Bergamo e provincia)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

 


(14.15.17) BERGAMO. UNIONE INQUILINI:CONTINUA IL MERCATINO DELL'ABITO USATO

Per difendersi dalla crisi economica e per lottare contro le politiche di austerità

* Domenica 14 maggio, dalle ore 11.00 alle ore 16.00, mercatino degli abiti usati, presso Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g a Bergamo

Il mercatino del “vestito usato” è uno strumento di auto-difesa contro il caro-vita: per soddisfare un bisogno materiale (es. vestiario) che la crisi economica nega a sempre più famiglie proletarie che non hanno più reddito per consumare. È anche una azione che vuole contestare le politiche di austerità del governo che tagliano i servizi sociali (sanità, istruzione, ecc..) che prima lo Stato garantiva gratuitamente.

Vogliamo dimostrare che la risposta collettiva, basata sulla solidarietà ed il mutualismo, permette di non lasciare indietro nessuno e ricostruire una unità tra le persone impoverite dalla crisi e dall’austerità. (per info: tel.3345086230 - davide)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(27.05.17) APPELLO: «A LOVERE (BG) BASTA SFILATE NEO-FASCISTE».

* Sabato 27 Maggio 2017, PRESIDIO ANTIFASCISTA al Cimitero di Lovere (bg), ore 14. "APPLICARE LA COSTITUZIONE - NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI"

A tutte e tutti i democratici, le democratiche, gli antifascisti e le antifasciste

Da alcuni anni a fine maggio le vie di Lovere (BG) sono percorse da gruppi di neo-fascisti che esibiscono i loro simboli di violenza, cercando visibilità con il pretesto di commemorare due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. La legione Tagliamento, che operò in zona, è riconosciuta colpevole di crimini contro l’umanità: nel processo che il Tribunale Militare di Milano istruì nel dopoguerra, ai suoi militi vennero comminate diverse condanne a morte, in parte poi commutate in ergastolo. Fra condoni e rinvii nessuno scontò più di qualche anno di carcere. Ormai da alcuni anni, fascisti non solo locali sfregiano il ricordo della Resistenza insultando la memoria storica di Lovere e dei partigiani. Anche quest’anno pretendono di manifestare nello stesso paese che, il 17 giugno 1945, vide sfilare le bare di 13 giovanissimi partigiani – sei erano di Lovere – catturati dalla Tagliamento, torturati e fucilati davanti alla popolazione.
Già nel 2012 i neofascisti hanno imbrattato la stele dei Tredici Martiri e bruciato la targa che ricorda Bortolo Pezzutti, diciottenne di Costa Volpino, catturato per futili motivi dalla Tagliamento e inviato nel lager di Bolzano, dove finì orribilmente trucidato. Un anno fa, il 28 maggio 2016, inspiegabilmente protetti dalle forze dell’ordine, sono addirittura entrati nel Cimitero di Lovere, sfilando in segno di sfregio davanti alle tombe dei Tredici Martiri e alla lapide dei fratelli partigiani “Falce” e “Martello” Pellegrini, anch’essi catturati dalla Tagliamento, torturati e uccisi a Lovere. Il presidio antifascista, che protestava presidiando pacificamente il cimitero, è stato caricato con violenza dalla polizia, mentre i fascisti vi entravano tranquilli. Durante questa aggressione sono stati feriti tre antifascisti.

QUESTI FATTI DIMOSTRANO CHE LA LOTTA AL FASCISMO NON E’ FINITA IL 25 APRILE 1945.

Ancora oggi i fascisti vogliono riaffermare la loro ideologia tornando ad esprimersi con la violenza, il nazionalismo, la xenofobia, il militarismo. Lo fanno spesso con la connivenza di pezzi di quelle istituzioni repubblicane che avrebbero il dovere costituzionale di reprimerli. Formazioni dichiaratamente neo-fasciste, forti della paura generata dalla crisi e dai movimenti migratori, propongono alternative ingannevoli alle politiche di austerità imposte dal neoliberismo, creando falsi nemici identificati sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale. Nascondono così l’unico reale conflitto che questa crisi ha evidenziato: quello tra sfruttati e sfruttatori.
Chiamiamo quindi tutti a manifestare con i fatti la nostra scelta antifascista, negando spazi di agibilità politica a ogni forma di fascismo, qualunque sia la maschera che indossa. Impegniamoci contro discriminazioni di genere, razza, cultura o provenienza nazionale. Attiviamo una concreta collaborazione tra le forze impegnate a costruire un modello sociale che abbia al centro dei propri valori la dignità delle persone e del lavoro, e come orizzonte il rispetto e la pacifica convivenza tra popoli.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare al PRESIDIO ANTIFASCISTA, sabato 27 Maggio 2017, al cimitero di Lovere (BG), ore 14: APPLICARE LA COSTITUZIONE – NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI. (Lovere, 1° Maggio 2017)

COORDINAMETO ANTIFASCISTA DELL’ALTO SEBINO, VAL CAMONICA E VALLI BERGAMASCHE, Comitato Lombardo Antifascista, ANPI (Provinciale di Bergamo, Lovere, Endine, Seriate, Val Caleppio, Val Gandino, Valcamonica), ISREC Bergamo, FIOM e CGIL Valcamonica-Sebino, RIFONDAZIONE COMUNISTA Lombardia, SINISTRA ITALIANA Bergamo, ARTICOLO 1 democratici progressisti Brescia e Valcamonica, POSSIBILE Brescia, PD Lovere, GRAFFITI, CIRCOLI DEI LAVORATORI Darfo e Iseo, RIBELLI DELLA MONTAGNA, KAMUNIA PARANOIKA, RETE ALDO DICE 26X1, RADIO ONDA D’URTO, ALTERNAINSIEME San Paolo d’Argon.

Per adesioni scrivere a: loverebastasfilateneofasciste@gmail.com


(08.05.17) BERGAMO. SALVO PARIGI. UNA VITA PER LA GIUSTIZIA E LA LIBERTA', CONTRO IL FASCISMO

La nota biografica diffusa dall'Anpi provinciale di Bergamo.

"Un momento doloroso per l’intera comunità bergamasca: nella notte tra il 4 e il 5 maggio, è mancato il nostro Salvo Parigi, presidente onorario dell'ANPI Provinciale di Bergamo, dopo esserne stato, per oltre 70 anni, il Presidente fino all’aprile del 2016.
Salvatore Parigi – per tutti Salvo – ingegnere, docente per anni all’Istituto superiore “Cesare Pesenti” oltreché vicepreside, nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Frequenta il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, viene avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete clandestina del movimento di Giustizia e Libertà, un gruppo che immediatamente dopo la caduta del fascismo del 25 luglio 1943, è in grado di mobilitarsi nella costruzione della Resistenza a Bergamo e in provincia. Il suo impegno è inizialmente quello di diffondere la stampa clandestina, in particolare del giornale "Italia Libera", organo di stampa ufficiale del Partito d'Azione; dopo il 25 luglio, Parigi entra a far parte dei gruppi armati di GL in città e diventa commissario della 1^ Brigata GL di pianura, occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina. Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell'insurrezione.
Uomo di cultura, è importante ricordare il suo impegno, dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo. Il quindicinale, fondato da un gruppo di giovani antifascisti attivi nella lotta partigiana e animati da un forte desiderio di rinnovamento politico e morale del Paese, esce con il primo numero il 20 febbraio 1946. Responsabile unico risulta, fin dal principio, Salvo Parigi che ne assume anche la piena direzione col numero 18 del 5 novembre 1946, firmando una rivista a cui collaborano intellettuali importanti e che ha diverse rubriche: politica (seguita dal direttore Salvo Parigi e Dino Moretti), economica (con Valerio Barnaba), scientifica (curata da Gianni Parigi e Vico Rossi), filosofica (redatta da Mario Tassoni e Giacomo Zanga), infine l'area letteraria di Giulio Questi e Gian Carlo Pozzi e artistica nonché cinematografica con a capo Corrado Terzi e Carlo Felice Venegoni. Così Franco Fortini recensisce favorevolmente la rivista individuando nei redattori dei «compagni nella lotta per una nuova cultura» («Il Politecnico», n.35 (gen./mar. 1947), p.93):
«Esce in una delle nostre più codine città: a Bergamo. E’ fatto, questo quindicinale, da giovani – almeno così ci sembra dal tono. “Che la filosofia dia ai suoi l’odio e la persecuzione del mondo!” quest’augurio che abbiamo letto in una delle sue pagine, può dare l’idea del colore di questo foglio. I nomi – dal responsabile Salvo Parigi, a Mario Tassoni, Dino Moretti, ecc. – contano relativamente poco; importa una vivacità appena repressa da una volontà moralistica, una combattività molto tesa, senz’esser mai rumorosa, agitata da impulsi differenti, che possono essere ora di carattere sociale e politico in una libera ricreazione di motivi del Partito d’Azione e del Socialismo e ora piuttosto di un accento morale e religioso di timbro protestante. Questo anzi ci sembra l’elemento più vero di questa rivista. E’ infatti un luogo comune affermare che la provincia è, in Italia, luogo di fermenti e di decisioni morali; ma qui, leggendo le pagine di questo foglio che certo si pubblica con difficoltà, e con sacrificio personale dei suoi redattori e collaboratori, possiamo valutare l’importanza di una “decisione” simile, in una città appunto, come Bergamo, nota per il suo conformismo cattolico».
«La Cittadella» conclude la sua vicenda nel 1948, con un doppio fascicolo, uscito il 15-30 aprile.
L’impegno di Salvo non si ferma qui. E' attivo dalla fine degli anni ‘50 nelle file del Partito Socialista Italiano, nel quale milita per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica. Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Clauser-Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale. Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all'Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la legge regionale che istituisce i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, istituito nel 1977). Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.
Ma il suo pensiero primario è per l'ANPI: instancabile è il suo lavoro – fatto anche di una presenza sempre costante, pure negli ultimi anni, quando l’età e le condizioni fisiche avrebbero suggerito il riposo – per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l'ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo. Insieme a Giuseppe Brighenti "Brach", Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche di cui è vicepresidente vicario fino al 2016.
Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del Museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi "13 Martiri di Lovere", progetto al quale dedica gli ultimi sforzi come Presidente Provinciale dell'ANPI.

Perdiamo un padre, perché i partigiani sono i padri di cui ci dovremmo sentire figli. Perdiamo un compagno di strada straordinario, dalla rettitudine morale esemplare, uomo deciso, guida carismatica e autorevole per tutta l'ANPI Provinciale di Bergamo e non solo.
Grazie Salvo, per tutto quello che ci hai dato. Cercheremo di essere sempre all'altezza dell'eredità morale, civile e politica che ci lasci. Ora e sempre Resistenza. (Mauro Magistrati - Presidente ANPI Provinciale di Bergamo, 5 maggio 2017)

Salvo Parigi in alcune foto del nostro archivio.

 

(16.06.12) SCANZOROSCIATE. INTITOLAZIONE DELLA SCALINATA “ANGELO TROVESI, PARTIGIANO PIRATA”

(24.07.11) Colli di San Fermo. Commemorazione della Battaglia del Monte Torrezzo e di Fonteno contro i nazi-fascisti nel 67° anniversario
(30.10.09) Bergamo. Presidio Antifascista (Contro il sindaco Veneziani che concede sala comunale a Casapound)
(04.06.11) SERIATE. Inaugurazione del monomento ai caduti partigiani del 27-28 aprile 1945
26.04.09) Caravaggio. Commemorazione dei partigiani Baruffi Carlo, Grassi Annunzio, Pala Franco, Perego Giovanni uccisi dai fascistia Capralba nel marzo 1945
(01.06.09) Trescore Balneario. No fascismo. No razzismo (presidio contro Forza Nuova)

(22.04.17) PONTIDA. FESTA DELL'ORGOGLIO ANTIRAZZISTA. FOTO

ALTRE FOTO: QUI



(22.04.17) ORARI DEI TRENI PER IL MEETING ANTIRAZZISTA A PONTIDA DI SABATO 22 APRILE


(18.04.18) BERGAMO. INCONTRO PUBBLICO: VERSO IL MEETING ANTRAZZISTA DI SABATO 22 APRILE A PONTIDA

* Martedì 18 aprile, ore 20.45, a Bergamo presso la sede di Rifondazione Comunista e Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g

Un numero crescente, davvero impressionante di soggetti e associazioni, dal mondo del lavoro, della cultura, dell'attivismo e della politica sta aderendo alla proposta lanciata circa un mese fa dai centri sociali di Napoli per un grande appuntamento antirazzista a Pontida, la località bergamasca che la Lega Nord - stravolgendo il senso della memoria legata alla storia medievale - ha trasformato nello scorso trentennio in un simbolo del secessionismo e dell'intolleranza. "Tutte e tutti a Pontida - si legge nell'appello a cui abbiamo aderito convintamente - per chiarire un concetto semplice: le idee di odio razziale non hanno alcuna casa, non possono avere roccaforti o luoghi simbolici, mentre abitano ovunque le idee di inclusione, solidarietà tra popoli, emancipazione!" Siamo anche noi convinti che il messaggio razzista di Salvini e della Lega nella versione lepenista, lungi dal rappresentare - come recita la propaganda - una alternativa al sistema del neoliberismo e dei governi che lo incarnano, ne sia invece complementare e componente organica, come testimonia la propensione dei media rispettabili a veicolarlo sistematicamente e ovunque. La guerra fra i poveri come alternativa alla lotta plurale e unitaria contro l'austerity costituisce un fattore essenziale di tenuta del "sistema" del neoliberismo. Non a caso il governo Gentiloni, con gli accordi Italia-Libia e con i due decreti Minniti-Orlando, l'uno contro i migranti e l'altro contri i poveri (non contro la povertà!) si muove nella stessa direzione con il plauso di tutte le destre. Contro il razzismo, per l'unità dei lavoratori e delle lavoratrici, contro la guerra vera che Trump - l'amico di Salvini - mostra di voler portare alle estreme conseguenze, contro un governo che fa le stesse politiche dei razzisti: con queste parole d'ordine vogliamo essere anche noi a Pontida sabato 22 aprile, con tutte le nostre amiche e i nostri amici, compagne e compagni, di tutti i Sud e di tutti i Nord, per una grande giornata di musica e festa. Per portare a questa giornata il contributo di riflessione, politico e anche organizzativo, delle realtà antifasciste e antirazziste di Bergamo e provincia, invitiamo all'incontro che abbiamo promosso per martedì 18 aprile, alle ore 20.45, presso la sede di Unione Inquilini e Rifondazione Comunista, a cui invitiamo tutti gli interessati. (Bergamo, 13 aprile 2017, Unione Inquilini, Seriate X Tutti, Gruppo Acquisto Popolare Bg, Alternainsieme.net, Rifondazione Comunista - per info tel. 3389759975 -maurizio)


SABATO 22 APRILE - GANDOSSO:

• ORE 15.00 DEPOSIZIONE CORONA AL MONUMENTO ALLA RESISTENZA IN PIAZZA TOGLIATTI;
• ORE 15.30 PRESSO CIRCOLO ARCI GANDOSSO VIA AVIS CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI GANDOSSO E LA COLLABORAZIONE DEI CIRCOLI ARCI DI GANDOSSO E DI GRUMELLO DEL MONTE: LA STORIA SIAMO NOI. RACCONTI DI VITE PARTIGIANE IN VALCALEPIO E BASSO SEBINO. INCONTRO INTERVISTA CON: VINCENZO BENI, PARTIGIANO, LORETTA MUTTI, NIPOTE DEL PARTIGIANO “FANFULLA“; CALDARA DOMENICO, PARTIGIANO; IORIS PEZZOTTI, NIPOTE DEL PARTIGIANO “ TERESIO”

Locandina: qui

DOMENICA 23 APRILE - COLLI DI S. FERMO

• Ore 10.00 RITROVO ALLA CASA “LA RESISTENZA” AI COLLI DI SAN FERMO;
ORE 10.15 PARTENZA DELLA CAMMINATA PER RAGGIUNGERE IL MONUMENTO PARTIGIANO AL COLLETTO;
• ORE 11.15 DEPOSIZIONE CORONA AL MONUMENTO E DISCORSI UFFICIALI;
• ORE 12.30 PRANZO PRESSO LA CASA “LA RESISTENZA” AI COLLI DI SAN FERMO.
Per il pranzo è gradita la prenotazione: anpi.valcalepio-cavallina@hotmail.it

Pieghevole: qui

MARTEDI’ 25 APRILE - CALCINATE :

Ore 21.00: Teatro della Comunità, Piazza della Chiesa, PIAZZA DELLA CHIESA (IN COLLABORAZIONE CON LA SEZIONE A.N.P.I. DI CALCINATE E CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI CALCINATE), SPETTACOLO TEATRALE, LA STRADA DEL CORAGGIO GINO BARTALI: EROE SILENZIOSO, A CURA DELLA COMPAGNIA TEATRALE LUNA E GNAC

Locandina: qui

 

 


(12.04.17) ZANDOBBIO. ANCORA SFRATTI IN VALCAVALLINA

* Mercoledì 12 aprile, dalle ore 8.00, PRESIDIO SOLIDALE per Allal e i suoi figli, in Via Giardino n. 30 a Zandobbio

Zandobbio è il paese delle cave che stanno mangiandosi via i rilievi. Malgrado la crisi e il rallentamento delle attività, ogni volta che si passa per Zandobbio si nota che il biancore delle cave si è allargato, di tanto o di poco, a discapito del verde della montagna. Fra tanto (storico) fervore per la produzione di materiale primario soprattutto per l'edilizia, Zandobbio - come quasi tutti i comuni della Valcavallina - possiede un patrimonio di edilizia residenziale pubblica piuttosto modesto e datato. L'idea di incrementarlo per dare risposta al panorama sociale che si va delineando (numero crescente di famiglie con redditi mensili inferiori ai 1000 euro l'anno, percentuale di famiglie immigrate superiori al 15%, come appunto a Zandobbio) non rientra mai nei programmi politico-amministrativi, mentre il problema della casa - come per la quasi totalità dei comuni bergamaschi - viene senz'altro rubricato nella categoria dei servizi sociali per i "bisognosi", dimenticando che tutte le statistiche e previsioni concordano che un numero sempre più consistente di persone non potrà più garantirsi il diritto alla casa attraverso il mercato immobiliare. Peraltro nel 2011 la Giunta comunale chiedeva alla Regione di escludere un alloggio comunale per fare la sede della Protezione Civile, poiché - scriveva allora - "nella graduatoria non ci sono persone che necessitano di soluzione abitativa immediata" (sic!). Allal, disoccupato e ormai su di età, con scarsissime prospettive di impiego non precario e non occasionale, è uno di coloro che non sono più riusciti a pagare l'affitto, tanto da ricevere la notifica di sfratto. Avendo tuttavia partecipato al bando comunale per un alloggio pubblico, era fondatamente fiducioso di potervi accedere, tanto più che alcuni alloggi si sono liberati. Ma a questo punto l'Amministrazione comunale si è accorta che esistono altri bisogni urgenti fra la cittadinanza, tra cui quelli degli anziani e dei disabili, per i quali vengono così fatti bandi specifici, e la casa per Allal, trascorso ormai un certo tempo dall'ultimo bando, non è più disponibile. Quando sarà sfrattato - cioè il mercoledì prossimo - l'unica possibilità è quella di poter usufruire per qualche tempo, lui e il figlio minore, ma non quello appena maggiorenne, forse di un precario alloggio fra quelli a disposizione per siffate "emergenze" del Consorzio dei Comuni della Valcavallina, dove due famiglie - solitamente smembrate sono costrette a convivere in un medesimo appartamento. Allal chiede solo di poter vivere in un alloggio meno precario e, soprattutto, di non separarsi dai suoi figli. Mercoledì gli attivisti dell'Unione Inquilini saranno a fianco di Allal perché la sua richiesta è ragionevole e sensata, ma saremo con lui per chiedere a tutti i comuni della Valcavallina di decidersi finalmente a incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, invece di indirizzare le persone a fare domanda a Bergamo o in qualche altro comune dove ci sono più alloggi popolari. I tempi sono cambiati: un numero crescente di persone non è più in grado di comprare o affittare la propria casa e tantomeno di costruirsela per conto proprio, come avveniva in passato. E questo gli ammnistratori lo devono capire, finalmente e una volta per tutte, altrimenti - al di là delle loro intenzioni o aspirazioni - finiranno per portare acqua al mulino di quelle forze che puntano esplicitamenente alla guerra fra i poveri nonché alla distruzione della solidarietà sociale. Per dire questo cose, l'appuntamento è mercoledì 12 aprile, alle ore 8.00 a Zandobbio in Via Giardino 30. (Per comunicazioni: Fabio Cochis, tel. 3397728683 - Unione Inquilini di Bergamo e provincia)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


 


(03.04.17) SAN PAOLO D'ARGON. NON C'E' PACE PER L'EX MONASTERO DI SAN PAOLO D'ARGON

Diversi articoli dell'edizione bergamasca del Corriere della Sera (a firma Donatella Tiraboschi) hanno parlato di nuovo, dalla metà di marzo in poi, della contesa tra la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Ikaros che gestisce le scuole insediate nel nostro ex Monastero. Viene confermato che il Polo scolastico della Ikaros, che occupa all'interno dell'ex Monastero spazi destinati al "Museo delle Migrazioni" previsto nell'accordo di programma per il restauro sottoscritto nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d'Argon, Diocesi di Bergamo e altri enti, dovrà trasferirsi in altra sede. Non abbiamo però ancora ben capito se interamente o in parte o a rate...
La Diocesi proprietaria dell'ex Monastero ormai quasi tutto restaurato è infatti intenzionata a passare alla realizzazione del “Museo delle migrazioni” nonché delle altre strutture connesse, dopo che nel 2006 si era impegnata in tal senso, salvo poi nel 2009, all'inizio dei lavori di restauro, cambiare direzione optando – col consenso ufficiale di Regione, Provincia, Comune - per le istituzioni scolastiche di Ikaros che ora vengono cacciate via malis modis.
Si tratta di vicende in gran parte note. Gli articoli del Corriere fanno tuttavia luce sul coinvolgimento della Diocesi di Bergamo nel business dell'istruzione privata della Fondazione Ikaros, lagata a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere, che vanta un bilancio economico milionario, con scuole appunto a San Paolo d'Argon, ma anche Grumello del Monte, Calcio, Endine, Buccinasco, uffici a Bergamo e a Roma e perfino l'acquisto della Caserma militare dismessa di Via Suardi a Bergamo.
L'agreement tra Diocesi e Ikaros si sta concludendo evidentemente non solo perché a San Paolo d'Argon la scuola di Ikaros ha occupato spazi che la Diocesi ora reclama dopo aver annullato il contratto di comodato d'uso trentennale concesso alla Fondazione. La Diocesi certo è divenuta da tempo estremamente prudente verso il mondo di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, che - dopo le inchieste giudiziarie di qualche anno fa e dopo le disavventure di Formigoni - sta attraversando una fase di ridimensionamento e difficoltà. In più c'è stata la crisi economica a rovinare gli affari delle scuole private cattoliche, che vedono ridursi le iscrizioni, malgrado i molteplici e cospicui foraggiamenti da parte delle istituzioni pubbliche che dell'art. 33 della Costituzione ("Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato") sono abituate a farsene un baffo specialmente qui in Lombardia.
Ora la Diocesi riguardo all'uso del nostro Monastero, attraverso il proprio organo L'Eco di Bergamo, ribadisce categoricamente ancora una volta di voler senz'altro tornare al progetto originario dopo aver accumulato un bel po' di ritardo.
Il consigliere regionale 5 Stelle Dario Violi si è così accorto, con svariati anni di ritardo, che gli impegni del 2006 non sono stati realizzati e, dopo aver letto il Corriere della Sera, ha chiesto alla Giunta Regionale di fare chiarezza e di recuperare la sua parte di finanziamento.
Invitiamo però Dario Violi a fare qualche ulteriore approfondimento sugli impegni originari del 2006 che prevedevano non solo di inserire nel nostro Monastero cinquecentesco il Museo delle migrazioni ma anche di occuparne poco meno dei 2/3 per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Hotel Executive di via Nazionale), il tutto con il consenso dei rappresentati pro tempore di Regione, Provincia, Comune di San Paolo d'Argon!
Un progetto che - anche prima della sua conversione alla scuola privata di Ikaros - ci apparve fumoso e decisamente “sbilanciato” nel senso della valorizzazione fondiaria più che all'utilità sociale, certamente non tale da giustificare l'impegno di denaro pubblico nei modi e nella dimensione allora concordati.
Inutile dire che a più di 10 anni di distanza tanto il fumo quanto i nostri dubbi si sono ulteriormente addensati e rafforzati.
Alla cittadinanza di San Paolo d'Argon, che già da tempo ha versato per decisione della Amministrazione comunale 500.000 euro per il restauro dell'ex Monastero senza averne nulla in cambio, ora vi è anche l'amara soddisfazione di vederlo teatro di contenziosi infiniti, dopo esserne stata del tutto estromessa. (alternainsieme.net, 03.04.17)

Rassegna stampa marzo 2017.

Le nostre precedenti info sul restauro dell'ex Monastero di San Paolo d'Argon: 1 - 2


(22.03.17) SAN PAOLO D'ARGON. RISOLTA - MA CON UN PASSO INDIETRO - LA VICENDA DEI MEDICI DI BASE

* Il problema potrebbe riproporsi a breve, perché a seguito dei tagli alla sanitù e alla ricerca ora cominciano a scarseggiare un po' ovunque i medici di base.

Da un paio di settimane, come è stato annunciato anche dall'Amministrazione Comunale, presso gli nuovi ambulatori comunali dell'ex municipio di Via Medaglie d'Oro, prestano servizio due medici aggiuntivi.
Come è noto, a partire dal dicembre scorso, in seguito al pensionamento di uno dei medici di base, il Dottor Angelo Lucchetti, circa 600 mutuati con il nuovo medico di base avevano perso la possibilità di avere l'ambulatorio in paese e avrebbero dovuto recarsi a Cenate Sotto.
Un disagio non piccolo, specialmente per le persone anziane o non automunite.
Per questo a dicembre numerosi mutuati, in mancanza di indicazioni da parte della Ats e anche dell'Amministrazione comunale, che pure in pompa magna aveva inaugurato ad ottobre i nuovi ambulatori nella sede dell'ex Municipio, diedero vita ad un comitato "di scopo" promuovendo una petizione e andando in delegazione dal Sindaco per chiedere che fosse mantenuto il servizio ambulatorale a San Paolo d'Argon dal momento che non era possibile optare per gli altri medici di base presenti.

La prima risposta si basava sulla possibilità di inserire un altro medico di base dal momento che proprio in quella settimane era stato bandito un concorso per 4 nuove assnuzioni nel nostro distretto sanitario, ma nessuno dei medici risultati vincitori ha scelto la sede di San Paolo d'Argon, costringendo le autorità sanitarie a ricercare successivamente un'altra soluzione, quella che è diventata effettiva da pochi giorni dopo quasi tre mesi.
Così lo stesso medico, il Dottor Marinoni, che ha sostituito da dicembre il dottor Lucchetti sarà disponibile presso gli ambulatori comunali per due ore alla settimana, il giovedì dalle 15.00 alle 17.00, con la precisazione che "la prescrizione delle terapie continuative avverrà senza variazioni presso l'ambulatorio di Cenate Sotto. e il servizio non sarà replicato a San Paolo d'Argon". Anche la dottoressa Francesca Marchesi, che opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti nel nostro comune, presterà servizio anche a San Paolo d'Argon, secondo quanto annunciato da Sindaco, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
“Abbiamo ottenuto poco più del 10% di quanto avevamo chiesto– ha dichiarato uno dei cittadini che si sono attivati nelle scorse settimane. “E' sempre qualcosa, ma è un passo indietro, perché prima il medico era in paese per 4 giorni la settimana e non uno soltanto.”
Purtroppo tutta la nostra sanità negli ultimi anni sta registrando solo passi indietro.
In tema di medici di base, secondo gli esperti, il numero di mille assistiti per ciascun medico di medicina generale è il rapporto considerato “ottimale”. La media nazionale è però di un medico per ogni 1150 assistiti, però in Lombardia sale a 1.300.
Da noi praticamente tutti imedici hanno il massimo (“massimale”) di pazienti, che è di 1.500, ai quali si deve aggiungere un numero variabile di assistiti cittadini stranieri con permesso di soggiorno temporaneo conteggiati a parte (perché?!?), che innalzano ulteriormente il rapporto.
Siamo quindi molto oltre il numero di assistiti per medico considerato ottimale, mentre si profila ormai una carenza di medici su tutto il territorio nazionale a partire dalle regioni del Sud. Che altro dovremmo aspettarci dopo decenni di numero chiuso (per risparmiare sull'istruzione e la ricerca!) nelle facoltà italiane di medicina, per non parlare del numero crescente di giovani medici che accettano di lavorare – in condizioni più favorevoli - in altri paesi d'Europa per evitare gli anni e anni di precariato a cui spesso sono condannati in Italia?
Nello specifico della provincia di Bergamo si prevede in particolare che, a causa dei prossimi pensionamenti di medici di base attualmente in servizio, mancheranno ben 100 medici di famiglia nel 2019. Però i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale restano 90 all’anno per tutta la regione, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno.
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche”.
La sanità è un bene comune importantissimo e tutti riconoscono che la medicina di base è l'elemento fondamentale per garantire il diritto alla salute per tutte e tutti.
Viceversa da troppo tempo le politiche degli ultimi governi nazionali e regionali sono orientate esclusivamente a tagliare la sanità pubblica e a favorire quella privata, secondo logiche che ormai cozzano sempre più violentemente con i bisogni e i diritti basilari della popolazione.
Questo ci fa capire che è diventata da tempo urgente una forte mobilitazione per costringere la politica a invertire rotta.
(22.03.17, Alternainsieme.net)

Le nostre precedenti info sulla vicenda: QUI


(28.02.17) BERGAMO. ASSISTENZA A PERSONE E FAMIGLIE CON PROBLEMI DI INDEBITAMENTO: CONSULENZA NELLA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO

"Da quando la crisi ha bloccato la finanziarizzazione ed il consumo a debito usato dal sistema per valorizzare i suoi eccessi di produzione, il capitale finanziario ha trasformato i mutui e i prestiti (gli agevolati nella Ue, i subprime negli Usa) in una valanga di recupero crediti che travolge migliaia di famiglie"

UNIONE INQUILINI e l’ASSOCIAZIONE “TUTELA DEBITORI POPOLARE” si propongono di fornire un sostegno personalizzato e soluzioni mirate ai sempre più diffusi problemi di indebitamento di persone e famiglie.

A CHI SI RIVOLGE?
No al G7 di Taormina
E no al G7 agricolo di Bergamo

Il 26/27 maggio prossimo nella bellissima cittadina della Sicilia orientale si incontreranno i 7 capi di Stato in carica dei Paesi più ricchi. Un appuntamento fortemente voluto dal precedente governo Renzi e per il quale saranno mobilitati non meno di seimila agenti delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza del meeting, in un territorio come quello siciliano già pesantemente militarizzato visto il ruolo che è stato riservato alla nostra più grande isola come avamposto della guerra contro i poveri e contro i migranti.
Dopo Genova 2001 non risulta per niente diminuita fra chi guida o ha guidato il nostro Paese la voglia di ospitare – costi quel che costi - eventi che costituiscono una teatrale ostentazione del potere (economico, politico, militare, mediatico) dei più ricchi contro tutti gli altri.
Una ostentazione di potere ingiustificata e fine a se stessa (nessuno è così sciocco da ritenere che tali meeting servano davvero a prendere decisioni di fronte a tutti) che pertanto indigna coloro che quel potere lo devono subire inermi sulla loro pelle e nei loro corpi, tanto nel Sud quanto nel Nord del pianeta.
Il “mega” G7 di Taormina, dove presenzieranno Donald Trump, Justin  Trudeau, Theresa May, François Hollande, Angela Merkel,  Shinzo Abe e Paolo Gentiloni nonché i vertici della Ue, sarà preceduto e seguito da altri dieci G7 tematici, in formato mignon, che si svolgeranno in altrettante città italiane.
Comincerà Firenze il 30-31 marzo sul tema della cultura con i rispettivi 7 ministri, poi Roma il 9-10 aprile con i 7 ministri dell'energia e via di seguito. Il penultimo appuntamento, il 14-15 ottobre, sarà dedicato all'agricoltura con i ministri dell'agricoltura e si terrà nella nostra città.
Bergamo è certamente una città bellissima, ma in passato più nota per la fame e le malattie derivanti dalla scarsa e inappropriata alimentazione (pensiamo al gozzo che caratterizza molte maschere bergamasche), per la scarsità e in generale scarsa qualità dei suoi prodotti agricoli e per una agricoltura e una cucina quindi particolarmente povere. Questo appuntamento pubblico si configura del tutto fuori luogo e come un vero schiaffo alla storia di questo territorio.
E’ quindi evidente che il G7 dedicato all'agricoltura si terrà a Bergamo solo in omaggio al fatto che la bergamasca ha dato i natali dell'attuale Ministro dell'Agricoltura in carica Maurizio Martina, e per via delle speciali relazioni che legano l’attuale sindaco il renziano Gori (a cui l’evento garantirà una visibilità internazionale) alle forze che dominano il governo. Il che spiega meglio di mille parole il significato reale di questa costosissima manifestazione: non sarebbe meglio impiegare questi soldi nel sostenere le aziende agricole falcidiate dalla crisi?
Ma già è cominciata a trapelare nello streaming locale l'interesse verso questo “evento” come occasione da non farsi sfuggire per dare lustro alla città, e magari anche agli affari, “in continuità con Expo 2015” (il che è tutto dire), e già si stanno mobilitando i corvi che si nutrono di tali eventi (gli addetti ai lavori della politica, dell'economia e dei media).
Che proprio nella nostra città in autunno i sette ministri che operano con il massimo di sintonia con le multinazionali agro-alimentari responsabili delle mostruose distorsioni del primario da cui scaturiscono fame, cattiva alimentazione, distruzione ambientale e sociale praticamente ovunque, in nome del cosiddetto ordo-liberismo e delle sue neo-varianti forse perfino peggiori di quelle note (vedi Trump), non può non inquietare quella parte della società e dell'associazionismo bergamasco che maggiormente ha a cuore i temi dell'ambiente, della qualità delle produzioni agricole, della bio-diversità, della sovranità alimentare e che più è impegnata per contrastare le storture del mercato, su cui grava anche la spada di Damocle dei Ceta e Ttip in itinere.
Come Rifondazione Comunista, sosteniamo e siamo già parte attiva del movimento “No G7 a Taormina”, che proprio in questi stessi giorni a partire della Sicilia ha già dato vita ad importanti momenti di confronto e di mobilitazione dove sono stati protagonisti i precari e gli studenti.
Quanto al G7 “agricolo” a Bergamo il nostro intento non è né quello di interloquire o accettare costoro (sarebbe del tutto inutile in questa fase storica) e neppure di subire passivamente che la nostra città abbia fra i suoi tanti lustri quello di aver ospitato, plaudente, i 7 ministri più direttamente responsabili delle mostruose aberrazioni in cui opera l'agro-industria a livello globale.
Ciò presuppone per noi impegni a cui non intendiamo sottrarci, nella certezza - dato il deteriorarsi progressivo delle condizioni economiche, sociali, ambientali anche nel nostro contesto - di non essere i soli a pensarla così.

ANALISI E VALUTAZIONE GRATUITA DELLA SITUAZIONE DEBITORIA GLOBALE
Valutiamo le singole situazioni debitorie in essere e la situazione patrimoniale (reddito, beni posseduti, ecc.) per individuare la migliore strategia di gestione possibile.
Assistenza, supporto o intervento diretto nei confronti di creditori e società di recupero crediti. A seconda della complessità o criticità anche di singole pratiche ci interfacciamo noi direttamente con banche, finanziarie o esattori, alleggerendo l’ansia e il disagio che tali contatti inevitabilmente generano.
L’obiettivo è quello di raggiungere transazioni risolutive per chiudere le singole pendenze con la minor somma (possibile risparmiare anche il 60 % del debito) o con piani di rientro graduali e di importi mensili sostenibili.
Consulenza creditizia. Qualora si presenti la necessità o convenienza (in un’ottica di ripianamento o di ristrutturazione dei debiti in essere) forniamo un orientamento ed un supporto nella scelta delle eventuali forme di finanziamento.
Educazione al credito. Nel corso della gestione delle varie pratiche suggeriamo gli interventi necessari a correggere eventuali errori o leggerezze commessi in passato nella gestione economico-patrimoniale, dando indicazioni utili a prevenire la ripetizione degli errori in futuro.
Rimborsi finanziari e assicurativi. Per alcune tipologie di finanziamenti (cessione del quinto dello stipendio) estinti e/o rinegoziati in anticipo rispetto alla loro durata contrattuale, effettuiamo un’analisi per verificare se spettino dei rimborsi e di quali importi e ci occupiamo dell’eventuale ricorso per ottenerli.

SPORTELLO TUTELA DEBITORI
Mercoledi da ore 17 a ore 19
c/o UNIONE INQUILINI
Via Borgo Palazzo 84/g - BERGAMO

Volantino

Associazione “Tutela Debitori Popolare” (TDPOP). Per info: (Vito Albanese) 392 9933280; E-mail: tuteladebitoripopolare@gmail.com

Unione Inquilini. Per info: (Davide Canto) 334.5086230


(05.03.17) SAN PAOLO D'ARGON. RIFONDAZIONE COMUNISTA: CONGRESSO DEL CIRCOLO DELLA VALCAVALLINA

* Domenica 5 marzo, dalle ore 9.00 presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica, Via Giovanni XXIII

Il Decimo Congresso del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina è convocato Domenica 5 marzo ore 9.00, presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d'Argon, in Via Giovanni XXIII (il parcheggio è vicinissimo, subito dopo il supermercato)

Tutti i materiali congressuali sono reperibili in www.rifondazione.it e sono pubblicati nel sito provinciale del Prc di Bergamo (http://www.prcbergamo.it/x-congresso-prc-se-2017/).

Potete richiedere i materiali in formato cartaceo telefonando a Maurizio (tel. 3389759975)

Tutti/e gli/le iscritti/e, simpatizzanti e invitati possono intervenire al dibattito dando il loro contributo; secondo regolamento possono però esprimere il voto sui documenti solo le compagne e i compagni con tessera 2016 rinnovata nel 2017 (entro la data del congresso di circolo, prima dell’apertura dei lavori).

Programma di Domenica 5 Marzo

Ore ..9,00 : Apertura congresso
Ore ..9,15 : Relazione introduttiva e nomina commissione
Ore ..9,30 : Presentazione documenti
Ore 10,00 : Dibattito ed apertura delle votazioni
Ore 11,15 : Votazione documenti ed elezione delegati
Ore 11,45 : Conclusioni e buffet

A cura: Partito della Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Borgo di Terzo, Via Rivolta 1. Per info: tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it


(03.02.17) SERIATE. ASSEMBLEA: "MUTUALISMO, SOSTENIBILITA', SOLIDARIETA' - CONNETTIAMO LE PRATICHE SOCIALI COME ALTERNATIVA AL NEOLIBERISMO

* Seriate, 3 marzo 2017- Libreria "spazio Terzo Mondo" - Via Italia 49 (programma in aggiornamento)

19:30 – Buffet con i prodotti (biologici e locali) del Gruppo di Acquisto Popolare (GAP). Proiezione del video: “Una red para organizar la solidaridad” sulla esperienza della Red de Solidaridad Popular

20.30Assemblea pubblica. Coordina: Roberta Maltempi (Associazione “Seriate x tutti”). Intervengono: Francesca Forno (CORES LAB – Osservatorio su consumi, reti e pratiche di economie sostenibili), Yara Larrosa (Red de Solidaridad Popular – Spagna), Andrea Viani (R@P - Rete per l’Autorganizzazione Popolare)

L’assemblea dal titolo “Mutualismo, sostenibilità, solidarietà” vuole essere una serata di confronto fra esperienze sociali di Bergamo e provincia, promossa da R@P (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).
Un percorso che ci porterà ad analizzare gli effetti del disastro che le politiche europee di austerità hanno prodotto in questi anni anche in bergamasca; ma soprattutto ad incontrare e promuovere l’incontro delle soggettività ribelli e protagoniste dei conflitti per il diritto al lavoro e al reddito, per la giustizia ambientale, per l’accoglienza di donne e uomini migranti.
L’Europa neoliberista ha prodotto il calo dell’occupazione e del potere d’acquisto delle classi subalterne, lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale dei territori e lo svuotamento di potere delle istituzioni democratiche di prossimità. Le politiche di austerità, dei governi italiani che si sono alternati, hanno aumentato il divario economico tra Nord e Sud Europa e quello sociale tra alto e basso, dentro le classi sociali in Italia; hanno acuito ulteriormente lo squilibrio economico, sociale e ambientale ai danni di aree già storicamente penalizzate dallo sviluppo capitalistico.
La questione della povertà è stata storicamente tradotta nelle retoriche della devianza e della marginalità o di una necessario sostegno caritatevole, o interpretata in chiave razzista. Per noi oggi la povertà è la condizione in cui il conflitto fra capitalismo e vite prende corpo con maggiore intensità e, dunque, dove si può incarnare una alternativa al neoliberismo per l’Italia e il Mediterraneo europeo.
Immaginare la povertà come questione politica, significa pensare ai ceti popolari come attori di una soggettivazione politica nei conflitti e nelle resistenze, nelle pratiche di solidarietà sociale; lavorare a connettere e a ricostruire un blocco sociale lì dove il capitalismo ha maggiormente lavorato a costruire disgregazione, promuovere una rivoluzione degli stili di vita, che può trasformare i processi decisionali promuovendo la capacità di creare nuovi legami di solidarietà dentro e fuori il mondo del lavoro.
Se il neoliberismo lavora a separare politico e sociale, noi dobbiamo lavorare a connetterli, ripensando le forme dell’agire collettivo: fare società per fare politica, costruire reti di mutualismo e connessioni fra i conflitti sociali e per una sostenibilità ambientale. Far emergere nuove forme dell’organizzazione e nuove pratiche politiche, come ci insegnano a fare le compagne e i compagne curdi con le esperienze di confederalismo democratico co-rappresentanza: nuovi processi di autodeterminazione per donne e uomini.
Venerdi 3 marzo parleremo di questa alternativa. Ragioneremo della questione della crescità delle disuguaglianze anche nella “ricca” bergamasca, a partire dalle soggettività che interpretano il conflitto per il lavoro, la casa, l’alimentazione e la salvaguardia ambientale. Proveremo a intrecciare e mettere in rete le esperienze di autogoverno e le pratiche di autodeterminazione: le reti mutualistiche. Incroceremo l’esperienza di confederalismo sociale che stanno costruendo i compagni spagnoli della Red de Solidaridad Popular che sono riusciti a unire le pratiche neo-mutualistiche e di resistenza in un movimento nazionale.
Hanno già dato la loro adesione Cittadinanza sostenibile, Spazio gioco autogestito “Ci vuole un fiore”-Seriate, Circolo ACLI Seriate, Unione Inquilini, Gruppo di Aquisto Aopolare di Bergamo, Piano Gas Seriate,...

Per adesioni e informazioni:

3405841595 (Roberta); alternainsieme@yahoo.it


(17.02.17) BERGAMO. CASE POPOLARI – ALER: AFFITTI SEMPRE PIU’ ALTI, MANUTENZIONI BLOCCATE. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI

* Venerdi 17 febbraio, ore 18, c/o Sede di Unione Inquilini a Bergamo,  Via Borgo Palazzo 84/g Interverrà: Bruno Cattoli - Segretario regionale Unione Inquilini - Per info: tel. 3397728683-Fabio

Il sindacato Unione Inquilini incontra gli inquilini per aprire una mobilitazione per ottenere da ALER: 1) Piano di manutenzione partecipato dagli inquilini, 2) Sistemazione case vuote e sfitte; 3) riduzione del prezzo del affitto-box (autorimessa)
La nuova gestione di ALER Bergamo è disastrosa. Gli affitti (appartamento e box) diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini.
Le manutenzioni straordinarie e ordinarie sono ferme da anni. Ci sono tanti alloggi vuoti e non assegnati. Lo stato di conservazione dei caseggiati è sempre più scadente.
La Giunta Regionale ha approvato la nuova legge sulle case popolari che: 1) Apre ai privati la gestione degli alloggi pubblici; 2) Aumenta gli affitti per gli inquilini della case popolari; 3) Non si stabilisce un finanziamento per le case popolari.
Lottiamo per abbassare affitti-Box e migliorare le manutenzioni, contro la nuova legge regionale.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(20.02.17) TREVIGLIO. DOPO IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE, RESTIAMO IN CAMPO

Il COMITATO per il NO al referendum costituzionale e contro l’Italicum, di Treviglio e dintorni, non si è sciolto, ma continua la sua attività trasformandosi in “COMITATO PER LA DIFESA E L’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE”.

Le prime iniziative che intendiamo proporre sono:una serie di conferenze sulla Costituzione e la presentazione del libro: VELIA SACCHI: -“ IO NON STO A GUARDARE - MEMORIE DI UNA PARTIGIANA FEMMINISTA” - a cura di ROSANGELA PESENTI.

Per discutere dell’impostazione di queste iniziative il Comitato si ritroverà lunedì 20 febbraio alle ore 21,00 alla sede dell’ARCI Fuorirotta frazione Battaglie-Treviglio

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

"Comitato per la difesa e l'attuazione della Costituzione Treviglio e dintorni"

Nuovo account: difesa.attuazione. costituzione@gmail.com


(10.02.17) SAN PAOLO D'ARGON. UN MEDICO IN PIU', ANZI DUE, PRESSO GLI AMBULATORI COMUNALI. IN DIRITTURA D'ARRIVO LA RISPOSTA ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE

Il Sindaco Cortinovis ci ha comunicato mercoledì scorso che – a seguito dell'interessamento dell'Amministrazione Comunalf e della direzione della Ats di Bergamo - entro breve tempo presso gli ambulatori comunali di San Paolo d'Argon sarà a disposizione per due giorni la settimana il Dott. Marinoni che ha sostituito – da dicembre – il precedente medico di base ritirato per pensionamento.
Un altro medico che attualmente opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti a San Paolo d'Argon sarà nell'ambulatorio di San Paolo d'Argon per un giorno alla settimana, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
C'è solo da aspettare – secondo le parole del Sindaco – che gli ambulatori vengano opportunamente attrezzati e in particolare dotati della specifica connessione internet, dopo di che i cittadini verranno informati tramite locandine esposte nelle bacheche comunali e, forse, anche tramite comunicazioni agli interessati da parte dell'Azienda Territoriale Sanitaria.
Anche se risulta in parte disatteso quanto ci era stato prospettato nelle scorse settimane, riteniamo tuttavia che la soluzione adottata accolga in misura significativa le richieste che numerosi cittadini avevano espresso tramite una petizione dopo di che si erano visti – all'atto della scelta del nuovo medico – privati della disponibilità dell'ambulatorio in paese e costretti a recarsi in altro comune. Un disagio che aveva suscitato apprensione soprattutto fra i nostri concittadini più anziani e per le persone non auto-munite.
Rimane un problema più generale, che riguarda non solo il nostro comune ma tutto il territorio della provincia e della regione e che è legato alla difficoltà di garantire il turn over rispetto ai medici di base che si ritirano dalla professione per raggiunti limiti di età. Un problema, secondo quanto denunciato dalle associazioni sindacali dei medici di base, che potrebbe aggravarsi se la Regione non porrà rimedio tempestivamente agli errori nella propria programmazione in materia. (cfr. la nostra precedente comunicazione: qui)
Per eventuali richieste di chiarimento, si può continuare a fare riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739) o anche alla mail di questo blog (alternainsieme@yahoo.it).

Su questo tema, cfr. anche le nostre precedenti info: qui


(11.02.17) COSTA VOLPINO. FOIBE. IL PUNTO DELLA RICERCA STORICA

* Costa Volpino (frazione Corti), Sabato 11 febbraio alle ore 17.00 presso l'Auditorium della biblioteca di Via S. Antonio 8

 

Il Coordinamento antifascista presenta una serata di approfondimento critico con lo storico PIERO PURINI, del gruppo RESISTENZA STORICA di Udine.

Agli studenti interessati verrà rilasciato una attestato di partecipazione valido per i crediti formativi.

Locandina: qui


(30.01.17) SAN PAOLO D'ARGON. 11 GLI ALLOGGI ALL'ASTA IN QUESTI GIORNI SOLO NEL NOSTRO COMUNE. LA BERGAMASCA HA IL RECORD DELLE CASE ALL'ASTA

Nel secondo semestre del 2016 sono stati 1.742 gli immobili residenziali all'asta giudiziaria, per lo più alloggi di valore limitato (1.381 sono quotati meno di 100.000 euro). La provincia di Bergamo è al primissimo posto in Italia, cpiù di Roma, il doppio di Milano (che pure ha una popolazione 4 volte superiore), il 5,23 % delle aste giudiziarie di tutta l'Italia, sapendo bene che come popolazione la nostra provincia pesa solo per l'1,8%.
“Fino al 2008 – spiega L'Eco di Bergamo del 28.01.17 (cfr. qui) – i mutui sono stati concessi molto facilmente, anche a stranieri che poi hanno lasciato il Paese”. Mutui facili che hanno drogato lo sviluppo abnorme dell'edilizia locale, ma dopo il 2008 è arrivata la caduta pressochè catastrofica. Ormai nella nostra zona le famiglie che ricevono le ingiuzioni di sfratto a causa del mutuo che non riescono più a pagare sono quasi altrettante di quelle che non riescono con il normale affitto.
Per anni una possibilità piuttosto conveniente per mettere su casa qui in bergamasca è stata quella di contrarre il mutuo. Adesso ci ritroviamo con tante famiglie che perdono mutuo e casa e di cui delle quali, in molti casi, sono i servizi sociali dei comuni a doversi occupare, senza che nemmeno abbiano la possibilità di fare domanda per l'edilizia sociale perché fino quasi all'ultimo risultano sempre proprietarie di un alloggio.
Così è avvenuto e avviene – è sempre L'Eco di Bergamo a spiegarlo – per “la mancanza di una grande rete di alloggi di edilizia residenziale popolare che limitano le aste, come avviene soprattutto nelle gradi città; e infatti la stragrande maggioranza delle aste si concentra su case con un prezzo tra 0 e 100 mila euro”.
A San Paolo d'Argon – come si evince dai siti dedicati alle aste giudiziarie – sono ben 11 gli alloggi che verrano posti all'asta nelle prossime settimane, tutti appartamenti di valore modesto, abitati fino a poco tempo fa o ancora abitati da famiglie. Sono abitazioni rientrate nella disponibilità delle banche dopo che le famiglie non sono più riuscite a pagare il mutuo e perso tutto quanto avevano versato in precedenza.
Nel nostro comune gli alloggi comunali assegnati tramite bando sono solo 32 su 2003 abitazioni (censimento 2011), l'1,6% a fronte di una media nazionale – peraltro una delle più basse fra i Paesi dell'Europa Europa – che raggiunge a malapena il 5%. C'è da dire che malgrado queste palesi carenze, la nostra amministrazione comunale quanto quelle dei paesi vicini, di qualsiasi coloro politico, considerano semplicemente una bestemmia quelle di investire nell'edilizia pubblica.
Di fronte alla crisi abitativa da parte nostra ci chiediamo se dobbiamo lasciare fare tutto alle banche che buttano le famiglie in strada o se non è invece il caso che lo Stato e gli enti locali intervengano per garantire il diritto all'abitare, incrementando il patrimonio edilizio pubblico e anche intervenendo sulle banche: intervenire sulle banche per dare una mano alle famiglie e non invece – come ha fatto il governo Renzi – solo per facilitare gli espropri delle banche e le ingiunzioni di sfratto alle famiglie.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.01.17) TREVIGLIO. C'E' LA NORMA PER SALVARE LE FAMIGLIE DALLO SFRATTO, MA POI, SE NON C'E' LA MOBILITAZIONE SOLIDALE, LE PERSONE LE SFRATTANO COMUNQUE. PER ESEMPIO...

Questa mattina, lunedi 23 gennaio, a Treviglio, in via Milano, la famiglia di Mohamed, pur abitando in uno dei Comuni dove la legislazione fa obbligo agli enti locali di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato. Ci sono stati momenti di tensione; le nostre compagne e i nostri compagni sono stati minacciati di denuncia dall’ufficiale giudiziario e la polizia ha chiesto loro i documenti. Solo con fatica alla fine è stato possibile ottenere il rinvio dell’esecuzione (al 6 febbraio). Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, a Treviglio come negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l’applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e il sostegno alle famiglie sfrattate.
A Treviglio l’applicazione delle procedure previste è rallentata dalla Amministrazione comunale che non ha neppure predisposto i moduli per le domande. Mentre in diverse province d’Italia i Comuni, le Prefettura, gli Ufficiali giudiziari sono coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, in bergamasca le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero.
Per questo motivo Unione Inquilini chiede alla Prefettura che la legge venga a sostegno delle famiglie sfrattate venga applicata correttamente e tempestivamente. (23.01.17. Per Unione Inquilini Bergamo-Trevigio: Fabio Cochis, tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(21.01.17) SAN PAOLO D'ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE: IL SINDACO CONFERMA CHE E' PREVISTO PER LA FINE DEL MESE L'INCARICO AD UN ALTRO MEDICO DI BASE

Sembrerebbe vicina la soluzione del problema dei 600 mutuati rimasti senza medico di base con ambulatorio a San Paolo d'Argon. Da L'Eco di Bergamo di oggi (cfr. qui) il sindaco Stefano Cortinovis conferma quanto aveva dichiarato nelle scorse settimane: “Abbiamo sentito Ats a cui compete il servizio e a breve è previsto l'affidamento dell'incarico a un altro medico di base il cui arrivo, stando a quanto ci hanno detto da Ats, è previsto entro gennaio”. Speriamo bene.
Un analogo problema agita a cittadinanza di Cenate Sotto nonché diversi altri paesi dell provincia.
Il fatto è che a fronte del pensionamento dei medici di base cominciano a mancare i sostituti e questa criticità è destinata ad aggraversi nei prossimi anni in tutto il territorio della provincia. Nel 2019 mancheranno 100 medici di famiglia.
“Le nuove forze disposte ad entrare nella graduatoria ci sono, ma se i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale, - afferma Vito Brancato, direttore Dipartimento cure primarie dell'Ats di Bergamo - restano 90 all'anno, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno”(cfr. Ecodibergamo.it 21.01.17).
I costi per l'ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che
alla base c'è una cecità di programmazione; – secondo Emilio Pozzi, presidente dell'Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche. Bisogna che la politica nazionale e quella regionale si sveglino e si concentrino su questa problematica”.
Per quanto riguarda lo specifico dei nostri problemi qui a San Paolo d'Argon, continuiamo a tenerci in contatto facendo riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), almeno fino a quando gli impegni annunciati dall'Ats non saranno rispettati.

Rassegna stampa. Araberara 13.01.17: qui. Le nostre precedenti info: qui


(26.01.17) TREVIGLIO. RIPARTIRE DOPO AL VITTORIA DEL NO PER UNA LEGGE ELETTORALE PIENAMENTE COSTITUZIONALE

* Incontro pubblico: Treviglio, giovedi 26 gennaio, ore 21, ARCI “Fuorirotta”, Località Battaglie n°8

 

Un gruppo di attivisti del Comitato per il No che hanno fatto campagna nel referendum costituzionale, riuniti congiuntamente il 12 gennaio a Treviglio, hanno espresso una forte soddisfazione per la partecipazione straordinaria, anche nel nostro territorio, che ha consentito una vittoria del No, contro il tentativo del governo Renzi di stravolgere la Costituzione.
Lo straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre non solo ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi-Boschi ma ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum).
Ora occorre continuare non solo con la vigilanza sul rispetto dell'esito del voto, ma anche un impegno a sostegno delle iniziative referendarie promosse sul lavoro.
Il 21 dicembre a Roma si svolgerà una assemblea nazionale dei Comitati locali per il No che discuterà di come mantenere attivo e vitale il movimento che si è creato durante la campagna referendaria. Cittadini protagonisti di questo movimento, senza alcuna tentazione di trasformarsi in partito, hanno l’obiettivo di fare crescere la partecipazione, di contrastare il tentativo di ridurre gli spazi di democrazia di cui lo stravolgimento della Costituzione era un tentativo per fortuna respinto dalla vittoria del No.
E' tuttora in atto un tentativo mediatico strumentale, presente durante tutta la campagna elettorale, di ignorare i Comitati di cittadini, di schiacciare il No sui partiti. E' una lettura del referendum e della vittoria del No sbagliata e spesso strumentale che vuole nascondere il ruolo dei cittadini protagonisti del risultato, che ignora il grande ruolo non solo dei Comitati ma anche dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), dei sindacati confederali e
di base.
Per questo faremo sentire la nostra opinione sul futuro della legge elettorale, che deve essere una svolta rispetto non solo al Porcellum ma anche all'Italicum. La nuova legge elettorale deve rispettare i principi della Costituzione: scelta degli eletti da parte degli elettori, rappresentanza proporzionale.
L'attività dei Comitati che si sono mobilitati per il referendum nei territori di tutta Italia proseguirà. Quindi non ci sarà nessun rompete le righe ma il proseguimento vigile e combattivo dell'iniziativa nei prossimi mesi, per questo è stata convocata una assemblea nazionale a Roma il 21 gennaio 2017. A Treviglio ci incontreremo giovedì 26 gennaio dalle ore 21, presso l’ARCI “Fuorirotta”, Località Battaglie n°8.

Promuovono: Giuseppe Severgnini, Giuseppe Goisis, Giuseppe Nicotra, Vallì Morlotti, Sebastiano Baroni, Giovanna Magni


(21.01.17) ROMA. INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI PER IL NO

* Roma, sabato 21 gennaio 2017, presso Associazione Spintime Labs, via S. Croce in Gerusalemme n 55

Programma dei lavori

h. 10,00 Registrazione dei partecipanti
h. 10,30/11,00 Introduzione (Domenico Gallo)
h.11,00/15,00: Dibattito
h. 15,00/16,30: Discussione documenti d’indirizzo
h.16,30/17,00: Conclusioni (Alfiero Grandi)

L'appello: Il comitato del NO può diventare un movimento autonomo e di massa: restiamo in campo. Il 21 gennaio assemblea nazionale! (articolo di Alfiero Grandi* apparso venerdì 6 gennaio 2017 su Il Fatto Quotidiano)

Abbiamo straperso, giudizio condivisibile di Renzi sulla vittoria del No. La condivisione sul referendum del 4 dicembre finisce qui.Il 70 % di votanti è una partecipazione d’altri tempi e ha smentito la previsione che la crescita dei votanti avrebbe favorito il Si. Inoltre ha reso evidente che i cittadini votano quando pensano di contare nelle decisioni.
Il No ha superato i 19 milioni di voti. Risultato che si può raggiungere solo sommando ragioni diverse. Vediamole:
- Insoddisfazione profonda di tanti che hanno trovato il racconto ottimistico di Renzi stridente con la dura realtà.
- Fastidio per le presenze oltre il limite di Renzi nelle Tv, nelle radio, nei giornali, con un uso megalomenico e personale della comunicazione.
- Costi esagerati della campagna elettorale, in contrasto con il proclamato taglio dei costi della politica.
- Critica di fondo al governo non solo dall’opposizione politica ma anche da settori della maggioranza.
- Contrarietà di massa alle deformazioni della Costituzione contenute nella Renzi-Boschi e all’Italicum, che ne è il completamento. Queste ultime motivazioni sono state sistematicamente ignorate dall’informazione durante la campagna elettorale, salvo lodevoli eccezioni. Prima si è tentato di ridicolizzare i gufi e i professoroni, poi di ignorarli, con il risultato di provocare la moltiplicazione di energie e iniziative. Decine di migliaia di iniziative a cui hanno partecipato costituzionalisti, magistrati, avvocati e tantissimi altri senza qualifica giuridica, scavando in profondità nella società e stabilendo un rapporto con le centinaia di migliaia di persone che a loro volta sono diventate protagoniste della campagna elettorale. Frustrarne la volontà sarebbe un delitto contro la partecipazione democratica.
La rimozione operata durante la campagna elettorale è ora in piena ripresa sui risultati del referendum. E’ una scelta politica grave, che offende la volontà dei cittadini.
Cittadini che chiedono di restare in campo, dopo il voto, come soggetto civico, autonomo, senza farsi partito. Una scelta non facile perché Renzi ha tentato di azzerare il ruolo delle rappresentanze sociali. Certo, questo tentativo è fallito, anzi al contrario ha rivitalizzato il desiderio di partecipazione civica, ma costruire una presenza organizzata di cittadini è comunque un obiettivo non facile.
La Costituzione è tornata centrale nella vita democratica del nostro paese.
La Costituzione oggi è viva e non si potrà con leggerezza proporne modifiche che neghino la centralità del parlamento, come tentato da Berlusconi e poi da Renzi. Non solo gli elettori in futuro dovranno decidere su proposte chiare, non stravolgenti la Costituzione, ma dal voto esce anche un’indicazione di merito contro l’accentramento del potere e forme di presidenzialismo più o meno esplicite, contro la possibilità che una minoranza imponga la sua volontà alla maggioranza degli elettori, rendendo diseguale il voto dei cittadini e che l’elezione dei parlamentari ridiventi una nomina dall’alto.
Tante associazioni, a partire dall’Anpi, hanno svolto un ruolo importante.
Ignorare questa mobilitazione oggi è funzionale all’obiettivo di giustificare la sconfitta con l’incapacità di farsi capire ma è in realtà il rifiuto del risultato del referendum.
Il successo del No non è la vittoria dell’antipolitica, ma la sconfitta della prepotenza e della presunzione.
Il movimento referendario, 750 comitati locali che avevano a riferimento il Comitato per il No e il Comitato gemello contro l’Italicum, oggi deve rispondere a chi vuole restare in campo in piena autonomia. La richiesta di proseguire dopo il 4 dicembre è corale. Per questo è stata convocata un’assemblea nazionale il 21 gennaio.
Dopo il referendum del 2006 la Costituzione è stata di nuovo dimenticata, né è stato superato il porcellum. Questi errori non debbono ripetersi.
Capitalizzare la rinnovata attenzione alla Costituzione non significa escludere suoi miglioramenti, come sul nuovo articolo 81 che obbliga al pareggio di bilancio e che non era tra le modifiche di Renzi.
Così è necessario rilanciare l’attuazione dei diritti sanciti nella prima parte, come ha ricordato anche una sentenza della Corte che ha stabilito che i diritti delle figure più deboli sono principi incomprimibili. E’ in coerenza con i principi della Costituzione che si motiva l’appoggio ai referendum promossi dalla Cgil a tutela dei diritti di chi lavora. Per questo va garantito che i referendum si tengano nella prossima primavera.
Occorre arrivare all’approvazione di una legge elettorale che seppellisca il Porcellum e il suo erede Italicum, consentendo di eleggere un parlamento rappresentativo.
L’imminente sentenza della Corte sulle istanze di incostituzionalità dell’Italicum presentate dal centinaio di avvocati che fanno riferimento ai nostri Comitati referendari è un appuntamento rilevante, ma non assolve il parlamento dalla responsabilità di approvare una nuova legge. Questo parlamento, frutto di una legge incostituzionale, ha tentato di stravolgere la Costituzione e approvato l’Italicum, oggi sarebbe un opportunismo inaccettabile la sua rinuncia ad approvare una nuova legge elettorale rispettosa del referendum, coerente per entrambe le Camere.
Per questo non rinunciamo alla nostra iniziativa. E’ evidente la speranza della maggioranza che la sentenza della Corte sia la meno innovativa possibile, per tentare di salvare l’impianto dell’Italicum. La proposta di Renzi sul Mattarellum è più una tattica per farlo bocciare che una vera proposta, altrimenti avrebbe tenuto conto del risultato referendario. Ricordo a tutti che l’iniziativa abrogativa dell’Italicum può risorgere in qualunque momento.
Avanzeremo una proposta sulla legge elettorale, che può diventare la base per un’iniziativa di massa sulla base di tre punti: rispetto dei principi costituzionali, proporzionalità sostanziale, elezione di tutti i parlamentari, escludendo ogni forma di nomina dall’alto.
In passato (2006, 2011) i risultati dei referendum sono stati ignorati. Eppure la crisi di Berlusconi è iniziata dopo la sua sconfitta nei referendum su acqua pubblica e nucleare, malgrado i 100 deputati di maggioranza. Purtroppo anche il centro sinistra non seppe raccoglierne il messaggio dei referendum e nel 2013 ha ottenuto una non vittoria, i cui effetti nefasti durano ancora oggi. Grillo si presentò all’incasso di questo patrimonio politico trascurato ed è cresciuto come sappiamo.
Oggi questi errori non debbono ripetersi e la via più sicura è che chi ha vinto il referendum resti in campo come soggetto sociale autonomo, costruendo un movimento di massa, fondato su una partecipazione volontaria e consapevole.

*vicepresidente nazionale del Comitato per il NO nel referendum Costituzionale


(13.01.17) BERGAMO. INUTILI TENSIONI IN OCCASIONE DI UNO SFRATTO CHE NON SI POTEVA E NON SI DOVEVA ESEGUIRE

Come l'Unione Inquilini ha ricordato in più occasioni, da un paio d'anni la legislazione fa obbligo agli enti locali e alle altre istituzioni di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, cioè impossibilitate a pagare l'affitto perché colpite dalla crisi economica.
Si tratta di misure di accompagnamento per graduare gli sfratti, posticiparli, reperire un alloggio alternativo, secondo quanto previsto dalla legge 124/2013, finanziata dal D. m. 30 marzo 2016, regolamentata in Lombardia dal Dgr n° X/5644/2016.
Sono misure ancora molto parziali e insufficienti, che peraltro non riguardano l'insieme del territorio nazionale, ma solo i comuni ritenuti di “alta tensione abitativa”.
L'applicazione delle procedure previste è spesso rallentata o bloccata dalle burocrazie di comuni e prefetture, ma va da sé che nei casi di morosità incolpevole l'esecuzione degli sfratti non può avvenire in assenza di soluzioni abitative alternative individuate con il contributo dei comuni, anche in accordo con i proprietari degli immobili.
Spesso però le cose “non funzionano” e, anche quando sono avviate le procedure di sostegno alle famiglie (ci sono apposite graduatorie), ufficiali giudiziari e forze dell'ordine intervengono per eseguire brutalmente gli sfratti.
Così questa mattina a Bergamo, in via Ponchielli 4, la famiglia di Wafa, pur avendo presentato tutte le domande in Comune, inserita nella specifica graduatoria e seguita dai servizi sociali, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato, gli stessi che da diverso tempo assistono la famiglia nelle pratiche con il Comune.
Ci sono stati momenti di tensione; la polizia ha chiesto i documenti delle nostre compagne e dei nostri compagni, che sono stati per di più minacciati di denuncia. Minacciati di denuncia perché hanno chiesto il rispetto delle leggi dello Stato!
Solo dopo tensioni, discussioni e trattative, è stato possibile ottenere il posticipo dell'esecuzione dello sfratto (al 28 febbraio).
Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, sia a Bergamo sia negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l'applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e sostegno alle famiglie sfrattate.
Lo scorsa settimane è stato il caso di Gorle: anche una famiglia rischiava di finire i strada a causa dei ritardi del Comune.
Mentre in diverse province del Paese Comuni, Prefettura, Ufficiali giudiziari sono sufficientemente coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, a Bergamo le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero. Forse è il caso che le istituzioni si diano una smossa! (13.01.17 - Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(09.01.17) GORLE. TENSIONE AL PRESIDIO ANTI-SFRATTO IN SOLIDARIETA’ A DONNA INCINTA. LA POLIZIA MINACCIA SGOMBERI E DENUNCE. MA INTANTO CRESCONO LE PERSONE IN POVERTA’ ASSOLUTA, SFRATTATE E SENZA FISSA DIMORA

Gli attivisti che si sono mobilitati, lunedì 9 gennaio, per impedire che Khadija e la sua famiglia fossero gettati in strada a seguito dello sfratto per morosità a cui sono sottoposti, si aspettavano un presidio piuttosto complicato.
Infatti la famiglia di Khadija che, sotto sfratto da diversi mesi, si è nel frattempo ulteriormente impoverita a causa della prolungata disoccupazione del marito e a causa della forte riduzione del salario di Khadija, in maternità con complicazioni di salute. Il Comune di Gorle non si è però preoccupato di aiutare a trovare una soluzione alternativa e sostenibile.
A causa di questa situazione gli attivisti anti-sfratto si sono mobilitati in questi mesi, ottenendo diversi rinvii dello sgombero dell’alloggio.
Anche lunedì mattina la rete di solidarietà si è mobilitata con un presidio che ha visto la partecipazione, oltre agli attivisti sindacali e di diverse famiglie di sfrattati accorse a portare un sostegno concreto.
Purtroppo contro il presidio anti-sfratto, sono intervenuti ben 2 (due) ufficiali giudiziari e un ingente schieramento di polizia, i cui agenti hanno più volte minacciato di denunciare i partecipanti e procedere allo sgombero violento.
La determinazione non-violenta dei partecipanti al presidio ha ottenuto infine un altro rinvio.
Ufficiale giudiziario e carabinieri, come succede sempre più spesso, non hanno comunicato a Khadija la data del prossimo accesso all’alloggio, preannuciando per di più sgombero improvviso e violento.
Se lo sfratto fosse stato eseguito, lunedì la famiglia sarebbe finita a vivere strada, perché l’Amministrazione comunale non aveva previsto alcuna collocazione in alloggio o comunità, vista anche l'ondata di freddo eccezionale di questi giorni.
Come segnalano da diverso tempo le organizzazioni che accolgono i senza fissa dimora, in bergamasca le strutture attive sono tutte al completo o quasi. Stessa situazione per quanto riguarda le comunità di accoglienza, le strutture destinate all'assistenza e cura di minori fuori famiglia, disabili, anziani, adulti in difficoltà.
Soltanto il mutuo-soccorso e la resistenza allo sgombero sono riuscite a evitare che la condizione della famiglia di Khadija peggiorasse ulteriormente.
Ancora una volta la solidarietà, il mutuo-soccorso e l’auto-organizzazione hanno sostituito un sistema di sostegno alla povertà che è sempre più inadeguato nonostante la precarietà abitativa sia in continuo aumento.
Unione Inquilini propone una campagna: “La crisi economica e le politiche di austerità hanno aumentato povertà, solitudine ma anche il razzismo. Noi dobbiamo rispondere facendo società”, solidarietà attiva e auto-difesa tra tutti i ceti popolari (italiani e immigrati), per costruire reti e connessioni fra i conflitti sociali e le pratiche di mutuo-soccorso.”

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(13.01.17) BERGAMO-ROMANO LOMBARDIA. DUE PRESIDI ANTSFRATTO PER SALVARE FAMIGLIE POVERE

* Venerdì 13 gennaio, mobilitazione antisfratto a Bergamo, dalle ore 9.00 in Via Ponchielli n. 4 (info tel. 33977286838 - Fabio)

* Venerdì 13 gennaio, mobilitazione antisfratto a Romano di Lombardia, dalle ore 9.00 in Via Mameli n. 25 (info tel. 3345096230 - Davide)

In questi giorni di freddo intenso, malgrado gli allarmi per le persone che vivono in condizione abitativa precaria o senza casa, si moltiplicano le esecuzioni di sfratti che rischiano di creare altri homeless.
Così venerdì 13 gennaio le famiglie di Wafa a Bergamo e di Kameli a Romano di Lombardia potrebbero di finire in strada.
Speravano di evitare entrambi gli sfratti, perché da oltre due anni vi è una legge - ora estesa a molti Comuni, anche piccoli - cha fa obbligo agli enti locali di sostenere i casi di “morosità incolpevole” (che portano allo sfratto) con misure di accompagnamento ad un nuovo alloggio in affitto e di “graduazione” dello sfratto.
In altre parole, i Comuni sono tenuti ad aiutare chi non può più pagare l’affitto perché impoverito dalla crisi economica. In attesa di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito.
“L’applicazione di questa legge – secondo Unione Inquilini - è rallentata e a volte impedita dalla burocrazia dei Comuni o degli ufficiali giudiziari. Per questo venerdì 13 gennaio saremo alle case delle due famiglie per le quali è prevista l'esecuzione dello sfratto per difenderne il diritto all'abitare. Chiediamo ai Comuni e al Prefetto di Bergamo di operare per l’immediata sospensione degli sfratti sino alla corretta applicazione della legge sulla morosità incolpevole”.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


   

anno 2016

 

SAN PAOLO D'ARGON

DALL'ALTO: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9

 
WIKIPEDIA
 
 

METEO

 

PULLMAN

 
 

BIBLIOTECA DI SAN PAOLO D'ARGON

 
AUTOCERTIFICAZIONE www.comuni.it
 

ASL Bergamo
Distretto Sanitario Valcavallina

 

San Paolo d'Argon. Imprese
266 indirizzi e telefoni
www.prontoimprese.it

 

Archivio Fotografico - San Paolo d'Argon qui

 
Archivio Fotografico - Avvenimenti 2009 qui
 
Cenate Sotto
Stagno delle Fornaci
 
San Paolo d'Argon, novembre 2008
Località "Bettola"
 

MONASTERO DI SAN PAOLO D'ARGON

 
San Paolo d'Argon
 
L'altro lato dello sprawl (29.07.08)
 
 

TRADITIONAL

 

 

FOTO AVVENIMENTI 2008 - 2007 - 2006

fronte

 

 IP-Adresse

......


L'Alternativa - San Paolo d'Argon