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mail: alternainsieme@yahoo.it



2016

   

anno 2015


(03.02.17) SERIATE. ASSEMBLEA: "MUTUALISMO, SOSTENIBILITA', SOLIDARIETA' - CONNETTIAMO LE PRATICHE SOCIALI COME ALTERNATIVA AL NEOLIBERISMO

* Seriate, 3 marzo 2017- Libreria "spazio Terzo Mondo" - Via Italia 49 (programma in aggiornamento)

 

19:30 – Buffet con i prodotti (biologici e locali) del Gruppo di Acquisto Popolare (GAP). Proiezione del video: “Una red para organizar la solidaridad” sulla esperienza della Red de Solidaridad Popular

20.30Assemblea pubblica. Coordina: Roberta Maltempi (Associazione “Seriate x tutti”). Intervengono: Francesca Forno (CORES LAB – Osservatorio su consumi, reti e pratiche di economie sostenibili), Yara Larrosa (Red de Solidaridad Popular – Spagna), Andrea Viani (R@P - Rete per l’Autorganizzazione Popolare)

L’assemblea dal titolo “Mutualismo, sostenibilità, solidarietà” vuole essere una serata di confronto fra esperienze sociali di Bergamo e provincia, promossa da R@P (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).
Un percorso che ci porterà ad analizzare gli effetti del disastro che le politiche europee di austerità hanno prodotto in questi anni anche in bergamasca; ma soprattutto ad incontrare e promuovere l’incontro delle soggettività ribelli e protagoniste dei conflitti per il diritto al lavoro e al reddito, per la giustizia ambientale, per l’accoglienza di donne e uomini migranti.
L’Europa neoliberista ha prodotto il calo dell’occupazione e del potere d’acquisto delle classi subalterne, lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale dei territori e lo svuotamento di potere delle istituzioni democratiche di prossimità. Le politiche di austerità, dei governi italiani che si sono alternati, hanno aumentato il divario economico tra Nord e Sud Europa e quello sociale tra alto e basso, dentro le classi sociali in Italia; hanno acuito ulteriormente lo squilibrio economico, sociale e ambientale ai danni di aree già storicamente penalizzate dallo sviluppo capitalistico.
La questione della povertà è stata storicamente tradotta nelle retoriche della devianza e della marginalità o di una necessario sostegno caritatevole, o interpretata in chiave razzista. Per noi oggi la povertà è la condizione in cui il conflitto fra capitalismo e vite prende corpo con maggiore intensità e, dunque, dove si può incarnare una alternativa al neoliberismo per l’Italia e il Mediterraneo europeo.
Immaginare la povertà come questione politica, significa pensare ai ceti popolari come attori di una soggettivazione politica nei conflitti e nelle resistenze, nelle pratiche di solidarietà sociale; lavorare a connettere e a ricostruire un blocco sociale lì dove il capitalismo ha maggiormente lavorato a costruire disgregazione, promuovere una rivoluzione degli stili di vita, che può trasformare i processi decisionali promuovendo la capacità di creare nuovi legami di solidarietà dentro e fuori il mondo del lavoro.
Se il neoliberismo lavora a separare politico e sociale, noi dobbiamo lavorare a connetterli, ripensando le forme dell’agire collettivo: fare società per fare politica, costruire reti di mutualismo e connessioni fra i conflitti sociali e per una sostenibilità ambientale. Far emergere nuove forme dell’organizzazione e nuove pratiche politiche, come ci insegnano a fare le compagne e i compagne curdi con le esperienze di confederalismo democratico co-rappresentanza: nuovi processi di autodeterminazione per donne e uomini.
Venerdi 3 marzo parleremo di questa alternativa. Ragioneremo della questione della crescità delle disuguaglianze anche nella “ricca” bergamasca, a partire dalle soggettività che interpretano il conflitto per il lavoro, la casa, l’alimentazione e la salvaguardia ambientale. Proveremo a intrecciare e mettere in rete le esperienze di autogoverno e le pratiche di autodeterminazione: le reti mutualistiche. Incroceremo l’esperienza di confederalismo sociale che stanno costruendo i compagni spagnoli della Red de Solidaridad Popular che sono riusciti a unire le pratiche neo-mutualistiche e di resistenza in un movimento nazionale.
Hanno già dato la loro adesione Cittadinanza sostenibile, Spazio gioco autogestito “Ci vuole un fiore”-Seriate, Circolo ACLI Seriate, Unione Inquilini, Gruppo di Aquisto Aopolare di Bergamo, Piano Gas Seriate,...

Per adesioni e informazioni:

3405841595 (Roberta); alternainsieme@yahoo.it


(17.02.17) BERGAMO. CASE POPOLARI – ALER: AFFITTI SEMPRE PIU’ ALTI, MANUTENZIONI BLOCCATE. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI

* Venerdi 17 febbraio, ore 18, c/o Sede di Unione Inquilini a Bergamo,  Via Borgo Palazzo 84/g Interverrà: Bruno Cattoli - Segretario regionale Unione Inquilini - Per info: tel. 3397728683-Fabio

Il sindacato Unione Inquilini incontra gli inquilini per aprire una mobilitazione per ottenere da ALER: 1) Piano di manutenzione partecipato dagli inquilini, 2) Sistemazione case vuote e sfitte; 3) riduzione del prezzo del affitto-box (autorimessa)
La nuova gestione di ALER Bergamo è disastrosa. Gli affitti (appartamento e box) diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini.
Le manutenzioni straordinarie e ordinarie sono ferme da anni. Ci sono tanti alloggi vuoti e non assegnati. Lo stato di conservazione dei caseggiati è sempre più scadente.
La Giunta Regionale ha approvato la nuova legge sulle case popolari che: 1) Apre ai privati la gestione degli alloggi pubblici; 2) Aumenta gli affitti per gli inquilini della case popolari; 3) Non si stabilisce un finanziamento per le case popolari.
Lottiamo per abbassare affitti-Box e migliorare le manutenzioni, contro la nuova legge regionale.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(20.02.17) TREVIGLIO. DOPO IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE, RESTIAMO IN CAMPO

Il COMITATO per il NO al referendum costituzionale e contro l’Italicum, di Treviglio e dintorni, non si è sciolto, ma continua la sua attività trasformandosi in “COMITATO PER LA DIFESA E L’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE”.

Le prime iniziative che intendiamo proporre sono:una serie di conferenze sulla Costituzione e la presentazione del libro: VELIA SACCHI: -“ IO NON STO A GUARDARE - MEMORIE DI UNA PARTIGIANA FEMMINISTA” - a cura di ROSANGELA PESENTI.

Per discutere dell’impostazione di queste iniziative il Comitato si ritroverà lunedì 20 febbraio alle ore 21,00 alla sede dell’ARCI Fuorirotta frazione Battaglie-Treviglio

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

"Comitato per la difesa e l'attuazione della Costituzione Treviglio e dintorni"

Nuovo account: difesa.attuazione. costituzione@gmail.com


(10.02.17) SAN PAOLO D'ARGON. UN MEDICO IN PIU', ANZI DUE, PRESSO GLI AMBULATORI COMUNALI. IN DIRITTURA D'ARRIVO LA RISPOSTA ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE

Il Sindaco Cortinovis ci ha comunicato mercoledì scorso che – a seguito dell'interessamento dell'Amministrazione Comunalf e della direzione della Ats di Bergamo - entro breve tempo presso gli ambulatori comunali di San Paolo d'Argon sarà a disposizione per due giorni la settimana il Dott. Marinoni che ha sostituito – da dicembre – il precedente medico di base ritirato per pensionamento.
Un altro medico che attualmente opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti a San Paolo d'Argon sarà nell'ambulatorio di San Paolo d'Argon per un giorno alla settimana, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
C'è solo da aspettare – secondo le parole del Sindaco – che gli ambulatori vengano opportunamente attrezzati e in particolare dotati della specifica connessione internet, dopo di che i cittadini verranno informati tramite locandine esposte nelle bacheche comunali e, forse, anche tramite comunicazioni agli interessati da parte dell'Azienda Territoriale Sanitaria.
Anche se risulta in parte disatteso quanto ci era stato prospettato nelle scorse settimane, riteniamo tuttavia che la soluzione adottata accolga in misura significativa le richieste che numerosi cittadini avevano espresso tramite una petizione dopo di che si erano visti – all'atto della scelta del nuovo medico – privati della disponibilità dell'ambulatorio in paese e costretti a recarsi in altro comune. Un disagio che aveva suscitato apprensione soprattutto fra i nostri concittadini più anziani e per le persone non auto-munite.
Rimane un problema più generale, che riguarda non solo il nostro comune ma tutto il territorio della provincia e della regione e che è legato alla difficoltà di garantire il turn over rispetto ai medici di base che si ritirano dalla professione per raggiunti limiti di età. Un problema, secondo quanto denunciato dalle associazioni sindacali dei medici di base, che potrebbe aggravarsi se la Regione non porrà rimedio tempestivamente agli errori nella propria programmazione in materia. (cfr. la nostra precedente comunicazione: qui)
Per eventuali richieste di chiarimento, si può continuare a fare riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739) o anche alla mail di questo blog (alternainsieme@yahoo.it).

Su questo tema, cfr. anche le nostre precedenti info: qui


(11.02.17) COSTA VOLPINO. FOIBE. IL PUNTO DELLA RICERCA STORICA

* Costa Volpino (frazione Corti), Sabato 11 febbraio alle ore 17.00 presso l'Auditorium della biblioteca di Via S. Antonio 8

 

Il Coordinamento antifascista presenta una serata di approfondimento critico con lo storico PIERO PURINI, del gruppo RESISTENZA STORICA di Udine.

Agli studenti interessati verrà rilasciato una attestato di partecipazione valido per i crediti formativi.

Locandina: qui


(30.01.17) SAN PAOLO D'ARGON. 11 GLI ALLOGGI ALL'ASTA IN QUESTI GIORNI SOLO NEL NOSTRO COMUNE. LA BERGAMASCA HA IL RECORD DELLE CASE ALL'ASTA

Nel secondo semestre del 2016 sono stati 1.742 gli immobili residenziali all'asta giudiziaria, per lo più alloggi di valore limitato (1.381 sono quotati meno di 100.000 euro). La provincia di Bergamo è al primissimo posto in Italia, cpiù di Roma, il doppio di Milano (che pure ha una popolazione 4 volte superiore), il 5,23 % delle aste giudiziarie di tutta l'Italia, sapendo bene che come popolazione la nostra provincia pesa solo per l'1,8%.
“Fino al 2008 – spiega L'Eco di Bergamo del 28.01.17 (cfr. qui) – i mutui sono stati concessi molto facilmente, anche a stranieri che poi hanno lasciato il Paese”. Mutui facili che hanno drogato lo sviluppo abnorme dell'edilizia locale, ma dopo il 2008 è arrivata la caduta pressochè catastrofica. Ormai nella nostra zona le famiglie che ricevono le ingiuzioni di sfratto a causa del mutuo che non riescono più a pagare sono quasi altrettante di quelle che non riescono con il normale affitto.
Per anni una possibilità piuttosto conveniente per mettere su casa qui in bergamasca è stata quella di contrarre il mutuo. Adesso ci ritroviamo con tante famiglie che perdono mutuo e casa e di cui delle quali, in molti casi, sono i servizi sociali dei comuni a doversi occupare, senza che nemmeno abbiano la possibilità di fare domanda per l'edilizia sociale perché fino quasi all'ultimo risultano sempre proprietarie di un alloggio.
Così è avvenuto e avviene – è sempre L'Eco di Bergamo a spiegarlo – per “la mancanza di una grande rete di alloggi di edilizia residenziale popolare che limitano le aste, come avviene soprattutto nelle gradi città; e infatti la stragrande maggioranza delle aste si concentra su case con un prezzo tra 0 e 100 mila euro”.
A San Paolo d'Argon – come si evince dai siti dedicati alle aste giudiziarie – sono ben 11 gli alloggi che verrano posti all'asta nelle prossime settimane, tutti appartamenti di valore modesto, abitati fino a poco tempo fa o ancora abitati da famiglie. Sono abitazioni rientrate nella disponibilità delle banche dopo che le famiglie non sono più riuscite a pagare il mutuo e perso tutto quanto avevano versato in precedenza.
Nel nostro comune gli alloggi comunali assegnati tramite bando sono solo 32 su 2003 abitazioni (censimento 2011), l'1,6% a fronte di una media nazionale – peraltro una delle più basse fra i Paesi dell'Europa Europa – che raggiunge a malapena il 5%. C'è da dire che malgrado queste palesi carenze, la nostra amministrazione comunale quanto quelle dei paesi vicini, di qualsiasi coloro politico, considerano semplicemente una bestemmia quelle di investire nell'edilizia pubblica.
Di fronte alla crisi abitativa da parte nostra ci chiediamo se dobbiamo lasciare fare tutto alle banche che buttano le famiglie in strada o se non è invece il caso che lo Stato e gli enti locali intervengano per garantire il diritto all'abitare, incrementando il patrimonio edilizio pubblico e anche intervenendo sulle banche: intervenire sulle banche per dare una mano alle famiglie e non invece – come ha fatto il governo Renzi – solo per facilitare gli espropri delle banche e le ingiunzioni di sfratto alle famiglie.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.01.17) TREVIGLIO. C'E' LA NORMA PER SALVARE LE FAMIGLIE DALLO SFRATTO, MA POI, SE NON C'E' LA MOBILITAZIONE SOLIDALE, LE PERSONE LE SFRATTANO COMUNQUE. PER ESEMPIO...

Questa mattina, lunedi 23 gennaio, a Treviglio, in via Milano, la famiglia di Mohamed, pur abitando in uno dei Comuni dove la legislazione fa obbligo agli enti locali di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato. Ci sono stati momenti di tensione; le nostre compagne e i nostri compagni sono stati minacciati di denuncia dall’ufficiale giudiziario e la polizia ha chiesto loro i documenti. Solo con fatica alla fine è stato possibile ottenere il rinvio dell’esecuzione (al 6 febbraio). Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, a Treviglio come negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l’applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e il sostegno alle famiglie sfrattate.
A Treviglio l’applicazione delle procedure previste è rallentata dalla Amministrazione comunale che non ha neppure predisposto i moduli per le domande. Mentre in diverse province d’Italia i Comuni, le Prefettura, gli Ufficiali giudiziari sono coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, in bergamasca le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero.
Per questo motivo Unione Inquilini chiede alla Prefettura che la legge venga a sostegno delle famiglie sfrattate venga applicata correttamente e tempestivamente. (23.01.17. Per Unione Inquilini Bergamo-Trevigio: Fabio Cochis, tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(21.01.17) SAN PAOLO D'ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE: IL SINDACO CONFERMA CHE E' PREVISTO PER LA FINE DEL MESE L'INCARICO AD UN ALTRO MEDICO DI BASE

Sembrerebbe vicina la soluzione del problema dei 600 mutuati rimasti senza medico di base con ambulatorio a San Paolo d'Argon. Da L'Eco di Bergamo di oggi (cfr. qui) il sindaco Stefano Cortinovis conferma quanto aveva dichiarato nelle scorse settimane: “Abbiamo sentito Ats a cui compete il servizio e a breve è previsto l'affidamento dell'incarico a un altro medico di base il cui arrivo, stando a quanto ci hanno detto da Ats, è previsto entro gennaio”. Speriamo bene.
Un analogo problema agita a cittadinanza di Cenate Sotto nonché diversi altri paesi dell provincia.
Il fatto è che a fronte del pensionamento dei medici di base cominciano a mancare i sostituti e questa criticità è destinata ad aggraversi nei prossimi anni in tutto il territorio della provincia. Nel 2019 mancheranno 100 medici di famiglia.
“Le nuove forze disposte ad entrare nella graduatoria ci sono, ma se i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale, - afferma Vito Brancato, direttore Dipartimento cure primarie dell'Ats di Bergamo - restano 90 all'anno, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno”(cfr. Ecodibergamo.it 21.01.17).
I costi per l'ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che
alla base c'è una cecità di programmazione; – secondo Emilio Pozzi, presidente dell'Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche. Bisogna che la politica nazionale e quella regionale si sveglino e si concentrino su questa problematica”.
Per quanto riguarda lo specifico dei nostri problemi qui a San Paolo d'Argon, continuiamo a tenerci in contatto facendo riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), almeno fino a quando gli impegni annunciati dall'Ats non saranno rispettati.

Rassegna stampa. Araberara 13.01.17: qui. Le nostre precedenti info: qui


(26.01.17) TREVIGLIO. RIPARTIRE DOPO AL VITTORIA DEL NO PER UNA LEGGE ELETTORALE PIENAMENTE COSTITUZIONALE

* Incontro pubblico: Treviglio, giovedi 26 gennaio, ore 21, ARCI “Fuorirotta”, Località Battaglie n°8

 

Un gruppo di attivisti del Comitato per il No che hanno fatto campagna nel referendum costituzionale, riuniti congiuntamente il 12 gennaio a Treviglio, hanno espresso una forte soddisfazione per la partecipazione straordinaria, anche nel nostro territorio, che ha consentito una vittoria del No, contro il tentativo del governo Renzi di stravolgere la Costituzione.
Lo straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre non solo ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi-Boschi ma ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum).
Ora occorre continuare non solo con la vigilanza sul rispetto dell'esito del voto, ma anche un impegno a sostegno delle iniziative referendarie promosse sul lavoro.
Il 21 dicembre a Roma si svolgerà una assemblea nazionale dei Comitati locali per il No che discuterà di come mantenere attivo e vitale il movimento che si è creato durante la campagna referendaria. Cittadini protagonisti di questo movimento, senza alcuna tentazione di trasformarsi in partito, hanno l’obiettivo di fare crescere la partecipazione, di contrastare il tentativo di ridurre gli spazi di democrazia di cui lo stravolgimento della Costituzione era un tentativo per fortuna respinto dalla vittoria del No.
E' tuttora in atto un tentativo mediatico strumentale, presente durante tutta la campagna elettorale, di ignorare i Comitati di cittadini, di schiacciare il No sui partiti. E' una lettura del referendum e della vittoria del No sbagliata e spesso strumentale che vuole nascondere il ruolo dei cittadini protagonisti del risultato, che ignora il grande ruolo non solo dei Comitati ma anche dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), dei sindacati confederali e
di base.
Per questo faremo sentire la nostra opinione sul futuro della legge elettorale, che deve essere una svolta rispetto non solo al Porcellum ma anche all'Italicum. La nuova legge elettorale deve rispettare i principi della Costituzione: scelta degli eletti da parte degli elettori, rappresentanza proporzionale.
L'attività dei Comitati che si sono mobilitati per il referendum nei territori di tutta Italia proseguirà. Quindi non ci sarà nessun rompete le righe ma il proseguimento vigile e combattivo dell'iniziativa nei prossimi mesi, per questo è stata convocata una assemblea nazionale a Roma il 21 gennaio 2017. A Treviglio ci incontreremo giovedì 26 gennaio dalle ore 21, presso l’ARCI “Fuorirotta”, Località Battaglie n°8.

Promuovono: Giuseppe Severgnini, Giuseppe Goisis, Giuseppe Nicotra, Vallì Morlotti, Sebastiano Baroni, Giovanna Magni


(21.01.17) ROMA. INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI PER IL NO

* Roma, sabato 21 gennaio 2017, presso Associazione Spintime Labs, via S. Croce in Gerusalemme n 55

Programma dei lavori

h. 10,00 Registrazione dei partecipanti
h. 10,30/11,00 Introduzione (Domenico Gallo)
h.11,00/15,00: Dibattito
h. 15,00/16,30: Discussione documenti d’indirizzo
h.16,30/17,00: Conclusioni (Alfiero Grandi)

L'appello: Il comitato del NO può diventare un movimento autonomo e di massa: restiamo in campo. Il 21 gennaio assemblea nazionale! (articolo di Alfiero Grandi* apparso venerdì 6 gennaio 2017 su Il Fatto Quotidiano)

Abbiamo straperso, giudizio condivisibile di Renzi sulla vittoria del No. La condivisione sul referendum del 4 dicembre finisce qui.Il 70 % di votanti è una partecipazione d’altri tempi e ha smentito la previsione che la crescita dei votanti avrebbe favorito il Si. Inoltre ha reso evidente che i cittadini votano quando pensano di contare nelle decisioni.
Il No ha superato i 19 milioni di voti. Risultato che si può raggiungere solo sommando ragioni diverse. Vediamole:
- Insoddisfazione profonda di tanti che hanno trovato il racconto ottimistico di Renzi stridente con la dura realtà.
- Fastidio per le presenze oltre il limite di Renzi nelle Tv, nelle radio, nei giornali, con un uso megalomenico e personale della comunicazione.
- Costi esagerati della campagna elettorale, in contrasto con il proclamato taglio dei costi della politica.
- Critica di fondo al governo non solo dall’opposizione politica ma anche da settori della maggioranza.
- Contrarietà di massa alle deformazioni della Costituzione contenute nella Renzi-Boschi e all’Italicum, che ne è il completamento. Queste ultime motivazioni sono state sistematicamente ignorate dall’informazione durante la campagna elettorale, salvo lodevoli eccezioni. Prima si è tentato di ridicolizzare i gufi e i professoroni, poi di ignorarli, con il risultato di provocare la moltiplicazione di energie e iniziative. Decine di migliaia di iniziative a cui hanno partecipato costituzionalisti, magistrati, avvocati e tantissimi altri senza qualifica giuridica, scavando in profondità nella società e stabilendo un rapporto con le centinaia di migliaia di persone che a loro volta sono diventate protagoniste della campagna elettorale. Frustrarne la volontà sarebbe un delitto contro la partecipazione democratica.
La rimozione operata durante la campagna elettorale è ora in piena ripresa sui risultati del referendum. E’ una scelta politica grave, che offende la volontà dei cittadini.
Cittadini che chiedono di restare in campo, dopo il voto, come soggetto civico, autonomo, senza farsi partito. Una scelta non facile perché Renzi ha tentato di azzerare il ruolo delle rappresentanze sociali. Certo, questo tentativo è fallito, anzi al contrario ha rivitalizzato il desiderio di partecipazione civica, ma costruire una presenza organizzata di cittadini è comunque un obiettivo non facile.
La Costituzione è tornata centrale nella vita democratica del nostro paese.
La Costituzione oggi è viva e non si potrà con leggerezza proporne modifiche che neghino la centralità del parlamento, come tentato da Berlusconi e poi da Renzi. Non solo gli elettori in futuro dovranno decidere su proposte chiare, non stravolgenti la Costituzione, ma dal voto esce anche un’indicazione di merito contro l’accentramento del potere e forme di presidenzialismo più o meno esplicite, contro la possibilità che una minoranza imponga la sua volontà alla maggioranza degli elettori, rendendo diseguale il voto dei cittadini e che l’elezione dei parlamentari ridiventi una nomina dall’alto.
Tante associazioni, a partire dall’Anpi, hanno svolto un ruolo importante.
Ignorare questa mobilitazione oggi è funzionale all’obiettivo di giustificare la sconfitta con l’incapacità di farsi capire ma è in realtà il rifiuto del risultato del referendum.
Il successo del No non è la vittoria dell’antipolitica, ma la sconfitta della prepotenza e della presunzione.
Il movimento referendario, 750 comitati locali che avevano a riferimento il Comitato per il No e il Comitato gemello contro l’Italicum, oggi deve rispondere a chi vuole restare in campo in piena autonomia. La richiesta di proseguire dopo il 4 dicembre è corale. Per questo è stata convocata un’assemblea nazionale il 21 gennaio.
Dopo il referendum del 2006 la Costituzione è stata di nuovo dimenticata, né è stato superato il porcellum. Questi errori non debbono ripetersi.
Capitalizzare la rinnovata attenzione alla Costituzione non significa escludere suoi miglioramenti, come sul nuovo articolo 81 che obbliga al pareggio di bilancio e che non era tra le modifiche di Renzi.
Così è necessario rilanciare l’attuazione dei diritti sanciti nella prima parte, come ha ricordato anche una sentenza della Corte che ha stabilito che i diritti delle figure più deboli sono principi incomprimibili. E’ in coerenza con i principi della Costituzione che si motiva l’appoggio ai referendum promossi dalla Cgil a tutela dei diritti di chi lavora. Per questo va garantito che i referendum si tengano nella prossima primavera.
Occorre arrivare all’approvazione di una legge elettorale che seppellisca il Porcellum e il suo erede Italicum, consentendo di eleggere un parlamento rappresentativo.
L’imminente sentenza della Corte sulle istanze di incostituzionalità dell’Italicum presentate dal centinaio di avvocati che fanno riferimento ai nostri Comitati referendari è un appuntamento rilevante, ma non assolve il parlamento dalla responsabilità di approvare una nuova legge. Questo parlamento, frutto di una legge incostituzionale, ha tentato di stravolgere la Costituzione e approvato l’Italicum, oggi sarebbe un opportunismo inaccettabile la sua rinuncia ad approvare una nuova legge elettorale rispettosa del referendum, coerente per entrambe le Camere.
Per questo non rinunciamo alla nostra iniziativa. E’ evidente la speranza della maggioranza che la sentenza della Corte sia la meno innovativa possibile, per tentare di salvare l’impianto dell’Italicum. La proposta di Renzi sul Mattarellum è più una tattica per farlo bocciare che una vera proposta, altrimenti avrebbe tenuto conto del risultato referendario. Ricordo a tutti che l’iniziativa abrogativa dell’Italicum può risorgere in qualunque momento.
Avanzeremo una proposta sulla legge elettorale, che può diventare la base per un’iniziativa di massa sulla base di tre punti: rispetto dei principi costituzionali, proporzionalità sostanziale, elezione di tutti i parlamentari, escludendo ogni forma di nomina dall’alto.
In passato (2006, 2011) i risultati dei referendum sono stati ignorati. Eppure la crisi di Berlusconi è iniziata dopo la sua sconfitta nei referendum su acqua pubblica e nucleare, malgrado i 100 deputati di maggioranza. Purtroppo anche il centro sinistra non seppe raccoglierne il messaggio dei referendum e nel 2013 ha ottenuto una non vittoria, i cui effetti nefasti durano ancora oggi. Grillo si presentò all’incasso di questo patrimonio politico trascurato ed è cresciuto come sappiamo.
Oggi questi errori non debbono ripetersi e la via più sicura è che chi ha vinto il referendum resti in campo come soggetto sociale autonomo, costruendo un movimento di massa, fondato su una partecipazione volontaria e consapevole.

*vicepresidente nazionale del Comitato per il NO nel referendum Costituzionale


(13.01.17) BERGAMO. INUTILI TENSIONI IN OCCASIONE DI UNO SFRATTO CHE NON SI POTEVA E NON SI DOVEVA ESEGUIRE

Come l'Unione Inquilini ha ricordato in più occasioni, da un paio d'anni la legislazione fa obbligo agli enti locali e alle altre istituzioni di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, cioè impossibilitate a pagare l'affitto perché colpite dalla crisi economica.
Si tratta di misure di accompagnamento per graduare gli sfratti, posticiparli, reperire un alloggio alternativo, secondo quanto previsto dalla legge 124/2013, finanziata dal D. m. 30 marzo 2016, regolamentata in Lombardia dal Dgr n° X/5644/2016.
Sono misure ancora molto parziali e insufficienti, che peraltro non riguardano l'insieme del territorio nazionale, ma solo i comuni ritenuti di “alta tensione abitativa”.
L'applicazione delle procedure previste è spesso rallentata o bloccata dalle burocrazie di comuni e prefetture, ma va da sé che nei casi di morosità incolpevole l'esecuzione degli sfratti non può avvenire in assenza di soluzioni abitative alternative individuate con il contributo dei comuni, anche in accordo con i proprietari degli immobili.
Spesso però le cose “non funzionano” e, anche quando sono avviate le procedure di sostegno alle famiglie (ci sono apposite graduatorie), ufficiali giudiziari e forze dell'ordine intervengono per eseguire brutalmente gli sfratti.
Così questa mattina a Bergamo, in via Ponchielli 4, la famiglia di Wafa, pur avendo presentato tutte le domande in Comune, inserita nella specifica graduatoria e seguita dai servizi sociali, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato, gli stessi che da diverso tempo assistono la famiglia nelle pratiche con il Comune.
Ci sono stati momenti di tensione; la polizia ha chiesto i documenti delle nostre compagne e dei nostri compagni, che sono stati per di più minacciati di denuncia. Minacciati di denuncia perché hanno chiesto il rispetto delle leggi dello Stato!
Solo dopo tensioni, discussioni e trattative, è stato possibile ottenere il posticipo dell'esecuzione dello sfratto (al 28 febbraio).
Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, sia a Bergamo sia negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l'applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e sostegno alle famiglie sfrattate.
Lo scorsa settimane è stato il caso di Gorle: anche una famiglia rischiava di finire i strada a causa dei ritardi del Comune.
Mentre in diverse province del Paese Comuni, Prefettura, Ufficiali giudiziari sono sufficientemente coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, a Bergamo le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero. Forse è il caso che le istituzioni si diano una smossa! (13.01.17 - Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(09.01.17) GORLE. TENSIONE AL PRESIDIO ANTI-SFRATTO IN SOLIDARIETA’ A DONNA INCINTA. LA POLIZIA MINACCIA SGOMBERI E DENUNCE. MA INTANTO CRESCONO LE PERSONE IN POVERTA’ ASSOLUTA, SFRATTATE E SENZA FISSA DIMORA

Gli attivisti che si sono mobilitati, lunedì 9 gennaio, per impedire che Khadija e la sua famiglia fossero gettati in strada a seguito dello sfratto per morosità a cui sono sottoposti, si aspettavano un presidio piuttosto complicato.
Infatti la famiglia di Khadija che, sotto sfratto da diversi mesi, si è nel frattempo ulteriormente impoverita a causa della prolungata disoccupazione del marito e a causa della forte riduzione del salario di Khadija, in maternità con complicazioni di salute. Il Comune di Gorle non si è però preoccupato di aiutare a trovare una soluzione alternativa e sostenibile.
A causa di questa situazione gli attivisti anti-sfratto si sono mobilitati in questi mesi, ottenendo diversi rinvii dello sgombero dell’alloggio.
Anche lunedì mattina la rete di solidarietà si è mobilitata con un presidio che ha visto la partecipazione, oltre agli attivisti sindacali e di diverse famiglie di sfrattati accorse a portare un sostegno concreto.
Purtroppo contro il presidio anti-sfratto, sono intervenuti ben 2 (due) ufficiali giudiziari e un ingente schieramento di polizia, i cui agenti hanno più volte minacciato di denunciare i partecipanti e procedere allo sgombero violento.
La determinazione non-violenta dei partecipanti al presidio ha ottenuto infine un altro rinvio.
Ufficiale giudiziario e carabinieri, come succede sempre più spesso, non hanno comunicato a Khadija la data del prossimo accesso all’alloggio, preannuciando per di più sgombero improvviso e violento.
Se lo sfratto fosse stato eseguito, lunedì la famiglia sarebbe finita a vivere strada, perché l’Amministrazione comunale non aveva previsto alcuna collocazione in alloggio o comunità, vista anche l'ondata di freddo eccezionale di questi giorni.
Come segnalano da diverso tempo le organizzazioni che accolgono i senza fissa dimora, in bergamasca le strutture attive sono tutte al completo o quasi. Stessa situazione per quanto riguarda le comunità di accoglienza, le strutture destinate all'assistenza e cura di minori fuori famiglia, disabili, anziani, adulti in difficoltà.
Soltanto il mutuo-soccorso e la resistenza allo sgombero sono riuscite a evitare che la condizione della famiglia di Khadija peggiorasse ulteriormente.
Ancora una volta la solidarietà, il mutuo-soccorso e l’auto-organizzazione hanno sostituito un sistema di sostegno alla povertà che è sempre più inadeguato nonostante la precarietà abitativa sia in continuo aumento.
Unione Inquilini propone una campagna: “La crisi economica e le politiche di austerità hanno aumentato povertà, solitudine ma anche il razzismo. Noi dobbiamo rispondere facendo società”, solidarietà attiva e auto-difesa tra tutti i ceti popolari (italiani e immigrati), per costruire reti e connessioni fra i conflitti sociali e le pratiche di mutuo-soccorso.”

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(13.01.17) BERGAMO-ROMANO LOMBARDIA. DUE PRESIDI ANTSFRATTO PER SALVARE FAMIGLIE POVERE

* Venerdì 13 gennaio, mobilitazione antisfratto a Bergamo, dalle ore 9.00 in Via Ponchielli n. 4 (info tel. 33977286838 - Fabio)

* Venerdì 13 gennaio, mobilitazione antisfratto a Romano di Lombardia, dalle ore 9.00 in Via Mameli n. 25 (info tel. 3345096230 - Davide)

In questi giorni di freddo intenso, malgrado gli allarmi per le persone che vivono in condizione abitativa precaria o senza casa, si moltiplicano le esecuzioni di sfratti che rischiano di creare altri homeless.
Così venerdì 13 gennaio le famiglie di Wafa a Bergamo e di Kameli a Romano di Lombardia potrebbero di finire in strada.
Speravano di evitare entrambi gli sfratti, perché da oltre due anni vi è una legge - ora estesa a molti Comuni, anche piccoli - cha fa obbligo agli enti locali di sostenere i casi di “morosità incolpevole” (che portano allo sfratto) con misure di accompagnamento ad un nuovo alloggio in affitto e di “graduazione” dello sfratto.
In altre parole, i Comuni sono tenuti ad aiutare chi non può più pagare l’affitto perché impoverito dalla crisi economica. In attesa di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito.
“L’applicazione di questa legge – secondo Unione Inquilini - è rallentata e a volte impedita dalla burocrazia dei Comuni o degli ufficiali giudiziari. Per questo venerdì 13 gennaio saremo alle case delle due famiglie per le quali è prevista l'esecuzione dello sfratto per difenderne il diritto all'abitare. Chiediamo ai Comuni e al Prefetto di Bergamo di operare per l’immediata sospensione degli sfratti sino alla corretta applicazione della legge sulla morosità incolpevole”.

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(23.12.16) BERZO SAN FERMO. ECCO COSA SUCCEDE SE VAI A BERTI DEL VINO AL BAR DEL TUO PAESE E TI RITROVI AD ASCOLTARE SLOGAN FASCISTI DA PARTE DI PICCOLI DECEREBRATI

Guance gonfie e rosse e occhi fuori dalle orbite più per l’ignoranza che per la sbornia chiaramente accentuata da una grande capacità interpretativa di caproni senza cultura. Per ubriacarsi ci vuole sempre della classe, l’ebbrezza è arte e se a fine serata ci si mette ad urlare a modalità grugnito maiale insulti infami del tipo “porco Allah” non si è dei fighi ubriachi, si è semplicemente dei coglioni di merda. E pure anche un po’ ridicoli dato che al forte senso di appartenenza contro Allah si pensa bene di aggiungerci, nel finale, un Porco Dio e un Dio cane più volte rivendicati in segno di grandezza personale. Alcuni giovincelli di Berzo hanno un’idea ben precisa del galateo, abituati ad ispirarsi a dignitose pratiche tradizionalmente cavernicole, meritevoli di conferire buona immagine e dignità: alla presenza di un pubblico formato da femmine, è quindi usanza che qualcheduno apra la sua coda da pavone alzando il braccio destro e gridando “Dux!Dux!” con la stessa convinzione di un fedele che dice l’Ave Maria. 
Ora, oltre al profondo senso di schifo nei loro confronti e alla mia assoluta certezza che le ramanzine oramai non servano più e che dovrebbero dar spazio, qualche volta, a vere e proprie randellate, mi auguro che la prossima volta i gestori di questo bar anziché mettersi a filmare siparietti del genere, in primo luogo smettano di dar da bere a questi ragazzotti –soffro nel vedere alcol sprecato- ed in secondo luogo caccino via a calci in culo elementi del genere da un luogo che è pubblico e che, in quanto tale, dovrebbe rispettare la dignità umana. 
Non è più tempo per lasciar passare le cose, soprattutto quando rivendicazioni del genere spuntano dalla bocca di ragazzotti che del mondo non conoscono un accidente. Mi auguro che gli stessi gestori e l’amministrazione comunale agiscano con le modalità che i loro ruoli nella società richiedono: e non con un telefonino in mano o facendo finta di niente. 
Ecchecazzo.
(23.12.16 - Berzo San Fermo - Myrna Cambianica)


(21.12.16) SAN PAOLO D'ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA AMBULATORIO IN PAESE: SI PROSPETTA UNA SOLUZIONE ENTRO LA FINE DI GENNAIO

Potrebbe finalmente profilarsi un esito positivo e in tempi non lunghi per la vicenda dei 600 mutuati del nostro paese che non hanno più la possibilità di usufruire del servizio di medicina di base nell'ambulatorio di San Paolo d'Argon.
Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, a seguito del pensionamento di uno dei medici di base, numerosi concittadini avevano ricevuto l'avviso per la scelta del nuovo medico, ma a partire dal 12 di dicembre l'unica possibilità era quella di iscriversi presso un medico che presterà servizio solo a Cenate Sotto. Una eventualità questa paventata in particolare da numerosi anziani, anche perché Cenate Sotto non è raggiungibile con mezzi pubblici.
Una petizione sottoscritta dai cittadini è stata recapitata la scorsa settimana alle autorità preposte con la richiesta “di poter continuare a far riferimento ad un medico operante presso l'ambulatorio comunale di San Paolo d'Argon”, che – come è nato – è stato inaugurato poco tempo fa nello stabile dell'ex municipio a seguito di un importante investimento del nostro Comune.
Dopo un primo incontro con l'amministrazione comunale andato a vuoto (cfr. qui), una delegazione di oltre 20 concittadine e concittadine lunedì (cfr. qui) ha incontrato il sindaco Stefano Cortinovis che assicurava il suo interessamento presso i responsabili dell'Azienda socio sanitaria di Bergamo.
Effettivamente nelle scorse settimane, verificate situazioni di criticità e carenze nella medicina di base non solo a San Paolo d'Argon ma anche in altri comuni del distretto di Trescore Balneario, l'Asst ha aperto un nuovo bando di concorso per 4 nuovi medici base, di cui uno – come ci è stato riferito dai funzionari della stessa Asst – quasi sicuramente a San Paolo d'Argon.
Ieri sera infine, in occasione della tradizionale Cena della Comunità che si tiene nel periodo natalizio, il sindaco ha informato ufficialmente che a partire dalla seconda metà o dalla fine di gennaio ci sarà un nuovo medico a San Paolo d'Argon. Questo significa che si dovrà pazientare ancora alcune settimane e poi la situazione dovrebbe risolversi.
E' una buona notizia, di cui ringraziamo tutti coloro che si sono attivati e che ci hanno prestato attenzione. Nelle prossime settimane, fino a che non sarà andato tutto effettivamente a posto, invitiamo a fare ancora riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), per informazioni o comunicazioni.
Per risolvere i problemi la collaborazione e la solidarietà sono sempre una risorsa preziosa e efficace.


(22.12.16) AZZANO SAN PAOLO. MOBILITAZIONE ANTISFRATTO PER SAMIRA E I SUOI FIGLI

Giovedì 22 dicembre, presidio solidale ad Azzano San Paolo in Via Roma 54, dalla mattinata (info: tel. 3345086230 – Davide)

Molti non sanno che nei giorni che precedono le feste si infittiscono gli sgomberi tanto che per molte famiglie sono giorni di trepidazione e di ansia. Domani tocca a Samira che vive ad Azzano San Paolo con i suoi e figli di 13 e 7 anni, disoccupata. Siamo alla terza uscita dell'ufficiale giudiziario. Gli attivisti di Unione Inquilini per settimane e settimane hanno insistito ripetutamente presso i servizi sociali del comune, ma a tutt'oggi non è stato possibile concordare alcuna soluzione abitativa alternativa ragionevole. Facciamo appello alla solidarietà. L'appuntamento è domani mattina ad Azzano San Paolo in via Roma 54. Comunicheremo l'orario del presidio non appena possibile. (21.12.16 – Unione Inquilini Bergamo – Davide Canto)

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(20.12.16) BERGAMO. INCHIESTA NELLE CASE POPOLARI ALER: TRA APPARTAMENTI VUOTI E CASEGGIATI FATISCENTI

 

UNIONE INQUILINI: “IL DEGRADO PEGGIORA GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA, CHIEDIAMO DI ESSERE ASCOLTATI”
Affitti sempre più alti, caseggiati fatiscenti, appartamenti vuoti: questa è la realtà delle famiglie che vivono nelle case popolari Aler della città di Bergamo (ma anche della provincia). Per portare all'attenzione di tutta la città una situazione che negli anni ha assunto toni drammatici, il sindacato Unione Inquilini ha avviato una inchiesta visitando i caseggiati di edilizia pubblica del quartiere Autostrada (Via Carnovali dal nr 3 al nr 29 e dal n° 43 al n° 63), proseguito nei quartieri della Malpensata (via Luzzati nr 7-53) e di Clementina (via Rovelli n°36/1-12) infine nei caseggiati di via Moroni.
Abbiamo organizzato questa inchiesta perché vogliamo ridare la giusta attenzione ad una situazione diventata davvero difficile. Vogliamo che tutti i cittadini conoscano i problemi che l’attuale amministrazione di ALER ha nascosto per questi 2 (due) anni: la condizione di decadimento in cui sono stati colpevolmente lasciate le circa 2000 case popolari ALER della città di Bergamo merita una risposta da parte della attuale Dirigenza, che invece continua a non incontrare i sindacati e i Comitati autorganizzati degli inquilini. 
Durante l’inchiesta abbiamo incontrato i Comitati che rappresentano gli inquilini che abitano in questi caseggiati e abbiamo “dato voce” a loro, ai loro problemi e alle richieste. Vorremmo che fossero loro a spiegare ad ALER le condizioni di abbandono in cui sono stati lasciati dall'attuale dirigenza (Luigi Mendolicchio e Valter Terruzzi) ma anche da quelle che si sono avvicendate negli ultimi anni. Il degrado in cui sono stati lasciati i caseggiati delle case popolari hanno notevolmente peggiorato il disagio sociale determinato dalla crisi economica e dalla povertà che avanza. L’aspetto peggiore del problema, sono i circa 150 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica tenuti vuoti nella città di Bergamo perché privi di manutenzione e quindi non assegnabili.
Di seguito trovate:
1) La piattaforma di rivendicazione dei Comitati
2) Articolo de L’eco di Bergamo (15.11.16) su situazione nei caseggiati
3) Articolo su L’Eco di Bergamo (15.11.16) sulle dichiarazioni dei sindacati inquilini
4) Fotografie (L'Eco di Bergamo 15.11.16)

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(15.12.16) SAN PAOLO D'ARGON. BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE CONTRO LA PROTESTA DEI GIOVANI MIGRANTI

Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell'ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità preposte siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti. Della protesta informava solo ieri un trafiletto de "L'Eco di Bergamo” (cfr. qui). L'irruzione nella cascina delle forze dell'ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupati che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell'Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto "responsabile" di non svegliare la xenofobia diffusa nell'opinione pubblica portando acqua al mulino dell'imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d'Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe situazioni. (15.12.16 - "L'Alternativa - San Paolo d'Argon")


(13.12.16) SAN PAOLO D'ARGON. AMBULATORIO NUOVO DI ZECCA, MA CENTINAIA DI MUTUATI DOVRANNO ANDARE FUORI PAESE

* Mercoledì 14 dicembre, ore 17.00, incontro con il Sindaco di San Paolo d'Argon (per info c/o tel. 3393414739)

Non meno di 600 concittadine e concittadini, che hanno recentemente ricevuto l'avviso per la scelta del nuovo medico, rischiano di dover andare a Cenate Sotto o in altro comune per il servizio ambulatoriale di base. Per scongiurare tale eventualità, che sarebbe fonte di disagio e senso di insicurezza in particolare per anziani, casalinghe e persone non auto-munite, alcuni concittadini si sono fatti carico di una petizione collettiva sottoscritta da numerose persone e inviata alle autorità preposte, ma allo stato attuale non ci sono risposte. Da poco è stato inaugurato il nuovo ambulatorio comunale, che ha comportato un significativo investimento pubblico, ed è francamente paradossale che molti concittadini siano costretti ad andare fuori paese per usufruire di un servizio sanitario fondamentale. Mercoledì 14 dicembre una delegazione incontrerà il sindaco di San Paolo d'Argon. L'appuntamento è alle ore 17.00 e gli interessati che volessero partecipare o essere informati possono far riferimento al signor Italo C., tel. 3393414739.


(09.12.16) BRESCIA. SOLIDARIETA’ A BEPPE E CLAUDIO. NO ALLA REPRESSIONE DELLE LOTTE PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

Veniamo a conoscenza che questa mattina, venerdi 9 dicembre, il GIUDICE di Brescia ha rinviato al 14 Febbraio il processo ai danni dei compagni Beppe CORIONI e Claudio TACCIOLI del Comitato anti-sfratti di Brescia. Claudio e Beppe rischiano una condanna a 1 anno e 10 mesi ciascuno, perchè accusati di essere i “capi e organizzatori” della protesta che avvenne, il 30 settembre 2013, dentro la sede dei Servizi sociali del comune di Mazzano (bs). Per altri sette compagni e compagne sono stati chiesti 10 mesi.
L’iniziativa di lotta salvò una famiglia sfrattata che era stata abbandonata su un furgone, in mezzo ad una strada. Dopo la protesta, la famiglia (madre, padre e due bambini, uno dei quali invalido al 100%) venne finalmente collocata in una situazione abitativa dignitosa, in attesa dell’assegnazione di un appartamento ALER che avvenne più tardi.
Gli attivisti del Unione Inquilini di Bergamo esprimono la piena solidarietà a tutti i compagni e le compagne coinvolti nel processo. Le istituzioni non possono rispondere alle lotte per il diritto alla casa con la repressione ma dovrebbero valorizzare la loro ricchezza e intelligenza. Infatti le pratiche di mutuo soccorso e autorganizzazione che i compagni di Brescia stanno agendo da alcuni anni sostituiscono, in molti casi, l’assenza delle istituzioni. Il Comitato anti-sfratti di Brescia è stato ed è uno strumento di lotta e solidarietà in risposta alla solitudine e alla disperazione generato dalla crisi economica e dalle politiche di austerità. (09.12.16, Fabio Cochis per Unione Inquilini di Bergamo e provincia)


(10.12.16) LOVERE. PRESENTAZIONE DEL LIBRO SULLA STORIA DI LOVERE ATTRAVERSO LE IMMAGINI

Alberto Bianchi e Franco Macario, "L'occhio della storia - Il territorio di Lovere nel racconto delle immagini"

 

Il libro, che vede la sua pubblicazione dopo un lungo lavoro di ricerca, condotto dagli storici Alberto Bianchi e Francesco Macario, arricchisce ed amplia le conoscenze sulla cittadina del Sebino con documenti inediti e con una ricca iconografia. La presentazione, a cura degli autori, sarà sabato 10 dicembre alle ore 17.00 presso la Sala degli Affreschi dell'Accademia Tadini a Lovere. Introdurràl’incontro il Presidente dell'Accademia Tadini Roberto Forcella, il cui intervento sarà seguito dai saluti di Giovanni Guizzetti, sindaco di Lovere, e di Attilio Gualeni, Presidente del Lions Club Lovere, mentre le conclusioni saranno affidate a Marco Albertario, Direttore dell'Accademia Tadini. Il volume, edito nella Collana del Centro Civico Culturale di Lovere, inaugura la serie “Studi” nella quale troveranno posto le pubblicazioni comunali di formato maggiore.



GIU' LE MANI DALLA COSTITUZIONE

IL 4 DICEMBRE VOTA NO

(L'Alternativa - San Paolo d'Argon)


(23.11.16) LEFFE. UNA FAMIGLIA CON MADRE INCINTA E FIGLI MINORENNI RISCHIA DI FINIRE IN STRADA

* Mercoledì 23 novembre,dalle ore 12.00, presidio anti-sfratto, via Europa 16, Leffe

A Leffe c’è una famiglia come tante che rischia di finire in strada nell’indifferenza. E’ una storia come tante quella di Kouba, muratore che ha appena trovato un lavoro, precario, dopo anni di disoccupazione e povertà. La moglie è in stato di gravidanza e i 2 (due) figli sono minorenni. La famiglia, impoverita da anni di disoccupazione, non è più riuscita a pagare l’affitto e il padrone di casa ha avviato le procedure di sfratto. Nonostante Kouba abbia presentanto la domanda per la casa popolare nel comune di Bergamo (il suo comune di residenza non ha mai realizzato edilizia pubblica!), non ci sono garanzie che ci potrà effettivamente entrare. Gli attivisti del Unione Inqulini hanno incontrato più volte il sindaco e hanno presentato proposte di sostegno al reddito, in modo da evitare che la famiglia subisca uno sgombero. Purtroppo il Comune, come spesso accade, si è reso latitante senza agire alcuna soluzione. Gli attivisti dell'Unione Inquilini non se la sono sentita di lasciare una famiglia in solitudine, in pericolo di finire in strada senza alternative. Per questo organizziamo un presidio anti-sfratto per mercoledi 23 novembre alle ore 12.00 a Leffe, in via Europa 16. Di fronte alla solitudine e all’abbandono in cui le istituzioni di governo lasciano le famiglie povere, mobilitiamo la solidarietà attraverso l’autorganizzazione, per difendere il diritto alla casa.

(Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(27.11.16) TREVIGLIO. PRESIDIO PER IL NO SOCIALE AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE

* Domenica 27 Novembre da ore 15.30 a ore 17.30 Piazza Manara, di fronte al Municipio di Treviglio. Durante la giornata dj set con musica diffusa e interventi delle forze sociali e politiche presenti

La Libertà e sovranità democratica che appartiene al popolo è sottoposta ad un attacco da parte del Governo Renzi, sostenuto dai governi USA, dalla Germania e dalla burocrazie dell'Unione Europea.

Per l’applicazione dei principi e dei diritti della Costituzione: lavoro, scuola, casa, reddito, ambiente, democrazia, lavoro, sicurezza in fabbrica

NO alla manomissione della Costituzione, attuata dal governo Renzi, sostenuta dalla Confindustria e dalle banche

NO alle contro-riforme sostenute dal governo Renzi: NO al Job-Act che taglia salario e distrugge lavoro; NO ai tagli alla sanità, alle pensioni, all’istruzione pubblica; NO ai tagli alle case popolari e ai servizi sociali locali.

A cura di: Comitato per il NO – Treviglio. Per info: 3397728683 (Fabio), 3771148919 (Carmelo)


(27.11.16) SAN PAOLO D'ARGON. APERITIVO PER IL NO ALLA MANOMISSIONE DELLA COSTITUZIONE

* Vi aspettiamo domenica 27 novembre, dalle ore 10.00 alle ore 12.30 in Piazza Cortesi.

 

E' in distribuzione il "Notiziario" de "L'Alternativa-San Paolo d'Argon con l'appello per il NO al referendum del 4 dicembre (Qui)

"(...) La nostra Costituzione nacque con il contributo di tutte le forze (comunisti, socialisti, cattolici, azionisti, liberali) che avevano lottato contro gli orrori della dittatura, del fascismo, della guerra. Per noi italiani è la Costituzione “più bella del mondo” che in quasi settanta anni è stata un punto di riferimento per il progresso sociale e civile, per la dignità del lavoro e delle persone, per la pace.
Gli errori e le involuzioni che hanno caratterizzato - specialmente negli ultimi anni - la vita del nostro Paese sono da attribuire non certo alla Costituzione nata dalla Resistenza, ma esclusivamente ad una classe dirigente, politica ed economica, che ne ha eluso o calpestato i principi e che ora la vuole non aggiornare ma solo stravolgere.
Il 4 dicembre non si tratta di scegliere fra un partito e l'altro. Si tratta di scegliere se ridare forza alla democrazia nell'interesse di tutti o invece indebolirla nell'interesse di pochi.
Per questo invitiamo tutti i concittadini e le concittadine a votare NO".
(da l'appello per il NO de "L'Alternativa-San Paolo d'Argon", novembre 2016)


(04.11.1918 – 2016) NO WAR. CON LA "RIFORMA" BASTERANNO I DEPUTATI DI UN SOLO PARTITO PER DELIBERARE LO STATO DI GUERRA!

La dichiarazione dello stato di guerra, con la Costituzione vigente, è oggi di competenza di entrambe le Camere. Con la riforma (nuovo art. 78 Cost.) diventa competenza esclusiva della Camera dei deputati, che dovrà pronunciarsi a maggioranza assoluta. Ma grazie alla nuova legge elettorale “italicum” (già vigente) il primo partito, che avrà il 54% dei deputati per effetto del premio di maggioranza che gli viene attribuito anche se votato solo da una minoranza di elettori, potrà decidere da solo di dichiarare la guerra. Oggi sembra fortunatamente ancora lontano il panorama di una guerra che ci riguardi da vicino. Ciò non toglie la pericolosità potenziale, soprattutto tenendo conto della degenerazione di certe dinamiche di politica internazionale sul fronte russo e mediorientale. E' opportuno ricordare e tener presente anche questo aspetto, niente affatto marginale, quando fra trenta giorni andremo a votare il referendum sulla cosiddetta riforma costituzionale. E val la pena secondo noi ricordarlo in particolare oggi, giornata anniversario della fine della Grande Guerra e dedicata al ricordo di tutti i caduti e di tutte le vittime delle guerre. (L'Alternativa-San Paolo d'Argon, 4 novembre 2016)


(04.11.16) L'AQUILA: LA RIBELLIONE NON DEVE RIMANERE SOTTO LE MACERIE

di Myrna Cambianica

 

Non so perché sono andata a L’Aquila.
I piani erano diversi, per quei giorni; il tempo fino a quel momento era stato clemente, di una bellezza tipica delle giornate di pieno luglio ancora giovani e spensierate, e dal “Campeggio Gran Sasso” la natura era così piena di vita che saremmo risultati non altro che sciocchi nel rifiutarne il richiamo. Avevamo un sacco di borghi e campi sperduti tra le montagne da conoscere, io e Luca: perché mai saremmo dovuti andare a visitare L’Aquila?
Perché, guarda un po’, quel giorno pioveva.
Sono andata a L’Aquila perché in montagna non ci potevo andare. Ricordo ancora la riflessione che feci: siamo in tenda, sopra di noi ci sono pini giganti, la terra è bagnata e sto anche per finire il libro; che ci facciamo qui per tutto il giorno? Andiamo a L’Aquila, tanto dista solo mezz’oretta.
Siamo arrivati in città verso mezzogiorno: abbiamo attraversato un piccolo parco governato dai piccioni, superato gruppetti di studentesse neolaureate - che cazzo mi sono sentita perseguitata anche in Abruzzo - e, quasi senza accorgercene, siamo arrivati all’inizio del centro.
Non ho avuto modo di prepararmi: d’un tratto il mondo esterno mi si è chiuso alle spalle lasciandomi come unica via d’uscita il profondo viale che, sotterrato ancora dalla polvere e completamente avvolto da impalcature e compensati, si lancia dritto fino alla parte opposta della città.
Mi sono sentita in qualche modo fregata.
E ora che avrei fatto? Mi sarei lanciata tra le viuzze morte alla ricerca della foto ad effetto da mostrare ai genitori una volta tornata a casa? Non volevo essere lì per quel motivo.
Una delle prime fotografie l’ho scattata ad una chiesa, sorprendendomi nel vederla stortissima inquadrata nello schermo della macchina fotografica: il terreno sotto di lei è completamente pendente a sinistra, mentre nella parte alta, accanto al rosone, i mattoni bianchi sono stati inclinati da una profonda crepa.
Abbiamo proseguito inoltrandoci nella via fantasma: l’atmosfera era fredda e non mi sentivo per niente a mio agio; se incontravo qualche persona d’istinto nascondevo la macchina fotografica in borsa, cercando di togliermi l’espressione da turista di città terremotata che credevo di aver stampata in viso.
Non mi andava a genio farmi passare per una curiosa turista e, soprattutto non volevo diventarlo: ecco perché nella pianificazione del viaggio avevo subito scartato quella città; che senso aveva andarci ora che tutto era fermo e immobile? L’attenzione di tutti si era spostata altrove, visitarla significava solamente alimentare della grottesca ed egoista curiosità.
Una porta aperta ha attirato la mia attenzione, d’istinto mi ci sono avvicinata e dopo aver notato il soffitto diligentemente puntellato con degli enormi geomag, la marea di computer sotterrata da dune di macerie mi ha immobilizzato.
Sapete che cosa veramente mozza il fiato? La quotidianità spezzata, gli oggetti posizionati proprio dove dovrebbero stare, la vita sospesa in una tenda tirata a metà o, semplicemente, dei campanelli vuoti.
Non sono gli edifici a metà a farti quasi piangere; anzi, se sei di fronte a delle fondamenta a cielo aperto ti ritrovi a guardarle quasi con stupore ed incredulità, pensando di non aver mai visto una cosa del genere. No. A ferirti è cogliere che dentro quelle case mezze distrutte ci siano ancora i segni e i tocchi delle persone che le hanno vissute e che nemmeno l’enorme ingiustizia che si è abbattuta può cancellare. Ed è in questo modo che, avvolta nel silenzio più assoluto ho iniziato a prendere coraggio, a non vergognarmi di girare con una macchina fotografica in mano: non ho più avuto paura di essere un’intrusa.
Abbiamo girato tra il labirintico articolarsi delle vie, incontrando un hotel una volta di lusso, ora con una delle stelle dell’insegna a picco sulla strada e i vetri rotti per lo sciacallaggio; ci siamo imbattuti in birrerie e ristoranti distrutti, porte di legno aperte verso gli ingressi di case dimenticate e cantine annegate di sporcizia.
Ad un certo punto ci siamo fermati in una piccola piazzetta circondata da alti edifici, al centro una vecchia fontana e tutt’attorno una luce quasi allegra: doveva essere sicuramente una piazzetta vissuta dai ragazzini alle prime armi con sigarette, alcol e qualche cannetta. Ora è un ammasso di bottiglie di vetro e sporcizia: ci sono bottiglie di vino e birra ovunque, per la città.
Nel frattempo, un bel po’ di imprese edili sono impegnate nella ricostruzione, qualcuna ha persino scritto con delle bombolette il proprio nome sulle impalcature, così, giusto per marcare il territorio data la troppa confusione nella gestione dei compiti: non sia mai che qualche furbetto rubi loro l’edificio!
Qua e là ci sono edifici a metà lavoro di ristrutturazione, circondati da impalcature oramai vecchie, da dentro non arriva nessun rumore martellante: questo significa che sono stati dimenticati dopo essere stati utilizzati come enormi salvadanai da una speculazione edilizia senza scrupoli.
E allora sì che ho iniziato a fotografare con convinzione.
Niente ritornerà come prima, gli aquilani oramai vivono in un enorme quartiere a ridosso dell’autostrada, completamente privato della sua organizzazione sociale.
Ci siamo fermati su una panchina nel parco vicino al castello, pure quello rovinato dalla forte scossa. Mentre Luca andava a prendersi qualcosa da bere, io sono rimasta da sola a fumarmi una sigaretta e a riflettere: perché cavolo non ci sarei dovuta andare a L’Aquila? Ora sentivo il suo chiaro richiamo di aiuto ed attenzione, non ero per nulla una turista curiosa, magari una turista rimanevo ma profondamente incazzata, indignata e carica di ribellione.
Quando Luca è ritornato dal bar non abbiamo parlato molto, il destino aveva deciso che non era ancora il nostro turno per poter parlare: una voce alle nostre spalle, infatti, chiese, un po’ avvinizzata, di poter parlare un po’ con noi. Era un uomo mastodontico, dal viso dolce e il naso rosso tipico di chi è troppo innamorato del vino rosso, insomma, un Brendan Gleeson aquilano con la barba.
“Il Signore ci ha dato un enorme dono. Eh sì. Il Signore ci ha donato l’ebbrezza”.
Abbiamo parlato di tutto tranne del terremoto. Giacomo, questo è il suo nome, è un vecchio compagno così tradito dalla vita che nemmeno un terremoto di tale portata lo ha potuto scalfire. O, semplicemente, la città distrutta ha aggiunto l’ennesimo inutile pezzo di disperazione ad una vita oramai arresa.
Dopo un’oretta siamo ritornati tra le piccole vie a nord della città, tra le case basse e un po’ colorate, non totalmente distrutte ma pericolanti: le porte aperte in androni umidi e bui, con la polvere delle macerie ancora attaccata al suolo. C’era qualche macchina parcheggiata, a nord della città la vita è un po’ più presente anche se non si vede lo stesso molta gente in giro per strada. E’ questa la parte di città che ha il fiato sospeso a metà: le case sono ancora in piedi ma non possono essere abitate.
Abbiamo continuato a camminare, senza fermarci, disorientati dalle sbarre incastrate nelle vie, rese inaccessibili dai lavori in corso o perché pericolanti: in alto, dagli edifici, penzolano ancora come spade di Damocle pezzi di tetto.
Ci trovavamo nella parte sud della città: impalcature e strutture alla geomag dappertutto, vie strette in discesa in balia delle erbacce, pareti scrostate e infinite voragini nei muri. Mobili, vasche, assi di legno, scrivanie, lavandini abbandonati agli usci delle case. Porte sbarrate con catene, cupi murales, bagni chimici per gli operai.
E’ una città, questa?
Per arrivare alla casa dello studente ci siamo persi, più volte. Ci è stato suggerito di passare lo stesso nelle vie chiuse dalle barriere, credo siano state messe da così tanto tempo che oramai sono diventate pure loro una routine, come una sorta di palo della luce. Mentre camminavamo, sulla destra ci è apparso un enorme ponte sospeso nel vuoto e che sotto di sé ospita una strada ancora trafficata. Su quel ponte, però, non si può salire: è spezzato a metà. Ho strabuzzato gli occhi rendendomi conto che una casa era, ed è, costruita appena sotto a quel ponte e che, cazzo!, è ancora abitata.
La casa dello studente è lì, a sud della città, fuori dal centro storico martoriato.
Avevano chiesto di essere tutelati, gli studenti: è stato loro risposto dall’architetto che la casa era sicura e che se avevano paura potevano dormire nell’aula studi. Hanno dormito in piazza Duomo, ma otto di loro hanno deciso di rimanere nella casa: il giorno dopo avevano gli esami in università. Questi otto ragazzi sono stati aggiunti alle trecentouno vittime ritrovate sotto le macerie.
Non ho potuto fare fotografie alla casa dello studente, la macchina fotografica si è spenta proprio in quel momento. Ma poco mi è importato, la memoria e l’indignazione scattano nella mente immagini ben più nitide e arrabbiate di una macchina fotografica.
Un armadio aperto con una maglietta penzolante, una sedia ribaltata e un tecnigrafo appaiono là dove non esiste più la parete. Sui terrazzi, sedie e palette della spazzatura, le finestre aperte. Nessuno c’è più entrato, lì.
Poi, tutto è diventato estremo: case oramai inesistenti e pupazzi consumati appesi ai cancelli, una foto di una bambina che ora avrebbe sedici anni, com’è scritto sotto la sua foto, appesa ad una barriera della casa dove abitava.
Abbiamo risalito la città, riposandoci in Piazza Duomo: davanti a noi un gruppetto di ragazzini giocava tra le pietre rialzate dal terremoto, tra di loro uno che chiaramente si sentiva Messi della situazione, a ragione.
E’ stato in quel momento che ho capito che la città non mi dava più soggezione, che non ero per niente un’intrusa né uno sciacallo della curiosità e che sarebbe stato per me dannatamente difficile dovermene andare. Ecco perché avevo deciso di non visitare L’Aquila: in fondo, mi conosco, non riesco a resistere alle ingiustizie rimaste tali.
Un terremoto non si può prevedere ma i pericoli sì, e non basta solo prevederli, bisogna armarsi di responsabilità ed affrontarli, renderli più deboli.
Sciacalli sono tutti coloro che hanno parlato di quello che è successo in quella notte, smettendo poi di farlo dopo qualche tempo, quando oramai l’emozione e lo spettacolo sono diventati echi lontani per continuare a piangere o indignarsi.
Da quando sono tornata dal mio viaggio, ho scritto tantissime riflessioni su L’Aquila e ne ho cancellate altrettante. Ho scritto e ho cancellato, ogni volta il senso delle mie parole mi appariva vuoto, fine a se stesso.
E poi, un giorno, mi è ricapitato di sfogliare un libro di una grande donna, scritto per un paese andato distrutto a causa di una tragedia annunciata e mai presa sul serio. Scrisse che, con il tempo, quel paese era diventato per la coscienza pubblica un luogo turistico da visitare, con curiosità e pietà, mai con ribellione.
Oggi so che, in fondo, la pioggia di quella mattina altro non è stata che una sincera scusa per andare in quella città, quando ancora il mio coraggio di conoscere i danni morali e cioè la distruzione di una comunità locale e sociale e il trauma che i superstiti si porteranno dietro per tutta la vita, si mascherava dietro la semplice curiosità verso i danni materiali, cioè i ponti distrutti, la diminuzione della popolazione e gli scheletri di case e chiese.
Nessuno dei miei passi in quella città polverosa è stato compiuto con pietà, nessuna fotografia scattata con l’intenzione di far colpo, nessun sentimento provato per farlo vivere solo per pochi istanti.
Ed è soprattutto in questi mesi, che ci stanno dimostrando come il terremoto sia rimasto una tragedia mezza annunciata ma mai presa sul serio, che il mio pensiero torna sempre là, in quella magnifica città, da dove la mia ribellione è partita e mai sarà disposta a farsi dimenticare.
Di tutte le foto che ho deciso di scattare, una rappresenta ciò che si vuol far diventare L’Aquila: un dannato campanello vuoto.



(06.11.16) SPINONE AL LAGO (bg). BANCHETTO E VOLANTINAGGIO PER IL NO AL REFERENDUM

* Domenica 6 novembre, ore 14.00-17.00 sul Lungolago Marinai d'Italia a Spinone al Lago


(30.10.16) LUZZANA (bg). BANCHETTI E VOLANTINAGGI PER IL NO AL REFERENDUM

* Domenica 30 ottobre, ore 10.30-12.00 in Piazza Meli e nel piazzale della fermata del pullman sulla Statale 42

* Ore 12.30, COLLI DI SAN FERMO, presso la Casa “la RESISTENZA” dell'ANPI, pranzo per sostenere i COMITATI per il NO – Valli Cavallina e Calepio. Per prenotarsi tel. 3312190899

NO ALLA MANOMISSIONE DELLA COSTITUZIONE. ALLE CONCITTADINE A AI CONCITTADINI DI LUZZANA. Il 4 dicembre si voterà sulla “riforma” della Costituzione imposta dal governo Renzi. Sono fra coloro che voteranno NO a questa manomissione perché riduce la democrazia: Renzi vuole “l'uomo solo al comando”, come è avvenuto nei passaggi più oscuri storia del nostro Paese. Non viene abolito il Senato, si abolisce invece il diritto dei cittadini a eleggere i senatori e con la legge elettorale per la Camera un partito con meno del 25% dei voti può ottenere il 54% dei seggi; si concentrano così tutti o quasi i poteri in poche mani.
Invece di ridurre le retribuzioni dei parlamentari, abolire i vitalizi e togliere i privilegi, con la “riforma” si riduce la possibilità dei cittadini di contare nelle scelte che li riguardano. Questo stravolgimento della Costituzione è il punto di arrivo di anni e anni di attacchi ai lavoratori e alle lavoratrici: precarietà, libertà di licenziamento, tagli e privatizzazioni, legge Fornero sulle pensioni, firma di trattati europei che hanno tolto la sovranità ai popoli e consegnata a banche e multinazionali.
La “riforma” prevede inoltre il ritorno ad un sistema fortemente accentrato, che toglie prerogative alle Regioni e al sistema delle autonomie locali, che hanno permesso un avanzamento della partecipazione dei cittadini.
La “riforma” non è una innovazione, ma un salto all'indietro. La finanza internazionale e le grandi banche hanno espresso il loro totale assenso, perché vogliono un sistema istituzionale che – consegnato nelle mani di pochi – consenta di distruggere più facilmente i diritti sociali (come la sanità, la previdenza, l'istruzione...) e saccheggiare i beni comuni e l'ambiente.
La nostra Costituzione nacque con il contributo di tutte le forze (comunisti, socialisti, cattolici, azionisti, liberali) che avevano lottato contro gli orrori della dittatura, del fascismo, della guerra. Per noi italiani è la Costituzione “più bella del mondo” che in quasi settanta anni è stata un punto di riferimento per il progresso sociale e civile, per la dignità del lavoro e per la pace. Gli errori e le involuzioni che hanno caratterizzato - specialmente negli ultimi anni - la vita del nostro Paese sono da attribuire non alla Costituzione nata dalla Resistenza, ma esclusivamente ad una classe dirigente, politica ed economica, che ne ha eluso o calpestato i principi e che ora la vuole non aggiornare ma solo stravolgere.
Il 4 dicembre non si tratta di scegliere fra un partito e l'altro. Si tratta di scegliere se ridare forza alla democrazia nell'interesse di tutti o invece indebolirla nell'interesse di pochi. Per questo invito tutti i concittadini e le concittadine a votare NO il prossimo 4 dicembre. (Ottobre 2016 - Flavio Ghidelli, consigliere di minoranza al Comune di Luzzana)


(23.10.16) TRESCORE BALNEARIO. I NAZIONALISMI IN EUROPA E COME SI BUTTA VIA UNA SERATA

* A proposito dell'incontro del 21 ottobre promosso dall'Anpi provinciale a Trescore Balneario nell'ambito del ciclo "Macerie. Il ritorno dei fascisti in Europa" (cfr. QUI)

Due parlamentari del Pd e una giornalista autrice di un libro sul tema l'altra sera a Trescore Balneario hanno provato a spiegarci come la destra peggiore stia reclutando in Europa milioni di adepti fra le persone normali le cui condizioni economico-sociali sono state travolte dall'austerity. Un panorama desolato e desolante di rancore, odio, fili spinati e perfino pogrom violenti in nome delle paranoie xenofobe più orrende. Poi la Brexit e l'inquietante Trump negli Usa. Ad ascoltare un pubblico attentissimo, in buona parte – per la verità - inquietato pure da Hilary. La nostra Europa è ormai assediata dalle guerre in Libia e in Mediorente, incapace di intervenire per fermare la tragedia di Aleppo (cominciata però un pezzo prima dell'arrivo dei Russi). E' la nostra Europa che deve subire l'ingombrante presenza della Russia, anch'essa avviato lungo una deriva di destra e aggressiva. Purtroppo - non andrebbe dimenticato - anche l'Europa, quando si muove, è portata a combinare disastri come in Libia, a dialogare con i nazisti o simili di Ucraina, a dispiegare stupidamente le proprie truppe lungo i confini russi, a fornire armamenti agli stati pro Isis con non poche responsabilità nelle destabilizzazione del mondo che poi ci invia i suoi disperati. La marea montante dei profughi in questa Europa assediata rischia di travolgere le coscienze, tanto che imperversano – contro il sistema – una pluralità di populismi: dalle sigle orribili del nuovo neonazismo germanico e mitteleuropeo, i destrissimi governi degli ex paesi del glacis, le signore Le Pen (zia e nipote), gli xenofobi olandesi, gli anglo-brexit, Salvini e Grillo, pure Podemos e Tsipras (quest'ultimo populista perché ha voluto andare contro il sistema rimanendone colpevolmente sconfitto mentre le socialdemocrazie europee e pure il Pd stavano violentemente contro la Grecia). Certo i relatori hanno criticato aspramente le politiche economiche regressive dell'Unione Europea (a guida Bce con popolari e Pse al comando) con la devastazione sociale che ne deriva, sulla quale marciano alla grande neofascisti e neonazisti. Fortunatamente in Italia i 5 Stelle da una parte e Fratelli d'Italia dall'altra sono riusciti finora a integrare in parte nel sistema la protesta populista o fascista più pericolosa. Contro la deriva non resta – ci è parso di capire - che affidarci alla fiducia nelle istituzioni (la nostra “repubblica democratica parlamentare” come ha solennemente ricordato uno dei parlamentari relatori), al quadro politico dato, alla attesa che i reggitori d'Europa imbocchino politiche economiche in grado di prevenire la devastazione sociale e la paura delle masse. C'è da dubitare, nel frattempo, che la classe operaia francese dopo l'imposizione della "loi travail" avrà voglia di fidarsi di Hollande e delle istituzioni europee. Certo che i due parlamentari del Pd che hanno relazionato - e lo sanno tutti - in questi anni hanno sostenuto e votato diligentemente le leggi sociali più infami che precarizzano la vita di milioni di individui e ora si apprestano - nel referendum costituzionale - a sostenere lo stravolgimento dell'ordinamento previsto dalla nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e da quasi settanta anni punto di riferimento forte contro le involuzioni autoritarie e tutti i fascismi. Sì, proprio una serata buttata via quella di venerdì nella sala convegni dello storico Albergo La Torre di Trescore Balneario. (alternainsieme.net, 23.10.16)


(21.10.16) TRESCORE BALNEARIO. MACERIE. IL RITORNO DEI FASCISTI IN EUROPA. 2° incontro del ciclo a cura ANPI Comitato provinciale di Bergamo

* Venerdì 21 ottobre, ore 21.00, presso Albergo "Della Torre" - Piazza Cavour 28 a Trescore Balneario

"Europa anno zero. Il ritorno dei nazionalismi" (Marsilio 2015). Presentazione del libro di EVA GIOVANNINI, giornalista e scrittrice. Dialogo tra l'autrice e l'onorevole Emanuele FIANO

La tremenda crisi economica globale che sta determinando un cambiamento radicale nella struttura sociale e politica del mondo, dai luoghi emotivamente e geograficamente più lontani fino alle porte delle nostre case, ha comportato la ricomparsa di movimenti e partiti politici che, più o meno apertamente, hanno i loro valori di riferimento nel fascismo europeo che si pensava sconfitto con la fine della seconda guerra mondiale.
Sfruttando consapevolmente la paura che provoca il diverso da noi, il timore di perdere un benessere materiale sempre più effimero e ora lo spettro della guerra di religione contro “gli infedeli”, per la difesa dei “valori dell’Occidente”, gruppi di neofascisti o comunque di estrema destra consolidano le loro fila e senz’altro aumentano la loro visibilità. E’ necessario sapere di più, capire meglio per attrezzarsi nella quotidiana lotta per la democrazia e la libertà che è tra i compiti fondamentali dell’Anpi; per informare anche le nuove generazioni sulla genesi e sul pericolo del neofascismo.
Il ciclo completo degli incontri: qui


(10.10.16) VAJONT, 9 OTTOBRE 1963

di Myrna Cambianica


Un altro anno passato e la memoria si fa sempre più pigra.
Sono passati cinquantatré anni da quella sera, quando un pezzo del Monte Toc è scivolato, senza molta sorpresa, nel profondo lago imprigionato nella diga. Duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia cascano nel lago sollevando un’onda di cinquanta milioni di metri cubi. Di questi cinquanta milioni, “solamente” la metà scavalca la diga, ma è comunque sufficiente a cancellare la storia di cinque paesi.
Longarone. Pirago. Rivalta. Villanova. Faè.
1.917 morti.
Tanti morti non si dimenticano facilmente.
O, per lo meno, così dovrebbe essere.
Ogni 9 ottobre non riesco a non pensare a loro, sperando che le 22.39 passino in fretta: è difficile ricordare qualcuno quando si è i soli nel farlo.

La storia del Vajont è la cronaca di un morte annunciata ma non ascoltata. E’ una storia di soprusi e di violazione di diritti, di arroganza e di sfrenato capitalismo, di criminalità e proclamata innocenza; è una storia di terre espropriate e di ribellioni soffocate, del grande contro il piccolo, dello Stato contro una valle.

Per questo ogni 9 ottobre penso anche a Tina Merlin.
Una donna, un’antifascista e una giornalista che, per cercare di salvare tutte quelle vite poi sepolte nel fango, ha combattuto contro un nemico più grande di lei, fino alla fine. Si è sentita in colpa, dopo il disastro, come scrisse con rimpianto ai superstiti: “Io non riesco a dimenticare. Il Vajont mi ha profondamente cambiata, tanto da farmi scrivere il giorno dopo la catastrofe che mi sentivo in colpa per non aver fatto di più per impedire il compimento della tragedia. Eppure, avevo fatto del mio meglio. Ero stata con voi nelle lotte, avevo scritto diversi articoli, per questo avevo subìto un processo. Ma mi sentivo lo stesso in colpa”.
Un senso di colpa profondo ed ingiusto, dal momento che il numero dei morti sarebbe potuto essere molto più alto: senza le sue denunce, tutte quelle famiglie fuggite da Longarone, oramai private dei terreni e ridotte in miseria, sarebbero morte.
Queste famiglie si sono salvate anche grazie lei.
La sua ribellione al sistema rimarrà per sempre l'unica forma di giustizia donata alle vittime del Vajont e ai loro parenti sopravvissuti. 

Il suo animo di staffetta partigiana le ha permesso di non retrocedere di fronte al potere arrogante dello Stato, la sua anima di giornalista di documentare nei minimi particolari la storia del Vajont.
Colpe.
Crimini.
Responsabilità.
Con la sua caparbietà ha lottato per difendere una valle, per salvaguardare i diritti e la vita di migliaia di cittadini, messi all'ultimo posto dalla sete di potenza e di profitto di pochi potenti. 
Ha cercato di impedire che la SADE (Società Adriatica di Elettricità), in nome della concessione governativa a costruire il grande bacino e la diga ritenuti “di pubblica utilità”, confiscasse ingiustamente i terreni dei contadini. Perché le cose funzionavano così: accompagnati dai carabinieri con tanto di carte di esproprio tra le mani, gli addetti della SADE minacciavano i poveri contadini di dimezzar loro i prezzi dei campi se non li avessero venduti il prima possibile. E al primo cenno di ribellione, sarebbe scattata la vendita forzosa.

“Che cos’ è la vendita forzosa?”
“Vuol dire che ti portano via la terra e ti mettono i soldi in banca, quelli che vogliono loro, senza trattative. Dopo devi dimostrare alla banca che la terra è tua”.
“Ma la tera l’è mea!”
“Ma sei andato dal notaio quando è morto il nonno?”
“Ma no … lo san tutti in paese che la terra è nostra, cossa serve regalar schei al notaio?”
“Ma dimostralo a una banca, testa dura!”

Una volta acquisiti o espropriati i terreni, la diga iniziò ad essere costruita. Velocemente.
Ma la sconfitta iniziale non provocò in Tina la minima volontà di arresa.
Le bastò poco tempo per rialzarsi e denunciare, tramite l'Unità, la presenza dell' enorme crepa a "M" sul Monte Toc, tenuta nascosta da chi voleva aggiungere sempre più acqua all’interno della diga. 
Il Monte Toc.
In Veneto “toc” significa “pezzo”, ma in Friuli “patòc” significa “marcio”.
Il geologo Giorgio dal Piaz e l’ ingegner Carlo Semenza hanno approvato il progetto di una diga poi costruita tra il “monte che salta” e “il monte pezzo marcio”, addosso ad un torrente che si chiama Vajont, dal ladino “va giù!”.
“Monte che salta”, “Monte pezzo marcio” e “Va giù”.
Ma i nomi non contano molto. Contano i fatti e le parole, soprattutto quelle scritte da un geologo ad un ingegnere in riferimento al progetto di una diga:

“Le confesso che i nuovi problemi prospettati mi fanno tremare le vene e i polsi!”
(Giorgio dal Piaz in risposta a Carlo Semenza).

La relazione geologica,comunque, G. dal Piaz la firmò lo stesso.

Tina Merlin sapeva, e ha sempre reagito.
"Ma insomma, la volete difendere questa valle, è la vostra valle,organizzatevi!" ha urlato ad una delle ultime feste del paese Erto-Casso, i due piccoli borghi situati all’imbocco della vallata, sul Monte Salta.
In principio non è che fosse molto considerata: scriveva per l’Unità e quel giornale in valle vendeva sì e no sette copie; ma la sua caparbietà e la sua voglia di lotta e giustizia hanno reso possibile l’organizzazione degli abitanti della vallata, riuscendo a trasformare la loro paura in tenacia contro un nemico giudicato troppo grande e potente per un popolo così piccolo.
Ha continuamente smascherato dati fasulli di scienziati ed ingegneri, ben pagati dalla SADE, urlando che quel pezzo di montagna presto sarebbe caduto nel lago. E’ stata persino denunciata per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico": la sua affermazione che la SADE non era altro che una specie di "Stato nello Stato", dal momento che faceva quello che aveva voglia, non fu particolarmente apprezzata da chi, quella diga, la voleva sfruttare ad ogni costo.
Sono sicura che avrebbe preferito avere avuto torto quando, la notte del 9 ottobre di 53 anni fa, si trovò davanti a 1.917 morti, 1.917 morti che ancora oggi non hanno ricevuto giustizia.
Ecco perché:
Francesco Penta e Luigi Greco, rispettivamente geologo e Presidente del consiglio superiore Lavori Pubblici, sono morti prima della sentenza.
Mario Pancini, Direttore dell' Ufficio lavori del cantiere, si è tolto la vita.
Alberico Biadene e Francesco Sensidoni, ingegneri della diga, sono stati riconosciuti colpevoli e condannati a cinque anni di reclusione, entrambi con tre anni di condono.
Pietro Frosini, membro della Commissione di Collaudo, e Almo Violin, capo del Genio Civile di Belluno, sono stati assolti per insufficienza di prove.
Roberto Marin, Direttore generale dell' Enel-Sade, e Dino Tonini, capo Ufficio Studi della Sade, sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato.
Augusto Ghetti, responsabile studi sul modello della diga, è stato assolto per non aver commesso il fatto.
L' Enel ha dovuto risarcire il comune di Longarone.

Non si può fare molto, oramai.
Si può solo ricordare e, purtroppo, ci stiamo dimenticando di fare anche questo.
Dovremmo smettere di cadere in semplici commemorazioni, con gli anni spariscono diventando un piccolo promemoria nelle nostre vite affollate. Dovremmo ricordare, ricordare e reagire.
Per Tina Merlin il tempo di piangere doveva finire, per lasciar spazio al tempo di imparare qualcosa: un pensiero amaro, forse cosciente che questo mondo non è riuscito, e mai riuscirà, a reagire di fronte a migliaia di corpi innocenti, sepolti da un’onda d’acqua piena di vergogna e criminalità. Ma allo stesso tempo un suggerimento, che ha scavalcato anni per giungere a noi, a noi che dobbiamo smettere di dimenticare per poter continuare, sempre, ad imparare qualcosa.

"Il Vajont sta assumendo un'altra dimensione per la coscienza pubblica: è divenuto un luogo turistico da visitare. Con curiosità, forse con pietà, mai con ribellione" Tina Merlin, 19.08.1926-22.12.1991. Giornalista, scrittrice e partigiana.


(19.10.16) BORGO DI TERZO. RIPRENDIAMOCI I DIRITTI. NO MONOMISSIONE DELLA COSTITUZIONE

Incontro e dibattito con Ezio LOCATELLI, della segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista

 

* Borgo di Terzo, mercoledì 19 ottobre, alle ore 21.00, presso le sede di Rifondazione Comunista in via Rivolta 1

Invece di ridurre i privilegi dei parlamentari, Renzi attraverso la manomissione della Costituzione nata dalla Resistenza, vuole ridurre ancor di più la possibilità dei cittadini e dei lavoratori di incidere sulle scelte che li riguardano. E' il punto di arrivo dopo anni e anni di attacchi ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno portato precarietà, libertà di licenziamento, tagli e privatizzazione, legge Fornero di cui hanno beneficiato il padronato, le banche, le multinazionali, ora in prima fila a sostenere lo stravolgimento della Costituzione. Il 4 dicembre votiamo NO alle modifiche costituzionali del Governo Pd. E riapriamo invece una stagione di lotte per riprenderci ciò che ci è stato tolto: il salario, a partire del rinnovo dei contratti di lavoro di 8 milioni di dipendenti; l'abolizione della riforma Fornero per dare la pensione agli anziani e il lavoro ai giovani; il reddito minimo per chi non ha lavoro; basta con i ticket sanitari e le cure negate; una scuola pubblica libera, democratica e gratuita. Di questi temi discuteremo nella serata del 19 ottobre, a cui invitiamo a partecipare le compagne, i compagni e tutti gli interessati.

A cura Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Per comunicazioni: tel. 3389759975


(08.10.16) TREVIGLIO. GIORNATA SFRATTI ZERO: SI diritto alla casa, NO manomissione Costituzione

* Presidio-manifestazione: sabato 8 ottobre, ore 16, Piazza Manara

 

Le politiche abitative degli ultimi anni, a livello nazionale e locale, si sono indirizzate verso la liberalizzazione dei canoni, la privatizzazione e dismissione del patrimonio pubblico.

Dal 1990 i canoni di locazione sono cresciuti del 105%. Oggi il disagio abitativo in Italia coinvolge un milione e mezzo di famiglie in affitto (migliaia di persone anche a Treviglio): oltre il 40% degli inquilini nel 2014 non ha pagato l’affitto.

La situazione degli sfratti per morosità incolpevole in Italia si fa ogni giorno più grave. A Bergamo e provincia i nuovi sfratti per morosità nel 2015 sono stati 606, le richieste di esecuzione 2.609 (+3%), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica sono state nel 2014 ben 605 con un incremento rispetto al 2014 del 12%.

Le politiche neo-liberiste anche a Treviglio hanno aggravato l’impoverimento determinato dalla crisi economica. Nonostante questo l’Amministrazione comunale ripropone, come soluzione, politiche di riduzione, fino all’azzeramento, dell’intervento pubblico per liberare la rendita immobiliare speculativa da regole e vincoli sociali.

Il Comune di Treviglio ha predisposto in questi ultimi anni diversi piani vendite a fini speculativi degli edifici di case popolari. Il numero delle case popolari, gestite dall’ALER e dal Comune di Treviglio, ammonta a poco più di 1000 (mille) immobili. Il valore di mercato si aggira intorno ai 70/80 mila euro ad alloggio. E’ chiaro pertanto il vero e proprio affare concesso alla speculazione edilizia.

Parallelamente alla vendita, si è assistito alla progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dove circa 50 alloggi restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria.

L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale ha reso disponibili soltanto una decina (10) di alloggi a fronte di un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità. L’Amministrazione comunale accoglie un numero ridicolo di domande (soltanto il 7%). Tante famiglie rimangono anni in graduatoria pur vivendo in condizioni sociali drammatiche.

Ottobre è il mese delle “Giornate Mondiali Sfratti Zero”, campagna fondata sulla lotta per far rispettare il diritto alla casa. Anche a Treviglio lanciamo una mobilitazione, aperta a tutte le associazioni e i singoli interessati, che consisterà in un presidio-manifestazione davanti al Municipio di Treviglio, sabato 8 ottobre (a partire dalle ore 16).

Rivendichiamo una politica alternativa:
1. Passaggio da casa a casa, per i nuclei disagiati sottoposti a sfratto (morosità incolpevole), impedendo l'impiego della forza pubblica per rendere effettivi gli sfratti.
2. Recupero a fini abitativi degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (case popolari) inutilizzati.
3. Accelerazione dei tempi di assegnazione per quei soggetti che accedono alle graduatorie per alloggi ERP.
4. Interruzione di ogni piano vendita degli alloggi ERP a canone sociale di proprietà pubblica.

Il 4 Dicembre si voterà per il Referendum sulla riforma della Costituzione. Vogliamo connotare la giornata di mobilitazione anche con un netto sostegno alla campagna per il No alla manomissione della Costituzione. Questa scelta è motivata dalla consapevolezza che già oggi il Governo Renzi e gli Enti locali stanno disattendendo la carta Costituzione con una azione di tagli e privatizzazione dei diritti sociali: sanità, istruzione e anche la casa. Per questo invitiamo il Comitato per il NO a presenziare e portare un contributo al presidio. (Unione Inquilini Treviglio-Bergamo)


(sett.-ottobre 2016) TRESCORE BALNEARIO. NO MODIFICHE COSTITUZIONALI. APPUNTAMENTI

* Martedì 27 settembre, ore 10.00 - 12.00: volantinaggio al mercato settimanale

* Sabato 1° ottobre: banchetti in Piazza Cavour, mattino e pomeriggio

* Domenica 2 ottobre: banchetto in mattinata lungo Viale Locatelli

* Dal 3 al 6 ottobre volantinaggi nei quartieri

* Venerdì 7 ottobre, ore 21.00, ASSEMBLEA PUBBLICA c/o Auditorium distretto socio-sanitario in Via Mazzini 13. Relatori: Carlo SIMONCINI (avvocato, comitato per il NO di Bergamo), Mirco ROTA (segretario regionale Fiom/Cgil)

A cura del Comitato No Modifiche costituzionali - zona Valcavallina. Info: v.cavallinavotano@yahoo.com, 3332579937 (Aldo)

Locandina: fronte - retro


(25.09.16) SAN PAOLO D'ARGON. BANCHETTO E VOLANTINAGGIO "NO MODIFICHE COSTITUZIONALI"

* Domenica 25 settembre, ore 10.00 - 12.00 a San Paolo d'Argon, Via Giovanni XXIII (davanti al Conad)

 

Incontriamoci per conoscerci, confrontarci e organizzarci per difendere la nostra Costituzione.

Comitato No Modifiche costituzionali - zona Valcavallina. Info: v.cavallinavotano@yahoo.it, tel. 3389759975 (maurizio) oppure 3332579937 (Aldo)

Locandina: fronte - retro


(21.09.16) BERZO SAN FERMO (bg). BERZO E' UN BEL PAESE (di Myrna Cambianica)

Berzo è un bel paese.
Ha i suoi difetti, per carità. Siamo sinceri: non c’è molto divertimento, se non hai una macchina rischi di morire di depressione, se il lunedì mattina rimani senza sigarette (e non hai una macchina) sei spacciato, la vita notturna è organizzata dalla crew della briscola e a meno che non si opti per un rave party in qualche fattoria, il torneo di bocce è l’unica alternativa alle carte. Nemmeno la gente mi va tanto a genio, un po’ chiusa e troppo pettegola per i miei gusti, ma quella, se si vuole, la si può evitare.
No, Berzo è bello perché offre un paesaggio incredibile, è chiamato la “terrazza della Valcavallina” (cosa di cui andiamo molto fieri) e la corona di monti freschi che ci circonda le spalle ci fa sentire protetti. Forse troppo. Berzo è bello anche per i suoi infiniti prati verdi, quel profumo di autunno e di primavera che ti entra in casa, per le diverse tonalità di verde dei campi e l’attraente stradina di sassi che ti fa ricordare ancora cosa sia la genuinità.
Quindi, mi chiedo: a cosa serve quel muretto spuntato dal nulla e nemmeno fatto tanto bene, oltre ad intrappolare un campo spogliandolo dalla sua bellezza?
Ho chiesto in giro, un po’ pettegola lo sono anch’io, e le risposte sono state infinite e svariate. La più probabile sembra quella del deposito di materiali. Fantastico! Ma non è importante: qualunque sia la ragione, il muro ormai è stato costruito e fa veramente schifo (il costruttore mi perdoni!).
In realtà sembra una sorta di continuazione dell’ennesima villetta che stanno costruendo di fronte a casa mia; avete presente? la classica villetta che va tanto di moda in questi anni e che tende a trasformare i paeselli contadinotti in periferie borghesi per chi non vuole vivere nella “caotica” Bergamo.
So già che tra qualche mese uscirò dal mio cancello e mi vedrò stampato davanti agli occhi un nuovo quartiere: muri color pastello, giardini con l’erba controllata al millimetro che guai passarci sopra, ulivi, siepi proteggi privacy (dopo aver costruito la casa a pochi centimetri dalla mia) e un piccolo cane per coronare il quadro perfetto dell’ordine. Ma tutte quelle case abbandonate a favore delle villette e lasciate vuote con un bel cartello VENDESI appeso al terrazzo, che fine faranno? La storia la conosco già, ma pormi domande mi rincuora sempre.
Sappiamo tutti che oggi costruirsi una villetta è quasi d’obbligo. Per chi può permetterselo, ovviamente. E poi, che pretendo? L’occasione viene offerta su un piatto d’argento: i saggi contadini invecchiano, la vendemmia diventa un peso e l’orto non soddisfa più, poi ci si mette anche qualche nubifragio e via! la voglia di tenere un campo sparisce. E lo si vende.
Nulla da rimproverare ai saggi contadini.
Ma una domanda mi perseguita: perché un campo “vuoto” deve per forza essere “riempito?”
Perché la mania irrefrenabile di costruire, costruire e costruire ha conquistato anche questo paesello così amico della Coldiretti e persino interessato ancora alla vendita di prodotti a chilometro zero?
Il connubio villette-prodotti chilometro zero non è che mi convinca molto.
Fermatevi.
State distruggendo la bellezza che rende il paese unico nell’intera vallata.
Fermatevi.
Dopo i campi distrutti rimangono solo i pettegoli.
Tenetevi le vostre angosciose villette e lasciatemi l’insopportabile odore mattutino dei bisognini degli animali che qualcuno butta a tradimento nei campi vicini ( e ho detto tutto).
Che senso avrà svegliarsi alla mattina, uscire di casa e non vedersi più la strada di sassi stretta e minuta fuggire libera davanti ai tuoi occhi, contenta di fornirti una scorciatoia in mezzo ai campi? Ci sono caduta un sacco di volte in bicicletta, è giusto che anche i nuovi giovincelli vivano la stessa esperienza: cadere sull’asfalto non è così edificante come cadere sui sassi, le ferite da mostrare orgogliosamente ai genitori non sono uguali.
Io, per quella stradina, sono disposta a scatenare una guerra civile.
Fermatevi.
Costruire a sproposito significa distruggere e chi fa sì che il cemento vinca su un bel prato verde si sta rendendo complice della scomparsa di tradizioni e ricordi, di antiche fatiche e lontane storie.
E i suoi abitanti, anche i pettegoli, così attaccati alle tradizioni quando si sentono in vena, dovrebbero finalmente capirlo.
Berzo è campo. Berzo è collina. Berzo ha solo un minuscolo negozio di alimentari e un bar. Berzo è l’angoscia di chi non ha una macchina. E’ l’imprecazione degli amici che per raggiungerti devono fare trenta chilometri. Berzo è profumo di natura, è la volpe che ti trovi davanti al cancello alla sera. Berzo è il terrazzino della chiesetta circondato dal nulla che impera sulla vallata.
Berzo è terra.
Berzo è bosco.
Non è villetta.
Non è cemento.


(27.10.16) CASTELLI CALEPIO. REFERENDUM: "LE RAGIONI DEL NO". ASSEMBLEA PUBBLICA

* Giovedì 27 ottobre 2016, ore 21.00 a Castelli Calepio presso presso Aula magna Scuole Medie di Tagliuno in Piazza Vittorio Veneto

Relatori dell'incontro saranno CLEMENTINA GABANELLI (docente di Diritto) e DINO GRECO (giornalista e sindacalista)

Inroduce: TIZIANO BELOTTI (segreteria provinciale Anpi)

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Promuovono: Anpi Valcalepio-Valcavallina e Comitato per il NO - Valle Calepio

Per info e adesioni: Claudio 333.8737525 e-mail: claudio.sala@utpsrl.it

Locandina: qui


(12.09.16) REFERENDUM. CGIL DI BERGAMO FRA IL SI' e il NO: MA CHE C'ENTRA LA MALGA LUNGA?

Per venerdì 16 settembre prossimo la Cgil di Bergamo ha promosso alla Malga Lunga, museo della Resistenza bergamasca, un convegno dei direttivi sindacali delle varie categorie sul tema delle modifiche costituzionali per discutere “le ragioni del Sì e le ragioni del No”.
“Aggiornare la seconda parte della Costituzione” è il titolo del convegno, come se lo stravolgimento di 47 articoli non comportasse ripercussioni significative, e anche inquietanti, sui principi e sugli equilibri su cui si reggono la nostra Carta Costituzionale e le nostre Istituzioni.
Correttamente, infatti, nei giorni scorsi anche l'assemblea della Cgil ha giudicato “negativamente quanto disposto dalla modifica perché introduce, senza migliorare la governabilità né il processo democratico, un rischio evidente di concentrazione dei poteri e delle decisioni”.
Quanto al convegno di venerdì, non possiamo fare a meno di cogliere, tra i relatori individuati dalla Cgil di Bergamo, la netta prevalenza e visibilità degli esponenti del Sì, secondo una impostazione in continuità con quella che – nel giugno scorso – aveva preannunciato il segretario provinciale della Cgil, quando aveva comunicato l'intenzione di promuovere le ragioni del Sì con un convegno proprio alla Malga Lunga.
Rispettiamo il dibattito all'interno della Cgil bergamasca. Dobbiamo però dire che la scelta di associare la Malga Lunga, luogo della storia e della memoria particolarmente caro a tutti gli antifascisti bergamaschi, a questa iniziativa dal percorso pasticciato, sbilanciata, che sottovaluta esplicitamente la portata dello stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza contenuto nella “modifiche”, è una forzatura che ci mette decisamente a disagio. (12.09.16, Maurizio Mazzucchetti per “L'Alternativa-San Paolo d'Argon)


(13.08.16) SAN PAOLO D'ARGON. SERVIZIO PULLMAN: UNA SETTIMANA DI FERRAGOSTO DAVVERO DI M...

Anche alle pensiline del nostro paese la Sab ha fatto affiggere l'avviso che – in aggiunta ai tagli alle corse dei pullman nel mese di agosto – ci sarà ulteriore riduzione del servizio. Domenica 14, lunedì 15 e domenica 21 agosto di pullman non ce ne saranno proprio! Negli altri giorni, a partire da oggi, sabato 13 agosto, e poi da martedì 16 a sabato 20 viene adottato l'orario festivo: sono sei corse per andare a Bergamo (la prima alle ore 9.44) e qualcuna in più (nove o dieci corse) nella direzione opposta verso Trescore. Ovvio che dietro questi tagli decisi all'ultima ora ci sta autorizzazion e avallo politico delle istituzioni preposte, in ultima istanza la Regione, sempre pronta e sollecita a promuovere tagli e ad aumentare i costi dei biglietti e degli abbonamenti. Questo avviene peraltro nella quasi generale assenza di reazione da parte dei Comuni, l'istituzione più vicina ai cittadini, di cui dovrebbe rappresentare e difendere più direttamente bisogni e interessi. Inutile dire che i tagli alle corse andranno a gravare soprattutto su chi non ha l'auto e per andare a lavorare o altro può utilizzare solo il pullman. I servizi privati, i centri commerciali - per esempio e in primo luogo - fanno di tutto per rimanere aperti anche nei giorni festivi, rovinando così la vita delle lavoratrici e dei lavoratori; quelli pubblici e collettivi - qualunque sia la ragione sociale di chi li gestisce – tendono a fare esattamente l'opposto, rovinando in altro modo la vita a chi anche nei periodi festivi deve comunque andare a lavorare. Il grado di civiltà si misura dal grado di sviluppo dei servizi pubblici, scriveva qualcuno. Per le amministrazioni comunali locali, e anche per quella del nostro comune, l'interesse per il trasporto pubblico e l'attenzione nei confronti di chi ne ha drammaticamente bisogno, continua ad essere pari a zero. (13.08.16 - Alternainsieme.net)


(03.08.16) TRESCORE BALNEARIO. INCONTRO DI APPROFONDIMENTO SULLE "MODIFICHE COSTITUZIONALI"

Si è costituito nei giorni scorsi il Comitato della Valcavallina per il No alle riforme costituzionali nel referendum previsto per il prossimo autunno. Tra i promotori esponenti delle sezioni Anpi della Valcavallina, delle Rsu di alcune fabbriche del territorio, militanti sindacali, dell'associazionismo e di liste civiche locali, delle forze politiche che fanno parte del Comitato nazionale. Si comincia con una iniziativa di approfondimento e studio sulla "riforma" stessa.

* MERCOLEDI' 3 AGOSTO, ore 21.00, presso il Circolo Fiorenzo Belotti, Trescore Balneario, Via della Resistenza 14, INCONTRO DI APPROFONDIMENTO a carattere seminariale sui contenuti delle "modifiche costituzionali" con Avvocato CARLO SIMONCINI (del Comitato provinciale per il No).

Per aderire e contattare il Comitato NO - Valcavallina: questa mail (v.cavallinavotano@yahoo.it) oppure ai tel. 3389759975 (maurizio)/ 3332579937 (aldo). Per approfondimenti vedi sito nazionale: www.iovotono.it. La pagina facebook del Comitato provinciale: cerca “Referendum Costituzionale Comitato per il NO – Bergamo


(28.07.16) SAN PAOLO D'ARGON. LE NOVITA' IN TEMA DI TRASPORTO PUBBLICO E IL SILENZIO DELLA POLITICA LOCALE

Alcuni giorni fa attraverso la stampa il Presidente della Provincia ha comunicato che Rfi, cioè le ferrovie, sono intenzionate a mettere a disposizione ben duecento milioni per collegare la città di Bergamo con l'aeroporto di Orio e per raddoppiare la linea ferroviaria da Ponte San Pietro a Montello. Addirittura – è stato pure annunciato - tra meno di due anni (2018) ci sarebbe l'apertura dei cantieri.
Gli annunci di questo tipo spesso lasciano il tempo che trovano, ma è comunque una novità significativa che, impegni sicuri o promesse aleatorie che siano, si parli finalmentedi potenziare nella nostra provincia il trasporto metropolitano, pubblico e su ferro, e non solo delle solite strade, superstrade e autostrade.
Anche “ai piani alti” ci si sta accorgendo che l'Italia e non può continuare ad avere un sistema di trasporto interamente centrato su asfalto, cemento e motorizzazione privata con conseguenze disastrose sul piano ambientale, economico e trasportistico. Quanto alla Lombardia, a parte forse l'eccezione della città di Milano, si qualifica proprio come uno dei peggiori esempi di organizzazione dei trasporti in Europa.
Il fatto che la nostra zona, anche il territorio del nostro comune seppure in modo un po' periferico, potrebbe essere dotata di un sistema di trasporto pubblico, moderno, di tipo metropolitano, dovrebbe suscitare interesse e attenzione da parte dell'Amministrazione comunale e delle forze politiche.
Abbiamo invece constatato, per esempio, che nell'ultima campagna elettorale appena trascorsa al tema del trasporto pubblico sia stata dedicata nessuna attenzione.
Nessuna delle due liste ha voluto misurarsi sul fatto che attualmente il trasporto pubblico (pullman) – sottoposto agli appetiti voraci della privatizzazione e alle cattive politiche della nostra giunta regionale - sta vistosamente peggiorando, che i costi crescenti stanno ricadendo pesantemente sulle famiglie e che anche per questa ragione viene meno l'incentivo ad usare il mezzo pubblico.
Dalla amministrazione comunale non c'è ancora alcun segnale su come il nostro comune potrebbe “agganciare” il progetto di metropolitana di cui peraltro si parla già da diverso tempo: una infrastruttura che, secondo noi, potrebbe contribuire a dare una svolta significativa ai problemi della mobilità (e al diritto alla mobilità!) anche per quanto riguarda San Paolo d'Argon.
Ma come il Comune di San Paolo d'Argon intende cogliere questa opportunità? Quali proposte e iniziative sono in campo affinché il nuovo sistema di trasporto possa essere usufruito il più possibile anche dalla nostra collettività? Quale riorganizzazione delle viabilità ma anche urbanistica, del commercio e dei servizi si intende di conseguenza mettere in atto?
Oppure lasciamo andare le cose così come vanno, cioè come se il principale investimento trasportistico previsto nella nostra zona non ci riguardasse?
E pure lasciamo che nel frattempo il servizio pullman continui a tagliare le corse e ad aumentare biglietti ed abbonamenti senza muovere un dito a favore degli studenti e dei lavoratori pendolari? (“L'Alternativa-San Paolo d'Argon”, 28 luglio 2016)

Metrò, i nostri precedenti interventi: qui


(28.07.16) SAN PAOLO D'ARGON. LE NOVITA' IN TEMA DI TRASPORTO PUBBLICO E IL SILENZIO DELLA POLITICA LOCALE

Alcuni giorni fa attraverso la stampa il Presidente della Provincia ha comunicato che Rfi, cioè le ferrovie, sono intenzionate a mettere a disposizione ben duecento milioni per collegare la città di Bergamo con l'aeroporto di Orio e per raddoppiare la linea ferroviaria da Ponte San Pietro a Montello. Addirittura – è stato pure annunciato - tra meno di due anni (2018) ci sarebbe l'apertura dei cantieri.
Gli annunci di questo tipo spesso lasciano il tempo che trovano, ma è comunque una novità significativa che, impegni sicuri o promesse aleatorie che siano, si parli finalmentedi potenziare nella nostra provincia il trasporto metropolitano, pubblico e su ferro, e non solo delle solite strade, superstrade e autostrade.
Anche “ai piani alti” ci si sta accorgendo che l'Italia e non può continuare ad avere un sistema di trasporto interamente centrato su asfalto, cemento e motorizzazione privata con conseguenze disastrose sul piano ambientale, economico e trasportistico. Quanto alla Lombardia, a parte forse l'eccezione della città di Milano, si qualifica proprio come uno dei peggiori esempi di organizzazione dei trasporti in Europa.
Il fatto che la nostra zona, anche il territorio del nostro comune seppure in modo un po' periferico, potrebbe essere dotata di un sistema di trasporto pubblico, moderno, di tipo metropolitano, dovrebbe suscitare interesse e attenzione da parte dell'Amministrazione comunale e delle forze politiche.
Abbiamo invece constatato, per esempio, che nell'ultima campagna elettorale appena trascorsa al tema del trasporto pubblico sia stata dedicata nessuna attenzione.
Nessuna delle due liste ha voluto misurarsi sul fatto che attualmente il trasporto pubblico (pullman) – sottoposto agli appetiti voraci della privatizzazione e alle cattive politiche della nostra giunta regionale - sta vistosamente peggiorando, che i costi crescenti stanno ricadendo pesantemente sulle famiglie e che anche per questa ragione viene meno l'incentivo ad usare il mezzo pubblico.
Dalla amministrazione comunale non c'è ancora alcun segnale su come il nostro comune potrebbe “agganciare” il progetto di metropolitana di cui peraltro si parla già da diverso tempo: una infrastruttura che, secondo noi, potrebbe contribuire a dare una svolta significativa ai problemi della mobilità (e al diritto alla mobilità!) anche per quanto riguarda San Paolo d'Argon.
Ma come il Comune di San Paolo d'Argon intende cogliere questa opportunità? Quali proposte e iniziative sono in campo affinché il nuovo sistema di trasporto possa essere usufruito il più possibile anche dalla nostra collettività? Quale riorganizzazione delle viabilità ma anche urbanistica, del commercio e dei servizi si intende di conseguenza mettere in atto?
Oppure lasciamo andare le cose così come vanno, cioè come se il principale investimento trasportistico previsto nella nostra zona non ci riguardasse?
E pure lasciamo che nel frattempo il servizio pullman continui a tagliare le corse e ad aumentare biglietti ed abbonamenti senza muovere un dito a favore degli studenti e dei lavoratori pendolari? (“L'Alternativa-San Paolo d'Argon”, 28 luglio 2016)

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(23.07.16) BERGAMO. MARINELLA, INVALIDA AL 100%, DI NUOVO SOTTO SFRATTO. APPELLO URGENTE A SINDACO E PREFETTO. E ALLA CITTADINANZA

Marinella, 58 anni, è affetta da una grave e rara patologia, che la rende invalida al 100%. Si tratta della sindrome da Sensibilità chimica multipla (M.C.S.), malattia che determina una intolleranza a molteplici sostanze chimiche, anche quelle più comuni e diffuse, quali solventi, pitture, materiali edili, farmaci, profumi, deodoranti, detersivi e così via. A causa di tale condizione Marinella è costretta a vivere in luoghi sottoposti ad importanti bonifiche ambientali.
Marinella attualmente abita col marito che si occupa di lei nella dépendance di un B&B di Castagneta, Bergamo Alta. Da circa due anni è sotto sfratto, perché Marinella e suo marito non dispongono di reddito sufficiente per l'affitto e il Comune di Bergamo si è disimpegnato da tempo. Lo sgombero è stato prorogato più volte grazie alla mobilitazione solidale degli attivisti antisfratto e dei cittadini.
Se non c’è un alloggio alternativo adeguatamente igienizzato ed isolato, le sofferenze di Marinella potrebbero diventare veramente drammatiche con esiti imprevedibili.
La sindrome Mcs in Italia – a differenza di altri Paesi - non ancora è riconosciuta adeguatamente dal Sistema sanitario, ma il direttore dell’Ospedale di Bergamo, chiamato nei mesi scorsi dal giudice a prendersi carico di Marinella per dare corso all’esecuzione dello sgombero, ha declinato seccamente, perché in nessuna struttura ospedaliera della provincia ci sono gli spazi adatti per accogliere Marinella.
Ecco che allora il Tribunale ha deciso di limitare (?) lo sfratto al marito di Marinella, cioè l’unica persona in grado di assisterla! Ma come potrebbe cavarsela Marinella?
Lei in tutti questi anni non si è mai arresa nella ricerca di un’abitazione alternativa. Per Marinella è pesante continuare a vivere in un alloggio da cui sono stati staccati gas, luce ed acqua; e il Comune di Bergamo che non interviene!
Grazie al contributo di alcune associazionei si sono create le condizioni per realizzare una sistemazione alternativa adatta. I tempi necessari sono però lunghi, non meno di un anno e il Tribunale vuole eseguire lo sgombero subito, sabato 23 luglio, fra due giorni.
E' inaccettabile e francamente assurdo che il marito sia allontanato e Marinella da sabato corra altri disagi e altri rischi gravissinmi per la sua salute. Chiediamo pertanto (un'altra volta ancora!) alle autorità preposte – Sindaco di Bergamo e Prefetto - di garantire assolutamente il diritto alla casa e il diritto alla salute.
E facciamo appello alla cittadinanza di partecipare al presidio solidale previsto davanti alla residenza di Marinella e suo marito nella mattinata di sabato 23 luglio, a partire dalle ore 9.15, a Castagneta in Città Alta, Via al Pianone 4 (salire da Colle Aperto). Una nutrita partecipazione di persone solidali potrebbero davvero servire non solo a dare un po' di conforto a Marinella (che ne ha davvero bisogno) ma a dare anche una svolta a tutta questa vicenda che si trascina da troppo tempo. (21 luglio 2016, Unione Inquilini di Bergamo, per info Fabio Cochis, tel. 3397728683)


(19.07.16) DALMINE. FOTO DALLA MANIFESTAZIONE DEI METALMECCANICI DI MARTEDI' 12 LUGLIO

 

E' passata una settimana. Martedì 12 luglio siamo stati a Dalmine a partecipare alla manifestazione unitaria dei metalmeccanici indetta in occasione dello sciopero di 4 ore per il contratto nazionale. Sono tempi in cui il padronato nega anche le briciole, vorrebbe perfino togliere ai lavoratori e in ogni caso punta alla cancellazione della contrattazione nazionale. Una sconfitta dei lavoratori si ripercuoterebbe su tutti i lavoratori e le lavoratrici degli altri settori. Ecco perché è importante sostenere questa lotta, come quelle delle altre categorie del mondo del lavoro. Non ci può essere avanzamento democratico nella società se non c'è un avanzamento nella retribuzione e nei diritti dei lavoratori. La manifestazione a Dalmine è andata benone, sia come numero di partecipanti sia come combattività espressa. Raggiunta la rotatoria che porta all'autostrada, i metalmeccanici ( e le metalmeccaniche!) si sono diretti verso il casello dell'autostrada, dove la manifestazione ha sostato per un po', bloccando l'accesso all'autostrada. Un pensionato che stava lavorando nell'orto a fianco della barriera del casello ci ha ricordato beffardamente che ai suoi tempi l'autostrada l'avevano bloccata più di una volta. Oggi - 19 luglio – hanno scioperato e manifestato i matelmaccanici di Lecco e provincia. Anche lì andata bene. In Lombardiasi la mobilitazione sta andando avanti propvincia per provincia. Quando i lavoratori scioperano, manifestano, bloccano gli svincoli o altro, chi scrive queste note tende a sentirsi meno pessimista per il futuro della società e segnatamente per quello delle classi meno abbienti. (alternainsieme.net, 19.07.16)

Le altre foto: QUI



(18.07.2016) BERGAMO-CASTAGNETA e ZANICA. SFRATTI RIMANDATI. INDETTA MOBILITAZIONE SOLIDALE PER SABATO 23 LUGLIO

Sembrava che stamattina i due presidi solidali, uno a Castagneta in Città Alta e l'altro a Zanica, sarebbero stati puramente simbolici. Come si potrebbe buttare in strada Marinella, riconosciuta invalida al 100% perché sofferente di Mcs (Sensibilità chimica multipla), cioè intollerante a qualsiasi forma di inquinamento, anche quello più comune (i detersivi, per esempio)? Se non c'è un alloggio alternativo adeguatamente igienizzato ed isolato, le sofferenze di Marinella potrebbero diventare veramente drammatiche con esiti imprevidibili. La sindrome Mcs in Italia – a differenza di altri Paesi - non è riconosciuta ufficialmente dal Sistema sanitario, ma il direttore dell'Ospedale di Bergamo, chiamato nei mesi scorsi dal giudice a prendersi a carico di Marinella per dare corso all'esecuzione dello sfratto dalla attuale abitazione, ha declinato seccamente, perché neppure in una struttura ospedaliera ci sono gli spazi adatti. Anche a Zanica, dopo il lavoro svolto dalle nostre compagne e dai nostro compagni nelle scorse settimane, in collaborazione con i servizi sociali del Comune, avevamo trovato la disponibilità di una alloggio alternativo per la famiglia di Salah e siglato un pre-contratto. Serviva solo qualche settimana di proroga, che ritenevamo facilmente raggiungibile con un bonario accordo con la proprietà. Purtroppo sia a Zanica che a Castagneta, si sono svolte invece in modo drammatico. Il giudice aveva pensato bene che dall'alloggio occupato da Marinella e suo marito nelle dipendenze di un B&B (con luce, gas e acqua tagliati dalla proprietà!) dovese essere sfrattato per ora il marito, cioè l'unica persona in grado di assistere Marinella! E come avrebbe fatto poi Marinella? Di simili bazzecole il potere giudiziario sembra non volersi curare. Solo grazie al presidio antisfratto, circa 15 persone, tra attivisti dell'Unione Inquilini e famiglie sfrattate che si sono mobilitate questa mattina, lo sfratto non è stato eseguito, perché gli agenti non erano in numero sufficiente. Lo erano invece a Zanica, dove i Carabinieri si apprestavano ad eseguire lo sfratto, dopo che la proprietà si era rifiutata di accettare la mediazione da noi proposta. Soltanto la determinazione del presidio solidale ha evitato in mattinata lo sgombero di Salah, sua moglie e figlio piccolo. Sia a Zanica sia a Castagneta le proroghe concesse all'ultimo momento però sono brevissime. Sabato 23 luglio le forze dell'ordine intendono intervenire molto più numerose – così ci è stato preannunciato - per eseguire entrambi gli sfratti. In questi pochissimi giorni, che saranno vissuti con ansia tanto dalla famiglia di Salah, quanto da Marinella e da suo marito, si potrà fare bene poco. A Zanica serve qualche settimana in più per immettere nel nuovo alloggio la famiglia sfrattata; per Marinella il percorso è più complesso: esiste la possibilità di realizzare – grazie all'iniziativa di alcune importanti associazioni del volontariato - un alloggio adatto per la sua sindrome, ma questo solo in tempi lunghi; in questa fase occorre trovare una soluzione intermedia accettabile, ma su questo le istituzioni (dal Prefetto al Comune) latitano. “Oggi abbiamo assistito - hanno dichiarato Davide Canto e Fabio Cochis di Unione Inquilini - a due prove di forza contro due famiglie sfrattate minacciate di sgombero. Inutili tensioni che si potevano e dovevano evitare con il buon senso, a maggior ragione quando sono presenti persone malate o minori. Unione Inquilini è impegnata in questi giorni a cercare tutte le soluzioni possibili per evitare sgomberi. Se ciò non sarà possibile, invitiamo sin da ora alla mobilitazione nella mattinata di sabato 23 luglio, sia a Bergamo-Castagneta (Via al Pianone 4), per Marinella e suo marito, sia a Zanica (Via Marconi 17) , per la famiglia di Salah”

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(18.07.2016) BERGAMO. DOPO DUE ANNI DI MOBILITAZIONE SOLIDALE, MARINELLA - INVALIDA AL 100% - ANCORA SOTTO SFRATTO

* Presidio anti-sfratto in solidarietà a Marinella: lunedi 18 luglio alle ore 9.30, a Bergamo, in Via Pianone 4, località Castagneta (salire da Colle Aperto)

Sono passati 2 (due!) anni da quando gli attivisti anti-sfratto hanno iniziato ad occuparsene, ma fino ad ora nessuna istituzione vuole risolvere l’emergenza abitativa di Marinella, donna affetta da Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (M.C.S.). A causa della malattia, che la rende invalida al 100%, e per colpa di problemi economici determinati dalla crisi, era stata collocata dalla Amministrazione comunale presso un alloggio nel B&B “Villa Luna”, a Bergamo in Via Al Pianone n. 4. A causa del successivo disimpegno del Comune, il gestore del B&B, dopo aver privato l’appartamento di riscaldamento e di energia elettrica, ha avviato uno sfratto per occupazione senza titolo. (cfr. le nostre precedenti info: qui). Il prossimo sgombero è previsto per lunedi 18 luglio. L'Unione Inquilini ha rivolto numerosi appelli al Sindaco di Bergamo perché intervenga a fermare lo sfratto e a trovare una soluzione abitativa adeguata alle condizioni di salute di Marinella. “La possibilità che un malato grave e invalido possa essere buttato per strada - denuncia Fabio Cochis dell’Unione Inquilini - dimostra l’incapacità di chi governa di dare risposte alle fragilità sociali che crescono con l’avanzare della crisi economica.” Gli attivisti anti-sfratto, insieme alla solidarietà attiva di altre famiglie sfrattate, lunedi 18 luglio, dalle ore 9.30, organizzano un presidio davanti alla casa di Marinella a Bergamo in via Al Pianone n.4. (A cura di Unione Inquilini-Bergamo. Per comunicazioni: tel. 3397728683 - Fabio)

(18.07.16) ZANICA. ENNESIMO SFRATTO AI DANNI DELLA FAMIGLIA DI UN DISOCCUPATO

* Presidio antisfratto: lunedi 18 luglio, ore 8.30, via Marconi 17 a Zanica

S. abita con la moglie e un figlio minorenne. E’ stato licenziato nel 2014 dalla azienda dove lavorava a causa della crisi economica. Da quel momento non è stato più in grado di pagare l’affitto. L’Amministrazione comunale, dopo una lunga trattativa, ha deciso che darà soltanto un limitato contributo per sostenere l’avvio di un nuovo contratto di affitto. L’assenza di una presa in carico dei Servizi sociali ha imposto agli attivisti di Unione Inquilini di attivare la rete di solidarietà e mutuo soccorso tanto che siamo riusciti a trovare un nuovo proprietario che affitterà alla famiglia di S. Serve però circa un mese di tempo per concludere il trasferimento. Purtroppo ufficiale giudiziario e padrone di casa sono determinati a buttare S. e la sua famiglia in strada. Gli attivisti di Unione Inquilini sono altrettanto determinati: “Non lasceremo nessuno in mezzo alla strada. Chiediamo al Prefetto di bloccare questo e gli altri sfratti, chiediamo il riconoscimento del diritto alla casa per tutti” (A cura di Unione Inquilini-Bergamo. Per comunicazioni: tel. 3397728683 - Fabio)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(29.06.2016) BRIGNANO GERA D’ADDA. UFFICIALE GIUDIZIARIO E POLIZIA SFRATTANO SENZA PREAVVISO. FINITA IN STRADA UNA FAMIGLIA CON UN FIGLIO DI POCHI MESI

Unione inquilini: “Una pratica disumana che aggrava l’emergenza abitativa; se il Prefetto non interviene promuoveremo una manifestazione”

Oggi, mercoledi 29 giugno, alle ore 13, a Brignano Gera d’Adda, è avvenuto l’ennesimo atto di inciviltà che rischia di peggiorare l’emergenza sociale determinata dalla crisi economica.
L'Ufficiale giudiziario accompagnato dalla forza pubblica, ha eseguito uno sfratto ai danni di una madre e di suo figlio di 3 mesi e mezzo. Tutto questo senza che alla famiglia venisse fornito alcun preavviso, con modalità di una brutalità mai vita: è stata sfondata la porta e la famiglia sbattuta in strada con la forza.
Il padre A., che aveva appena trovato lavoro dopo un periodo di disoccupazione, è dovuto uscire precipitosamente dal lavoro per recarsi presso l’abitazione, giusto il tempo per prendere qualche abito e qualche oggetto, prima che la serratura fosse cambiata e la porta richiusa. Ora la famiglia è in strada, probabilmente dormirà in qualche ricovero di fortuna, senza che il Comune abbia predisposto alcuna soluzione abitativa alternativa.
La proprietà dell’alloggio (La Giada immobiliare srl) fin dall’inizio si è mossa per cacciare l’inquilino dall’alloggio anche se la morosità si limitava, al momento della convalida, a poche decine di euro.
L’esecuzione degli sfratti senza preavviso è una pratica che gli attivisti sindacali hanno imparato a conoscere. Purtroppo però gli ufficiali giudiziari della bergamasca hanno iniziato a praticarla in forma generalizzata. Questa modalità disumana sta iniziando ad ottenere i suoi risultati: buttare in strada nuclei famigliari completi di anziani o figli minorenni senza che questi possano neppure raccogliere le proprie cose (vestiti e oggetti privati).
Tutto questo sta avvenendo in un contesto in cui gli effetti della crisi economica non sembrano arrestarsi e le esecuzioni degli sfratti per morosità incolpevole crescono in modo inarrestabile. Infatti, dai dati forniti dal Tribunale di Bergamo, gli sfratti eseguiti nel 2015 sono stati 605 (con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente) e nei primi quattro (4) mesi del 2016 sono state buttate fuori casa 188 famiglie.
Pesa che, di fronte ad una emergenza sociale e abitativa di queste proporzioni che dura ininterrottamente dal 2009, le politiche abitative degli Enti locali non abbiano prodotto risultati a causa di una colpevole ignavia sul tema. Pesante è la responsabilità della Prefettura di Bergamo che, nonostante le denunce e le sollecitazioni dei sindacati, non è mai riuscita ad attrezzare un efficace coordinamento per evitare che le famiglie venissero buttate in strada senza prospettive di soluzione.
Unione Inquilini denuncia la disumana pratica di eseguire gli sfratti senza preavviso e chiede un incontro urgente con il Prefetto, avvertendo che se questo non avverrà, promuoveremo una manifestazione straordinaria in difesa del diritto alla casa e dei diritti umani. (Fabio Cochis - segretario provinciale Unione Inquilini - Bergamo, 29.06.16)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(08.07.16) LOVERE. COSTITUZIONE DEL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA SEBINO-VALLE CAMONICA-VALLE SERIANA

A seguito dei gravissimi fatti avvenuti a Lovere lo scorso 28 maggio ed a Rovetta il 29 maggio, le associazioni dichiaratamente democratiche e antifasciste del territorio promuovono la costituzione di un Coordinamento Antifascista Sebino-Valle Camonica-Valle Seriana.

Il coordinamento ha come scopo rincipale la promozione di eventi culturali e la ricostruzione di alcuni avvenimenti storici al fine di mantenere viva la memoria per contrastare la preoccupante crescita dei fenomeni celebrativi-rievocativi di nostalgici del fascismo e di richiedere alle forze dell'ordine la massima limpidezza nella difesa ed il rispetto della Carta costituzionale.

Invitiamo quindi la cittadinanza a partecipare all'iniziativa pubblica di presentazione del comitato che si terrà il giorno 8 luglio alle ore 20.45 a Lovere presso l'Auditorium di Villa Milesi.

Per l'occasione verranno proiettati filmati e ascoltate testimonianze sui fatti di Lovere.

Verranno inoltre avanzate e discusse proposte per iniziative specifiche sul territorio e per attivare adesioni da parte di singoli cittadini, enti ed associazioni al comitato stesso. (Anpi - Il comitato promotore)

Locandina: qui


(27.06.16) TRESCORE BALNEARIO. INCONTRO PUBBLICO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

* Lunedì 27giugno, ore 20.30, presso Biblioteca A. Meli, Via Roma 140 a Trescore Balneario

Relatrice: Barbara PEZZINI (ordinaria di Diritto costituzionale Università di Bergamo)

L'incontro è promosso dalla Amministrazione comunale di Trescore Balneario


(23.06.16) DALMINE. REFERENDUM RIFORME COSTITUZIONALI. SI COSTITUISCE IL COMITATO PER IL NO

* Giovedì 23 giugno, ore 20.45, a Dalmine, sala civica-centro culturale di viale Betelli, INCONTRO PUBBLICO: "Conoscere la legge per capirne la criticità"

L'incontro è promosso dall'Anpi Dalmine e ha come obiettivo quello di far partire, anche sul territorio di Dalmine, un comitato unitario a sostegno del NO al referendum di ottobre e per la difesa della Costituzione.
Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera voce domani. Questa legge non migliora l'iter legislativo, non riduce i costi della politica e toglie la sovranità ai cittadini. Di questo e altro ne parleremo insieme a Clementina Gabanelli, esponente del comitato del NO di Bergamo
Nel corso della serata sarà possibile aderire, sia singolarmente che come organizzazioni e associazioni, al comitato dalminese. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.


(21.06.16) MILANO. MANIFESTAZIONE CONTRO LA LEGGE REGIONALE SULLE CASE POPOLARI

* Pullman dei sindacati inquilini in partenza da Bergamo, Piazzale Malpensata, alle ore 15.30. Costa a offerta libera. Prenotare chiamando cell. 3397728683 (Fabio dell'Unione Inquilini)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(21.06.16) TREVIGLIO. BASTA SFRATTI! SALVIAMO GERARDA E SUO FIGLIO DALLA STRADA

* Martedi 21 giugno, dalle ore 9.00 presidio anti-sfratto per Gerarda a Treviglio in Via del bosco 44 (info c/o fabio tel. 3397728683)

UNIONE INQUILINI: “PASSATE LE ELEZIONI LA REALTA’ NON CAMBIA: I POVERI SONO ABBANDONATI A SE STESSI”
Gerarda è una mamma divorziata di 45 anni, vive con un figlio di 14 anni e una figlia, Marika (20 anni), anche lei madre di un figlio di appena 3 anni.
La donna ha un lavoro precario: è badante presso una anziana signora di Treviglio per 4 ore al giorno. Marika è disoccupata e ha dovuto ritornare in famiglia dopo essere stata buttata fuori casa un anno fa insieme al fidanzato e al figlio, a causa di uno sfratto per morosità incolpevole.
Gerarda abita in un appartamento a Treviglio. Purtroppo il “magro” stipendio (500 euro/mese) non le ha più permesso di pagare un affitto di 450 euro al mese per un bilocale. Per questo ha subito uno sfratto per morosità che è giunto alla fase esecutiva. Venerdì l’ufficiale giudiziario verrà per sgomberare l’alloggio con il supporto della polizia.
Gerarda è in buona posizione nella graduatoria (n° 13) e ha diritto all’assegnazione della casa popolare. Però a causa della lentezza degli uffici del Comune di Treviglio, rischia di essere buttata in strada prima di accedere alla nuova casa.
L’emergenza sociale che ha colpito questa famiglia non è un caso isolato. L’aumento dei canoni di locazione, insieme all’impoverimento determinato dalla crisi economica ha fatto crescere le morosità.
A causa di questo fenomeno, la situazione degli sfratti per morosità incolpevole si fa ogni giorno più grave. In bergamasca i nuovi sfratti per morosità nel 2015 sono stati 606, le richieste di esecuzione 2.609 (+3% rispetto al 2014), le esecuzioni con la forza pubblica 605 (+12% rispetto al 2014).
L’assenza di politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio hanno aggravato questa emergenza.
L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto una ventina (20) di alloggi a fronte di 280 famiglie in graduatoria. L’amministrazione comunale (ogni anno) accoglie soltanto il 7 % delle domande, gli altri aspettano anche diversi anni con il rischio, nel frattempo, di essere sfrattati.
Quando l’Unione Inquilini ha chiesto al Comune di evitare che Gerarda e i suoi figli venissero buttati in strada, la riposta che ci è stata data è che non ci sono risorse economiche sufficienti. Questo sfratto aveva visto una prima uscita del ufficiale giudiziario lì8 aprile 2016, ma la mobilitazione era ruscita a rinviare lo sfratto. Questa volta lo sfratto potrebbe essere eseguito con l’intervento della polizia.
Pensiamo che i comuni e gli enti preposti debbano smetterla di alzare le mani dichiarandosi impotenti. Vogliamo che il Prefetto di Bergamo e il comune assumano i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze: il blocco degli sfratti, almeno per chi è prossimo all’assegnazione di una casa popolare, e la sistemazione delle case popolari chiuse perché prive di manutenzione.
* Martedi 21 giugno, dalle ore 9.00 mobilitazione anti-sfratto per Gerarda a Treviglio in Via del bosco 44 (A cura di Unione Inquilini Treviglio-Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(01.06.16) SAN PAOLO D'ARGON - ELEZIONI 2016. Non ci siamo nella scheda elettorale, ma anche “L’Alternativa” ha il suo programma

“L'Alternativa-San Paolo d'Argon” non è presente nelle elezioni comunali, ma da parte nostra intendiamo continuarne la presenza politica organizzata nel paese. Questi i nostri i nostri obiettivi in sintesi:

1. Da anni i redditi da lavoro diminuiscono a vantaggio dei profitti e delle rendite, cioè dei ricchi, dei capitalisti, delle banche. E' urgente attuare una redistribuzione del reddito, per rilanciare i consumi popolari e favorire così la ripresa economica. Nella politica fiscale e tariffaria del nostro comune vogliamo – come diceva E. Berlinguer - che “chi ha tanto paghi tanto, chi ha poco paghi poco, chi ha nulla, paghi nulla”
2. Rifiutiamo le privatizzazioni e la distruzione del welfare, dei diritti dei lavoratori (no Jobs Act, no precarietà, basta condizioni di lavoro più disumane), della sanità (basta privatizzazioni e basta tagli contro chi ha più bisogno) e della previdenza pubblica (non si può far lavorare le persone fino allo sfinimento e lasciare i giovani privi di lavoro e futuro), dei servizi e dei beni comuni (che appartengono a tutti e non possono essere privatizzati per il profitto di pochi).
3. Il territorio è un bene comune che non può essere sprecato. E' ora di “consumo zero di suolo” per difendere il diritto all'ambiente contro la speculazione che ha sempre imperversato nel nostro comune. Si può abitare, lavorare, crescere senza distruggere altro territorio.
4. Difendiamo la scuola pubblica contro un governo che impoverisce l'istruzione pubblica, attacca al diritto allo studio e perfino la libertà di insegnamento, per ridurre la scuola come un’azienda.
5. La casa è un diritto per tutti; vogliamo il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica a canone sociale (cioè proporzionato al reddito) perché è inammissibile che nel nostro paese ci possano abitare solo ricchi, mentre i poveri devono andarsene, perché sfrattati o espropriati dalle banche.
6. Vogliamo il rilancio del trasporto pubblico per garantire il diritto alla mobilità anche attraverso sistemi di trasporto alternativo.
7. Contro le campagne della paura e dell'odio, respingiamo il razzismo, il sessismo, l'omofobia per il pieno riconoscimento di tutte le diversità di sesso, lingua, religione, etnia... Crediamo nei valori della laicità, dell'accoglienza e della fraternità fra tutti i lavoratori e tutti gli oppressi in quanto unico argine alla devastazione del capitalismo finanziario e alle sue politiche di guerra e distruzione.
Per dare forza a questi obiettivi, in un contesto in rapido cambiamento, non basta il nostro gruppo o la nostra lista, ma è indispensabile la più ampia unità fra i vari soggetti che stanno nascendo e crescendo nel vivo dei processi sociali indotti sempre più velocemente dalla crisi. Abbiamo scelto di non presentare la nostra lista alle elezioni comunali, perché allo stato attuale non sarebbe stata rappresentativa di tutte le diverse sensibilità dei concittadini/e che respingono tanto le politiche di Renzi quanto le destre xenofobe e i loro disvalori.
Il referendum sulle riforme costituzionali, che stravolgono la Costituzione nata dalla Resistenza, e le campagne referendarie in corso (contro Jobs Act, “Buona Scuola” di Renzi, “Italicum) sono il banco di prova per costruire anche da noi uno schieramento di alternativa ampio e plurale.
I programmi delle due liste che si presentano quest’anno alle elezioni comunali non contengono alcuno degli obiettivi che noi riteniamo fondamentali. Anzi, vi troviamo in entrambe le liste solo proposte d’immagine, perfino trite e ritrite, prive di una visione strategica.
Non ha quindi senso da parte nostra dare indicazione di voto per l’una o per l’altra lista.

"L'Alternativa-San Paolo d'Argon, precedenti info: qui


(26.05.16) SAN PAOLO D'ARGON (bg). PRESIDIO DEI LAVORATORI DI AGRONOMIA

Lavoratori da mesi senza paga e nella più totale precarietà.

Per tutta la mattinata i lavoratori di Agronomia hanno presidiato la fabbrica di Via Puccini nel nostro paese. Il gruppo Agronomia, che fa capo all'ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, leader nel settore della IV gamma (cioè l'insalata nel cellophane), ha società e unità produttive in Puglia e in Germania, oltre che a San Paolo d'Argon. L'azienda è perfino quotata in Borsa, ma i lavoratori non vengono pagati da mesi e non hanno la più pallida idea di quale sarà il loro futuro. Succede anche questo nel nostro. (L'alternativa - San Paolo d'Argon, 26.05.16)

* Agronomia (San Paolo d'Argon), le nostre precedneti info: qui


(26.05.16) SERIATE (bg). ANCORA UNA FAMIGLIA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA MENTRE IL COMUNE LASCIA VUOTE LE CASE POPOLARI

* Presidio anti-sfratto, giovedi 26 maggio, ore 8.30, via Galileo Galilei n°17 a Seriate

Giovedi 26 maggio NAJIA, il marito disoccupato e i suoi 2 figli minorenni rischiano di finire in strada senza alcuna alternativa abitativa. La donna svolge un lavoro part-time e precario che non le ha permesso in questi mesi di pagare l’affitto. Per questo il proprietario di casa le ha inviato il procedimento di sfratto. Lo sfratto è già stato rinviato due volte grazie alla mobilitazione solidale. Questa volta però l’ufficiale giudiziario è intenzionato a sgomberare l’alloggio con l’utilizzo delle forze dell'ordine. Tutto questo avviene mentre l’Amministrazione comunale di Seriate non ha fatto che esprimere disinteresse verso i problemi delle famiglie impoverite dalla crisi economica. Problemi di chi ha perso la casa o la sta perdendo perché non riesce più a pagare l'affitto o il mutuo. Il Comune dovrebbe avviare una politica di sviluppo dell'edilizia pubblica ad affitto sociale, che però viene completamente ignorata. Questo nonostante per anni ed anni non abbia fatto altro che sostenere gli affari e le speculazioni immobiliari. Il risultato è che il bando comunale per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto 12 (dodici) alloggi in due anni (2014 e 2015), a fronte di un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione che supera le cento unità (141). L’amministrazione comunale accoglie soltanto il 8 % di tutte le domande. Le altre famiglie, italiane e immigrate, rimangono anni e anni in disperata attesa oppure rischiano di essere sfrattate e finire in strada (come è il caso di Najiat e i suoi figli). “Chiediamo che l’Amministrazione stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada e sia quindi assicurato un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto” - dichiara Roberta Maltempi, portavoce del Comitato Seriate x Tutti. “Chiediamo che il sindaco predisponga politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente”. Il Comitato “Seriate x Tutti ha promosso un presidio giovedi 26 maggio, ore 8.30, via Galileo Galilei n°17 a Seriate in solidarietà con Najiat e le sua famiglia. (Unione Inquilini Bergamo, per info: Favio Cochis, tel. 3397728683)



(20.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. PERCHE' ANCHE IL NOSTRO PAESE C'ENTRA CON LA “PASSERELLA” DI CHRISTO SUL LAGO D'ISEO

La passerella che il grande artista Christo (nome completo Christo Vladimirov Yavachev) sta realizzando sulle acque del Lago d'Iseo ha il suo punto focale nell'isoletta di San Paolo, che - posta a sud di Montisola - in questi giorni, a meno di un mese dall'inaugurazione dell'importante opera di land art, sta avendo grandissima visibilità e notorietà.
L'isoletta si chiama come il nostro paese e questo non è affatto casuale. Infatti l'isola di San Paolo per alcuni secoli fu proprietà del Monastero cluniacense di San Paolo d'Argon, che nel 1091 – a poco più di un decennio dalla fondazione (1079) - ne era venuto in possesso a seguito di una donazione.
I nostri monaci vi istituirono un priorato, cioè una comunità monastica, edificandovi anche un monastero, che però – a quanto sembra – vi ebbe vita stentata, tanto che l'isola stessa venne in seguito affittata ai pescatori della zona.
L'isola rimase di proprietà del nostro Monastero fino almeno alla metà del XV secolo. Attualmente – dopo svariatissime vicissitudini, permute e compravendite - è proprietà della notissima famiglia Beretta, che – in attività da cinque secoli – dalla Valtrompia produce e vende armi in tutto il mondo ed è il principale sponsor dell'opera di Christo, per la quale è prevista una spesa non inferiore ai 15 milioni di euro.
Per qualche settimana, a partire dal 19 giugno prossimo, potremo avere la soddisfazione di raggiungere a piedi l'antica proprietà del nostro monastero cluniacense di San Paolo d'Argon, camminando sulla spettacolare passerella di Christo.
Non pensate però agli sponsor proprietari della stupenda isoletta: quelli più sensibili fra voi potrebbero avere l'inquietante suggestione di camminare sopra un lago di sangue. (20.05.16, m.m.)


(17.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. RIO SENIGA: SPESI SOLDI PER LA “RIQUALIFICAZIONE”, MA PIU' FREQUENTI SONO LE ESONDAZIONI...

Sabato scorso a seguito del temporalaccio che si è scatenato in prima serata la nostra Seniga è esondata un'altra volta come testimoniano foto e video che sono apparse in alcune pagine facebook. Foto e video che per la verità hanno avuto solo modesta attenzione, quasi che ormai le esondazioni della Seniga siano nell'ordine naturale delle cose. Colpa del clima cambiato che dà luogo a precipitazioni sempre più concentrate (“bombe d'acqua”, secondo quanto sentiamo dai media) o colpa delle cementificazioni che sono divenute particolarmente estese o altro ancora, questi eventi – nel 2014 la Seniga, esondata con maggiore veemenza, aveva eroso il terreno sotto il marciapiedi travolgendo tratti di parapetto – non possono essere considerati una fatalità da subire. Ai danni alle cose potrebbero aggiungersi i danni alle persone, dal momento che la Seniga – in Via dei Benedettini oltre il cimitero in particolare - scorre non più in territori scarsamente urbanizzati, ma in quella che è diventata una delle zone più densamente abitate del paese. Le esondazioni inoltre arrivano nonostante sia passato poco meno di un decennio da quando si è cominciato a dare corso ad una serie di interventi cosiddetti di “riqualificazione fluviale del Rio Seniga” che sono costati svariate centinaia di migliaia di euro nel territorio sia del Comune di Cenate Sotto sia del Comune di San Paolo d'Argon. Sono gradevoli i vialetti e i ponticelli romantici fatti qua e là, ma si è pensato alle esondazioni, che – man mano procede il piano di “riaqualificazione” - sono diventate più frequenti? E' troppo chiedere conto di questa contraddizione alle autorità preposte perché ci spieghino bene cosa stanno facendo e cosa intendono fare? (17.05.16, L'Alternativa – San Paolo d'Argon)


(15.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. BEN RIUSCITO IL "NO SALVINI DAY"

Per Salvini non è stato proprio un grande meeting a San Paolo d'Argon questo pomeriggio. Forse 250 fra adepti e semplici curiosi. In compenso, a protezione del leader xenofobo, c'era uno schieramento di forze dell'ordine come mai si è visto nel nostro paese. Il presidio promosso da “L'Alternativa-San Paolo d'Argon” - fatto posizionare dalla Questura a debita distanza (mancava poco che ci confinassero sulla collina!) – è partito in sordina con poche persone ma poi è cresciuto, tanto che ad un certo punto le compagne e i compagni hanno preso lo striscione e sono scesi in corteo lungo la Via del Convento cantando “Bella ciao” e scandendo slogan antifascisti e antirazzisti. Non è stato possibile raggiungere subito la piazza perché il corteo è stato fermato dalla polizia schierata in assetto minaccioso per tener fede puntigliosamente alla direttiva di tenerci lontano dal luogo del comizio. Nella piazza nel frattempo diversi ragazzi delle scuole superiori erano già riusciti a filtrare con uno striscione e a cantare anch'essi “Bella ciao” mentre parlava Salvini. Alla fine la doppia protesta si è riunita in Via Locatelli ed è stato il “No Salvini Day”, allegro e liberatorio, mentre Salvini se ne stava andando debitamente scortato. Non è stata una buona giornata né per la Lega né per la lista che la vede unita con il gruppo locale espressione di Forza Italia, il quale di fatto ha dovuto subire l'ingombrante presenza di Salvini a San Paolo d'Argon. Con un Berlusconi ormai in declino, la Lega punta a livello nazionale a fagocitare o egemonizzare le aree di destra, orientandole in senso quantomeno lepenista. Questo l'ha voluto fare anche a San Paolo d'Argon. Ma ormai Salvini deve fare i conti con la contestazione diretta anche nel profondo nord e pure nel tranquillissimo paese di San Paolo d'Argon. Di certo per il nostro paese, la protesta antirazzista odierna, addirittura doppia, esplicita e diretta, è un fatto nuovo e molto positivo. E di ciò ne siamo stra-contenti. (15.05.16, L'Alternativa – San Paolo d'Argon)

Qualche foto della giornata: qui


(15.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. PRESIDIO ANTIRAZZISTA AI "GIARDINETTI" DI VIA DEL CONVENTO

* Domenica 15 maggio, ore 15.00 per dire "NO a Salvini"

Dopo che abbiamo indetto il presidio NO SALVINI per le ore 15.00 di domenica 15 maggio in Piazza Cortesi a San Paolo d'Argon (cfr. il nostro appello del 12.05.16: qui), la QUESTURA di Bergamo ci ha convocato quest'oggi (sabato 14 maggio).
Come i concittadini ormai sanno, alle ore 16.00 di domani in tale Piazza è previsto l'intervento del noto leader Matteo Salvini.
Dopo svariati minuti di confronto con gli addetti della Questura sulla localizzazione del presidio antirazzista nella piazza o nelle sue prossimità, ci è stata consegnata la secca prescrizione già predisposta ieri, 13 maggio, che ci consente di trovarci solo a debita distanza dalla piazza stessa (cfr. allegato qui).
Da parte nostra, abbiamo deciso di confermare il presidio ai “Giardinetti” di Via del Convento, sempre alle ore 15.00 di domani, domenica 15 maggio. (14.05.16, “L'Alternativa – San Paolo d'Argon”) (14.05.16, L'Alternativa- San Paolo d'Argon)


(15.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. IL NOSTRO NO A SALVINI

* Presidio in Piazza Cortesi a San Paolo d'Argon, domenica 15 maggio dalle ore 15.00

Né muri, né guerre fra poveri o contro i più poveri

Domenica 15 maggio una delle due liste in lizza per le elezioni comunali di San Paolo d'Argon ha scelto di portare nella piazza del nostro paese Matteo Salvini, il leader leghista noto per le sue posizioni xenofobe e razziste analoghe a quelle di tutti i neonazisti d'Europa.
E' una provocazione che ci porta in casa la cultura della violenza, dell'odio e dei muri in particolare contro quanti si rivolgono all'Europa per sfuggire alla guerra e alla fame, generate anche queste in buona parte proprio dalle politiche delle potenze europei.
Anche nell'Europa prebellica del secolo scorso, caratterizzata - analogamente all'oggi - dalle crisi economiche e dalle politiche anti-sociali, finirono col prevalere le peggiori destre nazionaliste e razziste orientate alla ricerca spasmodica del capro espiatorio contro cui scagliarsi.
Ieri gli ebrei; oggi i marginali e i poveri, i profughi, i “clandestini”, gli immigrati e così via.
Sappiamo tutti come la vicenda di ieri sia poi finita nel macello di una guerra catastrofica e nell'orrore dei campi di sterminio.
La storia è maestra di vita.
Anche oggi occorre contrastare le politiche di massacro sociale, negazione dei diritti, tendenza alla guerra espresse dai governi Ue che hanno assunto come unico orizzonte gli interessi del capitale e della finanza rinunciando da tempo alle politiche di welfare che grazie alle lotte dei lavoratori avevano caratterizzato una parentesi importante della storia europea.
Per difenderci dal massacro sociale l'unica strada sensata è quella della fratellanza tra i lavoratori e gli sfruttati, senza la quale non avremo mai la forza di respingere le politiche del capitale e dei governi che – come quello di Renzi in Italia - ne eseguono gli ordini tagliando diritti, welfare e democrazia.
La guerra fra i poveri e la guerra contro i più poveri, tanto esaltate da Salvini e dai suoi amici, sono invece complementari e funzionali ai disegni dell'oligarchia finanziaria ben rappresentata dai principali governi europei; sono – per di più una strada verso la barbarie e l'orrore.
Per dire queste cose e per esprimere fermo ripudio di ciò che Salvini dice e rappresenta, saremo Domenica 15 Maggio, dalle ore 15 in Piazza Cortesi (mercato) a San Paolo d'Argon e facciamo appello agli antifascisti e antirazzisti. (12.05.16, L'Alternativa- San Paolo d'Argon)


(09.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. FIRMA I REFERENDUM DEMOCRAZIA - LAVORO - SCUOLA

* In Municipio, ufficio anagrafe, negli orari di apertura

Invitiamo a sottoscrivere per i referendum che chiedono di cambiare la nuova legge elettorale detta "Italicum", la legge detta del Jobs Act e altre normative che riguardano il lavoro, nonché la cosiddetta legge della "Buona scuola". Si tratta di provvedimenti per lo più imposti recentemente dal governo Renzi che stravolgono i principi della rappresentanza democratica nel Parlamento, i rapporti e i diritti dei lavoratori, la scuola pubblica. Le firme da fare sono tante, ma ne vale davvero la pena. Di seguito le schede sui referendum (9) di cui sono attualmente depositati i moduli nel nostro Municipio e che invitiamo i cittadini a sottoscrivere entro la prima metà di giugno presso l'Ufficio Anagrafe.

Per altre info, c/o "L'Alternativa-San Paolo d'Argon", c/o tel. 338959975 (Maurizio) oppure mail alternainsieme@yahoo.it

1+1: LA RAPPRESENTANZA SVUOTATA IN NOME DEL CAPO DEL GOVERNO

Legge elettorale 52/2015 “Italicum”: questo nuovo sistema elettorale – qualunque sia la partecipazione al voto e la dimensione reale del consenso ottenuto – attribuisce a un unico partito la vittoria elettorale e il governo del Paese. Sono abolite le coalizioni. Un partito col solo 25% dei votanti si impadronirebbe di 340 seggi su 630 della sola Camera prevista dalla modifica costituzionale.

Metti 2 firme per abolire:

  • il voto bloccato ai capolista e le candidature plurime
  • il premio di maggioranza e il ballottaggio senza soglia

Per saperne di più: http://coordinamentodemocraziacostituzionale.net/

1+1+1: IL LAVORO SENZA SICUREZZA NÉ DIGNITÀ (referendum promossi dalla Cgil)

  • D.lgs. 276/2003 art. 29 - attuativo di parti della Legge 30/2003: Metti 1 firma per abolire le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti fra committente appaltatore e subappaltatori, norme che tutelano sempre meno il lavoratore, oggi sempre più utilizzato all’interno di processi produttivi frammentati in catene di appalti e subappalti
  • D. lgs. 23/2015 attuativo della Legge 183/2014 “Jobs Act”: Metti 1 firma per abolire le norme che limitano le sanzioni e il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi, permettendo così la tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende sopra i cinque dipendenti
  • D.lgs. 81/2015 attuativo di parti della Legge 183/2014 “Jobs Act”: Metti 1 firma per abolire il “lavoro accessorio” tramite i “voucher”. Buoni lavoro di € 7,5 l’ora esentasse per il datore per qualsiasi lavoro. Nati per l’agricoltura con la L. 30/2003 sono stati estesi a tutti i lavori ed esplosi del 75% nel 2015, eliminarli vuol dire combattere una forma estrema di precarietà al di fuori di qualsiasi contratto nazionale di lavoro e la crescente evasione contributiva da parte dei datori di lavoro.

Per saperne di più: http://www.cgil.it/

1+1+1+1: LA SCUOLA PUBBLICA AZZOPPATA

Legge 107/2015 “Buona scuola”- Una riforma che giova solo alle private, danneggiando la scuola pubblica e la libertà di insegnamento.

Metti 4 firme per abolire:

  • le erogazioni liberali alle singole scuole,che aumentano la disuguaglianza fra le diverse scuole e i diversi territori e favoriscono l’elusione fiscale delle scuole private
  • il potere da parte dei dirigenti scolastici di chiamata diretta degli insegnanti per incarichi triennali
  • l’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro per 200 ore nei licei e 400nei tecnici e nei professionali, lasciando invece che le scuole organizzino tali attività in base alle proprie esigenze
  • la valutazione arbitraria del merito da parte del dirigente scolastico

Per saperne di più: http://www.flcgil.it/scuola/al-via-il-referendum-sulla-buona-scuola.flc oppure: http://lipscuola.it/blog/ oppure: http://www.cobas-scuola.it/


(12.05.16) BERGAMO. COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM MODIFICHE COSTITUZIONALI. INCONTRO CON IL PROF. ALESSANDRO PACE

Si terrà giovedì 12 maggio, ore 21.00 a Bergamo, presso Sala Mutuo Soccorso di Via Zambonate 33, l'incontro con il Prof. ALESSANDRO PACE, costituzionalista tra i promotori del Comitato per il No alle modifiche costituzionali. Introduce l'incontro Barbara Pezzini, costituzionalista.

L'incontro è promosso dal Comitato bergamasco per il No alle modifiche costituzionali, presso Anpi (associazione Nazionale Partigiani d'Italia), via Borgo Palazzo 16, Bergamo - mail: comitato.no.bergamo@gmail.com


(08.05.16) BERGAMO. DOPO LA MANIFESATZINE PER IL DIRITTO ALLA CASA: UN PASSO AVANTI SULLA STRADA DELL'UNITA' E DELLA RADICALITA'

 

La manifestazione che si à svolta ieri nel centro di Bergamo ha rappresentato un salto di qualità nel movimento per il diritto alla casa nella nostra realtà. A questa manifestazione si è arrivati dopo un lungo percorso fatto contemporaneamente di assemblee nei quartieri popolari e picchetti antisfratto in ogni parte della provincia. Percorsi diversi che sono ieri confluiti in un'unica manifestazione unitaria e meticcia che ha raccolto sigle sindacali diverse e soggetti sociali diversi, come gli inquilini delle case popolari e le famiglie sfrattate, gli anziani e i giovani, gli italiani e gli stranieri. La proposta di legge regionale sulla “riforma” dell'edilizia sociale pubblica, con la prospettiva esplicitata dello smantellamento e della privatizzazione, è esattamente il contrario di quello che sarebbe più necessario ed più urgente per dare una risposta tanto agli inquilini che a causa della crisi non sono più nella condizione nemmeno di pagare il canone sociale, quanto alle numerose famiglie sfrattate perché non pagano più l'affitto o il mutuo a causa delle riduzione secca dei redditi a seguito di licenziamenti, cassa integrazione, lavoro precario. Famiglie che aspirano ad un alloggio a canone sociale. Il nostro giudizio è che, dopo la manifestazione di ieri, il movimento per la casa a Bergamo e provincia potrà ripartire per affrontare - con maggiore forza, unità e consapevolezza - una situazione abitativa che ogni giorno diventa sempre più pesante con la minaccia quotidiana di sfratti e sgomberi anche violenti, le centinaia di alloggi pubblici lasciati vuoti perché privi di manutenzioni, lo smantellamento già in corso dell'edilizia sociale pubblica in diversi comuni anche della bergamasca, la proposta di legge regionale che rischia di diventare l'apripista anche a livello nazionale per la liquidazione definitiva di un patrimonio abitativo pubblico frutto dei sacrifici e delle lotte di generazioni di lavoratori. Problemi cruciali che già dai prossimi giorni verranno affrontati in modo più stringente, a partire da martedì 10, giorno in cui l'Amministrazione comunale di Bergamo a seguito della manifestazione di ieri ha accettato di fissare l'incontro con i sindacati e i rappresentanti delle famiglie sfrattate. Il prossimo appuntamento è pertanto martedì 10 maggio, alle ore 15 davanti al comune di Bergamo (Unione Inquilini Bergamo, 08.05.16)

ALTRE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DI IERI: QUI

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(03.05.16) SAN PAOLO D'ARGON. ELEZIONI COMUNALI 2016 E LA LISTA "L'ALTERNATIVA. COMUNICATO

Questa volta, invece di correre, preferiamo un passo indietro con l'idea di farne al più presto tanti in avanti.

Quest'anno “L'Alternativa” non sarà presente nella competizione elettorale.
E' questa la decisione presa unanimemente da tutti i componenti del nostro gruppo che, costituitosi circa 20 anni fa, ha partecipato a quattro elezioni comunali e dato vita a numerose campagne e mobilitazioni sui temi dell'ambiente, dei diritti dei lavoratori, dei diritti sociali e civili, dell'opposizione alla guerra, alla xenofobia e al razzismo.
Siamo ora di fronte ad un mutato quadro generale che vede un aggravarsi della crisi dovuta alle politiche neoliberiste e una torsione in senso autoritario che punta a stravolgere la rappresentanza politica (vedi legge elettorale), le istituzioni democratiche e le autonomie locali (vedi riforme costituzionali), in funzione di un annullamento definitivo della possibilità dei cittadini e dei lavoratori di contare nelle decisioni che li riguardano.
Lottare contro il neoliberismo e il massacro sociale, difendere la democrazia e riconquistare i beni comuni, i diritti delle persone, dei lavoratori, comporta un lavoro di lotta politica e sociale nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nel territorio.
Richiede in particolare l'unità di tutte le persone e i soggetti sociali che rifiutano tanto il decisionismo - rappresentato da Renzi e dal Pd - autoritario e aggressivo nei confronti dei ceti popolari, quanto la demagogia - complementare a quella governativa - che si identifica con le altre varie destre più o meno presentabili.
A San Paolo d'Argon siamo impegnati nella costruzione di una più ampia aggregazione antiliberista, antifascista e antirazzista.
Si tratta di un processo in cui siamo impegnati, ma che tutti noi abbiamo ritenuto di non poter né dover forzare con una presenza elettorale che allo stato attuale potrebbe raccogliere – in termini di idee, persone, proposte, disponibilità alla lotta – solo una parte delle potenzialità dell'alternativa. (San Paolo d'Argon, 03.05.16, "L'Alternativa")


(30.04.16) SERIATE. ASSEMBLEA: "RIFORMA" REGIONALE CASE POPOLARI E SITUAZIONE ABITATIVA A SERIATE

* Sabato 30 aprile alle ore 16.00, ASSEMBLEA PUBBLICA presso Acli-Seriate, Via G. Venezian n° 46

Relazioni di Roberto Bertola (Sicet/Cisl), Pietro Roberti (Sunia/Cgil), Fabio Cochis (Unione Inquilini)

Sono invitati gli inquilini, i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sociali e politiche

L'incontro è promosso dal Comitato "Seriate per Tutti". Per comunicazioni: tel. 3405841595 (Roberta). Sede Via Marconi, 40 - SERIATE, Sportello solidale - tutti i martedì dalle ore 20.00

Volantino: qui

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(18.04.16) SAN PAOLO D'ARGON. DOPO IL REFERENDUM DEL 17 APRILE

Ringraziamo - di cuore! - tutte le nostre concittadine e tutti i nostri concittadini che ieri sono venuti ai seggi della scuola media per esprimere il loro voto nel referendum sulla trivelle.
E' stato un atto di civiltà e responsabilità, contro una classe dirigente che non si è fatta scrupolo di imporre una norma - la consegna a tempi indefiniti del nostro mare ai petrolieri - che si qualifica come una privatizzazione pressoché perpetua di un bene pubblico senza contropartita per la collettività.
Il tutto in nome di un modello di sviluppo energetico distorto e anacronistico.
Chi ha votato ha dato prova di responsabilità e solidarietà verso quei territori del nostro Paese che stanno pagando più di tutti i costi di un modello energetico ed estrattivo distorto e di rapina (pensiamo in particolare alla piccola e coraggiosa Basilicata - tartassata e ferita selvaggiamente dal business delle estrazioni - dove più del 50 per cento dei cittadini si è recato alle urne).
La classe dirigente, economica e politica, e il governo che ne cura gli affari sapevano che l'unico modo per imporre le loro manovre contro i beni comuni era quello di puntare sulla passività delle persone, come peraltro è avvenuto in questi anni appena trascorsi su temi quali le pensioni, il jobs act, la scuola, le politiche fiscali ed economiche e così via.
Lo hanno fatto anche con le trivelle, ma da tempo puntano - per esempio attraverso le riforme costituzionali e il nuovo sistema elettorale - a togliere di mezzo il sistema democratico ed egualitario sancito dalla nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
La democrazia e l'eguaglianza di fronte alla legge sono viste dai padroni del vapore e della finanza come un ostacolo da rimuovere per dare pieno corso al capitalismo più selvaggio e all'affarismo più corrotto a discapito dei diritti e delle condizioni di vita e lavoro di milioni di persone, dei lavoratori, delle comunità, dell'ambiente.
Ieri in Italia più del 30% degli elettori hanno alzato la testa (nel nostro comune il 33,3%); ad ottobre, per fermare lo stravolgimento della nostra Costituzione e delle nostre Istituzioni democratiche, per difendere e rilanciare i diritti dei cittadini e dei lavoratori, saremo certamente molti di più. (L'Alternativa - San Paolo d'Argon, 18.04.2016)

 


(07.05.16) BERGAMO. MANIFESTAZIONE CONTRO NUOVA LEGGE REGIONALE: ATTACCA IL DIRITTO ALLA CASA E AUMENTA L'AFFITTO

* Sabato 6 maggio alle ore 16.00, presidio-manifestazione a Bergamo davanti alla sede della Regione Lombardia, Via XX Settembre 18/A

Chiediamo l’abolizione della proposta di legge della Giunta Regionale perché

1) Apre ai privati la gestione degli alloggi pubblici. Trasferire ai privati la gestione delle case popolari non risolve i problemi di efficienza e di bilancio delle ALER e dei comuni.

2) Taglia il diritto alla casa popolare per le persone più povere. Per garantire le entrate da canoni alle ALER e ai privati si prevede un nuovo aumento degli affitti per chi attualmente abita le case popolari.

3) Riduce il numero di alloggi da assegnare a canone sociale (case popolari). Non si recuperano gli alloggi sfitti di Aler e Comuni ma si vogliono vendere o destinare a gestioni più redditizie (più di 500 case a Bergamo).

4) Non si stabilisce un finanziamento per le case popolari. La Regione Lombardia non garantirà più risorse economiche: per il sostegno alle famiglie in difficoltà su affitto e spese, per la manutenzione e il risparmio energetico dei caseggiati di case popolari.

PER LA DIFESA DIRITTO ALL’ABITARE E AD UN AFFITTO EQUO. Invitiamo tutti gli inquilini alla partecipazione per costruire una mobilitazione per: tutelare i diritti delle famiglie povere, senza discriminazione; rendere il canone-affitto e le spese sopportabili; garantire il finanziamento dell'edilizia pubblica; salvaguardare il patrimonio di edilizia pubblica dalla svendita. (i sindacati inquilini di Bergamo Sunia/cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini. Per info tel. 3397728683)

Locandina: qui. L'appello dei sindacati inquilini: qui

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(13.04.16) GORLAGO. INCONTRO CON GIOVANNI IMPASTATO

* Mercoledì 13 aprile 2016, alle ore 20.30, a GORLAGO, Auditorium comunale

"Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!" (dal film "I cento passi")

"I cento passi è un film del 2000 dedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia. Il titolo prende il nome dal numero dei passi che occorre fare a Cinisi per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e qualle del boss Gaetano Badalamenti.
Giovanni Impastato, fratello di Peppino, è da sempre impegnato a diffondere gli ideali per cui Peppino è morto, legalità, antimafia, soprattutto tra i più giovani. Abbiamo la fortuna di poterlo incontrare e di commentare con lui alcune scene del film. (a cura Comune di Gorlago e Centro Culturale Biblioteca Civica, in collaborazione con Tavola della Pace - Vallebrembana)

Locandina: qui


(09.04.16) CASAZZA. LETTURE RESISTENTI. PRESENTAZIONE E LETTURE BRANI DE "IL PARTIGIANO BIBI"

* Sabato 9 aprile 2016, alle ore 18.oo, a Casazza, Sala consiliare del Comune

COMUNE DI CASAZZA, COMMISSIONE BIBLIOTECA; collaborano Gas Casazza, Bottega Altromercato, partecipa A.N.A. Casazza e Biblioteca “Di Vittorio”, ANPI Sez. “13 MARTIRI” LOVERE Sez. “GIUSEPPE BRIGHENTI” ENDINE GAIANO Valli Calepio – Val Cavallina

Storie di donne e uomini nei giorni della Resistenza in Val Cavallina

Sul loro volto si leggeva una certa preoccupazione per il fatto che quella polenta doveva sfamare altre tre persone…Il cibo era un po’ poco per sei uomini, una vecchia e due cani, ma ognuno ebbe ugualmente la sua parte stabilita dalla vecchia” G. Brighenti (Brach)

Segue musica e apericena con i gruppi d’acquisto equosolidale e amici della Malga Lunga

Locandina: qui


(14.04.16) SAN PAOLO D'ARGON. VERSO IL REFERENDUM DEL 17 APRILE. INCONTRO PUBBLICO

* Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21.oo, a San Paolo d'Argon, Biblioteca Civica – Sala Laboratori, Via Giovanni XIII


INCONTRO PUBBLICO

FERMARE LE TRIVELLE PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Relatore:

Ing. Marco BRUSA (Italia Nostra – Bergamo)

La cittadinanza è invitata a partecipare

Il petrolio è scaduto. Domenica 17 aprile andiamo tutti a votare e votiamo tutti Sì!

A cura di "L'Alternativa - San Paolo d'Argon" - mail: alternainsieme@yahoo.it - tel. 3389759975


(08.04.16) TREVIGLIO. BASTA SFRATTI! SALVIAMO GERARDA E SUO FIGLIO DALLA STRADA

UNIONE INQUILINI: “L’AMMINISTRAZONE COMUNALE HA FALLITO SU TUTTO: I POVERI SONO ABBANDONA A SE STESSI”

* Venerdì 8 aprile, dalle ore 9.00 presidio solidale per Gerarda a Treviglio in Via del bosco 44

Gerarda è una mamma divorziata di 45 anni, vive con un figlio di 14 anni e una figlia, Marika (20 anni), anche lei madre di un figlio di appena 3 anni.
La donna ha un lavoro precario: è badante di una anziana signora di Treviglio per 4 ore al giorno. Marika è disoccupata e ha dovuto ritornare in famiglia dopo essere stata buttata fuori casa un anno fa, insieme al fidanzato e al figlio, a causa di uno sfratto per morosità incolpevole.
Gerarda abita in un appartamento a Treviglio. Purtroppo il “magro” stipendio (500 euro/mese) non le ha più permesso di pagare un affitto di 450 euro al mese per un bilocale. Per questo ha subito uno sfratto per morosità che e’ giunto alla fase esecutiva. Venerdì l’ufficiale giudiziario verrà per sgomberare l’alloggio con il supporto della polizia.
Gerarda è in graduatoria e ha diritto all’assegnazione della casa popolare. Però a causa della lentezza dell’amministrazione comunale, rischia di essere buttata in strada prima di accedere alla nuova casa.
L’emergenza sociale che ha colpito questa famiglia non è un caso isolato. L’aumento dei canoni di locazione, insieme all'impoverimento determinato dalla crisi economica ha fatto crescere le morosità.
A causa di questo fenomeno, la situazione degli sfratti per morosità incolpevole si fa ogni giorno più grave. In bergamasca i nuovi sfratti per morosità nel 2014 sono stati 818, le richieste di esecuzione 2.529 (+48%), le esecuzioni con la forza pubblica 540 ­­­(+2% rispetto al 2013).
L’assenza di politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio hanno aggravato questa emergenza.
Infatti la giunta Pezzoni, in questi anni, ha venduto diversi edifici di case popolari (11 alloggi in via XX Settembre 8; n. 8 alloggi in via Re di Puglia 4). Parallelamente si è assistito alla dismissione del patrimonio pubblico di proprietà comunale: oltre 40 alloggi non sono assegnati perché mancano di manutenzione straordinaria.
L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto una ventina (20) di alloggi a fronte di un 280 famiglie in graduatoria. L’amministrazione comunale (ogni anno) accoglie soltanto il 7 % delle domande, gli altri aspettano anche diversi anni con il rischio, nel frattempo, di essere sfrattati.
L’ultimo pericoloso provvedimento del comune di Treviglio e’ stata l’eliminazione degli alloggi provvisori destinati all'emergenza abitativa (via Torta n. 7 e via Carcano n. 9) che garantivano una protezione per chi veniva sfrattato.
Quando l’Unione Inquilini ha chiesto al Comune di evitare che Gerarda e i suoi figli venissero buttati in strada, la riposta che ci è stata data è che non ci sono risorse economiche e neppure case popolari sufficienti.
Pensiamo che si debba smetterla di alzare le mani dichiarandosi impotenti. Vogliamo che il Prefetto di Bergamo e il comune assumano i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze: il blocco degli sfratti, almeno per chi è prossimo all’assegnazione di una casa popolare, e la sistemazione delle case popolari chiuse perché prive di manutenzione.
Venerdì 8 aprile dalle ore 9 saremo in presidio anti-sfratto davanti alla casa di Gerarda a Treviglio, via del Bosco n° 44. (A cura di Unione Inquilini Treviglio-Bergamo)

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(31.03.16) IVAN VALOTA, UNA VITA PER IL SINDACATO E PER I LAVORATORI

     

Ancora nel pieno delle forze, era stato colto solo poche settimane fa da un male incurabile che l'ha portato rapidamente alla morte nella giornata di oggi. Ivan Valota, di Entratico, lascia la moglie Pinuccia e il figlio Diego; lascia la Cgil di Monza-Brianza, nella quale ricopriva da alcuni anni l'incarico di segretario organizzativo, ultimo approdo di una vita dedicata all'impegno sindacale e alla difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Da sempre militante sindacale, in tantissimi anche nella nostra zona lo hanno conosciuto come dirigente nel sindacato degli elettrici, nell'Inca, nella segreteria bergamasca della Cgil. Di lui vogliamo ricordare la curiosità umana ed intellettuale insieme alla tensione per un modo più libero e fraterno, che ci ha sempre trasmesso fin dai primi anni, da quando - ancora giovanissimo - partecipava ai movimenti giovanili della sinistra qui in Valcavallina. Un grande abbraccio, caro Ivan. (31.03.16, Maurizio M. e Circolo Rifondazione Comunista - Valcavallina)

PS. L’ultimo saluto a Ivan verrà dato in Camera del Lavoro a Monza – Via Premuda, 17 - Sabato 2 aprile ore 14,15 presso il Salone “Bruno Trentin”. Le compagne e i compagni della CGIL di Monza e Brianza. Si ricorda che nella giornata di oggi 31 marzo e domani 1° aprile Ivan sarà ancora presso l'Hospice di Via Borgo Palazzo a Bergamo.


(31.03.16) MARTINENGO (bg). MOBILITAZIONE PER FERMARE DUE SFRATTI

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Jamila a Martinengo in Via San Zeno 4

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Fadwa a Martinengo in Via Francesco Balicco 21

Due donne sole con figli minorenni da crescere e che, come tante famiglie, non riescono a pagare l'affitto. Con Jamila ci sono tre bambini, di 7, 4 e 3 anni; il più grande è affetto da sindrome di Kanner (autismo). Due i figli di Fadwa, di 12 e 4 anni.
Nella mattinata di giovedì 31 marzo è prevista l'uscita dell'ufficiale giudiziario per lo sgombero di entrambi i nuclei familiari, senza che l'amministrazione comunale abbia individuato una soluzione alloggiativa alternativa.
Il comune di Martinengo, peraltro, è fra quanti hanno ritenuto di dover scegliere di rinunciare ad una propria politica abitativa.
Ci sono nfatti nel territorio comunale 5 appartamenti di edilizia economico popolare ma da tempo risultano privi di manutenzione e quindi ancora indisponibili per le famiglie sfrattate giovedì.
Altri 11 appartamenti di edilizia popolare sono stati “abbandonati” da Comune, che li ha prima “svuotati”, cioè sgomberati delle famiglie che vi abitavano, poi li ha messi in vendita ed ora attende da molto tempo improbabili acquirenti.
La crisi abitativa in corso, come abbiamo denunciato in più occasioni, non deriva solo dalla crisi economica, ma è il portato di decenni di assenza delle istituzioni per garantire al diritto alla casa.
Questo spiega come mai nella nostra provincia cresca il numero degli sfratti e degli sgomberi con la forza pubblica e insieme cresca - paradossalmente - il numero di appartamenti di edilizia pubblica lasciati vuoti o, come nel caso di Martinengo e di altri comuni, semplicemente dismessi per fare cassa.
“La mobilitazione contro gli sfratti – dichiara Fabio Cochis, segretario provinciale dell'Unione Inquilini – per il nostro sindacato va di pari passo con la lotta per il rilancio di una politica del diritto alla casa e per contrastare le logiche di privatizzazione e smantellamento del patrimonio abitativo sottese a progetti quali la riforma regionale di Maroni, in corso d'opera”.
Giovedì 31 marzo dalle ore 8.30 saremo presenti Martinengo con due presidi paralleli in solidarietà alle due famiglie sfrattate: di fronte alla casa di Jamila, in Via San Zeno 4 e alla casa di Fadwa in Via F. Balicco 21. Facciamo appello alla solidarietà di tutte le persone sensibili. (Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

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(24.3.16) VILLA D’ADDA. GIANNI, ANCILLA E PAOLO, MALATI E INVALIDI, RISCHIANO DI ESSERE BUTTATI FUORI CASA, MA IL SINDACO LASCIA LE CASE POPOLARI VUOTE

* Presidio anti-sfratto, giovedi 24 marzo, dalle ore 12.15, Villa d’Adda in via Galgina 2.

Giovedì 24 Marzo a Villa d’Adda, l’Ufficiale Giudiziario e la polizia tenteranno di eseguire lo sfratto ai danni della famiglia di Ancilla e Gianni e del loro amico e ospite Paolo.
Potrebbe sembrare a prima vista la oramai quotidiana notizia di uno sfratto che coinvolge una famiglia impoverita dalla crisi economica. Infatti, dai dati che emergono dalla relazione del Ministero degli Interni, sono oltre 500 le famiglie che ogni anno in bergamasca vengono buttate fuori casa da ufficiale giudiziario e polizia perché hanno l’unica colpa di non essere riusciti a pagare l’affitto della abitazione in cui vivono a causa della povertà.
Questo sfratto ha un ulteriore aspetto di gravità: coinvolge un nucleo famigliare interamente composto da invalidi. Infatti Ancilla è invalida al 67%, il marito Gianni ha una invalidità del 55% e l’amico Paolo del 50%.
La famiglia vive con 536,00 euro al mese proveniente dalla pensione di Gianni anche se, a partire dal mese di marzo 2016, un quinto di questa pensione viene decurtato dal Tribunale su richiesta del proprietario di casa che ha agito legalmente per recuperare la morosità.
A fine dell’anno 2014, la famiglia di Gianni e Ancilla ha presentato la domanda per accedere alla casa popolare nel bando aperto dal Comune di Villa d’Adda. Con grande felicità avevano appreso di essere i primi nella graduatoria, ma c’è voluto poco tempo però per scoprire che gli alloggi liberi (abbiamo saputo che sono quattro) sono inagibili perchè il Comune non vuole fare la manutenzione straordinaria per renderli abitabili. Il sindaco dichiara di non disporre del denaro necessario, anche se i lavori di manutenzione potrebbero riguardare solo piccole riparazioni.
Gli attivisti del Unione Inquilini hanno incontrato più volte il sindaco e l’Amministrazione comunale per tentare di trovare una soluzione ed evitare che le tre persone invalide finiscano in strada senza soluzioni. Purtroppo, con grande disappunto, abbiamo appreso che l’unica proposta è trasferire temporaneamente i due coniugi (l’amico Paolo non sarà aiutato) in un albergo per 2 mesi (spendendo peraltro somme esagerate).
Per evitare la drammatica e disumana soluzione proposta dall’Amministrazione comunale, Unione Inquilini ha indetto un presidio che si svolgerà giovedi 24 marzo, ore 12.15, davanti all’alloggio di Gianni e Ancilla a Villa d’Adda in via Gargina 2.
“Chiediamo innanzitutto alla Prefettura di Bergamo che stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti”. Davide Canto e Fabio Cochis dell'Unione Inquilini dichiarano: “Nessuno deve rimanere sulla strada ma deve essere assicurato dai Comuni un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto.”
“Chiediamo inoltre che tutti i Comuni, a partire dall’Amministrazione comunale di Villa d’Adda, predispongano politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente lasciato per troppi anni nell’abbandono.” (Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

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(09.03.16) SPIRANO. NON LASCIAMO SOLI S. E LA SUA FAMIGLIA! MOBILITAZIONE SOLIDALE ANTISFRATTO

* Mercoledì 9 marzo, dalle ore 8.30 PRESIDIO SOLIDALE a Spirano in Via Spiranella 13

S. è un bracciante agricolo di Spirano che con la sua famiglia doveva essere sfrattato una prima volta il 16 febbraio scorso. In tale occasione si era radunata una folla molto numerosa composta dagli attivisti dell'Unione Inquilini e da famiglie solidali, fatto che aveva permesso di procrastinare lo sfratto di qualche settimana, fino alla giornata di mercoledì 9 marzo.
In queste settimane non c'è stata però alcuna concreta disponibilità da parte dell'Amministrazione comunale di Spirano ad individuare un alloggio alternativo per S.,sua moglie e due figli minorenni, uno dei quali ha sofferto negli ultimi tempi di una grave polmonite, molto probabilmente da mettere in relazione alla forte umidità e alle muffe dell'alloggio in cui la proprietà li ha fatti vivere in cambio di 400 euro di affitto mensili.
L’assenza di politiche abitative per le persone e le famiglie in difficoltà sta aggravando l’emergenza abitativa. Questo in un contesto, come quello della città e dei paesi della nostra provincia, dove i comuni intendono addirittura smantellare il patrimonio edilizio pubblico e lasciare tante case popolari sfitte e vuote.
Mercoledì 9 marzo non intendiamo lasciare sola la famiglia di S. e saremo presenti dalle ore 7.00 con un presidio solidale a Spirano, in via Spiranella 13, per evitare che una famiglia con due minorenni sia buttata in strada. (Unione Inquilini Bergamo, per comunicazioni: tel. 3397728683 – Fabio Cochis)

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(05.03.2016) BERGAMO. L’ASSEMBLEA DELLE FAMIGLIE SFRATTATE PROPONE UNA GIORNATA DI LOTTA IN DIFESA DEL DIRITTO ALL’ABITARE E CONTRO LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

Sabato 5 marzo a Bergamo, presso la sede dell'Unione Inquilini, si sono incontrate, in una assemblea molto partecipata, insieme agli attivisti del movimento per il diritto alla casa, alcune delle tante famiglie che rischiano di perdere le abitazioni a causa degli sfratti.
La crescita inarrestabile degli sfratti per morosità incolpevole in bergamasca sta determinando una drammatica e infinita emergenza sociale. Gli ultimi dati statistici disponibili (2014) parlano di 818 per morosità incolpevole; le richieste di esecuzione 2.529 (+23%); le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica sono state 540 con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente.
L'assemblea ha riconosciuto la necessità di estendere la rete solidale fra le famiglie sfrattate per rafforzare la mobilitazione antisfratto nei territori e per intervenire già nelle prossime settimane per impedire che le famiglie vengano buttate letteralmente in strada.
Durante l’assemblea si è discusso della nuova proposta di legge approvata dalla Giunta della Regione Lombardia a fine 2015 e che dovrà ora essere votata dal Consiglio regionale. E' una proposta di legge è passata in sordina, eppure, se approvata, stravolgerà la vita degli inquilini-assegnatari delle case popolari e delle tante famiglie (più di 60.000) che affollano le graduatorie dei comuni della Lombardia.
Sono stati individuati i punti più critici della legge: l'entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni; aumento dei canoni di affitto, che verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica”, cioè il rientro economico e i profitti, e non più sulla base del reddito degli inquilini; la temporaneità delle assegnazioni; tagli ai finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
I molti interventi hanno espresso la necessità di opporsi a questa pessima legge, continuando a fare crescere le pratiche sociali di solidarietà e mutuo soccorso fra le persone impoverite dalla crisi economica. Dobbiamo continuare ad organizziamoci per resistere alla esecuzione degli sfratti, attraverso le varie forme della disobbedienza.
Tutti gli interventi hanno richiesto di attivare una mobilitazione straordinaria per opporsi a questa nuova legge regionale chiedendone la cancellazione. Per queste ragioni l’assemblea ha votato la proposta di organizzare entro 30 giorni un presidio-manifestazione davanti alla sede della Regione Lombardia.
L’appello alla mobilitazione è rivolto alle associazioni, ai comitati, ai sindacati e alle forze politiche che si battono per il diritto all’abitare.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(05.03 - 02.07.16) VERDELLINO (bg). NUOVO SPORTELLO DI DI CONSULENZA DI UNIONE INQUILINI


* A Verdellino, tutti i sabati ore 10.oo - 12.oo, dal 5 marzo al 2 luglio 2016, Via Verdi 9 (nei pressi della sede della Polizia locale) - Tel. 339.7728683 (Fabio) oppure 346.6701114 (Roberto)

Per tutti gli assegnatari delle case popolari, il sindacato sarà presente una volta al mese per aiutare a svolgere tutte le pratiche con l'ALER: anagrafe dell'utenza, ricorsi contro caro-affitti, subentri, ampliamenti, controllo delle ripartizione spese condominiali, verifica morosità.

Il sindacato fornisce anche assistenza e consulenza nel campo fiscale e delle agevolazioni sociali attraverso la compilazione e la consegna di: * ISEE: per richiedere aiuti economici; * BONUS GAS–ENERGIA: contributo di aiuto spesa di gas e luce; *UNICO e 730: dichiarazione redditi: * RED, INV: autocertificazione prestazioni assistenziali invalidi e pensionati: * CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’: domanda contributo economico per chi non riesce a pagare l’affitto. Locandina:

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(10.03.16) TREVIGLIO. NO ALLA RIFORMA REGIONALE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

* Treviglio, giovedì 10 marzo, ore 17.30 ASSEMBLEA PUBBLICA, presso Auditorium Biblioteca - Largo Marinai d'Italia

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni tanti inquilini si sono lamentati per: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle Aler, il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica e la riduzione degli affitti. 
Contrariamente a tutto questo la nuova legge regionale prevede:
Ø Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.
Ø Taglia i finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
Lottiamo per fermare questa nuova legge. Partecipiamo all'assemblea promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini giovedì 10 marzo ore 17.30 a Treviglio (presso l'Auditorium della Biblioteca - Largo Matinai d'Italia). Durante l’assemblea raccoglieremo le firme su una petizione da presentare a ALER di Bergamo per ottenere: 1) una forte riduzione dell’affitto del Box-auto (in questi anni è aumentato in modo esagerato); 2) il controllo degli inquilini sulle manutenzioni straordinarie dei caseggiati (sono completamente ferme e non si capisce quando ripartiranno). (a cura di Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini)

Locandina: qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(28.02.16) SAN PAOLO D'ARGON. AGRONOMIA SEMPRE SOTTO I RIFLETTORI. DENUNCIATO IL RAPPRESENTANTE LEGALE PER ABUSO EDILIZIO E DISCARICA ABUSIVA IN PUGLIA. Rassegna stampa

Prima la notizia nella settimana appena passata della sua liquidazione dell'unità di Via Puccini, poi la rettifica dell'azienda che ha negato seccamente sia l'ipotesi di una eventuale delocalizzazione, sia quella di un rallentamento nelle vendite e nell'espansione, tanto che ne è seguito immediatamente un esploit in borsa. “Al momento abbiamo ancora aperte 11 vertenze per recupero crediti contro il Consorzio, - hanno subito risposto Flai-Cgil e Ufficio vertenze provinciale - se davvero per l’azienda gli affari vanno bene è giunto il momento di pagare quanto dovuto ai propri lavoratori, cioè le mensilità arretrate (con un caso estremo di salari non erogati da 8 mesi a cui va aggiunta la malattia a carico Inps, già percepita dalla s.c.a r.l ma non corrisposte al lavoratore), i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e l’indennità di maternità ancora non corrisposta.” (cfr. Bergamonews.it 25.02.16: qui). Una questione non da poco e ancora tutta da chiarire anche perché, oltre ai salari in ritardo, ci sono forti preoccupazioni per l'occupazione, tanto che per il 10 marzo è fissato l'incontro con il Presidente della Provincia. E' di ieri invece la notizia che a Guagnano in Puglia, nelle aree dove opera Jentu, l'altra società delle società del gruppo Agronomia, i carabinieri del Noe hanno scoperto contenitori di prodotti chimici nascosti assieme ad altri rifiuti, a un metro e mezzo sotto terra. Per la società si ipotizzano i reati  di discarica abusiva, abuso edilizio, scarico non autorizzato di acque reflue. E' stato denunciato alla Procura Guglielmo Alessio, rappresentante legale del gruppo e già presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo. (cfr. Bergamonews.it 27.02.16: qui). Segnaliamo infine l'ampio approfondimento sulle vicende dell'azienda di Via Puccini e della Compagnia delle Opere di Bergamo in Bgreport.org 25.02.16: qui

Agronomia - San Paolo d'Argon,le nostre precedenti info: qui


(28.02.16) IL 17 APRILE REFERENDUM. VOTA SI' PER FERMARE LE TRIVELLE

L'APPELLO. È nato il Comitato Nazionale delle Associazioni Vota Sì per fermare le trivelle con lo scopo di invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare Sì per abrogare la norma (introdotta con l’ultima Legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze.
La Legge di Stabilità 2016 pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.
La vera posta in gioco di questo referendum è far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale. Il Comitato nazionale si pone l’obiettivo di diffondere informazioni sul referendum e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “Vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.
Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? Chiediamo piuttosto che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici.
Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio degli italiani. Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto.

Primi firmatari del Comitato nazionale Vota Sì per fermare le trivelle:
Adusbef, Aiab, Alleanza Cooperative della Pesca, Arci, ASud, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Comuni Virtuosi, Coordinamento nazionale NO TRIV, Confederazione Italiana Agricoltori, Federazione Italiana Media Ambientali, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione UniVerde, Giornalisti Nell’Erba, Greenpeace, Kyoto Club, La Nuova Ecologia, Lav, Legambiente, Libera, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Innovatori Europei, Marevivo, MEPI–Movimento Civico, Movimento Difesa del Cittadino, Pro-Natura, QualEnergia, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Salviamo il Paesaggio, Sì Rinnovabili No nucleare, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Unione degli Studenti, WWF

Alternainsieme.net aderisce e sostiene la campagna per il SI' al Referendum per fermare le trivelle. A San Paolo d'Argon tutti gli interessati possono fare riferimento anche al nostro blog. Riteniamo urgente e necessario promuovere nel nostro territorio una capillare campagna di informazione tra i cittadini. Per info: tel. 338.9759975 (maurizio), mail: alternainsieme@yahoo.it


(26.02.16) San Paolo d'Argon. I capi leghisti in assemblea a dare addosso ai profughi e far dimenticare il loro consigliere regionale in gattabuia. Ma che ci fa con loro il vicesindaco Cortesi?

C'è in paese stasera una assemblea con svariati capi della Lega Nord che vengono a spiegarci quanto ci costano i profughi e che la colpa della crisi è tutta loro al fine di aizzare ancora una volta all'odio e raccattare qualche voto, perché tra qualche mese ci saranno le elezioni comunali.
Per la Lega quella della propaganda xenofoba contro i profughi ("clandestini") è ormai l'unica ragion d'essere, tanto che vi si profonde – Salvini in testa – nei modi più bavosi e ridicoli.
Come è noto, per evitare che in Mediterraneo affoghino altre migliaia di persone che scappano dalle guerre (volute o avallate anche da coloro che poi si meravigliano dei profughi) o dalla crisi economica (voluta dalla finanza internazionale che della disperazione dei popoli se ne frega altamente), anche l'Italia ha aderito ai programmi europei di accoglienza. Proprio il minimo che si potesse fare, per ragioni di civiltà e buon senso.
Nel 2015, per questi programmi l'Italia – detratto il contributo Ue di oltre 560 milioni – ha speso poco più di 250 milioni di euro, cioè circa 4 euro a testa, per ogni cittadino italiano. (cfr. qui)
Tanto o poco che sia, basti sapere che il bilancio tra tasse pagate dagli stranieri in Italia (gettito fiscale e contributi previdenziali) e spesa pubblica per gli immigrati (pensioni, sanità, welfare, politiche di accoglienza e integrazione, contrasto all'immigrazione irregolare) è in attivo di +3,9 miliardi di euro. (cfr. qui)
Come dire che ogni anno ciascun cittadino italiano (nato in Italia!) è in debito verso gli stranieri che vivono e lavorano in Italia di circa 60-65 euro in confronto ai quali sono ben poca cosa i 4 euro a testa spesi per accogliere i più disperati e limitare un po' i morti in mare.
Né possiamo dimenticare che già da oggi l'Inps ha 3 miliardi in cassa di contributi versati da 200.000 stranieri ultra sessantasettenni in età pensionabile, che hanno già lasciato l'Italia e che non riceveranno mai un euro di pensione. (cfr. qui)
Le sanno queste cose i leghisti di San Paolo d'Argon?
Quanto ai richiedenti asilo alloggiati qui a San Paolo d'Argon, ci piace ricordare che non costano niente alla comunità locale e che – stando almeno a quel che ci risulta fino ad oggi – non hanno mai dato fastidio a nessuno; anzi, quelli che abbiamo avuto modo di conoscere ci sono sembrati ragazzi educati e istruiti, forse più della media dei coetanei locali.
Se chi gestisce l'accoglienza ci specula con un utile netto fino al 25%, non è colpa dei profughi. La Lega di questo è ben informata visto che coloro che ci hanno speculato più di tutti, finendo anche sotto inchiesta o in galera, sono stati proprio i suoi amici fascisti di Roma con cui ultimamente la Lega va d'amore e d'accordo.
Ma anche a San Paolo d'Argon la Lega Nord farebbe bene a starsene con la coda in mezzo alle gambe, dopo lo scandalo nella sanità lombarda che ha coinvolto il loro consigliere regionale ed ex senatore Fabio Rizzi insieme ad altre 20 persone, fermate e indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.
Questi, per volontà di Maroni, ha guidato la riforma sanitaria regionale. Ma quale riforma sanitaria sarà quella di uno che si è fatto beccare con i soldi nascosti nel freezer? Davvero - ci chiediamo tutti - uno così si è preoccupato della salute dei lombardi, dei malati, dei bisogni e dei problemi della povera gente? (cfr. qui)
E i sampaolesi dovrebbero perdere tempo per andare ad ascoltare i suoi amici?
Eppure la Lega Nord di San Paolo d'Argon ha comunicato (cfr. qui) che nel suo convegno in biblioteca oltre ai suoi, interverrà anche il vicesindaco di San Paolo d'Argon, un comune che – con grande disgusto della Lega – è stato fra i 19 comuni bergamaschi che hanno firmato il protocollo per ospitare i profughi.
Che ci va a fare il vicesindaco? Va a dare una patente di legittimità e credibilità ai fans locali di Salvini e ai loro capi della provincia e della regione, amici di Fabio Rizzi, politici tutti col culo nel burro ma tutti eroici e intemerati propugnatori della guerra fra poveri (perché così ci scanniamo fra di noi a tutto vantaggio di chi poi ci frega tutti)?
Vuole il vicesindaco dialogare con questa gente, che ha appena detto che intende fare una lista per cacciare la sua attuale maggioranza, sindaco e giunta di San Paolo d'Argon?
Pensa di convertirli o pensa di venire a patti?
Non è che la cosa ci preoccupi, né in un senso né nell'altro, ma davvero non si rende conto il nostro vicesindaco che la sua sola partecipazione, indipendentemente da quello che dirà, equivale – tanto più in questa fase pre-elettorale – a portare acqua al mulino di un convegno, altrimenti asfittico e scontato, indetto da chi calpesta i valori dela ragione, della convivenza civile, della serietà nella vita politica e amministrativa?
Qui a San Paolo d'Argon, con amministrazioni comunali che si dichiarano sempre “al di sopra delle parti”, al di fuori dei partiti ma disponibili a “dialogare” - per il bene del paese - con tutti quelli che “contano” (e solo con quelli che contano!), indipendentemente dal loro spessore politico, civile e morale, alla fine succede che si combinano pasticci e ci si ritrova poi invasi da speculazioni e schifezze che la metà basta. (febbraio 2016, Alternainsieme.net)


(15.02.16) BERGAMO- Borgo Palazzo. FOTO DAL PRESIDIO PER DIFENDERE 6 BAMBINI DALLO SFRATTO

* Lunedì 15 febbraio, PRESIDIO SOLIDALE per ANA, in Via Borgo Palazzo 59 dalle ore 8.20

Uno sfratto è previsto domattina col rischio che una donna finisca in strada con il figlio, un bambino di pochi anni, senza che ci sia una soluzione abitativa alternativa d'emergenza.
Questo avviene a Bergamo dove, come abbiamo denunciato più volte, ci sono più di 500 appartamenti di edilizia sociale pubblica non utilizzati.
Ana è nella graduatoria per l'assegnazione di emergenza (assegnazione in deroga art. 14 Reg.Reg. 1/2004), pertanto chiediamo che l'esecuzione sia prorogata per consentire ad Ana e a suo figlio di poter accedere ad un alloggio, senza altri traumi.
E' la nostra una richiesta ragionevole che facciamo al Prefetto e all'Amministrazione comunale, ma allo stato attuale è in campo solo la proprietà a richiedere come inderogabile l'esecuzione dello sfratto.
Pertanto, lunedì 15 febbraio abbiamo indetto una mobilitazione solidale con presidio in Via Borgo Palazzo 59. Sarebbe scandaloso che Ana e suo figlio finissero in strada senza una sistemazione alternativa a fronte di tanti appartamenti di edilizia pubblica non utilizzati. (14.02.16, Unione Inquilini Bergamo. Per info: Fabio Cochis, tel. 339.7728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(24.02.16) SAN PAOLO D'ARGON. AGRONOMIA: LA BORSA VOLA ALLE STELLE, MA I DIPENDENTI SONO "ALLE STALLE" E SI E' PURE PARLATO DI LIQUIDAZIONE. CHE SUCCEDE VERAMENTE?

Da diversi mesi Agronomia, l'azienda dell'insalata in cellophane di Via Puccini a San Paolo d'Argon, è sotto il riflettore della stampa. Da una parte mirabolanti notizie di successi economici, come lo sbarco in Germania e pure quello in borsa; dall'altra consiglieri e amministratori delegati che vanno e vengono, licenziamenti illegittimi e riassunzioni dovute, un giudice che assolve un operaio accusato di caporalato e poi invita a chiarire le posizioni di due dirigenti, per l’eventuale individuazione di condotte penalmente rilevanti.
E' di lunedì la notizia che Agrononia scarl sarebbe in stato di liquidazione, tanto che perfino il Presidente della Provincia si è attivato per un tavolo di trattativa finalizzato alla salvaguardia occupazione (si parla di 100 dipendenti a rischio). Ma il giorno dopo, cioé ieri, l'azienda rettifica, smentisce, parla invece di rilancio e minaccia ritorsioni legali contro chi ha parlato di liquidazione. A seguito del comunivato aziendale il titolo di Agronomia in borsa “vola” letteralmente a un punto talmente alto da dover essere sospeso, anche se questo esploit clamoroso in borsa non basta però a convincere Persassi a continuare la sua partecipazione al gruppo. Se i titoli vanno a gonfie vele, non è cosi però per i dipendenti, diversi dei quali hanno indietro diversi mesi non ancora pagati, non gli viene pagata la maternità, mentre tra dimissioni tra dimissione per giusta causa e mancati rinnovi saranno 70 o 80 i dipendenti già fuori. Ma ormai non è la prima volta che mentre le azioni di una azienda in borsa vanno bene, il lavoro e le condizioni dei lavoratori vanno a ramengo. Staremo a vedere, non senzaforti preoccupazione per chi alla Agronomia di Via Puccini ci lavora. (San Paolo d'Argon, 24.02.16)

 

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(24.01.16) SAN PAOLO D'ARGON. BANCHETTO PER LA GIUSIZIA SOCIALE E PER I DIRITTI CIVILI

* Domenica 24 gennaio, dalle ore10.00 alle ore 12, Banchetto e volantinaggio de “L'Alternativa – San Paolo d'Argon” in Via Giovanni XXIII
(cabina del telefono di fronte a Conad)

Per dire No all'austerity, alle diseguaglianze sociali,
alle politiche della Ue e del Governo Renzi

Per sostenere la mobilitazioe nazionale per il diritto di vivere in uno stato laico,
contro l'omofobia e contro tutti i razzismi

Per comunicazioni:
"L'Alternativa - San Paolo d'Argon" tel. 338.7268790 (luca) - mail: alternainsieme@yahoo.it - fb: alternainsieme.net


(23.01.16) BERGAMO. 500 CASE POPOLARI (PUBBLICHE!) SENZA PERSONE, 500 FAMIGLIE SFRATTATE SENZA CASA

* Bergamo, sabato 23 gennaio ore 11.oo, PRESIDIO DELLE FAMIGLIE SFRATTATE davanti al cantiere delle case ALER, Via Borgo Palazzo n° 179 (info: tel. 339.7728683 - Fabio)

AUMENTANO GLI SFRATTI, MA AUMENTANO - SFACCIATAMENTE - ANCHE GLI ALLOGGI PUBBLICI LASCIATI VUOTI!

I dati evidenziano la crescita vertiginoso degli sfratti a Bergamo e provincia: le richieste di esecuzione di sfratto sono state 2.529 nel 2014 (+48%), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica sono state 540 con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente.
Anche chi ha acceso un mutuo per l’acquisto della prima casa da tempo fatica a sostenere le rate e finisce con il subirne la requisizione. Nel 2012 le insolvenze nel pagamento dei mutui erano aumentate del 23% rispetto all’anno precedente (dati forniti da Adusbef).
E’ di evidenza comune lo stretto legame tra l’incidenza della crisi economica e la dimensione duratura dell’emergenza sfratti. Infatti nel 91% dei casi le ingiunzioni di sfratto sono dovuti alla morosità, conseguenza diretta di cassa integrazione, perdita del lavoro, precarietà e caduta del redditi degli affittuari.
Tantissime famiglie non ce la fanno più a pagare gli affitti troppo elevati del mercato privato: i canoni continuano a crescere e arrivano in media a 500 € mensili per un monolocale e 600 € per un bilocale. A Bergamo e in provincia, assistiamo ad un aumento della richiesta di accedere ad alloggi popolari ma questo avviene in un contesto di insufficiente disponibilità. Nella sola città capoluogo la domanda di case popolari non soddisfatta nel 2018 arriverà a 8.538 abitazioni, in provincia sarà di 23.573 (Ricerca “Offerta e fabbisogni abitativo al 2018 in Lombardia”, Cisl/Politecnico di Milano, 2010).
In città a Bergamo la crescente richiesta di alloggi popolari si scontra con i ritardi dell’Amministrazione comunale sul terreno della realizzazione di nuovi alloggi popolari ma anche nella messa a disposizione di quelli vuoti
Nella città di Bergamo il numero di case popolari (pubbliche!) tenute vuote è in crescita. La stima dei sindacati è di circa 500 alloggi:

  • 250 sono le case popolari comunali ancora oggi non assegnate perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria (da circa un anno l’attuale Amministrazione comunale ha dato in gestione ad ALER il patrimonio ma i lavori di sistemazione non sono ancora iniziati).
  • 200 circa sono gli alloggi nuovi o restaurati, ma non ancora assegnati: in via Carnovali n° 43-63 i lavori sono terminati ma sono stati assegnati soltanto 30 alloggi; in via Borgo Palazzo i lavori per 107 alloggi, iniziati nel 2005 sono ancora in corso.
  • 150 sono gli alloggi ALER resi disponibili nel corso degli ultimi due anni (a causa di decessi o trasferimenti degli assegnatari) ma i lavori per renderli adatti ad una nuova assegnazione non sono ancora terminati.
Nell'ultimo bando il Comune di Bergamo è riuscito ad assegnare soltanto una settantina di case popolari, a fronte di un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione che supera le mille unità (1.154). Soltanto il 6 % delle domande.
In questa situazione di emergenza abbiamo indetto una mobilitazione straordinaria. Invitiamo tutti i cittadini solidali, i comitati e le associazioni che difendono il diritto all’abitare, le forze politiche e sindacali al PRESIDIO previsto davanti al cantiere di via Borgo Palazzo n° 179 (vicino al Sert) sabato 23 gennaio dalle ore 11.oo (mattino).
Chiediamo alla Prefettura di intervenire per superare i gravi ritardi degli enti locali e dell’ALER e imporre la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada. Chiediamo al Comune di Bergamo, a tutti i comuni della Provincia e all'Aler di di predisporre politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, partendo da un tempestivo utilizzo e assegnazione degli alloggi già disponibili. (19.01.16 - Unione Inquilini Bergamo)

(14.01.16) MARTINENGO. UN ALTRO SFRATTO PER JAMILA E I SUOI TRE BAMBINI

* Giovedì 14 gennaio dalle ore 8.00, PRESIDIO SOLIDALE in Via San Zeno 4 a Martinengo. Per info tel. 3463680766 (Davide)oppure tel. 3806933401 (Rita)

La famiglia di Jamila è in lista d'attesa per una casa popolare a Martinengo, dove da tempo ci sono 5 alloggi dell'Aler vuoti. Passano i mesi, ma non si è ancora trovato il tempo e il modo di metterli in condizioni di assegnarli. L'edilizia residenziale pubblica non è evidentemente fra le prime preoccupazioni fra le autorità preposte. Anzi, a Martinengo continuano ad essere vuoti e, per decisione del Comune, in vendita altri 11 alloggi. Di conseguenza la famiglia di Jamila, che da mesi attende di entrare nella casa popolare a cui ha diritto, giovedì dovrà ricevere ancora una volta la visita dell'ufficiale giudiziario per lo sfratto dall'alloggio in cui abita attualmente. Jamila è vedova, vive con l'anziana madre e i tre figli, di uno, tre e cinque anni, quest'ultimo riconosciuto invalido perché affetto da“autismo infantile severo”. E' davvero scandaloso che questa famiglia debba subire un'altra volta un'ingiuzione di sgombero, col rischio di essere sbattuta in strada in pieno inverno. L'Unione Inquilini chiama quindi alla mobilitazione solidale. Giovedì 14 gennaio, dalle ore 8.00, in Via San Zeno 4 a Marrinengo ci sarà un presidio per Jamila, sua madre e i suoi bambini. (Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683)

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