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mail: alternainsieme@yahoo.it


(17.12.18) BERGAMO. MOBILITAZIONE SOLIDALE ANTISFRATTO

* Lunedì 17 dicembre, presidio solidale dalle ore 8.30, in Via Casalino 5 a Bergamo

Lo sfratto riguarda la famiglia di Nadia N., con il marito – disoccupato - e i tre figli minori, che dallo scorso marzo non è più riuscita a sostenere le spese dell'affitto e la proprietà ha messo in atto le procedure di sfratto.

I servizi sociali del comune di Bergamo hanno proposto una soluzione provvisoria per madre e figli in una casa famiglia, mentre il marito verrebbe ospitato da amici. La famiglia di N. ha accettato la proposta, che però sarà possibile non prima della metà di gennaio.

Nelle scorse settimane, a seguito di regolare domanda, Nadia ha potuto ottenere il contributo per la “morosità incolpevole”, ma la proprietà non ritiene conveniente aderire né accettare di procrastinare per qualche tempo lo sgombero.

Accade infatti frequentemente che, malgrado la disponibilità di tali contributi previsti dalla legge per alleviare il problema sociale degli sfratti, contributi di denaro del pubblico erario messo a disposizione di fatto della rendita fondiaria per evitare lo sfratto o ottenere un nuovo contratto d'affitto, i proprietari non ritengano conveniente aderire.

Unione Inquilini non intende lasciare sola una famiglia che potrebbe finire in strada e per lunedì 17 dicembre ha indetto in presidio solidale, dalle ore 8.30 in Via Casalino 5/h a Bergamo. (Bergamo, 15.12.17, Unione Inquilini, Fabio Cochis, per info: tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

 

 

 

(14.12.18) BERGAMO. SE IL TUO APPARTAMENTO FINISCE ALL'ASTA, ANCHE TUTTA LA TUA PRIVACY FINISCE NEL WEB DEL TRIBUNALE

Sempre più alto è il numero delle famiglie la cui abitazione viene pignorata e messa all'asta o perché il mutuo casa non è stato più possibile pagarlo o per altre disgrazie. Sono tanti drammi che sconvolgono la vita delle persone.
In questi giorni più di mille sono le aste giudiziarie previste in provincia dal Tribunale di Bergamo e di queste una buona percentuale sono alloggi vissuti da famiglie che dovranno in un prossimo futuro andarsene dopo averci vissuto da anni e anni, forse dalla nascita o forse addirittura da prima.
Il sito delle aste giudiziarie non concede molto alla privacy: per ogni “lotto” messo all'asta viene indicato con precisione l'indirizzo, il link di google-maps, la scala, il numero dell'appartamento, il piano e così via, tanto che la tua famiglia può essere facilmente identificata da tutti i conoscenti.
Viene poi resa pubblica una “galleria fotografica” anche degli interni; e così in modo impietoso tutti possono vedere i dettagli più intimi e riservati della tua abitazione, a partire – per esempio - dalla stanza in cui dormi con tua moglie o tuo marito, il tuo comodino, la tua abatjour, i quadretti appesi, il copriletto, le tende alle finestre, lo scendiletto...
Anche la tua cucina è in bella mostra con le pentole, il lavandino, le stoviglie e il tavolo su cui ci si ritrova a desinare. E poi i libri, i soprammobili, i vasi dei fiori, l'alberello di Natale, i giocattoli dei bambini...; insomna i dettagli della tua vita. Ci sta pure l'immagine di un familiare preso di spalle, forse un anziano che da tempo non esce di casa e fatica a spostarsi dalla sua sedia.

Non sfuggono nemmeno i solai, dove ci sono i mobili dei nonni accatastati, i materassi, i tappeti, gli elettrodomestici rotti e tutti gli altri oggetti impolverati che non usiamo più da tempo ma non abbiamo ancora trovato il tempo - o il coraggio - di separarcene definitivamente portandoli alla discarica.
E poi ci sono le foto dello scantinato o del box con le biciclette dei tuoi figli, i vecchi copertoni non più utilizzabili, la cassetta con con le cipolle e qualche attrezzo di lavoro.
La documentazione fotografica del tribunale, messa sotto gli occhi di tutti e a beneficio di chi è in cerca di buoni affari con le aste giudiziarie, non si ferma nemmeno alla toilette: il bidè, il rotolo della carta igienica, l'asciugamano, i panni sporchi, il telo della doccia...
C'è solo di tanto in tanto qualche striscia bianca o nera a nascondere dettagli forse perché troppo personali o perché il curatore fallimentare è preso da scrupoli.
Abbiamo fatto una breve ricerca nel sito del Tribunale di Bergamo dopo che un nostro associato – così ci ha detto - si è visto nelle scorse settimane piombare in casa gli addetti alle aste, non perché fosse moroso di alcunché ma perché è in corso il fallimento dell'immobiliare a cui paga l'affitto regolarissimamente. Anch'egli si è ritrovato con diverse foto dettagliate degli interni del proprio alloggio pubblicate nel web, ha provato rammarico per essere stato troppo accondiscendente con gli addetti del curatore fallimentare e ci ha chiesto di fare qualcosa: per sé e per tutti gli altri che incorrono in simili sgradevoli esperienze.
E non ci rimane – per ora - che pubblicare questa nota con la speranza che possa suscitare qualche attenzione e convincere chi ne è responsabile ad agire nel rispetto degli affetti di ciascuno invece di squadernare tutto nel web. Il diritto alla privacy deve valere tanto per i ricchi quanto per i poveri che perdono la casa.
Nella foto collage sopra riportata sono riprodotte alcune immagini di interni pubblicate in www.tribunale.bergamo.it, sezione vendite giudiziarie, foto scelte tra quelle più anonime e variamente tagliate per non incorrere a nostra volta in quanto vogliamo denunciare. (14.12.18, Unione Inquilini Bergamo)

 

 

 

(16.12.18) LOVERE. 75° ANNIVERSARIO "TREDICI MARTIRI DI LOVERE" (Poltragno, Lovere 22 dicembre 1943)

* Lovere, domenica16 dicembre 2018, corteo commemorativo; concentramento ore 9.45 in Piazza Tredici Martiri

"Nel 75° Annivesario della fucilazione si ricordano i TREDICI MARTIRI Francesco Bessi, Giulio Buffoli, Salvatore Conti, Andrea Guizzetti, Eraldo Locardi, Vittorio Lorenzini, Guglielmo Macario, Giovanni Moioli, Luca Nitckisc, Ivan Piana, Giuseppe Ravelli, Mario Tognetti e Giovanni Vender. Con loro saranno ricordati i Caduti loveresi della Resistenza Pietro Caminada, Luigi Caroli, Pietro Ghedini, Francesco Petenzi e Francesco Tarzia.

PROGRAMMA:

Ore 8.30:
Santa messa nel Santuario S.S. Capitanio e Gerosa
ore 9.45:
Raduno dei partecipanti in Piazza Tredici Martiri. I rappresentanti delle Amministrazionie e delle Associazioni sono invitati a presenziare con i gonfaloni.
Deposizione di corona al Monumento dedicato ai Tredici Martiri.
Intervento di Mauro Magistrati, Presidente Anpi provinciale.
Inizio corteo e sfilata per le vie cittadine con deposizione di corona d'alloro alla Targa in Piazza Tredici Martiri e alla Lapide di Piazza Vittorio Emanuele II.
Ore 11.00:
Arrivo al cimitero. Deposizione di corona d'alloro al Monumento dei Fratelli Pellegrini e dei Tredici Martiri.
Raffigurazione scenica sui Tredici Martiri a cura di Silence Teatro. Intervento conclusivo del Sindaco di Lovere, Dott. Giovanni Guizzetti
(a cura Anpi - Lovere)

Ora e sempre Resistenza

***

Il 29 novembre 1943 Eraldo Locardi e la sua banda operarono insieme ad altri partigiani di Lovere (gli uomini del Gruppo Patrioti loveresi, guidati da Giovanni Brasi) un’operazione di autofinanziamento prelevando il denaro dagli uffici stabilimento dell’Ilva di Lovere, contemporaneamente attaccarono la sede del Fascio repubblicano e le due centrali telefoniche dello stesso paese. Nell’azione furono uccisi due notabili fascisti di Lovere: il podestà Paolo Rosa e il segretario del fascio di Lovere Giuseppe Cortesi. Il 7 dicembre 1943, circa 200 uomini (tedeschi e componenti la G.N.R.) risalgono la piccola valle che da Corti porta alle stalle di Ramello, fino ad arrivare ad una cascina appena fuori dalla frazione di Ceratello (loc. Ciar), che ospita il corpo di guardia del gruppo partigiani di Lovere, mentre il resto del gruppo è alloggiato nelle casine più in alto.
I rastrellatori circondano la cascina e, senza sparare un colpo, grazie all’opera di una spia, catturano l’intero corpo di guardia composto da Piana, Guizzetti, Conti, Vender, Macario e Buffoli. La sorpresa ed il tradimento pongono i partigiani nella impossibilità di reagire. I fascisti ed i tedeschi proseguono quindi fino alle cascine ospitanti il grosso della formazione, ma senza alcun esito, poiché i partigiani, resisi conto della situazione e posti in allarme dai partigiani Tarzia e Corna, riescono a sganciarsi. Grazie alle informazioni della stessa spia, nei giorni seguenti vengono arrestati altri sette resistenti, allontanatisi dalla formazione per assolvere altri incarichi. Sono: Locardi, Lorenzini, Ravelli, Bessi Tognetti, Moioli e lo slavo Nikitsch.
Tutti e tredici vengono tradotti nelle carceri di via Pignolo a Bergamo. Per alcuni giorni vengono sottoposti a torture. Il 22 dicembre 1943 vengono prelevati dal carcere e condotti a Lovere. Arrivati a Poltragno, sette partigiani vengono fatti scendere, condotti sulla strada che conduce a Sellere e fucilati alla presenza dei loro compagni. Gli esecutori, sghignazzando, scrivono sul muro bagnato di sangue “fuorilegge” e ripartono per Lovere per compiere la seconda strage. Gli altri sei, dopo che la direzione dell’Ilva si è opposta al tentativo di procedere alla fucilazione lungo il muro di cinta della fabbrica, vengono condotti nei pressi della pesa pubblica di Lovere (attuale Caserma dei Carabinieri) e lì fucilati di fronte al alcuni cittadini inorriditi.

I TREDICI MARTIRI

1. Bezzi Francesco, nato a Bornato (Bs) il 31/12/1926, residente a Cazzano S. Martino (Bs), operaio, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
2. Buffoli Giulio, nato a Palazzolo sull’Oglio (Bs) il 24/10/1902, residente a Palazzolo sull’Oglio (Bs), operaio, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”;
3. Conti Salvatore, nato a Lovere (Bg) il 21/01/1922, residente a Lovere (Bg), studente, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
4. Guizzetti Andrea, nato a Lovere (Bg) l’8/09/1924, residente a Lovere (BG), apprendista operaio nello stabilimento Ilva, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) con il nome di battaglia “Andreino”, riconosciuto “Partigiano”
5. Locardi Eraldo, nato a Milano il 26/06/1920, residente a Grumello del Monte (Bg); ex tenente dell’esercito italiano, ferito in combattimento sul fronte greco e rimpatriato claudicante dall’Albania; dopo l’8 settembre 1943 con il nome di battaglia “Longhi” organizza in Val Calepio una banda partigiana chiamata “Primo battaglione Badoglio”, si alleerà con i partigiani garibaldini di Giovanni Brasi di Lovere; riconosciuto “Patriota”
6. Lorenzini Vittorio, nato a Telgate (Bg) il 25/08/1925, residente a Sesto S. Giovanni (Mi), operaio, inquadrato nel “Primo battaglione Badoglio” (la banda di Locardi) con il nome di battaglia “Sbafi”, riconosciuto “Partigiano”
7. Macario Guglielmo Giacinto, nato a Lovere (Bg) il 3/10/1925, residente a Lovere (Bg), apprendista operaio, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) , riconosciuto “Partigiano”
8. Moioli Giovanni, nato a Grumello del Monte (Bg) il 29/10/1926, residente a Grumello del Monte (Bg), bracciante, inquadrato nel “Primo battaglione Badoglio” (Banda Locardi) con il nome di battaglia “Tecia”, riconosciuto “Partigiano”
9. Nikitch Luca
10. Piana Ivan, nato a Lovere (Bg) il 24/02/1924, residente a Lovere (Bg), ragioniere, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
11. Ravelli Giuseppe, nato a Casnigo (Bg) il 3/07/1923, residente a Leffe /Bg), manovale, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) con il nome di battaglia “Fulmine”, riconosciuto “Partigiano”;
12. Tognetti Mario, nato a Grumello del Monte (Bg) il 7/04/1922, residente a Grumello del Monte (Bg), commesso, inquadrato nel “Primo battaglione Badoglio” (Banda Locardi) con il nome di battaglia “Mario”, riconosciuto “Partigiano”
13. Vender Giovanni, nato a Breno (Bs) il 29/03/1926, residente a Lovere (Bg), meccanico apprendista, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano"
(da http://www.straginazifasciste.it)

 

 

(02.12.18) SAN PAOLO D'ARGON. CASCINA CASOCC: CHE NE SARA'?

Da oltre quattro anni la Cascina Casocc è disabitata e abbandonata, con la vegetazione che sta avanzando un po' dappertutto. Fino a quando sarà lasciato al degrado tale edificio storico, che risale al Seicento (cfr. la scheda preparata da noi, un po' di tempo fa e in modo artigianale, per ricostruirne e documentarne le vicissitudini: cfr. qui)? I Casocc dal 1999 è sotto il vincolo della Soprintendenza del Ministero dei Beni culturali che l'ha ritenuta “di interesse particolarmente importante” ai sensi della Legge n.1089/39 con provvedimento ministeriale del 19.3.1999, e pertanto da salvaguardare mediante “interventi di restauro e risanamento conservativo attento alla tipologia tipica della tradizione edilizia locale". (cfr. scheda del Sistema Informativo Beni Culturali Regione Lombardia: qui). E' l'unico edificio civile fra i cinque che a San Paolo d'Argon sono sottoposti a questa tutela (gli altri sono il complesso dell'ex Monastero e Chiesa parrocchiale, le chiesette di origine medievale di Madonna d'Argon, di San Lorenzo e di San Piero delle Passere). Nel 2006, dopo una complessa vicenda politico-legale-amministrativa e con qualche prezzo sul piano urbanistico, paesaggistico e ambientale, la vecchia cascina – che continua ad essere di proprietà privata - venne “liberata” dall'orrendo “manufatto” in cemento armato che la circondava dagli anni Settanta sulla sommità del colle. Tra gli anni Novanta e il decennio scorso almeno altri tre edifici storici, coevi alla cascina dei Casocc, perfino più significativi e meglio conservati, sono stati lasciati cadere e/o abbattuti interamente, con o anche senza particolari pezze giustificative da parte dei pubblici poteri e certamente con modesto rammarico da parte dell'opinione pubblica prevalente. C'è da sperare che il “vincolo” citato serva ad evitare per i Casocc un esito analogo. (alternainsieme.net, 30.11.18)

Altre foto, settembre -novembre 2018: qui

 

 

(22.11.18) BERGAMO. PRESIDIO SOLIDALE PER SALVARE DALLO SFRATTO LA FAMIGLIA DI UN LAVORATORE POVERO

UNIONE INQUILINI: “I TAGLI OPERATI AI SERVIZI SOCIALI CITTADINI STANNO COMPROMETTENDO IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE POVERE”

* Bergamo, giovedì 22 novembre, dalle ore 8.30: presidio solidale in Via Carnovali n. 98/a

Hussein vive con la moglie e 4 (quattro) figli minorenni (7, 5, 4, 1 anno). L’unico reddito è il suo che però lavora, part-time, in un negozio di kebab e guadagna uno stipendio di 800 euro al mese.

Questo dimostra la diffusione di quelli che sono stati definiti “working poor”, lavoratori che, a causa della loro precarietà, non riescono a mantenere la famiglia. A seguito delle difficoltà economiche, l'abitazione è stata pignorata dalla banca e, in seguito, venduta all’asta e acquistata da una società immobiliare che ha avviato le procedure di sfratto.

La procedura ormai è esecutiva e l’ufficiale giudiziario ha effettuato un primo accesso per eseguire lo sgombero, con un rinvio poi a giovedì 22 novembre, quando interverrà con il supporto della forza pubblica.

E' da mesi che gli attivisti di Unione Inquilini hanno informato i Servizi sociali del Comune di Bergamo, che però da ultimo hanno dichiarato che non potranno prendersi cura della famiglia. Questo perché i tagli economici operati dalla Giunta stanno rendendo impossibile intervenire perfino nelle emergenze sociali quotidiane che sono sempre più frequenti.

Gli attivisti anti-sfratto non se la sentono di abbandonare la famiglia a se stessa con i 4 figli minorenni e promuovono un presidio solidale per chiedere di procrastinare lo sgombero fino a quando non ci sarà una soluzione alloggiativa alternativa e dignitosa per tutti. Ci vediamo giovedì 22 novembre, ore 8.30 presso Via Carnovali 98/a Bergamo. (Unione Inquilini Bergamo, 21.11.18. Per comunicazioni: tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

 

 

 

(18.11.18) SAN PAOLO D'ARGON. DEL NUOVO PARCHEGGIO DELLA CHIESA PARROCCHIALE

Il nuovo parcheggio della chiesa parrocchiale è stato ormai attivato tanto che quest'oggi c'è stato pure il “collaudo” (si fa per dire) dei trattori della Coldiretti radunati in occasione della giornata del ringraziamento. Dall'Ufficio tecnico del comune hanno confermato che si farà anche un altro parcheggio più piccolo verso il campanile dove già tutt'ora si può parcheggiare, tenendo condo che l'ingresso alla chiesa per i disabili è quello a nord. A breve – ci hanno detto ancora in comune - dovrebbero partire i lavori per la sistemazione e asfaltatura della Via San Mauro per il collegamento con il grande parcheggio posto ad est della chiesa. Il tutto, nuovi parcheggi e sistemazione della Via San Mauro, avviene a spese del comune. A tal proposito nonché in merito alla pavimentazione della piazza davanti alla chiesa, senza nulla aggiungere tranne una piccola precisazione di tipo storico, riportiamo le nostre considerazioni di poco più di un anno fa. (Alternainsieme.net 18.11.18)
Alternainsieme.net, 07.08.17: “La piazza è stata riportata alle misure ante anni Venti del secolo scorso, quando ancora, come è scritto nella “Cronistoria” parrocchiale, 'la piazza della chiesa era della larghezza della facciata della chiesa e la racchiudeva tutta un muraglione alto 2 metri e mezzo, muraglione che partiva dalla strada e finiva addosso alla facciata della chiesa'. (Cfr. M. Sigismondi, San Paolo d'Argon e il suo monastero, 1079-1979, S. Paolo d'Argon 1979).
Non si può fare a meno di notare (…) uno sfarzo - a detta anche di altri concittadini – inappropriato, tanto che l'antico sagrato – quello vero e proprio, fatto in altri secoli all'ingresso della parrocchiale
[nella seconda metà dell'Ottocento per iniziativa di Don Bernardino Brignoli, parroco dal 1875 al 1895] - ne viene alquanto sminuito.
(…) La nuova pavimentazione è stata fatta a cura della Diocesi di Bergamo con una spesa di ben 200.000 euro. Al Comune di San Paolo d'Argon competono invece la spesa per i lavori in Via San Mauro e quella per i parcheggi e i giardinetti, che costeranno alla nostra comunità rispettivamente 100.000 e 60.000 euro: perfino oltre gli impegni originariamente assunti dal nostro Comune (non ci risulta però che nel Consiglio comunale siano state fatte obiezioni). E senza dimenticare che tra il 2007 e il 2008 il nostro Comune aveva già versato per il restauro dell'ex monastero 500.000 euro imposti alla cittadinanza con l'innalzamento dell'addizionale Irpef dal 3 al 5 per mille.
Tutta l'operazione relativa all'ex monastero è costata finora 16 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni i fondi pubblici messi a disposizione da Regione, Provincia e Comune di San Paolo d'Argon. Altri soldi serviranno e certo quello della Diocesi di Bergamo sarà alla fine un investimento decisamente ragguardevole: forse solo qualcosa in meno – tenuto conto delle compartecipazioni di Camera di Commercio e Cariplo - di quanto la stessa Diocesi ha incassato cedendo qualche settimana fa a privati l'importante Casa di Riposo da pochi anni inaugurata nella vicina Casazza.
A più di 10 anni dell'avvio di tutta l'operazione, ciò che si sa è che la Diocesi è in rotta di collisione con la scuola privata insediata nell'ex monastero e legata Compagnia delle Opere e che ha intenzione di ritornare alla destinazione originaria, quella che prevedeva il cosiddetto “Museo delle Migrazioni” nonché cospicui spazi, oltre la metà degli edifici cinquecenteschi, da dedicare alla ristorazione e all'accoglienza turistica.
Abbiamo già parlato e documentato in altra occasione questa tormentata vicenda (cfr. per esempio Alternainsieme.net 03.04.17).
Con qualche disappunto notiamo che, fra tanti milioni profusi dalla Diocesi nel nostro ex monastero, al nostro comune non viene risparmiato l'ulteriore esborso di 160.000 euro.
Di fronte ai bisogni gravi ed urgenti presenti anche nel nostro paese, con persone e famiglie impoverite, rimaste senza lavoro e/o senza casa, anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, i responsabili dell'Amministrazione comunale ci ricordano sempre in modo accorato che a causa dei tagli dei trasferimenti dello Stato le risorse per le politiche sociali sono sempre scarse e di molto insufficienti rispetto ai bisogni. (...)"

 

 

 

(12.11.18) SAN PAOLO D'ARGON. ADDIO ARCHIVIO COMUNALE ONLINE? LA RISPOSTA DAL COMUNE

Ci è giunta dal Comune la risposta alla nostra richiesta di spiegazioni al sindaco sugli atti comunali che scompaiono dall'archivio online dopo il breve periodo di pubblicazione sull'Albo Pretorio che è atto dovuto per legge.
A rispondere è stato non il sindaco, ma la signora segretaria che ci ha mandato una lunga missiva dove – adducendo ragioni di privacy e “diritto all'oblio” – conferma come legittima e dovuta l'eliminazione dall'archivio online degli atti originali e completi, anche se questi devono comunque rimanere in forma cartacea a disposizione dei cittadini che possono andare in municipio e fare richiesta di consultazione/copia secondo lo specifico regolamento per l'accesso agli atti.
Ovvio che un certo numero di atti, che contengono fatti personalissimi e sensibili di questo o quel cittadino, meritano “l'oblio” (informatico), non però tutti gli altri, cioè la stragrande maggioranza, sui quali crediamo che i cittadini abbiano il diritto sapere e quindi partecipare, nel modo più ampio e documentato, anche attraverso gli strumenti informatici.
Chiaro che approfondiremo la questione in termini giuridici e tecnici, e chiediamo un contributo a quanti capiterà di leggere questa nostra nota.
Ma con un paio di interrogativi e un paio di considerazioni:
* Perché gli altri comuni (per esempio Bergamo, Trescore Balneario...) fanno diversamente? Sono tutti loro che sbagliano?
* Togliere la documentazione dall'archivio online è comunque una scelta politica, che va nella direzione di limitare – secondo noi arbitrariamente - il diritto alla partecipazione. Le responsabilità non sono del personale tecnico, ma dei rappresentanti eletti dai cittadini.
* Purtroppo in tema di politica e amministrazione locale avranno maggior diffusione fra la cittadinanza le opinioni che si basano sul sentito dire più che sulla verifica dei documenti reali. E questo – qualunque siano i punti di vista e le convinzioni di ciascuno – non è bello. (L'Alternativa - San Paolo d'Argon, 12.11.18)


 

 

 

(05.11.18) SAN PAOLO D'ARGON.Perché nell'archivio on-line del sito istituzionale del Comune non ci sono più gli atti amministrativi


Nel sito istituzionale del comune di San Paolo d'Argon si potevano consultare e scaricare le delibere della Giunta e del Consiglio comunale nonché tutte le determinazioni dei vari uffici effettuate dal 2003.

Si trattava di un comodo strumento di informazione che consentiva a tutti i cittadini, variamente interessati, di conoscere quanto è stato deliberato e deciso dai vari organi dell'Amministrazione Comunale.

Praticamente tutti i comuni ed enti pubblici sono dotati di siffatto archivio on-line, ma a San Paolo da diversi mesi tale strumento non è più disponibile.

Nel nostro sito istituzionale sono indicate ancora tutte le deliberazioni della Giunta e del Consiglio comunale (cfr. qui) e le determinazioni (cfr. qui), ma i rispettivi contenuti in allegato a ciascun atto indicato – cioè i documenti veri e propri – non ci sono più e chi li vuole conoscere deve recarsi in comune, fare richiesta di poterli consultare o di averne copia, perdendo un sacco di tempo e intasando il lavoro degli impiegati che hanno già un sacco di cose da fare.

I soli atti che ancora si possono aprire e scaricare integralmente sono quelli che compaiono nell'Albo pretorio online: i quali però – dopo il breve periodo di pubblicazione stabilito dalla legge – non sono più né visibili né scaricabili.

Delle ragioni che abbiano portato alla drastica censura dell'archivio on-line, che riteniamo un importante strumento di informazione, partecipazione e controllo democratico da parte di tutti, non possiamo che chiedere conto al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali.

Ma soprattutto si chiede con forza che l'archivio on line venga di nuovo ripristinato e reso agibile a tutti i cittadini nella sua completezza, esattamente come avveniva in precedenza e come avviene normalmente per tutti i comuni ed enti pubblici. (L'Alternativa-San Paolo d'Argon, 24 ottobre 2018)

 

 

 

(04.11.18) SAN PAOLO D'ARGON. CASCINA "CASOCC" 2018

“Il governo concederà terreni gratis e in cambio chiederà di fare un terzo figlio”. Praticamente un insulto a chi vive coltivando la terra, a chi sopravvive con due ettari, a chi si dispera pascolando le sue bestie su terre che non gli appartengono e che – per fortuna - nessuno reclama. Un insulto nell’idea che le terre demaniali siano una disponibilità del governo, qualunque esso sia, e non una disponibilità degli italiani tutti. Non è questo il primo governo che cerca di disporre di questo importante patrimonio secondo gli umori del suo elettorato. Chi voleva venderla con aste al rialzo, per “favorire l’ingresso dei giovani agricoltori” che – come sapete perfettamente – hanno tanta disponibilità di cassa che giocare d’azzardo per acquistare qualche decina di ettari risulta loro la cosa più conveniente. Chi voleva farne altri usi fantasiosi. Mai un governo che dicesse, applichiamo le leggi esistenti (Legge 4 agosto 1978, n. 440. “Norme per l'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate”) e promuoviamo una nuova riforma agraria - non un tweet - capace in 20 anni di garantire una vita dignitosa a chi lavora la terra.

Ma fino ad ora, a parte l’azione dell’Opera Nazionale Combattenti e la costruzione dei Centri di Colonizzazione in epoca fascista, nessuno aveva mai pensato di inventare contadini a fini demografici. Certo che il premio è allettante e, magari, ci sarà un’esplosione di candidati, tutti “italianissimi” e “di provata fede “nella famiglia “di un uomo ed una donna” per riportare la purezza di razza “nell’Italia rurale”.
Certo che, nella legge finanziaria, invece che soldi per questa operazione – qualche milione – o per una fantomatica agricoltura 4.0 che serve a finanziarie il “made in Italy” delle transnazionali agroalimentari oltre che le industrie a monte del sistema agroalimentare nazionale, ci saremmo aspettati un’indicazione sull’impegno italiano nel negoziato in corso sulla PAC ed in particolare sul secondo pilastro – lo sviluppo rurale - che dovrà essere finanziato con soldi nazionali in quota parte maggiore di quanto non fosse fin ora. L’attuale ministro all’agricoltura ed al turismo, di cui conosciamo tutto dei suoi tattuaggi e della sua Harley Davidson, non ci ha ancora fatto sapere il suo pensiero sulla riforma della PAC o sui nuovi OGM.
Noi che mandiamo avanti con difficoltà e resistenza quell’ottanta percento di aziende che riceve meno del 15% del totale dei soldi della PAC e nessun supporto dalla Stato, noi siamo contadini, siamo lavoratori che producono alimenti, non siamo “rurali” e, spesso non abbiamo figli perché nell’”Italia rurale” c’è troppo da lavorare nelle stalle, sono sparite le scuole, gli asili nido, i trasporti, il medico condotto e la medicina preventiva, il veterinario condotto e l’assistenza veterinaria di base, le strade sono tanto malridotte da essere impraticabili e le strade interpoderali ce le dobbiamo riparare da soli anche se sono diventate strade ad alta percorrenza, dal Piemonte alla Sicilia. E la connessione internet ad una velocità normale resta un inutile desiderio. Altro che agricoltura 4.0!
La terra a chi la lavora! ( Ottobre 2018, Antonio Onorati, contadino di Associazione Rurale Italiana, Campagna Romana)

 

 

(31.10.18) IL CONTADINO INVISIBILE. "LA TERRA A CHI FA FIGLI"

Ricevuta ieri sera

“Il governo concederà terreni gratis e in cambio chiederà di fare un terzo figlio”. Praticamente un insulto a chi vive coltivando la terra, a chi sopravvive con due ettari, a chi si dispera pascolando le sue bestie su terre che non gli appartengono e che – per fortuna - nessuno reclama. Un insulto nell’idea che le terre demaniali siano una disponibilità del governo, qualunque esso sia, e non una disponibilità degli italiani tutti. Non è questo il primo governo che cerca di disporre di questo importante patrimonio secondo gli umori del suo elettorato. Chi voleva venderla con aste al rialzo, per “favorire l’ingresso dei giovani agricoltori” che – come sapete perfettamente – hanno tanta disponibilità di cassa che giocare d’azzardo per acquistare qualche decina di ettari risulta loro la cosa più conveniente. Chi voleva farne altri usi fantasiosi. Mai un governo che dicesse, applichiamo le leggi esistenti (Legge 4 agosto 1978, n. 440. “Norme per l'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate”) e promuoviamo una nuova riforma agraria - non un tweet - capace in 20 anni di garantire una vita dignitosa a chi lavora la terra.

Ma fino ad ora, a parte l’azione dell’Opera Nazionale Combattenti e la costruzione dei Centri di Colonizzazione in epoca fascista, nessuno aveva mai pensato di inventare contadini a fini demografici. Certo che il premio è allettante e, magari, ci sarà un’esplosione di candidati, tutti “italianissimi” e “di provata fede “nella famiglia “di un uomo ed una donna” per riportare la purezza di razza “nell’Italia rurale”.
Certo che, nella legge finanziaria, invece che soldi per questa operazione – qualche milione – o per una fantomatica agricoltura 4.0 che serve a finanziarie il “made in Italy” delle transnazionali agroalimentari oltre che le industrie a monte del sistema agroalimentare nazionale, ci saremmo aspettati un’indicazione sull’impegno italiano nel negoziato in corso sulla PAC ed in particolare sul secondo pilastro – lo sviluppo rurale - che dovrà essere finanziato con soldi nazionali in quota parte maggiore di quanto non fosse fin ora. L’attuale ministro all’agricoltura ed al turismo, di cui conosciamo tutto dei suoi tattuaggi e della sua Harley Davidson, non ci ha ancora fatto sapere il suo pensiero sulla riforma della PAC o sui nuovi OGM.
Noi che mandiamo avanti con difficoltà e resistenza quell’ottanta percento di aziende che riceve meno del 15% del totale dei soldi della PAC e nessun supporto dalla Stato, noi siamo contadini, siamo lavoratori che producono alimenti, non siamo “rurali” e, spesso non abbiamo figli perché nell’”Italia rurale” c’è troppo da lavorare nelle stalle, sono sparite le scuole, gli asili nido, i trasporti, il medico condotto e la medicina preventiva, il veterinario condotto e l’assistenza veterinaria di base, le strade sono tanto malridotte da essere impraticabili e le strade interpoderali ce le dobbiamo riparare da soli anche se sono diventate strade ad alta percorrenza, dal Piemonte alla Sicilia. E la connessione internet ad una velocità normale resta un inutile desiderio. Altro che agricoltura 4.0!
La terra a chi la lavora! ( Ottobre 2018, Antonio Onorati, contadino di Associazione Rurale Italiana, Campagna Romana)

 

SERIATE. 64enne non riesce più a pagare il mutuo-casa e rischia di finire al dormitorio. Mobilitazione solidale

* Lunedì 22 ottobre, presidio solidale antisfratto in Via Cerioli 1, dalle ore 10.00

Abou Saleh, cittadino italiano di origine egiziana, insieme a suo figlio quindicenne, lunedì subirà lo sfratto dalla abitazione di Via Cerioli 1 a Seriate. Hanno perso la casa all'asta , in quanto Abou Saleh, disoccupato da tempo, non è più riuscito a far fronte alle spese del mutuo.

Come è noto, negli anni scorsi nella bergamasca abbiamo assistito una moltiplicazione dei mutui-casa offerti dal sistema creditizio in modo selvaggio per “drogare” il business dell'edilizia illudendo migliaia di famglia ed appropriandosi dei loro risparmi.

In una realtà come la nostra in cui agenzie immobiliari e proprietari di abitazioni sono particolarmente restii ad affittare a stranieri, quella del mutuo è stata una scelta obbligata per molte famiglie immigrate.

Inutile dire che, col sopraggiungere e il perdurare della crisi economica, un numero impressionante di famiglie, straniere e non, non è più riuscita a pagare i mutui perdendo di conseguenza la casa

L'alternativa proposta dal Comune ad Abou Saleh è quella di finire all'albergo popolare di Bergamo, mentre per il figlio si pensa di inserirlo nell'abitazione del fratello che vive già in ristrettezza in un bilocale con un figlio e moglie incinta.

Nel territorio del Comune di Seriate ci sono almeno 700 abitazioni sfitte o invendute; da tre anni il Comune non rinnova il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, il cui patrimonio ammonta a poco più 180 appartamenti di cui – secondo una nostra valutazione – almeno una decina sono ancora vuoti.

Sono segnali di gravei carenza nella politica delle casa da parte dell'Amministrazione comunale.

Che a 64 anni Abou Saleh sia costretto a finire all'albergo popolare, crediamo sia un'umiliazione che gli possa e debba essere risparmiata.

Per questo non intendiamo lasciarlo solo e chiediamo alla cittadinanza di sostenere la mobilitazione per chiedere di rimandare lo sgombero al fine di consentire la ricerca di una soluzione alloggiativa dignitosa e non precaria, sia per il padre che per il figlio.

L'appuntamento è alle ore 10.00 di lunedì 22 ottobre in Via Cerioli 1 a Seriate. (Unione Inquilini Bergamo e provincia, 20 ottobre 2018 - per comunicazioni tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

 

 

(17-24.10.18) VILLA DI SERIO - PONTE SAN PIETRO NO AL GESTORE PRIVATO. DIFENDIAMO LA SANITA' PUBBLICA. DUE INCONTRI

Negli ultimi 5-6 mesi a tre milioni di cittadine/i con patologie croniche è arrivata una lettera della Regione Lombardia che invita a scegliere un "gestore" che avrà il compito di pianificare l'assistenza e le cure. Tale riforma è stata presentata come la soluzione di tutte le difficoltà e i disservizi lamentati dagli utenti (interminabili liste d'attesa, carenza di medici di base...). Ma la realtà è ben diversa. Con il gestore privato la Regione Lombardia punta ad indebolire il Servizio Sanitario Nazionale per favorire gli interessi di operatori privati.

Di questo parleremo nei due incontri promossi dal "Tavolo della salute" di Potere al Popolo - Bergamo

* Mercoledì 17 ottobre ore 20.30 - Sala della Comunità - Biblioteca Villa Carrara - Via Giovanni XXIII 60 - Villa di Serio. Intervengono:

- Fulvio Aurora di Medicina Democratica
- Maurizio Bardi, medico di medicina generale

* Mercoledì 24 ottobre, ore 20.30 - Sala civica "F.lli Milani" in Via Piave 26 (sopra la biblioteca) - Ponte San Pietro. Intervengono:

- Elisabeth Consadei e Fulvio Aurora (Medicina Democratica)

 

 

 

MOBILITAZIONE NAZIONALE “SFRATTI ZERO”: DIRITTO ALLA CASA, AL LAVORO, AL REDDITO. GLI APPUNTAMENTI A BERGAMO E PROVINCIA

In bergamasca, ogni anno, fin dall’inizio della crisi economica, non meno di 400-500 famiglie subiscono sentenze di sfratto, nel 90% motivate da morosità per lo più incolpevole. A questi bisogna aggiungere le famiglie che perdono la casa perché non riescono più a pagare il mutuo, situazioni queste molto frequenti in alcune zone della provincia, ma che sfuggono alle statistiche ufficiali. Ogni anno oltre 500-600 famiglie sono sfrattate con l’uso della forza pubblica.
Tante sono collocate nelle graduatorie comunali per una casa popolare, alle quali non viene data nessuna risposta concreta. Tutto questo mentre alcune migliaia di alloggi di edilizia pubblica rimangono ancora oggi chiuse perché prive di manutenzione.
Ogni anno, centinaia di lavoratori e pensionati sono costretti ad andare in sofferenza nel pagamento degli affitti e delle spese condominiali, anche nelle case popolari, a causa dei processi di privatizzazione dell’edilizia residenziale pubblica imposti dai governi della Regione Lombardia.
Questi sono gli effetti delle politiche liberiste e di precarizzazione del lavoro attuate dai governi nazionali che si sono succeduti in questi anni e che hanno prodotto licenziamenti e forti riduzioni nei redditi.
Il Governo Salvini-Di Maio sta creando, anche attraverso il decreto sicurezza, divisioni tra i ceti popolari e razzismo, imponendo l’idea che il nemico è colui che ha i tuoi stessi bisogni ma è un poco più povero.
Noi rifiutiamo questa visione della società. Tutti i lavoratori, italiani e stranieri, sono costretti ai licenziamenti, all’azzeramento dei diritti nei luoghi di lavoro, alla riduzione dei redditi. Per questo tanti perdono la casa e sono condannati alla esclusione sociale.
Il territorio di tanti comuni della provincia, in questi ultimi decenni è stato deturpato, vittima di una cementificazione selvaggia che è stata favorita dalla deregolamentazione urbanistica.
Nonostante questo, i governi, quelli di prima e quello di adesso, pensano che la soluzione stia nella riduzione, fino all’azzeramento, dell’intervento pubblico per liberare la rendita immobiliare speculativa da regole e vincoli sociali, con tanto di provvedimenti repressivi verso chi è ridotto alla disperazione.
Ottobre 2018 è il mese di mobilitazione “Sfratti Zero”, lanciata dall’Alleanza Internazionale degli Abitanti. Questi gli appuntamenti che abbiamo previsto nei prossimi giorni:

* Lunedì 8 ottobre, assemblea degli inquilini delle case popolari a Bergamo, Via Luzzatti, Saletta del Portierato sociale (in collaborazione con il Comitato inquilini di Via Luzzatti)

* Martedì 9 ottobre a Bergamo, assemblea degli attivisti e delle famiglie sfrattate, alle 19 presso la sede di Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g (al termine cena sociale autogestita).

* Mercoledì 10 ottobre a Treviglio, manifestazione cittadinacon ritrovo in Via Casnida 41 alle ore 17.00. In collaborazione con il Collettivo “Tana Libera Tutti”.

* Sabato 13 ottobre a Bergamo, manifestazione unitaria promossa da comitati e organizzzaioni sindacali, ritrovo alle ore 14.30 in Via Torquato Tasso 8 (Prefettura).

Unione Inquilini Bergamo e provincia, 7 ottobre 2018 (per comunicazioni tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

 

(22.09.18) I COMUNI DELLA VALCAVALLINA HANNO UNA SPESA SOCIALE BASSISSIMA.

Rifondazione Comunista chiama in causa sindaci e amministrazioni comunali.

E' quanto emerge da una ricerca del sindacato Cisl di Bergamo sui bilanci dei comuni della bergamasca dell'anno 2016 (ultimi dati disponibili), presentata da L'Eco dI Bergamo del 21 settembre.
A fronte di una media pro-capite di spesa sociale a livello provinciale pari a 102,7 euro (93,7 nel 2015), della Valcavallina arrivano a poco più della metà, 54,3 euro (55,9 nel 2015) di poco superiore a quella dell'ambito del Basso Sebino, 54,3 euro (55,9 nel 2015). Gli ambiti della provincia dove la spesa sociale dei comuni è più alta sono quelli di Bergamo con 175,6 euro pro-capite (163 nel 2015), Valle Seriana con 137,3 (118,6 nel 2015), Dalmine con 120,2 (114 nel 2015), Seriate con 113,2 (84,9 nel 2015). Cfr. tabella: qui
Anche in termini di percentuale di risorse del bilancio dedicate ai servizi sociali i comuni della Valcavallina si collocano in coda; a fronte di una media provinciale del 16,1%, la Valcavallina arriva 10,4% superando soltanto gli ambiti della Valbrembana con il 8,4% e del Basso Sebino con il 9,6%. Ai primi posti si colloca la Valseriana (22,3%), l'ambito di Dalmine (20,8%), di Seriate (20,2%). (cfr. anche qui)
In generale la ricerca della Cisl denuncia come dal 2010 al 2016 la spesa sociale dei comuni in tutta la provincia sia pressoché ferma ai 114 milioni di euro, senza incrementi significativi malgrado gli effetti devastanti della crisi e i bisogni accresciuti, in relazione in particolare alla precarizzazione del lavoro e all'aumento del numero delle persone anziane bisognose di assistenza.
Come Rifondazione Comunista della Valcavallina non possiamo che denunciare come sconcertante la situazione della nostra zona, i cui comuni – per la maggior parte a guida Pd o collegate al Pd - si mostrano – almeno secondo i dati della Cisl – fra quelli più disattenti e disimpegnati in termini di risorse impegnate per il welfare e i bisogni primari di famiglie, anziani, lavoratori, persone colpite dalla crisi.
Chiediamo pertanto che i sindaci e le amministrazioni comunali di tutto l'ambito della Valcavallina diano spiegazioni alla cittadinanza e soprattutto invertano con decisione la rotta. (22.09.18, Circolo di Rifondazine Comunista - Valcavallina)

 

(17.09.18) CARAVAGGIO. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE DALLA STRADA MARIA P., DONNA SOLA E DISOCCUPATA

* Presidio antisfratto, lunedi 17 settembre, ore 8.30, Via Amilcare Bietti n° 34, Caravaggio (info c/o cell. 3397728683 - Fabio)

 

Maria P. è disoccupata e abita sola in un appartamento monolocale affittato a 340 euro al mese. La casa appartiene a una delle poche famiglie che, nella bassa bergamasca, detengono decine e decine di immobili a uso abitativo, spesso in pessimo stato manutentivo, che affittano a prezzi insostenibili.
La giovane ragazza vive in una precaria condizione economica e ha subito in passato già altri sfratti per morosità incolpevole. La crisi economica è stata devastante per Maria Pia, sopravvive grazie a piccoli lavori saltuari, spesso pagati a “nero”, e al sostegno di amici.
Nonostante abiti a Caravaggio, ha mantenuto la residenza a Treviglio, in quanto i Servizi sociali che la seguono le avevano promesso un qualche tipo di aiuto.
Purtroppo nel momento del bisogno, l’Amministrazione comunale le ha negato qualsiasi tipo di sostegno, neppure sarà collocata nella comunità di accoglienza per donne sole che a suo tempo le era stata prospettata dai Servizi sociali di Treviglio.
Quello di Maria P. è l’ennesimo caso di sfratto che rischia, se sarà eseguito, di ingrossare il numero dei senza fissa dimora che vivono nel territorio di Treviglio.
Gli attivisti di Unione Inquilini non se la sentono di abbandonare al suo destino questa giovane ragazza e saranno presenti con un presidio anti-sfratto per esprimere una solidarietà attiva che gli Enti locali non sono più in grado di garantire. (16.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

(14.09.18) UNIONE INQUILINI. SPORTELLI CONSULENZA A BERGAMO E PROVINCIA

Dopo la pausa delle ferie già da diversi giorni sono ripresi regolarmente le attività e i servizi dei nostri sportelli.

BergamoVia Borgo Palazzo 84/g: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00. Tel. 339.7728683 (Fabio)

Treviglio - Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30 -19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3397728683 (Fabio), 3484488891 (Vallì)

Castelli Calepio - Via Roma 21 (Tagliuno) - Sede Circolo Rifondazione Comunista -: Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

VerdellinoVia G. Verdi n° 9 (vicino sede Polizia Locale): Sabato, ore 10 -12 - Tel. 3397728683 (Fabio); 346.9724888 (Roberto)

Borgo di Terzo - Via Rivolta 1, scalinata di fronte a farmacia, Sede Circolo Rifondazione Comunista - su appuntamento: Tel. 3389759975 (Maurizio)


(10.08.18) ENDINE GAIANO. PER RICORDARE IL PARTIGIANO BRACH, LA RESISTENZA E LE MIGRAZIONI

* Appuntamento a Endine, presso il Monumento all'emigrante (vicino al cimitero), venerdì 10 agosto alle ore 10.00.


Il 10 agosto 2018 ricorre il ventiduesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Brighenti, partigiano "Brach". Come in ogni anniversario lo ricorderemo con i parenti, i compagni e gli amici di sempre con una semplice ma significativa cerimonia presso il cimitero di Endine Gaiano, venerdì 10 agosto 2018 alle ore 10. Il ritrovo è previsto nell'area antistante al Monumento all'Emigrante, proprio di fianco alla chiesa di San Remigio. Depositeremo un mazzo di fiori al Monumento all'Emigrante eretto nel 1992 proprio su desiderio ed interessamento di "Brach" per ricordare le numerose persone che anche da Endine sono emigrate tempo addietro per sfuggire alla quotidianità di stenti e miseria, cercando all'estero condizioni di vita migliore da poter offrire ai loro familiari. L'opera si è potuta realizzare anche grazie alla generosità di molte persone e famiglie, compreso lo scultore Alberto Meli, autore della scultura, la disponibilità del Comune di Endine Gaiano di destinare il luogo scelto e predisporlo per la collocazione del monumento, la cava Cantamessa per la donazione della pietra di cui è costituito. La targa posta sul monumento ha incise le seguenti e significative parole:
A RICORDO DI COLOROn / CHE EMIGRARONO / ALLA RICERCA DI UN LAVORO / VANTO E ONORE PER L'ITALIA / 7 NOVEMBRE 1992 GLI ENDINESI
In corteo poi, con le bandiere delle sezioni Anpi e delle Associazioni presenti, raggiungeremo le tombe di Pasquale Lampugnani e di "Brach" per lasciare un mazzo di fiori in loro ricordo. Chi non è più fisicamente tra noi rivive comunque con il pensiero che si esprime attraverso l'affetto custodito nel cuore di ognuno. (Anpi Endine Gaiano, il President Andrea Brighenti, segreteria: Via Partigiani, 21 24060 Endine Gaiano (Bg) tel. 035.826242)


(31.07.2018) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: "IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ABITATIVE E SOCIALI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE"

“In questo modo si aumentano i senza-tetto”.


A Treviglio questa mattina a seguito della mobilitazione antisfratto promossa in Via Casnida 41 dagli attivisti di Unione Inquilini, dal Comitato per il diritto alla casa e dal “Kollettivo Tana Libera Tutti” non è stato eseguito lo sgombero di una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Purtroppo non ci è stato comunicato la data del prossimo accesso dell'ufficiale giudiziario e pertanto temiamo che – come già avvenuto a Treviglio la scorsa settimana - lo sgombero possa essere eseguito senza preavviso, con il risultato di buttare in strada un’altra famiglia.
Secondo gli attivisti anti-sfratto l’Amministrazione comunale di Treviglio mostra di aver abbandonato ogni tipo di politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune scelgono di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.
A tale proposito Unione Inquilini ha scritto al Garante lombardo per l'infanzia e per l'adolescenza denunciando la violazione di obblighi legali a cui è tenuto il Sindaco relativamente alle convenzioni internazionali quali: • l'art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall'Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; • l'art. 27 della Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo, ratificata dall'Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; • gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l'eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall'Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Si tratta di obblighi legali che derivano dalla ratifica, da parte dello Stato italiano, di convenzioni internazionali che impongono alle autorità locali (non solo all'autorità nazionale) azioni e politiche adeguate di protezione delle donne e dei minori.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per combattere l’emergenza abitativa. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Infatti la DGR n. 5644 del 3/10/2016, attraverso fondi in gran parte provenienti dallo Stato centrale stanziava € 160.670,85; con la DGR n. 7464 del 4.12.2017 altri € 36.004,28. Su un totale di € 196.675,13 a disposizione, l’Amministrazione comunale ne ha speso, ad oggi 31/07/2018, circa € 91.343,42, cioè meno della metà (46%) in due anni. Il rischio vero è che i soldi non spesi, entro fine anno 2018, debbano essere restituiti, nonostante vi siano famiglie che non riescono neppure ad accedere al mercato della locazione.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d'Italia) per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Segnaliamo il caso della famiglia sgomberata da Via dei Malgari due settimane addietro, di cui si sono perse le tracce, ma che sappiamo ancora presente sul territorio.
Oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi delle case popolari restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria. L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 26 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità. (Unione Inquilini Bergamo-Treviglio, 31.07.18)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(30.07.18) SERIATE. APPUNTAMENTO ANTISFRATTO

* Lunedì 30 luglio, ore 9.00 a Seriate, Via Don Minzoni n° 4, PRESIDIO SOLIDALE. Per info: tel. 3914724379 (Valentina)

In vista delle ferie d'agosto in questo fino mese di luglio si moltiplicano gli sfratti. Lunedì mattina a Seriate l'ufficiale giudiziario busserà alla porta di una famiglia con due bambini piccoli e malati per sgomberarla dall'appartamento in cui vive. Ci troviamo pertanto lunedì mattina 30 luglio, alle ore 9.30 in Via Don Minzoni 4 a Seriate davanti all'abitazione della famiglia per un presidio solidale antisfratto. (Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(31.07.18) TREVIGLIO (bg). MANIFESTAZIONE ANTISFRATTO

* Appuntamento alle ore 8.30 di martedi 31 luglio, dalle ore 8.30 Treviglio, Via Casnida n° 41-Treviglio. Nel corso della manifestazione: conferenza stampa con presentazione dei dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio. Info c/o Unione Inquilini Treviglio/Bergamo - tel. 3387728683 (fabio)

A Treviglio martedi 31 luglio ufficiale giudiziario e forze dell’ordine interverranno per “buttare in strada” una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Il capofamiglia fa parte di una lunga schiera di “lavoratori poveri”: coloro che con il loro salario non riescono neppure a coprire le spese del vivere quotidiano. L'inquilino infatti lavora in una fabbrica del bergamasco con un contratto a chiamata, assunto da una cooperativa di intermediazione lavorativa.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune hanno scelto di abbandonare la famiglia a sé stessa, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta nemmeno per la madre e i figli minorenni.
Il Comune di Treviglio è fra quei comuni che mostrano di voler rinunciare ad una politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione, per combattere l’emergenza abitativa.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto. 
Per questi motivi martedi 31 luglio Unione Inquilini, insieme al collettivo “Tana Libera tutti”, organizza una manifestazione di protesta contro l’ennesimo sfratto eseguito con l’utilizzo della polizia. La giornata di mobilitazione avrà inizio alle ore 8.30 a Treviglio in via Casnida n° 41, di fronte alla casa della famiglia di cui è previsto lo sgombero.
Nella conferenza stampa, prevista durante la manifestazione, presenteremo i dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale compresa la testimonianza di una famiglia rimasta senza tetto e assistenza dopo aver subito uno sfratto nei giorni scorsi. (Unione Inquilini Trevigio/Bergamo, 26.07.18)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

(19.07.18) BORGO DI TERZO (bg). ASSEMBLEA PUBBLICA: COSTRUIAMO "POTERE AL POPOLO" ANCHE I VALCAVALLINA E DINTORNI

* Giovedì 19 luglio alle ore 21.00, Sala comunale di "Casa Zinetti", Via Roma 25/27

APPELLO. La necessaria opposizione allo stato delle cose presente. Costruiamo “Potere al popolo” anche in Valcavallina e dintorni

Dopo la devastazione fatta dai governi a guida Pd nei confronti delle conquiste sociali e dei diritti dei lavoratori e delle persone, il governo a guida giallo-verde sta già accantonando le promesse elettorali per aderire strettamente alle politiche di austerity programmate dalla Ue.
Sempre più reale, cioè, è la prospettiva di dover passare dalla massacro sociale in salsa liberal-europeista a quello di Lega e 5 Stelle che fa perno sul progetto di Flat Tax, per far pagare meno tasse ai ricchi, e questo in un Paese come l'Italia dove negli ultimi trent'anni abbiamo avuto una caduta continua e inarrestabile dei redditi popolari e una parallela concentrazione di ricchezze nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di persone.
Di fronte a cinque milioni di persone in povertà assoluta, ad una estensione del lavoro precario e sottopagato che non ha precedenti nella storia del nostro paese, di fronte ad un profondo malessere sociale dovuto non alla scarsità ma ad una distribuzione profondamente distorta delle ricchezze, la scelta del governo in carica – con le orrende iniziative xenofobe e assassine di questi giorni – è stata quella di indicare nei migranti il “capro espiatorio” in funzione della guerra far i poveri, come hanno sempre fatto i fascisti di tutti i tempi.
La difesa dei diritti e delle aspirazioni dei lavoratori, dei giovani, dei ceti sociali che più hanno pagato e stanno pagando l'austerity non può essere affidata né ai partiti di questo governo né alle forze politiche che per decenni sono state artefici del massacro sociale.
Ma riconquistare quello che ci è stato tolto, impedire ulteriori rapine può essere possibile solo nel quadro di un reale protagonismo e disponibilità alla lotta da parte di tutti coloro, giovani e meno giovani, uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, disoccupati, precari.
Si tratta non solo di far sentire la nostra voce, ma anche di dotarci di strumenti di solidarietà e mutualismo, capaci di dare risposte concrete, ora e senza deleghe, ai bisogni delle persone e di contrastare il neo-liberismo pervasivo che ci rende sempre più poveri e più isolati.
E' con tali intendimenti che “Potere al popolo” nei mesi scorsi ha mosso i suoi primi passi e si appresta, con una presenza diffusa in tutta Italia, a dare corpo, in modo partecipato, organizzato ad un progetto di resistenza, di opposizione e di riscossa, popolare, sociale, antifascista, per difenderci e reagire dalle vecchie e nuove spoliazioni di diritti, reddito, dignità, democrazia e perfino di umanità.
Anche nella nostra zona è ormai ora di costruire “Potere al popolo”. Il primo passo è quello di incontrarci, conoscerci, organizzarci, progettare: per non essere più passivi, impotenti, rassegnati.
L'appuntamento è giovedì 19 luglio, alle ore 21.00, presso la Sala Comunale “Casa Zinetti”, a Borgo di Terzo, Via Roma n°25-27

Potere al Popolo Valcavallina e dintorni - bg tel. 3387268790 (luca)
papvalcavallina@libero.it


(30.06.18) COVO (bg). L'aumento ingiustificato e gravoso di una tassa riguardante i soli cittadini immigrati. Soppresse le ordinanze nei comuni che l'avevano aumentata, sopravvive ancora a Covo.

Tra il 2014 e il 2015 alcune amministrazioni comunali della provincia di Bergamo avevano deliberato di aumentare in modo esorbitante i diritti di segreteria per il cosiddetto “certificato di idoneità alloggiativa”, un documento che solo i cittadini extra Ue devono presentare in molte occasioni, come ad esempio all'atto del rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro, nei casi di ricongiungimento familiare oppure quando si chiede la carta di soggiorno anche per i familiari conviventi.
Così, in seguito ai ricorsi di cittadini stranieri, il Tribunale di Bergamo aveva più volte dichiarato questi provvedimenti illegittimi, ravvisandovi una ingiusta “'distinzione' basata sull’'origine nazionale' che ha come effetto quello di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali” e ingiungendo quindi ai comuni che li avevano promossi di ritirarli e restituire le somme indebitamente riscosse.
Anche a Covo dal 2015 il costo del certificato di idoneità alloggiativa è stato portato da 50 euro (questo in media l'ammontare dei diritti di segreteria vigenti nei comuni) a ben 210 euro (+420%!) per ciascuna domanda, a cui bisogna aggiungere altre centinaia di euro per le attestazioni dell'idraulico o dell'elettricista, che – secondo il regolamento vigente a Covo – scadono ogni tre mesi.
Si tratta di oneri gravosi che incidono in modo significativo sul reddito delle famiglie, considerando che in diverse casi la certificazione di idoneità alloggiativa deve essere presentata anche più di una volta all'anno, e che pertanto ostacolano l'esercizio di diritti fondamentali.
Per questo le comunità degli immigrati di Covo chiedono al Sindaco e all'Amministrazione comunale di rivedere le delibere e i regolamenti comunali in materia prevedendo tariffe e modalità analoghe a quelle degli altri comuni".
Su questo problema nella mattinata di sabato 30 giugno, alle ore 10.00 circa, una delegazione delle Comunità dei cittadini stranieri residenti a Covo incontrerà il Sindaco di Covo, mentre per sabato 7 luglio alle ore 15.30 si terrà una assemblea pubblica presso il Centro sociale “Ex Biolcheria” (Via al Pradone), a cui sono invitati i cittadini, amministratori e consiglieri comunali, le associazioni, le forze sindacali e politiche. (a cura Comunità immigrati stranieri a Covo e sindacato Unione Inquilini di Bergamo e provincia, 29.06.18, per info c/o tel. 3397728683 - Fabio Cochis)


(14.06.18) SANITA'-LOMBARDIA. Potere al Popolo: "No al gestore privato delle cronicità. Esigiamo il rispetto dei tempi massimi previsti dalla legge per le liste d’attesa"

Dopo oltre 3 mesi da quando l’assessorato alla sanità della Regione Lombardia ha iniziato a spedire lettere ai cittadini con patologie croniche invitandoli a passare a gestori privati delle cronicità, sono solo circa 258 mila su oltre 3 milioni i pazienti cronici che hanno deciso di aderire.

A fronte di oltre 3 milioni di lettere inviate, solo poco più dell’8% degli interessati ha, quindi, aderito al modello di gestione privatistica delle cronicità proposto dalla Regione Lombardia, che fa perno soprattutto sulla ingannevole promessa di una “corsia privilegiata” per evitare i lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche (a patto, però, di utilizzare non le strutture ospedaliere consuete per i pazienti ma quelle che il gestore può offrire).

Questo risultato a dir poco misero è stato ottenuto a spese di noi cittadini contribuenti: ci piacerebbe sapere quanto ha speso fino ad ora la Giunta Regionale per reclamizzare questa sua iniziativa verso i malati cronici attraverso gli spot sulle TV e le radio locali, le inserzioni sui giornali delle varie province, la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli, la stampa e l’invio di oltre 3 milioni di lettere (più tutte le ore di lavoro degli impiegati e dei funzionari della Regione).

Che si tratti di un fallimento lo dimostrano anche i continui rinvii del progetto decisi dallo stesso assessorato: la fase di reclutamento è stata prorogata al 31 dicembre, mentre lo stesso assessore dichiara ormai che saranno necessari 5 anni per la messa a regime dell’intero sistema.

Invitiamo i cittadini con patologie croniche a rifiutare il gestore privato e a restare con il proprio medico di base (medico di medicina generale).

Invitiamo tutti i cittadini a pretendere l’applicazione delle leggi in fatto di tempi di attesa per le prestazioni e le visite specialistiche: il decreto legislativo 124/1988 stabilisce che la Regione deve fissare per ogni esame il tempo massimo di attesa e qualora sul territorio della Ats (ex Asl, ndr) nessun ospedale dovesse garantire la prestazione nel tempo di attesa stabilito, la stessa potrà essere richiesta in regime di libera professione con il solo pagamento del ticket. (Tavolo regionale sulla salute di Potere al Popolo - Bergamo, 7 giugno 2018)


(13.06.18) SFRATTI. STATISTICA 2017 - MIN.INTERNO/GRAZIA E GIUSTIZIA: NOTE SULLA PROVINCIA DI BERGAMO

Sono stati pubblicati in questi giorni e sono reperibili nel sito del Ministero dell'Interno i dati relativi agli sfratti in Italia, disaggregati secondo regioni e province.
In Bergamasca, rispetto alla cifra del 2016, cala il numero delle sentenze di sfratto emesse nell'anno, da 591 a 438 nel 2017 ( - 25% in bergamasca a fronte di un decremento a livello regionale del 14% e a livello nazionale – 6,7%).
Secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Interno, sono stati 542 gli sfratti eseguiti nel 2017 (-4,70, mentre a livello regionale la riduzione è stata di quasi - 7% e a livello nazionale di - 9,33%), circa 2 al giorno, 10 a settimana; 2491 sono state le richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario (-3,21 rispetto all'anno precedente, a fronte di un decremento regionale del - 25,10% e a livello nazionale di -16,83%).
Nella nostra provincia la diminuzione risulta consistente nel numero delle nuove sentenze di sfratto nella nostra provincia, ma piuttosto limitata nel numero di sfratti eseguiti e delle richieste all'ufficiale giudiziario.
Riteniamo che solo in minima parte la riduzione sia legata ai modesti segnali di ripresa economica e occupazionale che si notano qua e là. E' una ripresa che – al di là delle valutazioni sulla sua consistenza o sulla sua stessa realtà - avviene in ogni caso lasciando immutati gli squilibri sociali e la precarietà di fondo nelle condizioni di lavoro e di vita di ampi settori sociali, come testimoniano le varie inchieste.
La diminuzione statistica degli sfratti è soprattutto fisiologica: gli sfratti diminuiscono perché dopo una sequenza di anni caratterizzati da un alto numero (di sfratti) si è ridotta matematicamente la platea degli inquilini a rischio di insolvenza. Molte delle famiglie sfrattate non riescono più a tornare sul mercato della locazione ma aumentano le coabitazioni, gli affitti di camere o di letti “a nero” e così via.
Il 93% degli sfratti sono per morosità incolpevole.
Nel 2017, su 438 sentenze di sfratto emesse, solo una decina riguardano il capoluogo e oltre il 90% invece i comuni piccoli e medi della provincia (più del 90%). Infatti la questione sfratti impatta da qualche anno – secondo una tendenza anche di carattere nazionale e che da tempo notiamo anche nella nostra provincia, in particolare in aree come l'Isola o la Bassa Bergamasca - maggiormente sui piccoli e medi comuni, quelli che non hanno gli strumenti e spessissimo nemmeno la volontà di dotarsi di una politica abitativa. Parallelamente nei capoluoghi e nelle città più grandi si nota una riduzione del fenomeno sfratti, un segnale – secondo il nostro sindacato – che le lotte per il diritto alla casa, un fenomeno ancora soprattutto metropolitano, cominciano ad incidere.
La condizione abitativa delle famiglie continua ad essere gravata da problemi strutturali che derivano dal vuoto o dall'insufficienza dell'intervento pubblico, che è ai livelli più bassi d'Europa.
Significativo, e inquietante, che anche nell'ultimo “contratto di governo” e nelle dichiarazioni programmatiche la questione abitativa sia stata pressoché omessa, salvo auspicare la velocizzazione delle procedure di sgombero delle occupazioni, liquidando dunque il problema come una questione emergenziale e di ordine pubblico.
Altrettanto grave e preoccupante la logica della nuova normativa regionale che si sta mandando a regime, fatta apposta per ratificare l'esclusione dal diritto alla casa pubblica delle categorie più in difficoltà per abbandonarle ad un destino di perpetua precarietà.
E' chiaro che se permangono questi intendimenti politici di fondo, aberranti, non si andrà mai da nessuna parte. (Unione Inquilini, Bergamo, 13.06.18, note a cura di Fabio Cochis, segretario provinciale))

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2017

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(04.06.18) SAN PAOLO D'ARGON. VINCENZO ARDISIA, ANNI 75

* Nel pomeriggio di ieri si è spento il nostro concittadino ed amico Vincenzo Ardisia. Ora si trova nella Camera Mortuaria della Casa di Riposo di Gorlago. I funerali si svolgeranno Martedì 5 giugno alle ore 16.00 nella Parrocchiale di San Paolo d'Argon.

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Vincenzo viene dalla città di San Severo nel Tavoliere delle Puglie, dove ha vissuto fino a 18 anni. Ci teneva ricordare la sua città come uno dei luoghi delle epiche lotte dei braccianti guidati nel primo e nel secondo dopoguerra dal grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio
Emigrato a Milano ha lavorato dapprima come manovale in un'industria farmaceutica, studiando alla sera fino a diplomarsi perito chimico, per continuare poi a lavorare come tecnico sempre nel settore farmaceutico.
Dal 1985 ha sempre vissuto con la sua famiglia a San Paolo d'Argon lavorando fino alla pensione come responsabile della logistica presso l'industria ErreGiErre di Via Baracca.
Appassionato di corsa campestre ha partecipato a numerose competizioni dilettantistiche fino agli ultimi anni collezionando svariati trofei di cui andava fiero.
Amava tantissimo giocare con le parole, dedicandosi alla scrittura: testi in rima e storie apparentemente strampalate, ma di una straordinaria levità e profondità, forse per provare a reagire - in un mondo che diventa sempre più greve - con la forza travolgente del sorriso e del gioco mobilitati a soccorso del bisogno insopprimibile di libertà, giustizia, fiducia negli altri.
Ma che cos'è la poesia se non il gioco con le parole che ci fa scoprire verità e bellezze altrimenti inarrivabili?
E proprio questo Vincenzo ha voluto trasmettere nelle numerose attività di scrittura creativa con tanti bambini e ragazzi nella nostra biblioteca e nelle nostre scuole.
La terra – ne siamo sicuri - non mancherà di esserti lieve, Vincenzo Ardisia. Purtroppo senza di te dovremo faticare di più per salvare la poesia senza la quale il mondo si ferma e le persone tendono poi a diventare più tristi e più cattive. (04.06.18. m.m.)


(31.05.18) VALCAVALLINA. FIRMA PER LE TRE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE

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1. Per la scuola della Costituzione. Per dire NO alla scuola-azienda. Per una scuola pubblica, laica, aperta, solidale, che gantisca appieno il diritto all'istruzione: abrogazione della "Buona scuola" di Renzi, obbligo scolastico fino a 18 anni, almeno il 6% del Pil all'istruzione, limite di 22 alunni per classe, più insegnanti specializzati per l'inclusione. (materiali e approfondimenti: qui)

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2. Per l'eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione. Per cancellare le modifiche alla Costituzione manomessa dal governo Monti. Per rimuovere il pareggio di bilancio dalla Costituzione perché le politiche di bilancio dello Stato non possono mettere in discussione i diritti fondamentali al lavoro, alla scuola, alla sanità, al welfare. (materiali e approfondimenti: qui)

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3. Per una legge elettorale proporzionale. Per un parlamento legittimo e pienamente rappresentativo delle volontà politiche dei cittadini. Per eliminare premi di maggioranza e liste bloccate; per ripristinare il voto di preferenza. (materiali e approfondimenti: qui)

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Dove si può firmare

- negli orari d'ufficio, per tutto il mese di giugno 2018, presso gli Uffici demografici dei Comuni di San Paolo d'Argon, Trescore Balneario, Spinone al Lago (elenco in aggiornamento)

- Luzzana, domenica 17 giugno, ore 8.30-12.00, banchetto raccolta firme in Piazza G. Meli

A cura Rifondazione Comunista - Valcavallina. Info c/o tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it - www.alternainsieme.net


(11.05.18) BERGAMO. CONGRESSO DI UNIONE INQUILINI: UN’ASSEMBLEA MOLTO PARTECIPATA ELEGGE IL DIRETTIVO E DECIDE IL PROGETTO DI MOBILITAZIONE


Più di un centinaio di inquilini, residenti nelle case popolari e in affitto nella locazione privata, si sono riuniti in assemblea per il Congresso provinciale di Unione Inquilini. Erano presenti anche gli attivisti degli sportelli di Treviglio, Bergamo, Valcalepio e Valcavallina.
Si è discusso animatamente del programma (*) di mobilitazione per i prossimi mesi.
L’avanzare della crisi economica e le politiche di austerità del governo (ma anche della Regione Lombardia e degli enti locali) ha creato una situazione esplosiva. Sono aumentate le famiglie proletarie che non riescono più a fare fronte a mutui o affitti esosi. La conseguenza è la drammatica crescita degli sfratti per morosità incolpevole.
Invece l’edilizia residenziale pubblica, che dovrebbe essere la risposta vera al bisogno abitativo, è sempre più lasciata nel degrado, con scarse manutenzioni, con una gestione degli alloggi inefficiente, con tantissimi alloggi vuoti. Al degrado si aggiunge l’assenza di politiche di accompagnamento sociale da parte dei servizi sociali dei comuni. Unione Inquilini deve aprire mobilitazioni per connettere la richiesta di aumentare la quantità e la qualità dell’edilizia residenziale pubblica, alla lotta per la gestione del patrimonio esistente in rapporto ai bisogni sociali degli inquilini delle case popolari. Dobbiamo produrre lotte unitarie tra chi richiede l’alloggio popolare e per chi ci vive e non si sente sicuro.
Questo deve avvenire mantenendo e rafforzando le pratiche mutualistiche e autorganizzate che ricostruiscano solidarietà di classe per contrastare l'individualismo e la solitudine che è cresciuta nei quartieri popolari.
A conclusione della discussione, l’assemblea ha votato il segretario e il Direttivo provinciale attraverso una votazione democratica (una testa, un voto). Fabio Cochis è stato rieletto segretario provinciale e il direttivo sarà composto dai compagni Orazio Rosalia, Maurizio Mazzucchetti, Rita Rebecchi, Roberto Cochis, Touria Ghoulam, Vallì Morlotti, Kawtar Raqiq e l’avvocato Alessandro Bresmes.
Infine abbiamo eletto i delegati che andranno al congresso nazionale di Chianciano (dal 18 al 20 maggio): Diallo Saliou, Touria Ghoulam, Morlotti Vallì, Fabio Cochis. Parteciperà anche Ornella Giudici (Comitato contro la vendita dell'ex-asilo "Principe di Napoli") anche se non sarà delegata del sindacato. (Unione Inquilini Bergamo – Bergamo, Maggio 2018)

* Relazione congressuale: qui

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(giugno - luglio 2018) EREMO D'ARGON. "VIVERE CON LENTEZZA" - SERATE MEDITATIVE - PROGRAMMA


* Martedì 19 giugno: "IL SENSO DELLA VITA". Lettori: Emanuela Palazzi, Francesco Porfido; musica: Davide Bortolai, chitarra – Alberto Foresti, clavicembalo

* Martedì 26 giugno: "VIVERE CON LENTEZZA". Lettori: Gianfranco Piersanti, Simona Cantone, Alberto Traetta; Musica: Chiara Cornelli, flauto dolce – Alberto Foresti clavicembalo

Martedì 3 luglio: "VITE SPEZZATE". Lettori: Grazia Vecchi, Gianluigi Corna, Adriana Vismara, Enzo Mologni. Musica : Giovanni Andreani, pianoforte

Martedì 10 luglio: "VITE DIMENTICATE". Lettori: Emanuela Palazzi, Francesco Porfido
musica : Ilaria Nozza, voce, flauto e chitarra, Sara Valoti ,pianoforte, Stefano Fiacco, violoncello

L’inizio dell’incontro alle ore 20,45. In caso di pioggia all’interno
Per informazioni: eremo.argon1@gmail.com Tel. 035 – 4254155


(25.05.18) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: NUOVI AUMENTI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI MA LE MANUTENZIONI STANNO A “ZERO”

* Venerdì 25 maggio, ore 16.30, Assemblea degli Inquilini, Via Luzzatti a Bergamo-Malpensata (secondo cortile delle case popolari, davanti all'ufficio del Portierato sociale)

ALER ha inviato agli inquilini i nuovi bollettini di affitto e spese condominiali del mese corrente. Sul bollettino le spese condominiali sono aumentate ancora di più. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini; mai come oggi è stato così alto il numero degli inquilini morosi, tanto che sono stati avviati diversi sfratti per morosità. Però anche chi ha un reddito (da lavoro o da pensione) fa sempre più fatica e accumula debiti. La condizione della manutenzione delle case è sempre più scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER aveva programmato: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta, serrande e altro. Il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali. Assistiamo alla continua riduzione delle politiche di accompagnamento sociale degli inquilini verso un affrancamento dalla povertà. Gli inquilini sono sempre più incolleriti e sconfortati. Si riuniranno in assemblea per organizzare prossime iniziative di protesta, venerdì 25 maggio, ore 16.30, in Via Luzzatti (Bergamo-Malpensata), secondo cortile davanti all’ufficio del Portierato sociale.
Unione Inquilini – Per info: 3397728683 (Fabio)
Comitato inquilini di Via Luzzati - Per info: 3385040771 (Silvano)

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(09.05.2018) TREVIGLIO. LA SOLIDARIETA’ SI MOBILITA PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA DA UNO SFRATTO. DOVE E' IL COMUNE?


* Presidio anti-sfratto: Mercoledi 9 maggio alle ore 8.30 Treviglio, Via ai Malgari 2


Ramazan è disoccupato e abita insieme a moglie e 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno). Non è riuscito a pagare l’affitto e ha ricevuto uno sfratto per morosità incolpevole. È uno dei tanti sfratti che si ripetono senza interruzione da quando è iniziata la crisi economica. Non rappresentano più una emergenza ma un dato strutturale che cresce con l’aumento della povertà. La cosa impressionante è la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Infatti l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali che influiscono pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa. Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto. Solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso, messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, si occuperanno di alleviare i disagi della famiglia sfrattata. Di fronte ad una Amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che la Prefettura intervenga con il blocco degli sgomberi, almeno dove sono coinvolti minorenni, invalidi, anziani. Mercoledi 9 maggio a Treviglio, via dei Malgari 2, gli attivisti anti-sfratto saranno presenti per un presidio che cercherà di evitare lo sgombero violento. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - maggio 2018)"

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(06.05.18) BERGAMO. CASE POPOLARI: IL SINDACO GORI PARLA A VANVERA

Le dichiarazioni del sindaco Giorgio Gori secondo cui “troppe case popolari vengono assegnate agli immigrati” è molto grave innanzitutto perché si basa su dati non veritieri.
Infatti quelli forniti dall’ufficio dell’Assessorato alla casa del Comune di Bergamo raccontano un’altra situazione.
Gli inquilini stranieri lo scorso anno risultavano una minoranza Negli alloggi di proprietà del Comune di Bergamo, dove vivono soprattutto anziani e adulti. Su 560 nuclei familiari, 452 — cioè più dell’80% — sono composti da una o al massimo due persone. Sono soprattutto anziani, persone che hanno ottenuto l’alloggio nei decenni scorsi, cioè nei periodi dei piani di edificazione dell’edilizia pubblica.
Di 1.035 inquilini, divisi in 560 nuclei familiari, solo 117 (cioè l’11%) sono stranieri. Una percentuale più bassa rispetto alla fetta di stranieri che risiede in città, dove su una popolazione di 119 mila e 500 abitanti, gli stranieri sono circa 19 mila, cioè il 16% del totale.
Il sindaco non conosce la situazione reale oppure ha deciso di aprire la campagna elettorale scendendo sul terreno della xenofobia come se non ci fossero già abbastanza soggetti politici che di xenofobia ne hanno prifusa a piene mani.
L’aspetto più grave delle dichiarazioni riguardano le proposte. Infatti Gori afferma: “Criteri da ripensare, servono le quote”.
Forse Gori non è venuto a conoscenza che a giugno 2016 è stata approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia il nuovo Testo di Riforma dell’edilizia popolare fortemente voluto dall’ex-presidente Roberto Maroni.
È stato modificato radicalmente il sistema di assegnazione delle case popolari che verrà effettuato individuando a priori specifiche categorie di possibili abitanti e conseguenti percentuali di assegnazioni (anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, appartenenti alle forze di polizia […] disabili).
A scomparire dalle case popolari saranno le famiglie povere: quelle per cui il mercato privato delle locazioni è troppo oneroso e le famiglie senza casa a seguito di sfratto o pignoramento. Queste categorie non entreranno più nelle case popolari ma saranno collocate in abitazioni transitorie (non più di un anno) gestite dal Terzo Settore. Lo sfratto sarà trattato come una condizione transitoria e soggettiva del nucleo famigliare superabile attraverso un percorso di accompagnamento sociale, come se si trattasse di una patologia da cui guarire.

Quello che il sindaco desidera, “le quote”, sarà realizzato dalla riforma ma il risultato che si paleserà sarà l’espulsione dei poveri case popolari e conseguentemente l’aumento a dismisura dei senza tetto che dormono in stazione, degli emarginati e di quanto per sopravvivere dovranno affidarsi ad alloggi di fortuna.
Giorgio Gori aprì la campagna elettorale che poi gli consegnò l’elezione a sindaco dichiarandosi disponibile ad ascoltare i bisogni dei quartieri periferici della città di Bergamo e della parte più povera della cittadinanza. Il governo di questi anni non ha rispettato questo proposito: basta dare uno guardo all’aumento del degrado nei quartieri delle case popolari e alla crescita della povertà delle famiglie che vi abitano.
Le dichiarazioni di ieri esprimono un modello esattamente opposto a quello dell’ascolto e coincidono con le proposte politiche di esclusione e xenofobia proprie dell’estrema destra.
Gli attivisti di Unione Inquilini si battono invece per una alternativa a queste politiche: la realizzazione di nuove case popolari per evitare la guerra tra poveri, che è funesta solo per i poveri.
L’Amministrazione comunale è chiamata a intervenire con urgenza per quanto riguarda il recupero di tutti gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica inutilizzati. Sembra assurdo, ma ci sono ancora oggi circa 400-450 case popolari ALER e comunali vuote perché inagibili.Unione Inquilini Bergamo (07.05.18, Fabo Cochis, segretario provinciale dell'Unione Inquilini)

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(10.05.18) ALZANO LOMBARDO. ASSEMBLEA DI COLLEGIO - VALLI BERGAMASCHE

* Giovedì 10 maggio, ore 20.30, ad ALZANO LOMBARDO, c/o Sala ipogea di Palazzo Pelandi in Via Mazzini 17 (per residenti nei comuni del Collegio uninominale camera di Valli bergamasche)

Sono passati più di due mesi dalle elezioni politiche. Due mesi che ci hanno restituito lo stallo, la confusione delle classi dominanti italiane, le mille giravolte di una politica trasformista, che vede i supposti “antisistema” dei 5 Stelle pronti ad allearsi proprio con quei partiti, come la Lega o il PD, che sono stati al governo negli ultimi ventiquattro anni. Mentre la crisi sociale continua a mordere, i servizi e gli enti locali a collassare, mentre si sente il bisogno di una redistribuzione della ricchezza, di lavoro e di maggiori diritti, i Partiti che sono usciti vincenti dalla competizione elettorale dismettono le loro promesse e cercano l’accordo sulla base di un programma neoliberista che non può risolvere nessuno dei problemi delle classi popolari.

Urge far sentire un’altra voce, dal basso, urge porre al centro del dibattito i temi che ci riguardano, e non lasciare questa fase nelle mani dei “professionisti” della politica. Urge prepararsi a un’opposizione reale, credibile. Per riuscirci, però, bisogna essere in tanti, su tanti territori, uniti, ben organizzati.

Proviamo a dare voce al vissuto delle realtà che sono presenza costante e conoscenza viva del territorio.

Diamo voce anche nei nostri paesi di provincia a chi vuole riprendersi la politica, a chi ha subito sulla propria pelle le privatizzazioni, ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani precari e studenti, a chi lotta per la difesa della nostra terra dagli scempi delle grandi opere, dalle speculazioni, dall’inquinamento.

Facciamo appello a chi ha votato Potere al Popolo, a chi lo guarda con interesse e curiosità, a ridare un po’ del loro tempo per questa sfida che può rimettere nelle nostre mani il nostro futuro!


(02.05.18). SAN PAOLO D'ARGON. A CHI E' INTITOLATA LA VIA CHE PORTA ALLE NOSTRE SCUOLE?

 

 

 


(20.04.18) CISANO B.SCO. SFRATTO PER DUE INVALIDI E ANZIANI

* Venerdì 20 aprile, dalle ore 12.00, PRESIDIO SOLIDALE ANTISFRATTO a Cisano Bergamasco, Via Roma 15

Mohamed e la moglie Zhara, i due sessantenni che rischiano di essere sgomberati e buttati in strada, sono entrambi invalidi perché malati di diabete mellito e devono seguire cure mediche continue.
I due hanno una storia tragica alle spalle. Infatti il figlio Abdelmajid, nel giugno 2014, per festeggiare l’ultimo giorno di scuola, con gli amici si era tuffato nella fontana del piazzale degli alpini a Bergamo, urtando uno dei tubi da cui sgorgava l’acqua e rimanendo paralizzato dal collo in giù. In seguito, per cause non ancora chiarite, il ragazzo era finito in coma per molto tempo. Vicende queste di cui si era occupata anche la stampa locale. Ora Abdelmajid è ricoverato in una clinica in via Gleno a Bergamo
I genitori, rimasti disoccupati, non sono più stati in grado di pagare l'affitto di casa e domani l’ufficiale giudiziario si recherà alla loro abitazione per eseguire lo sfratto con l’utilizzo della forza pubblica.
Gli attivisti di Unione Inquilini si mobiliteranno per evitare che due anziani e invalidi finiscano in mezzo ad una strada non essendo ancora disponibile una soluzione abitazione alternativa.
"Anche in questa occasione - ricorda Fabio Cochis, segretario dell'Unione Inquilini - sollecitiamo in particolare la Prefettura perché venga istituito un tavolo provinciale al fine di graduare gli sfratti e garantire alle persone sfrattate il passaggio da casa a casa". L'appuntamento per il presidio solidale è dalle ore 12.00 di giovedì 20 aprile in Via.... a Cisano Bergamasco. (Unione Inquilini - Bergamo - 19 aprile 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio Cochis)

 

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(18.04.18) ANPI VALLI CAVALLINA E CALEPIO. I GIORNI DELLA LIBERAZIONE - INCONTRI

 

GANDOSSO. Sabato 21 aprile, ore 11.15. Piazza Togliatti: deposizione della corona al Monumento della Resistenza - Volantino

COLLI DI SAN FERMO. Domenica 22 aprile, dalle ore 11.15: commemorazione al Monumento Partigiano del Colletto; dalle ore 12.30: prazo sociale e visita al Museo della Casa "La Resistenza". Prenotazione c/o 3357559628 (tiziano), 3312190899 (Marco). Depliant

GRUMELLO DEL MONTE. Martedì 24 aprile, ore 21.00, c/o Circolo Arci di Via Roma 2. "LIBERE. Voci di donne che raccontano la Resistenza (...)", un film di Rossella Schillaci. Volantino

TAVERNOLA B.SCA. Giovedì 26 aprile, ore 21, c/o Oratorio di Via Valle. "LA STRADA DEL CORAGGIO. Gino Bartali erore silenzioso" Teatro a cura di Luna e Gnac. Volantino

Per informazioni: anpi.valcalepio-valcavallina@hotmail.it; Tiziano: tel. 3357559628; Marco: tel. 3312190899


(14.04.18) COLLI DI SAN FERMO. CORSO DI FORMAZIONE SULLA RESISTENZA IN VALLE CAVALLINA E CALEPIO

A.N.P.I. SEZIONE VALLE CALEPIO-CAVALLINA E ISREC BERGAMO IN COLLABORAZIONE CON IL COMITATO PROVINCIALE A.N.P.I. BERGAMO E ARCI BERGAMO ORGANIZZANO PER SABATO 14 APRILE 2018
DALLE ORE 14.15 ALLE 17.30 PRESSO LA “Casa La Resistenza” Via Casina del Monte, 17 – Colli di San Fermo
UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA STORIA DELLE FORMAZIONI PARTIGIANE IN VALLE CALEPIO E VALLE CAVALLINA E SULLA BATTAGLIA DI FONTENO.

RELATORI:

ELISABETTA RUFFINI
Direttrice ISREC Bergamo – Curatrice del Museo

MARA MINUSCOLI
Ricercatrice – Curatrice del Museo

GIORGIO MARCANDELLI
Segreteria Provinciale A.N.P.I. Bergamo

SABATO 14 APRILE 2018

Per informazioni: anpi.valcalepio-valcavallina@hotmail.it; Tiziano: tel. 3357559628; Marco: tel. 3312190899


(24.03.18) DALMINE. CONTINUA IL PRESIDIO PER FATIHA E SUO FIGLIO. LUNEDI' L'INCONTRO CON L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

* Dalmine, presidio permante davanti al Comune (Piazza della Libertà 1): * Domenica 25 marzo, ore 13.00, meeting conviviale con cibo e bevande: * Lunedì 26 marzo dalle ore 14.00 incontro con l'Amministrazione comunale

Cresce la mobilitazione per Fatiha, donna sola con figlio, rimasta senza alloggio dopo essere stata espulsa da un alloggio di housing sociale (cfr. info precedenti). Anche nella giornata di oggi al presidio allestito davanti al Comune di Dalmine (Piazza della Libertà 1) hanno portato attestati di solidarietà compagne e compagni di diverse associazioni impegnate nel sociale, nonché una folta delegazione delle donne della comunità marocchina di Dalmine e dei paesi vicini. In una realtà come quella di Dalmine, dove nei prossimi mesi sono previsti numerosi sfratti per morosità incolpevole, o come quella di tuttala bergamasca, dove la crisi si fa sentire pesantemente, non possiamo accettare che il diritto alla casa e all'assistenza delle persone in difficoltà sia subordinato ai vincoli di bilancio delle Ammnistrazioni comunali.
Nel corso della mattinata odierna è stato possibile comunicare anche con l'Amministrazione comunale di Dalmine che ha accettato di incontrare lunedì una nostra delegazione.
A tale incontro intendiamo ribadire le nostre richieste, precise e ragionevoli. Chiediamo nell'immediato la “collocazione in una struttura protetta di Fathia e di suo minorenne al fine di sopperire alla condizione di emergenza abitativa che il nucleo sta vivendo da quando è stata espulso dalla struttura di housing sociale” e, ai fini di una sistemazione alloggiativa definitiva, di “riaprire il confronto con L’Amministrazione comunale al fine di utilizzare il contributo stabilito dall’art. 5 del Decreto Ministeriale del 14 maggio 2014 n. 202 e finalizzato al versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione”. In sostanza chiediamo quello che a tutt'oggi, nei casi analoghi, è stato possibile concordare positivamente e in modo condiviso con numerose altre Amministrazioni comunali della bergamasca.
Facciamo appello alle associazioni, sindacali, culturali, politiche, perché sia rafforzata la partecipazione al presidio permenente davanti al Comune. Domenica 25 marzo alle ore 13.00 è previsto al presidio davanti al Comune un incontro conviviale con cibo e bevande. In particolare, chiediamo agli attivisti, ai compagni, alla cittadinanza, a tutti coloro che hanno a cuore i diritti delle persone, di essere presenti al presidio dalle ore 14.00 di lunedì 26 marzo, per sostenere in modo fermo e civile la delegazione che incontrerà l'Amministrazione comunale. (Unione Inquilini - Bergamo - 24 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(22.03.18) DALMINE. UNA CASA PER FATIHA E SUO FIGLIO: CONTINUA IL PRESIDIO PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE. CHIESTO L'INTERVENTO DEL GARANTE DELL'INFANZIA E DI “SAVE THE CHILDREN”

Fatiha, una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale, da più di una settimana è stata espulsa dall’alloggio di housing sociale in cui era stata collocata dai Servizi Sociali di Dalmine a seguito di uno sfratto per morosità incolpevole eseguito da alcuni mesi. (cfr. il nostro precedente comunicato: qui)
La donna dopo un breve periodo lavorativo (circa 7 mesi) è tornata disoccupata, condizione che viveva da più di un anno e che è stata la causa vera dello sfratto.
L’Amministrazione comunale e i Servizi sociali avevano imposto a Fatiha un canone mensile di 320 euro da pagare alla Cooperativa sociale come condizione per rimanere nell’alloggio che per altro era in condivisione con un’altra famiglia.
La morosità ha determinato l’espulsione della donna e del minore che è avvenuta il 13 marzo. Dopo aver trascorso una settimana ospite da amici o in albergo Fatiha ha deciso di spostarsi davanti al Municipio per protestare contro una decisione disumana, ma soprattutto contraria alle leggi e alle convenzioni sui diritti dei bambini minorenni.
Gli attivisti di Unione Inquilini nell'incontro con il sindaco di Dalmine nella mattinata di oggi hanno ricevuto il netto rifiuto a collocare la famiglia in una comunità di accoglienza. L’Amministrazione comunale pretende che la donna e il figlio siano accolti dalla famiglia di provenienza che vive in una casa popolare ALER. Ma l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, consultata dal sindacato, esclude questa possibilità in quanto esistono problemi di sovraffollamento e l’ingresso è espressamente vietato dalla nuova legge regionale lombarda appena entrata in vigore.
Di fatto il diniego dell'Amministrazione comunale rappresenta un pericoloso precedente che viola anche la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo ratificata dal Governo italiano nel 1989 e trasformata in legge nel 1991 (art. 27 Legge 176/1991) che impone allo Stato italiano di garantire assistenza alle famiglie con minori per quanto riguarda l’alloggio (oltre che il vestiario e l’alimentazione).
Su tale situazione l’Unione Inquilini ha informato il Prefetto e ha chiesto l’intervento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Lombardia e dell’associazione Save the Children.
Intanto abbiamo allestito un presidio permanente davanti al Municipio di Dalmine per chiedere che l’Amministrazione comunale si prenda carico della donna e del figlio minorenne. (Unione Inquilini - Bergamo - 22 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)

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(21.12.17) DALMINE. DONNA CON FIGLIO MINORE “SFRATTATI” DAL COMUNE. INDETTO PRESIDIO PERMANENTE

* Giovedì 22 Marzo PRESIDIO a partire dalle ore 9.30, davanti al Municipio di Dalmine in Piazza Libertà 1. CONFERENZA STAMPA alle ore 11.30


Fatiha è una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale. Sei mesi addietro si era rivolta allo sportello di aiuto di Unione Inquilini a causa di uno sfratto per morosità incolpevole. Infatti la giovane madre, a causa di un lungo periodo di disoccupazione, non era riuscita a pagare l’affitto di casa e stava per essere sgomberata dall’alloggio in cui viveva.
Gli attivisti del sindacato si sono attivati attraverso diversi incontri con i Servizi sociali del Comune di Dalmine, dove la donna risiede.
Tutto sembrava procedere per il meglio: la donna aveva trovato un lavoro come badante e percepiva circa 600 euro al mese; l’Amministrazione comunale si dimostrava disponibile ad aiutarla anche a causa della particolare situazione di fragilità.
Dopo aver rilasciato spontaneamente l’appartamento sottoposto a sfratto, la famiglia di Fatiha è stata collocata in un alloggio di emergenza destinato a persone in condizione di fragilità o disagio. Stiamo parlando di un edificio di propietà comunale, gestito da una importante cooperativa sociale bergamasca, che fa parte di quei progetti chiamati “housing sociale” che sempre più stanno sostituendo l’edilizia pubblica (le case popolari, ndr).
Purtroppo l’accompagnamento sociale si è bruscamente interrotto risolvendosi nell’espulsione della donna e del bambino dall’alloggio di housing sociale. Questo è avvenuto anche se i servizi sociali sapevano che Fatiha aveva perso il posto di lavoro da alcuni mesi.
Alla richiesta degli attivisti sindacati di avere spiegazioni di un gesto tanto grave, i Servizi sociali ci hanno risposto che la famiglia “non collaborava”, ma in verità la motivazione è stata che Fatiha non ha versato alla Cooperativa sociale un canone mensile di 320 euro. Questo perché la donna ha dovuto utilizzare il salario per ripagare i debiti contratti in passato e far mangiare il figlio.
“Quello che è avvenuto è gravissimo e segna un pericoloso precedente: il 13 marzo l’Amministrazione comunale di Dalmine ha deciso buttare fuori da una struttura di accoglienza una donna sola con suo figlio minorenne e ammalato.” Davide Canto, attivista di Unione Inquilini, denuncia: “Abbiamo messo in moto la rete autorganizzata di mutuo-soccorso, sostituendoci ai Servizi sociali, ospitando per una settimana la famiglia negli alloggi degli attivisti e di famiglie sfrattate che si sono offerte spontaneamente. Adesso l’Amministrazione comunale deve svolgere il suo ruolo: esistono degli obblighi di legge che impongono agli enti locali di prendersi cura delle madri con figli minorenni che non possono essere lasciati in strada. Non si risolve la crisi economica abbandonando i poveri a loro stessi.” Su tale situazione l''Unione Inquilini ha informato anche il Prefetto ed ha chiesto un incontro urgente con il Sindaco di Dalmine.
Giovedì 22 marzo, a partire dalle ore 9.30, è stato indetto un presidio permanente fuori dal Municipio di Dalmine, con conferenza stampa alle ore 11.30. (Unione Inquilini - Bergamo - 21 marzo 2018)

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(04.03.18) SAN PAOLO D'ARGON. VOTA "POTERE AL POPOLO" (elezioni politiche) e "SINISTRA PER LA LOMBARDIA" (elezioni regionali)

* CAMERA (scheda rosa): barra il simbolo "POTERE AL POPOLO"

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* SENATO (scheda gialla): barra il simbolo "POTERE AL POPOLO".................................................................................

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* REGIONE (scheda verde). Barra il simbolo "SINISTRA PER LA LOMBARDIA". Puoi esprimere fino a due voti di preferenza scegliendo fra le candidate e i candidati consiglieri della lista provinciale di Bergamo. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista........................................................

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(04.03.18) SAN PAOLO D'ARGON. VOTA "POTERE AL POPOLO" (elezioni politiche) e "SINISTRA PER LA LOMBARDIA" (elezioni regionali)

* CAMERA (scheda rosa): barra il simbolo "POTERE AL POPOLO"

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* SENATO (scheda gialla): barra il simbolo "POTERE AL POPOLO".................................................................................

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* REGIONE (scheda verde). Barra il simbolo "SINISTRA PER LA LOMBARDIA". Puoi esprimere fino a due voti di preferenza scegliendo fra le candidate e i candidati consiglieri della lista provinciale di Bergamo. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista........................................................

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(24.02.18) TRESCORE BALNEARIO. E' ORA DI CAMBIARE. GIORNATA PER IL DIRITTO ALLLA MOBILITA' IN VAL CAVALLINA

* Sabato 24 febbraio, ore 8.00 - 13.00 BANCHETTO con presidio e volantinaggio alla fermata del bus (semaforo incrocio Via Nazionale-Via Paglia)



(30.01.18) BERGAMO E PROVINCIA. LE CANDIDATE E I CANDIDATI DI POTERE AL POPOLO

CANDIDATI DI POTERE AL POPOLO BERGAMO
CAMERA

Collegi uninominali Camera Lombardia 3
Cremaschi Michele
(Collegio 3-05 -Bergamo)
D’Amico Paolo
(Collegio 3-06 -Albino)
Ferrarese Anna Cristina
(Collegio 3-07 -Treviglio)
Canestrale Rosanna
(Collegio 3-08 -Romano di Lombardia)

Collegio plurinominale Lombardia 3-02
Maltempi Roberta
Cornacchiari Massimo
Caprini Roberta
Seghezzi Massimo
(Candidati supplenti)
Gian Maria Maddalena Magni
Gianpiero Bonvicino
Myrna Cambianica
Rocco Gargano

Collegio uninominale 2-07 (per i 35 comuni della bergamasca occidentale: parte dell'Isola, Valli S. Martino, Imagna e Brembilla)
Marcucci Valentina
(Collegio uninominale 2-07 -Merate)

Collegio plurinominale Camera Lombardia 2-02 [Sondrio, Como, Cantù, Lecco, Merate](*)
Antonacci Anna
Tavecchio Pierluigi
Pavan Chiara
Baggi Fabrizio

SENATO
Collegi uninominali
Francesco Samuele Macario detto Cocò
(Collegio Uninominale Senato 12 - Bergamo)
Valì Alida Morlotti
(Collegio uninominale Senato 13 - Treviglio)

Collegio plurinominale Senato – Lombardia 2
Aristide Greco Casotti detto Dino Greco
Licia Leoni
Davide Canto
Lionella Consonni detta Lella
(candidati supplenti)
Maria Faita
Marco Noris
Gianna Vignoni
Marsilio Gatti

Collegio uninominale Senato- Lombardia 08 (*)
Krassowski Salvatore

Collegio plurinominale Senato – Lombardia 03 (*)
Airoldi Felice
Della Pedrina Elisabetta
Latt Yedmel Evariste
Stefania Rosa Valantinuz

(*) (per i 35 comuni della bergamasca occidentale: parte dell'Isola, Valli S. Martino, Imagna e Brembilla - Cfr. Collegio uninominale 02-7 -Merate)


(27.01.18) SAN PAOLO D'ARGON. VERSO LE ELEZIONI POLITICHE E REGIONALI. "E' ORA DEL POTERE AL POPOLO!"

* San Paolo d'Argon, sabato 27 gennaio dalle ore 15.00 alle ore 18.00, banchetto raccolta firme per le liste "Potere al popolo" e "Sinistra per la Lombardia" - in Via Giovanni XXIII - cabina telefonica di fronte al Conad


Il 4 marzo prossimo si voterà per il rinnovo del Parlamento e anche per il Consiglio Regionale della Lombardia.
L'interrogativo di tanti nostri concittadini è a quale dei principali schieramenti dare il voto, o se andare o non andare a votare visto che – molti dicono - “tanto non cambia niente”.
In realtà le cose in questi ultimi anni sono cambiate, purtroppo, e tanto! Le ricchezze si sono concentrate nella mani dei più ricchi, mentre i poveri sono diventati ancora più poveri, è stato cancellato l'art.18, il lavoro è diventato ancora più precario, in Italia l'età pensionabile è diventata la più alta d'Europa, la nostra Pianura Padana è ormai uno dei territori più inquinati al mondo...
Le scelte dei governi che si son succeduti in questi anni, qualunque ne sia stato il colore, sono sempre procedute secondo gli ordini della finanza, del capitale, della Bce, cioè dei ricchi.
Da almeno un paio di legislature non c'è più in Parlamento e nemmeno in Regione alcuna forza politica a rappresentare e difendere chi deve fare i conti con un reddito reale in continuo calo, con il lavoro precario, con il venir meno delle sicurezze e i diritti (sanità, previdenza, istruzione...).
E' ovvio che – se in Parlamento o in Regione continuerà ad essere assente chi rappresenta realmente le aspirazioni e gli interessi dei lavoratori, dei giovani, della povera gente – sarà ancor più difficile contrastare i provvedimenti che creano povertà, diseguaglianza, ingiustizia sociale, precarietà di lavoro e di vita.
Dalle scorse settimane, nel silenzio pressoché totale dei media, un grande movimento sta attraversando il Paese, movimento che ha deciso di presentare un proprio simbolo, candidati e programmi discussi e scelti dal basso in centinaia di assemblee popolari. Ci chiamiamo “Potere al Popolo” e di questo movimento anche “L'Alternativa – San Paolo d'Argon” si sente parte. Per la Lombardia con gli stessi obiettivi si è costituita anche la lista regionale “Sinistra per la Lombardia”.
Il 4 marzo si potrà decidere se votare i partiti e i politici che hanno sempre fatto gli interessi degli affaristi e dei potenti, oppure se scegliere qualcuno che ci rappresenti realmente e sostenga i movimenti sociali con questi obiettivi, chiari e inequivocabili:
* una sanità e un'istruzione pubbliche, gratuite e di qualità per tutti come previste dalla Costituzione.
* Abolire il Jobs Act e la Legge Fornero, ripristinare l'articolo 18
* Basta missioni armate all'estero; ridurre le spese militari
* Una tassazione realmente progressiva (come dice la Costituzione) e il recupero dei 110 miliardi di evasione fiscale
* No alle grandi opere speculative, Sì invece alla messa in sicurezza dei territori e alla tutela dell'ambiente
* Rimozione del “Fiscal compact” e dei trattati capestro imposti dalla Ue
* Sì allo Jus Soli, basta discriminazioni e basta speculazioni sulla vita dei migranti.

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Per consentire a “Potere al popolo” e “Sinistra per la Lombardia” di essere presenti nelle elezioni del 4 marzo, invitiamo a sottoscrivere le liste al banchetto di sabato 27 gennaio ore 14.30 - 18.00 in Via Giovanni XXIII a San Paolo d'Argon. Si può firmare anche in Municipio. I Comuni per disposizione del Prefetto sono aperti - oltre che negli orari d'ufficio - anche sabato 27 (dalle 14.00 alle 18,00), domenica 28 e lunedì 29 (dalle 8.00 alle 20.00), martedì 30 e mercoledì 31 gennaio (dalle 14.00 alle 18.00).


(18.01.18) BERGAMO. “Potere al popolo” e “Sinistra per la Lombardia”: non ci mancano le firme ma ci mancano gli autenticatori. COMUNICATO STAMPA

No alle disposizioni elettorali fatte su misura per chi sta nel "palazzo".
Appello ai consiglieri comunali della Città di Bergamo e degli altri comuni


In questi giorni le liste, come “Potere al Popolo” e “Sinistra per la Lombardia”, non rappresentate nel Parlamento o nel Consiglio Regionale, per presentare le proprie liste nelle elezioni del 4 marzo prossimo devono raccogliere le firme di sottoscrittori.
Il numero delle firme necessarie è consistente: per le elezioni regionali le firme sono state dimezzate, ma – in proporzione alla popolazione - costituiscono comunque quasi il triplo di quelle delle elezioni politiche nazionali; la raccolta deve essere fatta in pochissimi giorni nel pieno della stagione invernale, con un clima cioè che non favorisce l'afflusso a gazebo e a banchetti che si allestiscono nei luoghi più frequentati.
Le disposizioni della Prefettura riguardo l'apertura dei comuni nelle giornate di sabato e alla domenica per consentire ai cittadini di sottoscrive le liste davanti a un ufficiale che ne autentichi la firma è stata limitata solo al 27 e 28 gennaio, sapendo bene che per le elezioni politiche il termine della presentazione scade lunedì 29 gennaio.
Per quanto riguarda le altre figure che possono autenticare, cioè soprattutto assessori e consiglieri comunali o provinciali, è ormai evidente che le modifiche in senso maggioritario della rappresentanza nelle istituzioni elettive di fatto ha escluso molte forze politiche. Nella città di Bergamo peraltro è successo che la lista “L'Altrabergamo” con poco meno del 3% dei voti non ha avuto alcun consigliere comunale mentre altri raggruppamenti con percentuali molto inferiori, ma in coalizione con altri, hanno eletto consiglieri comunali.
Escluse poi da ogni accesso al Consiglio provinciale, divenuto organo elettivo di secondo livello, le forze della sinistra di alternativa a Bergamo non possono più contare su nessuno nemmeno in tale istituzione.
Di conseguenza i soggetti, che possono autenticare la sottoscrizione delle nostre liste in questi giorni, sono ridotti ad un numero assolutamente irrisorio.
Ad aggravare queste difficoltà, smentendo la prassi consolidata negli ultimi anni, è emersa un'interpretazione delle disposizione che ha portato al divieto per i funzionari comunali di autenticare le firme per le liste elettorali fuori dagli spazi degli uffici.
Di conseguenza quanti volessero presentare liste non collegate alle coalizioni principali ne sono impediti non per il fatto che non sono in grado di raccogliere firme sufficienti, ma perché non hanno a disposizione gli autenticatori.
Si tratta di una grave lesione dell'assetto democratico del Paese, dove esistono disposizioni che valgono per i partiti di seria A e i loro amici, che vengono favoriti per il solo fatto di essere presenti negli organi istituzionali (spesso con trucchi che hanno ben poco a che fare con la rappresentatività reale), e forze di serie B, radicate nei territori e nelle realtà sociali, in grado di raccogliere consenso e firme per partecipare alle competizioni elettorali, alle quali viene però viene ostacolata la presentazione alle elezioni a causa delle leggi elettorali e dal mantenimento di normative obsolete.
Nella Città di Bergamo, in particolare, come “Potere al popolo” e “Sinistra per la Lombardia”, stiamo riscontrando particolari difficoltà: sia nella organizzazione dei banchetti nei luoghi più frequentati, sia per la mancanza di figure deputate ad autenticare le firme.
Siamo di fronte ad una grave lesione dei principi su cui si fonda la nostra democrazia.
Non ci resta pertanto che fare appello ai consiglieri comunali, in particolare ai consiglieri e agli assessori della Città di Bergamo, perché si rendano disponibili ad autenticare le firme delle liste di “Potere al popolo” e di “Sinistra per la Lombardia”, consentendo quindi anche a noi di programmare i tradizionali banchetti di raccolta firme e rendere pertanto possibile la presentazione delle nostre liste.


Bergamo, 18.01.18


Francesco Macario, Potere al Popolo (tel. 3922963429)
Roberta Maltempi, Potere al Popolo (tel. 3405841595)
Gianpiero Bonvicino, Sinistra per la Lombardia (tel. 3924795635)


(20,21 e 27.01.17) VALCAVALLINA. FIRMA PER “POTERE AL POPOLO” (elezioni politiche) e “SINISTRA PER LA LOMBARDIA” (elezioni regionali)

A LUZZANA, sabato 20 gennaio, ore 14.30 -18.00, Piazza G. Meli (info c/o tel. 3408652515)

A LUZZANA, domenica 21 gennaio, banchetto dalle ore 9.00 alle ore 12.00, Piazza G. Meli (info c/o tel. 3408652515)

A TRESCORE BALNEARIO, domenica 21 gennaio, banchetto dalle ore 9.30 alle ore 12.30, Viale locatelli (info c/o tel. 33389759975)

A SAN PAOLO D'ARGON, sabato 27 gennaio, banchetto dalla ore 14.30 alle ore 18.00 in Via Giovanni XXIII (cabina telefonica davanti al Conad) (info c/o 3387268790)

A differenza delle forze politiche presenti in Parlamento, praticamente tutte in varia misura responsabili delle politiche di austerity e di massacro sociale di questi anni, per la presentazione delle liste di Potere al Popolo alle elezioni politiche è necessaria la sottoscrizione di un certo numero di elettori ed elettrici.

Lo stesso vale per le elezioni regionali dove si candida la lista Sinistra per la Lombardia, per la cui presentazione è necessario un numero perfino più consistente di firme.

Perché nelle prossime elezioni gli elettori abbiano la possibilità di poter votare per coloro che intendono dare voce alle vittime del massacro sociale e contribuire alle lotte sociali contro l’austerity, la distruzione dello stato sociale, la riforma fornero, il Jobs Act etc., chiediamo a ciascuno TRE firme:

1 firma per la lista “POTERE AL POPOLO” alla Camera dei deputati

1 firma per la lista “POTERE AL POPOLO” al Senato della Repubblica (solo gli elettori che abbiano compiuto almeno 25 anni)

1 firma per la lista “SINISTRA PER LA LOMBARDIA”

 

A cura "Potere al popolo" e SINISTRA per la LOMBARDIA" della Valcavallina - info: www.alternainsieme.net - alternainsieme@yahoo.it - Pagine facebook "Sinistra per la Lombardia - Bergamo" e "Potere al popolo - Bergamo". www.poterealpopopolo.org


BERGAMO. CASE POPOLARI – MALPENSATA: AFFITTO ESAGERATO, MANUTENZIONE ZERO

* Lunedi 22 gennaio, MANIFESTAZIONE, ore 16.30, presso il palazzo degli uffici del Comune di Bergamo in piazza Matteotti 3. Partenza in automobile dalle case popolari di via Luzzati ore 16.00. Per info: 338.5040771 (Silvano); 3397728683 (Fabio)

Siamo stanchi di vivere in case di cattiva qualità ma con affitti troppo alti.
L’aumento delle spese condominiali è diventato insostenibile. Perché si somma all’aumento dei prezzi di gas e luce. Per ultimo il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini di affitto, aumentano i debiti, si rischiano gli sfratti.
La condizione di manutenzione delle case è scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER deve fare: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta, ecc..

IL SINDACO DEVE AIUTARE GLI INQUILINI DI CASE POPOLARI.
Organizziamo un presidio davanti al Comune di Bergamo per chiedere che il sindaco di Bergamo intervenga in aiuto agli inquilini delle case popolari. Una delegazione incontrerà l’Assessore alla casa.

Promuovono: Comitato inquilini via Luzzati; Unione Inquilini

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(10.01.18) POTERE AL POPOLO - BERGAMO. LE CANDIDATE E I CANDIDATI

Le/i candidate/i di Potere al Popolo per i Collegi della Camera e del Senato designati dalle assemblee di collegio del 4 gennaio (Treviglio, Alzano L.) e dell'8 gennaio (Seriate, Romano di L.) e dell'assemblea dei delegati del 10 gennaio.

Camera dei Deputati - Collegi uninominali

Collegio di Bergamo: MICHELE CREMASCHI

Collegio di Albino: PAOLO D'AMICO

Collegio di Treviglio: ANNA CRISTINA FERRARESE

Collegio di Romano di Lombardia: ROSANNA CANESTRALE

Camera dei Deputati - Collegio plurinominale: ROBERTA MALTEMPI (capolista), ROBERTA CAPRINI, MASSIMO SEGHEZZI, MASSIMO CORNACCHIARI; (Candidati supplenti) ROCCO GARGANO, GIANPIETRO BONVICINO, MYRNA CAMBIANICA, GIOVANNA MAGNI

Senato della Repubblica - Collegi uninominali

Collegio di Bergamo: FRANCESCO SAMUELE MACARIO detto COCO'

Collegio di Treviglio: VALLI' MORLOTTI

Senato della Repubblica - Collegio plurinominale: LIONELLA CONSONNI detta LELLA, DAVIDE CANTO, (Candidati supplenti) MARCO NORIS, MARIA FAITA detta MARIUCCCIA

Per i prossimi adempimenti, come - in particolare - la raccolta firme dei presentatori, si può fare riferimento a Maurizio M. (tel. 3927911209)


IMPORTANTE! RIFORMA SANITARIA LOMBARDA. PATOLOGIE CRONICHE: QUELLO CHE DEVI SAPERE

A TUTTI I CONCITTADINI/E
AFFETTE/I DA PATOLOGIE CRONICHE

Tra pochi giorni, a tutti i cittadini/e affetti da patologie croniche, circa 3.500.000 (ipertensione, diabete, cardiopatie, tumori, ecc.) arriverà una lettera da parte della Regione Lombardia, che vi chiederà di effettuare la scelta di un “gestore”.
Il gestore non è una persona, potrebbe anche non essere un medico.
Nella maggioranza dei casi sarà una società o una cooperativa privata accreditata, cioè convenzionata con la Regione, quindi privata ma finanziata da denaro pubblico.

Vi verrà richiesto di firmare un “patto di cura” che avrà il compito di pianificare l’assistenza di cui avrete necessità.

Se sceglierete il gestore costui si occuperà solo della gestione delle vostre malattie croniche, per tutte le altre malattie, si continuerà a far riferimento al proprio medico curante.

La riforma non vi garantisce la riduzione dei tempi di attesa, ma non avrete nemmeno la certezza di poter accedere agli stessi ospedali/centri e agli stessi specialisti presso i quali siete stati seguiti regolarmente fino ad oggi.

La Regione ha individuato 65 malattie, per le quali ha stabilito un corrispettivo economico da attribuire al gestore a secondo della patologia presentata da ogni persona da lui gestita.

1) Viene eliminata la libertà di scelta del cittadino.

2) Se il cittadino vuole un altro parere su una determinata malattia o operazione, dovrà accettare quella del gestore o pagare di tasca propria un'altra consulenza sul suo problema sanitario.

3) Il medico di base non potrà prescrivere nessun esame rispetto alla malattia che è seguita dal gestore, generando situazioni confuse e conflittuali, e un aumento della burocrazia.

Si chiama: “Patto di cura”, un atto formale con validità giuridica della gestione della propria salute.
I cittadini non sono obbligati a scegliere un gestore.
Una riduzione delle prestazioni (analisi diagnostiche,ecc) si traduce facilmente in un più alto numero di decessi.

Malati cronici lombardi, curati dagli Emirati Arabi.

Uno fra i tanti gestori privati delle patologie croniche, sarà la Dubai International Capital, sussidiaria della Dubai Holding, una delle più importanti finanziarie degli Emirati Arabi, di cui lo sceicco Mohammed Rashid Al Maktoum detiene il 99% delle azioni.

L'operazione della privatizzazione dei malati cronici da parte della Regione Lombardia è la via maestra per l'inserimento del capitale finanziario nel mercato della sanità
Roberto Maroni accelera la distruzione della sanità pubblica lombarda, continuando la logica dell'interesse privato con denaro pubblico di Roberto Formigoni.

ATTENTO PAZIENTE!

Ti chiederanno di firmare un patto di cura con il gestore, ma non ti diranno che questo è un “contratto vincolante” che ti impedirà di ottenere prestazioni sanitarie al di fuori di quanto stabilito dalla Regione.

Ti diranno che è per la tua salute, perchè il Servizio Sanitario Nazionale funziona male, ma ricordati che è la regione a decidere il funzionamento del SSN, e sono loro che hanno il compito istituzionale di rendere efficiente ed efficace il SSN.

Ti diranno che è un'opportunità per migliorare la qualità della tua vita, in realtà è un trasferimento di denaro pubblico che riempie le tasche al privato e al capitale finanziario, a discapito della tua salute.

Se non vuoi perdere la libertà di farti curare, secondo scienza e coscienza, dal tuo medico di famiglia, che ben conosce tutti i tuoi problemi di salute, allora, resta con il tuo medico di famiglia e straccia la lettera che riceverai dalla regione. (a cura di "Potere al popolo" - Lombardia)

* Nota. "L'Alternativa-San Paolo d'Argon" è a disposizione di tutti i concittadini e le concittadine per ulteriori informazioni e chiarimenti. Cestiniamo le lettere della giunta regionale e respingiamo seccamente la controriforma sanitaria regionale "pensata" solo per privatizzare la sanità e per fare profitti sulla pelle delle persone. Ne abbiamo tutti abbastanza di queste fregature. Per info, potete contattarci: tel. 3389759975.

A disposizione anche lo "Sportello sociale casa - Valcavallina". tutti i martedì dalle ore 18.30 alle ore 20.00 a Borgo di Terzo, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia).



(04-08.01.18) POTERE AL POPOLO - BERGAMO. 4 ASSEMBLEE TERRITORIALI PER DECIDERE PROGRAMMA E CANDIDAT*

* Giovedì 4 gennaio, ore 20.45, a TREVIGLIO, c/o Arci Fuorirotta in Località Battaglie 8 (per residenti nei comuni del Collegio uninominale camera di Treviglio)

* Giovedì 4 gennaio, ore 20.45, ad ALZANO LOMBARDO, c/o Sala ipogea di Palazzo Pelandi in Via Mazzini 17 (per residenti nei comuni del Collegio uninominale camera di Albino e valli)

* Lunedì 8 gennaio, ore 20.45, a SERIATE, c/o Sala della Biblioteca Civica, Via Italia 58 (per residenti nei comuni del Collegio uninominale camera di Bergamo)

* Lunedì 8 gennaio, ore 20.45, a ROMANO DI LOMBARDIA, c/o Sala della Rocca Viscontea, Piazza della Rocca 1 (per residenti nei comuni del Collegio uninominale camera di Romano di Lombardia)



Dopo la partecipatissima assemblea di Bergamo, rilanciamo nella nostra provincia!
Diamo vita ad una lista popolare bergamasca che esprima dei candidati che realmente siano espressione dei nostri territori.
Proviamo a dare voce al vissuto delle realtà che sono presenza costante e conoscenza viva del territorio, scriviamo il nostro programma ed eleggiamo i nostri rappresentanti a partire dalle reali lotte e pratiche sociali attive da anni.
Diamo voce anche nei nostri paesi di provincia a chi vuole riprendersi la politica, a chi ha subito sulla propria pelle le privatizzazioni, ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani precari e studenti, a chi lotta per la difesa della nostra terra dagli scempi delle grandi opere, dalle speculazioni, dall’inquinamento.
Le assemblee (ne abbiamo previste 4 nella provincia di Bergamo, una per ciascun collegio elettorale uninominale della Camera per come definiti dalla nuova – e pessima – legge elettorale) esprimeranno le indicazioni di programma e voteranno dei candidati che devono essere espressione del territorio; saranno anche l’occasione di portare alla ribalta le lotte da sempre attive e le persone che con tenacia e resistenza le conducono da anni.
Facciamo sì che coloro che eleggeremo siano davvero nostri rappresentanti, facciamo che le elezioni siano uno strumento reale per dare forza a chi non ha mai smesso di lottare o chi ha voglia di ricominciare a farlo.
Facciamo appello a tutte le compagne e a tutti i compagni che hanno voglia di ridare un po’ del loro tempo per questa sfida che può rimettere nelle nostre mani il nostro futuro!
Cogliamo la sfida e invitiamo tutte e tutte alle assemblee territoriali per la votazione dei candidati. Partecipiamo numerosi, non manchiamo, ripartiamo dal basso, ripartiamo da NOI.

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ASSEMBLEE DI COLLEGIO DELLA BERGAMASCA - Note esplicative

Come deciso dalla riunione di Potere al Popolo del 20 dicembre 2017 si terranno Giovedi 4 gennaio e lunedì 8 gennaio le assemblee di Collegio per definire programma e i candidati della camera e del senato.

Ognuno deve verificare il collegio di appartenenza secondo il luogo di residenza e recarsi all’assemblea corrispondente (vedi sopra); non sono ammissibili deroghe al principio di residenza nel collegio. Infatti i collegi uninominali della circoscrizione Lombardia 3 (corrispondenti all’incirca alle provincie di Bergamo e Brescia) sono 8 di cui solo 4 interessano la Bergamasca. Sono esclusi dalla nostra circoscrizione 35 comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 2 (collegio di Merate) e corrispondenti alla Val San Martino e alla parte alta dell’Isola Bergamasca, i compagni di questi paesi dovranno riferirsi pertanto alle decisioni organizzative di quel collegio (seguiranno appena possibile informazioni dettagliate). Per verificare i paesi inclusi in ogni collegio vedi file linkati sopra e sotto.

CAMERA
(i candidati devono avere compiuto il 25° anno) I collegi uninominali della Camera bergamaschi (per cui va indicato un solo candidato) sono:
Il collegio n. 5 Bergamo, comprende il capoluogo di provincia e i comuni limitrofi che lo circondano (tra cui Seriate, Dalmine, Ponte San Pietro) (25 comuni);
Il collegio n. 6 Albino, comprende i comuni delle valli bergamasche (119 comuni);
Il collegio n. 7 Treviglio, è costituito dai comuni della fascia meridionale della provincia di Bergamo (36 comuni);
Il nuovo collegio n. 8 Romano di Lombardia, è costituito da comuni della fascia meridionale della provincia di Bergamo e della provincia di Brescia (55 comuni di Bergamo); i comuni di Romano di Lombardia, Caravaggio, Cologno al Serio, Martinengo sono i comuni più popolosi della provincia di Bergamo, i comuni di Leno, Manerbio, Bagnolo Mella sono i più popolosi della provincia di Brescia.

Il collegio plurinominale della camera n. 2 della circoscrizione Lombardia 3 in cui vengono attribuiti 8 seggi, aggrega i 4 collegi uninominali: Bergamo, Albino e Treviglio costituiti interamente da comuni della provincia di Bergamo e il collegio interprovinciale di Romano di Lombardia.

SENATO
(candidati devono avere compiuto il 40° anno) Per definire i collegi uninominali del Senato i collegi uninominali della camera sono stati accorpati 2 a 2 i collegi uninominali del senato bergamaschi (per cui va indicato un solo candidato) sono:
Il collegio uninominale n. 12 (Bergamo) aggrega il territorio dei collegi uninominali Camera Bergamo e Albino composti interamente da comuni della provincia di Bergamo;
Il collegio uninominale n. 13 (Treviglio) aggrega il territorio dei collegi uninominali Camera Treviglio e Romano di Lombardia e comprende i comuni della fascia meridionale della provincia di Bergamo e della provincia di Brescia.

Il collegio plurinominale del senato n. 2 in cui vengono attribuiti 7 seggi, corrisponde al territorio della circoscrizione Camera Lombardia 3, aggregando i collegi uninominali Senato n. 12 (Bergamo), n. 13 (Treviglio), n. 14 (Brescia) e n. 15 (Lumezzane); esso comprende dunque la maggior parte del territorio della provincia di Bergamo (ad eccezione dei comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 2) e la maggior parte del territorio della provincia di Brescia (ad eccezione di alcuni comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 4).

ATTENZIONE

- Sono ammesse (sia alla Camera sia al Senato) le pluri-candidature (beninteso con il medesimo contrassegno). Ci si può candidare in un solo collegio uninominale (a pena di nullità). Tuttavia ci si può candidare in uno o più collegi plurinominali, fino ad un massimo di 5 collegi (a pena di nullità), anche contestualmente alla candidatura nel collegio uninominale.

- Sono previste disposizioni relative alla rappresentanza di genere. Siffatte previsioni concernono: l'ordine di lista; il numero di candidature uninominali per genere; il numero di posizioni di capilista.
A pena di inammissibilità, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali, i candidati devono essere collocati secondo un ordine alternato di genere (sia alla Camera sia al Senato).
Al contempo, per la Camera è previsto che nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste a livello nazionale, nei collegi uninominali nessuno dei due generi possa essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento (con arrotondamento all'unità più prossima).
Nel complesso delle liste nei collegi plurinominali presentate da ciascuna lista a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato nella posizione di capolista in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unità più prossima.
Per il Senato le medesime previsioni sono riferite al livello regionale (e spetta all'Ufficio elettorale regionale assicurarne il rispetto).

CONSIDERAZIONI
Le seguenti proposte vengono formulate al fine di facilitare il lavoro, visti anche i margini di tempo ristretti a disposizione e le molte condizioni da rispettare (di genere e di legge).

Le assemblee sono sovrane, votano solo gli aventi diritto cioè quelli che dichiarano di riconoscersi nel progetto “Potere al Popolo” e che risiedono nello specifico collegio uninominale della Camera sul cui territorio si svolge l’assemblea raccogliendo i nomi, le residenze, il telefono e le mail dei presenti. All’inizio dell’assemblea i presenti verificheranno il rispetto di queste due condizioni.

Le seguenti proposte è bene che siano approvate all’inizio di ogni assemblea di collegio.

L’assemblea propone i candidati individuati dalla commissione politica provinciale, ogni membro dell’assemblea può avanzare altre candidature che rispettino i criteri di residenza nella circoscrizione e di legge (età, ammissibilità ecc). In caso di più candidature l’assemblea decide a voto palese per alzata di mano secondo il criterio una testa un voto, il più votato viene dichiarato il candidato eleggibile. In caso di parità la questione viene devoluta alla riunione provinciale successiva.
La successiva riunione provinciale per definire i contrasti, il capolista della camera o altre questioni sarà convocata a Bergamo entro il 13 gennaio 2018. A questa riunione parteciperanno 5 delegati per ogni collegio uninominale della Camera. I 5 delegati sono eletti dalle assemblee con voto palese per alzata di mano secondo il criterio una testa un voto.
I 5 delegati eletti costituiscono un gruppo operativo di gestione della seguente campagna di raccolta delle firme e di gestione della campagna elettorale nel proprio collegio. I 20 delegati dei collegi costituiranno il coordinamento provinciale dei collegi bergamaschi che gestirà la campagna nella bergamasca e si coordinerà con i compagni di Brescia.

I collegi uninominali della Camera nella circoscrizione Lombardia 3 pertinenti alla provincia di Bergamo sono tre (Bergamo, Albino, Treviglio) più uno a cavallo tra Bergamo e Brescia (Romano), ogni assemblea deve quindi indicare un solo candidato per collegio per un totale di 4 candidati uninominali. Per rispettare il criterio della rappresentanza di genere si propone che i collegi Romano, Albino indichino una compagna e che i collegi di Treviglio e Bergamo un compagno.

Il collegio plurinominale n. 2 della Camera nella circoscrizione Lombardia 3 pertinente alla provincia di Bergamo è corrispondente ai collegi uninominali di Bergamo, Albino, Treviglio e Romano e nel listino proporzionale vanno indicati un totale di 8 candidati plurinominali. Si propone che ogni collegio uninominale indichi due candidati in un compagno e una compagna (per rispettare il criterio della rappresentanza di genere). I quattro collegi uninominali indicando i due nomi concorreranno a individuare la lista degli otto candidati (2x4) del collegio plurinominale. La successiva riunione prevista a livello provinciale stabilirà il capolista più opportuno, mentre gli altri saranno ordinati in ordine alfabetico rispettando l’alternanza di genere.

Il collegi uninominali del Senato 2017 nella circoscrizione Lombardia 3 pertinente alla provincia di Bergamo sono due: uno (12 Bergamo) corrispondente ai collegi uninominali della Camera di Bergamo e Albino composti interamente da comuni della provincia di Bergamo; l’altro (13 Treviglio) corrispondente ai collegi uninominali della Camera di Treviglio e Romano di Lombardia ogni assemblea deve quindi indicare un solo candidato per collegio per un totale di 2 candidati. Una proposta di candidatura verrà indicata a livello di collegio (una di un compagno per i collegi della camera di Bergamo e Albino e una di una compagna per i collegi della camera di Treviglio e Romano)

Il collegio plurinominale del Senato 2017 nella circoscrizione Lombardia 3 pertinente alla provincia di Bergamo corrisponde ai collegi uninominali Senato n. 12 (Bergamo), n. 13 (Treviglio), n. 14 (Brescia) e n. 15 (Lumezzane) e nel listino proporzionale vanno indicati un totale di 7 seggi plurinominali. Si propone di lasciare la scelta del capolista ai compagni di Brescia mentre i candidati potrebbero essere tre bresciani e quattro bergamaschi. I quattro collegi uninominali della camera (Bergamo, Albino, Treviglio e Romano) devono quindi indicare un candidato ognuno concorrendo a individuare la lista dei 4 candidati (1x4) del collegio plurinominale. Per rispettare il criterio della rappresentanza di genere si propone che i collegi Romano, Albino indichino un compagno e che i collegi di Treviglio e Bergamo una compagna.

Per chiarimenti e comunicazioni: tel.


 


   

anno 2017

 

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