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mail: alternainsieme@yahoo.it



2017

   

anno 2016


(27.05.17) BERGAMO. A LOVERE BASTA SFILATE NEOFASCISTE

Applicare la Costituzione. Nessuno spazio ai fascisti. Altre foto: qui


(26.05.17) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: PROTESTA CONTRO GLI AUMENTI INCONTROLLATI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI

Unione Inquilini: “La situazione sociale è gravissima, tante famiglie non riescono più a pagare gli affitti, adesso si rischiano gli sfratti”

* Presidio-manifestazione: Venerdi 26 maggio, ore 10.00, davanti agli uffici di ALER in Via Mazzini 32/A- Bergamo

A causa di errori, non attribuibili agli inquilini, per due anni consecutivi (2014 e 2015) ALER non ha chiesto, ai residenti nei numeri civici nr. 21-23-25-27-29-31-33-35-37-39-41-43, il versamento delle spese per il servizio di erogazione del riscaldamento.
Purtroppo ALER si è totalmente disinteressata di informare i propri inquilini di questo errore.
Ad aprile di quest’anno l'ALER, accortasi dell’errore, ha proceduto a richiedere il pagamento delle spese che non aveva riscosso addebitandole attraverso conguaglio sui bollettini dell’affitto inviati mensilmente agli inquilini. La cifra totale è altissima: circa € 112.160,00.
A ciò si deve aggiungere l’acconto di € 73.713,43 per le spese di riscaldamento dell’anno in corso, pagate sempre nei bollettini del 2017, prima che ALER fornisca il saldo che verrà inviato il prossimo anno.
Quindi l’Azienda Lombarda ha richiesto ai suoi 106 inquilini coinvolti un totale, di sole spese condominali, di circa € 185.874,49 mensili. Ogni inquilino dovrà quindi pagare, per un solo anno, circa 1.754,00 euro. Il prossimo anno ALER chiederà un’altra somma simile (altri 1.700 euro per ogni alloggio).
Tutti questi soldi sono stati divisi in rate mensili che pagheranno fino all’anno 2019. Ma non è finita: questi soldi riguardano solo le spese condominiali. Poi c’è il canone di affitto (che ha registrato anch’esso altri aumenti).
Nonostante la rateizzazione del debito, ALER sta facendo pagare agli inquilini spese che per molti sono diventate insostenibili. Infatti tante famiglie o singoli che abitano nel caseggiato, vivono in condizione economiche già particolarmente fragili e precarie: pensioni al minimo, disoccupazione, cassaintegrazione, stipendi di sopravvivenza, ecc... Molti di questi inquilini, vista l’impossibilità di pagare bollettini decisamente non proporzionati alle proprie condizioni economiche, stanno sospendendo completamente i pagamenti, accumulando morosità e rischiando gli sfratti.
Gli inquilini, hanno organizzato una affollata assemblea, che ha visto la partecipazione anche degli attivisti di Unione Inquilini. Si è deciso di organizzare, nella mattinata di Venerdi 26 maggio (inizio ore 10.00), una protesta fuori dagli uffici di ALER. Gli inquilini vogliono dalla Azienda Lombarda di Edilizia Pubblica un impegno a sostegno degli inquilini, a partire da quelli in condizione di maggiore difficoltà, nel pagamento di canoni che non sono in grado di pagare da soli.
La proposta che porteranno all’attenzione dei funzionari dell’Azienda è che sia garantito, fin dal prossimo mese, almeno il prolungamento del pagamento delle rate del conguaglio, rideterminando l’entità delle rate con cui deve essere pagato il debito.
Infine gli inquilini delle case popolari chiedono che ALER, in accordo con l’Amministrazione comunale di Bergamo, individui forme di agevolazioni o sostegno per proteggere i singoli e le famiglie che versano in condizione di particolare difficoltà economica. (23.05.17 - Fabio Cochis, Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(16.05.17) BERGAMO. L'APPELLO DELLA "RETE BERGAMASCA PER L'ALTERNATIVA AL G7" [dei ministri dell'agricoltura]

Siamo cittadine/i, donne e uomini, preoccupati per la frequenza con cui si susseguono eventi che mettono a repentaglio la qualità della vita delle persone in un ambiente sempre più aggredito e avvelenato da attività umane indifferenti alle conseguenze sul pianeta e irresponsabili nei confronti delle future generazioni. Siamo indotti a mangiare cibo standardizzato, sempre più spesso prodotto a scapito dei diritti del lavoro e della salute, con l’utilizzo massivo di fertilizzanti e pesticidi chimici che inquinano l’ambiente e distruggono la normale fertilità dei terreni.
Questa è la conseguenza di un mercato mondiale del cibo dominato dalle multinazionali dell’agrobusiness, che obbediscono solo alla legge del massimo profitto, incuranti delle conseguenze sull’uomo e sulla natura: insicurezza alimentare, desertificazione e deforestazione, aggressione alla biodiversità, inquinamento, alterazioni climatiche, spreco di quantità di cibo che potrebbero alimentare una volta e mezzo gli abitanti del pianeta. Per comprendere i paradossi del sistema globale del cibo basti notare che 800 milioni di persone sono denutrite, 2 miliardi di persone sono in sovrappeso oppure obese, mentre un terzo della produzione mondiale di alimenti viene sprecato.
Questo sistema agroalimentare è sostenuto con trattati internazionali, sovvenzioni e legislazioni amiche dai governi dei paesi più ricchi del pianeta a danno delle comunità contadine di tutto il mondo, messe in crisi da una competizione drogata dai sussidi, dalla finanziarizzazione del cibo, dalle monocolture intensive. Eppure è la stessa FAO che considera l’agricoltura contadina, che produce circa l’80% del cibo nel mondo, come cruciale per la soluzione del problema della fame nel mondo1. I rappresentanti di questi governi si riuniscono ogni anno nelle più belle località del pianeta per raccontare al mondo, sostenuti da un potentissimo apparato mediatico, gli effetti “positivi” delle loro politiche sulle popolazioni, mentre sottobanco continuano a sostenere questo distruttivo sistema.

Quest’anno il G7 dei ministri dell’agricoltura si terrà nella Città di Bergamo il 14-15 ottobre.

Noi invitiamo tutti i cittadini sensibili ai temi richiamati e tutti quelli impegnati nella costruzione di modelli di produzione, distribuzione e consumo agroalimentari alternativi a unirsi in un percorso di riflessione sulla possibilità di un’ alternativa sostenibile per le comunità umane e per l’ambiente.
Ci rivolgiamo alle tante esperienze, esistenti in provincia di Bergamo, ricche di pratiche e saperi la cui messa in comune può davvero garantire una grande capacità progettuale e costituire la forza per far sentire la domanda di cambiamento: dai GAS orientati al cambiamento sociale, alle reti solidali per la difesa di un'agricoltura a presidio del territorio, ai mercati contadini strutturati con funzione anche logistica per i consumatori critici, alle comunità di supporto all'agricoltura che mettono in discussione il mercato a partire dall'agricoltura contadina.
Ci proponiamo di attivare reti che abbiano a fondamento la sovranità alimentare, riconnettendole buone pratiche già attive a livello locale ad una riflessione politica più ampia, per mostrare la validità della loro alternativa possibile e praticabile al modello dominante ed anche per evitare che queste pratiche dal basso vengano acquisite nella narrazione ingannevole del G7, che potrebbe trasformarle in una sorta di foglia di fico ad esso funzionale.

Vogliamo mettere in movimento una Rete sociale di alternativa agricola
che veda impegnate le stesse realtà contadine bergamasche, l’associazionismo, i movimenti sociali, i partiti, i cittadini, i GAS, i GAP, nella costruzione di un percorso da oggi ad ottobre che attraverso momenti formativi pubblici, giornate di mobilitazioni, eventi diffusi su tutto il territorio bergamasco, contribuiscano a disvelare gli effetti devastanti del modello agroindustriale e portino alla ribalta, invece, le buone pratiche alternative.
Invitiamo tutti ad assumersi l’impegno di dare continuità a questo percorso ed ad aderire in termini di impegno a far sì che questa presenza ingombrante del G7 a Bergamo diventi invece la Nostra possibilità di dare voce a chi già opera alla costruzione di un’alternativa.
Come coordinamento iniziale abbiamo pensato ad assemblee pubbliche su più temi, a partire da maggio, con una iniziativa che racconti cosa sia il sistema agroindustriale attuale e le sue conseguenze, a seguire tenteremo di far conoscere quali sono le reali politiche europee (PAC), italiane e bergamasche attraverso le quali si costruisce il dominio dell’attuale sistema agricolo; seguiranno le proposte; convinti che l’alternativa sia davvero praticabile proporremo in un altro evento pubblico la nostra alternativa: la sovranità alimentare, l’agricoltura contadina.. e nelle stesse giornate del G7 proponiamo che tutte le reali pratiche dal basso ed esistenti sul territorio possano trovare voce..
Anche le stesse giornate del G7 dovranno vederci impegnati, infatti, nella costruzione di “piazze liberate”, di una Bergamo che dice no ad altre politiche che alimentano la crisi globale, affamano il Sud del mondo e inaspriscono anche la nostra condizione economica con le loro politiche di austerità. Una bergamasca che da maggio ad ottobre, nelle giornate di svolgimento del summit dei potenti della Terra, si riempia di iniziative e gesti di liberazione per il diritto alla vita di tutti i popoli del mondo.

Bergamo, 1° Maggio 2017

Rete Bergamasca per l'alternativa al G7

Aderenti alla rete
Acli Terra Lombardia
Associazione Animante Bergamo
Brigate Solidarietà Attiva Bergamo
Cittadinanza sostenibile Bergamo
Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo
R@p Rete per autorganizzazione popolare
Unione Inquilini Bergamo
Comitato Seriate per tutti
C.s.a. Pacì Paciana
Alternainsieme
Collettivo politico di Alzano Lombardo
Associazione Gli Armadilli
Comitato "I Bastioni di Orione" - Possibile Bergamo
Cooperativa sociale Amandla
Cooperativa il Sole e la Terra
Barrio Campagnola
Circolo di Rifondazione Comunista Seriate
Comitato di lotta per la casa Bergamo
Asia
Sinistra Italiana Bergamo
Rifondazione Comunista Bergamo e provincia
Ari
Laboratorio Permacultura temperata Bergamo
Nyeleni
Terra nuova
Deafal (ong)

DESR - Distretto Rurale Di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano)
RiMake Milano
RiMaflow Trezzano sul Naviglio
FUORIMERCATO (nazionale)
Comitato STOP TTIP Milano
Woof Italia

Per adesioni di soggetti collettivi o individuali: alternativag7bergamo@yahoo.com tel. 3405841595 (roberta)


(16.05.17) ZANDOBBIO. MOBILITAZIONE ANTISFRATTO PER IL DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI

* Martedì 16 maggio, dalle ore 8.30, PRESIDIO SOLIDALE per Allal e i suoi figli, in Via Giardino n. 30 a Zandobbio

Di Allal e della sua famiglia nonché delle politiche abitative dell'Amministarzione Comunale di Zandobbio e in generale dei comuni della Valcavallina ci siamo già occupati un mese fa (cfr. alternainsieme.net 12.04.17). Per la famiglia di Allal, dopo il rinvio di un mese ottenuto ad aprile, è prevista per martedì 16 maggio la seconda uscita dell'Ufficiale giudiziario per l'esecuzione dello sfratto. Allal, fino a circa due anni fa, era primo nella graduatoria per l'assegnazione degli alloggi, ma poi, scaduto il bando, l'Amministrazione comunale non lo ha più rinnovato, scegliendo invece di assegnare i pochi alloggi rimasti liberi attraverso un bando ristretto a categorie speciali (anziani, disabili) escludendo quindi la famiglia di Allal. L'unica soluzione prevista ora dai servizi sociali è quella di inserire Allal e il figlio ancora minorenne in uno degli alloggi provvisori a dispozione del Consorzio Valcavallina a Vigano San Martino da dividere con un altro nucleo familiare in analoga situazione di sfratto, mentre l'altro figlio appena maggiorenne deve trovare un'altra sistemazione per conto suo. Con la crisi e la disoccupazione, si perde la casa e si perde anche la famiglia. L'unica soluzione non precaria per Allal e tante altre famiglie è quella di avere un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Ma a Zandobbio e in Valcavallina gli appartamenti Erp sono pochi, molto inferiori al bisogno, e per Allal come per altri l'unica speranza è affidata alla domanda per il Comune di Bergamo che però può accogliere solo una quantità molto modesta delle richieste provenienti da fuori comune. Che tante famiglie residenti nei comuni della Valcavallina siano costrette a concorrere per i bandi del Comune di Bergamo, gli amministatori comunali lo sanno perfettamente, ma nessuno si preoccupa da lungo tempo di incrementare le dotazioni di edilizia residenziale pubblica nei nostri paesi. Così, fra disagi e umiliazioni, diverse famiglie che hanno perso la casa perché non riuscivano più a pagarla, sono divise e costrette a vivere in convivenza con sconosciuti. Ciò che chiediamo è che Allal e i suoi due figli, in attesa che si renda disponibile un alloggio di edilizia sociale fuori zona, possano stare tutti e tre insieme. Quanto all'insieme dei problemi abitativi nella nostra zona, crediamo invece sia sempre più urgennete e improcrastinabile l'impegno a rivedere profondamente le politiche abitative rafforzando le disponibilità di edilizia pubblica. E su questi obiettivi che invitiamo alla solidarietà con Allal partecipando al presido indetto a Zandobbio, in via Giardino 30, dalle ore 8.30 di martedì 16 maggio 2017. (Per comunicazioni: Fabio Cochis, tel. 3397728683 - Unione Inquilini di Bergamo e provincia)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

 


(14.15.17) BERGAMO. UNIONE INQUILINI:CONTINUA IL MERCATINO DELL'ABITO USATO

Per difendersi dalla crisi economica e per lottare contro le politiche di austerità

* Domenica 14 maggio, dalle ore 11.00 alle ore 16.00, mercatino degli abiti usati, presso Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g a Bergamo

Il mercatino del “vestito usato” è uno strumento di auto-difesa contro il caro-vita: per soddisfare un bisogno materiale (es. vestiario) che la crisi economica nega a sempre più famiglie proletarie che non hanno più reddito per consumare. È anche una azione che vuole contestare le politiche di austerità del governo che tagliano i servizi sociali (sanità, istruzione, ecc..) che prima lo Stato garantiva gratuitamente.

Vogliamo dimostrare che la risposta collettiva, basata sulla solidarietà ed il mutualismo, permette di non lasciare indietro nessuno e ricostruire una unità tra le persone impoverite dalla crisi e dall’austerità. (per info: tel.3345086230 - davide)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(27.05.17) APPELLO: «A LOVERE (BG) BASTA SFILATE NEO-FASCISTE».

* Sabato 27 Maggio 2017, PRESIDIO ANTIFASCISTA al Cimitero di Lovere (bg), ore 14. "APPLICARE LA COSTITUZIONE - NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI"

A tutte e tutti i democratici, le democratiche, gli antifascisti e le antifasciste

Da alcuni anni a fine maggio le vie di Lovere (BG) sono percorse da gruppi di neo-fascisti che esibiscono i loro simboli di violenza, cercando visibilità con il pretesto di commemorare due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. La legione Tagliamento, che operò in zona, è riconosciuta colpevole di crimini contro l’umanità: nel processo che il Tribunale Militare di Milano istruì nel dopoguerra, ai suoi militi vennero comminate diverse condanne a morte, in parte poi commutate in ergastolo. Fra condoni e rinvii nessuno scontò più di qualche anno di carcere. Ormai da alcuni anni, fascisti non solo locali sfregiano il ricordo della Resistenza insultando la memoria storica di Lovere e dei partigiani. Anche quest’anno pretendono di manifestare nello stesso paese che, il 17 giugno 1945, vide sfilare le bare di 13 giovanissimi partigiani – sei erano di Lovere – catturati dalla Tagliamento, torturati e fucilati davanti alla popolazione.
Già nel 2012 i neofascisti hanno imbrattato la stele dei Tredici Martiri e bruciato la targa che ricorda Bortolo Pezzutti, diciottenne di Costa Volpino, catturato per futili motivi dalla Tagliamento e inviato nel lager di Bolzano, dove finì orribilmente trucidato. Un anno fa, il 28 maggio 2016, inspiegabilmente protetti dalle forze dell’ordine, sono addirittura entrati nel Cimitero di Lovere, sfilando in segno di sfregio davanti alle tombe dei Tredici Martiri e alla lapide dei fratelli partigiani “Falce” e “Martello” Pellegrini, anch’essi catturati dalla Tagliamento, torturati e uccisi a Lovere. Il presidio antifascista, che protestava presidiando pacificamente il cimitero, è stato caricato con violenza dalla polizia, mentre i fascisti vi entravano tranquilli. Durante questa aggressione sono stati feriti tre antifascisti.

QUESTI FATTI DIMOSTRANO CHE LA LOTTA AL FASCISMO NON E’ FINITA IL 25 APRILE 1945.

Ancora oggi i fascisti vogliono riaffermare la loro ideologia tornando ad esprimersi con la violenza, il nazionalismo, la xenofobia, il militarismo. Lo fanno spesso con la connivenza di pezzi di quelle istituzioni repubblicane che avrebbero il dovere costituzionale di reprimerli. Formazioni dichiaratamente neo-fasciste, forti della paura generata dalla crisi e dai movimenti migratori, propongono alternative ingannevoli alle politiche di austerità imposte dal neoliberismo, creando falsi nemici identificati sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale. Nascondono così l’unico reale conflitto che questa crisi ha evidenziato: quello tra sfruttati e sfruttatori.
Chiamiamo quindi tutti a manifestare con i fatti la nostra scelta antifascista, negando spazi di agibilità politica a ogni forma di fascismo, qualunque sia la maschera che indossa. Impegniamoci contro discriminazioni di genere, razza, cultura o provenienza nazionale. Attiviamo una concreta collaborazione tra le forze impegnate a costruire un modello sociale che abbia al centro dei propri valori la dignità delle persone e del lavoro, e come orizzonte il rispetto e la pacifica convivenza tra popoli.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare al PRESIDIO ANTIFASCISTA, sabato 27 Maggio 2017, al cimitero di Lovere (BG), ore 14: APPLICARE LA COSTITUZIONE – NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI. (Lovere, 1° Maggio 2017)

COORDINAMETO ANTIFASCISTA DELL’ALTO SEBINO, VAL CAMONICA E VALLI BERGAMASCHE, Comitato Lombardo Antifascista, ANPI (Provinciale di Bergamo, Lovere, Endine, Seriate, Val Caleppio, Val Gandino, Valcamonica), ISREC Bergamo, FIOM e CGIL Valcamonica-Sebino, RIFONDAZIONE COMUNISTA Lombardia, SINISTRA ITALIANA Bergamo, ARTICOLO 1 democratici progressisti Brescia e Valcamonica, POSSIBILE Brescia, PD Lovere, GRAFFITI, CIRCOLI DEI LAVORATORI Darfo e Iseo, RIBELLI DELLA MONTAGNA, KAMUNIA PARANOIKA, RETE ALDO DICE 26X1, RADIO ONDA D’URTO, ALTERNAINSIEME San Paolo d’Argon.

Per adesioni scrivere a: loverebastasfilateneofasciste@gmail.com


(08.05.17) BERGAMO. SALVO PARIGI. UNA VITA PER LA GIUSTIZIA E LA LIBERTA', CONTRO IL FASCISMO

La nota biografica diffusa dall'Anpi provinciale di Bergamo.

"Un momento doloroso per l’intera comunità bergamasca: nella notte tra il 4 e il 5 maggio, è mancato il nostro Salvo Parigi, presidente onorario dell'ANPI Provinciale di Bergamo, dopo esserne stato, per oltre 70 anni, il Presidente fino all’aprile del 2016.
Salvatore Parigi – per tutti Salvo – ingegnere, docente per anni all’Istituto superiore “Cesare Pesenti” oltreché vicepreside, nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Frequenta il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, viene avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete clandestina del movimento di Giustizia e Libertà, un gruppo che immediatamente dopo la caduta del fascismo del 25 luglio 1943, è in grado di mobilitarsi nella costruzione della Resistenza a Bergamo e in provincia. Il suo impegno è inizialmente quello di diffondere la stampa clandestina, in particolare del giornale "Italia Libera", organo di stampa ufficiale del Partito d'Azione; dopo il 25 luglio, Parigi entra a far parte dei gruppi armati di GL in città e diventa commissario della 1^ Brigata GL di pianura, occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina. Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell'insurrezione.
Uomo di cultura, è importante ricordare il suo impegno, dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo. Il quindicinale, fondato da un gruppo di giovani antifascisti attivi nella lotta partigiana e animati da un forte desiderio di rinnovamento politico e morale del Paese, esce con il primo numero il 20 febbraio 1946. Responsabile unico risulta, fin dal principio, Salvo Parigi che ne assume anche la piena direzione col numero 18 del 5 novembre 1946, firmando una rivista a cui collaborano intellettuali importanti e che ha diverse rubriche: politica (seguita dal direttore Salvo Parigi e Dino Moretti), economica (con Valerio Barnaba), scientifica (curata da Gianni Parigi e Vico Rossi), filosofica (redatta da Mario Tassoni e Giacomo Zanga), infine l'area letteraria di Giulio Questi e Gian Carlo Pozzi e artistica nonché cinematografica con a capo Corrado Terzi e Carlo Felice Venegoni. Così Franco Fortini recensisce favorevolmente la rivista individuando nei redattori dei «compagni nella lotta per una nuova cultura» («Il Politecnico», n.35 (gen./mar. 1947), p.93):
«Esce in una delle nostre più codine città: a Bergamo. E’ fatto, questo quindicinale, da giovani – almeno così ci sembra dal tono. “Che la filosofia dia ai suoi l’odio e la persecuzione del mondo!” quest’augurio che abbiamo letto in una delle sue pagine, può dare l’idea del colore di questo foglio. I nomi – dal responsabile Salvo Parigi, a Mario Tassoni, Dino Moretti, ecc. – contano relativamente poco; importa una vivacità appena repressa da una volontà moralistica, una combattività molto tesa, senz’esser mai rumorosa, agitata da impulsi differenti, che possono essere ora di carattere sociale e politico in una libera ricreazione di motivi del Partito d’Azione e del Socialismo e ora piuttosto di un accento morale e religioso di timbro protestante. Questo anzi ci sembra l’elemento più vero di questa rivista. E’ infatti un luogo comune affermare che la provincia è, in Italia, luogo di fermenti e di decisioni morali; ma qui, leggendo le pagine di questo foglio che certo si pubblica con difficoltà, e con sacrificio personale dei suoi redattori e collaboratori, possiamo valutare l’importanza di una “decisione” simile, in una città appunto, come Bergamo, nota per il suo conformismo cattolico».
«La Cittadella» conclude la sua vicenda nel 1948, con un doppio fascicolo, uscito il 15-30 aprile.
L’impegno di Salvo non si ferma qui. E' attivo dalla fine degli anni ‘50 nelle file del Partito Socialista Italiano, nel quale milita per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica. Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Clauser-Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale. Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all'Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la legge regionale che istituisce i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, istituito nel 1977). Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.
Ma il suo pensiero primario è per l'ANPI: instancabile è il suo lavoro – fatto anche di una presenza sempre costante, pure negli ultimi anni, quando l’età e le condizioni fisiche avrebbero suggerito il riposo – per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l'ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo. Insieme a Giuseppe Brighenti "Brach", Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche di cui è vicepresidente vicario fino al 2016.
Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del Museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi "13 Martiri di Lovere", progetto al quale dedica gli ultimi sforzi come Presidente Provinciale dell'ANPI.

Perdiamo un padre, perché i partigiani sono i padri di cui ci dovremmo sentire figli. Perdiamo un compagno di strada straordinario, dalla rettitudine morale esemplare, uomo deciso, guida carismatica e autorevole per tutta l'ANPI Provinciale di Bergamo e non solo.
Grazie Salvo, per tutto quello che ci hai dato. Cercheremo di essere sempre all'altezza dell'eredità morale, civile e politica che ci lasci. Ora e sempre Resistenza. (Mauro Magistrati - Presidente ANPI Provinciale di Bergamo, 5 maggio 2017)

Salvo Parigi in alcune foto del nostro archivio.

 

(16.06.12) SCANZOROSCIATE. INTITOLAZIONE DELLA SCALINATA “ANGELO TROVESI, PARTIGIANO PIRATA”

(24.07.11) Colli di San Fermo. Commemorazione della Battaglia del Monte Torrezzo e di Fonteno contro i nazi-fascisti nel 67° anniversario
(30.10.09) Bergamo. Presidio Antifascista (Contro il sindaco Veneziani che concede sala comunale a Casapound)
(04.06.11) SERIATE. Inaugurazione del monomento ai caduti partigiani del 27-28 aprile 1945
26.04.09) Caravaggio. Commemorazione dei partigiani Baruffi Carlo, Grassi Annunzio, Pala Franco, Perego Giovanni uccisi dai fascistia Capralba nel marzo 1945
(01.06.09) Trescore Balneario. No fascismo. No razzismo (presidio contro Forza Nuova)

(22.04.17) PONTIDA. FESTA DELL'ORGOGLIO ANTIRAZZISTA. FOTO

ALTRE FOTO: QUI



(22.04.17) ORARI DEI TRENI PER IL MEETING ANTIRAZZISTA A PONTIDA DI SABATO 22 APRILE


(18.04.18) BERGAMO. INCONTRO PUBBLICO: VERSO IL MEETING ANTRAZZISTA DI SABATO 22 APRILE A PONTIDA

* Martedì 18 aprile, ore 20.45, a Bergamo presso la sede di Rifondazione Comunista e Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g

Un numero crescente, davvero impressionante di soggetti e associazioni, dal mondo del lavoro, della cultura, dell'attivismo e della politica sta aderendo alla proposta lanciata circa un mese fa dai centri sociali di Napoli per un grande appuntamento antirazzista a Pontida, la località bergamasca che la Lega Nord - stravolgendo il senso della memoria legata alla storia medievale - ha trasformato nello scorso trentennio in un simbolo del secessionismo e dell'intolleranza. "Tutte e tutti a Pontida - si legge nell'appello a cui abbiamo aderito convintamente - per chiarire un concetto semplice: le idee di odio razziale non hanno alcuna casa, non possono avere roccaforti o luoghi simbolici, mentre abitano ovunque le idee di inclusione, solidarietà tra popoli, emancipazione!" Siamo anche noi convinti che il messaggio razzista di Salvini e della Lega nella versione lepenista, lungi dal rappresentare - come recita la propaganda - una alternativa al sistema del neoliberismo e dei governi che lo incarnano, ne sia invece complementare e componente organica, come testimonia la propensione dei media rispettabili a veicolarlo sistematicamente e ovunque. La guerra fra i poveri come alternativa alla lotta plurale e unitaria contro l'austerity costituisce un fattore essenziale di tenuta del "sistema" del neoliberismo. Non a caso il governo Gentiloni, con gli accordi Italia-Libia e con i due decreti Minniti-Orlando, l'uno contro i migranti e l'altro contri i poveri (non contro la povertà!) si muove nella stessa direzione con il plauso di tutte le destre. Contro il razzismo, per l'unità dei lavoratori e delle lavoratrici, contro la guerra vera che Trump - l'amico di Salvini - mostra di voler portare alle estreme conseguenze, contro un governo che fa le stesse politiche dei razzisti: con queste parole d'ordine vogliamo essere anche noi a Pontida sabato 22 aprile, con tutte le nostre amiche e i nostri amici, compagne e compagni, di tutti i Sud e di tutti i Nord, per una grande giornata di musica e festa. Per portare a questa giornata il contributo di riflessione, politico e anche organizzativo, delle realtà antifasciste e antirazziste di Bergamo e provincia, invitiamo all'incontro che abbiamo promosso per martedì 18 aprile, alle ore 20.45, presso la sede di Unione Inquilini e Rifondazione Comunista, a cui invitiamo tutti gli interessati. (Bergamo, 13 aprile 2017, Unione Inquilini, Seriate X Tutti, Gruppo Acquisto Popolare Bg, Alternainsieme.net, Rifondazione Comunista - per info tel. 3389759975 -maurizio)


SABATO 22 APRILE - GANDOSSO:

• ORE 15.00 DEPOSIZIONE CORONA AL MONUMENTO ALLA RESISTENZA IN PIAZZA TOGLIATTI;
• ORE 15.30 PRESSO CIRCOLO ARCI GANDOSSO VIA AVIS CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI GANDOSSO E LA COLLABORAZIONE DEI CIRCOLI ARCI DI GANDOSSO E DI GRUMELLO DEL MONTE: LA STORIA SIAMO NOI. RACCONTI DI VITE PARTIGIANE IN VALCALEPIO E BASSO SEBINO. INCONTRO INTERVISTA CON: VINCENZO BENI, PARTIGIANO, LORETTA MUTTI, NIPOTE DEL PARTIGIANO “FANFULLA“; CALDARA DOMENICO, PARTIGIANO; IORIS PEZZOTTI, NIPOTE DEL PARTIGIANO “ TERESIO”

Locandina: qui

DOMENICA 23 APRILE - COLLI DI S. FERMO

• Ore 10.00 RITROVO ALLA CASA “LA RESISTENZA” AI COLLI DI SAN FERMO;
ORE 10.15 PARTENZA DELLA CAMMINATA PER RAGGIUNGERE IL MONUMENTO PARTIGIANO AL COLLETTO;
• ORE 11.15 DEPOSIZIONE CORONA AL MONUMENTO E DISCORSI UFFICIALI;
• ORE 12.30 PRANZO PRESSO LA CASA “LA RESISTENZA” AI COLLI DI SAN FERMO.
Per il pranzo è gradita la prenotazione: anpi.valcalepio-cavallina@hotmail.it

Pieghevole: qui

MARTEDI’ 25 APRILE - CALCINATE :

Ore 21.00: Teatro della Comunità, Piazza della Chiesa, PIAZZA DELLA CHIESA (IN COLLABORAZIONE CON LA SEZIONE A.N.P.I. DI CALCINATE E CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI CALCINATE), SPETTACOLO TEATRALE, LA STRADA DEL CORAGGIO GINO BARTALI: EROE SILENZIOSO, A CURA DELLA COMPAGNIA TEATRALE LUNA E GNAC

Locandina: qui

 

 


(12.04.17) ZANDOBBIO. ANCORA SFRATTI IN VALCAVALLINA

* Mercoledì 12 aprile, dalle ore 8.00, PRESIDIO SOLIDALE per Allal e i suoi figli, in Via Giardino n. 30 a Zandobbio

Zandobbio è il paese delle cave che stanno mangiandosi via i rilievi. Malgrado la crisi e il rallentamento delle attività, ogni volta che si passa per Zandobbio si nota che il biancore delle cave si è allargato, di tanto o di poco, a discapito del verde della montagna. Fra tanto (storico) fervore per la produzione di materiale primario soprattutto per l'edilizia, Zandobbio - come quasi tutti i comuni della Valcavallina - possiede un patrimonio di edilizia residenziale pubblica piuttosto modesto e datato. L'idea di incrementarlo per dare risposta al panorama sociale che si va delineando (numero crescente di famiglie con redditi mensili inferiori ai 1000 euro l'anno, percentuale di famiglie immigrate superiori al 15%, come appunto a Zandobbio) non rientra mai nei programmi politico-amministrativi, mentre il problema della casa - come per la quasi totalità dei comuni bergamaschi - viene senz'altro rubricato nella categoria dei servizi sociali per i "bisognosi", dimenticando che tutte le statistiche e previsioni concordano che un numero sempre più consistente di persone non potrà più garantirsi il diritto alla casa attraverso il mercato immobiliare. Peraltro nel 2011 la Giunta comunale chiedeva alla Regione di escludere un alloggio comunale per fare la sede della Protezione Civile, poiché - scriveva allora - "nella graduatoria non ci sono persone che necessitano di soluzione abitativa immediata" (sic!). Allal, disoccupato e ormai su di età, con scarsissime prospettive di impiego non precario e non occasionale, è uno di coloro che non sono più riusciti a pagare l'affitto, tanto da ricevere la notifica di sfratto. Avendo tuttavia partecipato al bando comunale per un alloggio pubblico, era fondatamente fiducioso di potervi accedere, tanto più che alcuni alloggi si sono liberati. Ma a questo punto l'Amministrazione comunale si è accorta che esistono altri bisogni urgenti fra la cittadinanza, tra cui quelli degli anziani e dei disabili, per i quali vengono così fatti bandi specifici, e la casa per Allal, trascorso ormai un certo tempo dall'ultimo bando, non è più disponibile. Quando sarà sfrattato - cioè il mercoledì prossimo - l'unica possibilità è quella di poter usufruire per qualche tempo, lui e il figlio minore, ma non quello appena maggiorenne, forse di un precario alloggio fra quelli a disposizione per siffate "emergenze" del Consorzio dei Comuni della Valcavallina, dove due famiglie - solitamente smembrate sono costrette a convivere in un medesimo appartamento. Allal chiede solo di poter vivere in un alloggio meno precario e, soprattutto, di non separarsi dai suoi figli. Mercoledì gli attivisti dell'Unione Inquilini saranno a fianco di Allal perché la sua richiesta è ragionevole e sensata, ma saremo con lui per chiedere a tutti i comuni della Valcavallina di decidersi finalmente a incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, invece di indirizzare le persone a fare domanda a Bergamo o in qualche altro comune dove ci sono più alloggi popolari. I tempi sono cambiati: un numero crescente di persone non è più in grado di comprare o affittare la propria casa e tantomeno di costruirsela per conto proprio, come avveniva in passato. E questo gli ammnistratori lo devono capire, finalmente e una volta per tutte, altrimenti - al di là delle loro intenzioni o aspirazioni - finiranno per portare acqua al mulino di quelle forze che puntano esplicitamenente alla guerra fra i poveri nonché alla distruzione della solidarietà sociale. Per dire questo cose, l'appuntamento è mercoledì 12 aprile, alle ore 8.00 a Zandobbio in Via Giardino 30. (Per comunicazioni: Fabio Cochis, tel. 3397728683 - Unione Inquilini di Bergamo e provincia)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


 


(03.04.17) SAN PAOLO D'ARGON. NON C'E' PACE PER L'EX MONASTERO DI SAN PAOLO D'ARGON

Diversi articoli dell'edizione bergamasca del Corriere della Sera (a firma Donatella Tiraboschi) hanno parlato di nuovo, dalla metà di marzo in poi, della contesa tra la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Ikaros che gestisce le scuole insediate nel nostro ex Monastero. Viene confermato che il Polo scolastico della Ikaros, che occupa all'interno dell'ex Monastero spazi destinati al "Museo delle Migrazioni" previsto nell'accordo di programma per il restauro sottoscritto nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d'Argon, Diocesi di Bergamo e altri enti, dovrà trasferirsi in altra sede. Non abbiamo però ancora ben capito se interamente o in parte o a rate...
La Diocesi proprietaria dell'ex Monastero ormai quasi tutto restaurato è infatti intenzionata a passare alla realizzazione del “Museo delle migrazioni” nonché delle altre strutture connesse, dopo che nel 2006 si era impegnata in tal senso, salvo poi nel 2009, all'inizio dei lavori di restauro, cambiare direzione optando – col consenso ufficiale di Regione, Provincia, Comune - per le istituzioni scolastiche di Ikaros che ora vengono cacciate via malis modis.
Si tratta di vicende in gran parte note. Gli articoli del Corriere fanno tuttavia luce sul coinvolgimento della Diocesi di Bergamo nel business dell'istruzione privata della Fondazione Ikaros, lagata a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere, che vanta un bilancio economico milionario, con scuole appunto a San Paolo d'Argon, ma anche Grumello del Monte, Calcio, Endine, Buccinasco, uffici a Bergamo e a Roma e perfino l'acquisto della Caserma militare dismessa di Via Suardi a Bergamo.
L'agreement tra Diocesi e Ikaros si sta concludendo evidentemente non solo perché a San Paolo d'Argon la scuola di Ikaros ha occupato spazi che la Diocesi ora reclama dopo aver annullato il contratto di comodato d'uso trentennale concesso alla Fondazione. La Diocesi certo è divenuta da tempo estremamente prudente verso il mondo di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, che - dopo le inchieste giudiziarie di qualche anno fa e dopo le disavventure di Formigoni - sta attraversando una fase di ridimensionamento e difficoltà. In più c'è stata la crisi economica a rovinare gli affari delle scuole private cattoliche, che vedono ridursi le iscrizioni, malgrado i molteplici e cospicui foraggiamenti da parte delle istituzioni pubbliche che dell'art. 33 della Costituzione ("Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato") sono abituate a farsene un baffo specialmente qui in Lombardia.
Ora la Diocesi riguardo all'uso del nostro Monastero, attraverso il proprio organo L'Eco di Bergamo, ribadisce categoricamente ancora una volta di voler senz'altro tornare al progetto originario dopo aver accumulato un bel po' di ritardo.
Il consigliere regionale 5 Stelle Dario Violi si è così accorto, con svariati anni di ritardo, che gli impegni del 2006 non sono stati realizzati e, dopo aver letto il Corriere della Sera, ha chiesto alla Giunta Regionale di fare chiarezza e di recuperare la sua parte di finanziamento.
Invitiamo però Dario Violi a fare qualche ulteriore approfondimento sugli impegni originari del 2006 che prevedevano non solo di inserire nel nostro Monastero cinquecentesco il Museo delle migrazioni ma anche di occuparne poco meno dei 2/3 per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Hotel Executive di via Nazionale), il tutto con il consenso dei rappresentati pro tempore di Regione, Provincia, Comune di San Paolo d'Argon!
Un progetto che - anche prima della sua conversione alla scuola privata di Ikaros - ci apparve fumoso e decisamente “sbilanciato” nel senso della valorizzazione fondiaria più che all'utilità sociale, certamente non tale da giustificare l'impegno di denaro pubblico nei modi e nella dimensione allora concordati.
Inutile dire che a più di 10 anni di distanza tanto il fumo quanto i nostri dubbi si sono ulteriormente addensati e rafforzati.
Alla cittadinanza di San Paolo d'Argon, che già da tempo ha versato per decisione della Amministrazione comunale 500.000 euro per il restauro dell'ex Monastero senza averne nulla in cambio, ora vi è anche l'amara soddisfazione di vederlo teatro di contenziosi infiniti, dopo esserne stata del tutto estromessa. (alternainsieme.net, 03.04.17)

Rassegna stampa marzo 2017.

Le nostre precedenti info sul restauro dell'ex Monastero di San Paolo d'Argon: 1 - 2


(22.03.17) SAN PAOLO D'ARGON. RISOLTA - MA CON UN PASSO INDIETRO - LA VICENDA DEI MEDICI DI BASE

* Il problema potrebbe riproporsi a breve, perché a seguito dei tagli alla sanitù e alla ricerca ora cominciano a scarseggiare un po' ovunque i medici di base.

Da un paio di settimane, come è stato annunciato anche dall'Amministrazione Comunale, presso gli nuovi ambulatori comunali dell'ex municipio di Via Medaglie d'Oro, prestano servizio due medici aggiuntivi.
Come è noto, a partire dal dicembre scorso, in seguito al pensionamento di uno dei medici di base, il Dottor Angelo Lucchetti, circa 600 mutuati con il nuovo medico di base avevano perso la possibilità di avere l'ambulatorio in paese e avrebbero dovuto recarsi a Cenate Sotto.
Un disagio non piccolo, specialmente per le persone anziane o non automunite.
Per questo a dicembre numerosi mutuati, in mancanza di indicazioni da parte della Ats e anche dell'Amministrazione comunale, che pure in pompa magna aveva inaugurato ad ottobre i nuovi ambulatori nella sede dell'ex Municipio, diedero vita ad un comitato "di scopo" promuovendo una petizione e andando in delegazione dal Sindaco per chiedere che fosse mantenuto il servizio ambulatorale a San Paolo d'Argon dal momento che non era possibile optare per gli altri medici di base presenti.

La prima risposta si basava sulla possibilità di inserire un altro medico di base dal momento che proprio in quella settimane era stato bandito un concorso per 4 nuove assnuzioni nel nostro distretto sanitario, ma nessuno dei medici risultati vincitori ha scelto la sede di San Paolo d'Argon, costringendo le autorità sanitarie a ricercare successivamente un'altra soluzione, quella che è diventata effettiva da pochi giorni dopo quasi tre mesi.
Così lo stesso medico, il Dottor Marinoni, che ha sostituito da dicembre il dottor Lucchetti sarà disponibile presso gli ambulatori comunali per due ore alla settimana, il giovedì dalle 15.00 alle 17.00, con la precisazione che "la prescrizione delle terapie continuative avverrà senza variazioni presso l'ambulatorio di Cenate Sotto. e il servizio non sarà replicato a San Paolo d'Argon". Anche la dottoressa Francesca Marchesi, che opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti nel nostro comune, presterà servizio anche a San Paolo d'Argon, secondo quanto annunciato da Sindaco, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
“Abbiamo ottenuto poco più del 10% di quanto avevamo chiesto– ha dichiarato uno dei cittadini che si sono attivati nelle scorse settimane. “E' sempre qualcosa, ma è un passo indietro, perché prima il medico era in paese per 4 giorni la settimana e non uno soltanto.”
Purtroppo tutta la nostra sanità negli ultimi anni sta registrando solo passi indietro.
In tema di medici di base, secondo gli esperti, il numero di mille assistiti per ciascun medico di medicina generale è il rapporto considerato “ottimale”. La media nazionale è però di un medico per ogni 1150 assistiti, però in Lombardia sale a 1.300.
Da noi praticamente tutti imedici hanno il massimo (“massimale”) di pazienti, che è di 1.500, ai quali si deve aggiungere un numero variabile di assistiti cittadini stranieri con permesso di soggiorno temporaneo conteggiati a parte (perché?!?), che innalzano ulteriormente il rapporto.
Siamo quindi molto oltre il numero di assistiti per medico considerato ottimale, mentre si profila ormai una carenza di medici su tutto il territorio nazionale a partire dalle regioni del Sud. Che altro dovremmo aspettarci dopo decenni di numero chiuso (per risparmiare sull'istruzione e la ricerca!) nelle facoltà italiane di medicina, per non parlare del numero crescente di giovani medici che accettano di lavorare – in condizioni più favorevoli - in altri paesi d'Europa per evitare gli anni e anni di precariato a cui spesso sono condannati in Italia?
Nello specifico della provincia di Bergamo si prevede in particolare che, a causa dei prossimi pensionamenti di medici di base attualmente in servizio, mancheranno ben 100 medici di famiglia nel 2019. Però i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale restano 90 all’anno per tutta la regione, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno.
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche”.
La sanità è un bene comune importantissimo e tutti riconoscono che la medicina di base è l'elemento fondamentale per garantire il diritto alla salute per tutte e tutti.
Viceversa da troppo tempo le politiche degli ultimi governi nazionali e regionali sono orientate esclusivamente a tagliare la sanità pubblica e a favorire quella privata, secondo logiche che ormai cozzano sempre più violentemente con i bisogni e i diritti basilari della popolazione.
Questo ci fa capire che è diventata da tempo urgente una forte mobilitazione per costringere la politica a invertire rotta.
(22.03.17, Alternainsieme.net)

Le nostre precedenti info sulla vicenda: QUI


(28.02.17) BERGAMO. ASSISTENZA A PERSONE E FAMIGLIE CON PROBLEMI DI INDEBITAMENTO: CONSULENZA NELLA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO

"Da quando la crisi ha bloccato la finanziarizzazione ed il consumo a debito usato dal sistema per valorizzare i suoi eccessi di produzione, il capitale finanziario ha trasformato i mutui e i prestiti (gli agevolati nella Ue, i subprime negli Usa) in una valanga di recupero crediti che travolge migliaia di famiglie"

UNIONE INQUILINI e l’ASSOCIAZIONE “TUTELA DEBITORI POPOLARE” si propongono di fornire un sostegno personalizzato e soluzioni mirate ai sempre più diffusi problemi di indebitamento di persone e famiglie.

A CHI SI RIVOLGE?
No al G7 di Taormina
E no al G7 agricolo di Bergamo

Il 26/27 maggio prossimo nella bellissima cittadina della Sicilia orientale si incontreranno i 7 capi di Stato in carica dei Paesi più ricchi. Un appuntamento fortemente voluto dal precedente governo Renzi e per il quale saranno mobilitati non meno di seimila agenti delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza del meeting, in un territorio come quello siciliano già pesantemente militarizzato visto il ruolo che è stato riservato alla nostra più grande isola come avamposto della guerra contro i poveri e contro i migranti.
Dopo Genova 2001 non risulta per niente diminuita fra chi guida o ha guidato il nostro Paese la voglia di ospitare – costi quel che costi - eventi che costituiscono una teatrale ostentazione del potere (economico, politico, militare, mediatico) dei più ricchi contro tutti gli altri.
Una ostentazione di potere ingiustificata e fine a se stessa (nessuno è così sciocco da ritenere che tali meeting servano davvero a prendere decisioni di fronte a tutti) che pertanto indigna coloro che quel potere lo devono subire inermi sulla loro pelle e nei loro corpi, tanto nel Sud quanto nel Nord del pianeta.
Il “mega” G7 di Taormina, dove presenzieranno Donald Trump, Justin  Trudeau, Theresa May, François Hollande, Angela Merkel,  Shinzo Abe e Paolo Gentiloni nonché i vertici della Ue, sarà preceduto e seguito da altri dieci G7 tematici, in formato mignon, che si svolgeranno in altrettante città italiane.
Comincerà Firenze il 30-31 marzo sul tema della cultura con i rispettivi 7 ministri, poi Roma il 9-10 aprile con i 7 ministri dell'energia e via di seguito. Il penultimo appuntamento, il 14-15 ottobre, sarà dedicato all'agricoltura con i ministri dell'agricoltura e si terrà nella nostra città.
Bergamo è certamente una città bellissima, ma in passato più nota per la fame e le malattie derivanti dalla scarsa e inappropriata alimentazione (pensiamo al gozzo che caratterizza molte maschere bergamasche), per la scarsità e in generale scarsa qualità dei suoi prodotti agricoli e per una agricoltura e una cucina quindi particolarmente povere. Questo appuntamento pubblico si configura del tutto fuori luogo e come un vero schiaffo alla storia di questo territorio.
E’ quindi evidente che il G7 dedicato all'agricoltura si terrà a Bergamo solo in omaggio al fatto che la bergamasca ha dato i natali dell'attuale Ministro dell'Agricoltura in carica Maurizio Martina, e per via delle speciali relazioni che legano l’attuale sindaco il renziano Gori (a cui l’evento garantirà una visibilità internazionale) alle forze che dominano il governo. Il che spiega meglio di mille parole il significato reale di questa costosissima manifestazione: non sarebbe meglio impiegare questi soldi nel sostenere le aziende agricole falcidiate dalla crisi?
Ma già è cominciata a trapelare nello streaming locale l'interesse verso questo “evento” come occasione da non farsi sfuggire per dare lustro alla città, e magari anche agli affari, “in continuità con Expo 2015” (il che è tutto dire), e già si stanno mobilitando i corvi che si nutrono di tali eventi (gli addetti ai lavori della politica, dell'economia e dei media).
Che proprio nella nostra città in autunno i sette ministri che operano con il massimo di sintonia con le multinazionali agro-alimentari responsabili delle mostruose distorsioni del primario da cui scaturiscono fame, cattiva alimentazione, distruzione ambientale e sociale praticamente ovunque, in nome del cosiddetto ordo-liberismo e delle sue neo-varianti forse perfino peggiori di quelle note (vedi Trump), non può non inquietare quella parte della società e dell'associazionismo bergamasco che maggiormente ha a cuore i temi dell'ambiente, della qualità delle produzioni agricole, della bio-diversità, della sovranità alimentare e che più è impegnata per contrastare le storture del mercato, su cui grava anche la spada di Damocle dei Ceta e Ttip in itinere.
Come Rifondazione Comunista, sosteniamo e siamo già parte attiva del movimento “No G7 a Taormina”, che proprio in questi stessi giorni a partire della Sicilia ha già dato vita ad importanti momenti di confronto e di mobilitazione dove sono stati protagonisti i precari e gli studenti.
Quanto al G7 “agricolo” a Bergamo il nostro intento non è né quello di interloquire o accettare costoro (sarebbe del tutto inutile in questa fase storica) e neppure di subire passivamente che la nostra città abbia fra i suoi tanti lustri quello di aver ospitato, plaudente, i 7 ministri più direttamente responsabili delle mostruose aberrazioni in cui opera l'agro-industria a livello globale.
Ciò presuppone per noi impegni a cui non intendiamo sottrarci, nella certezza - dato il deteriorarsi progressivo delle condizioni economiche, sociali, ambientali anche nel nostro contesto - di non essere i soli a pensarla così.

ANALISI E VALUTAZIONE GRATUITA DELLA SITUAZIONE DEBITORIA GLOBALE
Valutiamo le singole situazioni debitorie in essere e la situazione patrimoniale (reddito, beni posseduti, ecc.) per individuare la migliore strategia di gestione possibile.
Assistenza, supporto o intervento diretto nei confronti di creditori e società di recupero crediti. A seconda della complessità o criticità anche di singole pratiche ci interfacciamo noi direttamente con banche, finanziarie o esattori, alleggerendo l’ansia e il disagio che tali contatti inevitabilmente generano.
L’obiettivo è quello di raggiungere transazioni risolutive per chiudere le singole pendenze con la minor somma (possibile risparmiare anche il 60 % del debito) o con piani di rientro graduali e di importi mensili sostenibili.
Consulenza creditizia. Qualora si presenti la necessità o convenienza (in un’ottica di ripianamento o di ristrutturazione dei debiti in essere) forniamo un orientamento ed un supporto nella scelta delle eventuali forme di finanziamento.
Educazione al credito. Nel corso della gestione delle varie pratiche suggeriamo gli interventi necessari a correggere eventuali errori o leggerezze commessi in passato nella gestione economico-patrimoniale, dando indicazioni utili a prevenire la ripetizione degli errori in futuro.
Rimborsi finanziari e assicurativi. Per alcune tipologie di finanziamenti (cessione del quinto dello stipendio) estinti e/o rinegoziati in anticipo rispetto alla loro durata contrattuale, effettuiamo un’analisi per verificare se spettino dei rimborsi e di quali importi e ci occupiamo dell’eventuale ricorso per ottenerli.

SPORTELLO TUTELA DEBITORI
Mercoledi da ore 17 a ore 19
c/o UNIONE INQUILINI
Via Borgo Palazzo 84/g - BERGAMO

Volantino

Associazione “Tutela Debitori Popolare” (TDPOP). Per info: (Vito Albanese) 392 9933280; E-mail: tuteladebitoripopolare@gmail.com

Unione Inquilini. Per info: (Davide Canto) 334.5086230


(05.03.17) SAN PAOLO D'ARGON. RIFONDAZIONE COMUNISTA: CONGRESSO DEL CIRCOLO DELLA VALCAVALLINA

* Domenica 5 marzo, dalle ore 9.00 presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica, Via Giovanni XXIII

Il Decimo Congresso del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina è convocato Domenica 5 marzo ore 9.00, presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d'Argon, in Via Giovanni XXIII (il parcheggio è vicinissimo, subito dopo il supermercato)

Tutti i materiali congressuali sono reperibili in www.rifondazione.it e sono pubblicati nel sito provinciale del Prc di Bergamo (http://www.prcbergamo.it/x-congresso-prc-se-2017/).

Potete richiedere i materiali in formato cartaceo telefonando a Maurizio (tel. 3389759975)

Tutti/e gli/le iscritti/e, simpatizzanti e invitati possono intervenire al dibattito dando il loro contributo; secondo regolamento possono però esprimere il voto sui documenti solo le compagne e i compagni con tessera 2016 rinnovata nel 2017 (entro la data del congresso di circolo, prima dell’apertura dei lavori).

Programma di Domenica 5 Marzo

Ore ..9,00 : Apertura congresso
Ore ..9,15 : Relazione introduttiva e nomina commissione
Ore ..9,30 : Presentazione documenti
Ore 10,00 : Dibattito ed apertura delle votazioni
Ore 11,15 : Votazione documenti ed elezione delegati
Ore 11,45 : Conclusioni e buffet

A cura: Partito della Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Borgo di Terzo, Via Rivolta 1. Per info: tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it


(03.02.17) SERIATE. ASSEMBLEA: "MUTUALISMO, SOSTENIBILITA', SOLIDARIETA' - CONNETTIAMO LE PRATICHE SOCIALI COME ALTERNATIVA AL NEOLIBERISMO

* Seriate, 3 marzo 2017- Libreria "spazio Terzo Mondo" - Via Italia 49 (programma in aggiornamento)

19:30 – Buffet con i prodotti (biologici e locali) del Gruppo di Acquisto Popolare (GAP). Proiezione del video: “Una red para organizar la solidaridad” sulla esperienza della Red de Solidaridad Popular

20.30Assemblea pubblica. Coordina: Roberta Maltempi (Associazione “Seriate x tutti”). Intervengono: Francesca Forno (CORES LAB – Osservatorio su consumi, reti e pratiche di economie sostenibili), Yara Larrosa (Red de Solidaridad Popular – Spagna), Andrea Viani (R@P - Rete per l’Autorganizzazione Popolare)

L’assemblea dal titolo “Mutualismo, sostenibilità, solidarietà” vuole essere una serata di confronto fra esperienze sociali di Bergamo e provincia, promossa da R@P (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).
Un percorso che ci porterà ad analizzare gli effetti del disastro che le politiche europee di austerità hanno prodotto in questi anni anche in bergamasca; ma soprattutto ad incontrare e promuovere l’incontro delle soggettività ribelli e protagoniste dei conflitti per il diritto al lavoro e al reddito, per la giustizia ambientale, per l’accoglienza di donne e uomini migranti.
L’Europa neoliberista ha prodotto il calo dell’occupazione e del potere d’acquisto delle classi subalterne, lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale dei territori e lo svuotamento di potere delle istituzioni democratiche di prossimità. Le politiche di austerità, dei governi italiani che si sono alternati, hanno aumentato il divario economico tra Nord e Sud Europa e quello sociale tra alto e basso, dentro le classi sociali in Italia; hanno acuito ulteriormente lo squilibrio economico, sociale e ambientale ai danni di aree già storicamente penalizzate dallo sviluppo capitalistico.
La questione della povertà è stata storicamente tradotta nelle retoriche della devianza e della marginalità o di una necessario sostegno caritatevole, o interpretata in chiave razzista. Per noi oggi la povertà è la condizione in cui il conflitto fra capitalismo e vite prende corpo con maggiore intensità e, dunque, dove si può incarnare una alternativa al neoliberismo per l’Italia e il Mediterraneo europeo.
Immaginare la povertà come questione politica, significa pensare ai ceti popolari come attori di una soggettivazione politica nei conflitti e nelle resistenze, nelle pratiche di solidarietà sociale; lavorare a connettere e a ricostruire un blocco sociale lì dove il capitalismo ha maggiormente lavorato a costruire disgregazione, promuovere una rivoluzione degli stili di vita, che può trasformare i processi decisionali promuovendo la capacità di creare nuovi legami di solidarietà dentro e fuori il mondo del lavoro.
Se il neoliberismo lavora a separare politico e sociale, noi dobbiamo lavorare a connetterli, ripensando le forme dell’agire collettivo: fare società per fare politica, costruire reti di mutualismo e connessioni fra i conflitti sociali e per una sostenibilità ambientale. Far emergere nuove forme dell’organizzazione e nuove pratiche politiche, come ci insegnano a fare le compagne e i compagne curdi con le esperienze di confederalismo democratico co-rappresentanza: nuovi processi di autodeterminazione per donne e uomini.
Venerdi 3 marzo parleremo di questa alternativa. Ragioneremo della questione della crescità delle disuguaglianze anche nella “ricca” bergamasca, a partire dalle soggettività che interpretano il conflitto per il lavoro, la casa, l’alimentazione e la salvaguardia ambientale. Proveremo a intrecciare e mettere in rete le esperienze di autogoverno e le pratiche di autodeterminazione: le reti mutualistiche. Incroceremo l’esperienza di confederalismo sociale che stanno costruendo i compagni spagnoli della Red de Solidaridad Popular che sono riusciti a unire le pratiche neo-mutualistiche e di resistenza in un movimento nazionale.
Hanno già dato la loro adesione Cittadinanza sostenibile, Spazio gioco autogestito “Ci vuole un fiore”-Seriate, Circolo ACLI Seriate, Unione Inquilini, Gruppo di Aquisto Aopolare di Bergamo, Piano Gas Seriate,...

Per adesioni e informazioni:

3405841595 (Roberta); alternainsieme@yahoo.it


(17.02.17) BERGAMO. CASE POPOLARI – ALER: AFFITTI SEMPRE PIU’ ALTI, MANUTENZIONI BLOCCATE. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI

* Venerdi 17 febbraio, ore 18, c/o Sede di Unione Inquilini a Bergamo,  Via Borgo Palazzo 84/g Interverrà: Bruno Cattoli - Segretario regionale Unione Inquilini - Per info: tel. 3397728683-Fabio

Il sindacato Unione Inquilini incontra gli inquilini per aprire una mobilitazione per ottenere da ALER: 1) Piano di manutenzione partecipato dagli inquilini, 2) Sistemazione case vuote e sfitte; 3) riduzione del prezzo del affitto-box (autorimessa)
La nuova gestione di ALER Bergamo è disastrosa. Gli affitti (appartamento e box) diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini.
Le manutenzioni straordinarie e ordinarie sono ferme da anni. Ci sono tanti alloggi vuoti e non assegnati. Lo stato di conservazione dei caseggiati è sempre più scadente.
La Giunta Regionale ha approvato la nuova legge sulle case popolari che: 1) Apre ai privati la gestione degli alloggi pubblici; 2) Aumenta gli affitti per gli inquilini della case popolari; 3) Non si stabilisce un finanziamento per le case popolari.
Lottiamo per abbassare affitti-Box e migliorare le manutenzioni, contro la nuova legge regionale.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(20.02.17) TREVIGLIO. DOPO IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE, RESTIAMO IN CAMPO

Il COMITATO per il NO al referendum costituzionale e contro l’Italicum, di Treviglio e dintorni, non si è sciolto, ma continua la sua attività trasformandosi in “COMITATO PER LA DIFESA E L’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE”.

Le prime iniziative che intendiamo proporre sono:una serie di conferenze sulla Costituzione e la presentazione del libro: VELIA SACCHI: -“ IO NON STO A GUARDARE - MEMORIE DI UNA PARTIGIANA FEMMINISTA” - a cura di ROSANGELA PESENTI.

Per discutere dell’impostazione di queste iniziative il Comitato si ritroverà lunedì 20 febbraio alle ore 21,00 alla sede dell’ARCI Fuorirotta frazione Battaglie-Treviglio

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

"Comitato per la difesa e l'attuazione della Costituzione Treviglio e dintorni"

Nuovo account: difesa.attuazione. costituzione@gmail.com


(10.02.17) SAN PAOLO D'ARGON. UN MEDICO IN PIU', ANZI DUE, PRESSO GLI AMBULATORI COMUNALI. IN DIRITTURA D'ARRIVO LA RISPOSTA ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE

Il Sindaco Cortinovis ci ha comunicato mercoledì scorso che – a seguito dell'interessamento dell'Amministrazione Comunalf e della direzione della Ats di Bergamo - entro breve tempo presso gli ambulatori comunali di San Paolo d'Argon sarà a disposizione per due giorni la settimana il Dott. Marinoni che ha sostituito – da dicembre – il precedente medico di base ritirato per pensionamento.
Un altro medico che attualmente opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti a San Paolo d'Argon sarà nell'ambulatorio di San Paolo d'Argon per un giorno alla settimana, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
C'è solo da aspettare – secondo le parole del Sindaco – che gli ambulatori vengano opportunamente attrezzati e in particolare dotati della specifica connessione internet, dopo di che i cittadini verranno informati tramite locandine esposte nelle bacheche comunali e, forse, anche tramite comunicazioni agli interessati da parte dell'Azienda Territoriale Sanitaria.
Anche se risulta in parte disatteso quanto ci era stato prospettato nelle scorse settimane, riteniamo tuttavia che la soluzione adottata accolga in misura significativa le richieste che numerosi cittadini avevano espresso tramite una petizione dopo di che si erano visti – all'atto della scelta del nuovo medico – privati della disponibilità dell'ambulatorio in paese e costretti a recarsi in altro comune. Un disagio che aveva suscitato apprensione soprattutto fra i nostri concittadini più anziani e per le persone non auto-munite.
Rimane un problema più generale, che riguarda non solo il nostro comune ma tutto il territorio della provincia e della regione e che è legato alla difficoltà di garantire il turn over rispetto ai medici di base che si ritirano dalla professione per raggiunti limiti di età. Un problema, secondo quanto denunciato dalle associazioni sindacali dei medici di base, che potrebbe aggravarsi se la Regione non porrà rimedio tempestivamente agli errori nella propria programmazione in materia. (cfr. la nostra precedente comunicazione: qui)
Per eventuali richieste di chiarimento, si può continuare a fare riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739) o anche alla mail di questo blog (alternainsieme@yahoo.it).

Su questo tema, cfr. anche le nostre precedenti info: qui


(11.02.17) COSTA VOLPINO. FOIBE. IL PUNTO DELLA RICERCA STORICA

* Costa Volpino (frazione Corti), Sabato 11 febbraio alle ore 17.00 presso l'Auditorium della biblioteca di Via S. Antonio 8

 

Il Coordinamento antifascista presenta una serata di approfondimento critico con lo storico PIERO PURINI, del gruppo RESISTENZA STORICA di Udine.

Agli studenti interessati verrà rilasciato una attestato di partecipazione valido per i crediti formativi.

Locandina: qui


(30.01.17) SAN PAOLO D'ARGON. 11 GLI ALLOGGI ALL'ASTA IN QUESTI GIORNI SOLO NEL NOSTRO COMUNE. LA BERGAMASCA HA IL RECORD DELLE CASE ALL'ASTA

Nel secondo semestre del 2016 sono stati 1.742 gli immobili residenziali all'asta giudiziaria, per lo più alloggi di valore limitato (1.381 sono quotati meno di 100.000 euro). La provincia di Bergamo è al primissimo posto in Italia, cpiù di Roma, il doppio di Milano (che pure ha una popolazione 4 volte superiore), il 5,23 % delle aste giudiziarie di tutta l'Italia, sapendo bene che come popolazione la nostra provincia pesa solo per l'1,8%.
“Fino al 2008 – spiega L'Eco di Bergamo del 28.01.17 (cfr. qui) – i mutui sono stati concessi molto facilmente, anche a stranieri che poi hanno lasciato il Paese”. Mutui facili che hanno drogato lo sviluppo abnorme dell'edilizia locale, ma dopo il 2008 è arrivata la caduta pressochè catastrofica. Ormai nella nostra zona le famiglie che ricevono le ingiuzioni di sfratto a causa del mutuo che non riescono più a pagare sono quasi altrettante di quelle che non riescono con il normale affitto.
Per anni una possibilità piuttosto conveniente per mettere su casa qui in bergamasca è stata quella di contrarre il mutuo. Adesso ci ritroviamo con tante famiglie che perdono mutuo e casa e di cui delle quali, in molti casi, sono i servizi sociali dei comuni a doversi occupare, senza che nemmeno abbiano la possibilità di fare domanda per l'edilizia sociale perché fino quasi all'ultimo risultano sempre proprietarie di un alloggio.
Così è avvenuto e avviene – è sempre L'Eco di Bergamo a spiegarlo – per “la mancanza di una grande rete di alloggi di edilizia residenziale popolare che limitano le aste, come avviene soprattutto nelle gradi città; e infatti la stragrande maggioranza delle aste si concentra su case con un prezzo tra 0 e 100 mila euro”.
A San Paolo d'Argon – come si evince dai siti dedicati alle aste giudiziarie – sono ben 11 gli alloggi che verrano posti all'asta nelle prossime settimane, tutti appartamenti di valore modesto, abitati fino a poco tempo fa o ancora abitati da famiglie. Sono abitazioni rientrate nella disponibilità delle banche dopo che le famiglie non sono più riuscite a pagare il mutuo e perso tutto quanto avevano versato in precedenza.
Nel nostro comune gli alloggi comunali assegnati tramite bando sono solo 32 su 2003 abitazioni (censimento 2011), l'1,6% a fronte di una media nazionale – peraltro una delle più basse fra i Paesi dell'Europa Europa – che raggiunge a malapena il 5%. C'è da dire che malgrado queste palesi carenze, la nostra amministrazione comunale quanto quelle dei paesi vicini, di qualsiasi coloro politico, considerano semplicemente una bestemmia quelle di investire nell'edilizia pubblica.
Di fronte alla crisi abitativa da parte nostra ci chiediamo se dobbiamo lasciare fare tutto alle banche che buttano le famiglie in strada o se non è invece il caso che lo Stato e gli enti locali intervengano per garantire il diritto all'abitare, incrementando il patrimonio edilizio pubblico e anche intervenendo sulle banche: intervenire sulle banche per dare una mano alle famiglie e non invece – come ha fatto il governo Renzi – solo per facilitare gli espropri delle banche e le ingiunzioni di sfratto alle famiglie.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.01.17) TREVIGLIO. C'E' LA NORMA PER SALVARE LE FAMIGLIE DALLO SFRATTO, MA POI, SE NON C'E' LA MOBILITAZIONE SOLIDALE, LE PERSONE LE SFRATTANO COMUNQUE. PER ESEMPIO...

Questa mattina, lunedi 23 gennaio, a Treviglio, in via Milano, la famiglia di Mohamed, pur abitando in uno dei Comuni dove la legislazione fa obbligo agli enti locali di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato. Ci sono stati momenti di tensione; le nostre compagne e i nostri compagni sono stati minacciati di denuncia dall’ufficiale giudiziario e la polizia ha chiesto loro i documenti. Solo con fatica alla fine è stato possibile ottenere il rinvio dell’esecuzione (al 6 febbraio). Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, a Treviglio come negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l’applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e il sostegno alle famiglie sfrattate.
A Treviglio l’applicazione delle procedure previste è rallentata dalla Amministrazione comunale che non ha neppure predisposto i moduli per le domande. Mentre in diverse province d’Italia i Comuni, le Prefettura, gli Ufficiali giudiziari sono coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, in bergamasca le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero.
Per questo motivo Unione Inquilini chiede alla Prefettura che la legge venga a sostegno delle famiglie sfrattate venga applicata correttamente e tempestivamente. (23.01.17. Per Unione Inquilini Bergamo-Trevigio: Fabio Cochis, tel. 3397728683)

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(21.01.17) SAN PAOLO D'ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE: IL SINDACO CONFERMA CHE E' PREVISTO PER LA FINE DEL MESE L'INCARICO AD UN ALTRO MEDICO DI BASE

Sembrerebbe vicina la soluzione del problema dei 600 mutuati rimasti senza medico di base con ambulatorio a San Paolo d'Argon. Da L'Eco di Bergamo di oggi (cfr. qui) il sindaco Stefano Cortinovis conferma quanto aveva dichiarato nelle scorse settimane: “Abbiamo sentito Ats a cui compete il servizio e a breve è previsto l'affidamento dell'incarico a un altro medico di base il cui arrivo, stando a quanto ci hanno detto da Ats, è previsto entro gennaio”. Speriamo bene.
Un analogo problema agita a cittadinanza di Cenate Sotto nonché diversi altri paesi dell provincia.
Il fatto è che a fronte del pensionamento dei medici di base cominciano a mancare i sostituti e questa criticità è destinata ad aggraversi nei prossimi anni in tutto il territorio della provincia. Nel 2019 mancheranno 100 medici di famiglia.
“Le nuove forze disposte ad entrare nella graduatoria ci sono, ma se i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale, - afferma Vito Brancato, direttore Dipartimento cure primarie dell'Ats di Bergamo - restano 90 all'anno, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno”(cfr. Ecodibergamo.it 21.01.17).
I costi per l'ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che
alla base c'è una cecità di programmazione; – secondo Emilio Pozzi, presidente dell'Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche. Bisogna che la politica nazionale e quella regionale si sveglino e si concentrino su questa problematica”.
Per quanto riguarda lo specifico dei nostri problemi qui a San Paolo d'Argon, continuiamo a tenerci in contatto facendo riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), almeno fino a quando gli impegni annunciati dall'Ats non saranno rispettati.

Rassegna stampa. Araberara 13.01.17: qui. Le nostre precedenti info: qui


(26.01.17) TREVIGLIO. RIPARTIRE DOPO AL VITTORIA DEL NO PER UNA LEGGE ELETTORALE PIENAMENTE COSTITUZIONALE

* Incontro pubblico: Treviglio, giovedi 26 gennaio, ore 21, ARCI “Fuorirotta”, Località Battaglie n°8

 

Un gruppo di attivisti del Comitato per il No che hanno fatto campagna nel referendum costituzionale, riuniti congiuntamente il 12 gennaio a Treviglio, hanno espresso una forte soddisfazione per la partecipazione straordinaria, anche nel nostro territorio, che ha consentito una vittoria del No, contro il tentativo del governo Renzi di stravolgere la Costituzione.
Lo straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre non solo ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi-Boschi ma ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum).
Ora occorre continuare non solo con la vigilanza sul rispetto dell'esito del voto, ma anche un impegno a sostegno delle iniziative referendarie promosse sul lavoro.
Il 21 dicembre a Roma si svolgerà una assemblea nazionale dei Comitati locali per il No che discuterà di come mantenere attivo e vitale il movimento che si è creato durante la campagna referendaria. Cittadini protagonisti di questo movimento, senza alcuna tentazione di trasformarsi in partito, hanno l’obiettivo di fare crescere la partecipazione, di contrastare il tentativo di ridurre gli spazi di democrazia di cui lo stravolgimento della Costituzione era un tentativo per fortuna respinto dalla vittoria del No.
E' tuttora in atto un tentativo mediatico strumentale, presente durante tutta la campagna elettorale, di ignorare i Comitati di cittadini, di schiacciare il No sui partiti. E' una lettura del referendum e della vittoria del No sbagliata e spesso strumentale che vuole nascondere il ruolo dei cittadini protagonisti del risultato, che ignora il grande ruolo non solo dei Comitati ma anche dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), dei sindacati confederali e
di base.
Per questo faremo sentire la nostra opinione sul futuro della legge elettorale, che deve essere una svolta rispetto non solo al Porcellum ma anche all'Italicum. La nuova legge elettorale deve rispettare i principi della Costituzione: scelta degli eletti da parte degli elettori, rappresentanza proporzionale.
L'attività dei Comitati che si sono mobilitati per il referendum nei territori di tutta Italia proseguirà. Quindi non ci sarà nessun rompete le righe ma il proseguimento vigile e combattivo dell'iniziativa nei prossimi mesi, per questo è stata convocata una assemblea nazionale a Roma il 21 gennaio 2017. A Treviglio ci incontreremo giovedì 26 gennaio dalle ore 21, presso l’ARCI “Fuorirotta”, Località Battaglie n°8.

Promuovono: Giuseppe Severgnini, Giuseppe Goisis, Giuseppe Nicotra, Vallì Morlotti, Sebastiano Baroni, Giovanna Magni


(21.01.17) ROMA. INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI PER IL NO

* Roma, sabato 21 gennaio 2017, presso Associazione Spintime Labs, via S. Croce in Gerusalemme n 55

Programma dei lavori

h. 10,00 Registrazione dei partecipanti
h. 10,30/11,00 Introduzione (Domenico Gallo)
h.11,00/15,00: Dibattito
h. 15,00/16,30: Discussione documenti d’indirizzo
h.16,30/17,00: Conclusioni (Alfiero Grandi)

L'appello: Il comitato del NO può diventare un movimento autonomo e di massa: restiamo in campo. Il 21 gennaio assemblea nazionale! (articolo di Alfiero Grandi* apparso venerdì 6 gennaio 2017 su Il Fatto Quotidiano)

Abbiamo straperso, giudizio condivisibile di Renzi sulla vittoria del No. La condivisione sul referendum del 4 dicembre finisce qui.Il 70 % di votanti è una partecipazione d’altri tempi e ha smentito la previsione che la crescita dei votanti avrebbe favorito il Si. Inoltre ha reso evidente che i cittadini votano quando pensano di contare nelle decisioni.
Il No ha superato i 19 milioni di voti. Risultato che si può raggiungere solo sommando ragioni diverse. Vediamole:
- Insoddisfazione profonda di tanti che hanno trovato il racconto ottimistico di Renzi stridente con la dura realtà.
- Fastidio per le presenze oltre il limite di Renzi nelle Tv, nelle radio, nei giornali, con un uso megalomenico e personale della comunicazione.
- Costi esagerati della campagna elettorale, in contrasto con il proclamato taglio dei costi della politica.
- Critica di fondo al governo non solo dall’opposizione politica ma anche da settori della maggioranza.
- Contrarietà di massa alle deformazioni della Costituzione contenute nella Renzi-Boschi e all’Italicum, che ne è il completamento. Queste ultime motivazioni sono state sistematicamente ignorate dall’informazione durante la campagna elettorale, salvo lodevoli eccezioni. Prima si è tentato di ridicolizzare i gufi e i professoroni, poi di ignorarli, con il risultato di provocare la moltiplicazione di energie e iniziative. Decine di migliaia di iniziative a cui hanno partecipato costituzionalisti, magistrati, avvocati e tantissimi altri senza qualifica giuridica, scavando in profondità nella società e stabilendo un rapporto con le centinaia di migliaia di persone che a loro volta sono diventate protagoniste della campagna elettorale. Frustrarne la volontà sarebbe un delitto contro la partecipazione democratica.
La rimozione operata durante la campagna elettorale è ora in piena ripresa sui risultati del referendum. E’ una scelta politica grave, che offende la volontà dei cittadini.
Cittadini che chiedono di restare in campo, dopo il voto, come soggetto civico, autonomo, senza farsi partito. Una scelta non facile perché Renzi ha tentato di azzerare il ruolo delle rappresentanze sociali. Certo, questo tentativo è fallito, anzi al contrario ha rivitalizzato il desiderio di partecipazione civica, ma costruire una presenza organizzata di cittadini è comunque un obiettivo non facile.
La Costituzione è tornata centrale nella vita democratica del nostro paese.
La Costituzione oggi è viva e non si potrà con leggerezza proporne modifiche che neghino la centralità del parlamento, come tentato da Berlusconi e poi da Renzi. Non solo gli elettori in futuro dovranno decidere su proposte chiare, non stravolgenti la Costituzione, ma dal voto esce anche un’indicazione di merito contro l’accentramento del potere e forme di presidenzialismo più o meno esplicite, contro la possibilità che una minoranza imponga la sua volontà alla maggioranza degli elettori, rendendo diseguale il voto dei cittadini e che l’elezione dei parlamentari ridiventi una nomina dall’alto.
Tante associazioni, a partire dall’Anpi, hanno svolto un ruolo importante.
Ignorare questa mobilitazione oggi è funzionale all’obiettivo di giustificare la sconfitta con l’incapacità di farsi capire ma è in realtà il rifiuto del risultato del referendum.
Il successo del No non è la vittoria dell’antipolitica, ma la sconfitta della prepotenza e della presunzione.
Il movimento referendario, 750 comitati locali che avevano a riferimento il Comitato per il No e il Comitato gemello contro l’Italicum, oggi deve rispondere a chi vuole restare in campo in piena autonomia. La richiesta di proseguire dopo il 4 dicembre è corale. Per questo è stata convocata un’assemblea nazionale il 21 gennaio.
Dopo il referendum del 2006 la Costituzione è stata di nuovo dimenticata, né è stato superato il porcellum. Questi errori non debbono ripetersi.
Capitalizzare la rinnovata attenzione alla Costituzione non significa escludere suoi miglioramenti, come sul nuovo articolo 81 che obbliga al pareggio di bilancio e che non era tra le modifiche di Renzi.
Così è necessario rilanciare l’attuazione dei diritti sanciti nella prima parte, come ha ricordato anche una sentenza della Corte che ha stabilito che i diritti delle figure più deboli sono principi incomprimibili. E’ in coerenza con i principi della Costituzione che si motiva l’appoggio ai referendum promossi dalla Cgil a tutela dei diritti di chi lavora. Per questo va garantito che i referendum si tengano nella prossima primavera.
Occorre arrivare all’approvazione di una legge elettorale che seppellisca il Porcellum e il suo erede Italicum, consentendo di eleggere un parlamento rappresentativo.
L’imminente sentenza della Corte sulle istanze di incostituzionalità dell’Italicum presentate dal centinaio di avvocati che fanno riferimento ai nostri Comitati referendari è un appuntamento rilevante, ma non assolve il parlamento dalla responsabilità di approvare una nuova legge. Questo parlamento, frutto di una legge incostituzionale, ha tentato di stravolgere la Costituzione e approvato l’Italicum, oggi sarebbe un opportunismo inaccettabile la sua rinuncia ad approvare una nuova legge elettorale rispettosa del referendum, coerente per entrambe le Camere.
Per questo non rinunciamo alla nostra iniziativa. E’ evidente la speranza della maggioranza che la sentenza della Corte sia la meno innovativa possibile, per tentare di salvare l’impianto dell’Italicum. La proposta di Renzi sul Mattarellum è più una tattica per farlo bocciare che una vera proposta, altrimenti avrebbe tenuto conto del risultato referendario. Ricordo a tutti che l’iniziativa abrogativa dell’Italicum può risorgere in qualunque momento.
Avanzeremo una proposta sulla legge elettorale, che può diventare la base per un’iniziativa di massa sulla base di tre punti: rispetto dei principi costituzionali, proporzionalità sostanziale, elezione di tutti i parlamentari, escludendo ogni forma di nomina dall’alto.
In passato (2006, 2011) i risultati dei referendum sono stati ignorati. Eppure la crisi di Berlusconi è iniziata dopo la sua sconfitta nei referendum su acqua pubblica e nucleare, malgrado i 100 deputati di maggioranza. Purtroppo anche il centro sinistra non seppe raccoglierne il messaggio dei referendum e nel 2013 ha ottenuto una non vittoria, i cui effetti nefasti durano ancora oggi. Grillo si presentò all’incasso di questo patrimonio politico trascurato ed è cresciuto come sappiamo.
Oggi questi errori non debbono ripetersi e la via più sicura è che chi ha vinto il referendum resti in campo come soggetto sociale autonomo, costruendo un movimento di massa, fondato su una partecipazione volontaria e consapevole.

*vicepresidente nazionale del Comitato per il NO nel referendum Costituzionale


(13.01.17) BERGAMO. INUTILI TENSIONI IN OCCASIONE DI UNO SFRATTO CHE NON SI POTEVA E NON SI DOVEVA ESEGUIRE

Come l'Unione Inquilini ha ricordato in più occasioni, da un paio d'anni la legislazione fa obbligo agli enti locali e alle altre istituzioni di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, cioè impossibilitate a pagare l'affitto perché colpite dalla crisi economica.
Si tratta di misure di accompagnamento per graduare gli sfratti, posticiparli, reperire un alloggio alternativo, secondo quanto previsto dalla legge 124/2013, finanziata dal D. m. 30 marzo 2016, regolamentata in Lombardia dal Dgr n° X/5644/2016.
Sono misure ancora molto parziali e insufficienti, che peraltro non riguardano l'insieme del territorio nazionale, ma solo i comuni ritenuti di “alta tensione abitativa”.
L'applicazione delle procedure previste è spesso rallentata o bloccata dalle burocrazie di comuni e prefetture, ma va da sé che nei casi di morosità incolpevole l'esecuzione degli sfratti non può avvenire in assenza di soluzioni abitative alternative individuate con il contributo dei comuni, anche in accordo con i proprietari degli immobili.
Spesso però le cose “non funzionano” e, anche quando sono avviate le procedure di sostegno alle famiglie (ci sono apposite graduatorie), ufficiali giudiziari e forze dell'ordine intervengono per eseguire brutalmente gli sfratti.
Così questa mattina a Bergamo, in via Ponchielli 4, la famiglia di Wafa, pur avendo presentato tutte le domande in Comune, inserita nella specifica graduatoria e seguita dai servizi sociali, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato, gli stessi che da diverso tempo assistono la famiglia nelle pratiche con il Comune.
Ci sono stati momenti di tensione; la polizia ha chiesto i documenti delle nostre compagne e dei nostri compagni, che sono stati per di più minacciati di denuncia. Minacciati di denuncia perché hanno chiesto il rispetto delle leggi dello Stato!
Solo dopo tensioni, discussioni e trattative, è stato possibile ottenere il posticipo dell'esecuzione dello sfratto (al 28 febbraio).
Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, sia a Bergamo sia negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l'applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e sostegno alle famiglie sfrattate.
Lo scorsa settimane è stato il caso di Gorle: anche una famiglia rischiava di finire i strada a causa dei ritardi del Comune.
Mentre in diverse province del Paese Comuni, Prefettura, Ufficiali giudiziari sono sufficientemente coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, a Bergamo le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero. Forse è il caso che le istituzioni si diano una smossa! (13.01.17 - Unione Inquilini Bergamo)

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(09.01.17) GORLE. TENSIONE AL PRESIDIO ANTI-SFRATTO IN SOLIDARIETA’ A DONNA INCINTA. LA POLIZIA MINACCIA SGOMBERI E DENUNCE. MA INTANTO CRESCONO LE PERSONE IN POVERTA’ ASSOLUTA, SFRATTATE E SENZA FISSA DIMORA

Gli attivisti che si sono mobilitati, lunedì 9 gennaio, per impedire che Khadija e la sua famiglia fossero gettati in strada a seguito dello sfratto per morosità a cui sono sottoposti, si aspettavano un presidio piuttosto complicato.
Infatti la famiglia di Khadija che, sotto sfratto da diversi mesi, si è nel frattempo ulteriormente impoverita a causa della prolungata disoccupazione del marito e a causa della forte riduzione del salario di Khadija, in maternità con complicazioni di salute. Il Comune di Gorle non si è però preoccupato di aiutare a trovare una soluzione alternativa e sostenibile.
A causa di questa situazione gli attivisti anti-sfratto si sono mobilitati in questi mesi, ottenendo diversi rinvii dello sgombero dell’alloggio.
Anche lunedì mattina la rete di solidarietà si è mobilitata con un presidio che ha visto la partecipazione, oltre agli attivisti sindacali e di diverse famiglie di sfrattati accorse a portare un sostegno concreto.
Purtroppo contro il presidio anti-sfratto, sono intervenuti ben 2 (due) ufficiali giudiziari e un ingente schieramento di polizia, i cui agenti hanno più volte minacciato di denunciare i partecipanti e procedere allo sgombero violento.
La determinazione non-violenta dei partecipanti al presidio ha ottenuto infine un altro rinvio.
Ufficiale giudiziario e carabinieri, come succede sempre più spesso, non hanno comunicato a Khadija la data del prossimo accesso all’alloggio, preannuciando per di più sgombero improvviso e violento.
Se lo sfratto fosse stato eseguito, lunedì la famiglia sarebbe finita a vivere strada, perché l’Amministrazione comunale non aveva previsto alcuna collocazione in alloggio o comunità, vista anche l'ondata di freddo eccezionale di questi giorni.
Come segnalano da diverso tempo le organizzazioni che accolgono i senza fissa dimora, in bergamasca le strutture attive sono tutte al completo o quasi. Stessa situazione per quanto riguarda le comunità di accoglienza, le strutture destinate all'assistenza e cura di minori fuori famiglia, disabili, anziani, adulti in difficoltà.
Soltanto il mutuo-soccorso e la resistenza allo sgombero sono riuscite a evitare che la condizione della famiglia di Khadija peggiorasse ulteriormente.
Ancora una volta la solidarietà, il mutuo-soccorso e l’auto-organizzazione hanno sostituito un sistema di sostegno alla povertà che è sempre più inadeguato nonostante la precarietà abitativa sia in continuo aumento.
Unione Inquilini propone una campagna: “La crisi economica e le politiche di austerità hanno aumentato povertà, solitudine ma anche il razzismo. Noi dobbiamo rispondere facendo società”, solidarietà attiva e auto-difesa tra tutti i ceti popolari (italiani e immigrati), per costruire reti e connessioni fra i conflitti sociali e le pratiche di mutuo-soccorso.”

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(13.01.17) BERGAMO-ROMANO LOMBARDIA. DUE PRESIDI ANTSFRATTO PER SALVARE FAMIGLIE POVERE

* Venerdì 13 gennaio, mobilitazione antisfratto a Bergamo, dalle ore 9.00 in Via Ponchielli n. 4 (info tel. 33977286838 - Fabio)

* Venerdì 13 gennaio, mobilitazione antisfratto a Romano di Lombardia, dalle ore 9.00 in Via Mameli n. 25 (info tel. 3345096230 - Davide)

In questi giorni di freddo intenso, malgrado gli allarmi per le persone che vivono in condizione abitativa precaria o senza casa, si moltiplicano le esecuzioni di sfratti che rischiano di creare altri homeless.
Così venerdì 13 gennaio le famiglie di Wafa a Bergamo e di Kameli a Romano di Lombardia potrebbero di finire in strada.
Speravano di evitare entrambi gli sfratti, perché da oltre due anni vi è una legge - ora estesa a molti Comuni, anche piccoli - cha fa obbligo agli enti locali di sostenere i casi di “morosità incolpevole” (che portano allo sfratto) con misure di accompagnamento ad un nuovo alloggio in affitto e di “graduazione” dello sfratto.
In altre parole, i Comuni sono tenuti ad aiutare chi non può più pagare l’affitto perché impoverito dalla crisi economica. In attesa di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito.
“L’applicazione di questa legge – secondo Unione Inquilini - è rallentata e a volte impedita dalla burocrazia dei Comuni o degli ufficiali giudiziari. Per questo venerdì 13 gennaio saremo alle case delle due famiglie per le quali è prevista l'esecuzione dello sfratto per difenderne il diritto all'abitare. Chiediamo ai Comuni e al Prefetto di Bergamo di operare per l’immediata sospensione degli sfratti sino alla corretta applicazione della legge sulla morosità incolpevole”.

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