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(08.12.06)
SAN PAOLO D’ARGON.
RESTAURO
DELl'EX-MONASTERO.
Il
Consiglio Provinciale ha approvato ieri l’Accordo
di Programma, ma solo dopo una lunga discussione. Molte
le perplessità sia tra i gruppi di opposizione (Unione),
sia nella maggioranza (Casa delle Libertà).
Un
voto contrario, quello del consigliere Armanni, che ringraziamo
in modo particolare per il suo interessamento e impegno
in questa vicenda che riguarda direttamente la nostra comunità.
L’Amministrazione Comunale di San Paolo d’Argon
firmerà anche lei il 15 dicembre l’accordo di programma,
ma su questo tema così importante e delicato per la nostra
comunità ha impedito qualsiasi confronto e qualsiasi partecipazione.
Ha
perfino negato l’accesso agli eleborati del progetto
definitivo: una vergogna!
Si
sta rapidamente concludendo l’iter dell’Accordo
di Programma per il restauro del Monastero di San Paolo
d’Argon, che verrà siglato ufficialmente venerdì 15
dai soggetti coinvolti (Diocesi di Bergamo e Parrocchia
di San Regione, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo,
Comune di San Paolo d’Argon, Università di Bergamo).
Prima del 15 anche gli Enti Locali coinvolti (Regione, Provincia
di Bergamo, Comune di San Paolo d’Argon) devono provvedere
separatamente all’approvazione del testo dell’Accordo
di Programma. La Giunta Regionale lo fatà con propria delibera,
dopo l’esame nella Commissione regionale Cultura (che
ha dato parere favorevole, con due consiglieri astenuti).
Ieri
è stata la volta del Consiglio Provinciale, che ha discusso
del restauro del Monastero di San Paolo d’Argon per
ben tre ore: prima una riunione dei capigruppo consiliari
– abbastanza tempestosa, come ci è parso di capire
- durata più di mezz’ora; poi, in aula, ci sono stati
numerosi interventi, che hanno espresso diverse perplessità,
molte delle quali analoghe a quelle che alternainsieme.net
ha fatto presente nei giorni scorsi.
I
rilievi critici hanno riguardato molti punti dell’Accordo
di Programma. Alcuni consiglieri provinciali hanno lamentato
di non essere stati messi in condizione di poter approfondire
un tema così importante e così delicato. Altri hanno espresso
critiche riguardo gli aspetti gestionali di un’operazione,
dove gli Enti Locali delegano tutto alla Diocesi di Bergamo,
senza una più precisa definizione di competenze e impegni.
Altri hanno chiesto perché non è stato ancora coinvolto
il Ministero dei Beni Culturali. Altri consiglieri sono
entrati nel merito della nuove destinazioni d’uso
del Monastero, che diventerà non solo un centro studi sui
temi delle migrazioni (un’idea apprezzabile, purtroppo
formulata in termini ancora molto confusi e ambigui), ma
anche un grande albergo con un enorme ristorante,
mentre, in prospettiva, viene prevista perfino l’edificazione
ex-novo di un grande centro convegni con spazi per esposizioni:
ipotesi molto problematiche per quanto riguarda sia il rispetto
dei valori architettonici del Monastero, sia le ricadute
in termini urbanistici e sociali (viabilità, traffico, interferenza
con le altre funzioni, come quelle della chiesa parrocchiale
o dell’oratorio stesso, una struttura sociale che
rischia di essere particolarmente sacrificata).
Gli
interventi si sono trovati ovviamente concordi nella necessità
di attuare in tempi brevi il restauro del Monastero, così
carico di storia e cultura, e il voto pressoché unanime
è stato motivato da tali ragioni, ma certamente quello di
ieri è stato un dibattito vivace, importante, nel corso
del quale esponenti di vario orientamento politico (anche
fra quelli molto distanti da noi) hanno espresso diverse
delle nostre stesse preoccupazioni.
In
particolare, si è notata la differenza tra i comportamenti
in seno Amministrazione Provinciale (e anche della Regione)
e quelli della Amministrazione Comune di San Paolo d’Argon.
In Regione e Provincia è stato possibile, sia pure in modo
affrettato, tardivo e certamente blindato, un certo approfondimento,
una verifica o quantomeno una discussione negli organi istituzionali
(commissioni, consiglio provinciale). Qui a San Paolo d’Argon,
la cui cittadinanza è quella più direttamente interessata
al progetto, l’Amministrazione Comunale ha impedito
invece qualsiasi qualsiasi confronto: nessuna commissione
ha valutato l’Accordo di Programma, il Consiglio comunale
è stato soltanto informato (praticamente se ne è occupato
per poco più di 5 minuti), è non c’è stato cioè alcun
momento di confronto e partecipazione. Ci è stato negato
persino di visionare gli elaborati del progetto definitivo,
tanto che ci è stato possibile consultarli - grazie all'interessamento
del consigliere regionale Muhlbauer - solo in Regione, a
Milano, per poterci documentare al fine di informare i cittadini
in modo completo e puntuale. Cosa che ci siamo impegnati
a fare, con l’auspicio che i tanti rilievi critici
e le tante osservazioni inducano quanto meno a migliorare
quanto c’è di interessante e positivo nel progetto
e a porre rimedio alle evidenti contraddizioni e soluzioni
confuse o inaccettabili, appunto per non ridurre il Monastero
ad un'operazione squisitamente commerciale.
San
Paolo d'Argon, 08.12.06
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