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15 dicembre 2006

 

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(15.12.06) COMUNICATO

Restauro dell'ex-Monastero di San Paolo d’Argon

Previsti anche un ristorante per 250 posti e un albergo con 45 camere

Un progetto culturale o un’operazione commerciale?

 

Il 15 dicembre 2006, a San Paolo d’Argon, verrà firmato “l’Accordo di Programma” per il restauro del Monastero. La Diocesi di Bergamo (che è proprietaria di tutto lo stabile) gestirà un massiccio investimento di 12.000.000 di euro: di suo ci mette 4.470.000 euro, 5.500.000 sono invece denaro pubblico (2.500.000 dalla Regione, 2.500.000 dalla Provincia, 500.000 dal Comune di San Paolo d’Argon, che si assume anche l’onere altre infrastrutture “di contorno”), mentre 2.000.000 euro vengono messi a disposizione dalla banca Cariplo.

E’ fuori discussione la necessità del restauro a salvaguardia di un grande monumento rinascimentale, che si trova in uno stato di preoccupante abbandono. Ma che cosa ci faranno?

Ecco quanto prevede il progetto.

Oltre a un non ben precisato “centro integrato polivalente di servizi culturali” sui temi delle “migrazioni”, per circa i 2/3 il Monastero verrà utilizzato per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (sarà il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Executive di via Nazionale).

Tutto questo è solo la prima parte di un’operazione più ampia, che prevede - nei pressi del campo sportivo parrocchiale e a ridosso del Monastero stesso (!?!) - un nuovo oratorio e un grande centro convegni (circa 500 posti), costruito ex novo,seminterrato con uno spazio per esposizioni al primo piano.
Ci chiediamo: tutto questo rappresenta una iniziativa con finalità culturali/sociali o è una operazione con obiettivi fondamentalmente commerciali, finanziata con denaro pubblico?

Gli interrogativi sono molti e riguardano la compatibilità rispetto alla salvaguardia di un grande bene storico, l’impatto con il territorio (un grande albergo-ristorante nel centro del paese, in un contesto residenziale, nei pressi di una chiesa parrocchiale e di un oratorio, con problemi di traffico e accessi viari), il rapporto tra enti pubblici e Diocesi (il “modello gestionale” viene previsto in termini assolutamente vaghi).

Il Consiglio provinciale, che pure ha approvato, quantomeno ne ha discusso, animatamente e a lungo, e sono emerse perplessità sia nelle file dell’opposizione (centro-sinistra) sia in quelle della maggioranza (centro-destra). Qui a San Paolo d’Argon, paese direttamente interessato all’operazione, l’Amministrazione comunale (comprese le cosiddette opposizioni) ha scelto di approvare tutto senza nemmeno discutere e senza coinvolgere i cittadini; addirittura ci ha negato l’accesso ai documenti relativi al progetto.

San Paolo d’Argon, 15 dicembre 2006


Insieme per San Paolo d’Argon-L’Alternativa

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monastero di san paolo d'argon

 

 


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