Un'interrogazione parlamentare riapre il caso di Abou Elkassim Britel, cittadino italiano incensurato che schedato come membro di Al Quaida si trova ora detenuto in Marocco. Uno dei 1.000 casi di extraordinary renditions -i voli segreti della Cia- nel suolo dell'Unione Europea.


Era sospettato di essere un referente di Al Qaida, ma la Procura ha ritenuto che non ci fossero prove. È stato così archiviato il caso di Abou El Kassim Britel, il marocchino con cittadinanza italiana che fino al 2001 abitava a Bergamo in via Palazzolo ed era indagato per terrorismo internazionale. La Procura di Brescia ha infatti rilevato che le indagini effettuate fino ad ora non hanno «fornito alcun supporto all'accusa».

Così il gip ha archiviato la vicenda giudiziaria, nata da fonti di intelligence secondo le quali Kassim «era sospettato di essere referente in Italia del noto Osama Bin Laden, nonché capo della cellula di Al Qaeda operante nel Nord Italia». Insieme alla posizione di Kassim sono state archiviate anche quella della moglie, del fratello e di un terzo islamico.

Ma Britel è ancora detenuto nella prigione marocchina Ain Borja. Il senatore Francesco Martone presenterà un'interrogazione parlamentare per sollecitare il governo ad intervenire presso le autorità marocchine per il suo rilascio e, per capire il meccanismo che ha portato in un carcere marocchino un cittadino italiano.

Infatti quello di Britel sembra uno dei 1.000 casi di extraordinary renditions, quella varietà di operazione eseguite dalle e per conto delle autorità statunitensi che prevedono il trasferimento da un paese all'altro, al di fuori di qualsiasi procedura giudiziale, come l'estradizione ad esempio, prassi utilizzate dalla Cia almeno dal 1995. Le renditions sono diventate una pratica costante della strategia della guerra al terrore ed hanno coinvolto in più occasioni anche stati europei.