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Le
immagini che si allegano testimoniano quello che ci appare vistosamente
come uno scempio e, cosa che lo rende ancora più grave,
pagato con soldi pubblici (a occhio e croce alcune decine di migliaia
di euro) e attuato - presumibilmente - sotto la giurisdizione
del Plis delle Valli d'Argon (che la natura
la dovrebbe al contrario proteggere in modo rigoroso).
Sta
succedendo infatti all'interno del Parco, nel territorio del comune
di Cenate Sotto, nel bel mezzo del suggestivo "bosco vago",
dietro le colline di Argon nella Valle dei Brugaletti.
Sul
tracciato di un sentiero, che attraversa
in piano il bosco, e forse su quello di una pista, non ben definita
né riportata sulla carte meno recenti - prodotta dalla
movimentazione dei trattori quando, rarissimamente, ogni 10 o
forse 15 anni, viene fatto il taglio del bosco - si sta scavando,
si sta tagliando e sradicando alberi, cementificando con le griglie
metalliche del cemento armato, per costruire un percorso (si presume)
ciclopedonale largo più di due metri.
Da
quello che si può capire tale "manufatto", forse
700-800 metri in totale, dovrebbe collegare il fondovalle dei
Brugaletti (a quota 250, dove scorre il torrente Seniga e dove
giunge qualche stradina dal centro di Cenate) al cosiddetto "percorso
vita" realizzato negli anni scorsi dal Comune di San Paolo
d'Argon (a quota 350 metri circa).
Nella
cartina sotto cerchiamo - artigianalmente - di mostrare i luoghi.
Fra
le tante stranezze vi è che si è cominciato a scavare
e a cementificare non dal basso, ma da mezza collina, e in questo
giorni si stanno allestendo i poderosi tornanti previsti nella
parte più alta proprio dove la strada in costruzione sbocca
sul "percorso vita" di San Paolo d'Argon.
Cospicue
e inquietanti provviste di sabbia e di sacchi di cemento, nonché
alcuni scavatori, fanno bella mostra di sè in mezzo alla
natura, con i cartelli segnalateci del Plis che invitano senz'altro
ad amarla e a proteggerla.
Per
200 o 300 metri si può ammirare il nastro di cemento che
corre nell'antica boscaglia: nuovo di zecca e così biancheggiante
da risultare davvero un pugno nell'occhio, come si suol dire.
E
già si intuiscono in questo bosco a bacìo, dove
il terreno è particolarmente fragile, le nuove ferite che
deriveranno - lentamente, ma insesorabilmente - dal sistema di
ruscellamenti delle acque irrimediabilmente sconvolto dalla cemetificazione.
Non
si possono pensare e realizzare interventi meno invasivi per favorire
la fruizione della natura da parte dei cittadini?
Sono
di siffatta natura e fattura gli altri percorsi che sono stati
previsti nel Plis per un ammontare di altre e parecchie decine
di migliaia di euro?
E'
in siffatti progetti - controproducenti! - che se ne vanno i soldi
pubblici che dovrebbero servire a difendere il verde e la natura?
Oltre
alle stradine in cemento, alla segnaletica (poderosa) e alle iniziative
di pura immagine, non c'è proprio nient'altro da fare per
difendere e qualificare il patrimonio naturale delle Valli d'Argon,
che è particolarmente in affanno e bisognoso di cure (sensate!)?
Infine
- giusto per concludere - quando vedremo i boschi finalmente ripuliti
delle gomme e degli altri rifiuti del tipo di quelli che da decenni
fanno bella mostra di sé appena sotto il nuovo nastro di
cemento?
3 febbraio 2008 L'Alternativa-San Paolo d'Argon
Nella
cartina. In rosso il percorso in
costruzione, in blu il percorso vita.
Clicca per ingrandire

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Clicca
le foto per ingrandire. [slide:
qui]
Le
escavazioni in corso nella parte alta del percorso


Alberi
tagliati e sradicati
Il
"prodotto finito"...
Come
, più o meno, prima era la strada

Quello
che invece si dovrebbe fare, e senza particolari spese

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