.: San Paolo d’Argon aderisce alla Associazione dei comuni per la pace :.
Data: Martedì, 31 gennaio 2006 ore 09:05
Argomento: Bergamo Popoli

Il comune di San Paolo d’Argon aderisce con voto unanime alla Associazione dei comuni bergamaschi per la pace

Il sindaco respinge le polemiche del gruppo della minoranza di sinistra...Segue

Maurizio Mazzucchetti

 

Il consiglio comunale di San Paolo d’Argon – nella seduta di sabato 28 gennaio 2006 – ha aderito alla nascente Associazione bergamasca dei comuni per la pace. La votazione, con esito unanime, è stata preceduta dai contributi puntuali del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza, i quali hanno ricordato l’impegno profuso dalla amministrazione comunale nelle iniziative improntate all’educazione alla pace. Iniziative che, per quanto sporadicamente disturbate negli ultimi tempi dalla presenza inopportuna di qualche giovane no-global, pongono San Paolo d’Argon in prima fila nell’impegno per la promozione della cultura e dell’educazione alla pace.

Unica nota stonata nel consiglio comunale è stata quella dell’esponente (per fortuna il solo) del gruppo di minoranza di sinistra che nel suo intervento dai toni comizieschi, ha voluto ancora una volta polemizzare con la maggioranza accusata di aver rifiutato di mettere all’ordine del giorno del consiglio comunale la mozione per il ritiro delle truppe dall’Iraq (una vecchia richiesta risalente, addirittura al 2004, che il sindaco non aveva voluto giustamente prendere in considerazione perché il tema esula dalle competenze di una amministrazione comunale anche se “di pace”). E’ coerente – ha chiesto in modo pretestuoso il consigliere Boni - dichiararsi per la pace e poi sottrarsi alla discussione e all’assunzione di responsabilità alla presenza delle truppe italiane in Iraq?

Il consigliere Boni si è perfino riservato di informare ufficialmente gli altri comuni aderenti alla associazione del diniego alla messa in discussione della sua mozione, diniego da ritenersi – sempre secondo la minoranza – non coerente con i principi richiamati dallo statuto dell’associazione improntati alla difesa dell’articolo 11 della Costituzione.

Non si è limitato a questo la polemica del gruppo di minoranza, ma – dopo la solita tirata contro la legge Bossi-Fini e quella invece inedita contro la nuova legge sulla legittima difesa (entrambe “leggi regressive e ispirate alla cultura di guerra”) – ha toccato il tema della videosorveglianza e della nuova caserma in costruzione per il Consorzio di Vigilanza dei Colli, ritenuta “costosa”, con le celle di detenzione, con il cane antidroga (tempestivamente adottato in vista della applicazione della nuova legge Fini sulle droghe), scelte definite come un eccesso di quel “securitarismo”, che sarebbe in contraddizione con la cultura della pace e che, secondo il consigliere Boni, caratterizzerebbe purtroppo anche altre amministrazioni, e perfino fra quelle che aderiscono alla associazione dei comuni per la pace.

Nella sua replica il sindaco, esplicitando le allusioni di Boni, ha prontamente e giustamente precisato che per il comune di Bergamo “nessuno si straccia le vesti” e ha ricordato che quella che si sta costruendo tra San Paolo d’Argon e Albano, non è una “caserma” ma la “sede” del consorzio di vigilanza e che non è affatto costosa (solo un milione e 200.00 euro per 7 comuni e per 30 dipendenti). Come è noto, le celle di sicurezza previste sono due (perché i sessi sono due), e sono ovviamente indispensabili perché si è riscontrato con sorpresa che le persone fermate dalla polizia locale hanno la disdicevole abitudine di inveire e disturbare negli uffici.

Ma chi mai può osare mettere sensatamente in discussione l’alta sensibilità per la pace del gruppo di maggioranza che guida il comune di San Paolo d’Argon? Nel 2003 si è dichiarata contro la guerra in Iraq e non c’è più bisogno di tornare sull’argomento, anche se nel frattempo – come ha capziosamente rimarcato il consigliere di minoranza – è intervenuto l’invio dei 3000 soldati italiani a Nassiriya, “a morire e a uccidere” (“annichiliscilo!”) nelle vicinanze “di una raffineria di petrolio e di importanti giacimenti petroliferi”.

La pace è l’assenza di conflitto, anzi, è prevenzione dei conflitti che rischiano di attraversare anche la nostra società e la vita quotidiana e che turbano, purtroppo, la pace interiore, bene supremo da salvaguardare.

Non possono pertanto che essere denunciate le forzature di quanti pretendono di imporre la loro visione a senso unico, come fa il gruppo di minoranza di San Paolo d’Argon. Costoro si rifiutano arrogantemente di rispettare le sensibilità dei tanti uomini e amministrazioni di pace, che pur appartenendo ai diversi schieramenti, non perdono tempo a ribadire sterilmente che i soldati italiani vanno ritirati dall’Iraq, ma puntano di comune accordo a ben più alti valori e obiettivi di pace e di convivenza fra i popoli, agiscono concretamente per prevenire il conflitto sociale operando per promuovere e migliorare i dispositivi di controllo e, senza bisogno di dichiarazioni o iniziative contro questa e quella legge, pure si spendono in primissima fila per una attiva ed energica educazione alla legalità fra i giovani, i migranti, i bisognosi e tutti gli altri soggetti a rischio (purtroppo in inquietante estensione, come dimostrano i comportamenti di alcune importanti categorie di prestatori d’opera e perfino di alcune comunità montanare piemontesi).

L’augurio è che anche la nuova associazione dei comuni per la pace sappia valorizzare, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, il contributo di quanti, dell’uno o dell’altro schieramento (meglio ancora se intercambiabili rispetto all’uno e all’altro, o, meglio ancora, se al di sopra delle parti), dimostrano - come appunto è il caso sia della maggioranza che guida il comune di San Paolo d’Argon sia fortunatamente di diverse altre amministrazioni comunali e non - quel grande equilibrio che è indispensabile per il supremo bene della pace che non può essere disgiunto dalla moderazione, dal rispetto della legalità, dalla salvaguardia della pace sociale e del diritto inviolabile alla proprietà.

Maurizio Mazzucchetti

 

 

 

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