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INTERPORTO: Non staremo a guardare

Il 27 luglio incontro pubblico delle realtà impegnate

contro l’Interporto di Montello

 

Quella di dare corso in piena estate alle decisioni invise ai cittadini è una tradizione tutta nostrana, perché così si approfitta delle ferie per aggirare la reazione popolare. La democrazia ha i suoi tempi, che non sono certamente quelli dei colpi di mano a cui sono soliti ricorrere i poteri forti.

Fu in estate che negli scorsi anni anche nei nostri paesi si annunciarono discariche, inceneritori, centri commerciali e quant’altro, ed ora, in estate, la Regione dà il via libera agli espropri per l’interporto di Montello.

Abbiamo in più occasioni spiegato per filo e per segno perché questo progetto è sbagliato, è localizzato in modo irrazionale, è sovradimensionato.

L’interporto era un’opera ad impatto insostenibile già 23 anni fa; lo è ancor di più oggi, dopo che il territorio - per opera degli stessi soggetti politici ed istituzionali che sostengono l’interporto – è stato riempito di cemento, capannoni e di ogni sorta di operazioni.

Altro che opera pubblica e di pubblica utilità: all’atto dell’esproprio dei  terreni si arriva esattamente quando la Sibem (la società dell’Interporto) è finita nelle mani dei privati, che avranno a disposizione milioni di euro di soldi pubblici. Uno spreco di denaro, che  – come abbiamo più volte dimostrato - potrebbe invece servire per altre iniziative, pertinenti, per il trasporto ferroviario e per l’intermodalità in bergamasca.

L’interporto di Montello serve infatti non per razionalizzare ma per privatizzare ancor di più il sistema dei trasporti e per aprire il nostro territorio non allo sviluppo occupazionale e produttivo (da noi non c’è un’idea che non sia quella delle dismissioni e delle delocalizzazioni!),  ma a quello della speculazione fondiaria (già lo segnalano in questi giorni - prontamente - le dinamiche del mercato degli immobili), con tutte le sue pesanti ricadute ambientali, in un contesto da tempo particolarmente problematico e pesante per tutta la cittadinanza.

Da parte nostra non ci siamo mai sottratti all’impegno di fare controproposte e di ricercare il confronto, ma in tutti questi anni le sole risposte, poco qualificanti, che i sostenitori dell’interporto ci mandarono a dire – ai tempi del referendum di Albano – furono le minacce di riempire il territorio di rifiuti ed inceneritori, se i cittadini non avessero “ubbidito”.

I cittadini di Albano nel 1999 responsabilmente disubbidirono, e il voto di Albano  deve essere rispettato.

C’è una questione, sostanziale, di democrazia: non si può ribaltare con un colpo di mano,  ciò che è stato espresso democraticamente dalla volontà popolare.

Per questo non intendiamo stare a guardare.

Per fare il punto della situazione e per valutare le iniziative da intraprendere, annunciamo che in data di mercoledì 27 luglio, alle ore 21 si terrà a MONTELLO (Sala Civica) un incontro pubblico, a cui invitiamo i cittadini, la stampa, tutte le forze  interessate a contrastare l’interporto.    

                                                                               

“L’Alternativa”- S.Paolo d’Argon, “L’Alternativa”-Albano,

“Cittadini per l’ambiente” - Montello

 

Stampinproprio, 18.07.05, per com. c/o Marina Zanelli, 24060 Montello, v. Tasso 61/c

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