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Spett. REGIONE LOMBARDIA
Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità
Unità Organizzativa Vie Navigabili e Logistica
Via Taramelli 20 - MILANO
(tel. 02.67655760 - fax 02.67654707,
e-mail: marco_novelli@regione.lombardia.it)
Responsabile del procedimento: Maurizio Galli


oggetto: osservazione progetto relativo alla realizzazione dell'interporto di Bergamo - Montello

I sottoscritti consiglieri comunali di minoranza Adriano Boni (gruppo "Insieme per San Paolo d'Argon-L'Alternativa", Comune di San Paolo d'Argon), Angelo Cortesi (gruppo "Un'altra Albano è possibile - L'Alternativa", Comune di Albano Sant'Alessandro) e Silvano Zanelli ("Cittadini per l'ambiente-L'Alternativa" - Comune di Montello), visti gli elaborati relativi al Progetto Preliminare Interporto Bergamo Montello del 29 novembre 2002, avanzano la seguente osservazione.


1. Come espresso nella premessa della relazione illustrativa del (pagina 1) "il progetto dell'Interporto di Bergamo Montello, che ha ottenuto il 19 maggio 1999 il Decreto di pronuncia di compatibilità ambientale pubblicato sulla G.U. n. 131 del 7 giugno 1999, non è sostanzialmente diverso rispetto a questo progetto preliminare predisposto ad attivare la Conferenza dei Servizi, dà anzi risposta alle prescrizioni contenute nel suddetto Decreto".
Rispetto a quest'ultima annotazione dobbiamo constatare in via preliminare (alle pagine 7/8) che "le prescrizioni di cui ai punti d) fase di cantiere, e) inquinamento acustico; f) inquinamento luminoso; g) sistema di monitoraggio; h) derrate alimentari sfuse; i) merci pericolose); l) rifiuti; m) minimizzazione e mitigazione di impatti in fase di esercizio; n) piano di riconversione dell'area dell'ex acciaieria e valutazione integrata delle attività presenti e future non sono qui considerate in quanto esulano dall'ambito dei contenuti di questa fase progettuale".
Concordiamo invece sul fatto che questo progetto non è sostanzialmente diverso rispetto a quelli - variamente naufragati - che l'hanno preceduto, riproducendone errori e contraddizioni, che già i nostri gruppi nonché comitati di cittadini hanno in più di una occasione denunciato. Errori e contraddizioni che nel corso di questi anni si sono aggravati in relazione all'evolversi della situazione territoriale.
Unica, ma significativa, concessione alle preoccupazioni e alle opposizioni popolari, parrebbe essere la riduzione della superficie interessata dal progetto e del consumo di aree verdi conseguita in varie tappe rispetto alle originarie previsioni dei decenni scorsi, ma anche questa potrebbe essere vanificata facilmente, dal momento che - come si annota negli elaborati della Sibem - "il sito offre comunque possibilità di espansione, anche per quanto concerne i collegamenti viari e ferroviari"."

2. Abbiamo, in più di una occasione e non solo noi, fatto notare l'improponibilità di una struttura come quella prevista in un contesto territoriale e infrastrutturale che risulta non baricentro rispetto alle funzioni di un interporto, localizzato appunto in un area periferica rispetto al contesto regionale. Area periferica che necessita certamente e in modo urgente di infrastrutture ferroviarie, ma non certo di un interporto o di una struttura intermodale così concepita e dimensionata.
Abbiamo in più di un'occasione fatto presente che il rafforzamento del traffico ferroviario, in alternativa a quello su gomma, è un obiettivo condivisibile e di primaria importanza, ma a nessuno può sfuggire non ha senso realizzare un interporto quando non si prevedono sostanziali opere di potenziamento della rete ferroviaria, in particolare della linea Bergamo-Brescia che verrà dotata - anche secondo quest'ultimo progetto - soltanto di un binario aggiuntivo per la limitata lunghezza di un chilometro.
In altre parole si dice di voler potenziare il trasporto su ferro, ma in realtà si realizzano soprattutto manufatti edilizi e nuove strade, mentre la rete ferroviaria viene sostanzialmente lasciata nelle attuale condizioni.
Ciò che abbiamo sempre temuto e denunciato, è che questa struttura si tradurrà in un esborso di denaro pubblico che non avrà come risultato quello di conseguire gli obiettivi fissati dalla legge istitutiva degli interporti, ma di portare a risultati esattamente opposti e controproducenti: quelli cioè di dare ulteriore impulso non al sistema ferroviario, ma a quello del trasporto su gomma, concentrando e attirando in un sol punto automezzi che passeranno le merci ad altri automezzi (e non ai treni).
Da parte nostra siamo fermamente convinti che il pubblico denaro che si prevede di investire per questo progetto possa essere più ragionevolmente e razionalmente utilizzato per modernizzare e infrastrutturare più correttamente l'insieme del sistema ferroviario locale, realizzando una pluralità di punti di trasbordo ferro-auto nella provincia, attraverso strutture a minor impatto ambientale, nel quadro di una pianificazione più rigorosa e meno occasionale di quella che finora è stata adottata e che consistente nel prevedere una struttura e poi inventare i problemi che potrebbe risolvere (e dimenticando quelli che invece vengono creati ex novo).
Si ricorda che recentemente anche autorevoli esponenti del mondo economico bergamasco (dal responsabile della principale organizzazione imprenditoriale a dirigenti delle associazioni di autotrasporto) si sono espressi criticamente in merito al progetto di interporto di Montello, definendolo "obsoleto" e facendo invece riferimento proprio all'opportunità di creare nella provincia più punti di scambio intermodale.

3. Vogliamo far presente le numerose opposizioni espresse dalla popolazione e dalle Amministrazioni comunali interessate. Oltre alle prese di posizione dell'Amministrazione Comunale di Albano Sant'Alessandro e del Comune di San Paolo d'Argon, ricordiamo in particolare la petizione sottoscritta da centinaia di cittadini a Montello e inviata a tutti gli enti interessati (gennaio 1999) e il referendum del 28 novembre 1999, nel quale i cittadini di Albano Sant'Alessandro espressero una secca contrarietà (67% di no con una partecipazione particolarmente alta, il 70% degli aventi diritto al voto) ad un progetto di interporto, "non sostanzialmente diverso" da quello in oggetto.
Tali opposizioni sociali e istituzionali non possono in alcun modo essere aggirate adottando una procedura quale la Conferenza di Servizi.
La cittadinanza ha ben presente non solo le ricadute ambientali negative, ma anche le contraddizioni del progetto di interporto, tanto più che in questi anni di gestazione del progetto il contesto territoriale locale è stato interessato anche da altre operazioni, che hanno moltiplicato gli elementi di criticità.
Vogliamo ricordare alcuni aspetti.
Vi è innanzitutto il problema dell'aumento del traffico e del conseguente carico di inquinamento, in una zona particolarmente trafficata, che è stata oggetto di recente e per la prima volta del provvedimento regionale di blocco totale del traffico (19 gennaio 2003). Non solo si continua ad insistere con un'opera come l'interporto destinata ad aumentare i carichi di traffico e di inquinamento, ma si è permesso ultimamente anche la realizzazione - propria brevissima distanza, circa 300 mt. - di un grande centro commerciale con mille posti auto. Si tratta di un centro commerciale che, secondo la società promotrice, potrebbe convogliare in un sol punto una clientela che riguarda un bacino d'utenza di oltre dieci milioni di abitanti. I principali enti promotori dell'interporto, e segnatamente Giunta Regionale e Giunta Provinciale, avrebbero dovuto preoccuparsi di evitare l'assommarsi di due strutture che generano ed attirano traffico.
Ma non si tratta della sola sinergia negativa che è stata così irresponsabilmente e arrogantemente promossa, malgrado nella relazione istruttoria relativa a precedente progetto di interporto (cfr. Delibera della Giunta Regionale n. 3484/98) si rilevasse che "il quadro ambientale con l'interporto comporta una situazione di rischio ambientale gestibile con infrastrutture idonee e corrispondenti allo sviluppo industriale, ma che comunque l'impatto dell'interporto incrementa negativamente l'attuale stato di salute pubblica".
Un centro commerciale non è certamente una "infrastruttura idonea" a mitigare l'impatto ambientale, come non può esserlo il Centro di Trattamento Rifiuti gestito dalla Montello Spa nelle aree dismesse della ex acciaieria in esatta contiguità al comparto individuato per l'Interporto. Tale Centro venne attivato alla fine del 1995 in quanto impianto "provvisorio" motivato dall'"emergenza rifiuti", ma nel 1997 (Deliberazione della Giunta Regionale n.VI/33002) è stato autorizzato per altri 5 anni e riconfermato recentemente (Deliberazione della Giunta Regionale n. VII/11533 del 10.12. 2002). L'impianto, con una potenzialità di 300t/giorno di rifiuti urbani ed assimilati nonché di 260 t/giorno di rifiuti speciali non pericolosi), è stato varie volte ed anche in tempi recenti fonte di miasmi e di gravi disagi per la popolazione.
Come ciò non bastasse, la Giunta Regionale prima e il Ministero dell'Ambiente dopo (negli anni 2000-2001), hanno espresso parere favorevole anche nei confronti di un nuovo impianto di incenerimento per "rifiuti tossico-nocivi" posto anch'esso a brevissima distanza (circa 400 metri) dal progetto di interporto (ditta Acsdobfar di Albano Sant'Alessandro-v.Tonale).
Interporto, inceneritore, centro commerciale, rifiuti: siamo di fronte ad un quadro di programmazione incredibile e che calpesta qualsiasi ragione di buon senso e che indigna profondamente le popolazioni locali.

4. Gli elaborati del Progetto Preliminare, che rinunciano esplicitamente a prendere in considerazione - tra le altre - la "prescrizione n." del Decreto di Pronuncia di Compatibilità Ambientale del 19 maggio 1999, non chiariscono il rapporto tra il progetto di interporto e l'insieme delle aree della ex acciaieria. Questo nonostante "il giudizio positivo di compatibilità ambientale dell'interporto sia (è) condizionato all'assunzione, nell'ambito dell'Accordo di Programma ai sensi della L.R. 15.05.1993 n.14 per la realizzazione dell'Interporto di Bergamo Montello tra Regione Lombardia, Fs Spa, Sibem Spa, provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Comune di Montello, di un Piano di riconversione dell'area dell'ex-acciaieria che individui le azioni di recupero, riqualificazione e rinaturalizzazione, e le destinazioni delle restanti aree".
E' invece vero che l'insieme delle aree dell'ex-acciaieria sono state recentemente interessato da provvedimenti urbanistici assunti dal Comune di Montello (cfr. Variante del Prg secondo procedura semplificata di cui all'art.3 della L.R. 23/1997, adottata il 22.07.02 ed approvata il 28.11.02 e Piano di Lottizzazione della Ditta Montello Spa in variante al Prg ai sensi della L.R. 23/1997, adottato il 22.07.02 e approvato il 02.01.2003). In particolare con la Variante citata è stata drasticamente ridotta (pur in assenza di un Piano dei servizi come previsto dalla legge) la dotazione minima di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico funzionali ai nuovi insediamenti industriali ed artigianali, mentre il Piano di Lottizzazione prevede la possibilità di realizzare ulteriori edifici industriali per una volumetria complessiva particolarmente significativa (praticamente il doppio di quella esistente) e non individua particolari "azioni di recupero, riqualificazione e rinaturalizzazione", riguardo ad esempio il torrente Zerra che attraversa l'insediamento o le aree non edificate e fortemente compromesse dalla precedente attività industriale (questione, quest'ultima, che sorprendentemente anche il Progetto Preliminare dichiara superata!).
Né in questi provvedimenti urbanistici e neppure nel Progetto Preliminare di Interporto viene affrontata la problematica occupazionale, anch'essa prescritta dal citato Decreto di pronuncia di Compatibilità Ambientale, da considerare particolarmente rilevante in relazione al fatto che la dismissione delle precedenti attività siderurgiche ha comportato la perdita di circa 400 posti di lavoro. Cogliamo invece una preoccupante sintonia tra i provvedimenti urbanistici e il Progetto Preliminare, in quanto entrambi sostanzialmente tesi - non certo a mitigare o ridurre l'impatto ambientale - ma a moltiplicare le possibilità edificatorie del comparto, senza che la stessa dimensione particolarmente significativa dei manufatti collegati all'impianto interportuale risulti adeguatamente motivata e documentata.
D'altro canto la valenza immobiliare di tutta l'operazione interporto - che da parte della cittadinanza è sempre stata colta e denunciata - è stata più volte ricordata recentemente nelle notizie diffuse dalla stampa locale in merito alla possibile acquisizione dei terreni da parte della società proponente (Sibem) oppure all'ingresso della società proprietaria (Montello Spa) nella Sibem stessa.

5. Dobbiamo in sostanza rimarcare ancora una volta come l'uso delle aree della ex-acciaieria si stia definendo senza tener in alcun conto i diritti e i bisogni della cittadinanza e del territorio, insidiandovi operazioni controproducenti rispetto agli obiettivi dichiarati o comunque di dubbia utilità (Centro Trattamento Rifiuti e Interporto), in compresenza con altre previsioni a forti ricadute ambientali (centro commerciale, impianti di incenerimento), in un contesto comunale e sovraccomunale caratterizzato da consistenti forme di inquinamento, alto volume di traffico veicolare e insediamenti a pesante impatto.
Ricordiamo in particolare che il comparto citato costituisce circa un terzo dell'intero territorio del Comune di Montello e che il Progetto di interporto andrà a modificare sensibilmente anche territori di altri comune e più in generale ad innescare ulteriori dinamiche sociali ed ambientali destinate a stravolgere radicalmente l'insieme del tessuto urbano e territoriale, compromettendo definitivamente la possibilità di uno sviluppo equilibrato.
Riteniamo pertanto di dover ribadire l'opportunità di soprassedere anche a questo progetto di interporto e come esprimeva la petizione, in opposizione all'interporto e al centro di trattamento rifiuti, sottoscritta a Montello nel dicembre 1998 da 779 cittadini, anche noi "chiediamo che le aree interessate dalle due strutture possano essere in alternativa riutilizzate in modo compatibile con l'ambiente e funzionale al tessuto sociale ed economico del territorio".

San Paolo d'Argon-Albano Sant'Alessandro-Montello

In fede
Adriano Boni, consigliere comunale a San Paolo d'Argon

Angelo Cortesi, consigliere comunale ad Albano Sant'Alessandro

Silvano Zanelli, consigliere comunale a Montello


Per comunicazioni:

Adriano Boni, 24060 San Paolo d'Argon (Bg), via dei Gelsi 7, tel. 320.0461631, fax. 035.959098, e-mail: alternainsieme@tin.it

     

 


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