(24.3.16) VILLA D’ADDA. GIANNI, ANCILLA E PAOLO, MALATI E INVALIDI, RISCHIANO DI ESSERE BUTTATI FUORI CASA, MA IL SINDACO LASCIA LE CASE POPOLARI VUOTE

* Presidio anti-sfratto, giovedì 24 marzo, dalle ore 12.15, Villa d’Adda in via Galgina 2.

Giovedì 24 Marzo a Villa d’Adda, l’Ufficiale Giudiziario e le forze dell’ordine tenteranno di eseguire lo sfratto ai danni della famiglia di Ancilla e Gianni e del loro amico e ospite Paolo.
Potrebbe sembrare a prima vista la oramai quotidiana notizia di uno sfratto che coinvolge una famiglia impoverita dalla crisi economica. Infatti, dai dati che emergono dalla relazione del Ministero degli Interni, sono oltre 500 le famiglie che ogni anno in bergamasca vengono buttate fuori casa da ufficiale giudiziario e polizia perché hanno l’unica colpa di non essere riusciti a pagare l’affitto della abitazione in cui vivono a causa della povertà.
Questo sfratto ha un ulteriore aspetto di gravità: coinvolge un nucleo famigliare interamente composto da invalidi. Infatti Ancilla è invalida al 67%, il marito Gianni ha una invalidità del 55% e l’amico Paolo del 50%.
La famiglia vive con 536,00 euro al mese proveniente dalla pensione di Gianni anche se, a partire dal mese di marzo 2016, un quinto di questa pensione viene decurtato dal Tribunale su richiesta del proprietario di casa che ha agito legalmente per recuperare la morosità.
A fine dell’anno 2014, la famiglia di Gianni e Ancilla ha presentato la domanda per accedere alla casa popolare nel bando aperto dal Comune di Villa d’Adda. Con grande felicità avevano appreso di essere i primi nella graduatoria, ma c’è voluto poco tempo però per scoprire che gli alloggi liberi (abbiamo saputo che sono quattro) sono inagibili perchè il Comune non vuole fare la manutenzione straordinaria per renderli abitabili. Il sindaco dichiara di non disporre del denaro necessario, anche se i lavori di manutenzione potrebbero riguardare solo piccole riparazioni.
Gli attivisti del Unione Inquilini hanno incontrato più volte il sindaco e l’Amministrazione comunale per tentare di trovare una soluzione ed evitare che le tre persone invalide finiscano in strada senza soluzioni. Purtroppo, con grande disappunto, abbiamo appreso che l’unica proposta è trasferire temporaneamente i due coniugi (l’amico Paolo non sarà aiutato) in un albergo per 2 mesi (spendendo peraltro somme esagerate).
Per evitare la drammatica e disumana soluzione proposta dall’Amministrazione comunale, Unione Inquilini ha indetto un presidio che si svolgerà giovedi 24 marzo, ore 12.15, davanti all’alloggio di Gianni e Ancilla a Villa d’Adda in via Gargina 2.
“Chiediamo innanzitutto alla Prefettura di Bergamo che stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti”. Davide Canto e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini dichiarano: “Nessuno deve rimanere sulla strada ma deve essere assicurato dai Comuni un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto.”
“Chiediamo inoltre che tutti i Comuni, a partire dall’Amministrazione comunale di Villa d’Adda, predispongano politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente lasciato per troppi anni nell’abbandono.”
(Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

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