(27.05.14) FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. CONSIGLIO REGIONALE CHIUDE DEFINITIVAMENTE VICENDA FUSIONE

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI BORGO DI TERZO. Oggi 27 maggio, si è riunito a Milano il Consiglio Regionale per deliberare il Progetto di Legge N.119, di fusione dei tre comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino.
Preso atto del parere negativo espresso:
* dalla II Commissione “Affari Istituzionali” di Regione Lombardia nella seduta del 2 aprile
* dal referendum indetto fra i cittadini di Borgo di Terzo
* dal Consiglio Comunale di Borgo di Terzo in due delibere Consiliari
il Consiglio Regionale, all’unanimità, ha deliberato definitivamente la NON FUSIONE fra i tre Comuni. (Borgo di Terzo,27 maggio 2014, Il Sindaco Mauro Fadini)

Le nostre precedenti info: qui


(02.04.14) FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. LA COMMISSIONE REGIONALE DICE NO ALL’UNANIMITA’.”DECISIVO IL VOTO DEI CITTADINI”

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI BORGO DI TERZO. Oggi 2 aprile, si è riunita a Milano l’apposita Commissione Regionale [Comm. speciale riordino delle autonomie congiuntamente con la II Commissione “Affari istituzionali” - ndr.] per valutare il proseguo del Progetto di legge n. 119, di iniziativa consiliare, “Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino”.
All’unanimità, con qualche Consigliere astenuto, la Commissione ha espresso parere negativo alla fusione, visto l’esito referendario del 2 febbraio con la prevalenza dei no alla fusione nel Comune di Borgo di Terzo. Decisivo è stato il voto dei Cittadini.
Ora il Progetto di Legge, munito del parere negativo della Commissione, dovrà approdare in Consiglio Regionale per la deliberazione finale definitiva.”
(Borgo di Terzo, 2 aprile 2014, Il Sindaco Mauro Fadini)

Le nostre precedenti info: qui


(21.02.14) MEDIA VALCAVALLINA. PRIMA VOLEVANO LA FUSIONE E ORA VOGLIONO ANDARSENE DALL’UNIONE DEI COMUNI!?!?

Riceviamo e pubblichiamo il testo del volantino distribuito nei giorni scorsi a Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano dal “Gruppo No alla Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana, Vigano S.Martino”.

A poco più di una settimana dal referendum, l’invito ad un incontro di tutti i consiglieri dei tre Comuni al posto della Convocazione dell’Assemblea dell’UNIONE, è apparso subito strano ma a qualcuno poteva balenare il pensiero che fosse una irrituale presa d’atto del risultato della partecipazione democratica, libera e trasparente dei cittadini opposta a quella opaca e condizionata della raccolta firme, come le 593 sparite hanno dimostrato.
Ma, anche stavolta, i sostenitori della fusione non si sono smentiti.
Possiamo comprendere l’amarezza, per l’esito referendario, degli artefici di questa consultazione ottenuta con procedura d’urgenza e raffazzonata, che hanno rimediato una figuraccia territoriale e regionale ed una sconfitta politica e morale.
Ma le dichiarazioni rilasciate ai soliti giornali simpatizzanti nel dopo-referendum, sono nulla a confronto degli interventi scomposti, arroganti, violenti, volgari ed - in ultima analisi – distruttivi mandati in scena la sera di mercoledì 12 febbraio nella quale hanno dimostrato di essere riusciti a superare persino se stessi.
Anziché adottare il basso profilo del “ci abbiamo provato ma ci è andata buca” e quindi attenersi ad un atteggiamento dialogante e costruttivo, hanno minacciato di distruggere, in poco meno di un mese dalla loro decadenza, il lavoro che in 15 anni ha permesso di costruire l’UNIONE, modello funzionante di partecipazione, solidarietà ed economie di scala… fino alla scorsa estate.
Da allora, improvvisamente, l’Unione è funzionata “male” ( a loro dire) causa il malcontento dei dipendenti. Hanno però omesso di precisare che tale disagio deriva dalla arroganza di certi amministratori scomposti, autorizzati a “scorrazzare” liberamente e dal loro disprezzo del ruolo ricoperto dai lavoratori che deve essere indipendente dai politici di turno ( lavoratori, non sudditi ).
Poi l’illuminazione: si spende troppo !!!
Allora, non essendo riusciti ad eliminare Borgo, adesso
ci provano con l’UNIONE. I loro intenti dichiarati:

  • riportare l’anagrafe nei tre Comuni
  • ripristinare 3 uffici tecnici al posto di quello esistente (che i maligni dicono indisponibile ad accontentare certi desiderata)
  • togliere i servizi sociali a Borgo e spostarli a Vigano (il Fadini è troppo disponibile!)
  • da ultimo, ma non per importanza, rivedere lo Statuto in modo che ogni Comune paghi il suo, alla faccia della collaborazione, della sussidiarietà, della solidarietà, della comunanza di intenti, delle economie e del risparmio.

Che diamine: non hanno voluto fondersi? Borgo si paghi i suoi disagi e le sue disabilità; Vigano si pagherà, ovviamente, la sua palestra restituendo il dovuto agli altri due Comuni.
Non è campanilismo, questo! E’ l’irrefrenabile passione per il risparmio e per l’interesse dei cittadini che hanno animato i sostenitori della fusione.
Questo è il loro spessore culturale e morale.
Ricordiamoci il nome di tutti questi cosiddetti politici, alle prossime elezioni: senza il nostro voto non sono nulla!
(Gruppo NO alla Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana, Vigano San Martino - febbraio 2014 - cfr. facebook)

Volantino pdf: qui

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui


(09.02.14) VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. ORA LA REGIONE CHIUDA LA PARTITA E NON FACCIA COME IL REGIME FASCISTA!

E’ passata una settimana esatta dal referendum con il quale i cittadini di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino, i tre piccoli comuni già uniti nell’Unione della Media Valcavallina, si sono pronunciati a riguardo della fusione in un unico comune. Partecipazione molto alta, ha vinto il Sì alla fusione a Luzzana e a Vigano, ma ha perso a Borgo di Terzo. Per il fronte del Sì, dietro il quale ci stava tutto l’establishment trasversale Pd e centrodestra che controlla la Valcavallina, è una caporetto che giunge dopo sei mesi di campagna elettorale sistematica, univoca e insistente, preceduta da una raccolta firme sottoscritta mediamente da circa il 60% dei cittadini dei tre comuni. Al termine dello spoglio delle schede domenica scorsa si è potuto però constatare che dei 1440 sottoscrittori solo 847 avevano effettivamente votato Si (cfr. qui). Questa clamorosa differenza ha una sua logica e coerente spiegazione. Il titolo della raccolta firme recitava “Perchè i cittadini possano liberamente e democraticamente esprimersi sul tema della fusione (…)”. E chi mai dovrebbe rinunciare a potersi esprimere“liberamente e democraticamente”? Nel testo però era scritto che “i cittadini italiani (…) sottoscrivono il presente documento per avviare il processo legislativo volto alla creazione di un comune unico (…)”, processo legislativo entro il quale il referendum – secondo le norme regionali – ha solo valore consultivo, mentre la decisione vera spetta al Consiglio regionale e non più ai cittadini. Vi è una precisa contraddizione tra titolo e testo e ciò spiega come mai circa 600 firmatari abbiano preferito o non votare o votare no, il che – secondo noi - rende francamente catastrofica sul piano politico e anche sul piano morale – la sconfitta del Si. E rende palesi i limiti culturali di questa proposta, affrettata e confusa, intrisa di vetero tecnicismo e altrettanto vetero decisionismo che con la democrazia e la partecipazione c’entrano ben poco e perciò stesso hanno irritato i cittadini, tra cui molti anche fra coloro che non erano affatto contrari alla fusione. E che le cose siano andate così lo fa capire anche il sindaco (del Si) di Luzzana Ivan Beluzzi: “Io ho condiviso l’idea di arrivare ad una fusione dei tre Comuni, ma non ho condiviso questa volontà di procedere freneticamente” (cfr. L’Eco di Bergamo 04.02.14: qui). Nel concreto ora il Consiglio regionale e le forze politiche che ne fanno parte non devono fare altro che prendere atto della sconfitta del Sì alla fusione, tenendo ben presente che in un comune - Borgo di Terzo - tanto l’amministrazione comunale quanto la cittadinanza hanno espresso congiuntamente la loro contrarietà a tutta questa operazione. La Regione chiuda rapidamente la vicenda accantonando qualsiasi retropensiero di “fusione dall’alto”, che sarebbe soltanto una arrogante riedizione di quella decretata dal regime fascista del 1928 per i comuni di Borgo di Terzo, Vigano San Martino, Berzo San Fermo e Grone (cfr. qui). Di fusione si potrà tornare a parlare quando tutti saranno d’accordo nel costruirla come strumento volto a rafforzare democrazia e partecipazione e non invece per limitare il protagonismo dei cittadini e delle comunità, o per togliere di mezzo chi la pensa diversamente. Il sindaco di Vigano, Massimo Armati, attualmente Presidente dell’Unione della Media Valcavallina, leader del fronte del Sì, si preoccupi nel frattempo del buon andamento dei servizi dell’Unione, perché a maggio Luzzana e Vigano devono tornare alle urne, e pertanto questa per l’Unione è una fase delicata di transizione, che va affrontata con senso di responsabilità da parte di tutti. Occorre quindi convocare gli organi istituzionali dell’Unione, e non strane assemblee di consiglieri comunali dei tre comuni, come quella prevista per mercoledì prossimo. Eviti ancora il sindaco di Vigano, che nel mandato precedente aveva nominato come assessore il capo della Lega Nord, di dichiarare alla stampa panzane quali ”la strana alleanza”(sic!) tra Rifondazione Comunista e Lega Nord di Borgo di Terzo (dove la Lega nemmeno esiste come forza organizzata), e faccia ammenda di dichiarazioni come quella in cui se la prende con il “gruppo formato da persone che non sono originarie del paese (di Borgo - ndr)” e che hanno “voluto far prevalere le ragioni del No, ragioni di campanilismo che ora rischiano di far saltare il progetto di fusione” (cfr. L’Eco di Bergamo 03.02.14: qui). Le panzane e, ancor peggio, la xenofobia neppure tanto velata non contribuiscono certo alla convivenza civile: a maggior ragione se provengono da un primo cittadino.

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui


(04.02.14) MEDIA VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. I NUMERI DEL REFERENDUM

Nella tabella i risultati del referendum Si/No fusione tenutosi domenica 2 febbraio 2014 nei comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino

Elettori (1)

Votanti (1)

SI (1)

NO (1)

B./n. (1)

Firme (2)

Borgo 879

550 62%

270 49%

277 51%

3

456

Luzzana 693

444 64%

234 53%

206 47%

4

440

Vigano (3)

602

343  57%

257 43%

5

544


1.599

847

740

12

1440

Fonti:

  1. Dati desunti dall’articolo de L’Eco di Bergamo 03.02.14: qui
  2. Volantino Comitato Si fusione distribuito nel dicembre 2013 (qui), con numero di firme raccolte dal Comitato stesso nei mesi precedenti nei tre comuni “per avviare il processo legislativo volto alla creazione di un comune unico attraverso la fusione dei comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino” (cfr. testo della Raccolta firme, iniziativa proposta da alcuni consiglieri comunali: qui)

  3. I dati di Vigano San Martino sono tratti dal sito istituzionale del Comune: qui

Ci scusiamo per eventuali errori ed omissioni

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui


(02.02.14) VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. A BORGO DI TERZO VINCE IL NO!

Di poco, solo 7 voti, ma VINCE IL NO!! Questo per merito della popolazione di Borgo di Terzo, delle cittadine e dei cittadini che si sono mobilitati contro i poteri forti e l’establishment governativo-trasversale che malgoverna la Valcavallina. E per merito di Cristina e di Mauro (sindaco)

Nel video che segue è riasssunta splendidamente l’ultima fase della campagna referendaria a Borgo di Terzo. Si ringraziano gli autori, in particolare il signor C.E. (repubblicano, extracomunitario) nonché i compagni S.L. e G.M.V.: VIDEO

Anche L’Eco di Bergamo (02.02.14) dà per affondato il “super-comune”: qui.

Idem il giornale on-line della Confindustria bg, cfr. Bergamonews.it 03.02.14: qui

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui


(02.02.14) FUSIONE BORGO-VIGANO-LUZZANA.COME STANNO ANDANDO LE VOTAZIONI

Alla mezzanotte di venerdì 31 gennaio terminava la campagna referendaria, ma nemmeno ieri i sostenitori del SI’ alla fusione dei tre comuni si sono astenuti da azioni di propaganda. La cosa peggiore però è stata che, attorno alla mezzanotte, sono spariti gli striscioni del NO, sia quello - a cura dei Cittadini per il no - che stava dalla domenica scorsa in Piazza Marconi a Borgo di Terzo, sia quello, sempre a Borgo di Terzo in via Nazionale (la foto qui), che da oltre due mesi era appeso fuori dal locale circolo di Rifondazione Comunista nonché sede dello Sportello Sociale Autogestito (gestito dai giovani attivisti per il dirittto alla casa e che si occupa di assistenza alle famiglie in difficoltà e sfrattate: cfr. qui). Questo è avvenuto attraverso due distinti blitz con violazione di proprietà privata. Un atto grave su cui non vogliamo sprecare parole, perché si commenta da solo. Spariti pure in nottata anche un tabellone del No a Luzzana, come pure diversi manifesti del No appesi negli spazi elettorali riservati alle forze politiche rappresentate nel Consiglio regionale. Tuttavia le votazioni nei seggi presso i tre comuni quest’oggi si stanno finora svolgendo regolarmente dalle ore 8.00 e proseguiranno fino alle 21.00 di stasera, a Borgo di Terzo, a Luzzana e a Vigano San Martino. L’affluenza a tuttora sembra decisamente buona. Seguirà dopo lo 21.00 lo spoglio, mentre i risultati del referendum si conosceranno in tarda serata. (Nel link che segue le immagini del presidio per il No, che si è svolto domenica scorsa a Borgo di Terzo, tra cui quelle con lo striscione dei Cittadini per il No asportato stanotte: qui)

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui


(31.01.14) FUSIONE BORGO-VIGANO-LUZZANA. PERCHE’ VOTARE NO. L’APPELLO DEI CITTADINI PER IL NO

Le poche migliaia di euro che - forse - si risparmierebbero con la fusione e i pochi, improbabili e aleatori, contributi dallo Stato sono proprio niente di fronte alle centinaia di migliaia di euro che si spenderanno “solo” per l’adeguamento di un municipio centralizzato per i tre comuni (€ 650.000 previsti dal PdL Regionale n.119)

●Gli amministratori promotori del SI parlano soltanto di briciole, quando sono noti per aver scialacquato alla grande i soldi pubblici in opere inutili e non ancora finite. Parlano di unire i paesi ma qualche anno fa non si erano fatti scrupoli a dare il loro assenso ad una gigantesca discarica sopra Borgo di Terzo. Progetto poi travolto dall’ indignazione della popolazione !

●Sono amministratori che fanno tutti capo ai partiti degli ultimi due governi e che non hanno mai avuto niente da ridire contro le tasse selvagge sui cittadini, i tagli dei servizi, l’impoverimento delle famiglie e dei comuni. Ora vogliono far credere che con la fusione si farà un unico comune di Bengodi !

●I politici del Si vogliono un solo comune per ridurre - lo si legge perfino nella loro propaganda ! - la rappresentanza dei cittadini e il pluralismo, sotto le mentite spoglie della “riduzione dei costi della politica”, attraverso l’eliminazione di consigli e consiglieri comunali. Mentre il “loro governo” è incapace di togliere un centesimo ai parlamentari e consiglieri regionali, qui da noi si impuntano per abolire le poche decine di euro all’anno che costa ciascuno dei consiglieri comunali, molti dei quali ci rimettono pure del loro per il buon andamento della cosa pubblica.

Eliminare l’Unione della Media Valcavallina, fare un comune unico (proponendone peraltro denominazioni ridicole ! ), cancellare comuni che hanno forse più di mille anni di storia, solo per evitare la possibilità che un comune continui a sfuggire al loro controllo: questo è il fine meschino a cui puntano i politicanti del SI’. Invece di rafforzare l’Unione, con i suoi organismi e i suoi tre consigli comunali, ritengono sia di gran lunga preferibile comandare in pochi. Vogliono infatti un comune solo perché, più è grande la dimensione dei loro interessi e in meno si è a “comandare”, meglio si può giocare sulla pelle dei cittadini.

● La fusione di Borgo, Luzzana e Vigano ha a che fare direttamente e pesantemente - è scritto chiaramente nella proposta di legge regionale, primo firmatario il consigliere Barboni - con tutto l’assetto politico e amministrativo della Valcavallina. Da troppi anni la vita politica della nostra Valle è stata gestita in modo trasversale dai partiti che oggi si ritrovano nello stesso governo. Partiti, politici e amministratori che - attraverso le società e i consorzi fallimentari che hanno sostituito la vecchia Comunità montana - hanno malgestito il patrimonio pubblico.

Dietro il progetto di fusione c’è il passato: c’è una classe politica fatiscente e clientelare che ha bloccato la Valle ma non i propri affari e i propri tornaconti politici ed elettorali. La nostra Valle, da tempo, è immobilizzata sul piano politico, economico, sociale e culturale. Ora per crescere ha bisogno di aria nuova: quella della democrazia, della partecipazione, del pluralismo, delle comunità che si confrontano, collaborano, e resistono ai poteri forti che ne vogliono cancellare storia, identità, diritti. TENIAMO VIVI I NOSTRI COMUNI. Il 2 febbraio votiamo NO FUSIONE (Cittadini NO alla FUSIONE dei comuni di Borgo di Terzo-Luzzana-Vigano, 31.01.14)

  • Alternainsieme.net condivide e si associa all’appello. Siamo molto contenti di aver incontrato in questa campagna referendaria nuovi amici/che nel vivo di un comune impegno civile tra persone diverse, per la democrazia, la solidarietà, la verità.

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui

Cfr. anche Bergamonews.it 01.02.14: qui


(31.01.14) REFERENDUM SI/NO FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. ULTIME BATTUTE CAMPAGNA REFERENDARIA. DOMENICA SI VOTA

Siamo ormai alla fine della campagna referendaria per il SI/NO alla fusione dei tre comuni che già fanno parte dell’Unione della Media Valle Cavallina. Il fronte del Si ha caratterizzato la sua campagna sul tema dei “costi della politica”: un comune invece di tre dovrebbe costare di meno, anche se alla fine dei conti il tutto si gioca su poche migliaia di euro. La lista Nuova Proposta di Borgo di Terzo, nel suo ultimo appello per il No, così risponde:“Tramite l’attuale Unione, le funzioni e i servizi comunali sono svolti in forma associata con qualità e risparmi, senza compromettere l’autonomia comunale. Perché rinunciare al tuo Comune? La Regione Lombardia è in dubbio se finanziare le Fusioni ma continuerà certamente a finanziare le Unioni. Lo Stato finanzierà per tre anni sia le Unioni e sia le Fusioni ma, con la grave situazione economica del nostro Paese, è difficile ed aleatorio ipotizzare l’entità di questi contributi. Perché non continuare con il nostro Comune e la nostra Unione? L’attuale Unione è e rimarrà, esclusa dal Patto di Stabilità, permettendo maggiore flessibilità nella gestione delle funzioni associate.” Entrando poi nel dettaglio Nuova proposta enumera le spese in più che deriverebbero dalla fusone quali “rifare la numerazione civica all’americana con le distanze metriche a Borgo di Terzo e Vigano San Martino”,“fare il Piano di Governo del Territorio (PGT) per il nuovo Comune”; “accentrare tutti gli uffici comunali a Borgo di Terzo ristrutturando il municipio con una spesa di € 650.000, cifra stimata nella relazione allegata al progetto di legge regionale di fusione.” E poi ci sono problemi come quello dell’addizionale irpef: “a Borgo di Terzo l’addizionale comunale Irpef è a scaglioni di reddito e mediamente incide sui redditi di pensionati e dipendenti per il 3,1 per mille; a Luzzana l’addizionale corrisponde all’aliquota massima consentita, pari all’ 8 per mille sull’intero reddito. Con la fusione come sarà l’aliquota?” (cfr. volantino Nuova Proposta-Borgo di Terzo 30.01.14: qui) Certamente di questi dettagli hanno tenuto poco conto i promotori della proposta di fusione! La fusione invece - si legge nella pagina anti-fusionista in facebook - “è stata prepotentemente sollecitata, in tutta fretta, da coloro che, in scadenza elettorale, non possono candidarsi per un terzo mandato o temono di non essere rieletti (elezioni amministrative a Luzzana e Vigano sono previste la prossima primavera)” e per questo “hanno respinto la proposta dell’amministrazione di Borgo di Terzo di valutare un dettagliato progetto di fusione in modo da sottoporre un analitico e il più possibile approfondito piano- con tutti i pro e gli eventuali contro - ai cittadini”. La proposta di legge depositata in regione per la fusione dei comuni anche a noi appare di una approssimazione - tecnica, politica e culturale - obiettivamente spaventosa, pensata non tanto in rapporto ai bisogni della popolazioni coinvolte quanto per la conservazione dell’assetto politico-amministrativo in una vallata immobilizzata da decenni, prima dalla Dc ora dagli accordi bipartisan che hanno generato solo fallimenti. Vogliamo infine ricordare l’appello dell’aprile scorso promosso dagli intellettuali, docenti universitari e studiosi della SdT - Società dei Territorialisti/e, che mette bene in chiaro come la difesa delle autonomie locali e dell’identità dei piccoli comuni (contro le fusioni forzate o incentivate dai governi) non sia affatto una battaglia rivolta al passato: “In una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento delle scelte dai luoghi di vita e dalla prevalenza dei poteri economico-finanziari sulle modalità democratiche di governo, i Comuni, intesi come comunità reali degli abitanti e dei patrimoni territoriali che costituiscono i beni comuni (e non come mera appendice amministrativa di partiti e poteri economico finanziari, come sovente avviene), devono essere considerati come la struttura di base dello Stato, l’ossatura viva della democrazia.” (il testo completo dell’appello“Ripartire dal territorio. Appello per la salvaguardia dell’autonomia comunale e del ruolo dei piccoli comuni italiani”: qui)

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui



(26.01.14) REFERENDUM SI/NO FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. IL BANCHETTO “NO FUSIONE” DI QUESTA MATTINA A BORGO DI TERZO

LE ALTRE FOTO: QUI. Precedenti info: qui

Pagina successiva »