(24.07.17) BERGAMO. PRESIDIO-MANIFESTAZIONE CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

Regione Lombardia: neanche un euro per le case popolari, ma una Legge per privatizzare e per aumentare gli affitti e un Regolamento che penalizza i più poveri

* Lunedì 24 luglio ore 17.30 - 19.15, PRESIDIO-MANIFESTAZIONE a BERGAMO - davanti al Comune (Palazzo Frizzoni in Piazza Matteotti)

VOLANTINO

Il nuovo Regolamento Regionale per l’accesso alle case popolari discrimina le famiglie povere. I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa e gli sfratti

La Legge Regionale 16/2016. Non più case popolari ma “servizi abitativi” per chi può pagare, i poveri stanno fuori (in strada). La Giunta della Regione Lombardia, l’anno scorso, ha fatto approvare la legge n°16/2016. E’ stato stravolto il sistema delle case popolari facendolo diventare – con l’introduzione del principio della sostenibilità economica - un servizio per chi può pagare,.
Le case popolari dovrebbero aiutare i poveri. Invece è previsto il limite del 20% per l’accesso delle famiglie con reddito basso. Pertanto la legge limita seccamente l’accesso alle case popolari proprio a chi ne ha più bisogno!

LA GIUNTA REGIONALE APPROVA UN PESSIMO REGOLAMENTO
Legge 16/2016 ha previsto la successiva emanazione di alcuni Regolamenti applicativi. Tra questi quello per gli accessi alle case popolari. Da una brutta legge regionale non poteva derivare che un pessimo regolamento.

1. Non tutti possono fare la domanda
Per potere presentare la domanda è necessario essere in una delle seguenti categorie: anziani (max 30%); famiglie monoparentali (max 20%); disabili (max 15%); famiglie di nuova formazione (max 20%); forze di polizia (max 10%); altre categorie di rilevanza sociale (max 5%) solo se deciso dai Comuni.
Gli altri sono esclusi. Per esempio: una famiglia di 2 adulti con uno o più minori, indipendentemente dalla situazione alloggiativa in cui si trova (ad es. sfratto, sovraffollamento, ec..), non appartenendo ad alcuna delle categorie previste non potrà neppure fare domanda.

2. Tante (finte) graduatorie, nessuna giustizia
La nuova legge prevede una graduatoria per ogni singolo alloggio. Ogni cittadino potrà presentare la domanda per cinque alloggi disponibili e la sua domanda varrà solo per l’alloggio nella cui graduatoria si trova nella posizione migliore. Le singole graduatorie non saranno organizzate in base al criterio dell’effettivo bisogno, ma sarà decisiva la categoria in cui si è inseriti. Inoltre le graduatorie cesseranno di esistere una volta finita la procedura di assegnazione, mettendo fine alla graduatoria generale.
Esempio: nel caso sia già stata raggiunta la percentuale massima degli alloggi destinati ai disabili, una famiglia con un componente disabile sarà superata nell’assegnazione da chi appartiene ad altre categorie anche se con punteggio più basso. C’è inoltre una riserva del 10% delle assegnazioni per le forze di polizia, ma non ci sono limiti ai requisiti di accesso, come succede per le altre categorie, per cui se uno appartiene alle forze di polizia accede alla casa anche con un reddito elevato.

3. Esclusione dei più poveri dalla casa popolare
La nuova norma regionale introduce un limite del 20% di assegnazioni per le famiglie indigenti (più povere) che, in ogni caso, dovranno obbligatoriamente essere seguite dai Servizi Sociali comunali. I Servizi Sociali avranno il potere di permettere o impedire di fare domanda per la casa popolare.
Non viene considerato che la motivazione per cui una famiglia fa domanda di casa popolare è la povertà economica, cioè l’impossibilità di sostenere i prezzi dell’affitto sul mercato privato.

4. Niente assegnazioni in emergenza, nemmeno agli sfrattati
Il nuovo Regolamento cancella l’assegnazione di alloggio per “l’emergenza abitativa”. Questo è l’unico strumento per aiutare le familiari più in difficoltà (anziani, minori, invalidi…) per le quali si presenta un evento straordinario (sfratto o altro), attraverso l’assegnazione di un alloggio popolare in deroga alla graduatoria.
In pratica: non sarà più possibile presentare una domanda di emergenza abitativa. Inoltre il punteggio riferito allo sfratto viene fortemente limitato.
Il risultato sarà che i Comuni resteranno privi di strumenti per affrontare qualsiasi tipo di emergenza, sfratti compresi. La gente finirà in strada senza possibilità di intervento.

5. La durata della residenza vale di più della povertà o di uno sfratto
Nel nuovo Regolamento i punteggi della durata della residenza in Lombardia e nel comune hanno un peso importantissimo, poiché tra loro cumulabili, e possono arrivare a pesare per più del 50% all’interno del punteggio complessivo.
Viene introdotto un’ulteriore esclusione nei confronti di chi risiede da meno tempo sul territorio, indipendentemente dalla condizione di emergenza abitativa della famiglia (sfratto, sovraffollamento, ecc..).
In verità chi governa è incapace di dare una risposta abitativa alle tante famiglie in difficoltà economica. Quindi la Giunta regionale decide di mettere in concorrenza i poveri sulla base della residenza sul territorio.

6. Manca ancora la Piattaforma informatica a causa di inefficienza
Tutto il nuovo sistema di accesso verrà gestito da una Piattaforma informatica che attualmente non è ancora stata resa disponibile dai burocrati della Regione Lombardia. Senza la Piattaforma non esiste alcun Regolamento.

7. La titolarità esclusiva del provvedimento di assegnazione sottratta al Comune
Il Regolamento affida il provvedimento di assegnazione al soggetto proprietario dell’alloggio, sottraendolo al Comune. Gli altri soggetti titolati possono essere le ALER ma anche società private.

8. Assegnazione di alloggi sotto la soglia minima di vivibilità
Per i nuclei familiari composti da una sola persona è prevista l’assegnazione di un alloggio con superficie inferiore a 28 mq. Questo crea un rischio igienico-sanitario ma anche di mancanza di rispetto della dignità delle persone.

LE INIZIATIVE SINDACALI PER CAMBIARE IL REGOLAMENTO
I Sindacati degli Inquilini hanno trattato con l’Assessore alla casa della Regione Lombardia ottenendo anche alcune modifiche migliorative del Regolamento che, però, sono insufficienti.
Unione Inquilini inizia una mobilitazione per sollecitare un intervento dei Comuni che chieda alla Regione Lombardia una modifica profonda sia del Regolamento per gli accessi, sia della Legge 16/2016.

* Unione Inquilini - 24125 Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g - tel. 035236912 - 3397728683

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BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE AUTOGESTITO

* Per consulenza e assistenza sui temi del diritto alla casa, lotta agli sfratti, tutela legale (consulenza gratuita), assistenza fiscale…

* Per non essere soli di fronte alla crisi e per lottare contro la dissoluzione dello “stato sociale”

BORGO DI TERZO, presso la sede del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia)

TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 18.30 alle ore 20.00

Per info: tel. 3312190899 (marco), tel. 3389759975 (maurizio) mail: alternainsieme@yahoo.it

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina

* BERGAMO. Lunedì 24 luglio dalle ore 17.30 alle ore 19.15. PRESIDIO-MANIFESTAZIONE davanti al Comune (Palazzo Frizzoni-Piazza Matteotti) contro il nuovo regolamento regionale per l’assegnazione delle case popolari. Altre info: qui

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(13.07.17) BERGAMO. MOBILITAZIONE CONTRO NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

* Giovedì 13 luglio alle ore 18.30, assemblea presso Unione Inquilini, Via Borgo Palazzo 84/g - Bergamo

Penalizzate le famiglie più povere.

Nei prossimi giorni la Giunta regionale vuole approvare un pessimo regolamento per l’accesso alle case popolari.
Da una brutta legge regionale, la n° 16/2016, non poteva derivare che un pessimo regolamento.
Una normativa che stabilisce un sistema di attribuzione dei punteggi per accedere alle case popolari che penalizza le famiglie che versano nelle più gravi condizionidi emergenza abitativa e sociale e quelle più povere, privilegiando la condizione anagrafica (indipendentemente dalla condizione economica)
I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa, in particolare quella degli sfratti, poiché scompare ogni procedura di assegnazione di emergenza per chi ha perso la casa o la sta perdendo.
Chiediamo che i Comuni, a partire dalla città capoluogo, che in questi anni hanno dovuto affrontare l’emergenza sfratti, si facciano promotori di una forte opposizione a questo regolamento.
Per questo, prepariamo un presidio-manifestazione davanti al Municipio della città di Bergamo.(Unione Inquilini Bergamo. Per info: 339.7728683 - Fabio Cochis)

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A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina

* Bergamo. Giovedì 13 luglio ore 18.30, presso la sede di Unione inquilini (Via Borgo Palazzo 84/g), ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI per preparare la mobilitazione contro il nuovo regolamento per l’assegnazione delle case popolari

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(30.06.2017) ROMANO DI LOMBARDIA. PRESIDIO PER FERMARE UNO SFRATTO CHE SI POTEVA EVITARE. UNIONE INQUILINI: “E’ IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI”

* (27.06.17) PRESIDIO ANTISFRATTO ANNULLATO.Nel pomeriggio di oggi l’incontro Unione Inquilini - Servizi sociali del Comune si è risolto positivamente. Il presidio antisfratto convocato per venerdì 30 giugno viene pertanto annullato.

(info tel. 3397728683 -Fabio)

Kamoli abita a Romano di Lombardia (bg), in un alloggio di proprietà di una importante e ricca famiglia.
Kamoli ha un lavoro come commerciante ambulante. A causa dell’impoverimento che sta colpendo tante famiglie, non è riuscito più a guadagnare abbastanza per pagare l’affitto e, contemporaneamente, dare da mangiare alla sua famiglia (moglie e due figli minorenni, di 5 e 2 anni). Per questo è stata avviata la pratica legale di sfratto per morosità e il Tribunale di Bergamo ha convalidato lo sfratto.
Da gennaio la famiglia di Kamoli è stata inserita - dietro regolare domanda - nella graduatoria per il sostegno e l’accompagnamento sociale verso un nuovo alloggio (“Contributo per la morosità incolpevole”, previsto dalla legge 102 del 2013). Quindi ci sono tutte le condizioni, e anche gli obblighi di legge per le istituzioni preposte, perché alla famiglia di Kamoli si possa evitare lo sgombero, posticipare lo sfratto, rimborsando la proprietà e garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Infatti la famiglia si trova inserita, in buona posizione, nella graduatoria per avere una casa popolare.
Ma quello che si prospetta per venerdi mattina è l’esecuzione dello sfratto. Infatti i Servizi sociali di Romano di Lombardia, nonostante la disponibilità del proprietario dell’alloggio, si rifiutano di erogare la somma richiesta.
Questo è uno sfratto che non si può e non si deve eseguire, perché getterebbe sulla strada una famiglia. Oppure la situazione imporrà alla Amministrazione comunale costi, per la collocazione della donna e dei minori in una comunità di accoglienza, che graveranno su tutta comunità, quando sarebbe stato possibile attingere a fondi che il governo hanno erogato (per Romano di Lombardia: 117 mila euro) e che, se non spesi, dovranno essere restituiti.
Venerdi per evitare il peggio è necessaria la mobilitazione per chiedere il rispetto delle leggi, contro proprietà e forze dell’ordine che vogliono sgomberare. Facciamo appello alla solidarietà. L’appuntamento per il presidio è alle ore 9 in via Mameli n°25 a Romano di Lombardia.

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(20.06.17) BORGO DI TERZO. RAFFORZIAMO LO SPORTELLO SOCIALE PER IL DIRITTO ALLA CASA E I DIRITTI SOCIALI

….

* Martedì 20 giugno, ore 21.00, ASSEMBLEA, a Borgo di Terzo, presso Rifondazione Comunista Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia). Sono invitati tutti gli interessati.

Il tema del diritto alla casa, della solidarietà e del mutualismo saranno al centro dell’incontro che si prefigge l’obiettivo di rilanciare in Valcavallina la lotta contro gli sfratti e per i diritti sociali. Un’occasione per fare il punto sulla situazione sociale del territorio dopo quasi 10 anni di crisi economica e per costruire, attraverso le pratiche del mutalismo, della solidarietà e del conflitto, una resistenza attiva alle politiche di privatizazzione e di negazione dei diritti stabiliti dalla Costituzione. Al primo punto la necessità di rafforzare anche in Valcavallina lo “sportello sociale” come strumento concreto di difesa per chi più ne ha bisogno. Interverrà all’incontro di martedì 20 giugno Fabio Cochis, segretario provinciale Unione Inquilini. (A cura Unione Inquilini e Rifondazione Comunista Valcavallina - per info tel. 3389759975 - Maurizio)


(03.06.17) BERGAMO. CALANO LEGGERMENTE GLI SFRATTI, MA SI STABILIZZANO IN ALTO. LA PRECARIETA’ ABITATIVA E’ FENOMENO STRUTTURALE

I dati registrati dal Ministero dell’Interno, diffusi dal sindacato Unione Inquilini, per Bergamo e provincia relativi al periodo gennaio-dicembre 2016

Le sentenze di sfratto nel corso del 2016 da noi sono state 591, in calo (-2,48%; Lombardia -10.23%; Italia -5,55%) rispetto all’anno precedente quando la cifra ammontava a 606 (1.002 nel 2013).
La motivazione principale dello sfratto resta la “morosità” con 568 sentenze emesse per questo motivo nella città capoluogo e in provincia, cioè circa il 95% fra tutte le sentenze di sfratto.
La diminuzione risulta modesta e non può essere assunta come un segnale di inversione di tendenza. Gli sfratti diminuiscono perché dopo una sequenza di anni caratterizzati da un alto numero di sfratti si riduce matematicamente la platea degli inquilini a rischio di insolvenza. Gli sfratti continuano ad essere uno degli effetti della crisi economica e della precarizzazione delle condizioni di lavoro e di salario, ormai da considerare non tanto come emergenza ma come fenomeno strutturale.
Quanto al numero degli sfratti eseguiti dagli ufficiali giudiziari, nel 2015 in bergamasca avevano raggiunto il loro record storico (605); nel 2016 sono stati 560, con una diminuzione del -7,44% (Lombardia -6,97%; Italia +7,99%). Nel 2009, praticamente all’inizio della crisi economica, la provincia di Bergamo era stata quella con la più alta crescita percentuale di sfratti eseguiti in Italia (405 sfratti, più 207%). La diminuzione 2015/16 è abbastanza significativa, ma siano ancora molto al di sopra anche dell’exploit del 2009.
Non accenna a diminuire invece il numero delle richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari, ben 2615 (+ 0,23%; Lombardia – 2,91%; Italia + 3,09%).
“Gli sfratti probabilmente si stanno stabilizzando, ma ad un livello alto, il che evidenzia come la precarietà abitativa sia un fatto non congiunturale ma strutturale” - conclude Fabio Cochis, segretario Unione Inquilini Bergamo - “Il vero disastro è che sul tema casa il Governo, le Regioni e i Comuni non riescono neanche a balbettare una proposta: anzi si continua con indifferenza a fare finta che non esista una questione abitativa che nel nostro Paese è destinata ad approfondirsi ulteriormente.” (03.06.17, Unione Inquilini Bergamo)

* Tabelle complete anno 2016 (fonte: Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell’Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Ufficio Centrale di Statistica): qui

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(26.05.17) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: PROTESTA CONTRO GLI AUMENTI INCONTROLLATI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI

Unione Inquilini: “La situazione sociale è gravissima, tante famiglie non riescono più a pagare gli affitti, adesso si rischiano gli sfratti”

* Presidio-manifestazione: Venerdi 26 maggio, ore 10.00, davanti agli uffici di ALER in Via Mazzini 32/A- Bergamo

A causa di errori, non attribuibili agli inquilini, per due anni consecutivi (2014 e 2015) ALER non ha riscosso le spese per il servizio di erogazione del riscaldamento. Stiamo parlando del quartiere Malpensata, via Luzzatti, civici 21-23-25-27-29-31-33-35-37-39-41-43: sono più di un centinaio di appartamenti di edilizia pubblica (case popolari) dove vivono anziani, famiglie numerose, disoccupati e invalidi.

Purtroppo ALER si è totalmente disinteressata di informare i propri inquilini di questo errore.

Pertanto, quando l’Azienda si è accorto dell’errore (aprile di quest’anno) ha richiesto il pagamento delle spese che non aveva riscosso, addebitandole attraverso un conguaglio sui bollettini dell’affitto inviati mensilmente agli inquilini. La cifra totale è altissima: circa € 112.160,00.

A tale cifra, si deve sommare l’acconto delle spese di riscaldamento dell’anno in corso: un totale di € 73.713,43 che viene pagata sempre nei bollettini del 2017 (l’acconto precede il saldo che verrà inviato l’anno successivo).

Quindi l’Azienda Lombarda ha richiesto ai suoi 106 (centosei) inquilini un totale, soltanto per quanto riguarda le spese condominiali, di circa € 185.874,49. Ogni inquilino quest’anno dovrà pagare circa 1.754,00 euro di spese condominiali. Non solo: il prossimo anno ALER chiederà un’altra somma simile (altri 1.700 euro a persona).

Tutti questi soldi sono stati divisi in rate mensili che si dovranno pagare fino all’anno 2019. Ma non è finita: come dicevamo, questi soldi riguardano solo le spese condominiali. Poi ci sono i canoni di affitto per l’appartamento (che hanno registrato anch’essi nuovi aumenti).

Nonostante la rateizzazione del debito, ALER sta facendo pagare agli inquilini spese che per molti sono diventate insostenibili.

Infatti tante famiglie o singoli che abitano nel caseggiato della Malpensata, vivono condizione economiche già particolarmente fragili e precarie: pensioni al minimo, disoccupazione, cassaintegrazione, stipendi di sopravvivenza, ecc… Molti di questi inquilini, vista l’impossibilità di pagare bollettini decisamente non proporzionati alle proprie condizioni economiche, stanno sospendendo completamente i pagamenti, accumulando morosità e rischiando l’avvio di procedimenti di sfratto.

Esasperati per questa situazione, gli inquilini si sono riuniti in assemblea, insieme a loro c’erano gli attivisti di Unione Inquilini. Si è deciso una manifestazione: si terrà davanti agli uffici di ALER, nella mattinata di Venerdi 26 maggio (inizio ore 10.00).

Fabio Cochis (segretario di Unione Inquilini, da voce alla rabbia degli inquilini: “Già è dura vivere in alloggi vetusti e spesso privi di manutenzione da tantissimi anni”.

Adesso si aggiunge il comportamento di un gestore delle case popolari che fa pagare affitti simili a quelli del mercato privato.”

La proposta che venerdi si porterà all’attenzione dei funzionari dell’Azienda è che sia garantita una rateizzazione dei debiti in mdo da rendere più sopportabile il bollettino di pagamento. Inoltre si chiederà che ALER, in accordo con l’Amministrazione comunale di Bergamo, predisponga agevolazioni o sostegni per proteggere i singoli e le famiglie che versano in condizione di maggiore difficoltà economica.” (23.05.17 - Unione Inquilini Bergamo)

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(16.05.17) ZANDOBBIO. MOBILITAZIONE ANTISFRATTO PER IL DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI

* Martedì 16 maggio, dalle ore 8.30, PRESIDIO SOLIDALE per Allal e i suoi figli, in Via Giardino n. 30 a Zandobbio

Di Allal e della sua famiglia nonché delle politiche abitative dell’Amministarzione Comunale di Zandobbio e in generale dei comuni della Valcavallina ci siamo già occupati un mese fa (cfr. alternainsieme.net 12.04.17). Per la famiglia di Allal, dopo il rinvio di un mese ottenuto ad aprile, è prevista per martedì 16 maggio la seconda uscita dell’Ufficiale giudiziario per l’esecuzione dello sfratto. Allal, fino a circa due anni fa, era primo nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi, ma poi, scaduto il bando, l’Amministrazione comunale non lo ha più rinnovato, scegliendo invece di assegnare i pochi alloggi rimasti liberi attraverso un bando ristretto a categorie speciali (anziani, disabili) escludendo quindi la famiglia di Allal. L’unica soluzione prevista ora dai servizi sociali è quella di inserire Allal e il figlio ancora minorenne in uno degli alloggi provvisori a dispozione del Consorzio Valcavallina a Vigano San Martino da dividere con un altro nucleo familiare in analoga situazione di sfratto, mentre l’altro figlio appena maggiorenne deve trovare un’altra sistemazione per conto suo. Con la crisi e la disoccupazione, si perde la casa e si perde anche la famiglia. L’unica soluzione non precaria per Allal e tante altre famiglie è quella di avere un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Ma a Zandobbio e in Valcavallina gli appartamenti Erp sono pochi, molto inferiori al bisogno, e per Allal come per altri l’unica speranza è affidata alla domanda per il Comune di Bergamo che però può accogliere solo una quantità molto modesta delle richieste provenienti da fuori comune. Che tante famiglie residenti nei comuni della Valcavallina siano costrette a concorrere per i bandi del Comune di Bergamo, gli amministatori comunali lo sanno perfettamente, ma nessuno si preoccupa da lungo tempo di incrementare le dotazioni di edilizia residenziale pubblica nei nostri paesi. Così, fra disagi e umiliazioni, diverse famiglie che hanno perso la casa perché non riuscivano più a pagarla, sono divise e costrette a vivere in convivenza con sconosciuti. Ciò che chiediamo è che Allal e i suoi due figli, in attesa che si renda disponibile un alloggio di edilizia sociale fuori zona, possano stare tutti e tre insieme. Quanto all’insieme dei problemi abitativi nella nostra zona, crediamo invece sia sempre più urgennete e improcrastinabile l’impegno a rivedere profondamente le politiche abitative rafforzando le disponibilità di edilizia pubblica. E su questi obiettivi che invitiamo alla solidarietà con Allal partecipando al presido indetto a Zandobbio, in via Giardino 30, dalle ore 8.30 di martedì 16 maggio 2017. (Per comunicazioni: Fabio Cochis, tel. 3397728683 - Unione Inquilini di Bergamo e provincia)

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(18.05.17) TRESCORE BALNEARIO. CASE POPOLARI – ALER: AFFITTI SEMPRE PIU’ ALTI, MANUTENZIONI BLOCCATE. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI

* Giovedì 18 maggio, ore 18.00, Sala condominiale Case Aler di Via dell’Aeronautica n. 3. Info: tel. 3397728683-Fabio Cochis

La nuova gestione di ALER Bergamo è disastrosa. Gli affitti (appartamento e box) diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini.

Le manutenzioni straordinarie e ordinarie sono spesso ferme da anni. Lo stato di conservazione dei caseggiati è sempre più scadente.

Tutto questo sarà aggravato a causa della approvazione della nuova legge regionale che aprirà ai privati la gestione degli alloggi pubblici e quindi aumenterà ulteriormente gli affitti. Inoltre la nuova legge non stabilisce alcun finanziamento per le case popolari.

LOTTARE PER ABBASSARE AFFITTI E AUMENTARE MANUTENZIONE - CONTRO NUOVA LEGGE REGIONALE

Il sindacato Unione Inquilini incontra gli inquilini per aprire una mobilitazione per ottenere da ALER: 1) Piano di manutenzione partecipato dagli inquilini, 2) riduzione del prezzo degli affitti di appartamento e autorimessa (box). ( a cura Unione Inquilini Bergamo)

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