(20.04.18) CISANO BERGAMASCO. SFRATTO PER DUE INVALIDI E ANZIANI

* Venerdì 20 aprile, dalle ore 12.00, PRESIDIO SOLIDALE ANTISFRATTO a Cisano Bergamasco, Via Roma 15

Mohamed e la moglie Zhara, i due sessantenni che rischiano di essere sgomberati e buttati in strada, sono entrambi invalidi perché malati di diabete mellito e devono seguire cure mediche continue.
I due hanno anche una storia familiare tragica alle spalle. Infatti il figlio Abdelmajid, nel giugno 2014, per festeggiare l’ultimo giorno di scuola, con gli amici si era tuffato nella fontana del piazzale degli alpini a Bergamo, urtando uno dei tubi da cui sgorgava l’acqua e rimanendo paralizzato dal collo in giù. In seguito, per cause non ancora chiarite, il ragazzo era finito in coma per molto tempo. Vicende queste di cui si era occupata anche la stampa locale. Ora Abdelmajid è ricoverato in una clinica in via Gleno a Bergamo
I genitori, rimasti disoccupati, non sono più stati in grado di pagare l’affitto di casa e domani l’ufficiale giudiziario si recherà alla loro abitazione per eseguire lo sfratto con l’utilizzo della forza pubblica.
Gli attivisti di Unione Inquilini si mobiliteranno per evitare che due anziani e invalidi finiscano in mezzo ad una strada non essendo ancora disponibile una soluzione abitazione alternativa.
“Anche in questa occasione - ricorda Fabio Cochis, segretario dell’Unione Inquilini - sollecitiamo in particolare la Prefettura perché venga istituito un tavolo provinciale al fine di graduare gli sfratti e garantire alle persone sfrattate il passaggio da casa a casa”. L’appuntamento per il presidio solidale è dalle ore 12.00 di giovedì 20 aprile in Via Roma 15 a Cisano Bergamasco. (Unione Inquilini - Bergamo - 19 aprile 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio Cochis)

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UNIONE INQUILINI

IL SINDACATO PER IL DIRITTO ALLA CASA
BERGAMO

Sede provinciale in Via Borgo Palazzo, n. 84/g - 24125 Bergamo - Tel. 339.7728683 - fax 035.236912

Mail: unioneinquilini.bg@fastwebnet.it
www.alternainsieme.net/?tag=unione-inquilini
……………………………..Sito nazionale:www.unioneinquilini.it


Unione Inquilini è il sindacato di base attivo su tutti i problemi riguardanti la casa.Lottiamo per il diritto alla casa, per un giusto affitto, contro gli sfratti ed i contratti vessatori.

La consulenza è rivolta a inquilini, assegnatari di casa popolare e senza casa, proprietari-utenti della prima casa contro aumenti affitti e spese accessorie, sfratti per morosità, assenza di manutenzioni, carenza di alloggi e servizi, degrado abitativo; tutela dei proprietari-utenti della prima casa indebitati e a rischio sfratto.

Per gli assegnatari delle case popolari, il sindacato aiuta a svolgere le pratiche da presentare all’Aler: anagrafe utenza, subentri, ampliamenti, controllo spese condominiali, verifica morosità, controllo affitti, domanda contributo solidarietà.

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SPORTELLI DI CONSULENZA

Bergamo
Via Borgo Palazzo 84/g: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00.  Tel. 035236912
oppure 3397728683 (Fabio)

Treviglio
Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30-19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3397728683 (Fabio)

Castelli Calepio Sede Circolo Rifondazione Comunista - Via Roma 21 (Tagliuno): Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

Verdellino
Via G. Verdi n°9, Verdellino (vicino a sede Polizia Locale) - Sabato, ore 10-12 - Tel. 3397728683 (Fabio); 3469724888 (Roberto)

Seriate
Sede Circolo di Rifondazione Comunista - Via Marconi 40, Lunedì ore 17.00-19.00. Tel. 3405841595 (Roberta)

Borgo di Terzo

Sede Circolo di Rifondazione Comunista - Via Rivolta 1 (scalinata di fronte farmacia). Martedì ore 18.30 - 20.00. Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.)
Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali l’Unione Inquilini assiste nella compilazione e inoltro.
* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

BERGAMO
Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: Tel. 035236912 oppure 3469724888 (Roberto)

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CONSULENZA E ASSISTENZA agli inquilini sulla scelta della tipologia di contratto di affitto (canone concordato, agevolato, per studenti o lavoratori, transitori) e il calcolo del canone. Verifica criteri e assistenza per la scrittura del contratto.
Per appuntamento: Tel. 3923316583 (Orazio)

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FARE L’ATTIVISTA
Le iniziative del nostro sindacato richiedono la presenza di attivisti che sul territorio promuovono le mobilitazioni o gestiscono gli sportelli di ascolto e consulenza.
Cerchiamo attivisti che mettano a disposizione tempo e capacità formando le proprie competenze nel vivo dei problemi o delle lotte e partecipando alle iniziative di formazione.
Per info: tel. 3397728683 (Fabio)

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BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE CASA.

* Per consulenza e assistenza sui temi del diritto alla casa, lotta agli sfratti, tutela legale (consulenza gratuita), assistenza fiscale…

* Per non essere soli di fronte alla crisi e per lottare contro la dissoluzione dello “stato sociale”

BORGO DI TERZO, presso la sede del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia)

TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 18.30 alle ore 20.00

Per info: tel. 3312190899 (marco), tel. 3389759975 (maurizio) mail: alternainsieme@yahoo.it

*** UNIONE INQUILINI BERGAMO: consulenze e altri servizi 2018. Vedi: qui

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina.

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* Dalmine, presidio permante davanti al Comune (Piazza della Libertà 1): * Domenica 25 marzo, ore 13.00, meeting conviviale con cibo e bevande; * Lunedì 26 marzo dalle ore 14.00 incontro con l’Amministrazione comunale

Cresce la mobilitazione per Fatiha, donna sola con figlio, rimasta senza alloggio dopo essere stata espulsa da un alloggio di housing sociale (cfr. info precedenti). Anche nella giornata di oggi al presidio allestito davanti al Comune di Dalmine (Piazza della Libertà 1) hanno portato attestati di solidarietà compagne e compagni di diverse associazioni impegnate nel sociale, nonché una folta delegazione delle donne della comunità marocchina di Dalmine e dei paesi vicini. In una realtà come quella di Dalmine, dove nei prossimi mesi sono previsti numerosi sfratti per morosità incolpevole, o come quella di tuttala bergamasca, dove la crisi si fa sentire pesantemente, non possiamo accettare che il diritto alla casa e all’assistenza delle persone in difficoltà sia subordinato ai vincoli di bilancio delle Ammnistrazioni comunali.
Nel corso della mattinata odierna è stato possibile comunicare anche con l’Amministrazione comunale di Dalmine che ha accettato di incontrare lunedì una nostra delegazione.
A tale incontro intendiamo ribadire le nostre richieste, precise e ragionevoli. Chiediamo nell’immediato la “collocazione in una struttura protetta di Fathia e di suo minorenne al fine di sopperire alla condizione di emergenza abitativa che il nucleo sta vivendo da quando è stata espulso dalla struttura di housing sociale” e, ai fini di una sistemazione alloggiativa definitiva, di “riaprire il confronto con L’Amministrazione comunale al fine di utilizzare il contributo stabilito dall’art. 5 del Decreto Ministeriale del 14 maggio 2014 n. 202 e finalizzato al versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione”. In sostanza chiediamo quello che a tutt’oggi, nei casi analoghi, è stato possibile concordare positivamente e in modo condiviso con numerose altre Amministrazioni comunali della bergamasca.
Facciamo appello alle associazioni, sindacali, culturali, politiche, perché sia rafforzata la partecipazione al presidio permenente davanti al Comune. Domenica 25 marzo alle ore 13.00 è previsto al presidio davanti al Comune un incontro conviviale con cibo e bevande. In particolare, chiediamo agli attivisti, ai compagni, alla cittadinanza, a tutti coloro che hanno a cuore i diritti delle persone, di essere presenti al presidio dalle ore 14.00 di lunedì 26 marzo, per sostenere in modo fermo e civile la delegazione che incontrerà l’Amministrazione comunale. (Unione Inquilini - Bergamo - 24 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)


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(22.03.18) DALMINE. UNA CASA PER FATIHA E SUO FIGLIO: CONTINUA IL PRESIDIO PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE. CHIESTO L’INTERVENTO DEL GARANTE DELL’INFANZIAE DI “SAVE THE CHILDREN”

Fatiha, una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale, da più di una settimana è stata espulsa dall’alloggio di housing sociale in cui era stata collocata dai Servizi Sociali di Dalmine a seguito di uno sfratto per morosità incolpevole eseguito da alcuni mesi. (cfr. il nostro precedente comunicato: qui)
La donna dopo un breve periodo lavorativo (circa 7 mesi) è tornata disoccupata, condizione che viveva da più di un anno e che è stata la causa vera dello sfratto.
L’Amministrazione comunale e i Servizi sociali avevano imposto a Fatiha un canone mensile di 320 euro da pagare alla Cooperativa sociale come condizione per rimanere nell’alloggio che per altro era in condivisione con un’altra famiglia.
La morosità ha determinato l’espulsione della donna e del minore che è avvenuta il 13 marzo. Dopo aver trascorso una settimana ospite da amici o in albergo Fatiha ha deciso di spostarsi davanti al Municipio per protestare contro una decisione disumana, ma soprattutto contraria alle leggi e alle convenzioni sui diritti dei bambini minorenni.
Gli attivisti di Unione Inquilini nell’incontro con il sindaco di Dalmine nella mattinata di oggi hanno ricevuto il netto rifiuto a collocare la famiglia in una comunità di accoglienza. L’Amministrazione comunale pretende che la donna e il figlio siano accolti dalla famiglia di provenienza che vive in una casa popolare ALER. Ma l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, consultata dal sindacato, esclude questa possibilità in quanto esistono problemi di sovraffollamento e l’ingresso è espressamente vietato dalla nuova legge regionale lombarda appena entrata in vigore.
Di fatto il diniego dell’Amministrazione comunale rappresenta un pericoloso precedente che viola anche la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo ratificata dal Governo italiano nel 1989 e trasformata in legge nel 1991 (art. 27 Legge 176/1991) che impone allo Stato italiano di garantire assistenza alle famiglie con minori per quanto riguarda l’alloggio (oltre che il vestiario e l’alimentazione).
Su tale situazione l’Unione Inquilini ha informato il Prefetto e ha chiesto l’intervento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Lombardia e dell’associazione Save the Children.
Intanto abbiamo allestito un presidio permanente davanti al Municipio di Dalmine per chiedere che l’Amministrazione comunale si prenda carico della donna e del figlio minorenne. (Unione Inquilini - Bergamo - 22 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)

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(22.03.18) DALMINE. DONNA CON  FIGLIO MINORE “SFRATTATI” DAL COMUNE. INDETTO PRESIDIO PERMANENTE

* Giovedì 22 Marzo PRESIDIO a partire dalle ore9.30, davanti al Municipio di Dalmine in Piazza  Libertà 1. CONFERENZA STAMPA alle ore 11.30

Fatiha è una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale. Sei mesi addietro si era rivolta allo sportello di aiuto di Unione Inquilini a causa di uno sfratto per morosità incolpevole. Infatti la giovane madre, a causa di un lungo periodo di disoccupazione, non era riuscita a pagare l’affitto di casa e stava per essere sgomberata dall’alloggio in cui viveva.
Gli attivisti del sindacato si sono attivati attraverso diversi incontri con i Servizi sociali del Comune di Dalmine, dove la donna risiede.
Tutto sembrava procedere per il meglio: la donna aveva trovato un lavoro come badante e percepiva circa 600 euro al mese; l’Amministrazione comunale si dimostrava disponibile ad aiutarla anche a causa della particolare situazione di fragilità.
Dopo aver rilasciato spontaneamente l’appartamento sottoposto a sfratto, la famiglia di Fatiha è stata collocata in un alloggio di emergenza destinato a persone in condizione di fragilità o disagio. Stiamo parlando di un edificio di propietà comunale, gestito da una importante cooperativa sociale bergamasca, che fa parte di quei progetti chiamati “housing sociale” che sempre più stanno sostituendo l’edilizia pubblica (le case popolari, ndr).
Purtroppo l’accompagnamento sociale si è bruscamente interrotto risolvendosi nell’espulsione della donna e del bambino dall’alloggio di housing sociale. Questo è avvenuto anche se i servizi sociali sapevano che Fatiha aveva perso il posto di lavoro da alcuni mesi.
Alla richiesta degli attivisti sindacati di avere spiegazioni di un gesto tanto grave, i Servizi sociali ci hanno risposto che la famiglia “non collaborava”, ma in verità la motivazione è stata che Fatiha non ha versato alla Cooperativa sociale un canone mensile di 320 euro. Questo perché la donna ha dovuto utilizzare il salario per ripagare i debiti contratti in passato e far mangiare il figlio.
“Quello che è avvenuto è gravissimo e segna un pericoloso precedente: il 13 marzo l’Amministrazione comunale di Dalmine ha deciso buttare fuori da una struttura di accoglienza una donna sola con suo figlio minorenne e ammalato.” Davide Canto, attivista di Unione Inquilini, denuncia: “Abbiamo messo in moto la rete autorganizzata di mutuo-soccorso, sostituendoci ai Servizi sociali, ospitando per una settimana la famiglia negli alloggi degli attivisti e di famiglie sfrattate che si sono offerte spontaneamente. Adesso l’Amministrazione comunale deve svolgere il suo ruolo: esistono degli obblighi di legge che impongono agli enti locali di prendersi cura delle madri con figli minorenni che non possono essere lasciati in strada. Non si risolve la crisi economica abbandonando i poveri a loro stessi.” Su tale situazione l”Unione Inquilini ha informato anche il Prefett
o ed ha chiesto un incontro urgente con il Sindaco di Dalmine.
Giovedì 22 marzo, a partire dalle ore 9.30, è stato indetto un presidio permanente fuori dal Municipio di Dalmine, con conferenza stampa alle ore 11.30. (Unione Inquilini - Bergamo - 21 marzo 2018)

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(03.02.18) BERGAMO. EX-ASILO E ALLOGGI DEL “PRINCIPE DI NAPOLI” NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO STORICO, SOCIALE E PUBBLICO

* Sabato 3 febbraio dalle ore 15.00 PRESIDIO a Bergamo in Via Pignolo n° 11

L’Amministrazione comunale di Bergamo ha scelto di porre in vendita l’immobile, oggi comunale, dove si trovava l’ex-asilo “Principe di Napoli” in Pignolo basso.
La contestata decisione ripropone le polemiche esplose ai tempi dell’amministrazione Tentorio quando fu stilata una prima lista di beni pubblici cedibili ai privati. Suscitò allora scalpore la scelta di rendere disponibile per la vendita il Palazzo Suardi in Piazza Vecchia. Un vasto movimento di cittadini si impegnò a contrastare giustamente questa scelta raccogliendo migliaia di firme.
Anche l’edificio del Principe di Napoli è un patrimonio della città (tra l’altro di rilevante interesse culturale e storico). Il fatto che uno si trovi nella prestigiosa Città Alta abitata dai ricchi e l’altro nei borghi residenza dal popolo (o meglio della piccola borghesia) non dovrebbe modificare l’atteggiamento da tenere: sono entrambi patrimonio dei Bergamaschi e come tale andrebbero usati pubblicamente e trasmessi ai posteri.
La scelta di vendere l’ex Principe di Napoli oltre che sbagliata è probabilmente anche illegittima. Infatti lo stabile è frutto del lascito testamentario di un pittore che nel 1875 lo trasmise ad una Fondazione sociale, condizionando al mantenimento dell’uso pubblico del bene. Negli anni ’90 don Tarcisio, Presidente della Fondazione che gestiva l’asilo, cedette l’immobile al Comune di Bergamo ottenendo la garanzia del mantenimento dell’uso pubblico.
Un’amministrazione dovrebbe sempre tenere fede alla parola data, anche dopo decenni. In ogni caso non casualmente l’impegno dell’amministrazione al mantenimento dell’uso pubblico dell’immobile è richiamata nello stesso atto di cessione del bene al comune. Pertanto si rischia di avviare un pericoloso contenzioso che potrebbe sfociare anche nella perdita del bene da parte del comune di Bergamo.
La decisione di vendere un edificio un tempo adibito ad asilo e ad alloggi popolari è gravissima anche per una motivazione di carattere sociale. Dovrebbe infatti essere una priorità per chi governa la città l’utilizzo di tutti gli immobili vuoti per dare un tetto alle tante persone che hanno perso la casa o la stanno perdendo.
Su questo avvenimento l’Amministrazione comunale è inadempiente anche rispetto alle disposizioni emanate dal Ministero degli interni. Infatti il Ministero, a seguito del drammatico sgombero di centinaia di migrati - avvenuto a Roma in settembre 2017 - ha inviato ai Prefetti la circolare interpretativa dell’articolo 11 del decreto sicurezza (D.L. 14/2017) che prevede di garantire “le tutele alloggiative degli aventi diritto in relazione a ciascuno degli interventi di sgombero programmati”. Tale direttiva chiede alle istituzioni di governo una mappatura degli immobili pubblici e privati, finalizzata ad un piano di riuso degli stessi per dare risposta abitativa a chi rischia di perdere la casa a causa di sfratti.
Chiediamo che tale mappatura venga fatta anche dal comune di Bergamo e che gli immobili come il “Principe di Napoli” siano ri-utilizzati a fini sociali attraverso una copertura economica adeguata. Per questo motivo aderiamo e partecipiamo al presidio indetto per sabato 3 febbraio che si terrà a Bergamo in Via Pignolo n° 11. Durante il presidio continuerà la raccolta di firme contro la vendita. (Bergamo, 31.01.18, a cura di
“Gruppo di opinione della Piazzetta Santo Spirito” e Unione Inquilini – Bergamo. Per info: 3937920590-Ornella, 3397728683-Fabio)

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(23.12.17)TREVIGLIO. IL COMUNE LASCIA INDIETRO I POVERI. NOI NO! RACCOLTA FONDI PER LE FAMIGLIE SFRATTATE DI TREVIGLIO

* Sabato 23 dicembre da ore 15.00 a ore 18.00, Piazza Manara (di fronte al Comune di Treviglio), banchetto con distribuzione di arance e zucche biologiche

Lo scorso 13 dicembre gli attivisti di Unione Inquilini hanno soccorso una famiglia (i due genitori con quattro figli minori) che era stata buttata in strada a seguito di uno sfratto. E’ stata necessaria una lunga trattativa perché i Servizi sociali - secondo gli obblighi di legge - collocassero per alcuni giorni la famiglia in albergo in attesa di rendere agibile l’alloggio per il quale la famiglia aveva già sottoscritto un contratto d’affitto .
Impressiona la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Attenendosi alle politiche di austerità decise da Unione Europea e dal governo, in questi anni, l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali. Questo influisce pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a  non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa.
Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente; di fatto non si adempie l’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia).
Nel caso dello sfratto del 13 dicembre infatti esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa ed evitare le spese dell’albergo. Niente di tutto questo è stato fatto.
Anche in questa occasione, sono state solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, che hanno contribuire ad alleviare di disagi della famiglia sfrattata.
Di fronte ad una amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che tutte le forze politiche e sociali facciano sentire la loro voce.
Sabato 23 dicembre organizziamo un banchetto-presidio per denunciare questa situazione, per raccogliere fondi per il sostegno economico alle famiglie che hanno perso la casa o la stanno perdendo e… per augurare Buone feste alle concittadine e ai concittadini che hanno a cuore i valori della solidarietà e della giustizia sociale. L’appuntamento è alle ore 15.00 alle ore 18.00 davanti al Municipio di Treviglio in Piazza Manara. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - dicembre 2017)

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(17.12.17) DALLE LOTTE PER LA CASA AL POTERE AL POPOLO

Contributo di alcune realtà dell’Unione Inquilini all’assemblea di Potere al popolo del 17.12.17

Pensiamo che l’assemblea di “Potere al Popolo” che si svolge a Roma oggi 17 dicembre al teatro Ambra Jovinelli sia molto importante.

In particolare, ci riconosciamo su due punti cruciali dell’appello: l’esigenza di una rottura con le politiche neoliberiste che parta dai programmi e non dalle leadership e che ponga al centro i diritti fondamentali al lavoro, alla casa, alla salute e all’istruzione; una costruzione che parta dal basso, con un processo di partecipazione aperto in quanto una sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo.

In questa prospettiva, ci permettiamo di avanzare un contributo di merito che riguarda il tema del diritto all’abitare, proponendo alcuni punti fondamentali per una alternativa che rompa da un lato con il dominio della rendita immobiliare parassitaria e dall’altro con le politiche emergenzialiste che hanno ridotto l’intervento pubblico alle mance dei sussidi a valle, tra l’altro sempre risibili rispetto al fabbisogno, che lasciano inalterate tutte le storture a monte. Si determina così un paradosso: i cosiddetti buoni casa, di fatto, diventano ulteriori fonti di finanziamento della rendita che così guadagna, oltre che dalla speculazione che effettua direttamente, anche dagli interventi effettuati per alleviarne le conseguenze più nefaste.

I dati parlano in maniera chiarissima: in questi ultimi 10 anni sono stati emessi quasi 700 mila nuovi sfratti, di questi, circa il 90% sono ormai per morosità; le richieste di esecuzione con la forza pubblica sono state circa 1 milione e 300 mila, gli sfratti eseguiti con l’Ufficiale giudiziario sono stati quasi 300 mila.

Contemporaneamente, i nuclei familiari aventi diritto a una casa popolare e in graduatoria presso i comuni sono circa 700 mila, il numero delle famiglie in disagio abitativo (incidenza dell’affitto sul reddito superiore al 30%) sono almeno 1 milione e 700 mila e su un numero di abitazioni censite pari a poco più di 31 milioni, quelle vuote o abitate solo da non residenti sono poco più di 7 milioni e la stima di quelle propriamente vuote arriva a circa 4 milioni. La Banca d’Italia, infine, stima nel numero di almeno 1 milione i contratti di affitto in nero o irregolari.

In questo contesto, arriviamo all’assurdo di una legislazione così sbilanciata a favore della rendita immobiliare speculativa che si è giunti ad eliminare l’IMU per l’invenduto dei grandi costruttori ma non per le case popolari e ad introdurre addirittura la cedolare secca per il libero mercato speculativo degli affitti, giungendo al paradosso che su quel reddito un proprietario paga meno tasse di un operaio sul salario.

Pensiamo che il tema del diritto all’abitare debba essere un nodo centrale di una alternativa politica e sociale alle politiche neoliberiste. Infatti, la questione di una nuova politica dell’abitare coniuga il tema della lotta alle disuguaglianze con quello di una nuova politica economica, intervenendo direttamente su una grande questione democratica, ovvero quella del governo del territorio.

Avanziamo 5 proposte strategiche:

1. Realizzare 1 milione di alloggi sociali in 10 anni, senza consumo di suolo, attraverso il recupero e il riuso degli immobili di proprietà pubblica dismessi, inutilizzati e in disuso. Sarebbe una grande opera pubblica, fatto di grandi e piccoli cantieri che creerebbero nuova occupazione, fondata sul recupero e che permetterebbe di risanare tessuti urbani compromessi dalla speculazione immobiliare. A questo andrebbe affiancata una normativa sull’autorecupero per consentire a cooperative, composte da soggetti nelle condizioni di avere assegnata una casa popolare, di realizzare progetti di recupero e ristrutturazione ai fini abitativi;
2. Eliminare la legislazione di favore alla rendita immobiliare parassitaria, a partire dall’abolizione della cedolare secca sul libero mercato degli affitti e dall’esenzione dell’IMU per l’invenduto dei costruttori;
3. Introdurre una tassazione fortissima e progressiva per gli immobili sfitti, con la possibilità per i sindaci di poter attivare lo strumento della requisizione nelle situazioni di più acuta sofferenza abitativa;
4. Una lotta senza quartiere al canone nero reintroducendo il conflitto di interessi, ovvero un contratto regolare e un canone ridotto per chi denuncia il nero, esteso anche nel caso dei contratti verbali;
5. Un nuova legge sui canoni che rapporti il canone a valori oggettivi, come la rendita catastale, eliminando di conseguenza il canale del libero mercato speculativo.

Pensiamo che una nuova politica sociale della casa non possa essere perseguita fuori da una alternativa generale politica, sociale e culturale all’ideologia del pensiero unico del neoliberismo che ha permeato sia le politiche delle destre che quelle dei vari centrosinistra in Europa.

Per questo motivo, ci sentiamo parte dello spazio pubblico di una sinistra di popolo che guardi a una alternativa di società e che tragga le sue energie dalle tante esperienze che vengono dal basso.

Aderiscono:
Fabio Cochis, Unione Inquilini Bergamo, membro della segretaria nazionale
Walter Rapattoni, Unione Inquilini Pescara, membro della segretaria nazionale
Michelangelo Di Beo, Unione Inquilini Viareggio, membro della segretaria nazionale
Antonio Currò, Unione Inquilini Messina, membro della segretaria nazionale
Paolo Gangemi, Unione Inquilini Livorno, membro della segretaria nazionale

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Il padre Mohammed era rimasto disoccupato e non era più riuscito a pagare il mutuo della abitazione, che pertanto è andata all’asta nei mesi scorsi. Incorsa nelle procedure dello sfratto, la famiglia, padre, madre e i 4 figli (di 12, 10 e due gemelli di 8 anni), si è rivolta ai servizi sociali di Treviglio, uno fra i comuni della bergamasca che può usufruire dei fondi previsti dalla legge per sostenere la morosità incolpevole e permettere così la “graduazione degli sfratti”, garantendo il passaggio da casa a casa.

A Treviglio ci sono anche diversi alloggi popolari vuoti e un numero considerevole di appartamenti sfitti nel mercato privato della casa; Mohammed infatti ultimamente è riuscito a trovare un nuovo lavoro ed avrebbe quindi – con il sostegno iniziale dei servizi sociali – la possibilità di prendersi un nuovo alloggio in affitto.

Allo stato attuale nessun proprietario di alloggi si è reso ancora disponibile ad affittare a Mohammed e la famiglia, pur avendo fatto regolare domanda in Comune per aderire alle procedure previste per la graduazione dello sfratto, è stata lasciata a sé stessa

Così stamattina senza preavviso l’ufficiale giudiziario si è presentato all’abitazione di Mohammed quando lui era al lavoro e la moglie era ad accompagnare i figli a scuola. Al ritorno entrambi hanno trovato la casa sbarrata e solo nel tardo pomeriggio sono riusciti a recuperare effetti personali, vestiti, medicinali, materiali scolastici e così via, nonché le vivande per la bambina celiaca.

L’Unione Inquilini è intervenuta a fianco della famiglia incontrando il Comune, che allo stato attuale si è impegnato ad alloggiare in un albergo le persone rimaste senza casa soltanto per due giorni; nella giornata di domani il nostro sindacato pertanto incontrerà di nuovo l’Amministrazione comunale.

Abbiamo denunciato più volte le inadempienze dell’Amministrazione comunale di Treviglio in tema di diritto alla casa, – ha dichiarato Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini – Inadempienze che si traducono in gravi disagi che coinvolgono - come in questo caso - anche i minori. Abbiamo informato da tempo il Prefetto per chiederne l’intervento nei confronti dei comuni affinché siano applicate indicazioni legislative per le quali sono state da tempo stanziate risorse specificamente indirizzate a garantire il passaggio da casa a casa alle persone sfrattate. Sono passati mesi e mesi, ma la situazione – per quanto riguarda diversi comuni, tra cui Treviglio – non sembra cambiata. Scandaloso infine il fatto che i proprietari trevigliesi di immobili persistano nel rifiuto di affittare a stranieri.” (Unione Inquilini Bergamo/Treviglio - 13.12.17)

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