(10.10.19)BERGAMO. GIORNATA MONDIALE “SFRATTI ZERO”. NOTE DI UNIONE INQUILINI BERGAMO

* Sfratti a Bergamo, nuova procedura per l’assegnazione delle case popolari, scandalo del fondi ex-Gescal



La giornata mondiale “sfratti zero”, promossa dalla rete International Alliance of Inhabitants (I.A.I:) e in Italia dal nostro sindacato unitamente a diverse altre associazioni, forze sindacali, comitati e forze politiche, ha visto quest’anno inizitive in 60 città d’Italia, un segnale di come il problema della casa sia particolarmente sentito, drammatico, con risvolti – è il caso di dirlo – sconcertanti.

E’ incredibile – ad esempio - come in un Paese come il nostro con 7 milioni di alloggi fra vuoti (4 milioni) o sotto-utilizzati o che non risultano al fisco (in “nero”), vi siano stati ancora lo scorso anno 60 mila sentenze di sfratto e oltre 30 mila esecuzioni con l’intervento della forza pubblica.
Abbiamo già segnalato nei mesi scorsi che nella provincia di Bergamo, sulla base delle rilevazioni del Ministero dell’interno, dopo una seppure lenta diminuzione degli sfratti dal 2014/15, nel 2018 i provvedimenti esecutivi di sfratto (606 nel 2015, 591 nel 2016, 438 nel 2017) sono balzati nel 2018 a 697, facendo segnare un pesantissimo + 59,13% rispetto al 2017.
Le richieste di esecuzione consegnate all’Ufficiale giudiziario (2529 nel 2014; 2606 nel 2015; 2615 nel 2016; 2491 nel 2107) nell’anno trascorso sono state 2.696 (+8,23% rispetto al 2107). Le esecuzione di sfratti (540 nel 2014; 605 nel 2015; 560 nel 2016; 542 nel 2017) nel 2018 sono salite a 668, con un aumento del 23,25% rispetto all’anno precedente.
Nella città di Bergamo, che dopo il boom di sfratti negli anni 2009-10, c’era stato- secondo i dati del Ministero - un numero piuttosto esiguo di sfratti (addirittura 0 nel 2015; 13 nel 2016, 11 nel 2017), nel 2018 salgono a 75.
All’insieme delle procedure di sfratto ordinarie bisogna aggiungere gli sgomberi a seguito di espropri conseguenti il mancato pagamento del mutuo da parte delle famiglie, un fenomeno drammatico e particolarmente diffuso nella nostra provincia, che si trova al secondo posto per aste giudiziarie di immobili subito dopo quella di Milano (che però è quattro volte più grande!).
La precarietà abitativa continua ad avere dimensioni allarmanti e crescenti anche in bergamasca, viste proprio le tendenze in atto, quali l’aumento degli affitti in corso in questa fase (tendeza apprezzata dalle associazioni dei proprietari) e da fenomeni, particolarmente accentuati nella città, di turistificazione, che rendono più conveniente alla proprietà immobiliare destinare gli alloggi ai b&b (tramite la ben nota piattaforma) o ai cosiddetti city-users (turisti, universitari, manager etc.) invece che all’affitto alle famiglie.

Grave motivo di preoccupazione per il diritto alla casa è costituito poi dall’entrata in vigore del regolamento regionale dell’edilizia residenziale pubblica, nel quadro della nuova legislazione contro la quale Unione Inquilini si è battuta e si batte. Ora è diventata attuativa da meno di tre mesi e stanno partendo i bandi per le case popolari in vari comuni e ambiti. Nelle nuove procedure vengono azzerate le graduatorie preesistenti e molti inquilini in attesa da anni saranno costretti a ripresentare la domanda da zero. Il nuovo regolamento dà anche una stretta sulle assegnazioni di case ai nuclei indigenti, quelli con Isee inferiore a 3 mila euro, limitando al 20 per cento del totale i posti disponibili per tali famiglie che – per partecipare ai bandi - devono anche presentarsi ai servizi sociali del comune di residenza per chiedere un “attestato di indigenza” ulteriore rispetto all’Isee. Sono state tagliate anche le cosiddette “assegnazioni in deroga” alla graduatoria, quelle per nuclei in stato di emergenza abitativa a causa di gravi situazioni, come per esempio uno sfratto a carico di una famiglia con minori. La nuova disciplina regionale parla invece di “servizi abitativi temporanei” per un massimo del “10 per cento delle unità abitative disponibili” e per “una durata massima di dodici mesi rinnovabili, una sola volta”. Un meccanismo cioè che da una parte sembra voler prolungare per tante persone indefinitamente la precarietà abitativa e dall’altra si scontra con l’impreparazione degli enti locali a dover far fronte in tempi brevi a incombenze impegnative.
Temiamo quindi che, mentre fino a ieri l’edilizia residenziale pubblica poteva rappresentare una soluzione per le famiglie sfrattate, quelle più povere e in stato di particolare emergenza (seppure attraverso periodi non brevi di precarietà), d’ora in avanti ciò diventi molto più difficile, tenendo peraltro conto che i nuovi criteri di assegnazione favoriscono nei punteggi – ad esempio - più il periodo di residenza nella regione che non le condizioni di disagio economico o di sfratto.
Senza dimenticare che ultimamente, anche in provinciadi Bergamo, si sta riscontrando un aumento del numero degli sfratti richiesti proprio da Aler – Azienda lombarda di edilizia residenziale – nei confronti di famiglie inserite in alloggi pubblici.
D’altro canto è ancora attivo il Piano vendite Straordinario dell’Aler che prevede entro la fine del 2019, la dismissione in Lombardia di circa 10 mila unità immobiliari del patrimonio aziendale, fra immobili Erp, non Erp, commerciali e box. Il che è, di fronte ai bisogni sociali, è francamente sconcertante

Allo stesso modo è sconcertante a livello nazionale la scoperta (resa ufficiale ieri 9 ottobre 2019 nel corso di un question time dal sottosegretario Giovanni Carlo Cancellieri, rispondendo a un’interrogazione sollecitata da Unione Inquilini e presentata dai deputati Palazzotto, Muroni e Fornaro), che “nel conto corrente 18128 presso la Cassa depositi e prestiti dei fondi Gescal giacciono inutilizzati e destinati alla realizzazione di alloggi popolari, complessivamente 970 milioni”.
La ex Gescal – come è noto - è stata soppressa nel 1992 (anche se i lavoratori hanno continuato a pagare fino al 1996 e le imprese fino al 1998), ma dopo circa tre decenni si scopre che ancora ingenti sono le risorse mai spese! “Le cifre parlano chiaro – ha dichiarato il segretario nazionale di Unione Inquilini Massimo Pasquini - e sono un ‘J’accuse’ nei confronti di quelle regioni e di quei comuni che negli ultimi trenta anni pur potendo disporre di ingenti risorse non le hanno utilizzate e perfino deviate, incostituzionalmente verso altri programmi. Eppure ho ancora nelle orecchie la litania di regioni e comuni che lamentano la mancanza di fondi e al contempo la crescente e cosiddetta ‘emergenza abitativa’. Una incapacità di spesa intollerabile se si considera che la precarietà abitativa coinvolge 650 mila famiglie e che ogni anno 60.000 famiglie subiscono una sentenza di sfratto, al 90% per morosità incolpevole.”
Nella regione Lombardia sono 81 i milioni di euro di quel fondo che non sono mai stati spesi; non solo, ma in tutti questi anni molti comuni, anche bergamaschi, e l’Aler stessa hanno dato corso alla svendita delle case popolari a disposizione, contribuendo ad aggravare il problema abitativo, con mentre la “politica” nazionale come medicina al disagio sociale non ha fatto altro che invocare sgomberi generalizzati e implacabili, avallati dai famigerati “decreti sicurezza”.

Che il governo ora abbia previsto al punto 8 del suo programma un Piano di edilizia residenziale pubblica è una novità positiva da sempre al centro degli obiettivi delle organizzaioni sindacali impegnate per il diritto alla casa. Ne vedremo e valuteremo consistenza nella legge di bilancio. Nel frattempo intendiamo rafforzare anche in provincia di Bergamo la mobilitazione contro gli sfratti e la lotta per il diritto alla casa, gli ’strumenti’ prioritari – specialmente in questa fase - che i ceti popolari hanno disposizione per difendere il loro diritto all’abitare. (Bergamo, 10 ottobre 2019, per Unione Inquilini Bergamo e Treviglio: Rita Rebecchi e Vallì Morlotti)

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(08.08.19) CENE (bg). SFRATTI. FAMIGLIA CON 4 MINORI RISCHIA DI FINIRE IN STRADA

* Giovedì 8 agosto, alle ore 9.00, presidio solidale a Cene in Via 25 Aprile n. 59


Le ultime statistiche segnalano per la provincia di Bergamo – anno 2018 – una impennata del numero di sfratti in controtendenza rispetto al dato nazionale che registra invece un calo seppure modesto. Agli sgomberi per mancato pagamento dell’affitto, si aggiungono però - fuori dalle statistiche ufficiali - anche quelli conseguenti il mancato pagamento del mutuo che in alcune zone della bergamasca sono particolarmente numerosi.
Quella degli sfratti è un’emergenza non finita, in particolare qui a Bergamo.
Giovedì a Cene, a seguito di mancato pagamento del mutuo negli anni scorsi (a causa della crisi e delle rate divenute esorbitanti), è previsto lo sgombero della famiglia di S***. Lui, la moglie e 4 figli tutti minorenni rischiano pertanto di finire letteralmente in strada.
Anche i servizi sociali del comune, non essendo allo stato attuale disponibile una struttura sociale protetta per inserire i minori, hanno chiesto un rinvio dello sgombero; da parte nostra, come Unione Inquilini, abbiamo informato il Prefetto di Bergamo per chiedere tempo e il non utilizzo della forza pubblica nella gestione dello sfratto, ai sensi della Legge Regionale 27/2009.
Il custode del Tribunale ha invece confermato l’intenzione di effettuare lo sgombero nella mattinata dell’8 agosto.
Invitiamo pertanto a partecipare al presidio solidale che abbiamo indetto per giovedì 8 agosto alle ore 9.oo davanti all’abitazione di Said al fine di scongiurare uno sgombero traumatico, garantire la protezione dei minori e il passaggio da casa a casa alla famiglia di S*. (Rita Rebecchi, Unione Inquilini Bergamo, tel. 3389759975)

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(11.07.2019) SFRATTI. STATISTICA 2018 DI MIN. INTERNO/ GIUSTIZIA. PREOCCUPANTI I DATI DI BERGAMO E PROVINCIA

Anche quest’anno, con almeno un mese di ritardo, sono stati pubblicati i dati relativi agli sfratti del 2018 in Italia disaggregati per regioni e province.
Lo scorso anno sono stati 56.140 (- 6,17% sul 2017) le sentenze di sfratto emesse a livello nazionale, oltre 30.127 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica (-5,69% sul 2017) e 118.823 (-10,14%) le richieste di esecuzione presentate da ufficiali giudiziari.
C’è una lieve riduzione complessiva anche se la situazione risulta incandescente e continuano a rimanere inesistenti le politiche abitative.
In Lombardia, la regione col maggior numero di sfratti, si riscontra rispetto al 2017 una diminuzione sia nel numero delle sentenze (- 7,61%) sia nelle richieste di esecuzione (-12,87%), ma un forte aumento degli sfratti eseguiti nel 2018, che risultano 6.707, con un aumento del 34,87%; di questi 2.845 riguardano la sola provincia di Milano che ha registrato un aumento del 593% (sic!) rispetto all’anno precedente.
Preoccupanti anche i dati che riguardano la provincia di Bergamo. Come attivisti volontari di Unione Inquilini avevamo avuto qualche sentore, in particolare negli ultimi mesi del 2018, di trovarci di fronte ad una crescita degli sfratti. Le statistiche del Ministero confermano impietosamente che nel 2018, dopo un trend positivo di seppure lenta diminuzione che durava almeno dal 2014/15, la bergamasca è fra le 15 province in controtendenza.
Da noi i provvedimenti esecutivi di sfratto (606 nel 2015, 591 nel 2016, 438 nel 2017) sono balzati nel 2018 a 697, facendo segnare un pesantissimo + 59,13% rispetto al 2017.
Le richieste di esecuzione consegnate all’Ufficiale giudiziario (2529 nel 2014; 2606 nel 2015; 2615 nel 2016; 2491 nel 2107) nell’anno trscorso sono state 2.696 (+8,23% rispetto al 2107).
Le esecuzione di sfratti con la forza pubblica (540 nel 2014; 605 nel 2015; 560 nel 2016; 542 nel 2017) nel 2018 sono salite a 668, con un aumento del 23,25% rispetto all’anno precedente.
Anche nella città capoluogo (Bergamo), che dopo il boom negli anni 2009-10, aveva poi fatto registrare - secondo i dati del Ministero - un numero piuttosto esiguo di sfratti (addirittura 0 nel 2015; 13 nel 2016, 11 nel 2017), nel 2018 salgono a 75, forse un sintomo del ritrovato diamismo del’interesse per l’attività edilizia e della prorompente turistificazione in corso nel capoluogo.
In sostanza ci troviamo di fronte ad una significativa inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, in controtendenza – peggiorativa - rispetto sia al dato nazionale sia a quello regionale.
La maggior parte degli sfratti sono legati alla morosità, un segnale questo della precarietà lavorativa e di reddito sempre più estesa, mentre le altre cause di sfratto rilevate sono di numero esiguo (finita locazione solo 47 nel 2018) e nessuna alla voce “necessità del locatore”.
Dobbiamo fare presente che da queste statistiche del Ministero dell’Interno sono esclusi gli sgomberi per occupazioni di case popolari, nonché gli sgomberi a seguito di espropri conseguenti al mancato pagamento del mutuo da parte delle famiglie, un fenomeno drammatico e particolarmente diffuso in città e in diverse zone della nostra provincia che contribuisce pesantemente ad aggravare il problema della casa.
Se per qualche anno interventi quali il contributo affitto o quello per la morosità incolpevole - quest’ultimo spesso reso inefficace dai dinieghi dei proprietari - sono riusciti ad alleviare nella nostra provincia il disagio abitativo, bisogna ora ribadire che questi non bastano più, in un contesto dove - crisi o non crisi - la precarietà lavorativa e i bassi redditi – che sono alla base poi della precarietà abitativa - si qualificano come elementi strutturali sempre più estesi e radicati.
Modesta anche l’attenzione da parte della maggior parte delle forze politiche locali nei vari comuni di fronte al problema della casa, come abbiamo visto per esempio nelle recenti elezioni amministrative nella quali pochissime delle liste concorrenti si sono preoccupate del tema casa, mentre la politica nazionale e segnatamente il governo puntano esclusivamente alla difesa gretta della rendita fondiaria e alla repressione della protesta sociale.
Unione Inquilini ribadisce invece l’improrogabilità di un piano strutturale che aumenti l’offerta di alloggi a canone sociale attraverso il recupero e anche l’autorecupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati presenti anche nel nostro territorio.
L’ampliamento del patrimonio residenziale pubblico deve essere cioè portato al centro dell’agenda politica, dal parlamento al Governo fino all’ultimo comune.
Quanto all’emergenza degli sfratti, che dalle statistiche del Ministero nella nostra provincia risulta aggravata, rinnoviamo il nostro appello alle istituzioni, perché vengano confermate ed estese iniziative di moratoria e blocco degli sfratti, nonché di graduazione degli sgomberi al fine di garantire alle famiglie sfrattate alloggi alternativi (passaggio da casa a casa). Servono nell’immediato anche provvedimenti straordinari, perché i servizi sociali di diversi comuni hanno esaurito o stanno esaurendo disponibilità e risorse per dare risposta a chi si ritrova senza casa.
Ma cogliamo l’occasione per denunciare con forza le improvvide iniziative di quegli enti che prevedono la svendita di pezzi del patrimonio residenziale, di buttarne fuori le famiglie che non sono più in grado di pagare e a disinteressarsi platealmente delle persone che rimangono senza casa.
Questi temi saranno il tratto distintivo della VIII Giornata Nazionale “Sfratti Zero” (10 ottobre 2019) che si svolgerà in almeno 50 città in Italia, un’occasione questa anche a Bergamo per costruire una forte e unitaria mobilitazione che sia veramente in grado di incidere nella realtà sociale, politica e amministrativa. (11 luglio 2019, Rita Rebecchi e Valli’ Morlotti - Unione Inquilini Bergamo e Treviglio)

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2018 (province)

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2018 (regioni)

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(10.07.19) UNIONE INQUILINI. SPORTELLI CONSULENZA A BERGAMO E PROVINCIA

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BergamoVia Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00. Tel. 3806933401 (Rita)

Treviglio - Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30 -19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3484488891 (Vallì)

Castelli Calepio - Via Roma 21 (Tagliuno) - Sede Circolo Rifondazione Comunista -: Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

VerdellinoVia G. Verdi n° 9, (vicino sede Polizia Locale): Sabato, ore 10 -12 - Tel. 346.9724888 (Roberto)

Borgo di Terzo - Via Rivolta 1, scalinata di fronte alla farmacia, Sede Circolo Rifondazione Comunista - su appuntamento: Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.):Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali il sindacato “Unione Inquilini” assiste nella compilazione e inoltro:

* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730 e Unico: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

* Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza

BERGAMO - Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; ore 15.30 - 17.30,  Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: 346.9724888 (Roberto)

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ASSISTENZA agli inquilini sulla scelta della tipologia di contrattto di affitto (canone concordato, agevolato, per studenti o lavoratori, transitori) e calcolo del canone. Verifica criteri e assistenza per la scrittura dei contratti. Per appuntamento: tel. 3923316583 (Orazio)


(26.0619) TREVIGLIO. IL COMUNE SFRATTA DIALLO, MILITANTE SINDACALE E INQUILINO DELLE CASE COMUNALI

* Mercoledì 26 giugno, dalle ore 8.30, a Treviglio in Via Galileo Galilei n.3, Presidio antisfratto con Conferenza stampa alle ore 9.30


Mercoledì 26 giugno è prevista l’esecuzione dello sfratto ai danni del nostro compagno Diallo Saliou, di origine sengalese, conosciuto a Treviglio per il suo strenuo attivismo sindacale prima con la Fiom e, da alcuni anni, con l’Unione inquilini. A richiedere lo sfratto di Diallo è il Comune di Treviglio, che punta in tal modo ad istituire un precedente da estendere poi agli altri inquilini delle case comunali, ma anche a colpire un militante per il suo impegno sindacale e politico.
Fino al 2015 Diallo lavorava come operaio alla Same; dopo aver impugnato un licenziamento ingiusto, è rimasto vittima della legge Fornero che non garantisce il rientro in fabbrica neppure nel caso in cui il giudice dia ragione al lavoratore. In questi anni ha potuto usufruire del sussidio di disoccupazione ma poi, quando gli ammortizzatori sociali sono terminati, non è più riuscito a pagare l’affitto.
Ultimamente Diallo ha trovato nuovamente una occupazione grazie alla quale potrebbe iniziare a ripagare il debito per la casa comunale: una soluzione questa che l’Amministrazione comunale di Treviglio ha rifiutato avviando la procedura di decadenza dal diritto alla assegnazione e quindi chiedendo lo sgombero. Anche la mediazione tentata dal legale di Unione Inquilini si è conclusa con la riconferma da parte del Comune dello sfratto.
L’Amministrazione di Treviglio è tra quei comuni che in questi anni ha mostrato di voler rinunciare a qualsiasi politica abitativa pubblica, nonostante i gravi problemi sociali (sfratti, povertà e disoccupazione) presenti nel territorio: non si spendono i soldi stanziati dallo stato per aiutare chi è in morosità per l’affitto, non si tutelano i minori e le donne senza fissa dimora, si tengono sfitti oppure, come annunciato in questi giorni, si vendono gli alloggi pubblici e ora si sfrattano gli inquilini che ci abitano.
Ancora più grave appare la determinazione dell’Amministrazione comunale nel voler sfrattare Diallo dalle case comunali, senza accettare alcuna mediazione, un atteggiamento che mostra una volontà punitiva nei confronti di una persona che, nonostante viva una condizione di disagio economico, ha dato in questi anni tutto se stesso nell’aiuto e nella solidarietà nei confronti di chi vive una precarietà simile alla sua.
Per questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini indicono un PRESIDIO in solidarietà a Diallo e contro lo sfratto per il giorno mercoledì 26 giugno, dalle ore 8.30, presso le case comunali a Treviglio in via Galileo Galilei n.3, con CONFERENZA STAMPA sulle politiche abitative del Comune di Treviglio, indetta per le ore 9.30. Facciamo appello alla solidarietà delle forze politiche e sindacali, delle associazioni, dei comitati, dei cittadini e dei lavoratori. (15.06.19, Valli’ Morlotti - Unione Inquilini Treviglio-tel.3484488891)

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(28.04.19) Bergamo. Saranno Valli’ e Rita a guidare Unione Inquilini di Bergamo e provincia

L’assemblea degli attivisti impegnati negli sportelli di Unione Inquilini di Bergamo e provincia nella giornata di ieri, dopo ampia discussione sull’organizzazione dei servizi del sindacato e sulle nuove scadenze di lotta per il diritto alla casa, ha preso atto delle dimissioni di Fabio Cochis da segretario provinciali e dagli altri incarichi sindacali, dimissioni da lui stesso richieste a seguito dei suoi nuovi impegni lavorativi.
Con votazione unanime l’assemblea ha quindi approvato la proposta di affidare il coordinamento del sindacato provinciale alle compagne Vallì’ Morlotti e Rita Rebecchi, in qualità rispettivamente di Presidente e Segretaria.
Vallì Morlotti (a destra nella foto), n. 1955, pensionata da poco, ha alle spalle una lunga e intensa militanza nelle formazioni della sinistra e nel sindacato confederale; negli ultimi anni ha coordinato lo sportello dell’Unione Inquilini della zona di Treviglio-Bassa Bergamasca.
Rita Rebecchi, n. 1975, lavora part-time nel settore della Grande Distribuzione e ha coordinato le vertenze e le mobilitazioni antisfratto dello sportello della zona di Bergamo città.
L’Unione Inquilini di Bergamo ringrazia il compagno Fabio Cochis per il coraggio e la tenacia con cui ha operato dal 2009 nell’Unione Inquilini contribuendo in modo appassionato al rafforzamento del sindacato attraverso le nuove forme di lotta contro gli sfratti e per la difesa del diritto alla casa, che per primi abbiamo sperimentato in bergamasca per rispondere all’esplodere del dramma degli sfratti conseguente alla crisi economica.
Un abbraccio Fabio che se ne va e tanti auguri di buon lavoro e buona lotta a Vallì e a Rita.
Mercoledì 1° Maggio l’Unione Inquilini sarà tutta mobilitata in piazza per la manifestazione delle/-i lavoratrici/-ori. L’appuntamento è a per tutte e tutti alle ore 9.00 al Piazzale della Stazione. (Bergamo, 28.04.19)

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(28.03.19) BERGAMO-CLEMENTINA: MOBILITAZIONE DEGLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI

* Giovedi 28 Marzo, ore 16.30 PRESIDIO al COMUNE di Bergamo, Palazzo degli uffici in Piazza Matteotti 3; ore 16.00: partenza in automobile dalle case popolari di ViaTolstoj 6. Per info: 3519544080 - Adriana

Finalmente il Comune e Aler hanno accettato di incontrare gli inquilini delle case popolari del quartiere Clementina. Gli inquilini hanno organizzato un presidio davanti al Comune di Bergamo per pretendere che ALER e Comune diano un aiuto alle famiglie delle case popolari. Una delegazione incontrerà l’Assessore alla casa e il Direttore di ALER.

Queste le loro richieste discusse negli incontri che ci sono stati nel quartiere.

“Siamo stanchi di vivere in case di cattiva qualità ma con affitti troppo alti” - raccontano gli inquilini. “L’aumento delle spese condominiali è diventato insostenibile. Perché si somma all’aumento dei prezzi di gas e luce. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini di affitto, aumentano i debiti, si rischiano gli sfratti.

La condizione di manutenzione delle case è scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER deve fare: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta e così via, mentre il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali.” (a cura Unione Inquilini Bergamo - tel. 3397728683)

Volantino

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(22.03.19) TREVIGLIO. SFRATTI. DONNA SOLA, GIA’ VITTIMA DI VIOLENZA, ORA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA, NELL’INDIFFERENZA DEL COMUNE.

* Presidio in solidarietà di Massira e dei figli: venerdì 22 marzo, ore 9,00, a Treviglio, Via Cavour 10

l dramma di Massira è diventata oggetto di interesse da parte dei mezzi di comunicazione locali a seguito dell’aggressione subita nel novembre 2018 da parte di un parente del proprietario di casa.

Il 23 novembre 2018 era sfilato un corteo per denunciare l’aggressione e il sindaco aveva ricevuto una delegazione garantendo che la donna non sarebbe stata lasciata sola.

Massira, che vive con i suoi due figli minorenni, a causa delle difficoltà economiche, dovute all’abbandono del tetto coniugale del marito e alla precarietà lavorativa (riceve un reddito mensile di circa 500 euro), la donna non è più riuscita a sostenere l’affitto.

Dopo che il locatario aveva avviato la pratica di sfratto, ora il Tribunale di Bergamo ha ordinato all’ufficiale giudiziario, accompagnato dalle forze dell’ordine, di sgomberare l’alloggio dalle persone che lo occupano. Pertanto, se lo sfratto verrà eseguito, Massira e i due figli si troveranno in strada.

Massira ha presentato domanda di assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica a Treviglio nel corso del bando di concorso apertosi a dicembre 2018 e risulta classificata in diciannovesima (19°) posizione nella graduatoria. Quindi, se tutto procederà come nelle previsioni dell’Amministrazione comunale, sarà destinataria dell’assegnazione di un alloggio nei prossimi mesi.

Gli attivisti di Unione Inquilini si attendevano che i Servizi sociali avrebbero collocato la donna in una comunità di accoglienza per donne sole con minori in attesa dell’assegnazione della casa popolare

Invece nell’ultimo colloquio, tra gli attivisti di Unione Inquilini e l’Assistente sociale, è stato esclusa la collocazione in una struttura protetta. La giovane madre è stata invitata a fare le valigie e trovare una ospitalità, a proprie spese, in una struttura alberghiera.

Fabio Cochis, segretario di Unione Inquilini, dichiara: “Per l’ennesima volta a Treviglio vengono violate tutte le obbligazioni legali che, come ricordato dal Rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto alla casa, derivano dalla ratifica da parte dello Stato italiano del ‘Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali’ e che impongono alle autorità locali, azioni concrete per trovare soluzioni abitative dignitose per i bambini minorenni (in modo da non separarli dai genitori). L’Unione Inquilini chiede pertanto che si attenga all’impegno, che ci aveva dichiarato a novembre di non lasciare, sola Massira.

Per questi motivi gli attivisti anti-sfratto saranno presenti venerdi 22 marzo, dalle ore 9 in avanti, per presidiare l’alloggio di Massira in via Cavour 10 a Treviglio, e impedire che la donna e i figli minorenni siano sbattuti in strada senza una soluzione abitativa alternativa. (Unione Inquilini, Bergano-Treviglio, tel. 3397728683)

Diritto alla casa, precedenti info: QUI


(08.02.19) GRUMELLO DEL MONTE. SERATA DEDICATA A KARL MARX (1818-1883) A 200 (+ uno) ANNI DALLA NASCITA

* Venerdì 8 febbraio, dalle ore 19.15, presso Circolo Arci di Grumello del Monte, Via Roma 51

Programma

Ore 19.15: AperiCena con buffet preparato dalle compagne e dai compagni

Ore 20.30: Incontro con DINO GRECO su “Marx oltre i luoghi comuni” a 200 anni l’attualità del pensiero di Marx

Ore 21.45: “Il giovane Marx”, film di Raoul Peck (2017)

A cura di Unione Inquilini-Sportelli sociali di Valcavallina e Valcalepio, Circoli di Rifondazione Comunista della Valcavallina e della Valcalepio. Per comuicazioni: tel. 3338737525 (claudio)

Volantino - evento facebook


(31.01.19) BERGAMO. MENTRE IL COMUNE QUALIFICA LA CITTA’ PER ATTRARRE TURISMO DI LUSSO, GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI VIVONO IN POVERTA’ E IN QUARTIERI “GHETTO”

* Assemblea degli inquilini, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, presso il Centro Diurno per Anziani, in Via Rovelli 27, Clementina-Bergamo

Aler e Comune di Bergamo si comportano, nei confronti degli inquilini delle case popolari, sempre più spesso come “padroni di casa”. Riscuotono affitto e le spese condominiali, facendo pagare sempre di più, ma caseggiati sono lasciati senza manutenzione. Inoltre i Servizi sociali del Comune mettono a disposizione sempre meno risorse per sostenere le famiglie che non ce la fanno più a pagare, che accumulano debiti, che rischiano gli sfratti.

I quartieri, dove sorgono le case popolari, come quello della Clementina, sono sempre più degradati dal punto di vista urbanistico e delle relazioni sociali.

L’Amministrazione comunale è concentrata su altro: una riqualificazione urbanistica, in cui si prevedono investimenti di milioni di euro per assecondare gli interessi dei grandi imprenditori dell’edilizia e del commercio.

Approfittando dell’allargamento dell’aeroporto di Orio al Serio, si tenta di attrarre turismo facendo diventare città Alta e il centro “piacentiniano” aree per il consumo di massa e lusso.

Gli inquilini delle case popolari chiedono invece che i soldi vengano investiti per far vivere meglio le centinaia di famiglie già pesantemente colpite dalla crisi economica. Chiediamo manutenzione straordinaria dei caseggiati (sistemazione alloggi vuoti, sostituzione caldaie e serramenti, abbattimento barriere architettoniche), riduzione dei bollettini di pagamento (affitti e spese condominiali), sostegno al reddito e all’affitto.

Per tutti questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini organizzano una assemblea, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, presso il Centro Diurno per Anziani, in Via Rovelli 27 a Bergamo. Durante l’assemblea programmeremo un incontro con il Presidente di Aler e l’Assessore del comune di Bergamo per portare le richieste degli inquilini delle case popolari.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


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