(06.03.17) BERGAMO. CASE POPOLARI – ALER: AFFITTI SEMPRE PIU’ ALTI, MANUTENZIONI BLOCCATE. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI

* Venerdì 31 marzo, ore 18.00, Cortile di via Caduti del Lavoro 29, quartiere Colognola - Bergamo. Info: tel. 3397728683-Fabio Cochis

La nuova gestione di ALER Bergamo è disastrosa. Gli affitti (appartamento e box) diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini.

Le manutenzioni straordinarie e ordinarie sono ferme da anni. Ci sono tanti alloggi vuoti e non assegnati. Lo stato di conservazione dei caseggiati è sempre più scadente.

Tutto questo sarà aggravato a causa della approvazione della nuova legge regionale che aprirà ai privati la gestione degli alloggi pubblici e quindi aumenterà ulteriormente gli affitti. Inoltre la nuova legge non stabilisce alcun finanziamento per le case popolari.

LOTTARE PER ABBASSARE AFFITTI E AUMENTARE MANUTENZIONE - CONTRO NUOVA LEGGE REGIONALE

Il sindacato Unione Inquilini incontra gli inquilini per aprire una mobilitazione per ottenere da ALER: 1) Piano di manutenzione partecipato dagli inquilini, 2) Sistemazione case vuote e sfitte; 3) riduzione del prezzo degli affitti di appartamento e autorimessa (box). ( a cura Unione Inquilini Bergamo)

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(20.03.17) BERGAMO. PRESIDIO ANTI-SFRATTO IN SOLIDARIETA’ A DONNA SOLA E POVERA

Lunedì 20 marzo, a Bergamo, dalle ore 8.30 in Via Ponchielli n.4 (info tel. 33977286838)

Dopo la grande manifestazione dell’8 marzo, una mobilitazione solidale per evidenziare che la violenza contro le donne non è solo fisica ma anche sociale.

Wafa è donna single e abita un appartamento in affitto a Bergamo, in via Ponchielli n°4. A seguito di un licenziamento non ha più potuto corrispondere al locatore il canone di affitto richiesto. Il proprietario di casa ha quindi avviato la pratica legale di sfratto per morosità. Dopo che Wafa non era uscita dall’alloggio quando il Tribunale glielo aveva ordinato, è intervenuto l’Ufficiale giudiziario per cacciare Wafa dalla casa con la polizia.

Da circa un anno è stata inserita - dietro regolare domanda - nella graduatoria per il sostegno e l’accompagnamento sociale verso un nuovo alloggio (“Contributo per la morosità incolpevole”, previsto dalla legge). Quindi esisterebbero tutte le condizioni, e anche gli obblighi di legge per le istituzioni preposte, perché a Wafa si possa evitare lo sgombero, posticipare lo sfratto, rimborsando la proprietà e garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa.

Ma quello che si prospetta per lunedì mattina è l’esecuzione dello sfratto.

Questo è uno sfratto che non si può e non si deve eseguire, perché getterebbe una donna sola in strada. Infatti non avendo figli minori, Wafa non ha diritto ad essere accolta neppure nelle comunità protette.

A pochi giorni dalla grande manifestazione delle donne dell’8 marzo, assistiamo ad un nuovo caso di violenza contro una donna. Quella che colpisce Wafa infatti è una violenza dovuta alla condizione di povertà a cui è stata costretta dalla crisi economica e dalla solitudine in cui è stata lasciata anche dalle istituzioni.

Domattina per evitare il peggio è necessaria la mobilitazione per chiedere il rispetto delle leggi, contro proprietà e forze dell’ordine che vogliono sgomberare. Facciamo appello alla solidarietà. L’appuntamento per il presidio è alle ore 8.30 di lunedi 20 marzo a Bergamo in via Ponchielli n°4. (19.03.17, Unione Inquilini Bergamo)

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(28.02.17) BERGAMO. ASSISTENZA A PERSONE E FAMIGLIE CON PROBLEMI DI INDEBITAMENTO: CONSULENZA NELLA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO

“Da quando la crisi ha bloccato la finanziarizzazione ed il consumo a debito usato dal sistema per valorizzare i suoi eccessi di produzione, il capitale finanziario ha trasformato i mutui e i prestiti (gli agevolati nella Ue, i subprime negli Usa) in una valanga di recupero crediti che travolge migliaia di famiglie”

UNIONE INQUILINI e l’ASSOCIAZIONE “TUTELA DEBITORI POPOLARE” si propongono di fornire un sostegno personalizzato e soluzioni mirate ai sempre più diffusi problemi di indebitamento di persone e famiglie.

A CHI SI RIVOLGE?
Il nostro servizio si rivolge a singoli individui e/o famiglie che:
@ a causa dei troppi finanziamenti o debiti contratti, non riescono più a condurre una vita serena e dignitosa;
@ dopo aver acceso prestiti in varie forme o per svariate necessità, a causa della crisi economica o di altri eventi imprevisti, hanno avuto forti riduzioni di reddito e non riescono più a mantenere gli impegni di pagamento;
@ per ritardi, sospensione o interruzione nei pagamenti di prestiti o mutui sono “perseguitati” da banche o finanziarie, agenti o società di recupero crediti e non riescono a fronteggiare chiamate e solleciti sempre più frequenti ed aggressivi;
@ pur desiderando estinguere i loro debiti, rispettare gli impegni assunti e risolvere definitivamente i loro problemi di indebitamento, non riescono a farlo alle condizioni richieste o imposte, ma necessitano di poter ottenere piani di rientro mensili sostenibili e congrui rispetto alle loro reali possibilità.

ANALISI E VALUTAZIONE GRATUITA DELLA SITUAZIONE DEBITORIA GLOBALE
Valutiamo le singole situazioni debitorie in essere e la situazione patrimoniale (reddito, beni posseduti, ecc.) per individuare la migliore strategia di gestione possibile.
Assistenza, supporto o intervento diretto nei confronti di creditori e società di recupero crediti. A seconda della complessità o criticità anche di singole pratiche ci interfacciamo noi direttamente con banche, finanziarie o esattori, alleggerendo l’ansia e il disagio che tali contatti inevitabilmente generano.
L’obiettivo è quello di raggiungere transazioni risolutive per chiudere le singole pendenze con la minor somma (possibile risparmiare anche il 60 % del debito) o con piani di rientro graduali e di importi mensili sostenibili.
Consulenza creditizia. Qualora si presenti la necessità o convenienza (in un’ottica di ripianamento o di ristrutturazione dei debiti in essere) forniamo un orientamento ed un supporto nella scelta delle eventuali forme di finanziamento.
Educazione al credito. Nel corso della gestione delle varie pratiche suggeriamo gli interventi necessari a correggere eventuali errori o leggerezze commessi in passato nella gestione economico-patrimoniale, dando indicazioni utili a prevenire la ripetizione degli errori in futuro.
Rimborsi finanziari e assicurativi. Per alcune tipologie di finanziamenti (cessione del quinto dello stipendio) estinti e/o rinegoziati in anticipo rispetto alla loro durata contrattuale, effettuiamo un’analisi per verificare se spettino dei rimborsi e di quali importi e ci occupiamo dell’eventuale ricorso per ottenerli.

SPORTELLO TUTELA DEBITORI
Mercoledi da ore 17 a ore 19
c/o UNIONE INQUILINI
Via Borgo Palazzo 84/g - BERGAMO

Volantino

Associazione “Tutela Debitori Popolare” (TDPOP). Per info: (Vito Albanese) 392 9933280; E-mail: tuteladebitoripopolare@gmail.com

Unione Inquilini. Per info: (Davide Canto) 334.5086230


(06.03.17) BERGAMO. CASE POPOLARI – ALER: AFFITTI SEMPRE PIU’ ALTI, MANUTENZIONI BLOCCATE. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI

* Lunedì 6 marzo, ore 18.00, c/o Sede di Unione Inquilini a Bergamo,  Via Borgo Palazzo 84/g.  Interviene: Bruno Cattoli - segretario regionale Unione Inquilini - Info: tel. 3397728683-Fabio Cochis

Il sindacato Unione Inquilini incontra gli inquilini per aprire una mobilitazione per ottenere da ALER: 1) Piano di manutenzione partecipato dagli inquilini, 2) Sistemazione case vuote e sfitte; 3) riduzione del prezzo del affitto-box (autorimessa)
La nuova gestione di ALER Bergamo è disastrosa. Gli affitti (appartamento e box) diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini.
Le manutenzioni straordinarie e ordinarie sono ferme da anni. Ci sono tanti alloggi vuoti e non assegnati. Lo stato di conservazione dei caseggiati è sempre più scadente.
La Giunta Regionale ha approvato la nuova legge sulle case popolari che: 1) Apre ai privati la gestione degli alloggi pubblici; 2) Aumenta gli affitti per gli inquilini della case popolari; 3) Non si stabilisce un finanziamento per le case popolari.
Lottiamo per abbassare affitti-box e migliorare le manutenzioni, contro la nuova legge regionale.

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(18.02.2017) BERGAMO. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI E ATTIVISTI ANTI-SFRATTO

* Sabato 18 febbraio, ore 16 presso sede Unione Inquilini a Bergamo, via Borgo Palazzo 84/g (vicino a ristorante cinese)

Assemblea straordinaria degli attivisti dell’Unione Inquilini e delle famiglie sotto sfratto dedicata alle iniziative da intraprendere contro gli ultimi casi di sfratto in bergamasca e a difesa del diritto alla casa. Discuteremo anche su come organizzare una manifestazione contro gli sfratti. In particolare vogliamo concentrarci sulla grave situazione di molti Comuni dove la legislazione farebbe obbligo agli enti locali di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, mentre invece polizia ed ufficiali giudiziari ignorando le leggi eseguono gli sfratto, buttando in strada famiglie con minori o invalidi o anziani. (per info c/o tel. 3345086230 - Davide)

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Questa mattina un GIUDICE ha condannato i compagni Claudio, Beppe ed Elena del movimento di lotta per la casa di Brescia rispettivamente a 1 anno, 10 mesi, 6 mesi. L’accusa è quella di aver promosso la protesta avvenuta il 30 settembre 2013, dentro la sede dei Servizi sociali del comune di Mazzano (bs). In quell’occasione la mobilitazione salvò una famiglia sfrattata che era stata abbandonata su un furgone, in mezzo ad una strada. In seguito alla protesta, la famiglia (madre, padre e due bambini, uno dei quali invalido al 100%) fu finalmente collocata in una situazione abitativa dignitosa e successivamente – seguendo regolarmente la graduatoria - in un appartamento ALER. Una protesta cioè che aveva evitato che le istituzioni continuassero a commettere una ingiustizia pesante e palese nei confronti di una famiglia che aveva perso la casa. A quasi quattro anni di distanza, non vengono sanzionate le istituzioni inadempienti, ma coloro che, attraverso le pratiche di mutuo soccorso e di resistenza, hanno dato una risposta concreta alla solitudine e alla disperazione generate dalla crisi economica e dalle politiche di austerità. Ciò significa che la strada è ancora lunga. Noi siamo solidali con i compagni Claudio, Beppe ed Elena: siamo anche sicuri che a percorrere la strada della lotta ci saranno sempre più donne e uomini tanto che non ci saranno più giudici a sufficienza per condannarci tutte e tutti per il reato di solidarietà. (14.02.17, Fabio Cochis per Unione Inquilini di Bergamo e provincia)


(06.02.17) TREVIGLIO. PRESIDIO PER FARE APPLICARE LA LEGGE CHE AIUTA LE FAMIGLIE COLPITE DA SFRATTO PER MOROSITA’ INCOLPEVOLE

* Lunedì 6 febbraio, dalle ore 8.30 a Treviglio in Via Milano n. 59, vicino  fabbrica Same (per info c/o tel. 3345086230 - Davide)

Domani mattina, lunedi 6 febbraio, a Treviglio, in via Milano n° 59, la famiglia di Mohamed, pur abitando in uno dei Comuni dove la legislazione fa obbligo agli enti locali di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, si vedrà arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Durante il precedente tentativo di sgombero, scongiurato grazie alla mobilitazione degli attivisti anti-sfratto, ci sono stati momenti di tensione, le nostre compagne e i nostri compagni sono stati minacciati di denuncia dall’ufficiale giudiziario e la polizia.

Treviglio è uno dei comuni per i quali è prevista l’applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e il sostegno alle famiglie sfrattate. Purtroppo l’applicazione delle procedure previste è rallentata dalla Amministrazione comunale che non ha neppure predisposto i moduli per fare le domande. Mentre in diverse province d’Italia i Comuni, le Prefetture, gli Ufficiali giudiziari sono coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, in bergamasca le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero.
Per questo motivo Unione Inquilini chiede alla Prefettura che la legge venga a sostegno delle famiglie sfrattate venga applicata correttamente e tempestivamente.
(05.02.17. Per Unione Inquilini Bergamo-Trevigio: Fabio Cochis, tel. 3397728683)

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* Venerdì 3 febbraio, presidio solidale ad Azzano San Paolo in Via Roma 54, dalle ore 8.30 (info: tel. 3345086230 – Davide)

Samira che vive ad Azzano San Paolo con i suoi figli di 13 e 7 anni, disoccupata, è di nuovo sotto sfratto e venerdì mattina potrebbe essere buttata in strada.
Samira è prima nella graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare ma per questo bisogna aspettare ancora alcuni mesi. Nelle scorse settimane è stata pure inserita - dietro regolare domanda - nella graduatoria per il sostegno e l’accompagnamento nello sfratto (“contributo per la morosità incolpevole”, previsto dalla legge).

Quindi esistono tutte le condizioni, e anche gli obblighi di legge per le istituzioni preposte, perché a Samira e ai suoi figli si possa evitare lo sgombero, posticipare lo sfratto, rimborsando la proprietà,  e garantire in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Ma quello che si prospetta per venerdì mattina, è l’esecuzione dello sfratto.
Anche questo è uno sfratto che non si può e non si deve eseguire, anche secondo la legge. Domattina per evitare il peggio è necessaria la mobilitazione per chiedere il rispetto delle leggi, contro proprietà, ufficiale giudiziario, forze dell’ordine  che vogliono sgomberare.
Facciamo appello alla solidarietà. L’appuntamento per il presidio è alle ore 8.30 di venerdì 3 febbraio ad Azzano San Paolo in via Roma 54. (02.02.17 - Unione Inquilini Bergamo – Davide Canto)

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(30.01.17) SAN PAOLO D’ARGON. 11 GLI ALLOGGI ALL’ASTA IN QUESTI GIORNI SOLO NEL NOSTRO COMUNE. LA BERGAMASCA HA IL RECORD DELLE CASE ALL’ASTA

Nel secondo semestre del 2016 sono stati 1.742 gli immobili residenziali all’asta giudiziaria, per lo più alloggi di valore limitato (1.381 sono quotati meno di 100.000 euro). La provincia di Bergamo è al primissimo posto in Italia, cpiù di Roma, il doppio di Milano (che pure ha una popolazione 4 volte superiore), il 5,23 % delle aste giudiziarie di tutta l’Italia, sapendo bene che come popolazione la nostra provincia pesa solo per l’1,8%.
“Fino al 2008 – spiega L’Eco di Bergamo del 28.01.17 (cfr. qui) – i mutui sono stati concessi molto facilmente, anche a stranieri che poi hanno lasciato il Paese”. Mutui facili che hanno drogato lo sviluppo abnorme dell’edilizia locale, ma dopo il 2008 è arrivata la caduta pressochè catastrofica. Ormai nella nostra zona le famiglie che ricevono le ingiuzioni di sfratto a causa del mutuo che non riescono più a pagare sono quasi altrettante di quelle che non riescono con il normale affitto.
Per anni una possibilità piuttosto conveniente per mettere su casa qui in bergamasca è stata quella di contrarre il mutuo. Adesso ci ritroviamo con tante famiglie che perdono mutuo e casa e di cui delle quali, in molti casi, sono i servizi sociali dei comuni a doversi occupare, senza che nemmeno abbiano la possibilità di fare domanda per l’edilizia sociale perché fino quasi all’ultimo risultano sempre proprietarie di un alloggio.
Così è avvenuto e avviene – è sempre L’Eco di Bergamo a spiegarlo – per “la mancanza di una grande rete di alloggi di edilizia residenziale popolare che limitano le aste, come avviene soprattutto nelle gradi città; e infatti la stragrande maggioranza delle aste si concentra su case con un prezzo tra 0 e 100 mila euro”.
A San Paolo d’Argon – come si evince dai siti dedicati alle aste giudiziarie – sono ben 11 gli alloggi che verrano posti all’asta nelle prossime settimane, tutti appartamenti di valore modesto, abitati fino a poco tempo fa o ancora abitati da famiglie. Sono abitazioni rientrate nella disponibilità delle banche dopo che le famiglie non sono più riuscite a pagare il mutuo e perso tutto quanto avevano versato in precedenza.
Nel nostro comune gli alloggi comunali assegnati tramite bando sono solo 32 su 2003 abitazioni (censimento 2011), l’1,6% a fronte di una media nazionale – peraltro una delle più basse fra i Paesi dell’Europa – che raggiunge a malapena il 5%. C’è da dire che malgrado queste palesi carenze, la nostra amministrazione comunale quanto quelle dei paesi vicini, di qualsiasi colore politico, considerano semplicemente una bestemmia quelle di investire nell’edilizia pubblica.
Di fronte alla crisi abitativa da parte nostra ci chiediamo se dobbiamo lasciare fare tutto alle banche che buttano le famiglie in strada o se non è invece il caso che lo Stato e gli enti locali intervengano per garantire il diritto all’abitare, incrementando il patrimonio edilizio pubblico e anche intervenendo sulle banche: intervenire sulle banche per dare una mano alle famiglie e non invece – come ha fatto il governo Renzi – solo per facilitare gli espropri delle banche e le ingiunzioni di sfratto alle famiglie.

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(23.01.17) TREVIGLIO. C’E’ LA NORMA PER SALVARE LE FAMIGLIE DALLO SFRATTO, MA POI, SE NON C’E’ LA MOBILITAZIONE SOLIDALE, LE PERSONE LE SFRATTANO COMUNQUE. PER ESEMPIO…

Questa mattina, lunedi 23 gennaio, a Treviglio, in via Milano, la famiglia di Mohamed, pur abitando in uno dei Comuni dove la legislazione fa obbligo agli enti locali di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato. Ci sono stati momenti di tensione; le nostre compagne e i nostri compagni sono stati minacciati di denuncia dall’ufficiale giudiziario e la polizia ha chiesto loro i documenti. Solo con fatica alla fine è stato possibile ottenere il rinvio dell’esecuzione (al 6 febbraio). Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, a Treviglio come negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l’applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e il sostegno alle famiglie sfrattate.
A Treviglio l’applicazione delle procedure previste è rallentata dalla Amministrazione comunale che non ha neppure predisposto i moduli per le domande. Mentre in diverse province d’Italia i Comuni, le Prefettura, gli Ufficiali giudiziari sono coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, in bergamasca le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero.
Per questo motivo Unione Inquilini chiede alla Prefettura che la legge venga a sostegno delle famiglie sfrattate venga applicata correttamente e tempestivamente. (23.01.17. Per Unione Inquilini Bergamo-Trevigio: Fabio Cochis, tel. 3397728683)

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