BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE CASA.

* Per consulenza e assistenza sui temi del diritto alla casa, lotta agli sfratti, tutela legale (consulenza gratuita), assistenza fiscale…

* Per non essere soli di fronte alla crisi e per lottare contro la dissoluzione dello “stato sociale”

BORGO DI TERZO, presso la sede del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia)

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TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 18.30 alle ore 20.00

(Riprende da MARTEDI’ 19 SETTEMBRE)

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Per info: tel. 3312190899 (marco), tel. 3389759975 (maurizio) mail: alternainsieme@yahoo.it

Appuntamenti: Sabato 23 settembre invitiamo a partecipare alla manifestazione “Bergamo Bene Comune”, con ritrovo alle ore 15.00 in Piazza Matteotti (davanti al Comune di Bergamo) e salita in Città Alta fino in Piazza Vecchia

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina.

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(04.08.17) BOLTIERE. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA CHE RISCHIA DI ESSERE BUTTATA IN STRADA SENZA PIETA’

* Venerdi 4 agosto dalle ore 9.00, presidio antisfratto a Boltiere in piazza IV Novembre

(04.08.17) BOLTIERE. L’esecuzione dello sfratto della famiglia Singh è stata posticipata di 30 gg. Pertanto è sospesa la mobilitazione antisfratto indetta per oggi.

Non si fermano neanche nel mese di agosto le esecuzioni degli sfratti e gli attivisti antisfratto dell’Unione Inquilini sono continuamente impegnati nel confronto con le amministrazioni Comunali per trovare soluzioni abitative per le numerose famiglie sotto sfratto perché colpite dalla crisi e cadute in povertà .
È il caso di Singh e della sua famiglia, costituita dalla moglie e due figli minorenni. L’inquilino che abita in un appartamento in affitto a Boltiere è disoccupato dal 2015 e non è più riuscito a trovare lavoro adeguato.
I pochi soldi guadagnati in lavori precari e sottopagati sono serviti per dare da mangiare ai suoi figli e Singh non è più riuscito a pagare l’affitto.
La proprietà, che detiene moltissimi appartamenti e negozi che affitta o vende, ha proceduto all’avvio dello sfratto per morosità.
Gli attivisti del Unione Inquilini sono riusciti, attraverso la trattativa con l’Amministrazione comunale di Boltiere, ad ottenere un aiuto economico che è stato interamente versato al proprietario per ottenere in passato un breve rinvio. Erogato il misero contributo, il Comune non intende più intervenire per soccorrere la famiglia. Pertanto ora siamo allo sgombero che rischia di lasciare la famiglia in mezzo alla strada.
Gli attivisti antisfratto organizzeranno un presidio di solidarietà nel giorno dello sgombero, venerdi 4 agosto, a Boltiere in piazza IV Novembre.
“Altro che uscita della crisi!” - secondo Davide Canto e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini: “Il disagio e povertà, come hanno confermato nei giorni scorsi i dati Istat, aumentano e colpiscono i ceti più deboli, mentre di fronte al problema della casa le Amministrazioni comunali annaspano ancora. Chiediamo l’intervento della Prefettura per fermare gli sgomberi.” (01.08.17, Unione Inquilini Bergamo, per info tel. 3397728683 – Fabio Cochis)

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(03.08.17) PRADALUNGA. PRESIDIO ANTI-SFRATTO IN SOLIDARIETA’ A MAURIZIO, COLPEVOLE DI ESSERE INVALIDO E POVERO

* Giovedì 3 agosto, PRESIDIO a  Pradalunga dalle ore 9.00 in Via Don Milani n. 52

Maurizio abita da solo in un appartamento in affitto a Pradalunga. È invalido con riduzione delle sue capacità fisiche al 70% e da tempo non trova lavoro. Questo ha obbligato Maurizio ad una vita di solitudine e povertà. La sua situazione non è un caso isolato in questa fase di crisi economica, anche in bergamasca.

Infatti nel 2015 le famiglie in condizione di povertà assoluta sono state in Italia pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila, il numero più alto dal 2005 a oggi. La stima arriva dall’Istat ed è contenuta nel Rapporto annuale sulla povertà in Italia.

La povertà assoluta cresce anche nel Nord Italia. Le persone in povertà assoluta a livello nazionale erano il 7,6% della popolazione residente nel 2015 (6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Anche la povertà relativa risulta aumentata: 8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti (12,9% nel 2014).

Come succede sempre più spesso, a seguito della impossibilità di pagare le spese del vivere quotidiano, è stata avviata contro di lui la pratica legale di sfratto per morosità sull’affitto di casa.

Giovedi 3 Agosto l’Ufficiale giudiziario, accompagnato dalla polizia, busserà alla porta di Maurizio Cattaneo con l’intento di sgomberare l’alloggio.

Gli attivisti di Unione Inquilini, nei mesi precedenti, hanno incontrato più volte l’Amministrazione Comunale di Pradalunga, con l’intento di trovare una soluzione alla condizione di precarietà abitativa e sociale dell’uomo. Una novità inaspettata è stata la scoperto per Maurizio di essere tra i primi in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare.

Però, come succede sempre più spesso, l’alloggio che il Comune dovrebbe assegnare è inagibile e dovrebbe essere ristrutturato ma i lavori non sono ancora iniziati.

Purtroppo questa situazione sembra non fermare l’Ufficilale giudiziario che, con la solita perseveranza, sembra intenzionato a buttare Maurizio sulla strada. Infatti il Comune non offre alcuna assistenza all’inquilino, essendo che la legge non obbliga le istituzioni a dare soccorso agli uomini adulti.

Gli attivisti anti-sfratto non se la sentono di lasciare Maurizio da solo e pertanto, giovedi 3 agosto, saranno in presidio davanti alla casa di Pradalunga in Via Don Milani n. 52

Chiediamo al Comune e al Prefetto che lo sfratto non venga eseguito. Deve essere garantito un passaggio non traumatico all’alloggio popolare che Maurizio ha ottenuto di diritto”. Davide Canto e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini di Bergamo sono decisi: “Disobbediremo al tentativo di sgombero perché non si affronta la povertà con gli sfratti”. (Unione Inquilini Bergamo, tel. 3397728683)

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(24.07.17) BERGAMO. IN TANTI AL PRESIDIO CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO PER LE CASE POPOLARI CHE PENALIZZA I POVERI

Unione Inquilini solidarizza con il Comitato degli abitanti di Via Pignolo mobilitati contro la svendita del “Principe di Napoli”

Oltre 150 inquilini sono intervenuti nel pomeriggio di oggi al presidio-manifestazione indetto dell’Unione Inquilini davanti al Comune di Bergamo in contemporanea con la seduta del Consiglio comunale cittadino.
Questo per sollecitare l’Amministrazione comunale ad intervenire contro il regolamento per gli accessi alle case popolari, attuativo della legge 16/2016, adottato dalla Giunta regionale lo scorso 21 giugno.
“Se passa questo regolamento – a ricordato al microfono Fabio Cochis, segretario dell’Unione Inquilini di Bergamo – i Comuni non avranno più strumenti per intervenire sull’emergenze abitative più drammatiche . Infatti verrà eliminata la possibilità di assegnare alloggi in deroga alle persone che rimangono senza casa per sfratto ad altro. Per questo chiediamo che anche il Comune di Bergamo si attivi contro la Giunta regionale”.
Come abbiamo denunciato, l’intenzione della Giunta regionale è quella di cambiare drasticamente le procedure vigenti per l’accesso agli alloggi con un sistema di graduatorie plurime e temporanee che limitano drasticamente la casa popolare proprio alle categorie sociali più povere. Non saranno più la condizione abitativa o lo sfratto a dare maggiore punteggio bensì gli anni di residenza in Lombardia
che si sommano agli anni di residenza nel comune! Invece degli investimenti nell’edilizia pubblica per affrontare correttamente dopo anni di latitanza i drammi dell’emergenza abitativa, anche in Lombardia come in altre regioni ci troviamo di fronte ad iniziative legislative e regolamenti che l’emergenza andranno semplicemente ad aggravarla.
Ma anche la Giunta Comunale di Bergamo purtroppo lascia molto a desiderare in tema di politiche abitative sociali. Proprio in questi giorni ha infatti deliberato di alienare a privati lo storico edificio già sede dell’Asilo “Principe di Napoli” di Via Pignolo, comprensivo di almeno una decina di alloggi pubblici da tempo abbandonati.
“Questa scelta della Amministrazione comunale – hanno ricordato Ornella Giudici del comitato del quartiere, che si è mobilitato per fermare la svendita, e Francesco Macario, segretario provinciale del Prc – è illegittima perché contravviene ad un preciso lascito che sancisce il carattere pubblico e sociale del Principe di Napoli. Ed è veramente scandaloso che, mentre in questa città ci sono tante persone e famiglie costrette a dormire in stazione, il Comune decida di alienare alloggi pubblici”.
Nella mattinata di martedì 25 luglio l’Unione Inquilini di Bergamo incontrerà l’assessore alla casa del Comune di Bergamo a cui saranno illustrate proposte e richieste degli inquilini, delle persone senza casa o in nella graduatoria nell’attesa di un alloggio popolare.
Un grazie di cuore a tutti coloro che oggi hanno partecipato alla mobilitazione. Ci rivedremo dopo le ferie per continuare e rafforzare la lotta per il diritto alla casa. (24.07.17, Unione Inquilini Bergamo)

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(24.07.17) UNIONE INQUILINI BERGAMO. SFRATTI: AGOSTO ROVENTE IN BERGAMASCA

Boom di sfratti nel mese delle ferie.
Non si fermano neanche nel mese di agosto le esecuzioni degli sfratti e gli attivisti antisfratto dell’Unione Inquilini sono continuamente impegnati nel confronto con le amministrazioni Comunali per trovare soluzioni abitative per le numerose famiglie sotto sfratto perché colpite dalla crisi e cadute in povertà .
Altro che “uscita della crisi”! Il disagio e povertà, come hanno confermato nei giorni scorsi i dati Istat sulla povertà assoluta, aumentano e colpiscono i ceti più deboli, mentre di fronte al problema della casa le Amministrazioni comunali annaspano ancora.
Nelle prossime settimane saremo impegnati in più realtà della provincia. Saremo, in particolare, nella Bassa Bergamaca, dove si registrano sfratti nella zona di Verdello, Boltiere, Bonate Sotto e in Val Seriana.
Ci preme qui segnalare due vicende particolarmente urgenti.
A Nembro nei prossimi giorni Ufficiale Giudiziario busserà alla porta della famiglia di Samia, di suo marito e del loro bambino di 10 mesi per buttarli per strada. Ci siamo attivati nel confronto con i Servizi sociali, ma, malgrado diversi incontro, non si intravede ancora una soluzione abitativa alternativa. Non ci resta quindi che chiedere un incontro urgente con il sindaco del paese.
A Pradalunga anche Maurizio (62 anni) è sotto sfratto; è disoccupato e non riesce a trovare un lavoro. Nelle prossime settimane l’ufficiale giudiziario busserà alla sua porta per la seconda volta col mandato di sgomberare l’alloggio in cui vive. Malgrado il confronto con l’Amministrazione comunale ricercato costantemente dal nostro sindacato, non si intravvede ancora una soluzone abitativa dignitosa.
Facciamo richiesta, pertanto, al Prefetto di sollecitare le autorità preposte ad operare affinché a tutte le famiglie sotto sfratto sia assicurato il passaggio “da casa a casa”, nel modo meno traumatico possibile. Da parte nostra non tollereremo che famiglie e persone sfrattate vengano lasciate sole, neppure nel mese delle ferie! (24.07.17 - Davide Canto per Unione Inquilini Bergamo - tel. 3345086230)

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(24.07.17) BERGAMO. PRESIDIO-MANIFESTAZIONE CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

Regione Lombardia: neanche un euro per le case popolari, ma una Legge per privatizzare e per aumentare gli affitti e un Regolamento che penalizza i più poveri

* Lunedì 24 luglio ore 17.30 - 19.15, PRESIDIO-MANIFESTAZIONE a BERGAMO - davanti al Comune (Palazzo Frizzoni in Piazza Matteotti)

VOLANTINO

Il nuovo Regolamento Regionale per l’accesso alle case popolari discrimina le famiglie povere. I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa e gli sfratti

La Legge Regionale 16/2016. Non più case popolari ma “servizi abitativi” per chi può pagare, i poveri stanno fuori (in strada). La Giunta della Regione Lombardia, l’anno scorso, ha fatto approvare la legge n°16/2016. E’ stato stravolto il sistema delle case popolari facendolo diventare – con l’introduzione del principio della sostenibilità economica - un servizio per chi può pagare,.
Le case popolari dovrebbero aiutare i poveri. Invece è previsto il limite del 20% per l’accesso delle famiglie con reddito basso. Pertanto la legge limita seccamente l’accesso alle case popolari proprio a chi ne ha più bisogno!

LA GIUNTA REGIONALE APPROVA UN PESSIMO REGOLAMENTO
Legge 16/2016 ha previsto la successiva emanazione di alcuni Regolamenti applicativi. Tra questi quello per gli accessi alle case popolari. Da una brutta legge regionale non poteva derivare che un pessimo regolamento.

1. Non tutti possono fare la domanda
Per potere presentare la domanda è necessario essere in una delle seguenti categorie: anziani (max 30%); famiglie monoparentali (max 20%); disabili (max 15%); famiglie di nuova formazione (max 20%); forze di polizia (max 10%); altre categorie di rilevanza sociale (max 5%) solo se deciso dai Comuni.
Gli altri sono esclusi. Per esempio: una famiglia di 2 adulti con uno o più minori, indipendentemente dalla situazione alloggiativa in cui si trova (ad es. sfratto, sovraffollamento, ec..), non appartenendo ad alcuna delle categorie previste non potrà neppure fare domanda.

2. Tante (finte) graduatorie, nessuna giustizia
La nuova legge prevede una graduatoria per ogni singolo alloggio. Ogni cittadino potrà presentare la domanda per cinque alloggi disponibili e la sua domanda varrà solo per l’alloggio nella cui graduatoria si trova nella posizione migliore. Le singole graduatorie non saranno organizzate in base al criterio dell’effettivo bisogno, ma sarà decisiva la categoria in cui si è inseriti. Inoltre le graduatorie cesseranno di esistere una volta finita la procedura di assegnazione, mettendo fine alla graduatoria generale.
Esempio: nel caso sia già stata raggiunta la percentuale massima degli alloggi destinati ai disabili, una famiglia con un componente disabile sarà superata nell’assegnazione da chi appartiene ad altre categorie anche se con punteggio più basso. C’è inoltre una riserva del 10% delle assegnazioni per le forze di polizia, ma non ci sono limiti ai requisiti di accesso, come succede per le altre categorie, per cui se uno appartiene alle forze di polizia accede alla casa anche con un reddito elevato.

3. Esclusione dei più poveri dalla casa popolare
La nuova norma regionale introduce un limite del 20% di assegnazioni per le famiglie indigenti (più povere) che, in ogni caso, dovranno obbligatoriamente essere seguite dai Servizi Sociali comunali. I Servizi Sociali avranno il potere di permettere o impedire di fare domanda per la casa popolare.
Non viene considerato che la motivazione per cui una famiglia fa domanda di casa popolare è la povertà economica, cioè l’impossibilità di sostenere i prezzi dell’affitto sul mercato privato.

4. Niente assegnazioni in emergenza, nemmeno agli sfrattati
Il nuovo Regolamento cancella l’assegnazione di alloggio per “l’emergenza abitativa”. Questo è l’unico strumento per aiutare le familiari più in difficoltà (anziani, minori, invalidi…) per le quali si presenta un evento straordinario (sfratto o altro), attraverso l’assegnazione di un alloggio popolare in deroga alla graduatoria.
In pratica: non sarà più possibile presentare una domanda di emergenza abitativa. Inoltre il punteggio riferito allo sfratto viene fortemente limitato.
Il risultato sarà che i Comuni resteranno privi di strumenti per affrontare qualsiasi tipo di emergenza, sfratti compresi. La gente finirà in strada senza possibilità di intervento.

5. La durata della residenza vale di più della povertà o di uno sfratto
Nel nuovo Regolamento i punteggi della durata della residenza in Lombardia e nel comune hanno un peso importantissimo, poiché tra loro cumulabili, e possono arrivare a pesare per più del 50% all’interno del punteggio complessivo.
Viene introdotto un’ulteriore esclusione nei confronti di chi risiede da meno tempo sul territorio, indipendentemente dalla condizione di emergenza abitativa della famiglia (sfratto, sovraffollamento, ecc..).
In verità chi governa è incapace di dare una risposta abitativa alle tante famiglie in difficoltà economica. Quindi la Giunta regionale decide di mettere in concorrenza i poveri sulla base della residenza sul territorio.

6. Manca ancora la Piattaforma informatica a causa di inefficienza
Tutto il nuovo sistema di accesso verrà gestito da una Piattaforma informatica che attualmente non è ancora stata resa disponibile dai burocrati della Regione Lombardia. Senza la Piattaforma non esiste alcun Regolamento.

7. La titolarità esclusiva del provvedimento di assegnazione sottratta al Comune
Il Regolamento affida il provvedimento di assegnazione al soggetto proprietario dell’alloggio, sottraendolo al Comune. Gli altri soggetti titolati possono essere le ALER ma anche società private.

8. Assegnazione di alloggi sotto la soglia minima di vivibilità
Per i nuclei familiari composti da una sola persona è prevista l’assegnazione di un alloggio con superficie inferiore a 28 mq. Questo crea un rischio igienico-sanitario ma anche di mancanza di rispetto della dignità delle persone.

LE INIZIATIVE SINDACALI PER CAMBIARE IL REGOLAMENTO
I Sindacati degli Inquilini hanno trattato con l’Assessore alla casa della Regione Lombardia ottenendo anche alcune modifiche migliorative del Regolamento che, però, sono insufficienti.
Unione Inquilini inizia una mobilitazione per sollecitare un intervento dei Comuni che chieda alla Regione Lombardia una modifica profonda sia del Regolamento per gli accessi, sia della Legge 16/2016.

* Unione Inquilini - 24125 Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g - tel. 035236912 - 3397728683

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(13.07.17) BERGAMO. MOBILITAZIONE CONTRO NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

* Giovedì 13 luglio alle ore 18.30, assemblea presso Unione Inquilini, Via Borgo Palazzo 84/g - Bergamo

Penalizzate le famiglie più povere.

Nei prossimi giorni la Giunta regionale vuole approvare un pessimo regolamento per l’accesso alle case popolari.
Da una brutta legge regionale, la n° 16/2016, non poteva derivare che un pessimo regolamento.
Una normativa che stabilisce un sistema di attribuzione dei punteggi per accedere alle case popolari che penalizza le famiglie che versano nelle più gravi condizionidi emergenza abitativa e sociale e quelle più povere, privilegiando la condizione anagrafica (indipendentemente dalla condizione economica)
I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa, in particolare quella degli sfratti, poiché scompare ogni procedura di assegnazione di emergenza per chi ha perso la casa o la sta perdendo.
Chiediamo che i Comuni, a partire dalla città capoluogo, che in questi anni hanno dovuto affrontare l’emergenza sfratti, si facciano promotori di una forte opposizione a questo regolamento.
Per questo, prepariamo un presidio-manifestazione davanti al Municipio della città di Bergamo.(Unione Inquilini Bergamo. Per info: 339.7728683 - Fabio Cochis)

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BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE AUTOGESTITO

* Per consulenza e assistenza sui temi del diritto alla casa, lotta agli sfratti, tutela legale (consulenza gratuita), assistenza fiscale…

* Per non essere soli di fronte alla crisi e per lottare contro la dissoluzione dello “stato sociale”

BORGO DI TERZO, presso la sede del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia)

TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 18.30 alle ore 20.00

Per info: tel. 3312190899 (marco), tel. 3389759975 (maurizio) mail: alternainsieme@yahoo.it

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina

* Bergamo. Giovedì 13 luglio ore 18.30, presso la sede di Unione inquilini (Via Borgo Palazzo 84/g), ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI per preparare la mobilitazione contro il nuovo regolamento per l’assegnazione delle case popolari

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(30.06.2017) ROMANO DI LOMBARDIA. PRESIDIO PER FERMARE UNO SFRATTO CHE SI POTEVA EVITARE. UNIONE INQUILINI: “E’ IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI”

* (27.06.17) PRESIDIO ANTISFRATTO ANNULLATO.Nel pomeriggio di oggi l’incontro Unione Inquilini - Servizi sociali del Comune si è risolto positivamente. Il presidio antisfratto convocato per venerdì 30 giugno viene pertanto annullato.

(info tel. 3397728683 -Fabio)

Kamoli abita a Romano di Lombardia (bg), in un alloggio di proprietà di una importante e ricca famiglia.
Kamoli ha un lavoro come commerciante ambulante. A causa dell’impoverimento che sta colpendo tante famiglie, non è riuscito più a guadagnare abbastanza per pagare l’affitto e, contemporaneamente, dare da mangiare alla sua famiglia (moglie e due figli minorenni, di 5 e 2 anni). Per questo è stata avviata la pratica legale di sfratto per morosità e il Tribunale di Bergamo ha convalidato lo sfratto.
Da gennaio la famiglia di Kamoli è stata inserita - dietro regolare domanda - nella graduatoria per il sostegno e l’accompagnamento sociale verso un nuovo alloggio (“Contributo per la morosità incolpevole”, previsto dalla legge 102 del 2013). Quindi ci sono tutte le condizioni, e anche gli obblighi di legge per le istituzioni preposte, perché alla famiglia di Kamoli si possa evitare lo sgombero, posticipare lo sfratto, rimborsando la proprietà e garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Infatti la famiglia si trova inserita, in buona posizione, nella graduatoria per avere una casa popolare.
Ma quello che si prospetta per venerdi mattina è l’esecuzione dello sfratto. Infatti i Servizi sociali di Romano di Lombardia, nonostante la disponibilità del proprietario dell’alloggio, si rifiutano di erogare la somma richiesta.
Questo è uno sfratto che non si può e non si deve eseguire, perché getterebbe sulla strada una famiglia. Oppure la situazione imporrà alla Amministrazione comunale costi, per la collocazione della donna e dei minori in una comunità di accoglienza, che graveranno su tutta comunità, quando sarebbe stato possibile attingere a fondi che il governo hanno erogato (per Romano di Lombardia: 117 mila euro) e che, se non spesi, dovranno essere restituiti.
Venerdi per evitare il peggio è necessaria la mobilitazione per chiedere il rispetto delle leggi, contro proprietà e forze dell’ordine che vogliono sgomberare. Facciamo appello alla solidarietà. L’appuntamento per il presidio è alle ore 9 in via Mameli n°25 a Romano di Lombardia.

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(20.06.17) BORGO DI TERZO. RAFFORZIAMO LO SPORTELLO SOCIALE PER IL DIRITTO ALLA CASA E I DIRITTI SOCIALI

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* Martedì 20 giugno, ore 21.00, ASSEMBLEA, a Borgo di Terzo, presso Rifondazione Comunista Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia). Sono invitati tutti gli interessati.

Il tema del diritto alla casa, della solidarietà e del mutualismo saranno al centro dell’incontro che si prefigge l’obiettivo di rilanciare in Valcavallina la lotta contro gli sfratti e per i diritti sociali. Un’occasione per fare il punto sulla situazione sociale del territorio dopo quasi 10 anni di crisi economica e per costruire, attraverso le pratiche del mutalismo, della solidarietà e del conflitto, una resistenza attiva alle politiche di privatizazzione e di negazione dei diritti stabiliti dalla Costituzione. Al primo punto la necessità di rafforzare anche in Valcavallina lo “sportello sociale” come strumento concreto di difesa per chi più ne ha bisogno. Interverrà all’incontro di martedì 20 giugno Fabio Cochis, segretario provinciale Unione Inquilini. (A cura Unione Inquilini e Rifondazione Comunista Valcavallina - per info tel. 3389759975 - Maurizio)


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