(8-13.10.18) MOBILITAZIONE NAZIONALE “SFRATTI ZERO”: DIRITTO ALLA CASA, AL LAVORO, AL REDDITO. GLI APPUNTAMENTI A BERGAMO E PROVINCIA

In bergamasca, ogni anno, fin dall’inizio della crisi economica, non meno di 400-500 famiglie subiscono sentenze di sfratto, nel 90% motivate da morosità per lo più incolpevole. A questi bisogna aggiungere le famiglie che perdono la casa perché non riescono più a pagare il mutuo, situazioni queste molto frequenti in alcune zone della provincia, ma che sfuggono alle statistiche ufficiali. Ogni anno oltre 500-600 famiglie sono sfrattate con l’uso della forza pubblica.
Tante sono collocate nelle graduatorie comunali per una casa popolare, alle quali non viene data nessuna risposta concreta. Tutto questo mentre alcune migliaia di alloggi di edilizia pubblica rimangono ancora oggi chiuse perché prive di manutenzione.
Ogni anno, centinaia di lavoratori e pensionati sono costretti ad andare in sofferenza nel pagamento degli affitti e delle spese condominiali, anche nelle case popolari, a causa dei processi di privatizzazione dell’edilizia residenziale pubblica imposti dai governi della Regione Lombardia.
Questi sono gli effetti delle politiche liberiste e di precarizzazione del lavoro attuate dai governi nazionali che si sono succeduti in questi anni e che hanno prodotto licenziamenti e forti riduzioni nei redditi.
Il Governo Salvini-Di Maio sta creando, anche attraverso il decreto sicurezza, divisioni tra i ceti popolari e razzismo, imponendo l’idea che il nemico è colui che ha i tuoi stessi bisogni ma è un poco più povero.
Noi rifiutiamo questa visione della società. Tutti i lavoratori, italiani e stranieri, sono costretti ai licenziamenti, all’azzeramento dei diritti nei luoghi di lavoro, alla riduzione dei redditi. Per questo tanti perdono la casa e sono condannati alla esclusione sociale.
Il territorio di tanti comuni della provincia, in questi ultimi decenni è stato deturpato, vittima di una cementificazione selvaggia che è stata favorita dalla deregolamentazione urbanistica.
Nonostante questo, i governi, quelli di prima e quello di adesso, pensano che la soluzione del problema casa  stia nella riduzione, fino all’azzeramento, dell’intervento pubblico per liberare la rendita immobiliare speculativa da regole e vincoli sociali, con tanto di provvedimenti repressivi verso chi è ridotto alla disperazione.
Ottobre 2018 è il mese di mobilitazione “Sfratti Zero”, lanciata dall’Alleanza Internazionale degli Abitanti. Questi gli appuntamenti che abbiamo previsto nei prossimi giorni:

* Lunedì 8 ottobre, assemblea degli inquilini delle case popolari a Bergamo, Via Luzzatti, Saletta del Portierato sociale (in collaborazione con il Comitato inquilini di Via Luzzatti)

* Martedì 9 ottobre a Bergamo, assemblea degli attivisti e delle famiglie sfrattate, alle 19 presso la sede di Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g (al termine cena sociale autogestita).

* Mercoledì 10 ottobre a Treviglio, manifestazione cittadinacon ritrovo in Via Casnida 41 alle ore 16.00 e inizio corteo ore 17.00. In collaborazione con il Collettivo “Tana Libera Tutti”.

* Sabato 13 ottobre a Bergamo, manifestazione unitaria promossa da comitati e organizzzaioni sindacali, ritrovo alle ore 14.30 in Via Torquato Tasso 8 (Prefettura).

Unione Inquilini Bergamo e provincia, 7 ottobre 2018 (per comunicazioni tel. 3397728683)

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(27.09.18) TREVIGLIO. Le politiche abitative neo-liberiste hanno prodotto un disastro sociale. Uniamoci per una mobilitazione in difesa del diritto alla casa


* Assemblea degli attivisti anti-sfratto e delle famiglie di inquilini: Treviglio, giovedi 27 settembre, ore 20.00 presso la sede Unione Inquilini di via Zenale n. 1

Le politiche abitative degli ultimi venti anni, dei governi e degli enti locali, indirizzate verso la liberalizzazione dei canoni, la privatizzazione e dismissione del patrimonio e dell’intervento pubblico, hanno prodotto un aumento insostenibile degli affitti di mercato.
Il risultato è stato che dal 2008 gli sfratti per morosità incolpevole sono aumentati in modo vertiginoso.
Negli ultimi anni il fenomeno sfratti impatta soprattutto nei territori della Bassa Bergamasca e maggiormente nei medi comuni, come quello di Treviglio, dove non ci sono gli strumenti e spessissimo nemmeno la volontà di dotarsi di una politica abitativa.
Infatti, a Treviglio, l’attuale amministrazione comunale, come quella precedente, brilla per l’assenza di politiche rivolte al sostegno al reddito dei ceti popolari.
La giunta comunale governata da Pezzoni aveva predisposto piani vendite a fini speculativi negli edifici di case popolari. L’attuale Giunta comunale invece ha avviato la dismissione “de facto” del patrimonio abitativo pubblico, dove circa 50 alloggi restano non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione.
Per questo il comune di Treviglio ha accolto, in due (2) anni, soltanto il 7% delle domande di case popolari presentate, a fronte di più di 300 persone o famiglie in attesa da anni nelle graduatorie.
Nonostante tutto questo i Servizi sociali del comune hanno deciso di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per le madri e i figli minorenni.
L’Amministrazione comunale non riesce (o non vuole) neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per sostenere gli affitti delle famiglie a basso reddito. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Questo avviene nonostante vi siano famiglie che non riescono più neppure ad accedere al mercato della locazione e sono costretti alla coabitazione oppure all’affitto di camere o di letti “a nero”.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d’Italia) per evitare gli sgomberi violenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Occorre costruire una mobilitazione sociale che unifichi i settori sociali precari della città per lottare per il diritto al reddito e alla casa come essenziali alla vita delle famiglie impoverite dalla crisi economica.
Lottiamo per politiche abitative che incrementino le abitazioni sociali e attuino una calmierazione dei canoni di affitto privati. Gli sfratti e gli sgomberi vanno fermati.
Invitiamo tutti gli inquilini, gli attivisti sindacali e di movimento, e tutte le persone che hanno a cuore la solidarietà. (A cura di: Unione Inquilini Treviglio; per info: tel. 3397728683)

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(17.09.18) CARAVAGGIO. LO SFRATTO DI MARIA P. E’ RIMANDATO MA LA SITUAZIONE RESTA DISPERATA

Il presidio organizzato dagli attivisti di Unione Inquilini, in solidarietà a Maria P., ha ottenuto il rinvio dello sfratto che doveva essere eseguito questa mattina con l’impiego della forza pubblica.

Purtroppo, come sempre più spesso avviene, l’ufficiale giudiziario non ha comunicato la data del prossimo accesso, lasciando la giovane donna nell’incertezza e nell’ansia che lo sgombero possa avvenire senza preavviso.

L’Amministrazione comunale di Treviglio, i cui servizi sociali hanno in carico la giovane donna, non si dimostrano disponibili a intervenire per garantire un sostegno, nemmeno temporaneo.

Gli attivisti di Unione Inquilini sono impegnati a monitorare la situazione e ad intervenire in nome dei principi di solidarietà a cui gli enti preposti si negano. (17.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

Cfr. anche “Giornale di Treviglio” 17.09.18: qui

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(17.09.18) CARAVAGGIO. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE MARIA P., DONNA SOLA E DISOCCUPATA

* Presidio antisfratto, lunedi 17 settembre, ore 8.30, Via Amilcare Bietti n° 34, Caravaggio (info c/o cell. 3397728683 - Fabio)

Maria P. è disoccupata e abita sola in un appartamento monolocale affittato a 340 euro al mese. La casa appartiene a una delle poche famiglie che, nella bassa bergamasca, detengono decine e decine di immobili a uso abitativo, spesso in pessimo stato manutentivo, che affittano a prezzi insostenibili.
La giovane ragazza vive in una precaria condizione economica e ha subito in passato già altri sfratti per morosità incolpevole. La crisi economica è stata devastante per Maria P., sopravvive grazie a piccoli lavori saltuari, spesso pagati a “nero”, e al sostegno di amici.
Nonostante abiti a Caravaggio, ha mantenuto la residenza a Treviglio, in quanto i Servizi sociali che la seguono le avevano promesso un qualche tipo di aiuto.
Purtroppo nel momento del bisogno, l’Amministrazione comunale le ha negato qualsiasi tipo di sostegno, neppure sarà collocata nella comunità di accoglienza per donne sole che a suo tempo le era stata prospettata dai Servizi sociali di Treviglio.
Quello di Maria P. è l’ennesimo caso di sfratto che rischia, se sarà eseguito, di ingrossare il numero dei senza fissa dimora che vivono nel territorio di Treviglio.
Gli attivisti di Unione Inquilini non se la sentono di abbandonare al suo destino questa giovane ragazza e saranno presenti con un presidio anti-sfratto per esprimere una solidarietà attiva che gli Enti locali non sono più in grado di garantire. (16.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

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(31.07.2018) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: “IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ABITATIVE E SOCIALI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE”

“In questo modo si aumentano i senza-tetto”.


A Treviglio questa mattina a seguito della mobilitazione antisfratto promossa in Via Casnida 41 dagli attivisti di Unione Inquilini, dal Comitato per il diritto alla casa e dal “Kollettivo Tana Libera Tutti” non è stato eseguito lo sgombero di una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Purtroppo non ci è stato comunicato la data del prossimo accesso dell’ufficiale giudiziario e pertanto temiamo che – come già avvenuto a Treviglio la scorsa settimana - lo sgombero possa essere eseguito senza preavviso, con il risultato di buttare in strada un’altra famiglia.
Secondo gli attivisti anti-sfratto l’Amministrazione comunale di Treviglio mostra di aver abbandonato ogni tipo di politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune scelgono di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.
A tale proposito Unione Inquilini ha scritto al Garante lombardo per l’infanzia e per l’adolescenza denunciando la violazione di obblighi legali a cui è tenuto il Sindaco relativamente alle convenzioni internazionali quali: • l’art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall’Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; • l’art. 27 della Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; • gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall’Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Si tratta di obblighi legali che derivano dalla ratifica, da parte dello Stato italiano, di convenzioni internazionali che impongono alle autorità locali (non solo all’autorità nazionale) azioni e politiche adeguate di protezione delle donne e dei minori.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per combattere l’emergenza abitativa. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Infatti la DGR n. 5644 del 3/10/2016, attraverso fondi in gran parte provenienti dallo Stato centrale stanziava € 160.670,85; con la DGR n. 7464 del 4.12.2017 altri € 36.004,28. Su un totale di € 196.675,13 a disposizione, l’Amministrazione comunale ne ha speso, ad oggi 31/07/2018, circa € 91.343,42, cioè meno della metà (46%) in due anni. Il rischio vero è che i soldi non spesi, entro fine anno 2018, debbano essere restituiti, nonostante vi siano famiglie che non riescono neppure ad accedere al mercato della locazione.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d’Italia) per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Segnaliamo il caso della famiglia sgomberata da Via dei Malgari due settimane addietro, di cui si sono perse le tracce, ma che sappiamo ancora presente sul territorio.
Oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi delle case popolari restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria. L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 26 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità. (Unione Inquilini Bergamo-Treviglio, 31.07.18)

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(31.07.18) TREVIGLIO. MANIFESTAZIONE ANTISFRATTO

* Appuntamento alle ore 8.30 di martedi 31 luglio, dalle ore 8.30, Via Casnida n° 41-Treviglio. Nel corso della manifestazione: conferenza stampa con presentazione dei dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio. Info c/o Unione Inquilini Treviglio/Bergamo - tel. 3387728683 (fabio)

A Treviglio martedi 31 luglio ufficiale giudiziario e forze dell’ordine interverranno per “buttare in strada” una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Il capofamiglia fa parte di una lunga schiera di “lavoratori poveri”: coloro che con il loro salario non riescono neppure a coprire le spese del vivere quotidiano. L’inquilino infatti lavora in una fabbrica del bergamasco con un contratto a chiamata, assunto da una cooperativa di intermediazione lavorativa.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune hanno scelto di abbandonare la famiglia a sé stessa, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta nemmeno per la madre e i figli minorenni.
Il Comune di Treviglio è fra quei comuni che mostrano di voler rinunciare ad una politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione, per combattere l’emergenza abitativa.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto.
Per questi motivi martedi 31 luglio Unione Inquilini, insieme al collettivo “Tana Libera tutti”, organizza una manifestazione di protesta contro l’ennesimo sfratto eseguito con l’utilizzo della polizia. La giornata di mobilitazione avrà inizio alle ore 8.30 a Treviglio in via Casnida n° 41, di fronte alla casa della famiglia di cui è previsto lo sgombero.
Nella conferenza stampa, prevista durante la manifestazione, presenteremo i dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale compresa la testimonianza di una famiglia rimasta senza tetto e assistenza dopo aver subito uno sfratto nei giorni scorsi. (Unione Inquilini Trevigio/Bergamo, 26.07.18)

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(13.06.18) TREVIGLIO. MANIFESTAZIONE ANTISFRATTO

* Appuntamento alle ore 8.30 di mercoledì 13 giugno a Treviglio in Via ai Malgari 2; nel corso della manifestazione CONFERENZA STAMPA con presentazione dei dati del Ministero degli Interni sugli sfratti nel 2017 - Info c/o Unione Inquilini Treviglio/Bergamo - tel. 3387728683 (fabio)

A Treviglio mercoledi 13 giugno ufficiale giudiziario e forze dell’ordine interverranno per “buttare in strada” una famiglia con 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno).

I Servizi sociali del comune hanno scelto di abbandonare la famiglia a sé stessa, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.

Il Comune di Treviglio è fra quei comuni che mostrano di voler rinunciare ad una politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio

Infatti, oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria.

L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale è risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 35 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità.

Tante famiglie rimangono anni in graduatoria pur vivendo spesso in condizioni sociali drammatiche.

Per questi motivi mercoledi 13 giugno Unione Inquilini organizza una manifestazione di protesta contro l’ennesimo sfratto eseguito con l’utilizzo della polizia. La giornata di mobilitazione avrà inizio alle ore 8.30 a Treviglio in via dei Malgari 2, di fronte alla casa della famiglia di cui è previsto lo sgombero.

Nella conferenza stampa prevista durante la manifestazione presenteremo i dati del Ministero dell’interno relativi agli sfratti 2017 in bergamasca. (Unione Inquilini Trevigio/Bergamo, 11.06.18)

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(09.05.18)TREVIGLIO. LA SOLIDARIETA’ SI MOBILITA PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA DA UNO SFRATTO. DOVE E’ IL COMUNE?

* Presidio anti-sfratto: Mercoledi 9 maggio alle ore 8.30 Treviglio, Via ai Malgari 2

Ramazan è disoccupato e abita insieme a moglie e 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno). Non è riuscito a pagare l’affitto e ha ricevuto uno sfratto per morosità incolpevole. È uno dei tanti sfratti che si ripetono senza interruzione da quando è iniziata la crisi economica. Non rappresentano più una emergenza ma un dato strutturale che cresce con l’aumento della povertà. La cosa impressionante è la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Infatti l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali che influiscono pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa. Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto. Solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso, messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, si occuperanno di alleviare i disagi della famiglia sfrattata. Di fronte ad una Amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che la Prefettura intervenga con il blocco degli sgomberi, almeno dove sono coinvolti minorenni, invalidi, anziani. Mercoledi 9 maggio a Treviglio, Via ai Malgari 2, gli attivisti anti-sfratto saranno presenti per un presidio che cercherà di evitare lo sgombero violento. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - maggio 2018)

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(23.12.17)TREVIGLIO. IL COMUNE LASCIA INDIETRO I POVERI. NOI NO! RACCOLTA FONDI PER LE FAMIGLIE SFRATTATE DI TREVIGLIO

* Sabato 23 dicembre da ore 15.00 a ore 18.00, Piazza Manara (di fronte al Comune di Treviglio), banchetto con distribuzione di arance e zucche biologiche

Lo scorso 13 dicembre gli attivisti di Unione Inquilini hanno soccorso una famiglia (i due genitori con quattro figli minori) che era stata buttata in strada a seguito di uno sfratto. E’ stata necessaria una lunga trattativa perché i Servizi sociali - secondo gli obblighi di legge - collocassero per alcuni giorni la famiglia in albergo in attesa di rendere agibile l’alloggio per il quale la famiglia aveva già sottoscritto un contratto d’affitto .
Impressiona la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Attenendosi alle politiche di austerità decise da Unione Europea e dal governo, in questi anni, l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali. Questo influisce pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a  non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa.
Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente; di fatto non si adempie l’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia).
Nel caso dello sfratto del 13 dicembre infatti esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa ed evitare le spese dell’albergo. Niente di tutto questo è stato fatto.
Anche in questa occasione, sono state solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, che hanno contribuire ad alleviare di disagi della famiglia sfrattata.
Di fronte ad una amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che tutte le forze politiche e sociali facciano sentire la loro voce.
Sabato 23 dicembre organizziamo un banchetto-presidio per denunciare questa situazione, per raccogliere fondi per il sostegno economico alle famiglie che hanno perso la casa o la stanno perdendo e… per augurare Buone feste alle concittadine e ai concittadini che hanno a cuore i valori della solidarietà e della giustizia sociale. L’appuntamento è alle ore 15.00 alle ore 18.00 davanti al Municipio di Treviglio in Piazza Manara. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - dicembre 2017)

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Il padre Mohammed era rimasto disoccupato e non era più riuscito a pagare il mutuo della abitazione, che pertanto è andata all’asta nei mesi scorsi. Incorsa nelle procedure dello sfratto, la famiglia, padre, madre e i 4 figli (di 12, 10 e due gemelli di 8 anni), si è rivolta ai servizi sociali di Treviglio, uno fra i comuni della bergamasca che può usufruire dei fondi previsti dalla legge per sostenere la morosità incolpevole e permettere così la “graduazione degli sfratti”, garantendo il passaggio da casa a casa.

A Treviglio ci sono anche diversi alloggi popolari vuoti e un numero considerevole di appartamenti sfitti nel mercato privato della casa; Mohammed infatti ultimamente è riuscito a trovare un nuovo lavoro ed avrebbe quindi – con il sostegno iniziale dei servizi sociali – la possibilità di prendersi un nuovo alloggio in affitto.

Allo stato attuale nessun proprietario di alloggi si è reso ancora disponibile ad affittare a Mohammed e la famiglia, pur avendo fatto regolare domanda in Comune per aderire alle procedure previste per la graduazione dello sfratto, è stata lasciata a sé stessa

Così stamattina senza preavviso l’ufficiale giudiziario si è presentato all’abitazione di Mohammed quando lui era al lavoro e la moglie era ad accompagnare i figli a scuola. Al ritorno entrambi hanno trovato la casa sbarrata e solo nel tardo pomeriggio sono riusciti a recuperare effetti personali, vestiti, medicinali, materiali scolastici e così via, nonché le vivande per la bambina celiaca.

L’Unione Inquilini è intervenuta a fianco della famiglia incontrando il Comune, che allo stato attuale si è impegnato ad alloggiare in un albergo le persone rimaste senza casa soltanto per due giorni; nella giornata di domani il nostro sindacato pertanto incontrerà di nuovo l’Amministrazione comunale.

Abbiamo denunciato più volte le inadempienze dell’Amministrazione comunale di Treviglio in tema di diritto alla casa, – ha dichiarato Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini – Inadempienze che si traducono in gravi disagi che coinvolgono - come in questo caso - anche i minori. Abbiamo informato da tempo il Prefetto per chiederne l’intervento nei confronti dei comuni affinché siano applicate indicazioni legislative per le quali sono state da tempo stanziate risorse specificamente indirizzate a garantire il passaggio da casa a casa alle persone sfrattate. Sono passati mesi e mesi, ma la situazione – per quanto riguarda diversi comuni, tra cui Treviglio – non sembra cambiata. Scandaloso infine il fatto che i proprietari trevigliesi di immobili persistano nel rifiuto di affittare a stranieri.” (Unione Inquilini Bergamo/Treviglio - 13.12.17)

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