(28.09.15) CASTELLI CALEPIO. RIPARTE LO “SPORTELLO SOCIALE” PER IL DIRITTO ALLA CASA E PER LA LOTTA ALLA CRISI

* Tutti i lunedì, a partire dal 28 settembre 2015, dalle ore 19.00 alle ore 20.30 a Castelli Calepio, via Roma 21 (a Tagliuno, presso sede di Rifondazione Comunista)

Dopo la sospensione estiva, da lunedì 28 settembre riapre regolarmente tutti i lunedì lo Sportello Sociale della Valle Calepio per la consulenza e l’assistenza sui temi della casa, lotta agli sfratti, lavoro, immigrazione, scuola, rapporto cittadini-istituzioni. Lo sportello opera in collaborazione con l’Unione Inquilini di Bergamo, il locale Circolo di Rifondazione Comunista e altre associazioni. Per comunicazioni: Claudio Sala tel. 333.8737525 - Rosanna Canestrale 342.6334747

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Alcuni nostri conoscenti ci chiedono come si sia conclusa la vicenda dello sfratto di cui abbiamo scritto nelle scorse settimane (cfr. alternainsieme.net 15.02.15 qui e 17.02.15 qui). Per Francesco, il cuoco di quasi 65 anni, disoccupato, sfrattato da un appartamento al “Bivio”, i servizi sociali del Comune hanno provveduto ad alloggiarlo in un un bed&breakfast, in attesa di approntare altra sistemazione. Francesco, purtroppo, continua ad essere in grave difficoltà perché non ha alcun reddito, non trova lavoro, ha bisogno per sopravvivere dei pacchi della Caritas. Ancora nulla da fare neppure per Luciana, l’anziana lavoratrice disoccupata e senza casa, che continua a non trovare lavoro, vive provvisoriamente a casa di conoscenti e si sta sbattendo per un’occupazione e per un aiuto dalle istituzioni competenti (non risulta residente a San Paolo d’Argon). Non c’è mai una fine alle vicende umane legate agli sfratti, né ci sarà mai finché non cambiano le odiose politiche sociali imposte dalla Bce e dal governo. Il risultato, parziale, ottenuto per Francesco è stato possibile soprattutto grazie alla mobilitazione delle compagne e dei compagni del nostro Sportello Sociale Autogestito e dei volontari del sindacato Unione Inquilini di Bergamo, che hanno indetto un presidio antisfratto al Bivio (di cui ha parlato anche la stampa) e uno davanti al comune, per sollecitare l’amministrazione comunale a farsi carico. Altrimenti la sola alternativa lasciata Francesco era quella del “dormitorio”. E la solitudine. Ciò mostra quanto siano importanti la solidarietà e la lotta, se si vuole ottenere qualche risultato, in questa fase di crisi e di scelte governative indirizzate sempre più contro i poveri e a vantaggio dei ricchi. In questa vicenda abbiamo notato - pur senza particolari sorprese - come fra la maggior parte di quei nostri compaesani che sono sempre pronti a declamare stentorei “prima gli italiani, gli stranieri a casa loro” (quando vengono a sapere delle nostre iniziative antisfratto a favore delle famiglie degli immigrati), non c’è stata una parola di solidarietà neppure per Francesco, anzi, proprio l’esatto contrario, nonostante Francesco sia italianissimo, originario dal cuore della bergamasca (Città Alta), con un cognome che più orobico non si può! E su quest’ultima nota non possiamo che invitare tutti i nostri concittadini e concittadine a riflettere su quale sia la vera natura della xenofobia, che anche da noi è diffusa a piene mani da più parti. (15.03.15, San Paolo d’Argon - Per Sportello Sociale Autogestito, m.m.)

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(17.02.15) SAN PAOLO D’ARGON. SOLO 15 GIORNI DI PROROGA PER LO SFRATTO DI FRANCESCO. CHIEDIAMO CHE IL COMUNE SI ATTIVI PER ALLOGGIO ALTERNATIVO

* Mercoledì 18 febbraio, alle ore 17.oo, davanti al Comune in via Medaglie d’oro 2, presidio per il diritto alla casa

Grazie alla presenza delle compagne e dei compagni del nostro “sportello sociale” stamattina nel corso del presidio in solidarietà a Francesco, di cui era previsto oggi lo sgombero dalla casa in cui vive, è stato possibile concordare con la proprietà una proroga di 15 giorni. Per due settimane pertanto Francesco e Luciana, due lavoratori over sessanta disoccupati di cui abbiamo scritto l’altro giorno (cfr. Alternainsieme.net 15.02.15: qui), avranno ancora un tetto, seppure senza luce e senza riscaldamento. Da una parte due persone ormai anziane e disoccupate a causa delle politiche economiche e sociali, volute dalla Ue e dal nostro governo,  e come “controparte” un imprenditore anch’egli con l’acqua alla gola per le stesse ragioni e per le medesime istituzioni responsabili. Questo mentre da parte dei servizi sociali del nostro comune non c’è stato ancora un segnale chiaro di volere farsi carica di una vicenda sociale ed umana di persone che rischiano di finire in  strada o al “dormitorio”, senza una prospettiva. Una vicenda di cui ha scritto anche L’Eco di Bergamo (cfr. L’Eco di Bergamo 16.02.15: qui) e si sta interessando Rai1. Per questo abbiamo chiesto un appuntamento con il sindaco di San Paolo d’Argon, per domani sera alle ore 17 circa. Alla stessa ora, davanti al comune, in via medaglie d’oro 2, è indetto un presidio per diritto alla casa. (17.02.15, Sportello Sociale Autogestito-Valcavallina, Unione Inquilini - Bergamo - tel. 338.9759975)

L’Eco di Bergamo 18.02.15: qui; Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

(17.02.15) SAN PAOLO D’ARGON. QUANDO A PERDERE LA CASA SONO LAVORATORI ANZIANI, DISOCCUPATI E SOLI…

* Martedì 17 febbraio, dalle ore 9.oo, Via Nazionale 87 (”Bivio”), a San Paolo d’Argon PRESIDIO ANTISFRATTO in solidarietà di Francesco; alle ore 9.30: CONFERENZA STAMPA

Dopo i 60 anni, se perdi il lavoro, è veramente difficile trovarne un altro; impossibile se poi chiedi di trovarne uno che ti possa garantire una vita minimamente dignitosa. Francesco, nostro concittadino di 64 anni e mezzo, da diversi mesi non è stato più in grado di pagare l’affitto di casa, e ultimamente nemmeno le bollette della luce e del gas. Di professione fa il cuoco pizzaiolo e nel suo lungo curriculum vanta numerosi ristoranti prestigiosi qui nella bergamasca o anche nelle più note località turistiche dove si recava per le “stagioni”. Una vita senza particolari problemi economici, ma poi tutto è precipitato velocemente con la crisi economica. Nel dicembre appena passato Francesco - malgrado le numerose conoscenze e relazioni negli ambienti della ristorazione - è riuscito a lavorare non più di tre giorni, un giorno solo a gennaio. Martedì 17 febbraio, ultimo giorno di carnevale, è prevista l’esecuzione dello sfratto. Dove andare? I servizi sociali del nostro comune, dopo i primi colloqui che lasciavano ben sperare, hanno detto alla fine in modo perentorio che non intendono farsi carico e che pertanto Francesco dovrà rivolgersi al dormitorio, come la “Galgario” a Bergamo, “anche se in questo periodo è tutto occupato”. Eppure a Francesco basterebbe solo qualche mese, perché - è una buona notizia, che gli ha dato l’ufficio della Cgil qualche giorno fa - in autunno potrebbe andare in pensione, sia pure con la retribuzione minima, attorno ai 600 euro. Purtroppo non è un caso isolato quello di Francesco, cioè di una persona che - giunta quasi alla fine della sua età lavorativa, dopo una vita certo fra alti e bassi, ma senza gravi problemi economici (”Mai avevo pensato - ci ha detto - di dovere andare alla Caritas per avere un pacco viveri!”) - si ritrova, senza casa, senza lavoro, solo, con la prospettiva del dormitorio pubblico. Non possiamo fa a meno di notare che, fra precarietà lavorativa ormai generalizzata, innalzamento demenziale dell’età di pensionamento, crisi economica voluta dalla finanza internazionale (la vicenda greca ormai lo ha dimostrato con grande chiarezza), situazioni e vicende personali di questo tipo - che una volta si potevano risolvere all’interno della rete familiare o amicale - oggi diventano sempre più numerose e drammatiche, e non c’è un minimo di strategia di intervento pubblico per dare risposte adeguate, anche a difesa della dignità delle persone. Francesco non è solo e c’è anche chi sta forse peggio, come Luciana, 61 anni compiuti, sempre lavorato sia pure in modo precario, ora rimasta senza neppure la casa, tanto da essere costretta a dormire in macchina anche per lunghi periodi. “Cerco un lavoro, il lavoro è un diritto, non cerco altro”, ci ripete con insistenza e rabbia. Non possiamo che rilanciare il suo appello: Luciana ha lavorato anche lei in ristoranti e pizzerie, sa fare la cameriera, la colf, la badante, ha lavorato anche in imprese di pulizie; se qualcuno può darle lavoro, anche breve, può chiamare al nostro numero. Francesco e Luciana si sono conosciuti solo quando si sono incontrati nei giorni scorsi al nostro Sportello Sociale Autogestito. Francesco ha così ospitato Luciana nel suo appartamento, seppure freddo e senza luce. Martedì 17 febbraio cercheremo di convincere proprietà e ufficiale giudiziario a posticipare l’esecuzione dello sfratto, per non mettere in strada due persone e consentire la ricerca di una soluzione abitativa alternativa dignitosa, possibilmente per entrambi. Abbiamo anche indetto una conferenza stampa - a cui invitiamo i media e le persone sensibili - dove chiederemo il blocco degli sfratti e per denunciare il dramma, ormai anche nei nostri territori più diffuso di quanto non si pensi, delle persone non più giovani che - per effetto della crisi - si trovano senza un lavoro, senza un reddito, senza più una casa. (15.02.15, Unione Inquilini / Sportello Sociale Autogestito - Valcavallina: tel. 338.9759975 - maurizio)

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SAN PAOLO D’ARGON. SPORTELLO SOCIALE AUTOGESTITO

* Per consulenza assistenza sui temi della casa, lotta agli sfratti, lavoro, immigrazione, scuola

* (NEW) Consulenza alle famiglie degli studenti scuole pubbliche per aderire Class Action ai fini di ottenere risarcimento “Dote Scuola - Lombardia”, 2013-14. Vedi: qui

* A SAN PAOLO D’ARGON, c/o ingresso Auditorium (Municipio in via Medaglie d’oro 2), lunedì 1, 15, 22 dicembre, ore 19.oo - 20.oo

Per emergenze: Tel. 340.3795068 (Myrna), 349.8782624 (Tiziano), 338.7268790 (Luca) - mail: alternainsieme@yahoo.it

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” e “Sportello Sociale Autogestito - Valcavallina”.

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(21.12.14) CASTELLI CALEPIO. FESTA DELLA SOLIDARIETA’. CASA, LAVORO, DIRITTI PER TUTTI

* Domenica 21 dicembre, dalle 10.00 di mattina alle 4.00 del pomeriggio, a Castelli Calepio - Parco Lelio Pagani ( su Via dei Mille, tra la chiesa di Tagliuno e il monumento al Partigiano)

Banchetti, incontri, torte, bevande calde e non, vestiti usati…

(a cura Unione Inquilini-Sportello sociale Valcalepio in collaborazione con locale Circolo di Rifondazione Comunista. Per comunicazioni: tel. 3426334747 - Rosanna C.)

Volantino: qui

AUMENTA la DISOCCUPAZIONE, AUMENTA la POVERTA’ - E’ ORA DI INVERTIRE le PRIORITA’: BASTA FAMIGLIE SENZA CASA, BASTA CASE SENZA FAMIGLIE

Dal 2008 ad oggi migliaia di persone hanno perso il lavoro, il tasso di disoccupazione in Italia ha superato il 13%: chi è occupato, spesso, ha un lavoro precario, discontinuo e mal retribuito.
Di conseguenza la povertà è in crescita vertiginosa: il 16% delle famiglie italiane, circa 9 milioni di persone, non riescono più a sostenere le spese quotidiane (affitto, gas, luce). Sempre più famiglie non riescono a pagare l’affitto e subiscono lo sfratto. In bergamasca gli sfratti per morosità incolpevole sono circa 1.200 all’anno di cui 500-600 (10 ogni settimana) eseguiti con la polizia.
Nei prossimi mesi la situazione è destinata a peggiorare.
E’ ora di finirla con le politiche economiche di austerità, responsabili in Italia ed in Europa, dell’aumento della povertà e delle disuguaglianze. Governo e regioni devono smetterla con il taglio dei trasferimenti agli enti locali ed i comuni devono finirla di far pesare questi tagli sugli interventi sociali. Quando si chiede ai comuni di intervenire la riposta è che non ci sono case né soldi; quasi sempre è una bugia: spesso le case ci sono, inutilizzate o abbandonate al degrado (per esempio a Castelli Calepio, gli appartamenti del lascito Rizzi, patrimonio pubblico, sono da anni abbandonati a gatti e topi). Le spese per il sociale diminuiscono anche a fronte di maggiori entrate. Si ha la sensazione che molti comuni (sindaci ed assessori ai servizi sociali) considerino la povertà una colpa e la lotta contro la povertà non un preciso dovere, espressamente previsto dalla Costituzione, ma una questione da lasciare alle opere di beneficienza.
E’ ora di smetterla di chiudere gli occhi di fronte all’emergenza e di alzare le mani dichiarandosi impotenti. E’ intollerabile che nella provincia di Bergamo, ogni mese, decine di donne e bambini subiscano la violenza dello sgombero forzato, senza alternative, per la sola colpa di essere poveri. Bisogna cambiare l’ordine delle priorità, mettere al primo posto la lotta contro la povertà, il rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali. Chiediamo di:

  • Aumentare la spesa sociale a favore delle persone colpite dalla crisi.
  • Sospendere l’esecutività degli sfratti per “morosità incolpevole” o, almeno, attuare la graduazione degli sfratti (legge 124 del 2013)
  • Recuperare gli edifici pubblici abbandonati
  • Promuovere mediazioni e interventi sociali per rimettere a disposizione le case sfitte, facendo incontrare l’esigenza primaria di una casa con le esigenze dei piccoli proprietari.
  • Evitare soluzioni drammatiche ed estremamente costose come l’affidamento a comunità di mamme e minori con la disgregazione dei nuclei famigliari (il costo di un giorno in comunità vale l’affitto di un mese).
  • Privilegiare l’intervento pubblico rispetto al privato per evitare (come il recente scandalo di Roma insegna) che ingenti risorse pubbliche, destinate al sociale, finiscano invece nelle mani di loschi personaggi in combutta con clan mafiosi.

Sta anche a tutti noi cittadini prendere coscienza della situazione e chiedere con forza alle amministrazioni un cambio di rotta. Nel mese di Gennaio, a Castelli Calepio e nella provincia di Bergamo, sono già programmati numerosi sfratti per morosità incolpevole che coinvolgono famiglie con minori. Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti, i comitati ad unire le forze e fare il possibile per impedirli tutti.

  • A cura: SPORTELLO SOCIALE VALCALEPIO, c/o Rifondazione Comunista - Castelli Calepio, Via Roma 21. Aperto il lunedì dalle 19 alle 20.30. Info: 333.8737525 (Claudio)

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BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE AUTOGESTITO

* Per consulenza assistenza sui temi della casa, lotta agli sfratti, lavoro, immigrazione, scuola

* (NEW) Consulenza alle famiglie degli studenti scuole pubbliche per aderire Class Action ai fini di ottenere risarcimento “Dote Scuola - Lombardia”, 2013-14. Vedi: qui

* A BORGO DI TERZO, c/o sede Rifondazione Comunista-Valcavallina (via Rivolta 1, scalinata davanti alla farmacia), tutti i martedì, ore 19.00 - 20.30 (prossimo incontro: martedì 4 novembre 2014)

* A SAN PAOLO D’ARGON, c/o ingresso Auditorium (Municipio in via Medaglie d’oro 2), lunedì 10 novembre, ore 19.00 -20

Per emergenze: Tel. 340.3795068 (Myrna), 349.8782624 (Tiziano), 338.7268790 (Luca) - mail: alternainsieme@yahoo.it

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” e “Sportello Sociale Autogestito - Valcavallina”.

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(26.10.14) SAN PAOLO D’ARGON. DISAGIO ABITATIVO: UN APPELLO PER LA FAMIGLIA DI K. CHE VIVE IN UN BOX

Come si fa a vivere in quattro persone, due adulti e due bambini piccoli, in uno spazio di circa 20 metri quadri? Forse qualcuno di noi ha provato questa esperienza, per pochi giorni in qualche vacanza un po’ particolare, ma K., suo marito J., un bambino di un anno e una bambina di quattro anni (nati entrambi in Italia) dal gennaio 2014 vivono in uno spazio così, in un box addossato ad un caseggiato, col soffitto di poco più di due metri. Avendo dovuto lasciare l’appartamento che abitavano per finita locazione (avevano sempre pagato regolarmente), si sono adattati a questa sistemazione grazie ai proprietari che hanno messo a disposizione gratuitamente il box. K. e J. all’inizio di quest’anno speravano di riuscire a trovare in tempi ragionevoli una casa, vera, da prendere in affitto, ma dopo mesi e mesi di ricerca non hanno ancora trovato nessuno disposto a sottoscrivere un contratto a chi può documentare solo contratti di lavoro precario. Ormai siamo in autunno avanzato, tra un po’ arriva il freddo, ma riscaldare la “casa” con qualche soluzione di fortuna potrebbe essere poco efficace (ci sono molte fessure) oltre che pericoloso. La signora K. vive in Italia da 18 anni, da quando aveva solo 11 anni, e ha frequentato regolarmente scuola dell’obbligo e scuola superiore. La prima volta che abbiamo parlato con lei al telefono abbiamo capito che non era di origini italiane solo quando ci ha detto il nome. Anche J. è in Italia da diversi anni; l’avevamo conosciuto circa una decina d’anni fa quando aveva partecipato al corso di italiano autogestito che avevamo organizzato presso la scuola elementare di domenica mattina. Dopo oltre sette anni di crisi economica, le situazioni di disagio abitativo come questa si stanno moltiplicando in continuazione e gli Enti Locali che dovrebbero occuparsi o non hanno le risorse o semplicemente evitano di curarsene. La signora K. si è recata più volte a chiedere aiuto in comune, che ha dato qualche risposta ai problemi della famiglia, ma per quanto riguarda il problema principale - quello della casa - dopo quasi un anno siamo ancora ad un nulla di fatto. Le case comunali sono tutte occupate, l’assegnazione è regolata dai bandi, né esisterebbero più - è stato detto a K. dai responsabili - spazi pubblici o sociali per soluzioni abitative di emergenza. Crediamo da parte nostra che sia invece urgente reperire e investire risorse aggiuntive per tutte le situazioni di disagio abitativo. Recenti indagini mostrano infatti che - comunque siano gli sviluppi della crisi economica in corso - la richiesta di edilizia sociale è destinata ad aumentare fortemente, a fronte della contrazione dei salari, e che quindi è necessario un deciso intervento pubblico, se non vogliamo continuare a vedere - anche qui nel nostro territorio - una miriade di case vuote e tante famiglie nella disperazione perché stanno perdendo la casa, non hanno risorse e nemmeno “garanzie” poter affittare alloggi dignitosi. Per questo siamo impegnati perché il Governo attui provvedimenti - come il blocco degli sfratti o il rilancio dell’edilizia sociale. Per la famiglia di K. e per tutti coloro che a San Paolo d’Argon stanno vivendo in modo altrettanto drammatico il problema della casa in conseguenza alla crisi, chiediamo che anche il comune rafforzi il suo intervento e si doti di nuovi strumenti per combattere il disagio abitativo. Sarebbe davvero disumano che un bambino di poco più di un anno e una bambina di quattro anni dovessero passare un altro inverno - quello che ormai sta per arrivare - in un box inabitabile, per quanto pulitissimo e ordinatissimo. (26.10.14, Sportello Sociale Autogestito, tel c/o 3389759975)

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(05.10.14) TRESCORE BALNEARIO. CONTINUA IL DRAMMA DEGLI SFRATTI. INCONTRO PUBBLICO DAVANTI AL MUNICIPIO

“Quale risposta per il diritto alla casa”, INCONTRO PUBBLICO con le famiglie sfrattate, a Trescore Balneario, davanti al municipio in Via Locatelli, domenica 5 ottobre alle ore 10.15

Sono più di 2.000 le famiglie che hanno ricevuto ingiunzione di sfratto nel corso del 2013 nella provincia di Bergamo, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Si tratta per lo più di sfratti per morosità incolpevole, legata alla crisi, alla riduzione dei redditi e alla perdita del posto di lavoro, che conducono le famiglie all’impossibilità di pagare affitti o mutui.
Dall’inizio di questa lunga crisi che colpisce i lavoratori e i ceti meno abbienti, il fenomeno degli sfratti è sempre stato in crescita esponenziale e rappresenta una delle conseguenze più drammatiche delle sciagurate politiche economiche perseguite dall’Ue e dai governi che si sono succeduti in questi anni nel nostro Paese.
La crisi sta peraltro mettendo in evidenza le gravi carenze strutturali della questione abitativa in Italia, Paese tra quelli dell’Europa che presenta una delle percentuali più basse di edilizia pubblica.
Ciò succede malgrado l’aumento continuo della domanda di edilizia pubblica, mentre si riduce quella che si affida al mercato, tanto che salta agli occhi l’incredibile contraddizione data dallo sterminato numero di abitazioni vuote a fronte di esercito crescente di persone senza casa, che non si possono più permettere di affittare, acquistare o contrarre un mutuo.
I comuni fanno sempre più fatica a dare risposte con gli strumenti tradizionali alle famiglie che perdono la casa; difficoltà che nei nostri comuni si sono aggravate con la crisi di Sodalitas, la società a capitale pubblico cui era stata demandata parte dei servizi sociali nella nostra zona.
Questi problemi, come sindacato Unione Inquilini, li abbiamo nei mesi scorsi sottoposti anche all’attenzione della nuova Amministrazione comunale di Trescore Balneario.
Abbiamo proposto di operare a Trescore Balneario non solo per mettere a disposizione soluzione abitative alternative per le famiglie sfrattate, ma anche perché venga reso pienamente disponibile il patrimonio abitativo pubblico o sociale inutilizzato e perché anche il Comune di Trescore diventi un soggetto attivo nei confronti di Prefettura, Regione e Governo, le cui politiche stanno creando pesanti difficoltà proprio sul piano del diritto alla casa e delle politiche sociali.
Anche nelle prossime settimane sono previste diverse esecuzioni di sfratti a Trescore.
Su questi temi come sindacato Unione Inquilini abbiamo indetto una assemblea aperta a tutti, con le famiglie sfrattate, a cui invitiamo l’Amministrazione comunale, le associazione, le forze politiche e sociali, domenica 5 ottobre, alle ore 10,15 davanti al municipio.

A cura di:
* Sportello Sociale Valcavallina, aperto tutti i martedì dalle ore 19.00 alle ore 20.00 a Borgo di Terzo, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia di Via Nazionale), tel. 338.9759975
* Unione Inquilini Bergamo (via Borgo Palazzo 84/g, tel. 035.236912)

Per comunicazioni: www.alternainsieme.net - mail: alternainsieme@yaoo.it

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(20.08.14) TRESCORE BALNEARIO. SERVE UNA CASA PER AZISA, MOUSTAFA E LE LORO TRE BAMBINE

Fra le diverse procedure di sfratto in corso nella nostra zona vogliamo parlare di quella che ha coinvolto la famiglia di Mustafà e Asisa e che sta giungendo entro breve alla sua fase finale, quella dello sgombero esecutivo previsto nella mattinata del 15 settembre.
La storia di Mustafà è come quella di tanti immigrati che - prima che scoppiasse la crisi - pensavano ormai di essere sulla strada buona dell’integrazione e perfino di un po’ di benessere.
Giunto in Italia, dalle nostre parti, nel 1997 ha sempre lavorato nell’edilizia come “ferraiolo”; è riuscito a prendere una casa con un mutuo e a ottenere il ricongiungimento familiare.
Mustafà e Asisa hanno tre figlie: una di 11 anni che frequenta la seconda media, una di 8 anni alle elementari e la più piccolina di 3 anni. La moglie Azisa aspetta ora un quarto bambino che dovrebbe nascere proprio nei giorni in cui è prevista l’esecuzione dello sfratto.
Era andato tutto a gonfie vele per qualche anno, ma poi Mustafà ha perso il lavoro e non è più riuscito a pagare il mutuo perdendo così la casa e le rate pagate.
Le banche non guardano in faccia a nessuno; la casa è andata all’asta e a Mustafà è subentrato un altro proprietario, un immigrato indiano che ha avviato la causa di sfratto, liberando la banche così le banche anche da questa incombenza.
Con il sindacato Unione Inquilini abbiamo chiesto l’intervento del comune di Trescore perché anche a Mustafà, venga garantita una sistemazione alternativa.
Abbiamo ricordato nelle scorse settimane al nuovo sindaco di Trescore , la signora Donatella Colombi, ancora alle prime armi come amministratore, che in paese ci sono ancora sette o otto appartamenti costruiti con soldi pubblici, ma vuoti da tre anni perché l’Aler li ha destinati al cosiddetto “canone moderato”, di poco inferiore a quello di mercato, riservato ad inquilini che hanno un reddito non basso.
Alloggi pubblici vuoti, a fronte di numerose famiglie che stanno perdendo casa come Mustafà e a fronte di una lunga lista di famiglie che chiedono alloggi a canone sociale.
E, anche per quanto riguarda l’edilizia privata, tutti sanno che anche a Trescore ci sono un sacco di case vuote, perché le persone non ha più i soldi per pagarle.
“Nessuna casa senza persone, nessuna persona senza casa”: è questa la parola d’ordine del movimento per la casa a livello internazionale, globale, e la condividiamo fino in fondo!
Per questo non intendiamo lasciare soli Mustafà e la sua famiglia, e nemmeno tutte le altre famiglie che si trovano in situazione analoga. (Sportello Sociale Autogestito - Valcavallina, tel. c/o 338.9759975)

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