(02.10.11) SPINONE IL NUOVO CASEGGIATO IN RIVA AL LAGO

Salendo da Trescore, poco dopo  Casazza, oltre un boschetto di begli alberi, a destra della Statale appariva come una gradita e inaspettata sorpresa quella parte del nostro Lago che si adagia tra Spinone e Monasterolo. Per qualche centinaio di metri lo sguardo poteva inquadrare lo specchio d’acqua dai colori cangianti a seconda dei giorni e delle stagioni. Tra il Lago e la Statale si stendeva fino a qualche tempo fa un ampio prato praticamente incolto, data la sua natura torbosa e umida. Questo prato non ci sarà più, e lo sappiano anche quegli sfaccendati che amano ancora lasciarsi distrarre dai paesaggi-cartolina che più scontati non si può! Il business edilizio locale ha provveduto ad innalzare una vivace cortina di edifici multicolore adagiati sul prato torboso, che qualche stralunato ambientalista (cioè sfaccendato) avrebbe invece preferito conservare inedificato per rispetto del Lago. Quando le amministrazioni comunali della Valcavallina vogliono qualificare e rilanciare il turismo, significa che le ruspe e i sacchi di cemento sono già pronti. Ma da par suo l’appezzamento umido non deve aver gradito l’intromissione edilizia e ha manifestato la sua molto prevedibile nemesi costringendo i costruttori ad opere aggiuntive per il drenaggio delle acque nonché per alzare il livello del terreno e rafforzare le fondamenta dei nuovi edifici. Qualche ritardo, qualche spesa in più, qualche modifica dei progetti iniziali e il business sta ormai avendo ragione della riottosità che madre natura qualche volta osa mostrare nei confronti dei disegni dell’uomo. Per documentare quest’epica lotta dell’uomo contro la natura sulle rive del Lago, alleghiamo le fotografie che alcuni amici della Valcavallina, nostalgici, un po’ ambientalisti, sfaccendati, ci hanno fatto avere.

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(18.08.11) VALCAVALLINA-REVIVAL DUE GIOVANI RAPINANO UNA BANCA IN SLOVENIA

Due ragazzi di 24 e 22 anni, uno di Monasterolo e uno di Spinone, il 16 agosto sono stati protagonisti della rapina in una banca slovena vicino a Capodistria. Bottino di 100.000 euro, ma durante la fuga sono stati catturati. Un poliziotto è stato ferito in modo non grave da un colpo di pistola. Quella delle rapine all’estero, non in Slovenia (dove c’era poco da rubare) ma soprattutto in Svizzera, più o meno negli anni Settanta era una pratica in voga tra la “mala” della Valcavallina, che peraltro non disdegnava certo per le sue gesta il territorio nazionale, vicino o lontano. Quanti tutt’oggi si lamentano dell’”insicurezza dilagante” attribuendola comunemente agli immigrati, dovrebbero fare mente locale sui livelli di criminalità e illegalità diffusa in Valcavallina solo qualche decennio fa, quando di stranieri qui non ce n’era proprio nessuno. Espressione di una crisi sociale e di un disagio giovanile legati ai cambiamenti che si registravano in quegli anni con il velocissimo passaggio dal mondo contadino alla modernità del mercato e dell’industria, tali fenomeni - del tutto separati dai movimenti di lotta e protesta parimenti diffusi, che pure nascevano dallo stesso clima sociale - meriterebbero una ricostruzione, anche solo per ricordarne le tragiche conseguenze, comprese quelle che colpirono i protagonisti, finiti spesso dimenticati nelle galere o nell’emarginazione, o morti ammazzati in conflitti a fuoco con i poliziotti. Diversi di questi nostri coetanei - non pochi erano nostri conoscenti - tuttavia hanno potuto “reinserirsi”, come si dice comunemente ai giorni nostri; qualcuno addirittura ha fatto fortuna, tanto da ingrossare la schiera dei benpensanti che oggi reclamano sicurezza e si lamentano degli stranieri. Il revival di Capodistria dell’altro ieri ci ricorda purtroppo che il passato solo a fatica e dopo tempi infinitamente lunghi può forse diventare effettivamente tale.

Rassegna stampa. L’Eco di Bg 16.08.11: qui; Bergamonews.it 16.08.11: qui; Bergamonews.it 17.08.11: qui; Bergamonews.it 19.08.11: qui