(03.03.17) SERIATE. ASSEMBLEA: “MUTUALISMO, SOSTENIBILITA’, SOLIDARIETA’ - CONNETTIAMO LE PRATICHE SOCIALI COME ALTERNATIVA AL NEOLIBERISMO

* Seriate, 3 marzo 2017, dalle ore 19.30 - Libreria “spazio Terzo Mondo” - Via Italia 49 (programma in aggiornamento)

19:30 – Buffet con i prodotti (biologici e locali) del Gruppo di Acquisto Popolare (GAP). Proiezione del video: “Una red para organizar la solidaridad” sulla esperienza della Red de Solidaridad Popular

20.30Assemblea pubblica. Coordina: Roberta Maltempi (Associazione “Seriate x tutti”). Intervengono: Francesca Forno (CORES LAB – Osservatorio su consumi, reti e pratiche di economie sostenibili), Yara Larrosa (Red de Solidaridad Popular – Spagna), Andrea Viani (R@P - Rete per l’Autorganizzazione Popolare)

L’assemblea dal titolo “Mutualismo, sostenibilità, solidarietà” vuole essere una serata di confronto fra esperienze sociali di Bergamo e provincia, promossa da R@P (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).
Un percorso che ci porterà ad analizzare gli effetti del disastro che le politiche europee di austerità hanno prodotto in questi anni anche in bergamasca; ma soprattutto ad incontrare e promuovere l’incontro delle soggettività ribelli e protagoniste dei conflitti per il diritto al lavoro e al reddito, per la giustizia ambientale, per l’accoglienza di donne e uomini migranti.
L’Europa neoliberista ha prodotto il calo dell’occupazione e del potere d’acquisto delle classi subalterne, lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale dei territori e lo svuotamento di potere delle istituzioni democratiche di prossimità. Le politiche di austerità, dei governi italiani che si sono alternati, hanno aumentato il divario economico tra Nord e Sud Europa e quello sociale tra alto e basso, dentro le classi sociali in Italia; hanno acuito ulteriormente lo squilibrio economico, sociale e ambientale ai danni di aree già storicamente penalizzate dallo sviluppo capitalistico.
La questione della povertà è stata storicamente tradotta nelle retoriche della devianza e della marginalità o di una necessario sostegno caritatevole, o interpretata in chiave razzista. Per noi oggi la povertà è la condizione in cui il conflitto fra capitalismo e vite prende corpo con maggiore intensità e, dunque, dove si può incarnare una alternativa al neoliberismo per l’Italia e il Mediterraneo europeo.
Immaginare la povertà come questione politica, significa pensare ai ceti popolari come attori di una soggettivazione politica nei conflitti e nelle resistenze, nelle pratiche di solidarietà sociale; lavorare a connettere e a ricostruire un blocco sociale lì dove il capitalismo ha maggiormente lavorato a costruire disgregazione, promuovere una rivoluzione degli stili di vita, che può trasformare i processi decisionali promuovendo la capacità di creare nuovi legami di solidarietà dentro e fuori il mondo del lavoro.
Se il neoliberismo lavora a separare politico e sociale, noi dobbiamo lavorare a connetterli, ripensando le forme dell’agire collettivo: fare società per fare politica, costruire reti di mutualismo e connessioni fra i conflitti sociali e per una sostenibilità ambientale. Far emergere nuove forme dell’organizzazione e nuove pratiche politiche, come ci insegnano a fare le compagne e i compagne curdi con le esperienze di confederalismo democratico co-rappresentanza: nuovi processi di autodeterminazione per donne e uomini.
Venerdi 3 marzo parleremo di questa alternativa. Ragioneremo della questione della crescità delle disuguaglianze anche nella “ricca” bergamasca, a partire dalle soggettività che interpretano il conflitto per il lavoro, la casa, l’alimentazione e la salvaguardia ambientale. Proveremo a intrecciare e mettere in rete le esperienze di autogoverno e le pratiche di autodeterminazione: le reti mutualistiche. Incroceremo l’esperienza di confederalismo sociale che stanno costruendo i compagni spagnoli della Red de Solidaridad Popular che sono riusciti a unire le pratiche neo-mutualistiche e di resistenza in un movimento nazionale.

Promuovono: Rete per l’autorganizzazione popolare (R@P), Unione Inquilini, Gruppo Acquisto Popolare (Gap), SeriateXtutti.

Partecipano: Rete cittadinanza sostenibile, Spazio gioco autogestito “Ci vuole un fiore”, Acli-Seriate, Rifondazione Comunista -Seriate, Confederazione Unitaria di Base (CUB), Sindacato Generale di Base (SGB), Associazione Oikos, Palestra popolare-PacìPaciana, ASIA Bergamo, Brigate di Solidarietà attiva di Bergamo, Sindacato è un’altra cosa-Cgil, Comitato di Lotta per la Casa (bg), Bio Orto Nuovo Albergo Popolare, Cooperativa sociale Amandla, Comitato Antisfratti / Diritto alla Casa di Brescia

Per adesioni e informazioni:

3405841595 (Roberta); alternainsieme@yahoo.it


(03.03.17) SERIATE. ASSEMBLEA: “MUTUALISMO, SOSTENIBILITA’, SOLIDARIETA’ - CONNETTIAMO LE PRATICHE SOCIALI COME ALTERNATIVA AL NEOLIBERISMO

* Seriate, 3 marzo 2017, dalle ore 19.30 - Libreria “spazio Terzo Mondo” - Via Italia 49 (programma in aggiornamento)

19:30 – Buffet con i prodotti (biologici e locali) del Gruppo di Acquisto Popolare (GAP). Proiezione del video: “Una red para organizar la solidaridad” sulla esperienza della Red de Solidaridad Popular

20.30Assemblea pubblica. Coordina: Roberta Maltempi (Associazione “Seriate x tutti”). Intervengono: Francesca Forno (CORES LAB – Osservatorio su consumi, reti e pratiche di economie sostenibili), Yara Larrosa (Red de Solidaridad Popular – Spagna), Andrea Viani (R@P - Rete per l’Autorganizzazione Popolare)

L’assemblea dal titolo “Mutualismo, sostenibilità, solidarietà” vuole essere una serata di confronto fra esperienze sociali di Bergamo e provincia, promossa da R@P (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).
Un percorso che ci porterà ad analizzare gli effetti del disastro che le politiche europee di austerità hanno prodotto in questi anni anche in bergamasca; ma soprattutto ad incontrare e promuovere l’incontro delle soggettività ribelli e protagoniste dei conflitti per il diritto al lavoro e al reddito, per la giustizia ambientale, per l’accoglienza di donne e uomini migranti.
L’Europa neoliberista ha prodotto il calo dell’occupazione e del potere d’acquisto delle classi subalterne, lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale dei territori e lo svuotamento di potere delle istituzioni democratiche di prossimità. Le politiche di austerità, dei governi italiani che si sono alternati, hanno aumentato il divario economico tra Nord e Sud Europa e quello sociale tra alto e basso, dentro le classi sociali in Italia; hanno acuito ulteriormente lo squilibrio economico, sociale e ambientale ai danni di aree già storicamente penalizzate dallo sviluppo capitalistico.
La questione della povertà è stata storicamente tradotta nelle retoriche della devianza e della marginalità o di una necessario sostegno caritatevole, o interpretata in chiave razzista. Per noi oggi la povertà è la condizione in cui il conflitto fra capitalismo e vite prende corpo con maggiore intensità e, dunque, dove si può incarnare una alternativa al neoliberismo per l’Italia e il Mediterraneo europeo.
Immaginare la povertà come questione politica, significa pensare ai ceti popolari come attori di una soggettivazione politica nei conflitti e nelle resistenze, nelle pratiche di solidarietà sociale; lavorare a connettere e a ricostruire un blocco sociale lì dove il capitalismo ha maggiormente lavorato a costruire disgregazione, promuovere una rivoluzione degli stili di vita, che può trasformare i processi decisionali promuovendo la capacità di creare nuovi legami di solidarietà dentro e fuori il mondo del lavoro.
Se il neoliberismo lavora a separare politico e sociale, noi dobbiamo lavorare a connetterli, ripensando le forme dell’agire collettivo: fare società per fare politica, costruire reti di mutualismo e connessioni fra i conflitti sociali e per una sostenibilità ambientale. Far emergere nuove forme dell’organizzazione e nuove pratiche politiche, come ci insegnano a fare le compagne e i compagne curdi con le esperienze di confederalismo democratico co-rappresentanza: nuovi processi di autodeterminazione per donne e uomini.
Venerdi 3 marzo parleremo di questa alternativa. Ragioneremo della questione della crescità delle disuguaglianze anche nella “ricca” bergamasca, a partire dalle soggettività che interpretano il conflitto per il lavoro, la casa, l’alimentazione e la salvaguardia ambientale. Proveremo a intrecciare e mettere in rete le esperienze di autogoverno e le pratiche di autodeterminazione: le reti mutualistiche. Incroceremo l’esperienza di confederalismo sociale che stanno costruendo i compagni spagnoli della Red de Solidaridad Popular che sono riusciti a unire le pratiche neo-mutualistiche e di resistenza in un movimento nazionale.

Promuovono: Rete per l’autorganizzazione popolare (R@P), Unione Inquilini, Gruppo Acquisto Popolare (Gap), SeriateXtutti.

Partecipano: Rete cittadinanza sostenibile, Spazio gioco autogestito “Ci vuole un fiore”, Acli-Seriate, Rifondazione Comunista -Seriate, Confederazione Unitaria di Base (CUB), Sindacato Generale di Base (SGB), Associazione Oikos, Palestra popolare-PacìPaciana, ASIA Bergamo, Brigate di Solidarietà attiva di Bergamo, Sindacato è un’altra cosa-Cgil, Comitato di Lotta per la Casa (bg), Bio Orto Nuovo Albergo Popolare, Cooperativa sociale Amandla, Comitato Antisfratti / Diritto alla Casa di Brescia

Per adesioni e informazioni:

3405841595 (Roberta); alternainsieme@yahoo.it


(08.07.2016) SERIATE. UN’ALTRA FAMIGLIA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA MA IL COMUNE CONTINUA A DISINTERESSARSI DELLE FAMIGLIE POVERE: CASE POPOLARI VUOTE E POCHE RISORSE STANZIATE

* Presidio anti-sfratto: venerdi 8 luglio, ore 8.30, via Galileo Galilei n°17 a Seriate

Venerdì 8 luglio Najia, il marito disoccupato, i suoi 2 figli minorenni e la madre ultrasessantacinquenne rischiano di finire in strada senza alcuna alternativa abitativa. La donna, anche se invalida, svolge un lavoro part-time e precario che non le ha permesso in questi mesi di pagare l’affitto. Per questo il proprietario di casa le ha inviato il procedimento di sfratto. Lo sfratto è già stato rinviato diverse volte grazie ad una mobilitazione solidale. Questa volta però l’ufficiale giudiziario è intenzionato a sgomberare l’alloggio con l’utilizzo della polizia.

Tutto questo avviene mentre l’Amministrazione comunale di Seriate ha espresso in questi anni disinteresse verso i problemi delle famiglie impoverite dalla crisi economica. Problemi di chi ha perso la casa o la sta perdendo perché non riesce più a pagare l’affitto o il mutuo. Il Comune dovrebbe avviare una politica di sviluppo dell’edilizia pubblica ad affitto sociale, che però viene completamente ignorata. Questo nonostante per anni non abbia fatto altro che sostenere gli affari e le speculazioni immobiliari.

Il bando comunale per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto 12 (dodici) alloggi in due anni (2014 e 2015) a fronte di un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione che supera le cento unità (141). L’amministrazione comunale accoglie soltanto il 8% di tutte le domande. Le altre famiglie, italiane e immigrate, rimangono anni e anni in disperata attesa oppure rischiano di essere sfrattate e finire in strada (come rischia di accadere per Najiat e i suoi figli).

“Chiediamo che l’Amministrazione stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada e sia quindi assicurato un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto”. Davide Canto, attivista del Unione Inquilini, dichiara: “Chiediamo che il sindaco predisponga politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente”.

Unione Inquilini organizza un presidio solidale venerdi 8 luglio, ore 8.30, via Galileo Galilei n°17 a Seriate.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(13.06.16) SERIATE (bg). SFRATTO RINVIATO AL 10 LUGLIO

“Oggi ancora metodi intimidatori contro l’Unione Inquilini! Nonostante il nostro impegno di non fare nessun picchetto per fermare lo sfratto di Najia, si sono presentati Digos e due volanti. Atteggiamento ostile anche dall’ufficiale giudiziario. Solo le mie assicurazioni ai proprietari che la famiglia se ne sarebbe andata entro il 10 nella nuova casa hanno permesso il rinvio fino al 10 luglio. Frasi intimidatorie dette cortesemente anche a me… del tipo “ma lei la conosciamo vero?….”. Per finire un plauso alle mie bimbe che hanno visto la mamma sotto un’altra veste e sono state pazienti e senza paura per due ore al mio fianco!!! Naija, Roberta, Celia e Sofia: la resistenza oggi è donna!” (13.06.16, Seriate per Tutti)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(26.05.16) SERIATE (bg). ANCORA UNA FAMIGLIA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA, MA IL COMUNE LASCIA VUOTE LE CASE POPOLARI

* Presidio solidale anti-sfratto, giovedi 26 maggio, ore 8.30, via Galileo Galilei n°17 a Seriate

Giovedi 26 maggio Najia, il marito disoccupato e i suoi 2 figli minorenni rischiano di finire in strada senza alcuna alternativa abitativa. La donna svolge un lavoro part-time e precario che non le ha permesso in questi mesi di pagare l’affitto. Per questo il proprietario di casa le ha inviato il procedimento di sfratto. Lo sfratto è già stato rinviato due volte grazie alla mobilitazione solidale. Questa volta però l’ufficiale giudiziario è intenzionato a sgomberare l’alloggio con l’utilizzo delle forze dell’ordine. Tutto questo avviene mentre l’Amministrazione comunale di Seriate non ha fatto che esprimere disinteresse verso i problemi delle famiglie impoverite dalla crisi economica. Problemi di chi ha perso la casa o la sta perdendo perché non riesce più a pagare l’affitto o il mutuo. Il Comune dovrebbe avviare una politica di sviluppo dell’edilizia pubblica ad affitto sociale, che però viene completamente ignorata. Questo nonostante per anni ed anni non abbia fatto altro che sostenere gli affari e le speculazioni immobiliari. Il risultato è che il bando comunale per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto 12 (dodici) alloggi in due anni (2014 e 2015), a fronte di un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione che supera le cento unità (141). L’amministrazione comunale accoglie soltanto il 8 % di tutte le domande. Le altre famiglie, italiane e immigrate, rimangono anni e anni in disperata attesa oppure rischiano di essere sfrattate e finire in strada (come è il caso di Najiat e i suoi figli). “Chiediamo che l’Amministrazione stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada e sia quindi assicurato un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto” - dichiara Roberta Maltempi, portavoce del Comitato Seriate x Tutti. “Chiediamo che il sindaco predisponga politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente”. Il Comitato “Seriate x Tutti ha promosso un presidio giovedi 26 maggio, ore 8.30, via Galileo Galilei n°17 a Seriate in solidarietà con Najiat e le sua famiglia. (Unione Inquilini Bergamo, per info: Favio Cochis, tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precdenti info: qui


(30.04.16) SERIATE. ASSEMBLEA: “RIFORMA” REGIONALE CASE POPOLARI E SITUAZIONE ABITATIVA A SERIATE

* Sabato 30 aprile alle ore 16.00, ASSEMBLEA PUBBLICA presso Acli-Seriate, Via G. Venezian n° 46

Interventi di Roberto Bertola (Sicet/Cisl), Pietro Roberti (Sunia/Cgil), Fabio Cochis (Unione Inquilini)

Sono invitati gli inquilini, i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sociali e politiche

L’incontro è promosso dal Comitato “Seriate per Tutti”. Per comunicazioni: tel. 3405841595 (Roberta). Sede Via Marconi, 40 - SERIATE, Sportello solidale - tutti i martedì dalle ore 20.00

Volantino: qui

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(05.02.16) SERIATE. SFRATTI. IL SINDACO NON HA RISOLTO UN BEL NULLA. VENERDI’ 5 ALTRO PRESIDIO SOLIDALE PER FATIMA

* Venerdi 5 febbraio, apppuntamento dalle ore 8,00 sotto la casa della famiglia di Fatima a Seriate in Via Nazionale 116 (Comonte).Info: 3345086230 - Davide

ue settimane fa, venerdì 22 gennaio, la mobilitazione solidale aveva ottenuto di sospendere e rimandare l’esecuzione dello sfratto di Fatima e dei suoi 4 figli di cui due minorenni. In quella occasione il Sindaco di Seriate, intervenuto nel corso del presidio e della trattativa con proprietà e ufficiale giudiziario, si era impegnato, di persona, garantendo che avrebbe trovato una abitazione per tutta la famiglia.
Il realtà Seriate, come abbiamo precedentemente informato, rientra tra quei comuni che, in base alla legge 124/2013, riceve finanziamenti per sostenere i casi di morosità incolpevole con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto.
In altre parole, il comune ha le risorse per aiutare chi, come Fatima, non riesce più pagare l’affitto; in mancanza di un aiuto efficace, lo sfratto non deve essere in ogni caso eseguito fino a quando non è possibile il passaggio da casa a casa.
L’impegno del sindaco si è limitato a mettere in contatto la famiglia di Fatima con i proprietari di un’altra abitazione, i quali però - come purtroppo frequentemente avviene - hanno rifiutato un contratto d’affitto con Fatima, in quanto famiglia straniera.
Domani, venerdì 5 febbraio, l’Ufficiale giudiziario si recherà di nuovo presso alloggio in cui abitano Fatima e i suoi figli per lo sgombero, senza che ci sia altra alternativa se non il ricovero in una comunità, con prospettive del tutto aleatorie rispetto ad una sistemazione alloggiativa dignitosa e non provvisoria.
“In questo modo - ha dichiarato Fabio Cochis dell’Unione Inquilini Bergamo - l’Amministrazione comunale disattende le indicazioni della legge 124/2013, per la quale ha ricevuto fondi (oltre 64.000 euro nel 2015 di cui sono stati poi effettivamente impiegati poco più della metà), per risolvere adeguatamente i problemi di sfratto per morosità incolpevole. Vogliamo per Fatima e la sua famiglia una soluzione abitativa non impropria, perché ci sono risorse adeguate per farlo, evitando il passaggio in comunità, che peraltro risulta oneroso per il Comune. Chiediamo al Sindaco Avv. Vezzoli (in questi ultimi giorni sparito!) di rispettare gli impegni presi davanti agli inquilini e di operare fattivamente ed efficacemente per un alloggio alternativo, dando attuazione a quanto gli impone la legge 124/2013, nonché di prendere posizione contro gli odiosi pregiudizi di quei proprietari che rifiutano di affittare agli stranieri.”
Fino a quando non ci saranno queste condizioni, siamo impegnati a sostenere la resistenza della famiglia di Fatima e invitiamo al presidio solidale, venerdì 5 febbraio, di fronte all’abitazione di Via Nazionale 116 a Seriate-Comonte, dalle ore 8.00. (Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683 - Fabio Cochis; Comitato Seriate per Tutti, Seriate, Via Marconi 40, tel. 3405841595-Roberta Maltempi)
Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(22.01.16) SERIATE. PRESIDIO PER SALVARE DALLO SFRATTO UNA DONNA SOLA CON FIGLI A CARICO

* Venerdi 22 gennaio, apppuntamento dalle ore 8,00 sotto la casa della famiglia di Fatima a Seriate in Via Nazionale 116 (Comonte)

Fatima è madre di 4 figli, di cui 2 (due) minorenni è disoccupata; il nucleo familiare, a causa del misero reddito disponibile, non è più riuscito a pagare un affitto di oltre 500 € al mese e per questo motivo la proprietà dell’alloggio ha avviato le procedure di sfratto che sono giunte oggi alla fase esecutiva.
Fatima sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre due anni vi è la Legge 124/2013 che impone ai comuni di sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Seriate avrebbe dovuto aiutare chi, come Fatima, non riesce più pagare l’affitto; in mancanza di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito. Invece l’Ufficiale giudiziario venerdì mattina si recherà presso alloggio in cui abitano Fatima e i suoi figli per sbatterli in strada.
Spiega Roberta Maltempi (Comitato Seriate x Tutti): “La campagna xenofoba sulla idoneità abitativa delle case degli immigrati, messa in campo dall Giunta per fomentare la guerra dei poveri contro i più poveri, serve a nascondere la mancanza di una politica sostegno alle famiglie impoverite dalla crisi economica. Il bando per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto 12 (dodici) alloggi in due anni (2014 e 2015), a fronte di un numero di famiglie che hanno fatto domanda che supera le cento unità (141). Le altre famiglie, italiane e immigrate, impoverite dalla crisi rimangono in disperata attesa con il rischio di finire in strada. La cosa più grave è che giacciono sfitti una decina di case popolari perché il comune non mette i soldi per ristrutturarle”.
Quanto al contributo stanziato effettivamente dal Comune di Seriate a sostegno delle famiglie sfrattate nel 2015, in base alla L.124/2013, è stato di € 64.793,83, ma a tutt’oggi ne è stata spesa solo la metà. Il resto dove è finito?
In solidarietà con Fatima e la sua famiglia e per chiedere la sospensione degli sfratti, venerdì mattina di fronte all’abitazione di Via Nazionale 116 a Seriate-Comonte, si terrà un presidio di protesta, dalle ore 8.00. (Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683 - Fabio Cochis)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


* Presidio anti-sfratto in solidarietà a Monia: venerdì 15 gennaio alle ore 7.00, a Seriate, in Via Mulino Vecchio 2

Venerdì 15 gennaio Monia rischia di essere cacciata da casa a seguito di uno sfratto per morosità incolpevole. Infatti la donna che vive in un appartamento di Seriate, è disoccupata da circa un anno e non è più riuscita più a pagare l’affitto.

La colpa più grave di Monia è di essersi illusa che il Comune di Seriate non l’avrebbe abbandonata e che sarebbe stata aiutata con qualche misura di accompagnamento sociale. Sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre 2 anni vi è una legge che la difende dallo sfratto forzoso. Purtroppo la sua applicazione è resa molto complicata dalle pastoie burocratiche. Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Seriate dovrebbe aiutare chi, come Monia, non può più pagare l’affitto. Fino a quando l’accompagnamento sociale ad un nuovo alloggio non si è concluso, lo sfratto non dovrebbe essere eseguito.

In realtà l’esecuzione dello sfratto è stata rinviata fino a venerdì 15 gennaio a seguito di un consistente contributo che l’Amministrazione comunale ha erogato al proprietario di casa che è stato destinato anche a copertura del debito accumulato. Purtroppo l’accompagnamento sociale del Comune non è andato a buon fine in quanto Monia non è stata aiutata a trovare una nuova casa in affitto sul mercato privato e neppure ha ottenuto l’assegnazione di una casa popolare.

Scaduto il periodo di tempo stabilito, l’Ufficiale giudiziario si recherà presso il suo alloggio per sbatterla in strada. Questo anche se Monia, che vive con un figlio a carico, è incinta di un nuovo bambino.

Tutto questo mentre l’Amministrazione comunale di Seriate si è dimostrata incapace ed inefficiente a gestire le risorse stanziate dal governo. Infatti il contributo stanziato nel 2015 (secondo quanto stabilito dalla Legge 124/2013 di cui sopra) è stato di € 64.793,83. Tale risorse dovevano servire ad aiutare le famiglie con sfratto. Nonostante il consistente stanziamento l’Amministrazione ha speso soltanto € 33.000,00. Il resto verrà colpevolmente restituito al governo per l’ignavia della giunta comunale, mentre famiglie come quella di Monia rischiano di essere sbattute in strada.

“Chiediamo che l’Amministrazione stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada e sia quindi assicurato un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto”, così commenta Fabio Cochis (Unione Inquilini Bergamo). “Chiediamo - ribadisce Roberta Maltempi, portavoce del Comitato “Seriate x Tutti” - che il sindaco predisponga politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente, ma soprattutto deve spendere i soldi stanziati dal governo per aiutare le famiglie povere che hanno lo sfratto“.

Il Comitato “Seriate x Tutti” promuove  un presidio in solidarietà a Monia venerdì 15 gennaio alle ore 7.00, a Seriate, in Via Mulino Vecchio 2. (A cura di Comitato Seriate x Tutti. Per comunicazioni: tel. 3405841595 - Roberta; 3397728683 - Fabio)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(11.01.16) SERIATE. L’INGLORIOSA FINE DELLA TASSA ANTI-IMMIGRATI

Rifondazione Comunista di Seriate: Una figura di merda della Giunta Leghista che tenta di rifarsi con i colpi di coda e le “narrazioni tossiche”

L’Amministrazione comunale di Seriate nel corso dell’anno appena finito, ha impiegato molte delle sue energie per portare il costo dei diritti di segreteria per il “certificato di idoneità alloggiativa” da 70 a 220 euro, un aumento spropositato che non avrebbe portato particolari vantaggi al bilancio comunale, ma colpito in modo significativo le disponibilità delle famiglie.
Poiché di questo documento hanno bisogno gli immigrati non UE per le pratiche inerenti il permesso di soggiorno, il lavoro, il ricongiungimento familiare, e poiché lo stesso documento in altri comuni costa molto meno (35 euro a Roma), anche noi siamo stati fra coloro che hanno definito “discriminatoria”, cioè razzista, l’iniziativa del comune di Seriate (delibera di Giunta 01.12.14).
Nella sua foga discriminatoria, tuttavia, la Giunta di Seriate non aveva tenuto conto che il certificato di idoneità alloggiativa lo devono richiedere anche gli anziani e anziane italiani per l’assunzione della badante straniera che quasi sempre vive presso l’abitazione dell’anziano stesso.
La Giunta, nonostante analoghe ordinanze di altri comuni (Bolgare, Telgate) fossero già state seccamente bocciate dal Tribunale perché contrarie al principio di eguaglianza fra le persone, ha insistito comunque, salvo poi dover ritirare la “tassa discriminatoria” (delibera di Giunta 30.11.15)
Ora il Comune dovrà dare corso alla restituzione delle somme indebitamente riscosse e pagare oneri di spese legali  che - solo per colpa e responsabilità della Giunta - andranno pertanto a gravare su tutta la comunità.
Una vittoria per i migranti e gli antirazzisti che si sono mobilitati; una colossale figuraccia invece per il Sindaco, avv. Vezzoli e per la sua Giunta.
Scornata e ridicolizzata clamorosamente, la maggioranza, cioè i consiglieri della Lega Nord, di Forza Italia e Progetto Seriate, per rifarsi della brutta figura, hanno pensato di far passare nel Consiglio comunale (il 22 dicembre scorso) una loro mozione nella quale vengono imposte sulle case degli immigrati (e di conseguenza anche sulle case degli anziani italiani che hanno bisogno dell’assistenza di una badante) ulteriori controlli palesemente diretti, soltanto a rendere più difficile la vita difficile alle famiglie straniere.
“Controlli che saranno pagati da tutti i cittadini”, ha subito precisato il Sindaco Vezzoli, con l’evidente intento di aizzare ancora una volta al disprezzo e all’odio verso gli stranieri, dando fiato alla solita “narrazione tossica”, indegna di un primo cittadino o di amministratori, che non devono - per legge - mai dimenticare di essere sindaco e amministratori per conto di tutti i cittadini residenti, italiani o stranieri che siano.
Perché la cittadinanza abbia ben chiaro quanto siano strumentali le argomentazioni del Sindaco e della sua maggioranza, va ricordato quanto segue:
1.  Ai fini del “controllo” sulle reali condizioni dell’alloggio abitato da una famiglia non UE è sufficiente richiedere ai conduttori dell’alloggio i certificati di regolarità degli impianti (firmati per legge da tecnici abilitati) per appurare che tutto sia in regola ai fini del rilascio del certificato di idoneità alloggiativa.
Se poi, come sostiene il solerte Sindaco padano, c’è il dubbio che gli impianti siano stati modificati (come se gli immigrati, come passatempo, avessero quello di manomettere gli impianti), ciò può essere appurato nel sopralluogo del tecnico comunale senza scomodare professionisti privati, che chiaramente non lavorano gratis, e senza quindi particolari costi aggiuntivi.
2.  Voler imporre altri “controlli” non previsti dalla normativa e dalla prassi quotidiana, significa avere nelle proprie intenzioni un obiettivo puramente vessatorio, rivolto esclusivamente contro gli stranieri, anche se si finisce per colpire anche quegli italiani, come gli anziani che hanno bisogno di dare alloggio alla badante.
Questi intenti discriminatori, mantenuti dalla Amministrazione comunale, rischiano di far rientrare di nuovo nell’illegittimità l’ordinanza del Comune esponendola ad ulteriori ricorsi.
Se la sicurezza delle abitazioni è una garanzia per tutti, non si capisce infatti perché i controlli aggiuntivi voluti dalla maggioranza consiliare dovrebbero riguardare soltanto le abitazioni degli immigrati e non l’insieme delle abitazioni del paese.
Quella del certificato di idoneità alloggiativa certamente è una delle tante complicazioni burocratiche contenute dalla legislazione sull’immigrazione (la Bossi-Fini -2002), che andrebbe senz’altro eliminate o superata, ma che la maggior parte dei comuni comunque gestisce con il buon senso.
A Seriate e in pochi altri comuni della provincia di Bergamo, la Lega Nord ha tentato di trasformare il rilascio di un semplice certificato burocratico in una operazione di chiaro stampo discriminatorio e razzista.
Gravissimo quindi che chi guida il nostro comune non si sia fatto scrupoli di utilizzare l’istituzione , cioè il Comune e i suoi organi, per piegarli alle proprie becere fissazioni, anche a costo di buttare via soldi pubblici. (a cura Circolo Prc “Angelo Polini” - Seriate, gennaio 2016)

Il “volantone” del Prc di Seriate in distribuzione in questi giorni: QUI

Foto della manifestazione No tassa discriminatoria 11.04.15: qui

Foto del presidio antirazzista 22.12.15: qui


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