(29.11.15) SAN PAOLO D’ARGON. RISULTATI ELEZIONI NUOVO CONSIGLIO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO SAN PAOLO D’ARGON - CENATE SOTTO

Le elezioni si sono svolte domenica 22 e lunedì 23 novembre (cfr. alternainsieme.net 22.11.15)

Per la componente personale A.T.A. hanno ottenuto voti: Fiorello Gianluca 13, Sanapo Anna Rita 2.

Per la componente docenti hanno ottenuto voti: Martinelli Cinzia 17; Latino Patrizia 10, Pesenti Pietro Mario 26, Torrisi Anna 2, Arsuffi Sabrina 18, Toffetti Elisabetta 6, Mori Silvia 6, Laria Eugenia 6, Olivieri Cristina 7, Perego Gloria 14, Alborghetti Patrizia 14, Veneziani Elena 0.

Per la componente genitori degli alunni hanno ottenuto voti: Nervi Nadia in Zois 89, Piscina Nadia in Ferrari 82, Belotti Elisabetta in Bosisio 99, Sana Matteo 77, Pensa Massimo 49, Algeri Thomas 100, Colli Domenico 22, Gabbiadini Marina 39, Rocchi Catia 84, Sonzogni Giovanni 45.


(22-23.11.15) SAN PAOLO D’ARGON. SCUOLA: ELEZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Domenica 22 e lunedì 23 si tengono le votazioni per eleggere i rappresentanti di genitori, docenti e personale non docente (Ata) nel consiglio dell’Istituto comprensivo di San Paolo d’Argon e Cenate Sotto. Si è votato domenica 22 novembre dalle 8.00 alle 12.00; si potrà votare ancora domani, lunedì 23 novembre, dalle ore 8.00 alle ore 13.30. Il seggio è allestito presso la scuola secondaria (media) di San Paolo d’Argon (Via Locatelli), dove votano docenti e Ata di tutto l’istituto, nonché i genitori degli alunni frequentanti la scuola primaria e secondaria di San Paolo d’Argon. I genitori delle scuole di Cenate Sotto (primaria, secondaria e scuola dell’infanzia di San Rocco) votano invece presso la scuola secondaria di Cenate Sotto. Per ciascuna componente (genitori, docenti e Ata) si presentano liste uniche e comuni a tutto l’istituto; ciascun elettore pertanto può solo indicare le preferenze individuali. (22.11.15, alternainsieme.net)


(13.11.15) SCUOLA. IN LOTTA CONTRO LA “CATTIVA SCUOLA”

* Venerdì 13 novembre, sciopero della scuola

* Sabato 28 Novembre, manifestazione del Pubblico impiego a Roma

L’APPELLO DE “IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA - OPPOSIZIONE CGIL NELLA FLC”

Il Governo Renzi, con fiducie e forzature parlamentari, ha imposto la legge 107 (la “Buona”Scuola) fregandosene della Scuola che l’aveva respinta con scioperi di massa e manifestazioni in tutta Italia.

La legge viene ora attuata con mille difficoltà: molti provvedimenti sono contraddittori, inapplicabili o in contrasto con leggi precedenti, si prestano a interpretazioni diverse e talvolta sono anti-costituzionali. Il governo, in difficoltà, ha dovuto rimandare l’applicazione di alcune norme.

La stabilizzazione di parte dei precari che lavoravano da anni, spacciata come assunzione di massa, è stata gestita malissimo, costringendo a inutili spostamenti migliaia di persone. Nella fase C, poi, verranno assegnati alle scuole docenti che non insegnano le materie di cui c’è bisogno.

Il Governo, in crisi di consenso, ha dato 500 euro agli insegnanti di ruolo (esclusi ATA e precari), da spendere per formazione e cultura (e da rendicontare in modalità ancora non chiare). Una mancia di 40 euro al mese, che si aggiunge alla beffa dell’aumento, per tutti i dipendenti pubblici, di 8 euro lordi. Il blocco del contratto, iniziato nel 2009 e confermato da Renzi sino a fine 2018, ha però fatto perdere 16.000 euro lordi di stipendio (uno stipendio all’anno).

Molte scuole si stanno opponendo all’applicazione delle parti più negative della legge, a partire dal bonus (200 milioni, 24.000 euro per ogni scuola), dato a pochi insegnanti “meritevoli” individuati dal Dirigente Scolastico sulla base dei criteri decisi dal Comitato di Valutazione. Non migliora la didattica pagare di più pochi insegnanti “più bravi”, scelti con un meccanismo pessimo che ha al centro il Dirigente Scolastico: chiediamo invece che quei soldi vadano ad integrare il Fondo di Istituto, e siano contrattati dalle RSU (la legge lo consente)!!!

La necessaria lotta nelle singole scuole però non basta. E’ fondamentale che il mondo della scuola e tutti i sindacati, come lo scorso anno, facciano sentire la loro voce contro questa legge che

  • Introduce il Preside Manager: decide gli stipendi, l’offerta formativa della scuola e, dal prossimo anno, anche chi lavora nella propria scuola (chiamata diretta).

  • Distingue tra “meritevoli” e “non meritevoli” (col bonus), limitando la libertà di insegnamento, aumentando il potere del Dirigente e minando ogni forma di cooperazione.

  • Rende precari i neo-assunti e il personale di ruolo che chiederà il trasferimento. Saranno i Dirigenti Scolastici a scegliere ogni 3 anni dove lavoreranno e che lavoro faranno: anche come tappabuchi (con le supplenze brevi) o su materie su cui non sono abilitati, né hanno esperienza.

  • Dal prossimo anno licenzia decine di migliaia di precari che lavorano da anni (molti dei quali abilitati): chi ha più di 36 mesi di servizio non insegnerà, e nemmeno quelli in 3a fascia.

  • Impone con l’Alternanza Scuola-Lavoro il lavoro gratuito in azienda (altro che formazione!), per tutti gli studenti delle scuole superiori: 200 o 400 ore a seconda delle scuole.

  • Non investe nella scuola ma chiede di finanziarla alle aziende che avranno sgravi fiscali e la possibilità di decidere cosa si insegna; poche scuole avranno molti finanziamenti, altre nulla.

Per DIFENDERE LA SCUOLA PUBBLICA, contro la CATTIVA SCUOLA e per il rinnovo del Contratto con AUMENTI DI STIPENDIO che recuperino quanto perso in questi 7 anni (altro che 8 euro al mese!!), chiediamo a tutti i sindacati ed a tutto il mondo della scuola di RICOSTRUIRE UN FRONTE UNITARIO. Per questo sosteniamo tutte le iniziative di lotta a partire dallo sciopero del 13 Novembre e dalla manifestazione del pubblico impiego prevista il 28 novembre a Roma. (sindacatounaltracosa.org OpposizioneCGIL.FLC@gmail.com)

Volantino: Qui


(14.09.15) SAN PAOLO D’ARGON-CENATE SOTTO. CALENDARIO SCOLASTICO 2015-16

* Scuola dell’infanzia (San Rocco Cenate Sotto): inizio delle lezioni il 7 settembre 2015. Il 29 e 30 giugno uscita ore 13.00; fine lezioni: 30 giugno 2016.

* Scuola primaria e secondaria (San Paolo d’Argon e Cenate Sotto): inizio delle lezioni il 14 settembre 2015; dal 14 al 18 settembre e dall’1 all’8 giugno le lezioni si svolgeranno solo al mattino; il 22 dicembre e 8 giugno  uscita ore 12.00. Inizio mensa della primaria e secondaria: dal 21 settembre 2015; termine delle lezioni: 8 giugno 2016.

Calendario delle feste/sospensioni: Tutte le domeniche; sabato 31 ottobre 2015: ponte; mercoledì 11 novembre: Festa del patrono (Cenate Sotto); lunedì 7 dicembre 2015: ponte; martedì 8 dicembre 2015: Immacolata Concezione; * da mercoledì 23 dicembre 2015 a mercoledì 6 gennaio 2016: Vacanze natalizie; venerdì 15 gennaio e sabato 16 gennaio 2016: Festa del Patrono e ponte (San Paolo d’Argon); sabato 6 febbraio: ponte (solo Cenate Sotto);  lunedì 8 e martedì 9 febbraio 2016: Vacanze Carnevale; da giovedì 24 marzo a mercoledì 30 marzo 2016: Feste pasquali; lunedì 25 aprile 2016: Anniversario della Liberazione;  giovedì 2 giugno 2016: Festa della Repubblica.

* Ci scusiamo per eventuali errori ed omissioni. Cfr. circolare 222/15 Istituto Comprensivo: qui


(08.06.15) SAN PAOLO D’ARGON. DOMANI BLOCCO DEGLI SCRUTINI ANCHE NELLA NOSTRA SCUOLA

Per la prima volta dopo 36 anni di servizio domani aderirò al blocco degli scrutini indetto dalle principali organizzazioni sindacali della scuola contro la cosiddetta “buona scuola”, cioè la pessima riforma della scuola ideata dal governo a guida Pd.
Intendo anch’io esprimere in questo modo netta e ferma contrarietà al progetto di trasformare le nostre scuole in aziende capeggiate da un preside-manager dotato di poteri sia sulla gestione del personale sia sugli stessi contenuti della didattica.
L’insieme dei lavoratori della scuola, dopo essere stati impoveriti col blocco dei contratti che dura da diversi anni, il 5 maggio scorso hanno dato vita ad uno sciopero partecipatissimo che ha costretto il governo a dichiarare disponibilità al dialogo.
Perché questa disponibilità non si riveli solo un imbroglio occorre dare continuità alla mobilitazione, ora attraverso lo sciopero degli scrutini.
La posta in gioco è troppo importante. In gioco c’è l’idea di scuola partecipata, plurale, gratuita, costruita sulla base dei bisogni di tutti, secondo quanto previsto dalla nostra Costituzione. La scuola che sta dietro il progetto del governo, è quella dove si “taglia”, dove si divide tra scuole di serie A e scuole di serie B, dove le decisioni sono assunte da una persona sola, dove i saperi non vengono socializzati ma privatizzati.
(08.06.15 - Maurizio Mazzucchetti)


(05.05.15) SAN PAOLO D’ARGON. PERCHE’ LO SCIOPERO DELLA SCUOLA

Di seguito la lettera aperta tratta dal sito http://lipscuola.it dove credo siano illustrate agli studenti e alle famiglie in modo chiaro e semplice le ragioni dello sciopero di martedì 5 maggio.

Dopo anni e anni di stipendi bloccati, tagli alla scuola e campagne denigratorie, dal governo in questi giorni sono piovuti persino insulti gratuiti  (”squadristi”…”abulici”) nei confronti degli insegnanti, per non parlare dell’aggressione poliziesca contro i cittadini e i lavoratori della scuola che ieri protestavano a Bologna.

E’ su questi presupposti che il governo Renzi pensa di innovare la scuola?

Ps. Colgo  qui l’occasione per trasmettere un fraterno abbraccio a tutti i miei colleghi e personale Ata della scuola media (secondaria di primo grado…) di San Paolo d’Argon che a grande maggioranza martedì 5 maggio parteciperanno allo sciopero indetto in difesa della libertà d’insegnamento,della scuola pubblica e del diritto costituzionale all’istruzione. (maurizio m.)

11188291_10205645675334846_6045761439183943401_nCari studenti e cari genitori,


vorremmo provare a spiegarvi i motivi che ci hanno fatto scegliere di scioperare il 5 maggio 2015.

Possiamo immaginare che una giornata in cui la scuola è chiusa possa causarvi un disagio ma ci piacerebbe vi fosse chiaro che non siete voi la nostra controparte e non intendiamo mettervi in difficoltà.

Al contrario, vorremmo farvi capire le nostre ragioni e ricordarvi che lo sciopero, oltre che una forma di protesta, è anche un sacrificio per chi vi aderisce.

Infatti quando si protesta non andando al lavoro si perde lo stipendio di quella giornata; quindi chi decide di scioperare è come se pagasse direttamente per manifestare il proprio disaccordo.

Sui volantini dei sindacati potrete trovare i motivi dello sciopero e noi protestiamo per quei motivi ma anche perché crediamo che le proposte del Governo, in discussione in questi giorni, siano contrarie a quelle necessarie a creare davvero una “buona scuola”.

Se verranno approvate le proposte presentate, il senso della scuola pubblica (così come previsto dalla nostra legge più importante che è la Costituzione della Repubblica Italiana) verrebbe completamente alterato.

In questa lettera non vi parleremo di come potrebbe cambiare il nostro lavoro, ma di come potrebbe cambiare la scuola per le famiglie e per gli alunni.
libertaVi sarete accorti che, da qualche anno, chi parla di scuola lo fa come se parlasse di un negozio, di un’azienda, di una fabbrica. Ci sono le “offerte” formative, si cerca di “risparmiare” razionalizzando, i responsabili sono i “dirigenti” e non più i presidi, le scuole si fanno “pubblicità” sui giornali, i “profitti” degli alunni sono valutati con i test; perfino il termine “competenza” è spesso avvicinato al significato della “competizione”, cioè di una gara, e non interpretato nel suo senso originario che è “andare insieme” o ancor meglio “arrivare ad uno stesso punto”.
È molto importante fare attenzione alle parole che si usano e che vengono usate, e sarebbe davvero bello se ognuno “assomigliasse alle parole che dice ” [Stefano Benni].

La scuola non è un supermercato o un’azienda dove ognuno può essere illuso dalla pubblicità e poi comprare ciò che desidera; “la scuola è un organo costituzionale” [Piero Calamendrei] che ha il compito di istruire facendo acquisire conoscenze e competenze, di far crescere e formare cittadini valorizzando la loro persona nel rispetto delle differenze e delle identità di ciascuno e di ciascuna.

La nostra Repubblica ha il compito di “dettare le norme generali sull’istruzione ed istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”[Art. 33 della Costituzione]

Questi compiti assegnati alla scuola pubblica sono costosi, sia nel senso economico che dell’impegno ma, come recitava uno slogan di qualche anno fa, l’ignoranza costa molto di più.
I costi per mantenere la scuola sono pagati dalle tasse che ciascuno dei cittadini italiani paga (o dovrebbe pagare).

Quando si legge su piano della “Buona Scuola” che “Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola” vuol dire che non ci saranno maggiori investimenti pubblici (infatti c’è scritto che “i limiti saranno quelli delle risorse disponibili “) ma che si chiederanno soldi ai privati cittadini.
direttaIn definitiva le famiglie, che già contribuiscono in maniera importante, pagheranno molto di più anche perché sul piano della cosiddetta “Buona Scuola” sono previsti: l’entrata di “sponsor” che condizioneranno i programmi ed i piani dell’offerta formativa, il finanziamento delle scuole private ed il versamento di parte del proprio contributo fiscale per finanziare i progetti scolastici.

In televisione è stato detto che sarebbero stati assunti molti insegnanti precari che avrebbero risolto il problema dei supplenti; poi però, quando è stato il momento giusto per assumerli, il Governo non lo ha fatto e, per farlo in misura inferiore a quella necessaria, ha preteso in cambio una delega su 13 fondamentali aspetti della scuola. In pratica è come se qualcuno dicesse: “Assumerò una parte degli insegnanti solo se poi posso decidere da solo come trasformare la scuola“.

In televisione è stato detto che è ridicolo che qualcuno protesti contro un governo che assume gli insegnanti precari ma non si è detto che, in realtà, il nostro Paese è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea ad assumerli perché erano già stati impiegati per il periodo giusto a maturare il loro diritto di lavorare stabilmente.

In televisione non si dice che l’integrazione degli alunni con disabilità sta per assumere un carattere sempre più sanitario e meno scolastico; in tal modo il personale di sostegno sarà sempre di meno, i centri specializzati sempre di più e si realizzerà quel processo di separazione fra alunni cosiddetti normali ed altri cosiddetti con Bisogni Educativi Speciali che non aiuterà a migliorare la scuola dell’inclusione.

È facile prevedere cosa accadrà nel giro di pochi anni: si moltiplicheranno le scuole private per chi potrà permettersele, si creeranno le scuole pubbliche di lusso nei quartieri bene delle città e si moltiplicheranno le scuole pubbliche senza risorse e senza speranza nei quartieri popolari e nelle periferie povere. Scuole di serie A e scuole di serie B, scuole per ricchi e scuole per poveri. Un salto indietro di decenni. Cresceranno le disuguaglianze in modo drammatico, di nuovo accadrà che i figli dei dottori faranno i dottori mentre i figli degli operai faranno gli operai.
graduatorie

Non è una “buona scuola” quella nella quale si creeranno sempre più momenti di separazione, di competizione, di conflittualità; non lo è quella dove un dirigente da solo, sulla base di criteri arbitrari, deciderà di distribuire gli insegnanti come e dove gli pare; non lo è quella dove le decisioni verranno condizionate dalle aziende; non lo è nemmeno quella dove le “buone scuole” saranno finanziate solo se le stesse otterranno un buon risultato nei test; non lo è infine quella dove il contributo dei genitori è più alto dei contributi statali.

È contro questo simile progetto di scuola che manifesteremo il nostro dissenso.

Noi pensiamo che una buona scuola sia quella dove ci sono edifici sicuri, dove le classi siano composte da un massimo di 22 alunni, dove si impara insieme sentendosi attivamente parte di una comunità, dove si lavora in modo cooperativo, dove si sperimentano concretamente forme di democrazia.
Nel bellissimo film “Gli anni in tasca” di Francois Truffaut il maestro Richet parla ad i suoi alunni, prima delle vacanze, dicendo loro: “Il mondo non è giusto e forse non lo sarà mai, ma è necessario lottare perché ci sia giustizia, bisogna, bisogna farlo: le cose cambiano, ma lentamente; le cose migliorano, ma lentamente…. E i cambiamenti si ottengono solo reclamandoli energicamente…

Crediamo in queste parole come crediamo in un’altra scuola e quindi in un’altra società: solidale, inclusiva, pacifica.

Non investire sulla scuola è grave per il futuro dei vostri e dei nostri figli.
I veri problemi della scuola andrebbero affrontati seriamente garantendo partecipazione, dialogo, confronto, ascolto, rispetto delle persone, delle loro capacità, abilità e competenze.
Siamo a disposizione per confrontarci con chiunque lo desideri e per eventuali richieste di materiale utile ad una corretta informazione.

Ringraziandovi per l’attenzione, Vi chiediamo di aiutarci a difendere la vostra scuola, la nostra scuola.


LIP

A cura di Comitati a sostegno della Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica

La legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica” è una proposta di legge del 2006 ancora attuale, aggiornata e ripresentata sia al Senato che alla Camera da parlamentari di forze politiche diverse. Questa legge non ha la presunzione di interpretare, nel suo contenuto, il sentire di tutto il paese, ma vuole essere una traccia concreta e strutturata sulla quale avviare un serio confronto sulla scuola con la convinzione che il metodo da seguire per avviare un cambiamento non possa che essere partecipato e condiviso. Infohttp://lipscuola.it/


(20.09.14) SAN PAOLO D’ARGON. INAUGURATA LA NUOVA ALA DELLA SCUOLA MEDIA

Sabato 20 settembre anche i bambini delle elementari e delle medie hanno dovuto partecipare alla cerimonia di inaugurazione delle nuove aule, nuova segreteria e presidenza e delle altre opere (come la sistemazione dell’ingresso di via Locatelli) realizzate a completamento degli edifici scolastici del nostro paese, divenuti nel corso del tempo ristretti a causa dell’aumento della popolazione conseguente alla forsennata espansione edilizia degli scorsi decenni. Presenti le autorità, tra cui il dirigente scolastico, svariati sindaci della zona o loro delegati, i rappresentanti di Prefettura e ufficio scolastico provinciale, nonché il consigliere regionale Pd della Valcavallina. Presente pure una rappresentanza di genitori, che hanno poi gestito pazientemente il rinfresco per bambini e adulti. I bambini, stando seduti per terra in posizione non proprio comoda nella cosiddetta Sala del Sole, si sono dovuti sorbire i vari interventi in un ambiente con pessima acustica e sotto lo sguardo vigile degli insegnanti impegnati farli “stare buoni”. Un po’ di vivacità solo verso la fine, quando gli alunni delle elementari - pantaloni blu e maglietta bianca - hanno cantato guidati da una delle maestre l’inno nazionale e anche quello europeo (che per noi dagli anni Settanta continua ad essere la colonna sonora dell’inquietante Arancia Meccanica di S. Kubrick). Poi gli adulti, autorità e non, sono andati a tagliare il nastro di rito e hanno visitato le nuove strutture della scuola (le aule nuove, non ancora completamente arredate, ma già occupate delle classi, si ritrovano ancora con l’acustica che lascia a desiderare). Per i bambini sono state un paio di ore diverse dal solito, sottratte alla routine della didattica. Alcuni degli alunni più vivaci mi hanno tuttavia voluto confessare che avrebbero preferito fare grammatica, invece di stare seduti con le gambe anchilosate sul linoleum della Sala del Sole. L’intervento all’edificio scolastico - programmato da tempo - è costato circa 575 mila euro, ma pare non c’entri nulla né con gli annunci né con i finanziamenti annunciati dal presidente del consiglio Matteo Renzi.

Cfr. anche L’Eco di Bergamo 20.09.14: qui


(03.09.14) SAN PAOLO D’ARGON. QUALCHE NOVITA’ PER IL PROSSIMO INIZIO ANNO SCOLASTICO

La prima è quella dei nuovi uffici della segreteria e della dirigenza, che sono stati trasferiti nell’edificio della scuola media (secondaria di primo grado) e diventati operative già da lunedì 1° settembre. Per anni tutto l’Istituto comprensivo - le scuole elementari (primarie) e medie di San Paolo d’Argon e Cenate Sotto con la scuola per l’infanzia di San Rocco - ha fatto capo agli spazi angusti della scuola elementare del nostro paese, dimensionati ancora come ai tempi in cui ogni scuola aveva i suoi uffici. Ampliate più volte sia le elementari sia le medie, gli spazi degli uffici sono rimasti sempre quelli, fino ad un settimana fa, dopo che il comune si è deciso dalla primavera scorsa di dare inizi ai lavori per adattare alla nuova segretra e dirigenza dell’istituto comprensivo i vani che corrispondevano agli uffici della scuola media prima dell’accorpamento dell’istituto comprensivo, ampliati con un vano ricavato nella nuova ala della scuola media, che - a partire da settimana - prossima sarà occupata anch’essa da quattro classi. E questa è la seconda novità. La terza invece riguarda la sistemazione dell’entrata per la scuola media in Via locatelli, con una netta separazione tra parcheggio interno e percorso pedonale. Finalmente gli studenti della scuola media - da lunedì 15 settembre, inizio delle lezioni - potranno accedere da questa parte evitando l’affollamento sullo stretto marciapiede in corrisponenza dell’ingresso di Via del Convento.

Orari ricevimento segreteria: qui

Calendario scolastico 2014-15: qui


(21.07.14) “DOTE SCUOLA” REGIONE LOMBARDIA. CE L’ABBIAMO FATTA! E ORA SI PUO’ CHIEDERE IL RISARCIMENTO

* Le famiglie degli studenti della scuola pubblica che hanno ottenuto la “dote scuola” 2013/14 (“sostegno al reddito”) possono richiedere un risarcimento con una integrazione da 340 a 670 euro.

È infatti partita la prima class action contro il discriminatorio sistema di finanziamento pubblico della scuola privata che vige in Lombardia.
Concretamente possono parteciparvi tutti i genitori di studenti delle scuole pubbliche che nell’anno scolastico 2013/2014 siano stati beneficiari della “dote scuola” denominata “sostegno al reddito”. Infatti, secondo la recente sentenza del Tar della Lombardia, questi genitori sono stati discriminati e hanno ricevuto un contributo economico troppo basso.
Ma andiamo con ordine. Il 2 aprile scorso la Terza sezione del Tar della Lombardia ha emesso la sentenza in merito a un ricorso di due genitori di studenti della scuola pubblica.
La sentenza non mette in discussione il finanziamento pubblico della scuola privata in sé, ma punta l’indice contro quella che è la vera stortura del “buono scuola” lombardo, cioè la discriminazione ai danni degli studenti della scuola pubblica. In questo senso questa sentenza si configura però come una prima crepa nel sistema voluto da Formigoni e ora proseguito da Maroni.
In particolare, il Tar interviene sull‘”integrazione al reddito”, che prevede un sostengo economico supplementare per le famiglie meno abbienti delle private (anche se la maggioranza dei beneficiari del buono per le private poi non ne ha affatto bisogno!).
Infatti, la logica discriminatoria del buono scuola è talmente arrogante da spingersi fino a stabilire che, a parità di fascia ISEE (il riccometro utilizzato normalmente dalle pubbliche amministrazioni), il sostegno economico alle famiglie meno abbienti sia differenziato in base alla tipologia di scuola: una “integrazione al reddito” tra 400 e 950 euro, nel caso della scuola privata, e un “sostegno al reddito” tra 60 e 290 euro, nel caso della scuola pubblica.
Ebbene, poiché il Tar “ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”, la class action, promossa dall’Associazione NonUnoDiMeno, con il sostegno della Flc-Cgil, consiste proprio nel richiedere a Regione Lombardia il pagamento della differenza dovuta.
Se quindi siete genitori con figli iscritti alla scuola primaria o secondaria statale che abbiano ottenuto il contributo per il “sostegno al reddito” per l’anno scolastico 2013/2014, allora potete nei prossimi mesi fare richiesta alla Regione dell’integrazione (da 340 a 670 euro), avvalendovi degli appositi sportelli messi a disposizione dai promotori della class action.

* Nella zona Valcavallina ci si può rivolgere a:

Sportello Sociale Autogestito, c/o sede Rifondazione Comunista-Valcavallina a Borgo di Terzo, via Rivolta 1, scalinata davanti alla farmacia, tutti i martedì ore 19.00 - 20.30 (prossimo incontro: martedì 22 luglio 2014). Per altre info: alternainsieme@yahoo.it oppure tel. 338.9759975 (maurizio)

Altri sportelli:

Zona Bergamo. C/o sede Rifondazione Comunista a Bergamo, via Borgo Palazzo 84/g, tutti i mercoledi dalle ore 17.00 - 19.00 (a partire da mercoledi 23 luglio 2014). Per altre info: 329.0431217 (olmo)

Zona Treviglio. C/o sede Unione Inquilini e Rifondazione Comunista, Treviglio, via Zenale 1, entrare nel cortile e salire al primo piano, tutti i giovedì ore 10.00 - 12.00. Per altre info: 33453191717 (samira)

* Locandina (a cura Giovani Comunisti Bg): qui


(24.09.13) BERGAMO. PRESENTAZIONE DI “LIBERI LIBRI”, MERCATONE DEL LIBRO USATO - CONFERENZA STAMPA

* Martedì 24 settembre, ore 14.30, Conferenza stampa in via Borgo Palazzo 84/g (sede Rifondazione Comunista - Bergamo)

Contro il caro-libri, e i costi che ogni anno le famiglie devono sostenere per la scuola, i contributi “volontari”, le tasse universitarie. Movimento Studentesco e Giovani Comunisti si oppongono alle politiche di austerity che devastano il mondo dell’istruzione. Per una scuola pubblica accessibile, gratuita e solidale! Intervengono: Movimento Studentesco Bergamo, Giovani comunisti, ARCI , Uds Lombardia

* Liberi Libri - mercatone del libro usato: fino al 5 ottobre, in Via Borgo Palazzo 84g – Bergamo (parcheggio antistante la fermata tram Teb di Via Borgo Palazzo. A cura di: Movimento Studentesco di Bergamo - Giovani Comuniste-i Bergamo. Per info: movstud.liberilibri@gmail.com - 329.0431217 (Olmo)


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