(26.12.18) SAN PAOLO D’ARGON. L’ALBERO DI NATALE

Adesso siamo certi che l’albero di Natale che troneggia in Piazza Cortesi dai primi di dicembre è il medesimo abete che è stato brutalmente segato e portato via dal parchetto di Via dei Gelsi e che è ora destinato a finire tra qualche tempo in una discarica, miseramente.
E’ molto sgradevole, ma purtroppo le cose sono andate così.
Era il più grande dei
tre abeti che si trovavano nel parchetto, lì trapiantati in tempi diversi da un nostro vicino di casa che ora non è più fra noi e che ricordiamo sempre con affetto. Fortunatamente rimangono gli altri due.
Ripiantare in un parco pubblico dopo le feste natalizie gli abeti che sono stati adibiti ad albero di Natale è cosa molto carina.
Segarli e portarli via è invece decisamente riprovevole e diseducativo.
A maggior ragione se si pensa alla rovinosa falcidia di pini e abeti causata dalle tempeste apocalittiche che qualche settimana fa si sono scatenate anche sulle nostre montagne.
Non ci resta che chiedere al comune di ripiantare un altro abete – meglio se più d’uno - nel medesimo parchetto di Via dei Gelsi.
(alternainsieme.net)


(02.12.18) SAN PAOLO D’ARGON. CASCINA “I CASOCC”: CHE NE SARA’?

Da oltre quattro anni la Cascina “I Casocc” è disabitata e abbandonata, con la vegetazione che sta avanzando un po’ dappertutto. Fino a quando sarà lasciato al degrado tale edificio storico, che risale al Seicento (cfr. la scheda preparata da noi, un po’ di tempo fa e in modo artigianale, per ricostruirne e documentarne le vicissitudini: cfr. qui)? I Casocc dal 1999 è sotto il vincolo della Soprintendenza del Ministero dei Beni culturali che l’ha ritenuta “di interesse particolarmente importante” ai sensi della Legge n.1089/39 con provvedimento ministeriale del 19.3.1999, e pertanto da salvaguardare mediante “interventi di restauro e risanamento conservativo attento alla tipologia tipica della tradizione edilizia locale”. (cfr. scheda del Sistema Informativo Beni Culturali Regione Lombardia: qui). E’ l’unico edificio civile fra i cinque che a San Paolo d’Argon sono sottoposti a questa tutela (gli altri sono il complesso dell’ex Monastero e Chiesa parrocchiale, le chiesette di origine medievale di Madonna d’Argon, di San Lorenzo e di San Piero delle Passere). Nel 2006, dopo una complessa vicenda politico-legale-amministrativa e con qualche prezzo sul piano urbanistico, paesaggistico e ambientale, la vecchia cascina – che continua ad essere di proprietà privata - venne “liberata” dall’orrendo “manufatto” in cemento armato che la circondava dagli anni Settanta sulla sommità del colle. Tra gli anni Novanta e il decennio scorso almeno altri tre edifici storici, coevi alla cascina dei Casocc, perfino più significativi e meglio conservati, sono stati lasciati cadere e/o abbattuti interamente, con o anche senza particolari pezze giustificative da parte dei pubblici poteri e certamente con modesto rammarico da parte dell’opinione pubblica prevalente. C’è da sperare che il “vincolo” citato serva ad evitare per I Casocc un esito analogo. (alternainsieme.net, 30.11.18)

Altre foto, settembre -novembre 2018: qui


(12.11.18) SAN PAOLO D’ARGON. ADDIO ARCHIVIO COMUNALE ONLINE? LA RISPOSTA DAL COMUNE


Ci è giunta dal Comune la risposta alla nostra richiesta di spiegazioni al sindaco sugli atti comunali che scompaiono dall’archivio online dopo il breve periodo di pubblicazione sull’Albo Pretorio che è atto dovuto per legge.
A rispondere è stato non il sindaco, ma la signora segretaria che ci ha mandato una lunga missiva dove – facendo riferimento a ragioni di privacy e “diritto all’oblio” espresse negli atti del garante della privacy – conferma come legittima e dovuta l’eliminazione dall’archivio online degli atti originali e completi, anche se questi devono comunque rimanere in forma cartacea a disposizione dei cittadini che possono andare in municipio e fare richiesta di consultazione/copia secondo lo specifico regolamento per l’accesso agli atti.
Ovvio che un certo numero di atti, che contengono fatti personalissimi e sensibili di questo o quel cittadino, meritano “l’oblio” (informatico), non però tutti gli altri, cioè la stragrande maggioranza, sui quali crediamo che i cittadini abbiano il diritto sapere e quindi partecipare, nel modo più ampio e documentato, anche attraverso gli strumenti informatici.
Chiaro che approfondiremo la questione in termini giuridici e tecnici, e chiediamo un contributo a quanti capiterà di leggere questa nostra nota.
Ma con un paio di interrogativi e un paio di considerazioni:
* Perché gli altri comuni (per esempio Bergamo, Trescore Balneario…) fanno diversamente? Sono tutti loro che sbagliano?
* Togliere la documentazione dall’archivio online è comunque una scelta politica, che va nella direzione di limitare – secondo noi arbitrariamente - il diritto alla partecipazione. Le responsabilità non sono del personale tecnico, ma dei rappresentanti eletti dai cittadini.
* Purtroppo in tema di politica e amministrazione locale avranno maggior diffusione fra la cittadinanza le opinioni che si basano sul sentito dire più che sulla verifica dei documenti reali. E questo – qualunque siano i punti di vista e le convinzioni di ciascuno – non è bello. (L’Alternativa - San Paolo d’Argon, 12.11.18)


(05.11.18) SAN PAOLO D’ARGON. Perché nell’archivio on-line del sito del Comune non ci sono più gli atti amministrativi?

Nel sito istituzionale del nostro comune si potevano consultare e scaricare le delibere della Giunta e del Consiglio comunale nonché tutte le determinazioni dei vari uffici effettuate dal 2003.

Si trattava di un comodo strumento di informazione che consentiva a tutti i cittadini, variamente interessati, di conoscere quanto è stato deliberato e deciso dai vari organi dell’Amministrazione Comunale.

Praticamente tutti i comuni ed enti pubblici sono dotati di tale archivio on-line, ma a San Paolo da diversi mesi tale strumento non è più disponibile.

Nel nostro sito istituzionale sono indicate ancora tutte le deliberazioni della Giunta e del Consiglio comunale (cfr. qui) e le determinazioni (cfr. qui), ma i rispettivi contenuti in allegato a ciascun atto indicato – cioè i documenti veri e propri – non ci sono più e chi li vuole conoscere deve recarsi in comune, fare richiesta di poterli consultare o di averne copia, perdendo un sacco di tempo e intasando il lavoro degli impiegati che hanno già un sacco di cose da fare.

I soli atti che ancora si possono aprire e scaricare integralmente sono quelli che compaiono nell’Albo pretorio online: i quali però – dopo il breve periodo di pubblicazione stabilito dalla legge – non sono più né visibili né scaricabili.

Delle ragioni che abbiano portato alla drastica censura dell’archivio on-line, che riteniamo un importante strumento di informazione, partecipazione e controllo democratico da parte di tutti, non possiamo che chiedere conto al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali.

Ma soprattutto si chiede con forza che l’archivio on line venga di nuovo ripristinato e reso agibile a tutti i cittadini nella sua completezza, esattamente come avveniva in precedenza e come avviene normalmente per tutti i comuni ed enti pubblici. (L’Alternativa-San Paolo d’Argon, 24 ottobre 2018)


(04.06.18) SAN PAOLO D’ARGON. VINCENZO ARDISIA, ANNI 75

* Nel pomeriggio di ieri si è spento il nostro concittadino ed amico Vincenzo Ardisia. Ora si trova nella Camera Mortuaria della Casa di Riposo di Gorlago. I funerali si svolgeranno Martedì 5 giugno alle ore 16.00 nella Parrocchiale di San Paolo d’Argon.

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Vincenzo viene dalla città di San Severo nel Tavoliere delle Puglie, dove ha vissuto fino a 18 anni. Ci teneva ricordare la sua città come uno dei luoghi delle epiche lotte dei braccianti guidati nel primo e nel secondo dopoguerra dal grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio
Emigrato a Milano ha lavorato dapprima come manovale in un’industria farmaceutica, studiando alla sera fino a diplomarsi perito chimico, per continuare poi a lavorare come tecnico sempre nel settore farmaceutico.
Dal 1985 ha sempre vissuto con la sua famiglia a San Paolo d’Argon lavorando fino alla pensione come responsabile della logistica presso l’industria ErreGiErre di Via Baracca.
Appassionato di corsa campestre ha partecipato a numerose competizioni dilettantistiche fino agli ultimi anni collezionando svariati trofei di cui andava fiero.
Amava tantissimo giocare con le parole, dedicandosi alla scrittura: testi in rima e storie apparentemente strampalate, ma di una straordinaria levità e profondità, forse per provare a reagire - in un mondo che diventa sempre più greve - con la forza travolgente del sorriso e del gioco mobilitati a soccorso del bisogno insopprimibile di libertà, giustizia, fiducia negli altri.
Ma che cos’è la poesia se non il gioco con le parole che ci fa scoprire verità e bellezze altrimenti inarrivabili?
E proprio questo Vincenzo ha voluto trasmettere nelle numerose attività di scrittura creativa con tanti bambini e ragazzi nella nostra biblioteca e nelle nostre scuole.
La terra – ne siamo sicuri - non mancherà di esserti lieve, Vincenzo Ardisia. Purtroppo senza di te dovremo faticare di più per salvare la poesia senza la quale il mondo si ferma e le persone tendono poi a diventare più tristi e più cattive. (04.06.18. m.m.)


(31.05.18) VALCAVALLINA. FIRMA PER LE TRE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE

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1. Per la scuola della Costituzione. Per dire NO alla scuola-azienda. Per una scuola pubblica, laica, aperta, solidale, che gantisca appieno il diritto all’istruzione: abrogazione della “Buona scuola” di Renzi, obbligo scolastico fino a 18 anni, almeno il 6% del Pil all’istruzione, limite di 22 alunni per classe, più insegnanti specializzati per l’inclusione. (materiali e approfondimenti: qui)

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2. Per l’eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione. Per cancellare le modifiche alla Costituzione manomessa dal governo Monti. Per rimuovere il pareggio di bilancio dalla Costituzione perché le politiche di bilancio dello Stato non possono mettere in discussione i diritti fondamentali al lavoro, alla scuola, alla sanità, al welfare. (materiali e approfondimenti: qui)

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3. Per una legge elettorale proporzionale. Per un parlamento legittimo e pienamente rappresentativo delle volontà politiche dei cittadini. Per eliminare premi di maggioranza e liste bloccate; per ripristinare il voto di preferenza. (materiali e approfondimenti: qui)

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Dove si può firmare

- negli orari d’ufficio, per tutto il mese di giugno 2018, presso gli Uffici demografici dei Comuni di San Paolo d’Argon, Trescore Balneario, Spinone al Lago (elenco in aggiornamento)

- Luzzana, domenica 17 giugno, ore 8.30-12.00, banchetto raccolta firme in Piazza G. Meli

A cura Rifondazione Comunista - Valcavallina. Info c/o tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it - www.alternainsieme.net


(giugno - luglio 2018) EREMO D’ARGON. “VIVERE CON LENTEZZA” - SERATE MEDITATIVE - PROGRAMMA

* Martedì 19 giugno: “IL SENSO DELLA VITA”. Lettori: Emanuela Palazzi, Francesco Porfido; musica: Davide Bortolai, chitarra – Alberto Foresti, clavicembalo

* Martedì 26 giugno: “VIVERE CON LENTEZZA”. Lettori: Gianfranco Piersanti, Simona Cantone, Alberto Traetta; Musica: Chiara Cornelli, flauto dolce – Alberto Foresti clavicembalo

Martedì 3 luglio: “VITE SPEZZATE”. Lettori: Grazia Vecchi, Gianluigi Corna, Adriana Vismara, Enzo Mologni. Musica : Giovanni Andreani, pianoforte

Martedì 10 luglio: “VITE DIMENTICATE”. Lettori: Emanuela Palazzi, Francesco Porfido; musica : Ilaria Nozza, voce, flauto e chitarra, Sara Valoti ,pianoforte, Stefano Fiacco, violoncello

L’inizio dell’incontro alle ore 20,45. In caso di pioggia all’interno
Per informazioni: eremo.argon1@gmail.com Tel. 035 – 4254155

Eremo d’Argon, San Paolo d’Argon


(02.05.18). SAN PAOLO D’ARGON. A CHI E’ INTITOLATA LA VIA CHE PORTA ALLE NOSTRE SCUOLE?

Perché ad Antonio Locatelli (1895-1936), aviatore, tra i fondatori del fascismo a Bergamo, podestà di Bergamo e caduto durante la guerra d’Etiopia, l’esponente più famoso del fascismo bergamasco, risultano ancora oggi intitolate vie, scuole, monumenti e altro ancora, senza che sia mai stata presa in considerazione l’opportunità di una doverosa verifica e revisione?

Di Locatelli si occupa in un recente libretto (1) il prof. Angelo Bendotti, presidente dell’Isrec, infaticabile e rigoroso storico della Resistenza e del Novecento in Bergamasca.

Subito all’indomani della morte di Locatelli avvenuta nel villaggio etiope di Lechemti nel giugno del 1936 in circostanze mai sufficientemente chiarite (2), le autorità fasciste bergamasche - ci ricorda Bendotti - avevano provveduto a titolargli vie, scuole, edifici (come la Casa del Fascio a Bergamo - ora Casa della Libertà), un aeroporto, monumenti e quant’altro, un vero e proprio “culto dell’eroe” volto a glorificare sia il fascismo sia la fascistissima guerra di aggressione all’Etiopia, uno dei peggiori crimini del colonialismo di tutti i tempi, purtroppo ancora ampiamente rimosso nella coscienza nazionale malgrado la schiacciante e tremenda documentazione che ne ha ormai dato la storiografia. (3)

Dopo la Liberazione “Locatelli non viene sfiorato dal processo di cancellazione che riguarda scritte e simboli del regime fascista: perfino le grandi lettere sul frontone della Casa del Fascio (cioè la dedica ad Antonio Locatelli - ndr) vengono lasciate a far bella mostra di sé, nonostante quel luogo fosse stato sede del Partito repubblicano fascista e vi fossero svolti atti delittuosi contro i partigiani e gli antifascisti, oltraggiati e torturati”. (4)

Questa mancata revisione è il segno vistoso di una continuità con il periodo del regime che anche la classe dirigente bergamasca post-liberazione, o per lo meno la sua maggioranza, ha evitato di mettere in discussione. (5)

Di seguito alcune note per capire chi era Locatelli.

In Etiopia era andato alla fine del 1935 come volontario aviatore avendo aderito fino in fondo e con entusiasmo alla odiosa propaganda imperialista e guerrafondaia del regime. I suoinon erano normali voli di ricognizione, ma vere e proprie azioni terroristiche sulla popolazione civile, sottoposta a devastanti bombardamenti, già rese inabitabili dal gas degli aerei. Locatelli non esita, lo fa anzi con un certo compiacimento.” (6)

Ho lanciato bombe con precisione che potrai ammirare dalle mie fotografie con la Leica, - scriveva alla madre - i nemici oppongono resistenza al centro, ma li teniamo bombardati che non possono più mostrarsi alla luce del sole, saranno sgominati, sterminati, e se vorranno resistere correranno il rischio di morire di fame. Sai che non possono muovere un autocarro senza che noi lo sappiamo e lo bombardiamo? Insomma un divertimento unico in barba ai nostri amici inglesi che avranno il mal di pancia a tutte le notizie delle nostre azioni travolgenti” (7)

Come è noto, di fronte all’esercito italiano invasore in Etiopia stavano truppe armate in modo davvero sommario e talora primitivo; una guerra diseguale (circa 5.000 i caduti italiani; da 300 a 700 mila le vittime etiopi denunciate nel dopoguerra dai governanti del Paese dell’Africa Orientale, fra massacri, bombardamenti indiscriminati su militari e civili anche attraverso l’uso massiccio del gas) che però piaceva tanto a Locatelli, che infatti scriveva: “Quando vedevo le bombe centrare le case, distruggere (…) incendiare la cittadina [probabilmente Dire Daua -ndr] in molti punti contemporaneamente, io che di solito sento un po’ di pietà per il nemico, gioivo.”

Sono parole dove, annota Bendotti, “ritorna l’iniziale adesione al fascismo rivoluzionario, a quella cultura per cui il nemico non è neanche considerato un uomo, a quella pulsione violenta e aggressiva contro gli altri che il fascismo tanto bene interpretava.” (8)

A San Paolo d’Argon non risulta però che alla fine degli anni Trenta sia stato dedicato alcunché a Locatelli, o comunque, se qualcosa è stato fatto, se ne è persa la memoria.

L’attuale Via Antonio Locatelli, centrale nell’organizzazione urbana del paese di San Paolo d’Argon, la strada delle scuole elementari e medie, allora non esisteva. Cominciò ad essere tracciata alla fine degli anni Sessanta e realizzata quasi contestualmente alla costruzione delle Scuole Medie (1971-72) in quanto indispensabile per garantirne l’accesso delle auto del personale e ora anche degli studenti. Ad un certo punto, proprio in quel periodo, comparve anche il cartello segnaletico Via Antonio Locatelli. Una ricerca in archivio potrebbe dirci quale amministrazione comunale l’avesse deciso, perché allora - nel pieno dei roaring anni Settanta - eravamo giovani e avevamo in testa ben altro che la toponomastica.

La cosa certa è che a quarant’anni dalla Guerra di Etiopia e a quasi trent’anni dalla Liberazione, il Comune di San Paolo d’Argon si prese la briga di dedicare una via, destinata a diventare centrale, alla figura più rappresentativa del fascismo bergamasco, mentre - a tutt’oggi - non c’è ancora una via o un vicolo dedicato espressamente, per esempio, a uomini, donne o fatti della Resistenza e della storia dell’Antifascismo.

Nell’Italia la cui Costituzione “ripudia la guerra”, alla luce dei documenti appare piuttosto discutibile il fatto che a San Paolo d’Argon, comune che da anni vanta l’adesione agli Enti Locali per la pace nonché un assessorato che fa esplicito riferimento alla pace, la via che porta alle scuole elementari e medie sia intitolata ad Antonio Locatelli.

Note

  1. Angelo Bendotti, I conquistatori dell’impero. Tre vie, una piazza e un passaggio, Bergamo 2017. Il testo è dedicato ad altri due bergamaschi legati alla Guerra d’Etiopia: Guido Paglia (1897 -1936) e Gennaro Sora (1892 - 1949).
  2. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Lechemti
  3. Il principale lavoro storiografico è ancora quello di Angelo del Boca, Gli italiani in Africa Orientale, Bari 1979 e segg., in particolare ai voll. II (La conquista dell’impero, 1979) e III (Gli italiani in Africa Orientale, 1982); l’opera è stata più volte ristampata, l’ultima edizione Mondadori 2014. Per info molto più veloci, cfr. il video estratto dal documentario della BBC, Fascist Legacy, 1989: QUI
  4. Bendotti, cit. , p. 19
  5. Vedi per esempio Il Corriere delle Sera, 25 maggio 2015
  6. Ibidem, p. 19
  7. Ibidem, p. 6
  8. Ibidem, p. 7

(04.03.18) SAN PAOLO D’ARGON. VOTA “POTERE AL POPOLO” (elezioni politiche) e “SINISTRA PER LA LOMBARDIA” (elezioni regionali)

* CAMERA (scheda rosa): barra il simbolo “POTERE AL POPOLO”

Clicca l’immagine per ingrandire

* SENATO (scheda gialla): barra il simbolo “POTERE AL POPOLO”

Clicca l’immagine per ingrandire

* REGIONE (scheda verde). Barra il simbolo “SINISTRA PER LA LOMBARDIA”. Puoi esprimere fino a due voti di preferenza scegliendo fra le candidate e i candidati consiglieri della lista provinciale di Bergamo. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista..

Clicca l’immagine per ingrandire


(gennaio 2018) VALCAVALLINA. FIRMA PER “POTERE AL POPOLO” (elezioni politiche) e “SINISTRA PER LA LOMBARDIA” (elezioni regionali)


* LUZZANA, sabato 20 gennaio, banchetto alle ore 14.30 -18.00, in Piazza G. Meli
(info c/o tel. 3408652515)

* LUZZANA, domenica 21 gennaio, banchetto dalle ore 9.00 alle ore 12.00, Piazza G. Meli (info c/o tel. 3408652515)

* TRESCORE BALNEARIO, domenica 21 gennaio, banchetto dalle ore 9.30 alle ore 12.30, Viale locatelli (info c/o tel. 33389759975)

* SAN PAOLO D’ARGON, sabato 27 gennaio, banchetto dalla ore 14.30 alle ore 18.00 in Via Giovanni XXIII (cabina telefonica davanti al Conad) (info c/o 3387268790)

Da lunedì 22 gennaio, per tutta la settimana, sarà possibile firmare anche presso gli uffici dei comuni di ALBANO SANT’ALESSANDRO, BERZO SAN FERMO, BORGO DI TERZO, CASAZZA, CENATE SOPRA, CENATE SOTTO, ENDINE GAIANO, ENTRATICO, GORLAGO, GRONE, LUZZANA, MONTELLO, SAN PAOLO D’ARGON, RANZANICO SPINONE AL LAGO, TRESCORE BALNEARIO, VIGANO SAN MARTINO, ZANDOBBIO. AFFRETTATEVI CHE CE LA FACCIAMO!

APPELLO. A differenza delle forze politiche presenti in Parlamento, praticamente tutte in varia misura responsabili delle politiche di austerity e di massacro sociale di questi anni, per la presentazione delle liste di Potere al Popolo alle elezioni politiche è necessaria la sottoscrizione di un certo numero di elettori ed elettrici.

Lo stesso vale per le elezioni regionali dove si candida la lista Sinistra per la Lombardia, per la cui presentazione è necessario un numero perfino più consistente di firme.

Perché nelle prossime elezioni gli elettori abbiano la possibilità di poter votare per coloro che intendono dare voce a chi ha subito massacro sociale e contribuire alle lotte sociali contro l’austerity, la distruzione dello stato sociale, la riforma fornero, il Jobs Act etc., chiediamo a ciascuno TRE firme:

1 firma per la lista “POTERE AL POPOLO” alla Camera dei deputati

1 firma per la lista “POTERE AL POPOLO” al Senato della Repubblica (solo gli elettori che abbiano compiuto almeno 25 anni)

1 firma per la lista “SINISTRA PER LA LOMBARDIA”

“Oh gentiluomini! Il tempo della vita è breve! Se viviamo
è per camminare sulle teste dei re” (William Shakespeare)

A cura “POTERE AL POPOLO” e SINISTRA PER LA LOMBARDIA” della Valcavallina - Borgo di Terzo, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia), il martedì dalle ore 18.30 alle ore 20.00. Info: www.alternainsieme.net - alternainsieme@yahoo.it - Pagine facebook “Sinistra per la Lombardia - Bergamo” e “Potere al popolo - Bergamo“. www.poterealpopopolo.org

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