(10.02.17) SAN PAOLO D’ARGON. UN MEDICO IN PIU’, ANZI DUE, PRESSO GLI AMBULATORI COMUNALI. IN DIRITTURA D’ARRIVO LA RISPOSTA ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE

Il Sindaco Cortinovis ci ha comunicato mercoledì scorso che – a seguito dell’interessamento dell’Amministrazione Comunalf e della direzione della Ats di Bergamo - entro breve tempo presso gli ambulatori comunali di San Paolo d’Argon sarà a disposizione per due giorni la settimana il Dott. Marinoni che ha sostituito – da dicembre – il precedente medico di base ritirato per pensionamento.
Un altro medico che attualmente opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti a San Paolo d’Argon sarà nell’ambulatorio di San Paolo d’Argon per un giorno alla settimana, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
C’è solo da aspettare – secondo le parole del Sindaco – che gli ambulatori vengano opportunamente attrezzati e in particolare dotati della specifica connessione internet, dopo di che i cittadini verranno informati tramite locandine esposte nelle bacheche comunali e, forse, anche tramite comunicazioni agli interessati da parte dell’Azienda Territoriale Sanitaria.
Anche se risulta in parte disatteso quanto ci era stato prospettato nelle scorse settimane, riteniamo tuttavia che la soluzione adottata accolga in misura significativa le richieste che numerosi cittadini avevano espresso tramite una petizione dopo di che si erano visti – all’atto della scelta del nuovo medico – privati della disponibilità dell’ambulatorio in paese e costretti a recarsi in altro comune. Un disagio che aveva suscitato apprensione soprattutto fra i nostri concittadini più anziani e per le persone non auto-munite.
Rimane un problema più generale, che riguarda non solo il nostro comune ma tutto il territorio della provincia e della regione e che è legato alla difficoltà di garantire il turn over rispetto ai medici di base che si ritirano dalla professione per raggiunti limiti di età. Un problema, secondo quanto denunciato dalle associazioni sindacali dei medici di base, che potrebbe aggravarsi se la Regione non porrà rimedio tempestivamente agli errori nella propria programmazione in materia. (cfr. la nostra precedente comunicazione: qui)
Per eventuali richieste di chiarimento, si può continuare a fare riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739) o anche alla mail di questo blog (alternainsieme@yahoo.it).

Su questo tema, cfr. anche le nostre precedenti info: QUI



(30.01.17) SAN PAOLO D’ARGON. 11 GLI ALLOGGI ALL’ASTA IN QUESTI GIORNI SOLO NEL NOSTRO COMUNE. LA BERGAMASCA HA IL RECORD DELLE CASE ALL’ASTA

Nel secondo semestre del 2016 sono stati 1.742 gli immobili residenziali all’asta giudiziaria, per lo più alloggi di valore limitato (1.381 sono quotati meno di 100.000 euro). La provincia di Bergamo è al primissimo posto in Italia, cpiù di Roma, il doppio di Milano (che pure ha una popolazione 4 volte superiore), il 5,23 % delle aste giudiziarie di tutta l’Italia, sapendo bene che come popolazione la nostra provincia pesa solo per l’1,8%.
“Fino al 2008 – spiega L’Eco di Bergamo del 28.01.17 (cfr. qui) – i mutui sono stati concessi molto facilmente, anche a stranieri che poi hanno lasciato il Paese”. Mutui facili che hanno drogato lo sviluppo abnorme dell’edilizia locale, ma dopo il 2008 è arrivata la caduta pressochè catastrofica. Ormai nella nostra zona le famiglie che ricevono le ingiuzioni di sfratto a causa del mutuo che non riescono più a pagare sono quasi altrettante di quelle che non riescono con il normale affitto.
Per anni una possibilità piuttosto conveniente per mettere su casa qui in bergamasca è stata quella di contrarre il mutuo. Adesso ci ritroviamo con tante famiglie che perdono mutuo e casa e di cui delle quali, in molti casi, sono i servizi sociali dei comuni a doversi occupare, senza che nemmeno abbiano la possibilità di fare domanda per l’edilizia sociale perché fino quasi all’ultimo risultano sempre proprietarie di un alloggio.
Così è avvenuto e avviene – è sempre L’Eco di Bergamo a spiegarlo – per “la mancanza di una grande rete di alloggi di edilizia residenziale popolare che limitano le aste, come avviene soprattutto nelle gradi città; e infatti la stragrande maggioranza delle aste si concentra su case con un prezzo tra 0 e 100 mila euro”.
A San Paolo d’Argon – come si evince dai siti dedicati alle aste giudiziarie – sono ben 11 gli alloggi che verrano posti all’asta nelle prossime settimane, tutti appartamenti di valore modesto, abitati fino a poco tempo fa o ancora abitati da famiglie. Sono abitazioni rientrate nella disponibilità delle banche dopo che le famiglie non sono più riuscite a pagare il mutuo e perso tutto quanto avevano versato in precedenza.
Nel nostro comune gli alloggi comunali assegnati tramite bando sono solo 32 su 2003 abitazioni (censimento 2011), l’1,6% a fronte di una media nazionale – peraltro una delle più basse fra i Paesi dell’Europa – che raggiunge a malapena il 5%. C’è da dire che malgrado queste palesi carenze, la nostra amministrazione comunale quanto quelle dei paesi vicini, di qualsiasi colore politico, considerano semplicemente una bestemmia quelle di investire nell’edilizia pubblica.
Di fronte alla crisi abitativa da parte nostra ci chiediamo se dobbiamo lasciare fare tutto alle banche che buttano le famiglie in strada o se non è invece il caso che lo Stato e gli enti locali intervengano per garantire il diritto all’abitare, incrementando il patrimonio edilizio pubblico e anche intervenendo sulle banche: intervenire sulle banche per dare una mano alle famiglie e non invece – come ha fatto il governo Renzi – solo per facilitare gli espropri delle banche e le ingiunzioni di sfratto alle famiglie.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(21.01.17) SAN PAOLO D’ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE: IL SINDACO CONFERMA CHE E’ PREVISTO PER LA FINE DEL MESE L’INCARICO AD UN ALTRO MEDICO DI BASE

Sembrerebbe vicina la soluzione del problema dei 600 mutuati rimasti senza medico di base con ambulatorio a San Paolo d’Argon. Da L’Eco di Bergamo di oggi (cfr. qui) il sindaco Stefano Cortinovis conferma quanto aveva dichiarato nelle scorse settimane: “Abbiamo sentito Ats a cui compete il servizio e a breve è previsto l’affidamento dell’incarico a un altro medico di base il cui arrivo, stando a quanto ci hanno detto da Ats, è previsto entro gennaio”. Speriamo bene.
Un analogo problema agita la cittadinanza di Cenate Sotto nonché diversi altri paesi della provincia.
Il fatto è che di questi tempi a fronte del pensionamento dei medici di base cominciano a mancare i sostituti e questa criticità è destinata ad aggraversi nei prossimi anni in tutto il territorio della provincia. Nel 2019 mancheranno 100 medici di famiglia.
“Le nuove forze disposte ad entrare nella graduatoria ci sono, ma se i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale, - afferma Vito Brancato, direttore Dipartimento cure primarie dell’Ats di Bergamo - restano 90 all’anno, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. (cfr. Ecodibergamo.it 21.01.17).
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che
alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche. Bisogna che la politica nazionale e quella regionale si sveglino e si concentrino su questa problematica”.
Per quanto riguarda lo specifico dei nostri problemi qui a San Paolo d’Argon, continuiamo a tenerci in contatto facendo riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), almeno fino a quando gli impegni annunciati dall’Ats non saranno rispettati.

Rassegna stampa. Araberara 13.01.17: qui. Le nostre precedenti info: qui


Potrebbe finalmente avere un esito positivo e in tempi non lunghissimi la vicenda dei 600 mutuati del nostro paese che non hanno più la possibilità di usufruire del servizio di medicina di base nell’ambulatorio di San Paolo d’Argon.
Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, a seguito del pensionamento di uno dei medici di base, numerosi concittadini avevano ricevuto l’avviso per la scelta del nuovo medico, ma a partire dal 12 di dicembre l’unica possibilità era quella di iscriversi presso un medico che presterà servizio solo a Cenate Sotto. Una eventualità questa paventata in particolare da numerosi anziani, anche perché Cenate Sotto non è raggiungibile con mezzi pubblici.
Una petizione sottoscritta dai cittadini è stata recapitata la scorsa settimana alle autorità preposte con la richiesta “di poter continuare a far riferimento ad un medico operante presso l’ambulatorio comunale di San Paolo d’Argon”, che – come è nato – è stato inaugurato poco tempo fa nello stabile dell’ex municipio a seguito di un importante investimento del nostro Comune.
Dopo un primo incontro con l’amministrazione comunale andato a vuoto (cfr. qui), una delegazione di oltre 20 concittadine e concittadine lunedì (cfr. qui) ha incontrato il sindaco Stefano Cortinovis che assicurava il suo interessamento presso i responsabili dell’Azienda socio sanitaria di Bergamo.
Effettivamente nelle scorse settimane, verificate situazioni di criticità e carenze nella medicina di base non solo a San Paolo d’Argon ma anche in altri comuni del distretto di Trescore Balneario, l’Asst ha aperto un nuovo bando di concorso per 4 nuovi medici base, di cui uno – come ci è stato riferito dai funzionari della stessa Asst – quasi sicuramente a San Paolo d’Argon.
Ieri sera infine, in occasione della tradizionale Cena della Comunità che si tiene nel periodo natalizio, il sindaco ha informato i cittadini presenti che a partire dalla seconda metà o dalla fine di gennaio ci sarà un nuovo medico a San Paolo d’Argon. Questo significa che si dovrà pazientare ancora alcune settimane e poi la situazione dovrebbe risolversi.
E’ una buona notizia, di cui ringraziamo tutti coloro che si sono attivati e che ci hanno prestato attenzione. Nelle prossime settimane, fino a che non sarà andato tutto effettivamente a posto, invitiamo a fare ancora riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), per informazioni o comunicazioni.
Per risolvere i problemi la collaborazione e la solidarietà sono sempre risorse preziose ed efficaci.


* Aggiornato a lunedì 19 dicembre, ore 17.00, incontro in Municipio con il Sindaco (per info c/o tel. 3393414739 - Sig.Italo Ceccherini)

Nulla di fatto mercoledì 14 dicembre, perché all’incontro che avevamo chiesto (vedi qui), il sindaco Cortinovis non ha potuto essere presente a causa di concomitanti impegni istituzionali secondo quanto ci è stato riferito dal vicesindaco sig. Zanotti. Erano presenti 11 fra i circa 600 concittadini e le concittadine che rischiano di dover far riferimento per la medicina di base ad un ambulatorio non più a San Paolo d’Argon ma a Cenate Sotto. Il vicesindaco, a cui è stata illustrata - con “vivacità” -  la situazione problematica che si è venuta a creare con la scelta del nuovo medico di base a cui sono stati chiamati numerosi mutuati di San Paolo d’Argon, si è impegnato a concordare una nuova riunione con la presenza del sindaco Cortinovis, che si terrà appunto lunedì 19 dicembre alle ore 17.00 in Municipio (si entra da Via delle Rimembranze). Per scongiurare il rischio che numerosi cittadini perdano un servizio essenziale nel nostro Comune, a maggior ragione dopo che è stato realizzato il nuovo ambulatorio comunale, invitiamo gli interessati e le interessate a partecipare.  Per altre info si può fare riferimento al signor Italo Ceccherini -  tel. 3393414739.


Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità governative siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti (cfr. “BgReport 14.12.16: qui) . Della protesta informava solo ieri un trafiletto de “L’Eco di Bergamo” (cfr. qui). L’irruzione nella cascina delle forze dell’ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupanti che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell’Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto “responsabile” di non svegliare la xenofobia diffusa nell’opinione pubblica portando acqua al mulino dell’imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d’Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe condizioni. (15.12.16 - “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

* Cfr. anche L’Eco di Bergamo 16.12.16: qui


* Mercoledì 14 dicembre, ore 17.00, incontro con il Sindaco di San Paolo d’Argon (per info c/o tel. 3393414739)

Non meno di 600 concittadine e concittadini, che hanno recentemente ricevuto l’avviso per la scelta del nuovo medico, rischiano di dover andare a Cenate Sotto o in altro comune per il servizio ambulatoriale di base. Per scongiurare tale eventualità, che sarebbe fonte di disagio e senso di insicurezza in particolare per anziani, casalinghe e persone non auto-munite, alcuni concittadini si sono fatti carico di una petizione collettiva sottoscritta da numerose persone e inviata alle autorità preposte, ma allo stato attuale non ci sono risposte. Da poco è stato inaugurato il nuovo ambulatorio comunale, che ha comportato un significativo investimento pubblico, ed è francamente paradossale che molti concittadini siano costretti ad andare fuori paese per usufruire di un servizio sanitario fondamentale. Mercoledì 14 dicembre una delegazione incontrerà il sindaco di San Paolo d’Argon. L’appuntamento è alle ore 17.00 e gli interessati che volessero partecipare o essere informati possono far riferimento al signor Italo C., tel. 3393414739.


(25.09.16) SAN PAOLO D’ARGON. BANCHETTO E VOLANTINAGGIO “NO MODIFICHE COSTITUZIONALI”

* Domenica 25 settembre, ore 10.00 - 12.00 a San Paolo d’Argon, Via Giovanni XXIII (davanti al Conad)

Incontriamoci per conoscerci, confrontarci e organizzarci per difendere
la nostra Costituzione.

Comitato No Modifiche costituzionali - zona Valcavallina. Info: v.cavallinavotano@yahoo.com, tel. 3389759975 (maurizio) oppure 3332579937 (Aldo)

Locandina: fronte - retro



(13.08.16) SAN PAOLO D’ARGON. SERVIZIO PULLMAN: UNA SETTIMANA DI FERRAGOSTO DAVVERO DI M…

Anche alle pensiline del nostro paese la Sab ha fatto affiggere l’avviso di Bergamo Trasporti che – in aggiunta ai tagli alle corse dei pullman nel mese di agosto – ci sarà ulteriore riduzione del servizio. Domenica 14, lunedì 15 e domenica 21 agosto di pullman non ce ne saranno proprio! Negli altri giorni, a partire da oggi, sabato 13 agosto, e poi da martedì 16 a sabato 20 viene adottato l’orario festivo: sono sei corse per andare a Bergamo (la prima alle ore 9.44) e qualcuna in più (nove o dieci corse) nella direzione opposta verso Trescore. Ovvio che dietro questi tagli decisi all’ultima ora ci sta autorizzazion e avallo politico delle istituzioni preposte, in ultima istanza la Regione, sempre pronta e sollecita a promuovere tagli e ad aumentare i costi dei biglietti e degli abbonamenti. Questo avviene peraltro nella quasi generale assenza di reazione da parte dei Comuni, l’istituzione più vicina ai cittadini, di cui dovrebbe rappresentare e difendere più direttamente bisogni e interessi. Inutile dire che i tagli alle corse andranno a gravare soprattutto su chi non ha l’auto e per andare a lavorare o altro può utilizzare solo il pullman. I servizi privati, i centri commerciali - per esempio e in primo luogo - fanno di tutto per rimanere aperti anche nei giorni festivi, rovinando così la vita delle lavoratrici e dei lavoratori; quelli pubblici e collettivi - qualunque sia la ragione sociale di chi li gestisce – tendono a fare esattamente l’opposto, rovinando in altro modo la vita a chi anche nei periodi festivi deve comunque andare a lavorare. Il grado di civiltà si misura dal grado di sviluppo dei servizi pubblici, scriveva qualcuno. Per le amministrazioni comunali locali, e anche per quella del nostro comune, l’interesse per il trasporto pubblico e l’attenzione nei confronti di chi ne ha drammaticamente bisogno, continuano ad essere pari a zero. (13.08.16 - Alternainsieme.net)


(28.07.16) SAN PAOLO D’ARGON. LE NOVITA’ IN TEMA DI TRASPORTO PUBBLICO E IL SILENZIO DELLA POLITICA LOCALE

Alcuni giorni fa attraverso la stampa è stato comunicato che Rfi, cioè le ferrovie, sono intenzionate a mettere a disposizione ben duecento milioni per collegare la città di Bergamo con l’aeroporto di Orio e per raddoppiare la linea ferroviaria da Ponte San Pietro a Montello (cfr. bergamo.corriere.it 06.07.16: qui)
E’ una novità interessante che, impegni sicuri o promesse aleatorie che siano, si parli finalmentedi potenziare nella nostra provincia il trasporto su ferro, metropolitano, pubblico e su ferro, e non solo delle solite strade, superstrade e autostrade.
Anche “ai piani alti” ci si sta accorgendo che l’Italia e non può continuare ad avere un sistema di trasporto interamente centrato su asfalto, cemento e motorizzazione privata con conseguenze disastrose sul piano ambientale, economico e trasportistico. Quanto alla Lombardia, a parte forse l’eccezione della città di Milano, si qualifica proprio come uno dei peggiori esempi di organizzazione dei trasporti in Europa.
Il fatto che la nostra zona, anche il territorio del nostro comune seppure in modo un po’ periferico, potrebbe essere dotata di un sistema di trasporto pubblico, moderno, di tipo metropolitano, dovrebbe suscitare interesse e attenzione da parte dell’Amministrazione comunale e delle forze politiche.
Abbiamo invece constatato, per esempio, che nell’ultima campagna elettorale appena trascorsa al tema del trasporto pubblico sia stata dedicata nessuna attenzione.
Nessuna delle due liste ha voluto misurarsi sul fatto che attualmente il trasporto pubblico (pullman) - sottoposto agli appetiti voraci della privatizzazione e alle cattive politiche della nostra giunta regionale - sta vistosamente peggiorando, che i costi crescenti stanno ricadendo pesantemente sulle famiglie e che anche per questa ragione viene meno l’incentivo ad usare il mezzo pubblico.
Dalla amministrazione comunale non c’è ancora alcun segnale su come il nostro comune potrebbe “agganciare” il progetto di metropolitana come peraltro abbiamo sollecitato già in diverse occasioni e da diverso tempo (cfr. ad esempio
qui): una infrastruttura che, secondo noi, potrebbe contribuire a dare una svolta significativa ai problemi della mobilità (e al diritto alla mobilità!) anche per quanto riguarda San Paolo d’Argon.
Ma come il Comune di San Paolo d’Argon intende cogliere questa opportunità? Quali proposte e iniziative sono in campo affinché il nuovo sistema di trasporto possa essere usufruito il più possibile anche dalla nostra collettività? Quale riorganizzazione delle viabilità ma anche urbanistica, del commercio e dei servizi si intende di conseguenza mettere in atto?
Oppure lasciamo andare le cose così come vanno, cioè come se il principale investimento trasportistico previsto nella nostra zona non ci riguardasse?
E pure lasciamo che nel frattempo il servizio pullman continui a tagliare le corse e ad aumentare biglietti ed abbonamenti senza muovere un dito a favore degli studenti e dei lavoratori pendolari? (”L’Alternativa-San Paolo d’Argon”, 28 luglio 2016)

Metrò, i nostri precedenti interventi: qui


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