(gennaio 2018) VALCAVALLINA. FIRMA PER “POTERE AL POPOLO” (elezioni politiche) e “SINISTRA PER LA LOMBARDIA” (elezioni regionali)


* LUZZANA, sabato 20 gennaio, banchetto alle ore 14.30 -18.00, in Piazza G. Meli
(info c/o tel. 3408652515)

* LUZZANA, domenica 21 gennaio, banchetto dalle ore 9.00 alle ore 12.00, Piazza G. Meli (info c/o tel. 3408652515)

* TRESCORE BALNEARIO, domenica 21 gennaio, banchetto dalle ore 9.30 alle ore 12.30, Viale locatelli (info c/o tel. 33389759975)

* SAN PAOLO D’ARGON, sabato 27 gennaio, banchetto dalla ore 14.30 alle ore 18.00 in Via Giovanni XXIII (cabina telefonica davanti al Conad) (info c/o 3387268790)

Da lunedì 22 gennaio, per tutta la settimana, sarà possibile firmare anche presso gli uffici dei comuni di ALBANO SANT’ALESSANDRO, BERZO SAN FERMO, BORGO DI TERZO, CASAZZA, CENATE SOPRA, CENATE SOTTO, ENDINE GAIANO, ENTRATICO, GORLAGO, GRONE, LUZZANA, MONTELLO, SAN PAOLO D’ARGON, RANZANICO SPINONE AL LAGO, TRESCORE BALNEARIO, VIGANO SAN MARTINO, ZANDOBBIO. AFFRETTATEVI CHE CE LA FACCIAMO!

APPELLO. A differenza delle forze politiche presenti in Parlamento, praticamente tutte in varia misura responsabili delle politiche di austerity e di massacro sociale di questi anni, per la presentazione delle liste di Potere al Popolo alle elezioni politiche è necessaria la sottoscrizione di un certo numero di elettori ed elettrici.

Lo stesso vale per le elezioni regionali dove si candida la lista Sinistra per la Lombardia, per la cui presentazione è necessario un numero perfino più consistente di firme.

Perché nelle prossime elezioni gli elettori abbiano la possibilità di poter votare per coloro che intendono dare voce a chi ha subito massacro sociale e contribuire alle lotte sociali contro l’austerity, la distruzione dello stato sociale, la riforma fornero, il Jobs Act etc., chiediamo a ciascuno TRE firme:

1 firma per la lista “POTERE AL POPOLO” alla Camera dei deputati

1 firma per la lista “POTERE AL POPOLO” al Senato della Repubblica (solo gli elettori che abbiano compiuto almeno 25 anni)

1 firma per la lista “SINISTRA PER LA LOMBARDIA”

“Oh gentiluomini! Il tempo della vita è breve! Se viviamo
è per camminare sulle teste dei re” (William Shakespeare)

A cura “POTERE AL POPOLO” e SINISTRA PER LA LOMBARDIA” della Valcavallina - Borgo di Terzo, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia), il martedì dalle ore 18.30 alle ore 20.00. Info: www.alternainsieme.net - alternainsieme@yahoo.it - Pagine facebook “Sinistra per la Lombardia - Bergamo” e “Potere al popolo - Bergamo“. www.poterealpopopolo.org

IMPORTANTE! RIFORMA SANITARIA LOMBARDA. PATOLOGIE CRONICHE: QUELLO CHE DEVI SAPERE!

A TUTTI I CONCITTADINI/E
AFFETTI/E DA PATOLOGIE CRONICHE

Tra pochi giorni, a tutti i cittadini/e affetti da patologie croniche, circa 3.500.000 (ipertensione, diabete, cardiopatie, tumori, ecc.) arriverà una lettera da parte della Regione Lombardia, che vi chiederà di effettuare la scelta di un “gestore”.
Il gestore non è una persona, potrebbe anche non essere un medico.
Nella maggioranza dei casi sarà una società o una cooperativa privata accreditata, cioè convenzionata con la Regione, quindi privata ma finanziata da denaro pubblico.

Vi verrà richiesto di firmare un “patto di cura” che avrà il compito di pianificare l’assistenza di cui avrete necessità.

Se sceglierete il gestore costui si occuperà solo della gestione delle vostre malattie croniche, per tutte le altre malattie, si continuerà a far riferimento al proprio medico curante.

La riforma non vi garantisce la riduzione dei tempi di attesa, ma non avrete nemmeno la certezza di poter accedere agli stessi ospedali/centri e agli stessi specialisti presso i quali siete stati seguiti regolarmente fino ad oggi.

La Regione ha individuato 65 malattie, per le quali ha stabilito un corrispettivo economico da attribuire al gestore a secondo della patologia presentata da ogni persona da lui gestita.

1) Viene eliminata la libertà di scelta del cittadino.

2) Se il cittadino vuole un altro parere su una determinata malattia o operazione, dovrà accettare quella del gestore o pagare di tasca propria un’altra consulenza sul suo problema sanitario.

3) Il medico di base non potrà prescrivere nessun esame rispetto alla malattia che è seguita dal gestore, generando situazioni confuse e conflittuali, e un aumento della burocrazia.

Si chiama: “Patto di cura”, un atto formale con validità giuridica della gestione della propria salute.
I cittadini non sono obbligati a scegliere un gestore.
Una riduzione delle prestazioni (analisi diagnostiche,ecc) si traduce facilmente in un più alto numero di decessi.

Malati cronici lombardi, curati dagli Emirati Arabi.

Uno fra i tanti gestori privati delle patologie croniche, sarà la Dubai International Capital, sussidiaria della Dubai Holding, una delle più importanti finanziarie degli Emirati Arabi, di cui lo sceicco Mohammed Rashid Al Maktoum detiene il 99% delle azioni.

L’operazione della privatizzazione dei malati cronici da parte della Regione Lombardia è la via maestra per l’inserimento del capitale finanziario nel mercato della sanità
Roberto Maroni accelera la distruzione della sanità pubblica lombarda, continuando la logica dell’interesse privato con denaro pubblico di Roberto Formigoni.

ATTENTO PAZIENTE!

Ti chiederanno di firmare un patto di cura con il gestore, ma non ti diranno che questo è un “contratto vincolante” che ti impedirà di ottenere prestazioni sanitarie al di fuori di quanto stabilito dalla Regione.

Ti diranno che è per la tua salute, perchè il Servizio Sanitario Nazionale funziona male, ma ricordati che è la regione a decidere il funzionamento del SSN, e sono loro che hanno il compito istituzionale di rendere efficiente ed efficace il SSN.

Ti diranno che è un’opportunità per migliorare la qualità della tua vita, in realtà è un trasferimento di denaro pubblico che riempie le tasche al privato e al capitale finanziario, a discapito della tua salute.

Se non vuoi perdere la libertà di farti curare, secondo scienza e coscienza, dal tuo medico di famiglia, che ben conosce tutti i tuoi problemi di salute, allora, resta con il tuo medico di famiglia e straccia la lettera che riceverai dalla regione. (a cura di “Potere al popolo” - Lombardia)

* Nota. “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” è a disposizione di tutti i concittadini e le concittadine per ulteriori informazioni e chiarimenti. Cestiniamo le lettere della giunta regionale e respingiamo seccamente la controriforma sanitaria regionale “pensata” solo per privatizzare la sanità e per fare profitti sulla pelle delle persone. Ne abbiamo tutti abbastanza di queste fregature. Per info, potete contattarci: tel. 3389759975.

A disposizione anche lo “Sportello sociale casa - Valcavallina“. tutti i martedì dalle ore 18.30 alle ore 20.00 a Borgo di Terzo, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia).


(16 - 17.12.17) VALCAVALLINA. BANCHETTI PER Il “POTERE AL POPOLO”

A San Paolo d’Argon, sabato 16 dicembre, ore 9.30 -12.30, Via Giovanni XXIII (cabina telefonica)

A Trescore Balneario, sabato 16 dicembre, ore 14.30 -17.30, Viale Locatelli (davanti banca Ubi)

A Luzzana, domenica 17 dicembre, ore 9.30 - 12.30, Piazza G. Meli

A Borgo di Terzo, domenica 17 dicembre, ore 9.30-12.30, Piazza Marcon

“Oh gentiluomini! Il tempo della vita è breve! Se viviamo è per camminare sulle teste dei re” (William Shakespeare)

* Volantinaggi e raccolta firme contro “Legge Fornero” e per difendere welfare state

* “No al gestore”: materiali e informazioni per fermare la nuova contro-riforma sanitaria in Lombardia

* “Arancia solidale” per sostenere la lista “Potere al popolo”

A cura Rifondazione Comunista e “Potere al popolo” della Valcavallina - info: www.alternainsieme.net - poterealpopolo.org - tel. 3387268790 (luca) - alternainsieme@yahoo.it

Ma i cittadini non sono obbligati a scegliere un “gestore”, possono rimanere con il loro medico!

A giorni ai cittadini/e affetti da patologie croniche (ipertensione, diabete, cardiopatie, tumori, ecc.) di arriverà una lettera da parte della Regione Lombardia, con la quale saranno invitati ad effettuare la scelta di un “gestore” che avrà il compito di pianificare l’assistenza di cui necessitano: tale riforma sarà presentata come la soluzione di tutte le difficoltà e disservizi lamentati dagli utenti, ma la realtà sarà ben diversa.

ALCUNI CHIARIMENTI( cfr. www.medicina democratica.it)

* La riforma lascia la libertà di scelta. Il cittadino può scegliere di rimanere con il proprio medico e non indicare alcun gestore.

* Il gestore non è una persona, potrebbe anche non essere un medico. Nella maggioranza dei casi sarà una società o una cooperativa privata accreditata, cioè convenzionata con la Regione, quindi privata ma finanziata da denaro pubblico.

* Vi verrà richiesto di firmare un “patto di cura”, che sarà vincolante per un anno. L’assistenza verrà erogata dal gestore sulla base di un budget annuale limitato.

* Dovrete eseguire in regime privatistico, cioè a pagamento, eventuali altre prestazioni, al di fuori di quelle prestabilite, che dovessero rendersi necessarie per la medesima patologia per cui avrete sottoscritto il patto di cura.

* Non solo la riforma non vi garantisce la riduzione dei tempi di attesa, ma non avrete nemmeno la certezza di poter usufruire degli stessi ospedali/centri e degli stessi specialisti presso i quali siete stati seguiti regolarmente fino ad oggi. Si ricorda che le prestazioni urgenti devono poter essere eseguite entro 72 ore e che per tutte le altre richieste devono essere rispettati i tempi di attesa previsti dalla normativa.

* Se sceglierete il gestore costui si occuperà solo della gestione delle vostre malattie croniche, per tutte le altre malattie, per es. l’influenza, si continuerà a far riferimento al proprio medico curante. Questa circostanza potrà generare situazioni confuse e conflittuali. Vi sarà un notevole aumento della burocrazia.

LA “RIFORMA” NON ELIMINERÀ LE LISTE DI ATTESA.

Sono circa 3.500.000 i cittadini affetti da patologie croniche in Lombardia, quasi 1 persona su 3. Attraverso questa “riforma” della Giunta Regionale di Maroni, un volume enorme di risorse pubbliche verrebbe spostato a favore dei profitti della sanità privata invece di essere usato per potenziare e migliorare il servizio pubblico. Non a caso, specialmente in bergamasca, a questa “riforma” spingono potenti interessi, tra cui fondi di investimento esteri (un “gestore” potrà avere fino a 200.000 utenti).

La stragrande maggioranza dei medici di base della Lombardia hanno dichiarato la loro contrarietà. Da parte nostra vi invitiamo tutti a continuare ad essere seguiti dal vostro Medico Curante. La mancata adesione al “gestore” non comporta alcuna penalizzazione. (”L’Alternativa - San Paolo d’Argon”, dicembre 2017)

* Altre informazioni e materiali, al BANCHETTO che terremo sabato 16 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 a San Paolo d’Argon, in Via Giovanni XXIII (cabina del telefono davanti al Conad)


A fine settembre il consiglio comunale ha votato all’unanimità (cioè la maggioranza de “L’Alveare” insieme alla minoranza di “Solo per San Paolo”, che fa capo alla Lega Nord e a Vivi San Paolo-Forza Italia) una mozione a conclusione della quale “Impegna il sindaco a promuovere la partecipazione al referendum del 22 ottobre (…)” (cfr. Delibera consiliare n. 28 del 27.09.17).

Si dà il caso che tale impegno di promozione esorbiti dai compiti istituzionali del Sindaco e della Amministrazione comunale previsti dall’articolo 9 della L.28/200, secondo la quale “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

Non può sfuggire peraltro che nel contesto del referendum regionale del 22 ottobre diversi elettori intendono legittimamente esprimere la loro scelta responsabile proprio non partecipando al voto in quanto ritengono inutile, inappropriato e fuorviante il referendum che la Regione ha promosso con un esborso ragguardevole di denaro pubblico.

L’Alternativa – San Paolo d’Argon” ha diffidato il Sindaco dal tener conto del dispositivo finale della mozione e di attenersi invece strettamente alle disposizioni dei legge.

Gli altri temi presentati dalla mozione - proposta dal gruppo Lega Nord/Forza Italia e assunti dal gruppo de L’Alveare - sono quelli tipici di quanti puntano più o meno apertamente, più o meno consapevolmente, ad alimentare i risentimenti contro le altre regioni o lo stato centrale.

Che è ormai una vecchia storia, trita e ritrita!

Di fatti le tante chiacchiere su regionalismo o il federalismo sono servite nei decenni passati al capitalismo italiano per nascondere lo smantellamento dello stato sociale e il gigantesco trasferimento di reddito e ricchezza dai lavoratori alle categorie più ricche, perseguiti tanto a Roma quanto nelle regioni.

In questo la Lombardia è stata la regione capofila, per di più con una classe dirigente più volte travolta da scandali e malaffare, tanto che la nostra risulta una delle regioni peggio amministrate fra quelle rilevanti dell’Europa.

Che la Lega, ma anche Forza Italia, 5 Stelle e una parte del Pd , ora si affidino ad un referendum fasullo e facciano balenare la prospettiva che potremo stare meglio, non togliendo i soldi alla finanza e ai ricchi per darli a chi ne ha bisogno, ma solo togliendo risorse o negandole alle altre regioni, significa solo che sono alla frutta.


(07.08.17) SAN PAOLO D’ARGON. INFO E CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA PAVIMENTAZIONE DELLA PIAZZA DELLA CHIESA

E’ quasi finita la nuova pavimentazione della (cosiddetta) piazza o sagrato della chiesa parrocchiale. La piazza è stata riportata alle misure ante anni Venti del secolo scorso, quando ancora, come è scritto nella “Cronistoria” parrocchiale, “la piazza della chiesa era della larghezza della facciata della chiesa e la racchiudeva tutta un muraglione alto 2 metri e mezzo, muraglione che partiva dalla strada e finiva addosso alla facciata della chiesa”. (Cfr. M. Sigismondi, San Paolo d’Argon e il suo monastero, 1079-1979, S. Paolo d’Argon 1979).
Non si può fare a meno di notare, ora che la pavimentazione è quasi completata, uno sfarzo - a detta anche di altri concittadini – inappropriato, tanto che l’antico sagrato – quello vero e proprio, fatto in altri secoli all’ingresso della parrocchiale - ne viene alquanto sminuito.

A breve dovrebbero cominciare i lavori sia per adeguare Via San Mauro, la strada campestre appena a nord, collegando la piazza – che sarà pedonale - con il grande parcheggio realizzato da poco sul lato est del complesso di chiesa ed ex monastero, sia per fare parcheggi e giardini in corrispondenza del vecchio campo di pallacanestro e delle pertinenze dell’ormai demolita casa del curato.
La nuova pavimentazione è stata fatta a cura della Diocesi di Bergamo con una spesa di ben 200.000 euro. Al Comune di San Paolo d’Argon competono invece la spesa per i lavori in Via San Mauro e quella per i parcheggi e i giardinetti, che costeranno alla nostra comunità rispettivamente 100.000 e 60.000 euro: perfino oltre gli impegni originariamente assunti dal nostro Comune (non ci risulta però che nel Consiglio comunale siano state fatte obiezioni). E senza dimenticare che tra il 2007 e il 2008 il nostro Comune aveva già versato per il restauro dell’ex monastero 500.000 euro raccolti tra la cittadinanza imponendo l’innalzamento dell’addizionale Irpef dal 3 al 5 per mille.
Tutta l’operazione relativa all’ex monastero è costata finora 16 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni i fondi pubblici messi a disposizione da Regione, Provincia e Comune di San Paolo d’Argon. Altri soldi serviranno e certo quello della Diocesi di Bergamo sarà alla fine un investimento decisamente ragguardevole: forse solo qualcosa in meno – tenuto conto delle compartecipazioni di Camera di Commercio e Cariplo - di quanto la stessa Diocesi ha incassato cedendo qualche settimana fa a privati l’importante Casa di Riposo da pochi anni inaugurata nella vicina Casazza.
A più di 10 anni dell’avvio di tutta l’operazione, ciò che si sa è che la Diocesi è in rotta di collisione con la scuola privata insediata nell’ex monastero e legata Compagnia delle Opere e che ha intenzione di ritornare alla destinazione originaria, quella che prevedeva il cosiddetto “Museo delle Migrazioni” nonché cospicui spazi, oltre la metà degli edifici cinquecenteschi, da dedicare alla ristorazione e all’accoglienza turistica.
Abbiamo già parlato e documentato in altra occasione questa tormentata vicenda (cfr. per esempio Alternainsieme.net 03.04.17).
Con qualche disappunto notiamo che, fra tanti milioni profusi dalla Diocesi nel nostro ex monastero, al nostro comune non viene risparmiato l’ulteriore esborso di 160.000 euro.

Di fronte ai bisogni gravi ed urgenti presenti anche
nel nostro paese, con persone e famiglie impoverite, rimaste senza lavoro e/o senza casa, anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, i responsabili dell’Amministrazione comunale ci ricordano sempre in modo accorato che a causa dei tagli dei trasferimenti dello Stato le risorse per le politiche sociali sono sempre scarse e di molto insufficienti rispetto ai bisogni.
Con quei 160.000 euro si sarebbe potuto fare o programmare un altro tappeto di erba sintetica per il campo di calcio, altri due o tre ponticelli carini sulla Seniga, un altro campo di tennis, un pezzetto almeno del palazzetto dello sport nel prato delle scuole, tutti interventi in corso d’opera o già realizzati in tempi più o meno recenti oppure programmati dalla Giunta comunale: per la gioia dei disoccupati e precari, delle famiglie impoverite, di chi è rimasto senza casa, degli anziani soli e/o non autosufficienti, dei disabili e così via… (Alternainsieme.net, 07.08.17)


(05.07.17) SAN PAOLO D’ARGON. CHE SUCCEDE ALLA LEDIBERG SPA?

Da diverso tempo gli stipendi, secondo quanto abbiamo potuto raccogliere qua e là in paese fra lavoratrici e lavoratori preoccupati, vengono pagati in ritardo. Nei giorni scorsi un giornale locale ha informato che una tipografia con 70 dipendenti di Costa di Mezzate sarebbe in procinto di acquisire la Lediberg, gruppo industriale di oltre 1500 dipendenti, di cui l’unità principale ha sede nel nostro Comune. Un cambio di questo tipo nella principale azienda del nostro paese, quella di gran lunga col numero maggiore di dipendenti, logicamente non può che suscitare interrogativi riguardo il futuro produttivo ed occupazionale. Quello che chiediamo da una parte ai Sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori, dall’altra all’Amministrazione Comunale di San Paolo d’Argon è di essere parte attiva nella vicenda, o quantomeno vigilare, affinché - cambi societari o meno - non corra rischi il patrimonio produttivo, di professionalità e occupazionale che da oltre 40 anni è cresciuto grazie anche ad uno stretto rapporto tra azienda e territorio. (”L’Alternativa-San Paolo d’Argon”)

Si riporta di seguito un articolo pubblicato qualche giorno fa nel web (www.stampamedia.net)

“Verso una svolta il futuro della Lediberg. Allo studio un polo agende con CPZ e Johnson. Di deciso non ci sarebbe ancora nulla e non è neppure certo che alla fine il progetto si concretizzi. Ma entro i primi dieci giorni di luglio si dovrebbe capire se davvero ci sarà una svolta nel futuro della Lediberg, la storica azienda bergamasca leader nel settore della stampa di agende e taccuini. Un futuro che potrebbe vedere la nascita di un polo europeo in questo settore a Bergamo riunendo all’interno dello stesso gruppo la Lediberg con le Grafiche Johnson, recentemente acquisite dalla CPZ di Costa di Mezzate guidata da Marzio Carrara che sarebbe il protagonista di questa operazione.
Nel 2013 la Lediberg, fondata nel 1965 da Lindo e Maria Castelli, diventata leader europeo nella stampa di agende e taccuini, era stata rilevata, con la ristrutturazione del debito e all’interno della Legge fallimentare, da un investitore libanese insieme con otto imprenditori bergamaschi, non solo del settore grafico. Le banche finanziatrici a medio e lungo termine del gruppo (che nel 2006 aveva ceduto una quota del 42% del capitale sociale al Fondo Sofipa di Capitalia e quindi del gruppo Unicredit, fondo integrato nel 2012 in Synergo Sgr) avevano accettato l’offerta presentata dal gruppo di investitori libanesi aggregati al veicolo Iris Fund e affiancati, come detto, da un pool di investitori privati bergamaschi. I nuovi soci avevano messo sul piatto 20 milioni di euro di nuovo equity, mentre le banche convertito in equity 40 milioni dei loro crediti, il tutto per una ricapitalizzazione complessiva di 60 milioni.
Con la previsione anche di 5 milioni di investimenti, allora la nuova proprietà aveva presentato un ambizioso piano di rilancio dell’azienda bergamasca che dà lavoro a oltre 1500 persone, ha stabilimenti e filiali in tutto il mondo e produce agende datate e non ma è anche attiva nella stampa commerciale e di pregio con la controllata Castelli Bolis Poligrafiche spa e con il brand Nazareno Gabrielli produce accessori in pelle. Il piano prevedeva infatti di raggiungere nel 2018 un fatturato consolidato di 209 milioni di euro con un Ebitda di 22,7 dai 167 milioni di ricavi e 12,6 di Ebitda del preconsuntivo 2013.
Complice anche la situazione del mercato, secondo ambienti del settore, il raggiungimento di questi obiettivi sarebbe stato più difficile del previsto e sarebbe maturata l’esigenza di percorrere altre strade per assicurare un più forte sviluppo della Lediberg. E questa nuova strada, come riporta il periodico bergamasco Araberara, potrebbe incrociare quella della CPZ che dopo aver siglato l’anno scorso con ArtiGroup un accordo di collaborazione per la distribuzione commerciale di agende, quaderni e calendari, con la nascita della joint-venture Johnson CPZ, nei mesi scorsi ha rilevato tutto il ramo d’azienda delle Grafiche Johnson compresi i 297 dipendenti.
Dopo questo importante salto dimensionale (CPZ infatti prima dell’accordo occupava circa 70 persone nella lavorazione di stampe digitali e agende), l’azienda di Costa di Mezzate potrebbe farne un altro ancora più grande. Quello appunto di essere regista della nascita del nuovo polo bergamasco di agende, taccuini e quaderni insieme con la Lediberg. Un progetto al quale si starebbe lavorando da alcune settimane e che potrebbe anche vedere, secondo rumor di mercato, l’ingresso di partner finanziari. Ma è ancora presto per dire se andrà in porto.”

Lediberg, le nostre precedenti info: QUI


(03.04.17) SAN PAOLO D’ARGON. NON C’E’ PACE PER IL NOSTRO EX MONASTERO

Diversi articoli dell’edizione bergamasca del Corriere della Sera (quasi tutti a firma Donatella Tiraboschi) hanno parlato di nuovo, dalla metà di marzo in poi, della contesa tra la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Ikaros che gestisce le scuole insediate nel nostro ex Monastero. Viene confermato che il Polo scolastico della Ikaros, che occupa all’interno dell’ex Monastero spazi destinati al “Museo delle Migrazioni” previsto nell’accordo di programma per il restauro sottoscritto nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon, Diocesi di Bergamo e altri enti, dovrà trasferirsi in altra sede. Non abbiamo però ancora ben capito se interamente o in parte o a rate…
La Diocesi proprietaria dell’ex Monastero ormai quasi tutto restaurato è infatti intenzionata a passare alla realizzazione del “Museo delle migrazioni” nonché delle altre strutture connesse, dopo che nel 2006 si era impegnata in tal senso, salvo poi nel 2009, all’inizio dei lavori di restauro, cambiare direzione optando – col consenso ufficiale di Regione, Provincia, Comune - per le istituzioni scolastiche di Ikaros che ora vengono cacciate via malis modis.
Si tratta di vicende in gran parte note. Gli articoli del Corriere fanno tuttavia luce sul coinvolgimento della Diocesi di Bergamo nel business dell’istruzione privata della Fondazione Ikaros, legata a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere, che vanta un bilancio economico milionario, con scuole appunto a San Paolo d’Argon, ma anche Grumello del Monte, Calcio, Endine, Buccinasco, uffici a Bergamo e a Roma e perfino l’acquisto della Caserma militare dismessa di Via Suardi a Bergamo.
L’agreement tra Diocesi e Ikaros si sta concludendo evidentemente non solo perché a San Paolo d’Argon la scuola di Ikaros ha occupato spazi che la Diocesi ora reclama dopo aver annullato il contratto di comodato d’uso trentennale concesso alla Fondazione. La Diocesi certo è divenuta da tempo estremamente prudente verso il mondo di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, che - dopo le inchieste giudiziarie di qualche anno fa e dopo le disavventure di Formigoni - sta attraversando una fase di ridimensionamento e difficoltà. In più c’è stata la crisi economica a rovinare gli affari delle scuole private cattoliche, che vedono ridursi le iscrizioni, malgrado i molteplici e cospicui foraggiamenti da parte delle istituzioni pubbliche che dell’art. 33 della Costituzione (”Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”) sono abituate a farsene un baffo specialmente qui in Lombardia.
Ora la Diocesi riguardo all’uso del nostro Monastero, attraverso il proprio organo L’Eco di Bergamo, ribadisce categoricamente ancora una volta di voler senz’altro tornare al progetto originario dopo aver accumulato un bel po’ di ritardo.
Il consigliere regionale 5 Stelle Dario Violi si è così accorto, con svariati anni di ritardo, che gli impegni del 2006 non sono stati realizzati e, dopo aver letto il Corriere della Sera, ha chiesto alla Giunta Regionale di fare chiarezza e di recuperare la sua parte di finanziamento.
Invitiamo però Dario Violi a fare qualche ulteriore approfondimento sugli impegni originari del 2006 di cui i 5 Stelle invocano il rispetto e che prevedevano non solo di inserire nel nostro Monastero cinquecentesco il Museo delle migrazioni ma anche di occuparne poco meno dei 2/3 per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Hotel Executive di via Nazionale), il tutto con il consenso dei rappresentati pro tempore di Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon!
Un progetto che - anche prima della sua conversione alla scuola privata di Ikaros - ci apparve fumoso e decisamente “sbilanciato” nel senso della valorizzazione fondiaria più che all’utilità sociale, certamente non tale da giustificare l’impegno di denaro pubblico nei modi e nella dimensione allora concordati.
Inutile dire che a più di 10 anni di distanza tanto il fumo quanto i nostri dubbi si sono ulteriormente addensati e rafforzati.
Alla cittadinanza di San Paolo d’Argon, che già da tempo ha versato per decisione della Amministrazione comunale 500.000 euro per il restauro dell’ex Monastero senza averne nulla in cambio, ora vi è anche l’amara soddisfazione di vederlo teatro di contenziosi infiniti, dopo esserne stata del tutto estromessa. (alternainsieme.net, 03.04.17)

Rassegna stampa marzo 2017.

Le nostre precedenti info sul restauro dell’ex Monastero di San Paolo d’Argon: 1 - 2


* Il problema potrebbe riproporsi a breve, perché a seguito dei tagli alla sanità e alla ricerca ora cominciano a scarseggiare un po’ ovunque i medici di base.

Da un paio di settimane, come è stato annunciato anche dall’Amministrazione comunale, presso i nuovi ambulatori comunali dell’ex municipio di Via Medaglie d’Oro, prestano servizio due medici aggiuntivi.
Come è noto in paese, a partire dal dicembre scorso, in seguito al pensionamento di uno dei medici di base, il Dottor Angelo Lucchetti, circa 600 mutuati con il nuovo medico di base avevano perso la possibilità di avere l’ambulatorio in paese e avrebbero dovuto recarsi a Cenate Sotto.
Un disagio non piccolo, specialmente per le persone anziane o non automunite.
Per questo a dicembre numerosi mutuati, in mancanza di indicazioni da parte della Ats e anche dell’Amministrazione comunale, che pure in pompa magna aveva inaugurato ad ottobre i nuovi ambulatori nella sede dell’ex Municipio, diedero vita ad un comitato “di scopo” promuovendo una petizione e andando in delegazione dal Sindaco per chiedere che fosse mantenuto il servizio ambulatoriale a San Paolo d’Argon dal momento che non era possibile optare per gli altri medici di base presenti.

La prima risposta si basava sulla possibilità di inserire un altro medico di base dal momento che proprio in quelle settimane era stato bandito un concorso per 4 nuove assunzioni nel nostro distretto sanitario, ma nessuno dei medici risultati vincitori ha scelto la sede di San Paolo d’Argon, costringendo le autorità sanitarie a ricercare successivamente un’altra soluzione, quella che è diventata effettiva da pochi giorni dopo quasi tre mesi.
Così lo stesso medico, il Dottor Marinoni, che ha sostituito da dicembre il dottor Lucchetti sarà disponibile presso gli ambulatori comunali per due ore alla settimana, il giovedì dalle 15.00 alle 17.00, con la precisazione che “la prescrizione delle terapie continuative avverrà senza variazioni presso l’ambulatorio di Cenate Sotto, e il servizio non sarà replicato a San Paolo d’Argon”. Anche la dottoressa Francesca Marchesi, che opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti nel nostro comune, presterà servizio anche a San Paolo d’Argon, secondo quanto annunciato da Sindaco, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
“Abbiamo ottenuto poco più del 10% di quanto avevamo chiesto– ha dichiarato uno dei cittadini che si sono attivati nelle scorse settimane. “E’ sempre qualcosa, ma è un passo indietro, perché prima il medico era in paese per 4 giorni la settimana e non uno soltanto.”
Purtroppo tutta la nostra sanità negli ultimi anni sta registrando solo passi indietro.
In tema di medici di base, secondo gli esperti, il numero di mille assistiti per ciascun medico di medicina generale è il rapporto considerato “ottimale”. La media nazionale è tuttavia di un medico per ogni 1150 assistiti; in Lombardia si sale a 1.300.
Da noi praticamente tutti i medici hanno il massimo (“massimale”) di pazienti, che è di 1.500, ai quali si deve aggiungere un numero variabile di assistiti cittadini stranieri con permesso di soggiorno temporaneo conteggiati a parte (perché?!?), che innalzano ulteriormente il rapporto.
Siamo quindi molto oltre il numero di assistiti per medico considerato ottimale, mentre si profila ormai una carenza di medici su tutto il territorio nazionale a partire dalle regioni del Sud. Che altro dovremmo aspettarci dopo decenni di numero chiuso (per risparmiare sull’istruzione e la ricerca!) nelle facoltà italiane di medicina, per non parlare del numero crescente di giovani medici che accettano di lavorare – in condizioni più favorevoli - in altri paesi d’Europa per evitare gli anni e anni di precariato a cui spesso sono condannati in Italia?
Nello specifico della provincia di Bergamo si prevede in particolare che, a causa dei prossimi pensionamenti di medici di base attualmente in servizio, mancheranno ben 100 medici di famiglia nel 2019. Però i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale restano 90 all’anno per tutta la regione, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno.
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche”.
La sanità è un bene comune importantissimo e tutti riconoscono che la medicina di base è l’elemento fondamentale per garantire il diritto alla salute per tutte e tutti.
Viceversa da troppo tempo le politiche degli ultimi governi nazionali e regionali sono orientate esclusivamente a tagliare la sanità pubblica e a favorire quella privata, secondo logiche che ormai cozzano sempre più violentemente con i bisogni e i diritti basilari della popolazione.
Questo ci fa capire che è diventata da tempo urgente una forte mobilitazione per costringere la politica a invertire rotta.
(22.03.17, Alternainsieme.net)

Le nostre precedenti info sulla vicenda: QUI


(05.03.17) SAN PAOLO D’ARGON. RIFONDAZIONE COMUNISTA: CONGRESSO DEL CIRCOLO DELLA VALCAVALLINA

* Domenica 5 marzo, dalle ore 9.00 presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d’Argon, Via Giovanni XXIII

Il Decimo Congresso del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina è convocato Domenica 5 marzo ore 9.00, presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d’Argon, in Via Giovanni XXIII (il parcheggio è vicinissimo, subito dopo il supermercato)

Tutti i materiali congressuali sono reperibili in www.rifondazione.it e sono pubblicati nel sito provinciale del Prc di Bergamo (http://www.prcbergamo.it/x-congresso-prc-se-2017/).

Potete richiedere i materiali in formato cartaceo telefonando a Maurizio (tel. 3389759975)

Tutti/e gli/le iscritti/e, simpatizzanti e invitati/e possono intervenire al dibattito dando il loro contributo; secondo regolamento possono però esprimere il voto sui documenti solo le compagne e i compagni con tessera 2016 rinnovata nel 2017 (entro la data del congresso di circolo, prima dell’apertura dei lavori).

Programma di Domenica 5 Marzo

Ore ..9,00 : Apertura congresso

Ore ..9,15 : Relazione introduttiva e nomina commissione

Ore ..9,30 : Presentazione documenti

Ore 10,00 : Dibattito ed apertura delle votazioni

Ore 11,15 : Votazione documenti ed elezione delegati

Ore 11,45 : Conclusioni e buffet

A cura: Partito della Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Borgo di Terzo, Via Rivolta 1. Per info: tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it


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