(05.07.17) SAN PAOLO D’ARGON. CHE SUCCEDE ALLA LEDIBERG SPA?

Da diverso tempo gli stipendi, secondo quanto abbiamo potuto raccogliere qua e là in paese fra lavoratrici e lavoratori preoccupati, vengono pagati in ritardo. Nei giorni scorsi un giornale locale ha informato che una tipografia con 70 dipendenti di Costa di Mezzate sarebbe in procinto di acquisire la Lediberg, gruppo industriale di oltre 1500 dipendenti, di cui l’unità principale ha sede nel nostro Comune. Un cambio di questo tipo nella principale azienda del nostro paese, quella di gran lunga col numero maggiore di dipendenti, logicamente non può che suscitare interrogativi riguardo il futuro produttivo ed occupazionale. Quello che chiediamo da una parte ai Sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori, dall’altra all’Amministrazione Comunale di San Paolo d’Argon è di essere parte attiva nella vicenda, o quantomeno vigilare, affinché - cambi societari o meno - non corra rischi il patrimonio produttivo, di professionalità e occupazionale che da oltre 40 anni è cresciuto grazie anche ad uno stretto rapporto tra azienda e territorio. (”L’Alternativa-San Paolo d’Argon”)

Si riporta di seguito un articolo pubblicato qualche giorno fa nel web (www.stampamedia.net)

“Verso una svolta il futuro della Lediberg. Allo studio un polo agende con CPZ e Johnson. Di deciso non ci sarebbe ancora nulla e non è neppure certo che alla fine il progetto si concretizzi. Ma entro i primi dieci giorni di luglio si dovrebbe capire se davvero ci sarà una svolta nel futuro della Lediberg, la storica azienda bergamasca leader nel settore della stampa di agende e taccuini. Un futuro che potrebbe vedere la nascita di un polo europeo in questo settore a Bergamo riunendo all’interno dello stesso gruppo la Lediberg con le Grafiche Johnson, recentemente acquisite dalla CPZ di Costa di Mezzate guidata da Marzio Carrara che sarebbe il protagonista di questa operazione.
Nel 2013 la Lediberg, fondata nel 1965 da Lindo e Maria Castelli, diventata leader europeo nella stampa di agende e taccuini, era stata rilevata, con la ristrutturazione del debito e all’interno della Legge fallimentare, da un investitore libanese insieme con otto imprenditori bergamaschi, non solo del settore grafico. Le banche finanziatrici a medio e lungo termine del gruppo (che nel 2006 aveva ceduto una quota del 42% del capitale sociale al Fondo Sofipa di Capitalia e quindi del gruppo Unicredit, fondo integrato nel 2012 in Synergo Sgr) avevano accettato l’offerta presentata dal gruppo di investitori libanesi aggregati al veicolo Iris Fund e affiancati, come detto, da un pool di investitori privati bergamaschi. I nuovi soci avevano messo sul piatto 20 milioni di euro di nuovo equity, mentre le banche convertito in equity 40 milioni dei loro crediti, il tutto per una ricapitalizzazione complessiva di 60 milioni.
Con la previsione anche di 5 milioni di investimenti, allora la nuova proprietà aveva presentato un ambizioso piano di rilancio dell’azienda bergamasca che dà lavoro a oltre 1500 persone, ha stabilimenti e filiali in tutto il mondo e produce agende datate e non ma è anche attiva nella stampa commerciale e di pregio con la controllata Castelli Bolis Poligrafiche spa e con il brand Nazareno Gabrielli produce accessori in pelle. Il piano prevedeva infatti di raggiungere nel 2018 un fatturato consolidato di 209 milioni di euro con un Ebitda di 22,7 dai 167 milioni di ricavi e 12,6 di Ebitda del preconsuntivo 2013.
Complice anche la situazione del mercato, secondo ambienti del settore, il raggiungimento di questi obiettivi sarebbe stato più difficile del previsto e sarebbe maturata l’esigenza di percorrere altre strade per assicurare un più forte sviluppo della Lediberg. E questa nuova strada, come riporta il periodico bergamasco Araberara, potrebbe incrociare quella della CPZ che dopo aver siglato l’anno scorso con ArtiGroup un accordo di collaborazione per la distribuzione commerciale di agende, quaderni e calendari, con la nascita della joint-venture Johnson CPZ, nei mesi scorsi ha rilevato tutto il ramo d’azienda delle Grafiche Johnson compresi i 297 dipendenti.
Dopo questo importante salto dimensionale (CPZ infatti prima dell’accordo occupava circa 70 persone nella lavorazione di stampe digitali e agende), l’azienda di Costa di Mezzate potrebbe farne un altro ancora più grande. Quello appunto di essere regista della nascita del nuovo polo bergamasco di agende, taccuini e quaderni insieme con la Lediberg. Un progetto al quale si starebbe lavorando da alcune settimane e che potrebbe anche vedere, secondo rumor di mercato, l’ingresso di partner finanziari. Ma è ancora presto per dire se andrà in porto.”

Lediberg, le nostre precedenti info: QUI


(03.04.17) SAN PAOLO D’ARGON. NON C’E’ PACE PER IL NOSTRO EX MONASTERO

Diversi articoli dell’edizione bergamasca del Corriere della Sera (quasi tutti a firma Donatella Tiraboschi) hanno parlato di nuovo, dalla metà di marzo in poi, della contesa tra la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Ikaros che gestisce le scuole insediate nel nostro ex Monastero. Viene confermato che il Polo scolastico della Ikaros, che occupa all’interno dell’ex Monastero spazi destinati al “Museo delle Migrazioni” previsto nell’accordo di programma per il restauro sottoscritto nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon, Diocesi di Bergamo e altri enti, dovrà trasferirsi in altra sede. Non abbiamo però ancora ben capito se interamente o in parte o a rate…
La Diocesi proprietaria dell’ex Monastero ormai quasi tutto restaurato è infatti intenzionata a passare alla realizzazione del “Museo delle migrazioni” nonché delle altre strutture connesse, dopo che nel 2006 si era impegnata in tal senso, salvo poi nel 2009, all’inizio dei lavori di restauro, cambiare direzione optando – col consenso ufficiale di Regione, Provincia, Comune - per le istituzioni scolastiche di Ikaros che ora vengono cacciate via malis modis.
Si tratta di vicende in gran parte note. Gli articoli del Corriere fanno tuttavia luce sul coinvolgimento della Diocesi di Bergamo nel business dell’istruzione privata della Fondazione Ikaros, legata a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere, che vanta un bilancio economico milionario, con scuole appunto a San Paolo d’Argon, ma anche Grumello del Monte, Calcio, Endine, Buccinasco, uffici a Bergamo e a Roma e perfino l’acquisto della Caserma militare dismessa di Via Suardi a Bergamo.
L’agreement tra Diocesi e Ikaros si sta concludendo evidentemente non solo perché a San Paolo d’Argon la scuola di Ikaros ha occupato spazi che la Diocesi ora reclama dopo aver annullato il contratto di comodato d’uso trentennale concesso alla Fondazione. La Diocesi certo è divenuta da tempo estremamente prudente verso il mondo di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, che - dopo le inchieste giudiziarie di qualche anno fa e dopo le disavventure di Formigoni - sta attraversando una fase di ridimensionamento e difficoltà. In più c’è stata la crisi economica a rovinare gli affari delle scuole private cattoliche, che vedono ridursi le iscrizioni, malgrado i molteplici e cospicui foraggiamenti da parte delle istituzioni pubbliche che dell’art. 33 della Costituzione (”Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”) sono abituate a farsene un baffo specialmente qui in Lombardia.
Ora la Diocesi riguardo all’uso del nostro Monastero, attraverso il proprio organo L’Eco di Bergamo, ribadisce categoricamente ancora una volta di voler senz’altro tornare al progetto originario dopo aver accumulato un bel po’ di ritardo.
Il consigliere regionale 5 Stelle Dario Violi si è così accorto, con svariati anni di ritardo, che gli impegni del 2006 non sono stati realizzati e, dopo aver letto il Corriere della Sera, ha chiesto alla Giunta Regionale di fare chiarezza e di recuperare la sua parte di finanziamento.
Invitiamo però Dario Violi a fare qualche ulteriore approfondimento sugli impegni originari del 2006 di cui i 5 Stelle invocano il rispetto e che prevedevano non solo di inserire nel nostro Monastero cinquecentesco il Museo delle migrazioni ma anche di occuparne poco meno dei 2/3 per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Hotel Executive di via Nazionale), il tutto con il consenso dei rappresentati pro tempore di Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon!
Un progetto che - anche prima della sua conversione alla scuola privata di Ikaros - ci apparve fumoso e decisamente “sbilanciato” nel senso della valorizzazione fondiaria più che all’utilità sociale, certamente non tale da giustificare l’impegno di denaro pubblico nei modi e nella dimensione allora concordati.
Inutile dire che a più di 10 anni di distanza tanto il fumo quanto i nostri dubbi si sono ulteriormente addensati e rafforzati.
Alla cittadinanza di San Paolo d’Argon, che già da tempo ha versato per decisione della Amministrazione comunale 500.000 euro per il restauro dell’ex Monastero senza averne nulla in cambio, ora vi è anche l’amara soddisfazione di vederlo teatro di contenziosi infiniti, dopo esserne stata del tutto estromessa. (alternainsieme.net, 03.04.17)

Rassegna stampa marzo 2017.

Le nostre precedenti info sul restauro dell’ex Monastero di San Paolo d’Argon: 1 - 2


* Il problema potrebbe riproporsi a breve, perché a seguito dei tagli alla sanità e alla ricerca ora cominciano a scarseggiare un po’ ovunque i medici di base.

Da un paio di settimane, come è stato annunciato anche dall’Amministrazione comunale, presso i nuovi ambulatori comunali dell’ex municipio di Via Medaglie d’Oro, prestano servizio due medici aggiuntivi.
Come è noto in paese, a partire dal dicembre scorso, in seguito al pensionamento di uno dei medici di base, il Dottor Angelo Lucchetti, circa 600 mutuati con il nuovo medico di base avevano perso la possibilità di avere l’ambulatorio in paese e avrebbero dovuto recarsi a Cenate Sotto.
Un disagio non piccolo, specialmente per le persone anziane o non automunite.
Per questo a dicembre numerosi mutuati, in mancanza di indicazioni da parte della Ats e anche dell’Amministrazione comunale, che pure in pompa magna aveva inaugurato ad ottobre i nuovi ambulatori nella sede dell’ex Municipio, diedero vita ad un comitato “di scopo” promuovendo una petizione e andando in delegazione dal Sindaco per chiedere che fosse mantenuto il servizio ambulatoriale a San Paolo d’Argon dal momento che non era possibile optare per gli altri medici di base presenti.

La prima risposta si basava sulla possibilità di inserire un altro medico di base dal momento che proprio in quelle settimane era stato bandito un concorso per 4 nuove assunzioni nel nostro distretto sanitario, ma nessuno dei medici risultati vincitori ha scelto la sede di San Paolo d’Argon, costringendo le autorità sanitarie a ricercare successivamente un’altra soluzione, quella che è diventata effettiva da pochi giorni dopo quasi tre mesi.
Così lo stesso medico, il Dottor Marinoni, che ha sostituito da dicembre il dottor Lucchetti sarà disponibile presso gli ambulatori comunali per due ore alla settimana, il giovedì dalle 15.00 alle 17.00, con la precisazione che “la prescrizione delle terapie continuative avverrà senza variazioni presso l’ambulatorio di Cenate Sotto, e il servizio non sarà replicato a San Paolo d’Argon”. Anche la dottoressa Francesca Marchesi, che opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti nel nostro comune, presterà servizio anche a San Paolo d’Argon, secondo quanto annunciato da Sindaco, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
“Abbiamo ottenuto poco più del 10% di quanto avevamo chiesto– ha dichiarato uno dei cittadini che si sono attivati nelle scorse settimane. “E’ sempre qualcosa, ma è un passo indietro, perché prima il medico era in paese per 4 giorni la settimana e non uno soltanto.”
Purtroppo tutta la nostra sanità negli ultimi anni sta registrando solo passi indietro.
In tema di medici di base, secondo gli esperti, il numero di mille assistiti per ciascun medico di medicina generale è il rapporto considerato “ottimale”. La media nazionale è tuttavia di un medico per ogni 1150 assistiti; in Lombardia si sale a 1.300.
Da noi praticamente tutti i medici hanno il massimo (“massimale”) di pazienti, che è di 1.500, ai quali si deve aggiungere un numero variabile di assistiti cittadini stranieri con permesso di soggiorno temporaneo conteggiati a parte (perché?!?), che innalzano ulteriormente il rapporto.
Siamo quindi molto oltre il numero di assistiti per medico considerato ottimale, mentre si profila ormai una carenza di medici su tutto il territorio nazionale a partire dalle regioni del Sud. Che altro dovremmo aspettarci dopo decenni di numero chiuso (per risparmiare sull’istruzione e la ricerca!) nelle facoltà italiane di medicina, per non parlare del numero crescente di giovani medici che accettano di lavorare – in condizioni più favorevoli - in altri paesi d’Europa per evitare gli anni e anni di precariato a cui spesso sono condannati in Italia?
Nello specifico della provincia di Bergamo si prevede in particolare che, a causa dei prossimi pensionamenti di medici di base attualmente in servizio, mancheranno ben 100 medici di famiglia nel 2019. Però i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale restano 90 all’anno per tutta la regione, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno.
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche”.
La sanità è un bene comune importantissimo e tutti riconoscono che la medicina di base è l’elemento fondamentale per garantire il diritto alla salute per tutte e tutti.
Viceversa da troppo tempo le politiche degli ultimi governi nazionali e regionali sono orientate esclusivamente a tagliare la sanità pubblica e a favorire quella privata, secondo logiche che ormai cozzano sempre più violentemente con i bisogni e i diritti basilari della popolazione.
Questo ci fa capire che è diventata da tempo urgente una forte mobilitazione per costringere la politica a invertire rotta.
(22.03.17, Alternainsieme.net)

Le nostre precedenti info sulla vicenda: QUI


(05.03.17) SAN PAOLO D’ARGON. RIFONDAZIONE COMUNISTA: CONGRESSO DEL CIRCOLO DELLA VALCAVALLINA

* Domenica 5 marzo, dalle ore 9.00 presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d’Argon, Via Giovanni XXIII

Il Decimo Congresso del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina è convocato Domenica 5 marzo ore 9.00, presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d’Argon, in Via Giovanni XXIII (il parcheggio è vicinissimo, subito dopo il supermercato)

Tutti i materiali congressuali sono reperibili in www.rifondazione.it e sono pubblicati nel sito provinciale del Prc di Bergamo (http://www.prcbergamo.it/x-congresso-prc-se-2017/).

Potete richiedere i materiali in formato cartaceo telefonando a Maurizio (tel. 3389759975)

Tutti/e gli/le iscritti/e, simpatizzanti e invitati/e possono intervenire al dibattito dando il loro contributo; secondo regolamento possono però esprimere il voto sui documenti solo le compagne e i compagni con tessera 2016 rinnovata nel 2017 (entro la data del congresso di circolo, prima dell’apertura dei lavori).

Programma di Domenica 5 Marzo

Ore ..9,00 : Apertura congresso

Ore ..9,15 : Relazione introduttiva e nomina commissione

Ore ..9,30 : Presentazione documenti

Ore 10,00 : Dibattito ed apertura delle votazioni

Ore 11,15 : Votazione documenti ed elezione delegati

Ore 11,45 : Conclusioni e buffet

A cura: Partito della Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Borgo di Terzo, Via Rivolta 1. Per info: tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it


(10.02.17) SAN PAOLO D’ARGON. UN MEDICO IN PIU’, ANZI DUE, PRESSO GLI AMBULATORI COMUNALI. IN DIRITTURA D’ARRIVO LA RISPOSTA ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE

Il Sindaco Cortinovis ci ha comunicato mercoledì scorso che – a seguito dell’interessamento dell’Amministrazione Comunalf e della direzione della Ats di Bergamo - entro breve tempo presso gli ambulatori comunali di San Paolo d’Argon sarà a disposizione per due giorni la settimana il Dott. Marinoni che ha sostituito – da dicembre – il precedente medico di base ritirato per pensionamento.
Un altro medico che attualmente opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti a San Paolo d’Argon sarà nell’ambulatorio di San Paolo d’Argon per un giorno alla settimana, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
C’è solo da aspettare – secondo le parole del Sindaco – che gli ambulatori vengano opportunamente attrezzati e in particolare dotati della specifica connessione internet, dopo di che i cittadini verranno informati tramite locandine esposte nelle bacheche comunali e, forse, anche tramite comunicazioni agli interessati da parte dell’Azienda Territoriale Sanitaria.
Anche se risulta in parte disatteso quanto ci era stato prospettato nelle scorse settimane, riteniamo tuttavia che la soluzione adottata accolga in misura significativa le richieste che numerosi cittadini avevano espresso tramite una petizione dopo di che si erano visti – all’atto della scelta del nuovo medico – privati della disponibilità dell’ambulatorio in paese e costretti a recarsi in altro comune. Un disagio che aveva suscitato apprensione soprattutto fra i nostri concittadini più anziani e per le persone non auto-munite.
Rimane un problema più generale, che riguarda non solo il nostro comune ma tutto il territorio della provincia e della regione e che è legato alla difficoltà di garantire il turn over rispetto ai medici di base che si ritirano dalla professione per raggiunti limiti di età. Un problema, secondo quanto denunciato dalle associazioni sindacali dei medici di base, che potrebbe aggravarsi se la Regione non porrà rimedio tempestivamente agli errori nella propria programmazione in materia. (cfr. la nostra precedente comunicazione: qui)
Per eventuali richieste di chiarimento, si può continuare a fare riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739) o anche alla mail di questo blog (alternainsieme@yahoo.it).

Su questo tema, cfr. anche le nostre precedenti info: QUI



(30.01.17) SAN PAOLO D’ARGON. 11 GLI ALLOGGI ALL’ASTA IN QUESTI GIORNI SOLO NEL NOSTRO COMUNE. LA BERGAMASCA HA IL RECORD DELLE CASE ALL’ASTA

Nel secondo semestre del 2016 sono stati 1.742 gli immobili residenziali all’asta giudiziaria, per lo più alloggi di valore limitato (1.381 sono quotati meno di 100.000 euro). La provincia di Bergamo è al primissimo posto in Italia, cpiù di Roma, il doppio di Milano (che pure ha una popolazione 4 volte superiore), il 5,23 % delle aste giudiziarie di tutta l’Italia, sapendo bene che come popolazione la nostra provincia pesa solo per l’1,8%.
“Fino al 2008 – spiega L’Eco di Bergamo del 28.01.17 (cfr. qui) – i mutui sono stati concessi molto facilmente, anche a stranieri che poi hanno lasciato il Paese”. Mutui facili che hanno drogato lo sviluppo abnorme dell’edilizia locale, ma dopo il 2008 è arrivata la caduta pressochè catastrofica. Ormai nella nostra zona le famiglie che ricevono le ingiuzioni di sfratto a causa del mutuo che non riescono più a pagare sono quasi altrettante di quelle che non riescono con il normale affitto.
Per anni una possibilità piuttosto conveniente per mettere su casa qui in bergamasca è stata quella di contrarre il mutuo. Adesso ci ritroviamo con tante famiglie che perdono mutuo e casa e di cui delle quali, in molti casi, sono i servizi sociali dei comuni a doversi occupare, senza che nemmeno abbiano la possibilità di fare domanda per l’edilizia sociale perché fino quasi all’ultimo risultano sempre proprietarie di un alloggio.
Così è avvenuto e avviene – è sempre L’Eco di Bergamo a spiegarlo – per “la mancanza di una grande rete di alloggi di edilizia residenziale popolare che limitano le aste, come avviene soprattutto nelle gradi città; e infatti la stragrande maggioranza delle aste si concentra su case con un prezzo tra 0 e 100 mila euro”.
A San Paolo d’Argon – come si evince dai siti dedicati alle aste giudiziarie – sono ben 11 gli alloggi che verrano posti all’asta nelle prossime settimane, tutti appartamenti di valore modesto, abitati fino a poco tempo fa o ancora abitati da famiglie. Sono abitazioni rientrate nella disponibilità delle banche dopo che le famiglie non sono più riuscite a pagare il mutuo e perso tutto quanto avevano versato in precedenza.
Nel nostro comune gli alloggi comunali assegnati tramite bando sono solo 32 su 2003 abitazioni (censimento 2011), l’1,6% a fronte di una media nazionale – peraltro una delle più basse fra i Paesi dell’Europa – che raggiunge a malapena il 5%. C’è da dire che malgrado queste palesi carenze, la nostra amministrazione comunale quanto quelle dei paesi vicini, di qualsiasi colore politico, considerano semplicemente una bestemmia quelle di investire nell’edilizia pubblica.
Di fronte alla crisi abitativa da parte nostra ci chiediamo se dobbiamo lasciare fare tutto alle banche che buttano le famiglie in strada o se non è invece il caso che lo Stato e gli enti locali intervengano per garantire il diritto all’abitare, incrementando il patrimonio edilizio pubblico e anche intervenendo sulle banche: intervenire sulle banche per dare una mano alle famiglie e non invece – come ha fatto il governo Renzi – solo per facilitare gli espropri delle banche e le ingiunzioni di sfratto alle famiglie.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(21.01.17) SAN PAOLO D’ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE: IL SINDACO CONFERMA CHE E’ PREVISTO PER LA FINE DEL MESE L’INCARICO AD UN ALTRO MEDICO DI BASE

Sembrerebbe vicina la soluzione del problema dei 600 mutuati rimasti senza medico di base con ambulatorio a San Paolo d’Argon. Da L’Eco di Bergamo di oggi (cfr. qui) il sindaco Stefano Cortinovis conferma quanto aveva dichiarato nelle scorse settimane: “Abbiamo sentito Ats a cui compete il servizio e a breve è previsto l’affidamento dell’incarico a un altro medico di base il cui arrivo, stando a quanto ci hanno detto da Ats, è previsto entro gennaio”. Speriamo bene.
Un analogo problema agita la cittadinanza di Cenate Sotto nonché diversi altri paesi della provincia.
Il fatto è che di questi tempi a fronte del pensionamento dei medici di base cominciano a mancare i sostituti e questa criticità è destinata ad aggraversi nei prossimi anni in tutto il territorio della provincia. Nel 2019 mancheranno 100 medici di famiglia.
“Le nuove forze disposte ad entrare nella graduatoria ci sono, ma se i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale, - afferma Vito Brancato, direttore Dipartimento cure primarie dell’Ats di Bergamo - restano 90 all’anno, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. (cfr. Ecodibergamo.it 21.01.17).
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che
alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche. Bisogna che la politica nazionale e quella regionale si sveglino e si concentrino su questa problematica”.
Per quanto riguarda lo specifico dei nostri problemi qui a San Paolo d’Argon, continuiamo a tenerci in contatto facendo riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), almeno fino a quando gli impegni annunciati dall’Ats non saranno rispettati.

Rassegna stampa. Araberara 13.01.17: qui. Le nostre precedenti info: qui


Potrebbe finalmente avere un esito positivo e in tempi non lunghissimi la vicenda dei 600 mutuati del nostro paese che non hanno più la possibilità di usufruire del servizio di medicina di base nell’ambulatorio di San Paolo d’Argon.
Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, a seguito del pensionamento di uno dei medici di base, numerosi concittadini avevano ricevuto l’avviso per la scelta del nuovo medico, ma a partire dal 12 di dicembre l’unica possibilità era quella di iscriversi presso un medico che presterà servizio solo a Cenate Sotto. Una eventualità questa paventata in particolare da numerosi anziani, anche perché Cenate Sotto non è raggiungibile con mezzi pubblici.
Una petizione sottoscritta dai cittadini è stata recapitata la scorsa settimana alle autorità preposte con la richiesta “di poter continuare a far riferimento ad un medico operante presso l’ambulatorio comunale di San Paolo d’Argon”, che – come è nato – è stato inaugurato poco tempo fa nello stabile dell’ex municipio a seguito di un importante investimento del nostro Comune.
Dopo un primo incontro con l’amministrazione comunale andato a vuoto (cfr. qui), una delegazione di oltre 20 concittadine e concittadine lunedì (cfr. qui) ha incontrato il sindaco Stefano Cortinovis che assicurava il suo interessamento presso i responsabili dell’Azienda socio sanitaria di Bergamo.
Effettivamente nelle scorse settimane, verificate situazioni di criticità e carenze nella medicina di base non solo a San Paolo d’Argon ma anche in altri comuni del distretto di Trescore Balneario, l’Asst ha aperto un nuovo bando di concorso per 4 nuovi medici base, di cui uno – come ci è stato riferito dai funzionari della stessa Asst – quasi sicuramente a San Paolo d’Argon.
Ieri sera infine, in occasione della tradizionale Cena della Comunità che si tiene nel periodo natalizio, il sindaco ha informato i cittadini presenti che a partire dalla seconda metà o dalla fine di gennaio ci sarà un nuovo medico a San Paolo d’Argon. Questo significa che si dovrà pazientare ancora alcune settimane e poi la situazione dovrebbe risolversi.
E’ una buona notizia, di cui ringraziamo tutti coloro che si sono attivati e che ci hanno prestato attenzione. Nelle prossime settimane, fino a che non sarà andato tutto effettivamente a posto, invitiamo a fare ancora riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), per informazioni o comunicazioni.
Per risolvere i problemi la collaborazione e la solidarietà sono sempre risorse preziose ed efficaci.


* Aggiornato a lunedì 19 dicembre, ore 17.00, incontro in Municipio con il Sindaco (per info c/o tel. 3393414739 - Sig.Italo Ceccherini)

Nulla di fatto mercoledì 14 dicembre, perché all’incontro che avevamo chiesto (vedi qui), il sindaco Cortinovis non ha potuto essere presente a causa di concomitanti impegni istituzionali secondo quanto ci è stato riferito dal vicesindaco sig. Zanotti. Erano presenti 11 fra i circa 600 concittadini e le concittadine che rischiano di dover far riferimento per la medicina di base ad un ambulatorio non più a San Paolo d’Argon ma a Cenate Sotto. Il vicesindaco, a cui è stata illustrata - con “vivacità” -  la situazione problematica che si è venuta a creare con la scelta del nuovo medico di base a cui sono stati chiamati numerosi mutuati di San Paolo d’Argon, si è impegnato a concordare una nuova riunione con la presenza del sindaco Cortinovis, che si terrà appunto lunedì 19 dicembre alle ore 17.00 in Municipio (si entra da Via delle Rimembranze). Per scongiurare il rischio che numerosi cittadini perdano un servizio essenziale nel nostro Comune, a maggior ragione dopo che è stato realizzato il nuovo ambulatorio comunale, invitiamo gli interessati e le interessate a partecipare.  Per altre info si può fare riferimento al signor Italo Ceccherini -  tel. 3393414739.


Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità governative siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti (cfr. “BgReport 14.12.16: qui) . Della protesta informava solo ieri un trafiletto de “L’Eco di Bergamo” (cfr. qui). L’irruzione nella cascina delle forze dell’ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupanti che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell’Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto “responsabile” di non svegliare la xenofobia diffusa nell’opinione pubblica portando acqua al mulino dell’imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d’Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe condizioni. (15.12.16 - “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

* Cfr. anche L’Eco di Bergamo 16.12.16: qui


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