(14.05.15) SAN PAOLO D’ARGON. DISTRUTTO IL PRATO DIETRO LA SCUOLA MATERNA

Ormai in tanti hanno potuto vedere che il prato posto a nord della scuola materna parrocchiale è stato assalito alla grande dalle ruspe e completamente smantellato in pochi giorni. Secondo il progetto di restauro dell’ex Monastero Benedettino, approvato una decina di anni fa col parere favorevole anche della nostra amministrazione comunale, l’intero prato doveva essere destinato alla realizzazione di un grande parcheggio a servizio delle nuove strutture previste nell’ex Monastero. Si poteva sperare che in corso d’opera la Diocesi di Bergamo, titolare e responsabile dei lavori, rinunciasse a questa ulteriore cementificazione, anche perché in quanto ad aree a parcheggio per l’ex Monastero (che ospita tutt’oggi la scuola privata di Comunione e Liberazione) è previsto pure un cospicuo ampliamento del sagrato davanti alla Chiesa parrocchiale. Ma le cose, come ognuno può notare, non sono andate così e la nostra comunità dovrà rassegnarsi a fare a meno di un’altra area verde.

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Restauro ex Monastero. Archivio: qui


(27.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. RASSEGNA STAMPA: ANCORA SULL’EX MONASTERO, CL, DIOCESI E PARROCCHIA

Le ultime vicende dell’ex Monastero benedettino, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi (cfr. qui), sono state trattate nel numero di questa settimana di “Araberara”. Vi sono riportate dichiarazioni riprese qua e là dal nostro sito (e attribuite al compagno Maurizio M.) dove viene messo in evidenza come il Polo Formativo nautico della Fondazione Ikaros (cioè Cl) abbia monopolizzato tutti gli spazi dell’Abbazia restaurata. L’articolo di Araberara però concentra la sua attenzione soprattutto sulle dichiarazioni del parroco di San Paolo d’Argon, don Angelo Pezzoli, che cerca di attenuare la portata del monopolio ciellino sull’ ex Monastero che ha suscitato la secca contrarietà della Diocesi di Bergamo, tanto da spingerla a rompere con Ikaros uscendo dalla Fondazione. Ma di questo aspetto non vi è nessun accenno in Araberara. Don Angelo ricorda che la parte di ex Monastero di proprietà della Parrocchia dove aveva sede il vecchio oratorio, “l’abbiamo data in comodato gratuito per 30 anni alla Diocesi con l’impegno che lo restaurasse mettendolo a disposizione anche della Parrocchia”. Si tratta infatti proprio della porzione di edificio che è stata esclusa dai restauri. “Ma il Vescovo - precisa il Parroco - ha creato una commissione ristretta (…) che analizzi le potenzialità del complesso per un utilizzo della nostra Comunità”. Certo, e c’è da aspettare solo 30 anni.
(Rettifica: ci corre di precisare che l’espressione “sistema formigoniano” è riferita nel nostro testo al foraggiamento della scuola privata da parte della Regione Lombardia, e non al consiglio comunale di San Paolo d’Argon, come appare nell’articolo di Araberara.)
Cfr. Araberara 27.09.13: qui

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)



(14.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. IL NOSTRO EX MONASTERO TUTTO IN MANO AL BUSINESS DELLA SCUOLA PRIVATA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

E’ il Corriere della Sera a confermare questa situazione. Dopo il restauro concluso lo scorso anno, a monopolizzare gli spazi dell’ex Monastero benedettino di San Paolo d’Argon c’è solo il polo formativo nautico della Fondazione Ikaros, cioè la scuola privata di Comunione e Liberazione, che usa anche spazi destinati - secondo l’Accordo di Programma del 2006 - ad altre strutture (come ad esempio il museo delle migrazioni) e che intenderebbe pure di espandersi negli stabili non ancora restaurati. E’ così acclarato che i soldi pubblici elargiti da Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di San Paolo d’Argon per contribuire al restauro hanno avuto come risultato quello di dar man forte al business della scuola privata di Comunione e Liberazione, che attraverso Ikaros ha avuto dalla Diocesi di Bergamo la disponibilità del Monastero restaurato in comodato d’uso gratuito. Come Ikaros poi scrive sui propri depliant, altri soldi pubblici arrivano alla scuola attraverso il sistema della dote-scuola, fatta apposta dalla regione Lombardia per finanziare la scuola privata. E’ così che continua ancora a funzionare il sistema formigoniano tutto a discapito della scuola pubblica che si vede così sottrarre finanziamenti e anche studenti. Paradossalmente l’unica istituzione seriamente seccata dal monopolio di Cl sul nostro ex monastero - secondo quanto annuncia il Corriere - è la Diocesi di Bergamo che ha deciso di uscire dalla Fondazione Ikaros di cui era compartecipe. Vedremo gli sviluppi, anche se siamo certi che saranno ben lontani dall’invito di Papa Bergoglio a mettere i conventi ed altri edifici della chiesa a disposizione dei rifugiati e di chi ne ha bisogno. Silenzio invece dalla istituzioni pubbliche che hanno contribuito al restauro. Si ricorda che, per far fronte all’impegno dei 500.000 euro per il restauro a seguito della decisione dell’Amministrazione comunale presa con il consenso tanto del gruppo di maggioranza quanto delle minoranze di Lega Nord e Vivi San Paolo (Pdl), i cittadini di San Paolo d’Argon pagano dal 2007 un’addizionale Irpef fra le più alte dei comuni del circondario. Ora sappiamo che tutto questo è andato a vantaggio della scuola privata di Comunione e Liberazione. L’Amministrazione Comunale e le tre forze politiche rappresentate nel Consiglio comunale di San Paolo d’Argon ne dovrebbero seriamente rispondere di fronte alla cittadinanza. (cfr. Bergamo.corriere.it 12.09.13: qui)

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)


(04.07.13) SAN PAOLO D’ARGON. EX MONASTERO: CIELLE SI E’ PRESA TUTTO E ANCHE LA DIOCESI SI ARRABBIA

Scrive quest’oggi Cesare Zapperi, direttore delle pagine bergamasche del Corriere della Sera: “I sorrisi e le benedizioni dell’inaugurazione di inizio dicembre dell’anno scorso sono ancora vive nei ricordi di chi era presente. Ma l’abbazia di San Paolo d’Argon, recuperata al suo antico splendore grazie ad uno straordinario intervento da 12 milioni di euro (messi a disposizione da un ampio ventaglio di soggetti istituzionali e non), rischia di diventare il teatro di uno spiacevole scontro, poco in linea con l’austerità del luogo. Tra la Diocesi e la Fondazione Ikaros nelle ultime settimane i rapporti si sono fatti molto tesi. Per una semplice ragione. Il padrone di casa, cioè la Diocesi (ha concesso l’immobile in comodato gratuito per trent’anni), ha scoperto di essere stata sostanzialmente estromessa dall’utilizzo degli spazi ricavati dalla ristrutturazione dell’antico monastero benedettino. E questo non era nei patti. Nell’accordo di programma firmato con la Regione, la Provincia, il Comune di San Paolo d’Argon e l’Università era infatti previsto che vi fossero locali per l’ospitalità per le parrocchie e i gruppi per giornate di spiritualità. Previsione che, nei fatti, è rimasta sulla carta. Come ha dovuto constatare, suo malgrado, un rappresentante della Curia, inviato sul posto direttamente dal vescovo Francesco Beschi. Dal sopralluogo, effettuato dopo l’affiorare di alcune perplessità, è emerso che le altre funzioni, dal Polo formativo regionale della nautica (gestito dalla Fondazione Ikaros, riconducibile a Comunione e Liberazione) al Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni, hanno fatto la parte del leone, lasciando poco o nulla per il resto. Un’amara constatazione per l’inviato della Curia che era arrivato a San Paolo d’Argon con la speranza di trovare una smentita alle voci negative che erano arrivate sul Colle. E pare che sotto gli archi del monastero i toni si siano anche alzati non poco con il rappresentante della Fondazione Ikaros, cui fa capo la gestione complessiva dell’abbazia.” (cfr. l’articolo completo in www.bergamo.corriere.it 04.07.13) Anche Bergamonews.it chiede conto, in una intervista al vescovo di Bergamo pubblicata ieri dello “scontro tra monsignor Carrara e l’economo della diocesi, monsignor Lucio Carminati, sulla modalità di gestione e dei fondi per l’abbazia di San Paolo d’Argon”, ma la risposta di monsignor Beschi non spiega nulla (cfr. Bergamonews.it 03.07.13). Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di San Paolo d’Argon non sembrano dal canto loro mostrare analoga preoccupazione riguardo la disponibilità degli spazi nell’ex Monastero restaurato, pur avendo contribuito al restauro in maniera sostanziosa: 2 milioni e mezzo di euro ciascuna Regione e Provincia e 500.000 euro il comune di San Paolo d’Argon, questi ultimi recuperati - grazie al consenso unanime di tutti i gruppi rappresentati nel Consiglio comunale - con l’aumento dell’addizionale Irpef che grava in misura sostanziosa dal 2007 su tutti i cittadini del nostro paese. Abbiamo scritto tempi addietro che il nostro ex monastero, con l’accordo di programma del 2006, era stato svenduto alla Diocesi. Oggi la Diocesi di Bergamo ci conferma che è stato regalato tutto - con i fondi pubblici spesi per il restauro - alla componente integralista e pigliatutto di CiElle, peraltro negli ultimi tempi particolarmente chiacchierata.

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)


(13.08.12) SAN PAOLO D’ARGON. IL RESTAURO DELL’EX MONASTERO BENEDETTINO E LA SCUOLA DELLA “FONDAZIONE IKAROS”

L’ultimo numero del bollettino della nostra Parrocchia della Conversione di San Paolo dedica di nuovo ampio spazio al restauro dell’ex Monastero (cfr. L’Obiettivo, luglio 2012: qui) partendo dal secondo convegno tecnico che si è tenuto il 1° giugno scorso al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo alla presenza di circa un centinaio di addetti ai lavori (tecnici, appunto), che poi nella stessa giornata hanno fatto una breve visita al cantiere dell’ex Monastero (cfr. qui). A dirigere i lavori del convegno questa volta è stata direttamente la Fondazione Ikaros, intenzionata ad aprire dall’inizio dell’anno scolastico 2012-13, cioè tra pochi giorni, il polo formativo della Nautica da diporto. Il bollettino parrocchiale riporta una scheda dedicata anche al Museo delle migrazioni, cioè l’altra struttura prevista nell’edificio cinquecentesco interamente di proprietà della Diocesi di Bergamo attulmente in corso di restauro. Su tale operazione di restauro-ridestinazione, partita anche grazie ai contributi di Regione, Provincia e Comune di San Paolo d’Argon, abbiamo espresso in più occasioni la nostra contrarietà. Dobbiamo ora ricordare che, mentre ancora nel prossimo anno scolastico il Polo delle scuole superiori di Trescore non avrà spazi sufficienti e dovrà pertanto pagare l’affitto alla Parrocchia per le classi che trovano la loro sede nell’oratorio, a San Paolo d’Argon viene invece finanziato con fondi pubblici un istituto scolastico privato, cioè la Fondazione Ikaros, perché vi possa aprire tempestivamente la sua scuola. Il che è un bel controsenso. Come è noto, Ikaros è una “estensione” di Comunione e Liberazione, la potente e ricca associazione ipercattolica che nei diciasette anni del governo del ciellino Formigoni ha potuto espandere le proprie strutture scolastiche grazie ai milioni di euro derivati dei fondi regionali o grazie ad operazioni, guidate dalla Regione, come quella del “Polo nautico” nel nostro ex-monastero, che andrà così ad aggiungersi alle altre scuole cielline come “La Traccia” di Calcinate, l’Imiberg, il Cfp di Calcio, il Cfp di Grumello del Monte e altre ancora. Ikaros e Cl - proprio nella fase degli scandali che segnano il declino rovinoso del “celeste” Formigoni, e prima che sia troppo tardi - riescono a mettere a segno un altro colpo a San Paolo d’Argon, che compensa - abbondantemente - la perdita del Cfp di Endine Gaiano  che Ikaros ha dovuto cedere al Patronato San Vincenzo (cfr. Bergamonews.it 18.05.12: qui)

Restauro ex-Monastero di San Paolo d’SArgon, le nostre schede (2006 e segg.): qui. Altre info (2009 e segg.): qui


(01.07.12) SAN PAOLO D’ARGON. A CHE PUNTO E’ IL RESTAURO DELL’EX MONASTERO BENEDETTINO

* Sfasciato il parco ad est; compare un seminterrato a sud

Un ennesimo convegno al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo ha celebrato nelle scorse settimane il cosiddetto restauro del nostro ex Monastero benedettino. A fare gli onori di casa è stata direttamente la cooperativa Ikaros della Compagnia delle Opere che sarà di fatto la beneficiaria della struttura di proprietà della Curia, il cui restauro ha assorbito anche non pochi fondi pubblici. Avremo modo di parlarne in altra occasione. Nella breve ricognizione al Monastero che abbiamo fatto nei giorni scorsi siamo potuti entrare anche dalla parte est essendo tutto aperto e senza alcun cartello di divieto (i cantieri in stato avanzato di solito tendono alla sciatteria). Il parco che qui si trova (”giardino” nel cabreo del 1729) risulta ampiamente sfasciato, come testimoniano le immagini [foto 1 - 2 - 3 - 4 - 5]. Forse il bel parco si potrà risistemare di nuovo, ma una parte del terreno è stata occupata da impianti tecnologici [1 - 2]. Ampi movimenti di terra sono in corso anche a sud, verso la scuola materna e il nuovo oratorio. Risulta compromesso il terrazzamento con i caratteristici cipressi [1 - 2], mentre fa la sua comparsa un seminterrato, forse dei box o latri impianti tecnologici [1 - 2 - 3 - 4], che non avevamo visto nel progetto ufficiale depositato qualche anno fa. Le normative specifiche - come è noto - prevedono ampie deroghe e ampia discrezionalità a vantaggio dei beni designati al culto.

Foto 01.07.12: QUI

Restauro ex Monastero, schede: QUI. Altre schede info di storia locale: QUI


(06.03.11) SAN PAOLO D’ARGON RIPARATO IL DANNEGGIAMENTO ALLA FACCIATA DELLA CHIESA PARROCCHIALE

La decorazione , a mo’ di pinnacolo, in alto a destra della facciata della chiesa parrocchiale, dopo essere stata abbattuta nel dicembre scorso, è stata prontamente riparata, o forse anche rifatta. L’incidente era avvenuto in seguito ad una manovra errata della gru del vicino cantiere per il “restauro” dell’ex Monastero benedettino. E’ stata ripulita diligentemente anche la decorazione di sinistra (se no, si capiva…), e così pure tutto l’ordine superiore della facciata, che risulta ora di un bianco splendente. Non essendo stata data a suo tempo la notizia del misfatto (certamente per non screditare il cantiere della Diocesi di Bergamo), non si può ora dare la notizia dell’avvenuta riparazione. Foto: dicembre 2010 - marzo 2011

Cfr. alternainsieme.net 17.12.10 - 13.12.10


(17.12.10) SAN PAOLO D’ARGON NON UNO, MA DUE INCIDENTI NEL CANTIERE DELLA CURIA PER IL RESTAURO DELL’EX MONASTERO Il primo è stato quello che ha provocato un grave danno alla facciata della chiesa parrocchiale secentesca e di cui abbiamo dato notizia su questo sito e alla stampa il 13 dicembre scorso. La decorazione marmorea posta sulla sommità destra della facciata della chiesa è precipitata frantumandosi per essere stata colpita da una delle gru in manovra nel vicino cantiere per il restauro dell’ex monastero. Ciò è avvenuto in uno dei primi giorni della scorsa settimana (il 6 o 7 dicembre) e il vento non c’entra nulla, a differenza di quanto erroneamente da noi comunicato in precedenza. Il vento c’entra invece col secondo sinistro, di cui non sapevamo nulla e che si è verificato successivamente nello stesso cantiere il 9 dicembre, una giornata appunto con forte vento che ha fatto crollare le impalcature erette sul lato nord dell’ex monastero dalla parte del sagrato della chiesa parrocchiale. Anche in questo caso non ci risultano notizie di danni a persone. Sembra tuttavia che nel frangente del crollo dei ponteggi si trovasse sul sagrato il parroco il quale avrebbe pertanto corso il rischio di esserne seriamente coinvolto. Si tratta di due incidenti tutt’altro che ordinari, accaduti nel medesimo cantiere impegnato, per conto della Diocesi di Bergamo, nel “grande progetto di riqualificazione dell’ex Monastero di San Paolo d’Argon” per il quale sono stanziati 12 milioni di euro, con i contributi di Regione (2.500.000), Provincia (2.500.000), Comune di San Paolo d’Argon (500.000), Cariplo (2.000.000). Il principale quotidiano della bergamasca non ha dato alcuna notizia.

Restauro dell’ex monastero di San Paolo d’Argon. Le nostre precedenti info (qui) e schede (qui)


(13.12.10) SAN PAOLO D’ARGON ABBATTUTA LA GUGLIA DESTRA DELLA FACCIATA DELLA CHIESA PARROCCHIALE

Sembra sia successo nei giorni scorsi a causa del forte vento che ha portato a sbattervi contro il braccio o il carico di una delle gru dell’attiguo cantiere per il restauro dell’ex monastero. Del grande vaso sormontato da fiamma (così ci pare) che si trovava in cima a destra della facciata non c’è più traccia. Si tratta di un danno particolarmente serio alla facciata tardo seicentesca della nostra chiesa parrocchiale, che è considerata una delle più pregevoli della bergamasca. Non ci risulta alcun danno alle persone, ma siamo molto stupiti che un incidente di questo tipo sia potuto accadere proprio nel corso dell’opera (molto osannata) di “restauro” del nostro ex monastero benedettino. Altre foto: 1 - 2 - 3. Prima: 1 - 2

Restauro dell’ex monastero di San Paolo d’Argon. Le nostre precedenti info (qui) e schede (qui)

(14.12.10) Rassegna stampa. Solo “Il Giorno” di oggi ha ripreso la notizia (qui), che avevamo provveduto ad inviare - diligentemente e doverosamente - ai giornali locali e che è stata a tutt’oggi totalmente ignorata da “L’Eco” e da tutti gli altri media.

(15.12.10) Bergamonews: qui


(25.10.10) SAN PAOLO D’ARGON L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO ORATORIO Il vescovo Beschi ha ribadito che “questo oratorio nasce da un sentire comune, dal cuore di tutta la comunità”, come se tutti gli abitanti del paese si riconoscessero in una istituzione educativa cattolica e non ci fossero persone di altra o nessuna religione o che considerano l’esperienza religiosa non rilevante oppure da vivere fuori dalle istituzioni religiose. Un paio d’anni fa, appena nominato vescovo Monsignor Beschi aveva diversamente riconosciuto che “la Chiesa non esaurisce la società bergamasca” (cfr. qui)! Quando anche a Bergamo (e provincia!) il mondo cattolico imparerà davvero a considerare sé stesso come parte e non come tutto? Non è una questione di poco per la società civile, per la vita politica e per l’educazione delle giovani generazioni… Nel frattempo - dalla cronaca de L’Eco - apprendiamo che il vecchio edificio dell’oratorio sarà annesso al futuro polo della Nautica da Diporto. Cfr. l’Eco di Bergamo 25.10.10: qui. Le nostre precedenti info: qui


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