(18.01.13) TELGATE. SIRONI, “SOSTENERE IL COMITATO CIVICO CONTRO IL MEGA CENTRO DI COMPOSTAGGIO BERCO-FERTIL”

* Comunicato di Marco Sironi, candidato consigliere regionale lista “A sinistra - Per un’altra Lombardia”

“Esprimo pieno sostegno alla battaglia del Comitato civico intercomunale, che sarà impegnato domenica 20 e 27 gennaio  a Telgate e nei comuni limitrofi nella campagna raccolta firme contro il progetto della Berco-Fertil per la realizzazione di un mega impianto di compostaggio nel comune di Telgate. Tale impianto si situerebbe in una zona fortemente urbanizzata e già provata sul piano ambientale. Proprio a Telgate è già prevista una cava-discarica contro cui proprio questo comitato già due anni fa ha raccolto più di 8.000 firme, riuscendo, per ora, a bloccarne la realizzazione. Inoltre la “Berco-Fertil” ha già un impianto funzionante per la trasformazione del rifiuto umido a Calcinate (circa 120.000 mq), che presenta molti aspetti critici e non è in regola. Per quel sito nel 2011, l’azienda ha richiesto proroga di utilizzo fino al 2021. La proroga è stata concessa dalla Provincia di Bergamo con una serie di prescrizioni vincolanti relative alla sistemazione. Prescrizioni che Berco-Fertil ha accettato sulla carta ma non ha mai messo in atto. La Provincia ha più volte diffidato Berco-Fertil ad eseguire le modifiche ma non ha mai portato alle estreme conseguenze le proprie diffide. Nel frattempo la Berco-Fertil ha acquisito una vasta area di terreno agricolo in comune di Telgate e nel 2012 ha presentato domanda per un nuovo impianto di compostaggio su quei terreni sostenendo che le modifiche di quello esistente a Calcinate sarebbero più onerose della realizzazione di uno nuovo. Verrebbero così consumati 189.000 metri quadrati di suolo, di cui 47.695 metri quadrati di capannoni e 58.500 metri quadrati di piazzali. In verità di un nuovo sito di compostaggio non c’è assolutamente bisogno in quanto per i rifiuti prodotti nella bergamasca gli impianti di recupero umido esistenti sono già più che sufficienti tanto è vero che vengono importati rifiuti da altre provincie. Inoltre, come denuncia il comitato, tale struttura, calata in una zona altamente urbanizzata (a pochi kilometri di distanza è previsto il mega centro commerciale di Quintano e una nuova cava-discarica), creerebbe un considerevole aumento di traffico e metterebbe a rischio l’ultima zona agricola rimasta. In realtà ci troviamo di fronte ad una operazione speculativa che se andasse in porto determinerebbe la trasformazione da terreno agricolo in terreno industriale dell’area, liberando il vecchio sito di Calcinate da destinare ad altre attività. Per questo è necessario che le istituzioni blocchino questo progetto e che la Provincia dia seguito alle diffide costringendo la Berco-Fertil a sistemare il sito di Calcinate. (18.01.12 - Marco Sironi, candidato alle Regionali per la lista “A Sinistra per un’altra Lombardia”)

* I banchetti raccolta firme di domenica 20 e 27 gennaio a Telgate, Palazzolo, Castelli Calepio, Bolgare, Palosco: qui


(20-27.01.13) TELGATE E DINTORNI. RACCOLTA FIRME CONTRO IL GIGANTESCO IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DELLA BERCO-FERTIL

La Berco-Fertil di Calcinate ha presentato il progetto di un nuovo impianto di compostaggio nel comune di Telgate, al confine con i Comuni di Palazzolo e Palosco e a pochi chilometri da Cividino-Quintano. Si tratta di un impianto che consumerebbe 189.000 metri quadrati di suolo, di cui 47.695 metri quadrati di capannoni e 58.500 metri quadrati di piazzali (cfr. QUI). Sorgerebbe a breve distanza dalla discarica ATEg39 prevista nel comune di Telgate, contro la quale i cittadini si sono già mobilitati nei mesi scorsi. Per fermare il progetto della Berco-Fertil si è costituito un Comitato civico intercomunale che ha promosso una raccolta firme che si terrà nei prossimi giorni nei comuni interessati al progetto. E’ una iniziativa alla quale aderiamo e vogliamo portare il nostro contributo. Questi i banchetti previsti:

  • TELGATE, domenica 20 e 27 gennaio, banchetto in Piazza Vittorio Veneto
  • PALAZZOLO, domenica 20 gennaio, banchetti in Piazza Mazzini, Piazza Zamara e Piazza Indipendenza (San Pancrazio); domenica 27 gennaio, banchetti in Piazzale Mazzini, Piazzale Giovanni XXIII e via Verdi (San Giuseppe)
  • PALOSCO, domenica 20 e 27 gennaio, Piazza Castello (mattina) e Incrocio Oratorio (pomeriggio)
  • CASTELLI CALEPIO, domenica 20 e 27 gennaio, Piazza Giovanni XXIII e via F.lli Pagani (Cividino), Parcheggio via San Giuseppe (Quintano) e Via dei Mille presso parco Lelio Pagani (Tagliuno)
  • BOLGARE, domenica 20 e 27 gennaio, di fronte alla Chiesa Parrocchiale

Orari: dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00; è richiesto un documento di identità valido

Cfr anche: Volantino-1, volantino-2


(07.01.12) PALOSCO-SFRATTI IN CHE MANI SIAMO? IL SINDACO BUTTA LA GENTE IN STRADA MALGRADO IL COMUNE ABBIA UN SACCO DI CASE VUOTE A DISPOSIZIONE

* Un documento del Prc della Valcalepio per informare la cittadinanza di Palosco sullo sfratto di Rita e per denunciare la responsabilità dell’Amministrazione comunale

“Il 10 gennaio 2012 diventa esecutiva la sentenza di sfratto per morosità nei confronti della signora Rita Obizzo, locataria di un appartamento comunale in via Aldo Moro. Lo esige inderogabilmente l’amministrazione comunale di Palosco, anche se nel frattempo la signora Obizzo – al prezzo di grandi sacrifici personali – è riuscita a pagare tutti gli arretrati per l’affitto dovuti al Comune.

Nei mesi precedenti l’unica proposta pervenuta dall’amministrazione comunale è stata quella di entrare in un altro appartamento, che però richiedeva un ingente intervento di risanamento, per il quale l’inquilina non aveva la benché minima disponibilità finanziaria.

Nei giorni scorsi, grazie alla dilazione dei tempi dello sfratto ottenuta a seguito della mobilitazione di un gruppo di giovani, del sindacato Unione Inquilini e del nostro partito, la signora Obizzo ha anche potuto presentare una domanda per accedere ad uno degli appartamenti a disposizione del Pio Legato Narcisi, ma la Fondazione ha risposto che prenderà in considerazione la sua domanda solo nei prossimi mesi.

Non avendo la possibilità di accedere al mercato privato della casa, l’inquilina in vista dello sfratto di martedì 10 gennaio, ha già provveduto a lasciare l’appartamento di via Aldo Moro per una sistemazione assolutamente precaria.

E’ questa una delle tante drammatiche vicende di sfratto per morosità che in bergamasca stanno coinvolgendo più di 1500 famiglie perché colpite direttamente dalla crisi economica.

Ma nella vicenda di Palosco ci troviamo di fronte ad una particolare situazione di ingiustizia della quale vogliamo informare più dettagliatamente i cittadini”. (continua oltre)

Palosco, le nostre precedenti info: qui

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(14.11.11.) PALOSCO LA MOBILITAZIONE RINVIA NUOVAMENTE LO SFRATTO. ORA IL COMUNE AIUTI A RISOLVERE L’EMERGENZA ABITATIVA DI RITA.

Lunedì 14 novembre, di fronte alle case popolari di via Aldo Moro n. 43 a Palosco (bg), insieme all’ufficiale giudiziario, c’erano anche le forze dell’ordine per sfrattare Rita.
La vicenda è ormai nota perché raccontata da tanti mass-media locali. Rita, vedova e inquilina delle case popolari di Palosco non può proprio permettersi di lasciare la casa comunale in cui abita; non solo perché finirebbe in “mezzo a una strada” ma anche perché svolge un lavoro che necessita della linea telefonica.
“Il caso di Rita è emblematico” racconta il portavoce della folta delegazione del Comitato di Lotta per la Casa presente allo sfratto. “Rita ha avuto accesso alle case popolari del comune di Palosco proprio perché era in difficoltà economica; per lo stesso motivo ora viene sbattuta in mezzo alla strada”.
Il presidio ha atteso lungamente (e invano) i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, sindaco o assistente sociale, che in caso di sfratto dovrebbero svolgere opera di mediazione e di assistenza, oltre che a predisporre soluzioni alternative. Quanto al ruolo dell’avvocato del Comune intervenuto, sembrava fosse quello di fare in modo che lo sfratto avvenisse il più velocemente possibile e senza alcuna attenzione per i problemi dell’inquilina.
Grazie alla presenza di oltre sessanta cittadini è stata messa in atto un’azione di resistenza, durata fino a sera che ha imposto all’amministrazione comunale la rinuncia alla richiesta di esecuzione dello sfratto fino al prossimo 10 gennaio.
Per questi due mesi Rita potrà avere un tetto e passare le feste con le proprie figlie. E’ un risultato non da poco, se si tiene conto dell’ostilità con cui l’amministrazione comunale guarda al movimento di solidarietà che è cresciuto intorno al caso di questa donna.
“Ora la lotta si deve trasferire sul piano politico” sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, presente alle trattative.
“Chiediamo che le istituzioni pubbliche, in primo luogo il Comune, si rendano disponibili a trovare una soluzione all’emergenza abitativa di Rita. Se il Sindaco continuerà a impedirlo ci rivolgeremo al Prefetto perché possa facilitare la costituzione di un Tavolo istituzionale”.
Il segretario del Unione Inquilini, Fabio Cochis, è ottimista. “Pensiamo che una soluzione si possa trovare facilmente. D’altra parte, anche a Palosco, tanti sono gli alloggi di edilizia pubblica lasciati colpevolmente vuoti e senza manutenzione. Se esiste la voltà dell’Amministrazione comunale si potrà trasferire Rita in un alloggio alternativo che tenga conto delle sue difficoltà economiche”.

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(14.11.11.) PALOSCO DI NUOVO PRESIDIO ANTISFRATTO DA RITA

* Lunedì 14 novembre, a Palosco alle ore 8.oo, alla casa di Rita nel condominio delle case comunali, via Aldo Moro 43 (nei pressi del Parco del Bersagliere)

Dopo il breve rinvio ottenuto con la mobilitazione del 3 novembre, che ha visto non meno di 60 persone accorrere al presidio per il diritto alla casa, l’ufficiale giudiziario si recherà nuovamente presso l’appartamento di Rita per effettuare lo sfratto, non senza l’utilizzo dell forza pubblica. Ancora di più è necessaria la mobilitazione con la presenza di cittadini. Dobbiamo assolutamente impedire che sia perpetrata una nuova ingiustizia contro il diritto alla casa. Ricordiamo che l’inquilina – a prezzo di grandi sacrifici – ha saldato completamente il debito contratto con l’amministrazione. Per comunicazioni: 339.7728683 (fabio)

  • (14.11.11) PALOSCO. Ancora un risultato della mobilitazione di stamattina. Lo sfratto è stato rimandato di due mesi, al 10 gennaio 2012.

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(08.11.11) PALOSCO NIENTE RESIDENZA PERCHE’ POVERO. MA IL TRIBUNALE DA’ RAGIONE ALL’IMMIGRATO

Si è giunti, forse, all’ultima puntata della vicenda che vede protagonisti il Comune di Palosco e un cittadino pachistano, che nel giugno del 2010 si è visto negare la residenza perché «troppo povero». Un’ordinanza del 2008 firmata dal primo cittadino Massimo Pinetti introduceva infatti per l’iscrizione all’anagrafe un criterio economico, secondo cui il richiedente doveva essere in grado di dimostrare di possedere un reddito di almeno cinquemila euro all’anno. Allora Ashraf Tahir, regolarmente in Italia, era disoccupato, e quindi non in condizione di poter ottenere la residenza. L’immigrato aveva presentato ricorso contro l’ordinanza, con il sostegno di Fiom Cgil, Fondazione Guido Piccini per i diritti dell’uomo e Associazione studi giuridici sull’immigrazione. A marzo la prima sentenza: il Tribunale aveva stabilito che un cittadino non può essere discriminato in base al reddito. Contro questa decisione il Comune di Palosco aveva presentato ricorso. Ora, nell’ordinanza della prima sezione civile del Tribunale di Bergamo, datata 20 ottobre 2011, si legge che viene rigettato il reclamo del Comune di Palosco, condannato a pagare 1.650 euro per le spese. (tratto da Ecoweb 08.11.11: qui).

Cfr. anche L’Eco di Bg 08.11.11): qui - Precedenti info: qui



(03.11.11) PALOSCO SFRATTO: MA RITA QUESTA SERA E’ ANCORA NELLA SUA CASA!

Lo sfratto, così pervicacemente perseguito dal sindaco, non è avvenuto nemmeno questa mattina. Oltre sessanta persone mobilitate dal Comitato di lotta per la casa, dal sindacato Unione Inquilini e da Rifondazione Comunista hanno dato vita ad un presidio a difesa dall’appartamento di Rita che è durato tutta la mattinata, tanto che l’ufficiale giudiziario - giunto solo a mezzogiorno -  ha ritenuto di doverlo rimandare. Rita nel frattempo è riuscita a mettere insieme gli ultimi soldi che doveva ancora al comune e nei prossimi giorni sarà presentato in tribunale un ricorso formale contro lo sfratto. Nel condominio di Rita ci sono già sette appartamenti vuoti e non risulta che l’Amministrazione intenda assegnarli. “Non è che l’obbiettivo del comune - ha dichiarato Ezio Locatelli del Prc/Fds, presente al presidio di stamattina - sia quello di vendere una parte del patrimonio pubblico prescindendo da qualsiasi domanda di alloggi a canone sociale? Bisogna dire basta al dilagare di una politica degli sfratti che mette sulla strada migliaia di persone in difficoltà economiche. Questa è una emergenza sociale che chiede risposte politiche. Fin tanto che non ci saranno queste risposte è importante che crescano iniziative di solidarietà e di mobilitazione con il concorso di quante più persone, forze, associazioni possibili”. Informeremo come andranno le cose nei prossimi giorni. Resta inteso che il prossimo appuntamento è lunedì 14 novembre, nuova data per lo sfratto fissata dall’ufficiale giudiziario, al mattino, davanti alla casa di Rita, in via Aldo Moro 43 a Palosco.

Alcune foto del presidio: qui. Sfratti, precedenti info: qui

(04.11.11) Il Comune insiste: “Lo sfratto è stato convalidato il 22 aprile 2011 dal Tribunale di Bergamo, sezione di Grumello del Monte. Il pagamento delle somme dovute (peraltro ormai esigue, anche se non lo sono per il bilancio di Rita - ndr) non spoglia di valore giuridico lo sfratto. In data 14 novembre 2011 si procederà quindi allo sfratto”. Cfr. L’Eco di Bergamo 04.11.11: QUI


(03.11.2011) PALOSCO IMPORTANTE! MOBILITAZIONE E PRESIDIO  ANTISFRATTO

* Giovedi 3 Novembre, dalle ore 7.30 alle ore 12.00, a Palosco (bg), Case popolari di via A. Moro 43

Le case comunali di Palosco sono in gran parte vuote. L’Amministrazione comunale vuole sfrattare Rita, uno dei pochi inquilini rimasti, prendendo a pretesto una vecchia situazione di morosità, ormai quasi interamente estinta dall’inquilina a prezzo di grandi sacrifici. L’obiettivo dell’amministrazione comunale sembra quello di svuotare le case comunali, metterle in vendita e cancellare in questo modo dai propri impegni quello di operare per garantire il diritto alla casa.
Tutto questo è inaccettabile.
Giovedì 3 novembre alle ore 8 l’Ufficiale giudiziario del Tribunale, con l’ausilio della forza pubblica, si recherà presso l’alloggio di Rita per eseguire lo sfratto.
Rita non può essere buttata sulla strada; l’amministrazione comunale deve cessare di tenere gli alloggi colpevolmente vuoti; le case comunali sono un bene comune da valorizzare ed estendere per garantire a tutti il diritto ad un alloggio dignitoso.
Sulla base di questi obiettivi chiediamo a tutti i cittadini democratici e solidali di mobilitarsi e di partecipare al presidio antisfratto alle case comunali di via A. Moro a Palosco. (info c/o Fabio, tel. 339.7728683)

* Palosco. Nulla di fatto sabato scorso. Il sindaco non c’era, malgrado l’orario di ricevimento. Ha avuto modo però di dire a L’Eco di Bergamo che lo sfratto “seguirà il suo corso”… Cfr. Eco di Bg 30.10.11: QUI

  • Sfratti, precedenti info: qui; Palosco, precedenti info: qui

(29.10.11) PALOSCO. PRESIDIO ANTISFRATTO DAVANTI AL MUNICIPIO

A settembre, grazie alla presenza di cittadini e lavoratori, nonché di una delegazione di attivisti del Comitato Basta Sfratti, è stata messa in atto un’azione di resistenza per evitare lo sfratto di Rita, lavoratrice precaria e assegnataria di casa popolare comunale, che aveva accumulato un debito con il comune a causa di un periodo di disoccupazione che da cui è uscita solo recentemente. Questa azione spinse l’Amministrazione comunale sospendere la richiesta di sfratto fino al prossimo 3 novembre.  In queste ultime settimane Rita ha così potuto avere un tetto.
Il rinvio dello sfratto è un risultato, se si tiene conto dell’ostilità esagerata con cui l’Amministrazione comunale guarda alle richieste avanzate dall’inquilina.
Fortunatamente durante gli ultimi mesi Rita, con grande fatica, è riuscita ad estinguere quasi completamente il debito, contraendo prestiti e vedendosi pignorata lo stipendio.
Per questo motivo crediamo che il Sindaco di Palosco dovrebbe accogliere la richiesta, sostenuta anche dal sindacato Unione Inquilini, di rinunciare alla esecuzione forzata dello sfratto e permettere a Rita di rimanere a vivere in un alloggio delle case popolari di Palosco. Per questi motivi, sabato 29 Ottobre alle ore 11, saremo al Municipio di Palosco per incontrare il Sindaco e sottoporgli questa soluzione, l’unica che puo’ evitare a Rita di finire in strada.
Invitiamo tutti i cittadini a portare solidarietà a Rita e a partecipare al presidio indetto dal Comitato Basta Sfratti che si svolgerà sabato 29 ottobre dalle ore 10.30 fuori dal Municipio di Palosco, in Piazza Castello.
Comitato Basta Sfratti - Bergamo. Per comunicazioni c/o Fabio, tel. 339.7728683.
PS: per chi può ci troviamo mezz’ora prima, alle ore 10, fuori dalla casa di Rita in via Aldo Moro n. 43 a Palosco. (cfr. Facebook)

  • Sfratti, precedenti info: qui; Palosco, precedenti info: qui

(26.09.11) PALOSCO. GRAZIE ALLA MOBILITAZIONE LO SFRATTO E’ STATO RIMANDATO. MA IL COMUNE PERSISTE, VUOLE SLOGGIARE RITA DALLA CASA. NEL FRATTEMPO TANTI APPARTAMENTI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE RIMANGONO VUOTI E INAGIBILI

Palosco (Bg), 26.09.2011
Lo sfratto della signora Rita Obizzo è stato rimandato a giovedi 3 Novembre. Questo importante risultato è stato ottenuto anche grazie alla mobilitazione di tanti cittadini, supportati dagli attivisti della rete “An paga mia”, che fin dal primo mattino si sono radunati di fronte alla casa di Rita.
Infatti lunedi, a Palosco, erano veramente numerose le persone, tra famigliari e amici, che sono accorsi per comunicare la loro solidarietà attiva a Rita. Sui cancelli dell’edificio di case popolari di vai Aldo Moro sono stati appesi striscioni e cartelli e in breve tempo è iniziato un vivace presidio di protesta.
All’arrivo dell’ufficiale giudiziario, scortato da Carabinieri e Polizia Municipale, è iniziata una lunga e nervosa trattativa tra l’avvocato del Comune e la delegazione dell’Unione Inquilini che si è conclusa con la concessione di una proroga, spostando l’esecuzione dello sfratto di 33 giorni.
Registriamo con grande rammarico l’assenza dell’Amministrazione comunale che non si è neppure presentata al momento dello sfratto nonostante riguardasse una cittadina residente da più di quindici anni a Palosco. D’altra parte non è nuova l’insensibilità e la disattenzione della Giunta leghista nei confronti delle persone colpite da sfratto ma in generale nei confronti dei poveri, italiani e stranieri. Nel comune di Palosco non esiste alcuna politica a sostegno della drammatica emergenza abitativa e le poche case comunali disponibili sono tuttora in gran parte vuote e saranno presto svendute per fare cassa.

Unione Inquilini Per info: 339.7728683; http://www.alternainsieme.net/?tag=unione-inquilini


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