(16.11.13) NO TAV. IL 16 NOVEMBRE IN VALSUSA: ROMPIAMO LO STATO D’ASSEDIO

A stigmatizzare l’idea che lo Stato ha della Valsusa ci ha pensato Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell’Esercito, in una recente intervista rilasciata a un quotidiano torinese. Il capo di stato maggiore parla della recente missione di quattrocento militari destinati alla Valsusa, quattrocento militari e più armati di tutto punto, dislocati in una valle che protesta contro il cantiere dell’alta velocità Torino Lione: “Sono tutti uomini di grande esperienza che hanno prestato servizio all’estero, in Afghanistan, in altri scenari internazionali”, dichiara il generale, uomini che assumono “funzioni di polizia giudiziaria” in un’area della Valsusa che è stata dichiarata di “interesse strategico nazionale”. Se all’Esercito aggiungiamo le forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza mille sono le unità di stanza in Valsusa con un costo di mantenimento di circa 100 mila euro al giorno. In pratica siamo ad una vera e propria occupazione militare di una parte di territorio italiano. Territorio nemico di una idea di progresso ad alta voracità.

Questa idea di progresso ruota intorno a un giro di affari colossale. Insieme a un nuovo tracciato ferroviario si tratta di scavare 50 chilometri sotto il Moncenisio. Poco importa se l’opera è costosissima, distruttiva ed anche totalmente inutile visto che la sua realizzazione avverrebbe doppiando una linea ferroviaria internazionale, sottoutlizzata, che c’è già. Poco importa di un’opera insostenibile alla luce di qualsiasi valutazione costi/benefici, opera divenuta ancor di più scandalosa dal momento in cui la crisi viene usata per tagliare welfare, pensioni, redditi, sanità pubblica, scuola pubblica, servizi vari. Il fatto è che siamo in piena recessione economica, vanno create nuove occasioni di profitto, costi quel che costi.

Ciò spiega perché in Valsusa, abbandonata da tempo ogni parvenza di dialogo e democrazia, è scontro frontale. Nessun confronto con i sindaci e gli innumerevoli studiosi ed esperti sostenitori della insensatezza del Tav, figuriamoci se vale la pena stare a sentire la protesta dei cittadini. La parola d’ordine che percorre i Palazzi del potere è repressione e denigrazione. Balza in primo piano l’operato degli apparati giudiziari, di polizia e di organi di informazione interpreti fedeli di una legalità illegale - quella della distruzione del territorio, dello spepero di risorse pubbliche, delle zone rosse attorno ai cantieri Tav - decretata da una politica legata a un vecchio modello di sviluppo, nel peggiore dei casi collusa in affari con il mondo delle imprese e delle banche. Il fatto straordinario in Valsusa è che questo vissuto di espropriazione si traduce e si esprime in uno straordinario senso di appartenenza, di legame sociale, di solidarietà diffusa, di protagonismo conflittuale. per il governo, i poteri forti una cosa assolutamente intollerabile.

Il salto di qualità col quale si è cercato di determinare un punto di svolta in termini di repressione e di assoggettamento di una comunità indomita lo si è visto negli ultimi mesi: un crescendo parossistico di arresti, perquisizioni, avvisi di garanzia, fogli di via e soprattutto tanto fango. L’idea diffusa a piene mani è che incendi di macchinari vari, spesso obsoleti e fuori uso, nella presidiatissima area del cantiere, così come la messa in circolazione di strane e provocatorie lettere minatorie per forza di cose sono opera di No Tav. Colpevoli a prescindere. Nessun dubbio su provocazioni e depistaggi vari. Miopia allo stato puro. Persino il Presidente della Repubblica non si è sottratto alla sequela di posizioni aprioristiche. Intanto continuano le provocazioni, le minacce e gli attentati contro gli attivisti e i presidi No Tav, ma queste sono altre storie, storie minori - di mezzo ci sono dei rompiscatole, non imprese, non interessi affaristici, non potentati vari - a cui è bene non dare troppo risalto. Chissà perché in questi casi i colpevoli non si trovano mai.

Il 16 novembre i valsusini torneranno in piazza per manifestare “contro la distruzione e l’occupazione militare della Valle, per dire no al furto di denaro pubblico”. Non solo una manifestazione per dire di una opposizione, di una resistenza coriacea ma per affermare con forza la necessità di una diversa politica di equità, di giustizia, di sviluppo: “per un lavoro utile e dignitoso, per ospedali, scuole e trasporti efficienti, per la cura del territorio”. Ancora una volta sarà una dimostrazione di grande dignità e di grande determinazione di una comunità che non intende essere calpestata, vivere in stato di assedio, trattata alla stregua di una colonia; di una comunità che non intende subire passivamente la violazione di alcuni diritti fondamentali alla salute, all’ambiente, alla partecipazione democratica su scelte che riguardano il proprio territorio.

Intorno a questa comunità indomita, diventata riferimento per le lotte in tutta Italia, occorre continuare a tessere una rete di sostegno e solidarietà. Rifondazione Comunista in questo farà la sua parte. Ne va non solo della Valsusa ma delle lotte e delle speranze di cambiamento che sono presenti in questo momento in tutto il Paese. (Ezio Locatelli, segretario Prc Torino - in www.liberazione.it- 08.11.13)

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(29.07.13) VALSUSA. PERQUISIZIONE CONTRO I NOTAV. GIU’ LE MANI DALLA “CREDENZA”

* Comunicato di Ezio Locatelli, segretario Prc-Torino

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino a proposito delle perquisizioni effettuate in data odierna contro attivisti e abitazioni Notav ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Esprimo sconcerto e indignazione per le perquisizioni a tappeto nelle case di attivisti NoTav in Valsusa e a Torino e le notifiche degli avvisi di garanzia per attività eversive finalizzate al terrorismo disposte dalla Procura della Repubblica di Torino. I reati contestati farebbero riferimento a quanto avvenuto la sera del 10 luglio a Chiomonte a seguito della marcia verso le reti del cantiere osteggiata dalle forze di polizia e conseguenti scontri. Tra le molte perquisizioni effettuate va registrato l’intervento di una decina di unità di polizia che ha interessato alle sei e trenta di questa mattina un locale dell’osteria “La Credenza” di Bussoleno dove alloggia un attivista NoTav a cui sono stati sequestrati computer e materiali informativi vari. Come tutti sanno “la Credenza” è lo storico punto di riferimento dei NoTav della Valle, sede sindacale e del locale Circolo di Rifondazione Comunista. Alle compagne e ai compagni che gestiscono la “Credenza” e a tutti gli attivisti e i cittadini in lotta contro il Tav va la nostra vicinanza e solidarietà.

Avremo modo di conoscere i dettagli e i risvolti dell’operazione però una cosa la possiamo dire con assoluta certezza: disconoscere l’opposizione al Tav, criminalizzare la protesta, trasformarla in un problema di ordine pubblico non porterà a nulla se non al risultato di gettare benzina sul fuoco. Forse è proprio in questa direzione che i gruppi affaristici, una classe politica e di governo screditata vogliono andare nel tentativo vano di spezzare e indebolire la protesta. Questo tentativo va respinto. La risposta deve essere ferma, partecipata coinvolgendo tutte le espressioni democratiche nel respingere ogni forma di intimidazione e provocazione. Rifondazione Comunista come sempre sarà a fianco del movimento NoTav della Valsusa. (Torino, 29.07.2013)

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(23.03.13) VALSUSA. FOTO DALLA MANIFESTAZIONE NO TAV. LO SPEZZONE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA (studio photo graphics): QUI

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(23.03.13) VALSUSA. “DIFENDI IL TUO FUTURO”. MANIFESTAZIONE NO TAV

* Sabato 23 marzo, ore 14, dalla Piazza d’Armi di Susa a Bussoleno

Invitiamo tutti e tutte a manifestare contro questo scellerato progetto che con il passare del tempo, l’avanzata della crisi economica nazionale e internazionale, diviene sempre più inutile e insostenibile, non solo per il nostro territorio ma per tutto il Paese.

Sabato 23 marzo, pullman anche dai paesi della Valcavallina. Chi vuole venire alla manifestazione con noi, prenotarsi chiamando il numero 338.9759975. Partenza dalle ore 8.30 da Casazza e poi Borgo di Terzo, Luzzana, Trescore, San Paolo d’Argon etc.. Oppure ore 9.30 a Bergamo-Piazzale Malpensata. Costo: 15 Euro. Ritorno alle ore 22.00 circa

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(23.03.13) VALSUSA. “DIFENDI IL TUO FUTURO”. MANIFESTAZIONE NO TAV

* Sabato 23 marzo, ore 14, dalla Piazza d’Armi di Susa a Bussoleno

L’APPELLO. Ancora una volta invitiamo tutti e tutte a manifestare contro questo scellerato progetto che con il passare del tempo, l’avanzata della crisi economica nazionale e internazionale, diviene sempre più inutile e insostenibile, non solo per il nostro territorio ma per tutto il Paese.
Su un punto vogliamo essere chiari, quest’opera, nonostante il battage pubblicitario che la circonda, fa sempre più acqua da tutti i punti di vista e soprattutto, man mano che si delineano le fantasiose tempistiche dei fan del tav, si conosce sempre più a fondo la reperibilità dei fondi per la sua realizzazione.
Quello di cui Governo e tifosi vari non parlano mai è l’essenza del finanziamento necessario per la Torino Lione, tutto ed esclusivamente pubblico, ovvero sottratto ad altri settori per essere spostato su questo binario morto.
I soldi delle nostre tasse sono l’unica fonte di finanziamento esistente e necessariamente, ancor piú in un momento storico del genere, ciò significa spostare ingenti somme di denaro dalla sanità, dalla scuola e dai servizi sociali, per finanziare quella che ormai è la cassaforte, con relativo bancomat, del sistema dei partiti.
A fronte di un’inutilità evidente, la Torino Lione è divenuta un simbolo della politica che vuol mettere a tacere un movimento popolare come quello NOTAV che Resiste da oltre vent’anni trovando sempre più consenso all’interno di una società che, svegliatasi dal torpore quotidiano e vivendo sulla propria pelle sacrifici e politiche di austerità a senso unico, ci sostiene sempre di più.
Contro di noi non c’è colore politico, ci sono cori di corvi che gracchiano per sconfiggerci e metterci a tacere, spaventati che il seme della Valle che Resiste si moltiplichi in altri territori e in altre comunità.
Lo Stato si è di fatto costituito parte civile contro di noi senza vergogna, accusandoci e incarcerandoci con l’intento di piegarci e sottrarci quel consenso che invece sentiamo sempre più crescere intorno alla nostra lotta. Processi in aule bunker, richieste di danni incalcolabili, provvedimenti atti a limitare la nostra libertà di movimento sono il corollario del confronto che questi signori hanno con la popolazione e che si vanno ad aggiungere alla giá insopportabile militarizzazione del territorio e all’arte della menzogna quotidiana.

È contro la truffa del secolo che chiamiamo alla mobilitazione in prima persona, invitando quanti hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli a partecipare il 23 Marzo alla manifestazione popolare che partirà da Susa e arriverà a Bussoleno. Il Movimento Notav.

Chi vuole venire alla manifestazione con noi: tel. 338.9759975

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(08.12.12) VALSUSA


(21.07.12) VALSUSA. ANOTHER BRICK IN THE WALL

(06.07.12) TORINO. “NO AI PROCESSI POLITICI CONTRO IL MOVIMENTO NO TAV”

* Dichiarazione di Ezio Locatelli, segretario Prc/Fds - Torino

“Quello intentato contro una cinquantina di attivisti No Tav rischia di essere un maxiprocesso eminentemente politico. Lo si è concepito e costruito - assemblando posizioni processuali assai diverse - sulla base di un atteggiamento asimmetrico che toglie credibilità all’intero iter processuale. Da una parte l’impunità delle forze dell’ordine dislocate in Val di Susa, a prescindere dagli episodi di prevaricazione e di violenza denunciati dal movimento No Tav. Dall’altra gli atti di dissenso, contestazione, resistenza a un’opera distruttiva di un territorio e all’occupazione militare che devono essere sempre e comunque contrastati e repressi.
In Val di Susa, nell’area di Chiomonte, non c’è – così è stato definito - un legittimo “cantiere di Stato”. C’è l’occupazione militare di un territorio per realizzare a viva forza un’opera speculativa e devastante grazie all’apporto di aziende che in non pochi casi hanno avuto precedenti penali.
Per tutte queste ragioni venerdì 6 luglio, in concomitanza con l’avvio dell’udienza preliminare a carico dei cinquanta No Tav (tra questi il nostro responsabile organizzativo provinciale), saremo a manifestare in maniera ferma e pacifica la nostra protesta davanti al Tribunale di Torino”. (Torino, 5 luglio 2012 Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc/Fds)

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(23.04.12) BERGAMO ASSEMBLEA NO TAV

* Lunedì 23 aprile, ore 21, Sala del Mutuo Soccorso, via Zambonate 33, Bergamo

NO TAV: le ragioni del movimento

Interverranno: Nicoletta DOSIO (portavoce del movimento No Tav Val di Susa), Mario CAVARGNA (ingegnere ambientale - ProNatura Piemonte - tra gli autori dei “150 motivi per dire no alla Tav”), Ezio LOCATELLI (segretario Federazione Prtc di Torino).

Promuovono: Movimento Studentesco Bg (www.movstudbg.it - fb: Movimento Studentesco Bergamo); Giovani Comunisti / Partito della Rifondazione Comunista Bg (www.prcbergamo.it/giovanicomunisti - fb: Giovani Comuniste-i Bergamo)

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(11-12.04.12) BERGAMO. INIZIATIVE IN SOLIDARIETA’ CON IL MOVIMENTO NO TAV DELLA VALSUSA

La lotta contro il Tav non è una lotta locale. E’ una lotta contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite.
Non sarebbe più importante provvedere al buon funzionamento dei treni dei pendolari, sempre più carenti, e ripristinare i treni notturni?
Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa,  di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun individuo.
In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove il governo Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni. La lotta NO TAV è una lotta in difesa della terra: le montagne che verrebbero trivellate sono in parte costituite da  amianto e uranio che si disperderebbero nell’ambiente senza contare i rischi per le falde acquifere.
Contro la devastazione del territorio, contro la violenta occupazione militare della Valle, contro il pesantissimo attacco repressivo delle lobby, l‘11 Aprile saremo in piazza in risposta all’appello nazionale riguardo la giornata degli espropri dei 64 terreni di privati cittadini effettivamente già occupati dalle forze militari dal 27 febbraio scorso.

MERCOLEDI’ 11 APRILE
Giornata di mobilitazione NO TAV stazione ffss- dalle h. 14.00 in poi presidio e biciclettata

GIOVEDI’ 12 APRILE
ASSEMBLEA APERTA p.zza vittorio veneto, h. 20.00
(A cura Coordinamento No-Tav Bergamo)

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