(18-19-20.11.16) VALCAVALLINA (E DINTORNI). BANCHETTI E VOLANTINAGGI PER IL NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE

* Albano Sant’Alessandro, venerdì  18 novembre, ore 9.00-12.00, al mercato

* Ranzanico al Lago, sabato 19 novembre, ore 9.00-12.00, in Piazza dei Caduti

* Gorlago, sabato 19 novembre, ore 9.00-12.00, al mercato (Piazza Gregis)

* Montello, domenica 20 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nella piazza davanti al municipio

* Monasterolo del Castello, domenica 20 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 in Piazza IV Novembre

A cura del Comitato per il NO alle modifiche costituzionali - Zona Valcavallina. Per comunicazioni: v.cavallinavotano@yahoo.com oppure ai tel. 3389759975 (maurizio m.) e 3332579937 (aldo v.)


(27.12.15) SAN PAOLO D’ARGON E DINTORNI. SI PARLA DI RADDOPPIO FERROVIARIO E DI METROPOLITANA LEGGERA DA PONTE SAN PIETRO A MONTELLO

Nei giorni scorsi in Parlamento è stato accolto nella Legge di Stabilità un ordine del giorno sul raddoppio della tratta ferroviaria Montello-Ponte S.Pietro (cfr. L’Eco di Bergamo 20.12.15: qui), proposto da alcuni deputati bergamaschi della maggioranza governativa, tra cui il nostro Giovanni Sanga, che però conosciamo soprattutto come peroratore di strade e superstrade.
L’obiettivo è quello di realizzare un servizio metropolitano di superficie tra Montello e Ponte San Pietro passando ovviamente per l’interscambio di Bergamo.
Dalla stampa si evince anche che Trenord, una volta realizzato il raddoppio, potrebbe addirittura garantire un servizio metropolitano con frequenza a cadenza compresa tra i 15 e 30 minuti.
E’ un’idea vecchia di decenni, che con molto e vergognoso ritardo riprende forse a marciare. C’è da chiedersi però come mai i parlamentari bergamaschi abbiano perso più di venti anni con il baraccone dell’interporto di Montello (andato a balle per aria!), invece di attivarsi per la metropolitana di superficie, che avrebbe potuto consentire un sistema di trasporto locale non mono-centrato sull’automobile ma pubblico, per tutti, nonché una pianificazione urbana e viabilistica meno confusa su tutta la direttrice che da Bergamo va in Valcavallina e in Valcalepio. E magari raggiungendo pure qualche punto in meno nell’inquinamento dell’aria.
Il nostro gruppo “L’Alternativa- San Paolo d’Argon”, fra il pressoché generale disinteresse delle altre forze politiche in particolare qui a San Paolo d’Argon, è stato una delle pochissime realtà territoriali locali che si sono attivate per il “metrò”, da lungo tempo e in diverse occasioni (cfr. per esempio Alternainsieme.net 08.05.11: qui).
Ciò che è passato in questi giorni a livello di Governo e Parlamento sono solo buone intenzioni, cartacee. Però meglio che niente. Saremo tra quelli impegnati perché non rimangano tali. (27.12.15- Alternainsieme.net)


(22.05.15) INTERPORTO DI MONTELLO. A PROPOSITO DEI SOLDI (PUBBLICI) BUTTATI NEL CESSO

I media bergamaschi (per esempio, L’Eco di Bergamo 19.05.15: qui) nei giorni scorsi hanno informato non senza enfasi che il fallimentare progetto di interporto di Montello, cancellato dopo un iter durato quasi trent’anni, si lascia dietro debiti che ammontano a circa 11 milioni di euro, distribuiti fra le società pubbliche e private che hanno partecipato alla Sibem, la società dell’interporto, di cui è stata decisa la liquidazione. Di questi soldi una quota non piccola è costituita da fondi pubblici, cioè di tutti, come quelli della Cobe (la finanziaria del Comune di Bergamo), Provincia di Bergamo, Camera di Commercio, Trenitalia. Soldi pubblici che risultano così sperperati fra prebende ai consiglieri d’amministrazione, cause legali, deprezzamento delle azioni e quant’altro. Chi siano i responsabili di questi evidenti sprechi se lo chiedono anche alcuni politici, evidentemente già completamente immemori che il progetto di Interporto a Montello per decenni è stato entusiasticamente sostenuto da tutto il quadro politico (con la sola esclusione di Rifondazione Comunista), da tutte le associazioni imprenditoriali, nonché dai sindacati maggiormente rappresentativi. Per trent’anni le ragioni del buon senso provenienti dai comitati locali, dalle associazioni ambientaliste (come Italia Nostra), dai cittadini (che bocciarono seccamente l’interporto nel referendum di Albano Sant’Alessandro dell’autunno 1999), dalle amministrazioni locali sono state sistematicamente ignorate o aggirate. Curioso, anche se non originale, in questa operazione di annientamento delle istanze dei cittadini, il ruolo della Lega Nord che mentre a livello locale si diceva contraria, in Regione promuoveva tutti i provvedimenti che stravolgevano la legislazione precedente e aprivano la strada all’interporto, nonché a tante altre schifezze. Alla fine il progetto dell’interporto è fallito per conto suo, con i conseguenti sprechi che non poteva non tirarsi dietro un carrozzone tenuto in piedi per trent’anni. Come noto, siamo in tempi in cui il neoliberismo totalizzante considera il confronto con la democrazia espressa dai territori come una perdita di tempo e di denaro. La vicenda dell’interporto ci insegna invece che un po’ più di democrazia e un po’ meno di decisionismo avrebbero fatto risparmiare tempo e denaro. (22.05.15, Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina e Federazione di Bergamo)

Interporto di Montello, le nostre precedenti info: qui


(18.10.14) INTERPORTO DI MONTELLO. LA REGIONE DOPO 30 ANNI LO CANCELLA. MA LA “CASTA” CHE LO AVEVA VOLUTO E’ ANCORA LA STESSA

Già il 30 dicembre 2013 l’assemblea dei soci aveva messo in liquidazione la Sibem, la società dell’interporto, controllata per il 90% dal gruppo Percassi, a seguito del diniego da parte delle ferrovie ad autorizzare l’apertura del raccordo ferroviario, nonché dell’intricato contenzioso che la vedeva in contrapposizione alla proprietà delle aree su cui doveva sorgere l’opera (cioè Sancinelli della Montello Spa). Ora la Regione Lombardia ha dovuto prendere atto e cancellare interamente dai propri piani il progetto, data - parole del Ministero dei Trasporti - l’inservibilità delle aree, con la conseguente decadenza della pubblica utilità dell’opera (cfr. L’Eco di Bergamo 18.10.14: qui) Sembra così definitivamente conclusa la storia del centro intermodale per lo scambio gomma-ferro, previsto a Montello, dopo che per 30 anni il mondo politico ed economico bergamasco, compreso il sindacato confederale, lo aveva caldeggiato alla grande, forse senza sapere nemmeno di che cosa si tattava. Ne riassumiamo ancora una volta i passaggi essenziali, con la speranza che sia l’ultima volta che ci tocca farlo. La prima idea di interporto (anni Ottanta) riguardava un’area gigantesca di oltre 1.000.000 di mq, dalla Montello fino quasi alla Cantalupa; poi sono venuti a più miti consigli, in seguito all’opposizione popolare. Tutto il quadro politico provinciale (con la sola eccezione di Rifondazione Comunista), finanziario, sindacale, mediatico era strafavorevole, e accusava di essere dei retrogradi coloro che - come i gruppi di base locali - denunciavano l’assurdità del progetto. A metà degli anni Novanta arrivò pure il finanziamento pubblico (circa 28 miliardi di vecchie lire) e nel 1999 il parere favorevole del ministero dell’ambiente (allora ne era ministro il “verde” Edo Ronchi, bergamasco). Tutto sembrava già allora in dirittura d’arrivo. Verso la fine del 1999 il Comune di Albano Sant’Alessandro indisse un referendum, con l’intenzione - almeno da parte del sindaco di allora - di aggiungere financo un’investitura popolare (sic!). Per il sindaco di Albano fu però un fallimento, perché i cittadini - dopo la campagna di contronformazione da parte dei comitati popolari locali - votarono in massa per il No al’interporto, malgrado il batage mediatico che avevano scatenato Confindustria e partiti. Che senso aveva infatti fare un’opera di scala regionale per spostare il traffico dalla strada alla ferrovia, in corrispondenza di un tratto ferroviario periferico e obsoleto? Ciò nonostante, nel 2003, cioè quattro anni dopo, la Regione Lombardia, formigoniana (centrodestra più Lega Nord) approvava l’ultimo progetto, quello più contenuto, in buona parte sulle aree della ex acciaieria, diventata nel frattempo “rifiuteria”, situata nel territorio del comune di Montello, il resto in quelle contigue di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro. Visto l’affare, la Sibem veniva rilevata dal gruppo Percassi. Sembrava tutto pronto: un finanzierie d’assalto, soldi pubblici disponibili, respinti i ricorsi dei Comuni di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro (che paeraltro avevano diligentemente provveduto anche loro ad inserire l’Interporto nei rispettivi strumenti urbanistici), il nuovo breve tratto variante alla S.S. 42 da Albano a Trescore - indispensabile per l’interporto - in dirittura d’arrrivo. Quando la variante divenne realtà, alla fine del 2012, la Sibem faceva partire il bando di gara - europeo! - per la realizzazione del progetto con un investimento previsto di circa 100 milioni di euro, per il quale però la società dell’interporto metteva a disposizione non più di 21,4 milioni di euro, cioè quelli (e solo quelli!) del finanziamento statale. L’entusiasmo della cordata politico-mediatico-finanziaria è stato in questa occasione meno unanime, sia a causa della crisi economca, sia perché il procedere della costruzione dell’autostrada Bre.Be.Mi. nella bassa bergamasca ha spostato in quella direzione le dinamiche speculative. E così, invece della conclusione del bando di gara, giungeva tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 lo scioglimento della Sibem. Trent’anni di pile di carta, fotocopie, delibere, migliaia di articoli e panegirici per arrivare alla conclusione miserevole che… non c’era l’autorizzazione per il raccordo ferroviario, cioè mancava la base di tutto! E’ per questo che nei giorni scorsi anche la Regione ha deciso di far calare un velo pietoso, cancellando tutto, su un’operazione che non aveva le gambe per camminare. Se i cittadini fossero stati ascoltati, si sarebbe evitata un grande perdita di tempo e forse ci sarebbe stata pure l’occasione per utilizzare diversamente i 21 milioni di soldi pubblici per opere utili al territorio (noi avevamo indicato il metrò Ponte San Pietro - Montello). Si sarebbe inoltre potuta evitare anche la vicenda degli espropri dei terreni ai danni di diversi proprietari con i contenziosi ancora in corso e destinati a perdurare ancora a lungo in modo francamente tragicomico. E quanto è costata al pubblico erario tutta la partita che, per trent’anni anni, non ha mai avuto - per ammissione del Ministero - nemmeno la minima base per poter decollare? Il progetto di interporto a Montello non c’è più, ma la casta che l’aveva voluto e caldeggiato a lungo - ad esclusione dei primissimi propugnatori subito travolti da tangentopoli - è ancora praticamente la stessa, anche se sono cambiate le sigle dei partiti. Casta che anche in questa vicenda non è vissuta di sole parole, ma anche degli emolumenti erogati per condurre a buon fine la realizzazione del… nulla. Nessun emolumento certamente è mai toccato invece a persone come Ivan, Marina, Giuseppe, Viola, Angelo, Ezio, Paolo e ai tanti altri amici e amiche, operai, casalinghe, artigiani, pensionati, studenti di Montello, San Paolo d’Argon, Albano Sant’Alessandro, Costa di Mezzate e Bagnatica, che per molti anni si sono battuti con serietà e passione per il bene comune contro la speculazione, la distruzione del territorio e lo spreco di denaro pubblico.

Interporto di Montello. Le nostre precedenti info: qui


(12.02.14) INTERPORTO DI MONTELLO E DINTORNI. LA LUNGA STORIA SEMBRA FINITA IN M….! GLIEL’AVEVAMO DETTO

Il 30 dicembre scorso l’assemblea dei soci ha messo in liquidazione la Sibem, la società dell’interporto, controllata per il 90% del gruppo Percassi. Le motivazioni presentate sono state un paio: il contenzioso con la proprietà delle aree su cui doveva sorgere l’opera (cioè Sancinelli della Montello Spa) e poi il no da parte delle ferrovie ad autorizzare l’apertura del raccordo ferroviario. Questa storia, durata quasi trent’anni, volta a realizzare un centro intermodale per lo scambio gomma-ferro qui dalle nostre parti, sembra così concludersi in modo francamente buffonesco. La prima idea di interporto (anni Ottanta) riguardava un’area gigantesca di oltre 1.000.000 di mq, dalla Montello fino quasi alla Cantalupa; poi sono venuti a più miti consigli, soprattutto in seguito all’opposizione popolare. Ma tutto il quadro politico provinciale (con la sola eccezione di Rifondazione Comunista), finanziario, sindacale, mediatico era strafavorevole, e accusava di essere dei retrogradi coloro che - come noi - denunciavano l’assurdità del progetto. A metà degli anni Novanta arrivò pure il finanziamento pubblico (circa 28 miliardi di vecchie lire) e nel 1999 il parere favorevole del ministero dell’ambiente (allora ne era ministro il “verde” Edo Ronchi, bergamasco). Tutto sembrava in dirittura d’arrivo. Verso la fine del 1999 il Comune di Albano Sant’Alessandro indisse un referendum, con l’intenzione – almeno da parte del sindaco di allora – di aggiungere un’investitura popolare a tutta l’operazione. Fu però un fallimento, perché i cittadini – dopo la campagna di contronformazione da parte dei comitati popolari locali - votarono in massa per il No. Che senso aveva infatti fare un’opera di scala regionale per spostare il traffico dalla strada alla ferrovia, in corrispondenza di un tratto ferroviario periferico e obsoleto? Ciò nonostante, quattro anni dopo, la Regione Lombardia, formigoniana (centrodestra più Lega Nord) approvava l’ultimo progetto, quello più contenuto, in buona parte sulle aree della ex acciaieria, diventata nel frattempo “rifiuteria”, situata nel territorio del comune di Montello e in quelle contigue di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro. Visto l’affare, la Sibem veniva rilevata dal gruppo Percassi. Sembrava tutto pronto: un finanzierie d’assalto, soldi pubblici disponibili e il nuovo breve tratto variante alla S.S. 42 da Albano a Trescore – indispensabile per l’interporto – in dirittura d’arrrivo. Quando questa variante divenne realtà, alla fine del 2012, la Sibem ha fatto partire il bando di gara – europeo! - per la realizzazione del progetto con un investimento previsto di circa 100 milioni di euro, per il quale però la società dell’interporto metteva a disposizione non più di 21,4 milioni di euro, cioè quelli (e solo quelli!) del finanziamento statale. L’entusiasmo della cordata politico-mediatico-finanziaria è stato in questa occasione meno unanime, sia a causa della crisi economca, sia perché il procedere della costruzione dell’autostrada Bre.Be.Mi. nella bassa bergamasca ha spostato in quella direzione le dinamiche speculative. E così, invece della conclusione del bando di gara, è arrivato… lo scioglimento della Sibem. Trent’anni di pile di carta, fotocopie, delibere, migliaia di articoli e panegirici per arrivare alla conclusione miserevole che… non c’è l’autorizzazione per il raccordo ferroviario, cioè manca la base di tutto! Avessero ascoltato i cittadini e i comitati popolari si poteva risparmiare un bel po’ di menate. Che fine faranno i 21 milioni di finanziamento statale? Questo ci preoccupa non poco, perché potrebbe dar luogo ad altre telenovele altrettanto idiote per altre speculazioni. Noi abbiamo detto in più occasioni che quei soldi si dovrebbero investire per fare ben altro, cioè un metrò sulla stessa linea, da Montello a Ponte San Pietro. E su questo torneremo in un’altra occasione. Nel frattempo - con lo scioglimento della Sibem - ci permettiamo di festeggiare - con discrezione e comunque sempre vigili! - quella che consideriamo una vittoria. (cfr. L’Eco di Bergamo, 24.01.14: qui)

Interporto di Montello, precedenti: qui


(26.07.13) MONTELLO. LA PROVINCIA ESCE DALLA SOCIETA’ DELL’INTERPORTO

La Giunta provinciale ha annunciato nei giorni scorsi il ritiro della partecipazione dalla Sibem, la società dell’Interporto Bergamo Montello, in quanto giudicata “non strettamente necessaria per il perseguimento delle finalità istituzionali della Provincia”. Anche il Consiglio provinciale ha votato il 15 luglio scorso un primo atto che prelude alla messa in vendita delle quote societarie pari al 2.95% del capitali sociale, corrispondenti a 262.161 euro. Gli assetti societari attuali della Sibem sono così strutturati: 90.90% (8 milioni di euro circa) alla Stilo Immobiliare del finanziere Percassi, Cobe (Comune di Bergamo) 4.81% (426.000 euro), Trenitalia 0.56% (circa 50.000 euro) e 0.77% la Camera di Commercio (68.000 euro circa). Come è noto nel frattempo è in corso di spoglio del domande del bando per la realizzazione dell’interporto. L’assegnazioni dei lavori è prevista per settembre, anche se tutto questo appare solo come un tentativo per mantenere i 20 milioni di finanziamento pubblico stanziati per l’opera nel 1997. Abbiamo già chiesto in più occasioni che questo stanziamento venga indirizzato verso opere utili e urgenti quali l’ammodernamento della rete ferroviaria e del trasporto su ferro locale nel suo complesso, in alternativa ad un’opera inutile che trova sempre meno sostenitori. (cfr. L’Eco di Bergamo 10.07.13: qui)

Interporto di Montello, le nostre precedenti info: QUI


(10.07.13) MONTELLO. VICEMINISTRO E FOLLA DI POLITICI PER LO SPOT DELLA MONTELLO SPA

Una delegazione trasversale di parlamentari e consiglieri regionali con in testa un viceministro ha partecipato a una visita presso gli impianti di trattamento rifiuti e recupero energetico della Montello Spa. Di fatto si è trattato di una vera e propria promozione mediatica dell’azienda, proprio mentre è in corso il tormentato iter autorizzatorio della richiesta di ampliamento avanzata nel 2012. Vi hanno partecipato il viceministro Marco Flavio Cirillo (Pdl ), il presidente del Copasir on. Giacomo Stucchi (Lega Nord), il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) e ben cinque esponenti M5s, ossia gli on. Massimo de Rosa, Mirko Busto, Stefano Vignaroli, Ferdinando Alberti e il consigliere regionale Dario Violi. La stampa e i blog (vedi fra tutti L’Eco di Bergamo 09.07.13) hanno dato risalto alle dichiarazioni entusiastiche dei componenti della delegazione: “Vorrei riempire l’Italia di impianti come questo” (Cirillo); “Si tratta di un circolo virtuoso, la direzione giusta in cui andare” (Scandella); “Un buon impianto, in questo modo gli inceneritori non avranno motivo di esistere” (Violi), dimenticando quest’ultimo che fra le produzioni della Montello Spa vi è anche il combustibile da rifiuti per inceneritore (cdr). Particolarmente soddisfatti i promotori dell’incontro, cioè l’associazione Amici della terra che nel panorama dell’ambientalismo italiano si segnala per le sue posizioni fortemente concertative e, almeno un tempo, pure filo-inceneritorie. Nessun accenno ai problemi che sta incontrando la richiesta di ampliamento della Montello Spa, cui si sono opposti - chiedendone modifiche radicali - sia i comitati locali sia l’associazione Medicina Democratica-Movimento di lotta per la salute che ne hanno evidenziato i pesanti limiti in relazione all’impatto sul territorio e alla incongruenza rispetto al Piano provinciale dei rifiuti. Si ricorda così che, a seguito delle prescrizioni del Settore Ambiente della Provincia di Bergamo, la Montello Spa ha già provveduto nel febbraio scorso a sostituire quello iniziale con un secondo progetto dove viene ridotta da 410.000 a 310.000 ton./annue la quantità massima di rifiuti che si intendono movimentare (invece delle 210.000 attuali), in quanto l’azienda rinuncia a trattare 100.000 ton./annue di fanghi da depurazione. Seppure più contenuto, rimane comunque un aumento del 50% delle quantità di rifiuti da movimentare che trova ancora scarse giustificazioni in relazione al Piano provinciale e le cui ricadute sul territorio circostanze suscitano ancora dubbi e timori, per non parlare dei vari problemi che si sono riscontrati nel corso degli anni nel rapporto fra l’impianto della Montello Spa con il territorio. Nessun contributo di approfondimento è venuto dalla “gita” alla Montello dei rappresentanti istituzionali. C’è stato solo uno spot per l’azienda. A questo ruolo hanno ridotto la “politica” i partiti - vecchi o nuovi - presenti nel parlamento attuale?

Precedenti info, in questo tag: qui


(08-09.06.13) MONTELLO. GIORNATE CULTURALI MAROCCHINE A MONTELLO

* Sabato 8 e domenica 9 giugno presso area feste di Montello vicino al comune

SABATO 8 GIUGNO, ORE 16.oo-23.00 e DOMENICA 9 GIUGNO, ORE 16.oo-22.oo: - Musica dal vivo - cucina marocchina (spiedini, cous-cous, the alla menta) - mercatino di kaftan (vestiti tradizionali femminili) - animazione per bambini. Locandina: qui

DOMENICA 9 GIUGNO, ORE 10.oo-13.oo, presso sala comunale di via Brevi 2 (municipio): “Nuovi italiani: presente e futuro”, tavola rotonda con Dr.ssa Maryan Ismail (docente di antropologia delle religioni e dell’immigrazione), Dr. Marco Sironi, militante del movimento antirazzista e per i diritti degli immigrati, Daoudagh Majid, attivista per i diritti dell’uomo. Saranno presenti i signori sindaci dei comuni di Montello, Trescore e Gorlago, attivisti sociali e politici. Locandina: qui

A cura: Associazione Essalam. Per informazioni: Adil 3338939101 - 3355493207


(26.04.13) MONTELLO. AMPLIAMENTO DEL CENTRO RIFIUTI. LA MONTELLO SPA RINUNCIA AL CONFERIMENTO DI 100.000 TONNNELLATE ANNUE DI FANGHI DA DEPURAZIONE

In data 20 aprile la Montello Spa ha comunicato ufficialmente di aver presentato alla Provincia di Bergamo una nuova istanza di “modifica sostanziale” del precedente piano di ampliamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, che prevedeva di portare la quantità dei rifiuti trattati da 210 mila tonnellate annue a 400 mila.
Con una nuova istanza di autorizzazione, derivata evidentemente dalle prescrizioni avanzate dall’ufficio della Provincia di Bergamo-Settore ambiente in parziale sintonia con alcuni dei contenuti delle osservazioni presentate in particolare dal comitato Cittadini per l’ambiente di Montello, dalla lista di minoranza Vivere Montello e dal tecnico Marco Caldiroli per conto di Medicina Democratica Movimento di lotta per la Salute, la Montello Spa - secondo quanto comunica - rinuncia rispetto al progetto originario:
• alla realizzazione del “nuovo impianto di trattamento termico/essicazione fanghi con inserimento nuovi codici CER” per t/anno 110.000.
• all’utilizzo dei fanghi derivanti dall’impianto di trattamento termico/essicazione non più realizzato nella “Attività miscelazione rifiuti non pericolosi (R3-R12-R13)” per t/anno 35.000.
Consegue da tali rinunce una “riduzione della potenzialità della piattaforma portando i quantitativi massimi di rifiuti conferibili su base annua da 410.00 t. a 300.000 t”. Si ricorda che allo stato attuale la Montello è autorizzata a trattare 210.000 tonnellate annue.
Vengono invece confermate le altre modifiche e potenziamenti agli impianti di trattamento rifiuti e recupero energetico secondo quanto previsto nell’istanza presentata alla Provincia alla fine dell’ottobre 2012.
Il nuovo progetto dell’opera, lo studio di impatto ambientale e la sintesi non tecnica saranno consultabili a breve in www.silvia.regione.lombardia.it. Entro il 18 giugno cittadini, enti e associazioni potranno presentare ulteriori osservazioni. I gruppi ambientalisti locali si incontreranno nei prossimi giorni per valutare la documentazione.

Cfr. Avviso al pubblico della Montello Spa 20.04.13 (qui); Verbale conferenza dei servizi del 06.02.13 (qui); Nota della Provincia di Bergamo-Settore Ambiente-Servizio produzione e trasporto energia del 07.03.13 (qui)

Le nostre precedenti info: qui


(18.04.13) INTERPORTO DI MONTELLO. A CHE PUNTO SIAMO CON LA GARA D’APPALTO. RASSEGNA STAMPA

Un progetto ideato nella prima repubblica, finanziato e progettato nella seconda, avviate ora – terza repubblica – le pratiche per la sua costruzione. E’ questo in sintesi la storia dell’interporto di Montello, di cui la stampa (ma solo L’Eco di Bergamo) si è occupata la scorsa settimana a proposito della conclusione della gara d’appalto indetta allo scadere dell’anno 2012 dalla Sibem – la società dell’Interporto Bergamo-Montello controllata per il 90% dal ben noto finanziere Antonio Percassi. Eppure mai come in questo momento è stata così ampia la contrarietà al progetto e d’altro canto così mosci gli entusiasmi dei sostenitori a prescindere. La stessa Sibem aveva già messo le mani avanti facendo presente nel bando di essere impegnata “in contenziosi di rilevante entità economica”, tanto che “l’esito negativo di essi è suscettibile di generare impatti sostanziali sui presupposti della procedura, impedendone la prosecuzione” (cfr. L’eco di Bergamo, 09.04.13). Inoltre, per arrivare ai 100 milioni necessari per tutta l’opera ne mancherebbero ben 80, avendo la Sibem a disposizione solo quelli del finanziamento pubblico risalente al 1996, cioè 28 miliardi di lire ora diventati con gli interessi 21 milioni di euro. Tale disponibilità ha però tempi non lunghi, perché la scadenza è al 30 giugno 2015. Andare oltre, per la Sibem, significherebbe rischiare di perdere tutto. Ventidue sono comunque state le offerte per il bando di gara, ma per sapere chi realizzerà effettivamente l’Interporto di Montello bisogna aspettare fino all’autunno (cfr. L’Eco di Bergamo, 11.04.13). La stampa ha riportato delle posizioni di contrarietà del Presidente della Provincia Ettore Pirovano, che – favorevole all’interporto di Treviglio/Caravaggio – ha annunciato l’intenzione di far uscire la sua amministrazione dalla Sibem, del sindaco di Albano Maurizio Dionisi e del vice-sindaco di Montello Celestino Bianchi. Quest’ultimo, in predicato una decina di anni fa di diventare presidente della Sibem, ha ricordato ora che “per quanto riguarda gli oneri di urbanizazione, il Comune di Montello era ricorso al Tar, che ci ha dato ragione perché non sono mai stati versati come invece prevedono i regolamenti dopo il via libera al progetto”. “In ballo – precisa il Bianchi – ci sono circa 2 milioni di euro”, mentre “in merito ai terreni, si tratta di aree pubbliche in possesso di Sibem, che non sono ancora state saldate perché è in corso un contenzioso pendente al Tar, che ha nominato un Ctu per la definizione del prezzo”. Sappiamo bene che in questi tempi di crisi un po’ di milioni che si riversano per il tramite dell’interporto sulla asfittica economia locale possono essere visti come manna dal cielo da qualcuno. Ma è uno scandalo gigantesco sprecare 21 milioni per un’opera inutile, anacronistica, bocciata peraltro sonoramente dal referendum popolare di Albano Sant’Alessandro nel 1999. Ci sono altre cose, quelle utili, da fare, come investire per potenziare la nostra linea ferroviaria e il trasporto su ferro nella nostra zona con l’introduzione di mezzi alternativi quali metropolitane di superficie. D’altro canto ormai tutti sanno perfettamente che dalle opere inutili di benefici economici ne vengono ben pochi ai comuni mortali, mentre molto più consistenti risultano il malaffare e le devastazioni ambientali che ne conseguono e che poi ricadono - pesantemente - su tutti.

Interporto e dintorni, le nostre precedenti info: qui


Pagina successiva »