* Giovedì 15 dicembre,dalle ore 14.00, presidio anti-sfratto in Via Milano 2 a Martinengo (info tel. 3345086230 - Davide)

Giovedi 15 Dicembre a Martinengo, l’ufficiale giudiziario e forze dell’ordine tenteranno di eseguire lo sfratto della famiglia di Youssef: un invalido al 75% che vive con moglie e 2 (due) figli minorenni. A causa dell’invalidità Youssef non può lavorare e la famiglia vive con i soldi della pensione di invalidità. Per questo non è stato più possibile pagare l’affitto dell’appartamento. Le trattative avviate dagli attivisti di Unione Inquilini con l’Amministrazioni comunale di Martinengo non hanno prodotto alcun risultato. Il sindaco (Llega Nord) dichiara di non avere alcuna risorsa economica da spendere per aiutare la famiglia. Youseff ha fatto domanda per avere una casa popolare, è in buona posizione nella graduatoria comunale, ma, come succede sempre più spesso, gli alloggi gestiti dall’ALER di Bergamo non vengono assegnati perché privi di manutenzione per renderli abitabili. Nonostante il Papa si sia espresso tante volte invitando la politica a risolvere il problema dei poveri, nonostante si avvicini il Natale cattolico, sembra che a nessuno interessi la situazione della famiglia di Youssef. Per difendere il diritto alla casa e per esprimere solidarietà alla famiglia impoverita, saremo in presidio giovedi 15 dicembre, a partire dalle ore 14, a Martinengo in Via Milano n° 2.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(31.03.16) MARTINENGO (bg). MOBILITAZIONE PER FERMARE DUE SFRATTI

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Jamila a Martinengo in Via San Zeno 4

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Fadwa a Martinengo in Via F. Balicco 21

Due donne sole con figli minorenni da crescere e che, come tante famiglie, non riescono a pagare l’affitto. Con Jamila ci sono tre bambini, di 7, 4 e 3 anni; il più grande è affetto da sindrome di Kanner (autismo). Due i figli minorenni di Fadwa, di 12 e 4 anni.
Nella mattinata di giovedì 31 marzo è prevista l’uscita dell’ufficiale giudiziario per lo sgombero di entrambi i nuclei familiari senza che l’amministrazione comunale abbia individuato una soluzione alloggiativa alternativa.
Il comune di Martinengo, peraltro, è fra quei comuni hanno ritenuto di dover scegliere di rinunciare ad una propria politica abitativa.
Ci sono infatti nel territorio comunale 5 appartamenti di edilizia economico popolare ma da tempo risultano privi di manutenzione, quindi vuoti e ancora indisponibili per le famiglie che saranno sfrattate giovedì.
Altri 11 appartamenti di edilizia popolare sono stati “abbandonati” da Comune, che li ha prima “svuotati”, cioè sgomberati delle famiglie che vi abitavano, poi li ha messi in vendita ed ora attende da molto tempo improbabili acquirenti.
La crisi abitativa in corso, come abbiamo denunciato in più occasioni, non deriva solo dalla crisi economica, ma è il portato di decenni di assenza delle istituzioni per garantire al diritto alla casa.
Questo spiega come mai nella nostra provincia cresca il numero degli sfratti e degli sgomberi con la forza pubblica e insieme cresca - paradossalmente - il numero di appartamenti di edilizia pubblica lasciati vuoti o, come nel caso di Martinengo e di altri comuni, semplicemente dismessi per fare cassa.
“La mobilitazione contro gli sfratti - dichiara Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini - per il nostro sindacato va di pari passo con la lotta per il rilancio di una politica del diritto alla casa e per contrastare le logiche di privatizzazione e smantellamento del patrimonio abitativo sottese a progetti quali la riforma regionale di Maroni, in corso d’opera”.
Giovedì 31 marzo dalle ore 8.30 saremo presenti Martinengo con due presidi paralleli in solidarietà alle due famiglie sfrattate: di fronte alla casa di Jamila, in Via San Zeno 4 e alla casa di Fadwa in Via F. Balicco 21. Facciamo appello alla solidarietà di tutte le persone sensibili.
(Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

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(31.03.16) MARTINENGO (bg). MOBILITAZIONE PER FERMARE DUE SFRATTI

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Jamila a Martinengo in Via San Zeno 4

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Fadwa a Martinengo in Via F. Balicco 21

Due donne sole con figli minorenni da crescere e che, come tante famiglie, non riescono a pagare l’affitto. Con Jamila ci sono tre bambini,  di 7, 4 e 3 anni; il più grande è affetto da sindrome di Kanner (autismo). Due i figli minorenni di Fadwa, di 12 e 4 anni.
Nella mattinata di giovedì 31 marzo è prevista l’uscita dell’ufficiale giudiziario per lo sgombero di entrambi i nuclei familiari senza che l’amministrazione comunale abbia individuato una soluzione alloggiativa alternativa.
Il comune di Martinengo, peraltro, è fra quei comuni hanno ritenuto di dover scegliere di rinunciare ad una propria politica abitativa.
Ci sono infatti nel territorio comunale 5 appartamenti di edilizia economico popolare ma da tempo risultano privi di manutenzione, quindi vuoti e ancora indisponibili per le famiglie che saranno  sfrattate giovedì.
Altri 11 appartamenti di edilizia popolare sono stati “abbandonati” da Comune, che li ha prima “svuotati”, cioè sgomberati delle famiglie che vi abitavano, poi li ha messi in vendita ed ora attende da molto tempo improbabili acquirenti.
La crisi abitativa in corso, come abbiamo denunciato in più occasioni, non deriva solo dalla crisi economica, ma è il portato di decenni di assenza delle istituzioni per garantire al diritto alla casa.
Questo spiega come mai nella nostra provincia cresca il numero degli sfratti e degli sgomberi con la forza pubblica e insieme cresca - paradossalmente - il numero di appartamenti di edilizia pubblica lasciati vuoti o, come nel caso di Martinengo e di altri comuni, semplicemente dismessi per fare cassa.
“La mobilitazione contro gli sfratti - dichiara Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini - per il nostro sindacato va di pari passo con la lotta per il rilancio di una politica del diritto alla casa e per contrastare le logiche di privatizzazione e smantellamento del patrimonio abitativo sottese a progetti quali la riforma regionale di Maroni, in corso d’opera”.
Giovedì 31 marzo dalle ore 8.30 saremo presenti Martinengo con due presidi paralleli in solidarietà alle due famiglie sfrattate: di fronte alla casa di Jamila, in Via San Zeno 4 e alla casa di Fadwa in Via F. Balicco 21. Facciamo appello alla solidarietà di tutte le persone sensibili.
(Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

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* Giovedì 14 gennaio dalle ore 8.00, PRESIDIO SOLIDALE in Via San Zeno 4 a Martinengo. Per info tel. 3463680766 (Davide) oppure tel. 3806933401 (Rita)

La famiglia di Jamila è in lista d’attesa per una casa popolare a Martinengo, dove da tempo ci sono 5 alloggi dell’Aler vuoti. Passano i mesi, ma non si è ancora trovato il tempo e il modo di metterli in condizioni di assegnarli. L’edilizia residenziale pubblica non è evidentemente fra le prime preoccupazioni delle autorità preposte. Anzi, a Martinengo continuano ad essere vuoti 5 alloggi e, per decisione del Comune, in vendita altri 11 alloggi. Di conseguenza la famiglia di Jamila, che da mesi attende di entrare nella casa popolare a cui ha diritto, giovedì dovrà ricevere ancora una volta la visita dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto dall’alloggio in cui abita attualmente. Jamila è vedova, vive con l’anziana madre e i tre figli, di uno, tre e cinque anni, quest’ultimo riconosciuto invalido perché affetto da”autismo infantile severo”. E’ davvero scandaloso che questa famiglia debba subire un’altra volta un’ingiuzione di sgombero, col rischio di essere sbattuta in strada in pieno inverno. L’Unione Inquilini chiama quindi alla mobilitazione solidale. Giovedì 14 gennaio, dalle ore 8.00, in Via San Zeno 4 a Marrinengo ci sarà un presidio per Jamila, sua madre e i suoi bambini. (Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683)

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(29.10.15) MARTINENGO. RIMANDATO AL 14 GENNAIO LO SFRATTO DI JAMILA

* L’Unione Inquilini denuncia lo scandalo degli alloggi pubblici lasciati vuoti o messi in vendita.

Ancora una volta, la terza, Jamila con la madre e i suoi tre bambini, di cui il più grande (5 anni) è affetto da “autismo infantile severo” e riconosciuto invalido al 100%, quest’oggi hanno subito nella loro abitazione di via San Zeno 4 a Martinengo la visita dell’ufficiale giudiziario e del proprietario dell’abitazione per l’esecuzione dello sfratto.
Presente dalle ore 13.30 anche un presidio solidale a cui hanno partecipato più di 30 persone, in maggioranza donne. Dopo una trattativa serrata e tesa tra la proprietà e l’Unione inquilini, per Jamila e i suoi familiari è stato concordato il rinvio dello sfratto al 14 gennaio 2016.
Come abbiamo precedentemente comunicato, la famiglia è in attesa di entrare in una casa popolare a seguito di regolare partecipazione al bando. Tale assegnazione continua però ad essere procrastinata nonostante nel comune di Martinengo ci siano 5 alloggi di edilizia residenziale pubblica, che però da tempo sono in attesa di manutenzione e pertanto tenuti vuoti.
“A questi 5 appartamenti - ricorda Davide Canto dell’Unione Inquilini - si aggiungono altri 11 alloggi di case popolari, inseriti nel piano vendita del Comune, ma ancora vuoti e lasciati al degrado perché probabilmente non si trovano acquirenti. E’ davvero scandaloso che - di fronte alla drammaticità della crisi alloggiativa in corso - ci siano svariati comuni oltre a Martinengo che lasciano gli alloggi pubblici vuoti o li mettano, peraltro inutilmente, in vendita!”(Unione Inquilini Bergamo, 29.10.15)

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(29.10.15) MARTINENGO. ANCORA SOTTO SFRATTO JAMILA, I SUOI BAMBINI E LA MADRE ANZIANA MENTRE CI SONO CASE POPOLARI VUOTE

* Giovedì 29 ottobre dalle ore 13.15, PRESIDIO SOLIDALE e CONFERENZA STAMPA in Via San Zeno 4 a Martinengo (per info tel. 3345086230 - Davide)

Per diverse famiglie l’esperienza traumatica dello sfratto per morosità non avviene una sola volta, ma può ripetersi anche a distanza (non lunga) di tempo. Questo perché la crisi economica continua a produrre i suoi effetti nefasti (riduzione dei redditi e disoccupazione. La situazione è però aggravata dalle politiche economiche di austerità che (con i tagli ai servizi sociali e più in generale al welfare) rendono più pesante la povertà a cui sono condannati strati sempre più ampi della popolazione.
Jamila vive insieme a tre figli (di uno, tre e cinque anni) ospite dall’anziana madre perché ha subito uno sfratto già un anno fa. Il più grande dei bambini, affetto di “autismo infantile severo”, è stato riconosciuto invalido al 100%. Purtroppo anche la madre è priva di reddito per pagare l’affitto, pertanto è stata raggiunta anche lei da ingiunzione di sfratto.
Nel confronto con i servizi sociali del comune di Martinengo, gli attivisti dell’Unione Inquilini hanno ottenuto l’impegno dell’Amministrazione comunale a erogare un contributo per il rinvio dello sfratto. Però il proprietario di casa, detentore di decine di alloggi nel territorio comunale, non ha ancora dato la sua disponibilità.
Nel frattempo Jamila è in lista di attesa per una casa popolare a Martinengo. Purtroppo, come succede sempre più spesso, in questo comune ci sono 5 (cinque) alloggi vuoti dell’Aler che devono essere rimessi in condizione di essere assegnati. Passa il tempo ma gli alloggi non vengono sistemati.
Giovedì 29 ottobre l’ufficiale giudiziario verrà a bussare ancora una volta alla casa di Jamila, della madre e dei tre bambini, per eseguire lo sgombero con l’ausilio della polizia. Per difendere il diritto alla casa e il diritto alla salute, l’Unione Inquilini ha indetto un presidio solidale dalle ore 13.15, in Via San Zeno 4 a Martinengo. Durante il presidio è indetta una conferenza stampa in cui accompagneremo i giornalisti intervenuti a visitare le case popolari tenute colpevolmente vuote mentre le persone vengono sbattute in strada.(Unioni Inquilini Bergamo, 28.10.15)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


Molto partecipato il presidio solidale antisfratto che è proseguito per tutta la mattinata di oggi per difendere la famiglia di Jamila dallo sfratto. Per ancora tre mesi Jamila, la madre anziana e i suoi tre bambini potranno rimanere nell’appartamento in cui abitano tuttora. Si spera, e faremo serrate pressioni in tal senso, che il comune si attivi nel frattempo per una soluzione abitativa alternativa. Non si può uscire dalla recessione imposta dall’Europa delle banche della finanza, non si potrà mai costruire l’Europa dei popoli se non si difende il diritto primario alla casa per tutti e tutte attraverso la mobilitazione e la lotta solidale concreta. Nei prossimi giorni di fine luglio, sono previste numerose esecuzioni di sfratti, concentrate in poche settimane perché poi tribunali ed avvocati andranno in ferie. L’Unione Inquilini è impegnata quotidianamente in una o più vertenze di questo tipo. Ringraziamo pertanto la delegazione del Comitato antisfratto Diritto alla casa di Brescia che stamattina è venuta a rafforzare il presidio antisfratto di Martinengo. (16.07.15 - Unione Inquilini Bergamo)

Le altre foto di stamattina: qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(16.07.15) MARTINENGO. ANCORA SOTTO SFRATTO JAMILA, I SUOI BAMBINI E LA MADRE ANZIANA

* Giovedì 16 luglio dalle ore 8.00, PRESIDIO SOLIDALE in Via San Zeno 4 a Martinengo (per info tel. 3463680766 - Davide)

Per diverse famiglie l’esperienza traumatica dello sfratto non avviene una sola volta, ma può ripetersi anche a distanza di tempo non lunga. Questo perché le politiche economiche e sociali ampliano, aggravano e tendono a rendere perenne l’emarginazione sociale a cui ormai sono condannati strati sempre più ampi della popolazione, ai quali viene negato il futuro.
Sfrattata un anno fa con i suoi tre figli (di uno, tre e cinque anni) Jamila ha potuto alloggiare a casa dell’anziana madre, anch’essa però priva di reddito sufficiente a pagarsi l’affitto, tanto che è stata raggiunta anche lei da ingiunzione di sfratto.
Nel confronto con i servizi sociali del comune di Martinengo, è stato trovato un impegno per reperire un alloggio alternativo, ma purtroppo la disponibilità di una nuova abitazione per il passaggio da casa a casa richiede ancora del tempo.
Giovedì 16 luglio l’ufficiale giudiziario verrà a bussare ancora una volta alla casa di Jamila, della madre e dei tre bambini; il più grande dei bambini, affetto di “autismo infantile severo”, è stato riconosciuto invalido.
“Allo stato attuale - scrive con allarme il dipartimento di Neuropsichiatria infantile - le condizioni personali e di salute del bambino rendono assolutamente inopportuno un allontanamento dal domicilio attuale in assenza di qualsiasi domicilio alternativo ed inevitabile collocazione in pronto intervento con smembramento della famiglia”.
Di questo sfratto è stato informato anche il Prefetto di Bergamo, affinché - date anche queste condizioni - scongiuri “lo sgombero della famiglia della signora Jamila”. Per difendere il diritto alla casa e il diritto alla salute, l’Unione Inquilini ha indetto un presidio solidale dalle ore 8.00 in Via San Zeno 4 a Martinengo. (13.07.15 - Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa. Precedenti info: qui



* Castelli Calepio, lunedi 17 giugno, dalle ore 8.30, in Via Carletti n. 19

* Romano di Lombardia, mercoledi 26 giugno, dalle ore 8.30, in Via Brambilla n. 9

* Bergamo, mercoledi 26 giugno, dalle ore 8.30, in via L. Einaudi n. 1

* Trescore Balneario, giovedi 27 giugno, dalle ore 8.30, due famiglie sfrattate in Via Brembati n. 27

* Calcinate, venerdi 28 giugno, dalle ore 8.30, in Vicolo Zerra n. 2

Per comunicazioni e per contribuire alle mobilitazioni antisfratto: tel. 339.7728683 - Fabio

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(06.05.13) MARTINENGO. FERMIAMO L’ENNESIMO SFRATTO DA CASA COMUNALE

* Martinengo, lunedì 6 maggio 2013, Via Piave 33, PRESIDIO ANTISFRATTO, dalle ore 8.30

Lunedi 6 Maggio 2013 a Martinengo è previsto lo sgombero della famiglia di Fatima dal suo alloggio. L’ennesimo sfratto da una casa comunale.
Fatima e il marito sono cittadini italiani, hanno 5 figli, di cui uno invalido (invalidità pari al 75%). Il marito è un operaio metalmeccanico presso la fabbrica “Exide” di Romano di Lombardia (ex Magneti Marelli). Abitano in una casa assegnata loro dall’Amministrazione comunale precedente a causa della loro difficile condizione sociale; infatti erano stati colpiti da un precedente sfratto per morosità e l’alloggio assegnato loro doveva servire per aiutare ad uscire dalla condizione di precarietà sociale. Le condizioni economiche e quelle della salute del figlio sono decisamente peggiorate.
La famiglia di Fatima tuttavia attualmente paga regolarmente il canone d’affito, non è morosa nei confronti del Comune.
Purtroppo la nuova amministrazione leghista ha deciso di vendere gli alloggi pubblici, sfrattando le famiglie che vi abitano, per fare cassa.
Inutilmente abbiamo chiesto al Comune che si facesse promotore della richiesta, indirizzata alla Prefettura di Bergamo, di una graduazione o interruzione dell’esecuzione forzata degli sfratti per permettere alle famiglie il passaggio da casa a casa.
Purtroppo l’ignavia istituzionale ha impedito fin’ora al sindaco di dare risposte alla gravissima emergenza abitativa.
Soltanto la mobilitazione solidale di tanti uomini e donne è riuscita ad impedire finora che l’ennesima famiglia venisse gettata in strada. Ora si tratta di continuare la lotta!

Per informazioni:  Unione Inquilini Bergamo c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


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