Alberto Bianchi e Francesco Macario, “L’occhio della storia - Il territorio di Lovere nel racconto delle immagini”, 2016

Il libro, che vede la sua pubblicazione dopo un lungo lavoro di ricerca, condotto dagli storici Alberto Bianchi e Francesco Macario, arricchisce ed amplia le conoscenze sulla cittadina del Sebino con documenti inediti e con una ricca iconografia. La presentazione, a cura degli autori, sarà sabato 10 dicembre alle ore 17.00 presso la Sala degli Affreschi dell’Accademia Tadini a Lovere. Introdurràl’incontro il Presidente dell’Accademia Tadini Roberto Forcella, il cui intervento sarà seguito dai saluti di Giovanni Guizzetti, sindaco di Lovere, e di Attilio Gualeni, Presidente del Lions Club Lovere, mentre le conclusioni saranno affidate a Marco Albertario, Direttore dell’Accademia Tadini. Il volume, edito nella Collana del Centro Civico Culturale di Lovere, inaugura la serie “Studi” nella quale troveranno posto le pubblicazioni comunali di formato maggiore.


(08.07.16) LOVERE. COSTITUZIONE DEL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA SEBINO-VALLE CAMONICA-VALLE SERIANA

A seguito dei gravissimi fatti avvenuti a Lovere lo scorso 28 maggio [cfr. qui - ndr] ed a Rovetta il 29 maggio [cfr. qui - ndr], le associazioni dichiaratamente democratiche e antifasciste del territorio promuovono la costituzione di un Coordinamento Antifascista Sebino-Valle Camonica-Valle Seriana.

Il coordinamento ha come scopo rincipale la promozione di eventi culturali e la ricostruzione di alcuni avvenimenti storici al fine di mantenere viva la memoria per contrastare la preoccupante crescita dei fenomeni celebrativi-rievocativi di nostalgici del fascismo e di richiedere alle forze dell’ordine la massima limpidezza nella difesa ed il rispetto della Carta costituzionale.

Invitiamo quindi la cittadinanza a partecipare all’iniziativa pubblica di presentazione del comitato che si terrà il giorno 8 luglio alle ore 20.45 a Lovere presso Biblioteca al Lido di Cornasola.

Per l’occasione verranno proiettati filmati e ascoltate testimonianze sui fatti di Lovere.

Verranno inoltre avanzate e discusse proposte per iniziative specifiche sul territorio e per attivare adesioni da parte di singoli cittadini, enti ed associazioni al comitato stesso. (Anpi - Il comitato promotore)

Locandina: qui


Ieri durante il presidio antifascista al cimitero di Lovere ho potuto vedere per la prima volta il monumento ai caduti della Guerra di Liberazione nel Loverese.
C’erano i nomi dei Tredici Martiri e degli altri partigiani della 53a Brigata Garibaldi. Nomi che mi avevano insegnato da quand’ero bambino, primo fra tutti quello del Ten. Eraldo Locardi, che mio padre aveva conosciuto di persona.
In questo cimitero, col pretesto di due repubblichini che vi sono sepolti, i neofascisti ieri, come l’anno scorso e il precedente, volevano venire a fare la loro provocazione, con tanto di saluti romani, di fasci littori, croci celtiche e i loro slogan disumani, accanto alle tombe e al monumento dei caduti della Resistenza
Altro che innocui vecchietti che portano fiori alla tomba, come ha provato a convincermi – senza molto impegno, per la verità - il funzionario della Digos che incontro da molti anni ad ogni manifestazione.
Per inscenare sul lungo lago di Lovere la commemorazione dei due militi della famigerata “Tagliamento” uccisi dai partigiani e per raggiungere poi il Cimitero, scortati dalle forze dell’ordine (come era successo per due anni di fila), ieri i fascisti sono arrivati dal lago con il battello.
La piazza di Lovere (dedicata ai 13 Martiri) e, su in alto, il piazzale antistante il cimitero erano presidiati dagli antifascisti, come pure il lago, su cui si era avventurato un piccolo motoscafo noleggiato dai nostri per diffondere canzoni e musiche della Resistenza.
Il battello dei fascisti, raggiunto dalla motovedetta delle forze dell’ordine, è stato presto fermato e fatto tornare a Pisogne da dove era partito.
Quest’anno niente parata fascista a Lovere, quindi.
(C’è stata ancora, invece, oggi al cimitero di Rovetta. Purtroppo)
I giornali hanno raccontato e descritto quanto successo ieri a Lovere con sgradevoli accenti ironici. E’ sull’antifascismo che è stata costruita la Repubblica italiana e scritta la sua Costituzione, e noi ci teniamo a ricordarlo, come pure a ricordare e onorare i nostri morti, contro i fascismi vecchi e nuovi che stanno prendendo piede e contro una classe dirigente che quella Costituzione si sta apprestando a stravolgere, per altre avventure, sotto il segno esplicito della volontà di prevaricazione. Se i media fanno dello spirito, significa che sono un pezzo di questo disegno. (maurizio m., 24.05.15)

Foto monumento ai Caduti della Resistenza loverese: qui


(23 - 24.05.15) LOVERE E ROVETTA. NO ALLE PARATE NEOFASCISTE! IN PIAZZA A LOVERE e ROVETTA

Contro le manifestazioni neofasciste in programma per questo fine settimana a Lovere e a Rovetta, partecipiamo e invitiamo a partecipare alle mobilitazioni promosse per il 23 e 24 maggio 2014.

SABATO 23 MAGGIO, LOVERE

  • Ore 14.00 - 18.00, Piazzale antistante il Cimitero, Mostra Antifascista in difesa della Costituzione Repubblicana (a cura L’Altra Europa Comitato Vallecamonica - Sebino)
  • Ore 15.00 - 17.00, Piazza 13 Martiri, Presidio Antifascista promosso dall’Anpi di Lovere (volantino), e dalle ore 17.00presentazione del libro di Angelo Bedotti “Banditen” presso la Libreria Mondadori in Piazza 13 Martiri (locandina)

DOMENICA 24 MAGGIO, ROVETTA

  • dalle ore 10.30, in Piazza Ferrari, Giornata di riflessione sui valori della Resistenza e sugli ideali della nostra Costituzione democratica. Con il coro Pane e Guerra e Corrado Guaita, partigiano deportato e sopravvissuto ad Auschwitz (a cura Anpi provinciale di Bergamo, associazione Ribelli della Montagna e Amministrazione comunale di Rovetta - locandina)


(25.05.14) LOVERE. BASTA CON LE PROVOCAZIONI FASCISTE A LOVERE

Riportiamo condividendolo e confermando tutto quanto vi è espresso - ieri eravamo a Lovere al presidio antifascista in Piazza 13 Martiri -  il comunicato della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista che denuncia la provocazione fascista che ieri si è verificata ancora una volta a Lovere con la protezione delle forze dell’ordine del governo Renzi-Alfano.

Il prefetto, il questore di Bergamo, le forze dell’ordine hanno consentito sabato 24 maggio2014 un’altra ignobile gazzarra fascista a Lovere.
Le polizia ha persino scortato per il paese un corteo non autorizzato e consentito ai fascisti di svolgere una cerimonia apologetica della Rsi al cimitero di Lovere, là dove sono sepolti i martiri della Resistenza loverese. Un ingente schieramento di polizia ha di fatto blindato la piazza dove si sono mobilitati gli antifascisti e ha spalleggiato i fascisti presidiando il cimitero.
I funzionari presenti hanno a più riprese negato che vi fossero in corso reati e ciò mentre i fascisti sfoggiavano cimeli repubblichini e saluti romani; in sostanza hanno tenuto un atteggiamento al limite della connivenza coi fascisti.
Il governo antipopolare Renzi-Alfano ha autorizzato lo svolgimento di questa manifestazione di ostentato stampo neofascista che da qualche tempo si tiene a fine maggio a Lovere in sfregio alla Costituzione e alle leggi della repubblica
Tutto ciò mostra come ai disegni a-democratici se non autoritari di questo governo corrispondano precisi intendimenti revisionisti, per mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e la democrazia e chi ha torturato e massacrato sotto le bandiere degli invasori e del nazi-fascismo.
Rifondazione Comunista di Bergamo chiama tutti i sinceri antifascisti alla massima vigilanza e mobilitazione per impedire il ripetersi di fatti così gravi e offensivi per la memoria di coloro che sono morti per consentire la nascita della nostra Repubblica democratica. (Bergamo, 24.5.14 - La segreteria provinciale di Rifondazione Comunista)

Alcune foto dal presidio antifascista di ieri: qui


(25.05.13) LOVERE. “FALSE COMMEMORAZIONI, NOSTALGIE VERE”. NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

* Sabato 25 maggio, dalle ore 14.00, Lovere, PRESDIO ANTIFASCISTA in Piazza XIII Martiri: “Via i fascisti dalle nostre strade!”

APPELLO. Ancora fascisti nel paese dei XIII Martiri Partigiani. C’è chi crede che la lotta contro il fascismo sia finita il 25 aprile 1945. I fatti e la storia dimostrano che non è così, tanto che oggi le nostre piazze e le nostre strade sono ancora infestate da loschi figuri che non si vergognano di richiamarsi a questa becera e triste ideologia. Loschi figuri che annaspano per tornare a galla con il pretesto della nostalgica commemorazione di due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. Vorrebbero farlo il 25 maggio sul lungolago di Lovere. Paese che ospita la stele in ricordo dei XIII Partigiani uccisi proprio dalla legione Tagliamento.
La legione Tagliamento si era resa responsabile di nefandezze, soprusi, violenze e rappresaglie contro le formazioni partigiane e la popolazione della zona. Quello che oggi questi fascisti celebrano sulle rive del lago non è solamente la memoria dei loro assassini morti, ma un’ideologia con cui l’Italia non è mai riuscita a saldare i conti, dall’amnistia all’MSI e dallo stragismo degli anni ‘70 fino agli squadristi del terzo millennio. Ideologia che viene riutilizzata ogni qualvolta al potere serve soffocare spinte al reale cambiamento. Lo vediamo oggi anche in Grecia dove formazioni dichiaratamente neonaziste, vedi Alba Dorata, forti della paura generata dalla crisi e della protezione degli apparati dello Stato, propongono finte soluzioni alle ricette della troika e alle politiche di austerità e macelleria sociale imposte dal capitalismo.
Di fronte a questa crisi il fascismo non può essere una soluzione, ma rappresenta una parte del problema.
Oggi come ieri i fascisti creano falsi nemici identificandoli sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale, nascondendo così l’unico reale conflitto che questa crisi ha palesato: quello tra sfruttati e sfruttatori. Oggi come ieri i fascisti riciclano parole d’ordine, temi, simboli, battaglie che a loro non appartengono e non sono mai appartenute, con il solo scopo di rendersi presentabili agli occhi di un’ opinione pubblica che invece è alla ricerca di un reale cambiamento e che ancora reagisce con un moto di ripulsa davanti alla parola “fascismo”. E’ così per esempio che personaggi dichiaratamente antifascisti come Che Guevara o Peppino Impastato, entrano nel calderone della loro iconografia distorta.
I fascisti attuali hanno imparato dai nonni il culto del capo, della forza, l’obbedienza cieca alle gerarchie di branco e l’uso politico di una violenza fatta di pestaggi, intimidazioni, sempre pronti a farsi forti con i più deboli e mai con i potenti. Il fascismo contemporaneo condivide con quello storico il mito della famiglia patriarcale - in cui un padre padrone ha diritto di imporre la sua volontà anche con la violenza - nega le libertà sessuali, i diritti delle coppie gay, il diritto ad autodeterminare le scelte riguardanti il corpo, dall’aborto all’eutanasia.
Il fascismo insulta la memoria storica di questo paese e dei partigiani che hanno combattuto per liberarlo: ieri li chiamava banditi, oggi traditori e assassini. Non esitano, i camerati che oggi fingono di piangere i loro morti, a sfregiare il ricordo della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, come è avvenuto il 25 aprile dello scorso anno alla stele dedicata ai 13 Martiri di Lovere.
Proprio la piazza intitolata ai 13 partigiani vorremmo diventasse simbolo di una nuova lotta di liberazione: dai partigiani abbiamo imparato che solo mettendosi in gioco in prima persona si conquista il diritto alla propria libertà e noi combattiamo contro un futuro fatto di precarietà, povertà e disoccupazione.
Essere antifascisti oggi vuol dire rifiutare una guerra tra poveri che avvantaggia sfruttatori, capitalisti e banchieri. Significa lottare contro ogni discriminazione di genere, di cultura, di provenienza nazionale. Significa portare avanti i valori della Resistenza e negare spazi di agibilità politica a tutti i fascismi, qualunque sia la maschera che di volta in volta indossano.
Essere antifascisti oggi vuol dire lottare ogni giorno per l’uguaglianza sociale, costruire luoghi, spazi e forme di socialità liberata da logiche autoritarie, difendere le proprie vite e i propri territori dalla speculazione e dallo sfruttamento.
Fino a quando questi spettri in camicia nera si aggireranno per le nostre strade richiamandosi a ideologie di violenza e repressione, siamo tutti chiamati a non abbassare la guardia e ad usare le nostre intelligenze e i nostri corpi per impedire ogni loro tentativo di tornare a galla. (20.05.13, Lovere, “Antifascisti camuni”)

  • Lovere, Sabato 25 maggio 2013 - PROGRAMMA:

Ore 14: ritrovo in piazza Tredici Martiri a Lovere per presidio e controinformazione.

Ore 18: aperitivo al Kag di Pisogne.

Ore 19.30: Cena a prezzo popolare al Kag di Pisogne.

Ore 21: Proiezione del documentario “Facevamo quello che dovevamo” sulla volante rossa, gruppo partigiano che operò anche dopo la liberazione. Saranno presenti alcuni compagni di Milano che lo hanno realizzato.

Ore 22: Concerto dei Tullamore (Irish Folk da Pavia).

(25.05.13) LOVERE. FOTO DAL PRESIDIO: QUI


(25.05.13) LOVERE. “FALSE COMMEMORAZIONI, NOSTALGIE VERE”. NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

* Sabato 25 maggio, dalle ore 14.00, Lovere, PRESDIO ANTIFASCISTA in Piazza XIII Martiri: “Via i fascisti dalle nostre strade!”

APPELLO. Ancora fascisti nel paese dei XIII Martiri Partigiani. C’è chi crede che la lotta contro il fascismo sia finita il 25 aprile 1945.  I fatti e la storia dimostrano che non è così, tanto che oggi le nostre piazze e le nostre strade sono ancora infestate da loschi figuri che non si vergognano di richiamarsi a questa becera e triste ideologia.  Loschi figuri che annaspano per tornare a galla con il pretesto della nostalgica commemorazione di due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. Vorrebbero farlo il 25 maggio sul lungolago di Lovere. Paese che ospita la stele in ricordo dei XIII Partigiani uccisi proprio dalla legione Tagliamento.
La legione Tagliamento si era resa responsabile di nefandezze, soprusi, violenze e rappresaglie contro le formazioni partigiane e la popolazione della zona. Quello che oggi questi fascisti celebrano sulle rive del lago non è solamente la memoria dei loro assassini morti, ma un’ideologia con cui l’Italia non è mai riuscita a saldare i conti, dall’amnistia all’MSI e dallo stragismo degli anni ‘70 fino agli squadristi del terzo millennio. Ideologia che viene riutilizzata ogni qualvolta al potere serve soffocare spinte al reale cambiamento. Lo vediamo oggi anche in Grecia dove formazioni dichiaratamente neonaziste, vedi Alba Dorata, forti della paura generata dalla crisi e della protezione degli apparati dello Stato, propongono finte soluzioni alle ricette della troika e alle politiche di austerità e macelleria sociale imposte dal capitalismo.
Di fronte a questa crisi il fascismo non può essere una soluzione, ma rappresenta una parte del problema.
Oggi come ieri i fascisti creano falsi nemici identificandoli sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale, nascondendo così l’unico reale conflitto che questa crisi ha palesato: quello tra sfruttati e sfruttatori. Oggi come ieri i fascisti riciclano parole d’ordine, temi, simboli, battaglie che a loro non appartengono e non sono mai appartenute, con il solo scopo di rendersi presentabili agli occhi di un’ opinione pubblica che invece è alla ricerca di un reale cambiamento e che ancora reagisce con un moto di ripulsa davanti alla parola “fascismo”. E’ così per esempio che personaggi dichiaratamente antifascisti come Che Guevara o Peppino Impastato, entrano nel calderone della loro iconografia distorta.
I fascisti attuali hanno imparato dai nonni il culto del capo, della forza, l’obbedienza cieca alle gerarchie di branco e l’uso politico di una violenza fatta di pestaggi, intimidazioni, sempre pronti a farsi forti con i più deboli e mai con i potenti. Il fascismo contemporaneo condivide con quello storico il mito della famiglia patriarcale - in cui un padre padrone ha diritto di imporre la sua volontà anche con la violenza -  nega le libertà sessuali, i diritti delle coppie gay, il diritto ad autodeterminare le scelte riguardanti il corpo, dall’aborto all’eutanasia.
Il fascismo insulta la memoria storica di questo paese e dei partigiani che hanno combattuto per liberarlo: ieri li chiamava banditi, oggi traditori e assassini. Non esitano, i camerati che oggi fingono di piangere i loro morti, a sfregiare il ricordo della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, come è avvenuto il 25 aprile dello scorso anno alla stele dedicata ai 13 Martiri di Lovere.
Proprio la piazza intitolata ai 13 partigiani vorremmo diventasse simbolo di una nuova lotta di liberazione: dai partigiani abbiamo imparato che solo mettendosi in gioco in prima persona si conquista il diritto alla propria libertà e noi combattiamo contro un futuro fatto di precarietà, povertà e disoccupazione.
Essere antifascisti oggi vuol dire rifiutare una guerra tra poveri che avvantaggia sfruttatori, capitalisti e banchieri. Significa lottare contro ogni discriminazione di genere, di cultura, di provenienza nazionale. Significa portare avanti i valori della Resistenza e negare spazi di agibilità politica a tutti i fascismi, qualunque sia la maschera che di volta in volta indossano.
Essere antifascisti oggi vuol dire lottare ogni giorno per l’uguaglianza sociale, costruire luoghi, spazi e forme di socialità liberata da logiche autoritarie, difendere le proprie vite e i propri territori dalla speculazione e dallo sfruttamento.
Fino a quando questi spettri in camicia nera si aggireranno per le nostre strade richiamandosi a ideologie di violenza e repressione, siamo tutti chiamati a non abbassare la guardia e ad usare le nostre intelligenze e i nostri corpi per impedire ogni loro tentativo di tornare a galla. (20.05.13, Lovere, “Antifascisti camuni”)


(07.02.12) SOVERE SI RECUPERA LA MALGA LUNGA. DIVENTERA’ UN MUSEO DEI PARTIGIANI

È stato presentato a Villa Milesi di Lovere, il progetto di ristrutturazione del museo-rifugio Malga Lunga a Sovere. Il simbolo della Resistenza dell’Alto Sebino e delle valli vicine tornerà a splendere, grazie a un maxi-intervento di restyling interno ed esterno, del costo complessivo di 500 mila euro.
Il museo-rifugio è visitato da oltre 10.000 persone all’anno, principalmente in primavera-estate. La Malga Lunga è stata il drammatico teatro della cattura di una parte della squadra di Giorgio Paglia, ufficiale della 53ª Brigata Garibaldi, il 17 novembre 1944.
Insieme al progetto di restauro, l’Anpi di Lovere ha presentato al pubblico «I sentieri della memoria», una cartina che raccoglie gli itinerari didattici dei luoghi della Resistenza loverese. Tre sentieri che ripercorrono le storie di alcuni dei protagonisti della 53ª Brigata Garibaldi. La mappa, oltre ai percorsi tracciati, al livello di difficoltà e alle informazioni tecniche, è arricchita da fotografie dell’epoca e da cenni storici dei fatti principali della Resistenza altosebina.
Il sentiero numero 1 è dedicato a Giovanni Brasi, il comandante Montagna, leader della 53ª Brigata Garibaldi. Parte da Lovere e arriva alla Capanna Rodari, sopra “I Ciar” a Ceratello, frazione di Costa Volpino. Era il luogo dove Montagna e i suoi cominciarono la Resistenza e dove vennero catturati i 13 martiri. Il sentiero numero 2 è intitolato ai fratelli Renato e Florindo Pellegrini, nome di battaglia Falce e Martello, fucilati il 21 novembre 1944 dai fascisti. Il percorso parte da Lovere e arriva sopra Bossico, alla cascina della Sfessa Alta sopra il monte Torrione. Il terzo sentiero si chiama Malga Lunga e sempre da Lovere giunge al rifugio, a 1.235 metri, passando per il Santuario della Madonna di Sovere. (da L’Eco di Bergamo, 07.02.12: qui)
La cartina è disponibile nella sede dell’Anpi, in via Mazzini 12 a Lovere. Info: 338.8153251.

Malga Lunga. Wikipedia: qui. Depliant Anpi 2011: qui. Le nostre foto 2009: qui