(22.05.15) INTERPORTO DI MONTELLO. A PROPOSITO DEI SOLDI (PUBBLICI) BUTTATI NEL CESSO

I media bergamaschi (per esempio, L’Eco di Bergamo 19.05.15: qui) nei giorni scorsi hanno informato non senza enfasi che il fallimentare progetto di interporto di Montello, cancellato dopo un iter durato quasi trent’anni, si lascia dietro debiti che ammontano a circa 11 milioni di euro, distribuiti fra le società pubbliche e private che hanno partecipato alla Sibem, la società dell’interporto, di cui è stata decisa la liquidazione. Di questi soldi una quota non piccola è costituita da fondi pubblici, cioè di tutti, come quelli della Cobe (la finanziaria del Comune di Bergamo), Provincia di Bergamo, Camera di Commercio, Trenitalia. Soldi pubblici che risultano così sperperati fra prebende ai consiglieri d’amministrazione, cause legali, deprezzamento delle azioni e quant’altro. Chi siano i responsabili di questi evidenti sprechi se lo chiedono anche alcuni politici, evidentemente già completamente immemori che il progetto di Interporto a Montello per decenni è stato entusiasticamente sostenuto da tutto il quadro politico (con la sola esclusione di Rifondazione Comunista), da tutte le associazioni imprenditoriali, nonché dai sindacati maggiormente rappresentativi. Per trent’anni le ragioni del buon senso provenienti dai comitati locali, dalle associazioni ambientaliste (come Italia Nostra), dai cittadini (che bocciarono seccamente l’interporto nel referendum di Albano Sant’Alessandro dell’autunno 1999), dalle amministrazioni locali sono state sistematicamente ignorate o aggirate. Curioso, anche se non originale, in questa operazione di annientamento delle istanze dei cittadini, il ruolo della Lega Nord che mentre a livello locale si diceva contraria, in Regione promuoveva tutti i provvedimenti che stravolgevano la legislazione precedente e aprivano la strada all’interporto, nonché a tante altre schifezze. Alla fine il progetto dell’interporto è fallito per conto suo, con i conseguenti sprechi che non poteva non tirarsi dietro un carrozzone tenuto in piedi per trent’anni. Come noto, siamo in tempi in cui il neoliberismo totalizzante considera il confronto con la democrazia espressa dai territori come una perdita di tempo e di denaro. La vicenda dell’interporto ci insegna invece che un po’ più di democrazia e un po’ meno di decisionismo avrebbero fatto risparmiare tempo e denaro. (22.05.15, Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina e Federazione di Bergamo)

Interporto di Montello, le nostre precedenti info: qui


(12.02.14) INTERPORTO DI MONTELLO E DINTORNI. LA LUNGA STORIA SEMBRA FINITA IN M….! GLIEL’AVEVAMO DETTO

Il 30 dicembre scorso l’assemblea dei soci ha messo in liquidazione la Sibem, la società dell’interporto, controllata per il 90% del gruppo Percassi. Le motivazioni presentate sono state un paio: il contenzioso con la proprietà delle aree su cui doveva sorgere l’opera (cioè Sancinelli della Montello Spa) e poi il no da parte delle ferrovie ad autorizzare l’apertura del raccordo ferroviario. Questa storia, durata quasi trent’anni, volta a realizzare un centro intermodale per lo scambio gomma-ferro qui dalle nostre parti, sembra così concludersi in modo francamente buffonesco. La prima idea di interporto (anni Ottanta) riguardava un’area gigantesca di oltre 1.000.000 di mq, dalla Montello fino quasi alla Cantalupa; poi sono venuti a più miti consigli, soprattutto in seguito all’opposizione popolare. Ma tutto il quadro politico provinciale (con la sola eccezione di Rifondazione Comunista), finanziario, sindacale, mediatico era strafavorevole, e accusava di essere dei retrogradi coloro che - come noi - denunciavano l’assurdità del progetto. A metà degli anni Novanta arrivò pure il finanziamento pubblico (circa 28 miliardi di vecchie lire) e nel 1999 il parere favorevole del ministero dell’ambiente (allora ne era ministro il “verde” Edo Ronchi, bergamasco). Tutto sembrava in dirittura d’arrivo. Verso la fine del 1999 il Comune di Albano Sant’Alessandro indisse un referendum, con l’intenzione – almeno da parte del sindaco di allora – di aggiungere un’investitura popolare a tutta l’operazione. Fu però un fallimento, perché i cittadini – dopo la campagna di contronformazione da parte dei comitati popolari locali - votarono in massa per il No. Che senso aveva infatti fare un’opera di scala regionale per spostare il traffico dalla strada alla ferrovia, in corrispondenza di un tratto ferroviario periferico e obsoleto? Ciò nonostante, quattro anni dopo, la Regione Lombardia, formigoniana (centrodestra più Lega Nord) approvava l’ultimo progetto, quello più contenuto, in buona parte sulle aree della ex acciaieria, diventata nel frattempo “rifiuteria”, situata nel territorio del comune di Montello e in quelle contigue di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro. Visto l’affare, la Sibem veniva rilevata dal gruppo Percassi. Sembrava tutto pronto: un finanzierie d’assalto, soldi pubblici disponibili e il nuovo breve tratto variante alla S.S. 42 da Albano a Trescore – indispensabile per l’interporto – in dirittura d’arrrivo. Quando questa variante divenne realtà, alla fine del 2012, la Sibem ha fatto partire il bando di gara – europeo! - per la realizzazione del progetto con un investimento previsto di circa 100 milioni di euro, per il quale però la società dell’interporto metteva a disposizione non più di 21,4 milioni di euro, cioè quelli (e solo quelli!) del finanziamento statale. L’entusiasmo della cordata politico-mediatico-finanziaria è stato in questa occasione meno unanime, sia a causa della crisi economca, sia perché il procedere della costruzione dell’autostrada Bre.Be.Mi. nella bassa bergamasca ha spostato in quella direzione le dinamiche speculative. E così, invece della conclusione del bando di gara, è arrivato… lo scioglimento della Sibem. Trent’anni di pile di carta, fotocopie, delibere, migliaia di articoli e panegirici per arrivare alla conclusione miserevole che… non c’è l’autorizzazione per il raccordo ferroviario, cioè manca la base di tutto! Avessero ascoltato i cittadini e i comitati popolari si poteva risparmiare un bel po’ di menate. Che fine faranno i 21 milioni di finanziamento statale? Questo ci preoccupa non poco, perché potrebbe dar luogo ad altre telenovele altrettanto idiote per altre speculazioni. Noi abbiamo detto in più occasioni che quei soldi si dovrebbero investire per fare ben altro, cioè un metrò sulla stessa linea, da Montello a Ponte San Pietro. E su questo torneremo in un’altra occasione. Nel frattempo - con lo scioglimento della Sibem - ci permettiamo di festeggiare - con discrezione e comunque sempre vigili! - quella che consideriamo una vittoria. (cfr. L’Eco di Bergamo, 24.01.14: qui)

Interporto di Montello, precedenti: qui


(26.07.13) MONTELLO. LA PROVINCIA ESCE DALLA SOCIETA’ DELL’INTERPORTO

La Giunta provinciale ha annunciato nei giorni scorsi il ritiro della partecipazione dalla Sibem, la società dell’Interporto Bergamo Montello, in quanto giudicata “non strettamente necessaria per il perseguimento delle finalità istituzionali della Provincia”. Anche il Consiglio provinciale ha votato il 15 luglio scorso un primo atto che prelude alla messa in vendita delle quote societarie pari al 2.95% del capitali sociale, corrispondenti a 262.161 euro. Gli assetti societari attuali della Sibem sono così strutturati: 90.90% (8 milioni di euro circa) alla Stilo Immobiliare del finanziere Percassi, Cobe (Comune di Bergamo) 4.81% (426.000 euro), Trenitalia 0.56% (circa 50.000 euro) e 0.77% la Camera di Commercio (68.000 euro circa). Come è noto nel frattempo è in corso di spoglio del domande del bando per la realizzazione dell’interporto. L’assegnazioni dei lavori è prevista per settembre, anche se tutto questo appare solo come un tentativo per mantenere i 20 milioni di finanziamento pubblico stanziati per l’opera nel 1997. Abbiamo già chiesto in più occasioni che questo stanziamento venga indirizzato verso opere utili e urgenti quali l’ammodernamento della rete ferroviaria e del trasporto su ferro locale nel suo complesso, in alternativa ad un’opera inutile che trova sempre meno sostenitori. (cfr. L’Eco di Bergamo 10.07.13: qui)

Interporto di Montello, le nostre precedenti info: QUI


(18.04.13) INTERPORTO DI MONTELLO. A CHE PUNTO SIAMO CON LA GARA D’APPALTO. RASSEGNA STAMPA

Un progetto ideato nella prima repubblica, finanziato e progettato nella seconda, avviate ora – terza repubblica – le pratiche per la sua costruzione. E’ questo in sintesi la storia dell’interporto di Montello, di cui la stampa (ma solo L’Eco di Bergamo) si è occupata la scorsa settimana a proposito della conclusione della gara d’appalto indetta allo scadere dell’anno 2012 dalla Sibem – la società dell’Interporto Bergamo-Montello controllata per il 90% dal ben noto finanziere Antonio Percassi. Eppure mai come in questo momento è stata così ampia la contrarietà al progetto e d’altro canto così mosci gli entusiasmi dei sostenitori a prescindere. La stessa Sibem aveva già messo le mani avanti facendo presente nel bando di essere impegnata “in contenziosi di rilevante entità economica”, tanto che “l’esito negativo di essi è suscettibile di generare impatti sostanziali sui presupposti della procedura, impedendone la prosecuzione” (cfr. L’eco di Bergamo, 09.04.13). Inoltre, per arrivare ai 100 milioni necessari per tutta l’opera ne mancherebbero ben 80, avendo la Sibem a disposizione solo quelli del finanziamento pubblico risalente al 1996, cioè 28 miliardi di lire ora diventati con gli interessi 21 milioni di euro. Tale disponibilità ha però tempi non lunghi, perché la scadenza è al 30 giugno 2015. Andare oltre, per la Sibem, significherebbe rischiare di perdere tutto. Ventidue sono comunque state le offerte per il bando di gara, ma per sapere chi realizzerà effettivamente l’Interporto di Montello bisogna aspettare fino all’autunno (cfr. L’Eco di Bergamo, 11.04.13). La stampa ha riportato delle posizioni di contrarietà del Presidente della Provincia Ettore Pirovano, che – favorevole all’interporto di Treviglio/Caravaggio – ha annunciato l’intenzione di far uscire la sua amministrazione dalla Sibem, del sindaco di Albano Maurizio Dionisi e del vice-sindaco di Montello Celestino Bianchi. Quest’ultimo, in predicato una decina di anni fa di diventare presidente della Sibem, ha ricordato ora che “per quanto riguarda gli oneri di urbanizazione, il Comune di Montello era ricorso al Tar, che ci ha dato ragione perché non sono mai stati versati come invece prevedono i regolamenti dopo il via libera al progetto”. “In ballo – precisa il Bianchi – ci sono circa 2 milioni di euro”, mentre “in merito ai terreni, si tratta di aree pubbliche in possesso di Sibem, che non sono ancora state saldate perché è in corso un contenzioso pendente al Tar, che ha nominato un Ctu per la definizione del prezzo”. Sappiamo bene che in questi tempi di crisi un po’ di milioni che si riversano per il tramite dell’interporto sulla asfittica economia locale possono essere visti come manna dal cielo da qualcuno. Ma è uno scandalo gigantesco sprecare 21 milioni per un’opera inutile, anacronistica, bocciata peraltro sonoramente dal referendum popolare di Albano Sant’Alessandro nel 1999. Ci sono altre cose, quelle utili, da fare, come investire per potenziare la nostra linea ferroviaria e il trasporto su ferro nella nostra zona con l’introduzione di mezzi alternativi quali metropolitane di superficie. D’altro canto ormai tutti sanno perfettamente che dalle opere inutili di benefici economici ne vengono ben pochi ai comuni mortali, mentre molto più consistenti risultano il malaffare e le devastazioni ambientali che ne conseguono e che poi ricadono - pesantemente - su tutti.

Interporto e dintorni, le nostre precedenti info: qui


(11.03.13) SAN PAOLO D’ARGON. IL SINDACO INTERVIENE SU INTERPORTO E RADDOPPIO CENTRO RIFIUTI

Nell’ultimo numero del quindicinale Araberara (che dal mese scorso ha cominciato ad occuparsi anche di San Paolo d’Argon) il sindaco del nostro paese prende posizione sull’interporto e sul centro rifiuti della Montello Spa. Rispetto alla prima questione, a quasi due mesi e mezzo dall’avvio da parte della Sibem Spa (la società dell’interporto) della procedura della gara d’appalto, il sindaco riconosce la realizzazione dell’interporto come “inutile e dannosa”. “Oggi questo progetto – dice Cortinovis – con la crisi che incombe non servirebbe più a nulla e si andrebbe così a deturpare una fetta di territorio per nulla”. L’impegno assunto è quello di “essere presenti al tavolo degli incontri”, cosa che – francamente - ci sembra un po’ poco data la gravità di questa operazione che sta incombendo sulla nostra zona. Molto diverso invece l’atteggiamento del sindaco riguardo il tema dell’ampliamento del Centro rifiuti della Montello Spa, che ricade nel medesimo comparto immediatamente a sud del territorio del nostro comune. “La proposta – secondo il nostro sindaco – può essere valutata (…). Chiederemo che ci sia una sorta di periodo di prova e solo al termine diremo se il raddoppio dell’insediamento produttivo è fattibile”. Al di là del fatto che ci è difficile immaginare “un periodo di prova” prima dell’investimento (!?), dalle parole del sindaco emerge una evidente disponibilità verso questo impianto, quando invece da parte delle forze ambientaliste locali (cfr. per esempio qui) è stato ribadito il diniego al progetto così come formulato, perché raddoppia la quantità di rifiuti da smaltire ponendosi ampiamente fuori della pianificazione provinciale, non garantisce affatto una diminuzione delle emissioni dannose, non “chiude” il ciclo produttivo con il completo recupero e i rifiuti trattati ma prevede ancora una quota consistente di residui da avviare proprio agli… inceneritori.

Cfr. Araberara, 08.03.13: qui

Interporto e Centro rifiuti, le nostre precedenti info: qui


(20.02.13) INTERPORTO E CENTRO RIFIUTI. IL VOLANTINO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA VALCAVALLINA DISTRIBUITO A MONTELLO

* La Montello Spa vuole raddoppiare i suoi impianti di trattamento rifiuti. La Sibem rilancia l’Interporto. FERMIAMO QUESTE OPERAZIONI. DIFENDIAMO L’AMBIENTE E LA SALUTE!

Il territorio del comune di Montello è tornato ad essere interessato da operazioni a grande impatto ambientale con il rischio di ricadute negative per la salute e per l’ambiente in tutta la zona.
Sono il progetto di ampliamento del centro rifiuti della Montello Spa e l’interporto di Montello, anch’esso rilanciato in questi giorni dalla Sibem.
Nel primo caso ci troviamo di fronte al raddoppio delle potenzialità del centro rifiuti della Montello Spa, con conseguente raddoppio dell’afflusso dei rifiuti, senza giustificazione nella pianificazione provinciale. Invece dell’asserito miglioramento degli impianti al fine della riduzione delle emissioni inquinanti, esiste il rischio fondato di un loro incremento.
Malgrado questi e numerosi altri elementi criticità, l’amministrazione comunale di Montello sembra intenzionata a dare via libera al progetto così come presentato.
Il “Comitato Cittadini per l’Ambiente” di Montello, insieme a Medicina Democratica, hanno dimostrato in modo approfondito i numerosi elementi negativi del progetto, chiedendone la bocciatura o una radicale cambiamento, per renderlo compatibile con una corretta politica dei rifiuti basata sul rispetto dell’ambiente e della salute.
Come non bastasse, anche l’Interporto di Montello, un progetto nato sotto l’egida di Formigoni, rischia di andare in porto, dal momento che la Sibem ha avviato il Bando di gara per cercare imprese costruttrici.
E’ un progetto negativo sotto il profilo ambientale, assurdo sotto il profilo trasportistico , destinato a rilasciare pesanti ricadute sul piano urbanistico e della vivibilità in tutta la zona. Un progetto bocciato sonoramente dai cittadini (come nel referendum di Albano del 1999) e imposto con un colpo di mano nel 2003 dalla Giunta Regionale Formigoni-Lega Nord, ma per il quale la Sibem ha a disposizione 20 milioni di euro di soldi pubblici (per un costo complessivo di 100 milioni).
Non si può sprecare denaro pubblico per un’opera inutile e fuori dal tempo, come hanno ammesso pure politici e amministratori che negli anni scorsi erano invece favorevoli.
Rifondazione Comunista si è sempre battuta a fianco dei comitati della zona per una politica del territorio e dell’ambiente e per contrastare le politiche affaristiche distruttive che hanno sempre avuto il loro impulso nella giunta regionale di Formigoni. Ora è tempo di voltare pagina. Anche con il voto. (17.02.13 - Prc/Valcavallina - Borgo di Terzo - Via Rivolta 1)

Volantino: qui

Su questi temi, le nostre precedenti info: qui


(17.01.13) INTERPORTO DI MONTELLO. D’AMICO (consigliere provinciale): E’ UN’OPERA DANNOSA

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea (e su quella italiana) l’avviso di gara per la realizzazione della struttura intermodale di Montello.
Il progetto dell’interporto di Montello prevede l’occupazione di una superficie complessiva di 300 mila metri quadri, il 50 per cento occupati dal terminal intermodale (115 mila di superficie fondiaria per i magazzini della logistica e 47 mila per i magazzini veri e propri)
da realizzare in project financing dal costo complessivo di circa 100 milioni da realizzare entro giugno 2015.
La società per l’interporto di Montello è una realtà detenuta al 90,9 per cento dalla Stilo immobiliare del Gruppo Percassi partecipata al 4,81 dalla Cobe (Comune di Bergamo), al 2,95 dalla Provincia di Bergamo, allo 0,77 dalla Camera di Commercio e allo 0,56 da Trenitalia.
Il progetto di interporto era stato bocciato da un referendum popolare che si era svolto ad Albano nel 1999. Nel 2003, contro la volontà delle popolazioni e delle amministrazioni di Albano e San Paolo, la giunta regionale lo aveva ripristinato.
L’ apertura della variante alla statale 42 ha condotto, dopo molti anni di rimozione, alla riproposizione del progetto che si colloca nei pressi di una obsoleta via ferrata a binario unico, la Lecco-Bergamo-Brescia.
Noi condividiamo con i cittadini del territorio interessato l’opinione che il progetto sia un’opera dannosa. Questo perché non favorisce la decongestione della viabilità provinciale e la fluidificazione dei trasporti interprovinciali. Al contrario, propone la cementificazione di un’area già fortemente antropizzata a scapito dell’ambiente e a vantaggio di pochi speculatori privati.
Infine, è totalmente incompatibile con la situazione economico-finanziaria attualmente vigente in Provincia e nei Comuni soci della società promotrice.
Con l’obiettivo di fermare questo progetto, abbiamo presentato una interpellanza in Consiglio provinciale. Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo (Prc, Pdci, Sd)


(04.02.13) MONTELLO. ASSEMBLEA PUBBLICA DEDICATA AL PIANO DI AMPLIAMENTO DEL CENTRO RIFIUTI DELLA MONTELLO SPA. SI DISCUTERA’ ANCHE DELL’INTERPORTO

Il comitato “Cittadini per l’Ambiente - Montello” ha promosso per lunedì 4 febbraio alle ore 21, una pubblica assemblea presso il Centro Polifunzionale di via Sant’Antonino 7 a Montello (bg). All’ordine del giorno la V.i.a. relativa al progetto di “Modifica sostanziale di un impianto di recupero (R1, R3, R12, R13) di rifiuti urbani e speciali non pericolosi sito in Comune di Montello”, richiesta il 30 ottobre scorso dalla Montello Spa. Interverrà Marco Caldiroli, tecnico ambientale, che ha presentato nelle scorse settimane - per conto di Medicina Democratica/Movimento di lotta per la salute - le “osservazioni” al progetto in cui si chiede “esito negativo” all’istanza del proponente o “una revisione radicale” del progetto stesso. Visto inoltre il recentissimo bando di gara della Sibem Spa per la realizzazione dell’interporto di Montello (nelle aree adiacenti agli impianti del centro rifiuti della Montello) il comitato relazionerà anche in merito a tale operazione, sulla quale negli anni scorsi hanno espresso la loro contrarietà comitati dei cittadini ed enti locali. Sono invitati all’assemblea i cittadini, le associazioni, le amministrazioni comunali e provinciale, le forze politiche. Per comunicazioni: Marina Zanelli tel. 333.8335319.

Montello, centro rifiuti e interporto, le nostre precendenti info: qui


(09.01.13) MONTELLO - ALBANO S.A. - S. PAOLO d’ARGON. E’ PARTITO IL BANDO DI GARA PER FARE L’INTERPORTO. E’ UNO SPRECO, UN’OPERA INUTILE E DEVASTANTE. FERMIAMOLO!

Finita e da poco operativa la variante alla statale 42, ecco spuntare il bando di gara per la realizzazione dell’interporto a Montello. La Sibem di Percassi, titolare del progetto, è giunta con un tempismo micidiale che però non ci ha sorpreso affatto.
Sorpresi - o per lo meno tali si dicono - invece i sindaci dei comuni interessati, cioè Albano Sant’Alessandro, Montello e San Paolo d’Argon.
Si erano dimenticati che la variante alla statale 42 aveva come contropartita l’interporto? Si erano dimenticati che per far partire i lavori dell’interporto era indispensabile che la Sibem avesse a disposizione la variante?
Questo i sindaci non possono ignorarlo. Sanno anche benissimo che il progetto di interporto, bocciato seccamente dal referendum popolare che si era svolto ad Albano nel 1999, era stato imposto nel 2003 contro la volontà delle popolazini e delle amministrazioni di Albano e San Paolo attraverso un colpo di mano della giunta regionale Forza Italia - An - Lega Nord.
Sanno anche che l’interporto è inserito d’ufficio negli strumenti urbanistici dei rispettivi comuni, come pure sanno che ci sono già gli atti per l’espropriazione dei terreni e che la Sibem ha a disposizione 14 milioni di finanziamento pubblico che possono essere messi a frutto solo se si fa l’interporto.
Senza la variante alla Statale 42, non poteva partire niente; finita la variante la Sibem fa quello che purtroppo allo stato attuale può fare, cioè aprire il bando di gara per costruire un’opera inutile dal punto di vista trasportistico e devastante per l’ambiente.
Malgrado queste nefaste prospettive, sembra che l’intendimento di qualcuna delle nostre amministrazioni comunali sia quello di stare alla finestra, con la speranza poco fondata che l’operazione naufraghi per conto suo.
Noi non la pensiamo così.
Poiché l’interporto di Montello è un’opera inutile per il sistema dei trasporti e devastante sotto il profilo ambientale; poiché è un progetto “fuori dal tempo” e non funzionale all’economia bergamasca (come sostengono ora anche coloro che negli anni scorsi erano favorevoli ); poichè per tale opera saranno sprecati soldi pubblici che invece potrebbero essere impiegati più assennatamente per porre rimedio - per esempio - al disastroso sistema dei trasporti ferroviari che penalizza migliaia di pendolari; per queste ragioni si deve intervenire ed operare con decisione per fermare la Sibem. E lo dobbiamo e possiamo fare soprattutto dal basso in quanto cittadini, come ci insegna la Valsusa.
Le amministrazioni comunali facciano la loro parte.
Per discuterne, confrontarci e mobilitarci contro le speculazioni e le devastazioni che minacciano anche il nostro territorio, riteniamo che l’assemblea sui temi dell’ambiente che è già stata indetta a Montello per il 4 febbraio prossimo, sia l’appuntamento più appropriato. (L’Alternativa - San Paolo d’Argon, tel. c/o maurizio 338.9759975)