(14.06.11) A DUE MESI DALLA LIBERAZONE DI ABOU ELKASSIM BRITEL

Sono passati due mesi dal giorno in cui Elkassim è uscito dal carcere marocchino di Kenitra.

E’ tornato a Bergamo e sta cercando di ricominciare una vita normale dopo 9 anni d’inferno.

Oltre al video della liberazione (14 aprile 2011), riportiamo gli ultimi link della rassegna stampa: Altrenotizie 08.05.11: qui; Bergamonews 28.04.11: qui

Tutte le nostre precedenti info: qui


(18.04.11) MAROCCO. LIBERO ABOU ELKASSIM BRITEL! E ANCHE NOI NE SIAMO STRACONTENTI!

“Con gioia confermiamo che giovedì 14 aprile alle 17.30 Abou Elkassim Britel è uscito dal carcere di Kenitra.Ci stiamo preparando a rientrare in Italia. Grazie di cuore per il sostegno e un caro saluto. Kassim e Khadija”. Questa la mail che abbiamo ricevuto poco fa da Anna Khadija a confermarci che Elkassim è finalmente libero! Kassim Britel, cittadino italiano di origine marocchina, residente a Bergamo, era stato arrestato in Pakistan nel 2002 e da qui, mediante una extraordinary rendition della Cia, trasferito in Marocco dove - a seguito di un processo farsa (2003) - subiva la condanna ad un lungo periodo di detenzione con l’accusa di concorso in attività terroristiche. Kassim risultava però del tutto estraneo a qualsiasi ipotesi di associazione sovversiva secondo l’inchiesta svolta dalla Magistratura italiana”. Grazie al provvedimento di grazia firmato dal re del Marocco, dopo sette anni, sei mesi e ventisette giorni di carcere (a cui vanno sommati i quattro mesi di reclusione illegale nei locali dei servizi segreti marocchini a Temara, prima del processo), dopo torture e privazioni di ogni sorta, l’incubo di Kassim è finito. Aspettiamo ora di poter abbracciare Kassim e la moglie Anna Khadija, che dal 2002 non ha mai smesso di lottare. Tutte le nostre info sulla vicenda di Elkassim Britel : 1 - 2 [Nella foto lo striscione de L'Alternativa che porteremo quando andremo a salutare Kassim e Khadija. Grazie a tutti quelli che si sono dati da fare per Elkassim. Di quelli che non hanno fatto nulla o gli hanno anche dato addosso senza sapere quello che dicevano ce ne occuperemo un'altra volta, se ne avremo il tempo e la voglia]

Rassegna stampa. Repubblica 18.04.11: qui; L’Eco di Bergamo 18.04.11: qui

(18.04.11) GRAZIE, VIK! Alla fine del 2007 linkammo su alternainsieme.net tutti i siti e blog che avevano riportato gli appelli di Khadija per Elkassim. Tra i vari siti - ce ne accorgiamo solo ora - c’era anche GuerrillaRadio di Vittorio Arrigoni, che allora non conoscevamo. Grazie, Vittorio!


(12.10.10) MAROCCO ANCORA VIOLENZA PER ELKASSIM BRITEL “Venerdì 8 o sabato 9 ottobre, alle sei del mattino, Abou Elkassim Britel subisce un trasferimento coatto dal carcere di Oukasha al carcere centrale di Kenitra. Privato dei suoi abiti, dell’orologio e di tutti gli effetti personali, Kassim viene fatto salire su una vettura con gli occhi bendati e, arrivato a Kenitra, buttato giù dal mezzo e duramente malmenato con calci e manganelli. Già malato e provato dagli anni di prigionia e tortura, viene chiuso in cella senza vestiti, senza cibo, senza letto e senza coperte, con i lividi e le ferite ancora doloranti. Ha fame, è stato derubato anche delle sue provviste di cibo. Domenica sera la moglie, non avendo più notizie di lui da giovedì, lancia l’allarme. Oggi, lunedì 11 ottobre, una delle sue sorelle riesce a fargli visita e ad incontrarlo. Kassim, in lacrime, racconta e chiede di esser visitato al più presto dall’Ambasciatore o dal Console”. ABOU ELKASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, è stato rapito in Pakistan dalla CIA nel 2002 (”extraordinary rendition”); ancora è detenuto in Marocco (scheda 2007: qui).

Cfr. il blog della moglie Anna Kadija: qui. Le nostre precedenti info su Elkassim: qui.


(16.02.10) ELKASSIM SOTTOSCRIVI LA LETTERA AL MINISTRO FRATTINI. Per chiedere che il ministro degli esteri affronti “la situazione che riguarda Kassim, di impegnarsi, con le modalità che Lei riterrà più opportune, affinché questo nostro cittadino possa uscire dal carcere in cui si trova ingiustamente recluso, e possa tornare a casa sua, a Bergamo, in Italia.” ABOU ELKASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, è stato rapito in Pakistan dalla CIA nel 2002 tramite una estraordinary rendition ed ancora oggi è detenuto in Marocco. Sottoscrivi in Facebook: qui. Il documento: qui. Le nostre precedenti info: qui

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(04.01.09) ELKASSIM BRITEL TERMINATO LO SCIOPERO DELLA FAME NEL CARCERE DI OUKASHA (MAROCCO) “Il 4 di gennaio 2010, - scrive Anna Kadijia, moglie di Elkassim - dopo 42 giorni, i detenuti islamici hanno concluso la loro azione di protesta. Si è impegnato il “responsabile della detenzione”, cioè chi segue l’andamento dei reparti nel carcere di Oukasha, superpopolato da circa 8.000 detenuti. I detenuti stanchi e dimagriti, preoccupati per lo stato di salute di alcuni di loro si sono sforzati di trovare un accordo. Hanno ottenuto l’apertura delle celle chiuse, la restituzione di buona parte degli oggetti confiscati, mentre in altra sede si discutono le altre richieste. Da parte loro un segno di serietà che si spera favorisca le ulteriori trattative. Eppure non sono tranquilla, ho sentito Kassim …” Leggi tutto in Kassimlibero.splinder: qui. Le nostre info sulla vicenda di A. Elkassim Britel: qui. Facebook: qui


(01.01.10) ELKASSIM BRITEL 39° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME “Silenzio sprezzante è la risposta dei responsabili marocchini alle richieste dei detenuti in sciopero della fame a Oukasha. Ieri sciopero della fame di solidarietà in tutte le altri carceri del paese, mentre le famiglie manifestavano fuori dal carcere. Sono ormai 8 i prigionieri in condizioni allarmanti. (…) Lunghi anni di sofferenze, di ingiustizie e vessazioni li spingono a continuare la loro azione di protesta. Chiedono inutilmente alla comunità internazionale che sia dato loro sostegno. Silvia Cattori ne ha scritto sul suo sito: Alcuni detenuti muoiono lentamente nell’indifferenza generale. 29 prigionieri marocchini vittime della follia post 11 settembre, consegnati a dei torturatori perché musulmani – fra di loro l’italo-marocchino Elkassim Britel [di Bergamo - ndr.], rapito dalla CIA, vittima delle extraordinary rendition – sono in sciopero della fame da 27 giorni in Marocco. Le loro vite sono in pericolo. 31.12.09″ Cfr. Kassimlibero.splinder: qui. Le nostre info sulla vicenda di A. Elkassim Britel: qui

(05.01.10) ELKASSIM BRITEL DA OGGI SU FACEBOOK IL GRUPPO “LIBERTA’ PER KASSIM”. Iscriviti: qui


(27.11.09) KASSIM BRITEL DI NUOVO IN SCIOPERO DELLA FAME Da martedì 24 novembre Abou Elkassim Britel, cittadino italiano detenuto ingiustamente in Marocco, è di nuovo in sciopero della fame. Kassim – così lo chiamano i suoi amici – ha deciso di rifiutare il cibo, assieme ad altri 26 detenuti islamisti del carcere di Oukasha, in Marocco, per protestare contro i continui abusi a cui sono sottoposti nella prigione i detenuti islamisti. L’ultimo episodio è avvenuto all’inizio della settimana: le guardie hanno perquisito le celle, sequestrando effetti personali e cibo portato dalle famiglie. Hanno lasciato in uno stato pietoso il reparto, dove i detenuti provvedono da soli alla pulizia. Kassim è a Oukasha per scontare quello che resta di una sentenza a nove anni di prigione, maturata dopo un processo farsa in cui Kassim, cittadino italiano, si è trovato accusato di terrorismo. La sua storia, di cui sono occupati il parlamento europeo e le principali associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani, è emblematica: con la piena consapevolezza delle autorità italiane, Kassim, arrestato in Pakistan nel 2002, è finito nel triatacarne del sistema delle extraordinary rendition organizzato dalla Cia, è stato torturato più volte. Su di lui, a Bergamo, era stata aperta un’indagine per terrorismo nel 1999, indagine poi archiviata senza alcuna condanna nel 2006. (da Carta.org 26.11.09) Su Ellkassim Britel cfr. anche le nostre precedenti info: qui


(07.09.09) ELKASSIM QUANTO SONO MISERABILI QUELLI DELLA LEGA! Il consigliere comunal-regionale leghista Daniele Belotti è tornato sulla vicenda Elkassim Britel e - a più di due anni di distanza - ha definito “ignobile” la richiesta di grazia alle autorità marocchine sostenuta nel 2007 anche dall’allora sindaco Roberto Bruni. Di Elkassim, cittadino italiano, di Bergamo, tuttora detenuto in Marocco dopo aver subito una “extraordinary rendition” per opera della Cia (nel 2002) e un processo farsa (nel 2003), proprio nel 2007 si era occupato il Parlamento Europeo, che in una sua risoluzione - votata ad ampia maggioranza, e quindi anche da buona parte dello schieramento moderato - aveva invitato “il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l’immediato rilascio di Abou Elkassim Britel”. La richiesta di grazia fu un atto doveroso verso un innocente (prosciolto peraltro da ogni incriminazione dalla magistratura italiana), e anche di rispetto verso il Parlamento Europeo. Stupida e ignobile è invece - secondo noi - l’uscita del consigliere regional-comunale leghista Daniele Belotti. Cfr. anche BergamoNews 07.09.09: qui. Le nostre info sul caso Elkassim Britel: qui

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L’American Civil Liberties Union (Aclu) e Alkarama for Human Rights si rivolgono al Relatore Speciale Onu sulla Tortura e a quello per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani affinché indaghino sulla vicenda di Elkassim Britel e sollevino il caso con i governi di Stati Uniti, Marocco, Pakistan e Italia. ABOU ELKASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, venne rapito in Pakistan dalla CIA nel 2002 ed ancora oggi è detenuto in Marocco. I comunicati dell’Aclu: 1 - 2. [Traduzione: qui]

Altre info: www.giustiziaperkassim.net, www.kassimlibero.splinder.com. Cfr. anche il nostro archivio: qui


(10.05.09) “EXTRAORDINARY RENDITION”  ELKASSIM E’ ANCORA IN PRIGIONE IN MAROCCO E NON STA BENE

Khadija, dal suo blog, informa dello stato di salute del marito Elkassim Britel, cittadino italiano, di Bergamo, vittima di una “rendition” della Cia e dal 2003 in un carcere del Marocco, pur essendo stato prosciolto da ogni accusa da un tribunale italiano. Ai parlamentari europei che si erano rivolti al ministro Frattini per chiedere di intervenire presso le autorità marocchine (vista anche una precisa risoluzione del Parlamento Europeo del 2007), il titolare della Farnesina ha risposto nei giorni scorsi mostrando di volersene lavare le mani (qui). Negli Stati Uniti, malgrado la doccia fredda di Obama sui temi delle rendition e delle torture, qualcosa si muove… (qui). Le nostre precedenti info: qui


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