(18.07.14) EXTRAORDINARY RENDITION, TORTURA. I GOVERNI CHIEDANO SCUSA AL NOSTRO CONCITTADINO ELKASSIM BRITEL. UNA PETIZIONE DA FIRMARE

Abou ElKassim Britel è stato l’unico cittadino italiano delle 135 persone note che hanno subito extraordinary rendition, cioè i rapimenti illegali operati dalla Cia, nell’ambito della “war on terrorism” condotta dopo l’11 settembre nel periodo dell’amministrazione. Di Elkassim, nostro concittadino di Bergamo, ci siamo occupati più volte (cfr. Alternainsieme.net: qui) e ne riassumiamo la terribile vicenda durata quasi un decennio.
Mentre si trovava in Pakistan per ragioni di lavoro, AlKassim Britel fu arrestato e imprigionato nel marzo del 2002. Del tutto innocente (un’indagine italiana sarebbe stata archiviata poco tempo dopo  per “totale insussistenza di elementi di accusa”), venne subito picchiato e torturato brutalmente. Dopo due mesi Britel venne consegnato alla Cia e con un aereo privato, registrato nel North Carolina, venne condotto illegalmente nel famigerato carcere segreto di Temara in Marocco, per esservi trattenuto in completo isolamento per oltre 8 mesi. Per tutto questo periodo venne ripetutamente torturato e minacciato, anche di morte, fino al punto di sottoscrivere una “confessione” che però non gli venne mai permesso di leggere.
Accusato di terrorismo, nel 2003 dopo un processo farsa venne condannato ad un lungo periodo di detenzione sulla base esclusivamente della “confessione” estorta sotto tortura. Il Governo italiano (Berlusconi 2), malgrado fosse perfettamente informato della rendition, del processo farsa e delle torture subite da Elkassim Britel in Pakistan e in Marocco, non fece nulla per aiutarlo.
Negli anni successivi, per sollecitare la liberazione di Elkassim Britel dalle carceri marocchine, sono state attuate, in Italia e all’estero, con l’impulso determinato dell’instancabile Anna Kadija, moglie di ElKassim Britel, numerose iniziative di denuncia e sensibilizzazione a cui hanno dato il loro contributo - tra numerosi altri dall’Italia, dall’Europa, dal Marocco e dagli Usa - anche il nostro compagno Ezio Locatelli (a partire da quando è stato parlamentare) e l’allora sindaco di Bergamo Roberto Bruni.
Solo nell’aprile del 2011, Britel è stato finalmente liberato dalla sua prigionia in Marocco ed è potuto rientrare in Italia, ma per lui e per la sua famiglia le sofferenze non sono ancora finite.
Da allora - scrive sul suo blog Anna Kadija - “giorno dopo giorno vedo Kassim soffrire, combattere i fantasmi della rendition, della tortura, della detenzione, cercare di costruire un nuovo percorso di vita e non è mai il momento giusto. Siamo sfiniti e ci sentiamo molto soli.(…) Dalla tortura non si torna, è un cancro che resta dentro e lavora nel buio. Viviamo in un paese dove si scrive e si commenta su infinite banalità, ma dove non esiste il reato di tortura, dove persone ancora muoiono per mano di servitori di uno stato autoritario e noncurante… e dove con l’islamofobia si genera paura.”
In questi ultimi giorni, per iniziativa dell’associazione statunitense “North Carolina Stop Torture Now”, impegnata da anni nella denuncia delle extraordinary renditions, si trova nel web una petizione che chiede ai governi implicati nella vicenda di Elkassim Britel- Usa, Marocco, Pakistan e Italia - di scusarsi.
“Il torto è stato fatto, purtroppo - dice Elkassim Britel - Quello che posso chiedere adesso è una qualche forma di riparazione, in modo che io possa avere un nuovo inizio e cercare di dimenticare, anche se non sarà facile … voglio scuse. È solo giusto dire che qualcuno che ha fatto qualcosa di sbagliato deve chiedere scusa”.

FIRMA LA PETIZIONE: QUI


[Traduzione: Al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al Re del Marocco Mohammed VI, al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Primo Ministro del Pakistan Nawaz Sharif.
Chiediamo che i quattro governi implicati negli abusi e nelle torture ai danni di Abou ElKassim Britel riconoscano ufficialmente come illegali il suo arresto, la detenzione e le torture subite, chiedano formalmente scusa del loro ruolo, e diano un adeguato risarcimento per i suoi anni di sofferenza.
Insieme al signor Britel, almeno 135 altre persone hanno subito extraordinary rendition della Cia nel periodo successivo all'11 Settembre. Le scuse e la giustizia sono attese da tempo, e noi vogliamo cominciare ora."]

LA VICENDA DI ELKASSIM BRITEL IN UN RECENTE SERVIZIO DI FRANCE24 (in francese). [Versione in arabo: qui]

Rassegna stampa. Repubblica.it 09.07.14: qui; Repubblica.it 09.07.14: qui; Algerie-Focus.com 13.07.14: qui

Sul caso ElKassim, le nostre precedenti info: qui


(13.02.13) PER LE “EXTRAORDINARY RENDITIONS” GIUSTIZIA NON E’ ANCORA FATTA. BERGAMO: IL CASO DI ABOU ELKASSIM BRITEL

Con extraordinary renditions (lett. “spedizioni straordinarie”) si designano i veri e propri rapimenti attuati dai servizi segreti statunitensi, specialmente durante l’amministrazione Bush, in nome della lotta al terrorismo e con la collaborazione illegale delle polizie di vari Paesi. In questi giorni si è tornato a parlare di questi crimini dopo le condanne intervenute in ordine al rapimento di Abu Omar. Ma non possiamo dimenticare il caso di Abou Elkassim Britel, cittadino italiano di origine marocchina, residente a Bergamo, per la cui liberazione negli anni scorsi anche Alternainsieme.net e “L’Alternativa- San Paolo d’Argon” si occuparono intensamente per ottenerne la liberazione dalle carceri marocchine.

Di seguito la dichiarazione odierna di Ezio Locatelli, già deputato e attualmente segretario provinciale Prc di Torino, con cui collaborammo nelle varie campagne per Elkassim.

“Ieri la Corte d’Appello di Milano ha condannato alcuni dirigenti del Sismi per aver preso parte al sequestro illegale dell’ex Iman Abu Omar operato in combutta con i servizi segreti statunitensi. Se per Abu Omar giustizia è stata fatta questo non si può dire per Abou Elkassim Britel, vittima innocente delle “extraordinary renditions”, così come per altri casi di rapimento operati dalla Cia in collaborazione con i servizi del nostro Paese.
Come ho più volte denunciato a livello parlamentare ci sono responsabilità che “non sono riferibili solo al ruolo dei servizi segreti” ma – come attestato da una risoluzione approvata dal Parlamento europeo responsabilità – che attengono anche al ruolo avuto dal Ministero degli interniì italiano dell’epoca (2002) in “costante cooperazione” con i servizi segreti stranieri in merito al caso di Abou Elkassim.
Elkassim, dopo anni di indicibili sofferenze oggi è libero ma privo di giustizia. Questa può solo venire dallo scoperchiamento di responsabilità che nessuno finora ha voluto perseguire. Troppo scomodo. È troppo chiedere che piena luce e giustizia sia fatta per tutti i casi di extraordinary rendictions che riguardano il nostro Paese, non solo per quanto riguarda il ruolo avuto dai servizi segreti ma ilruolo di copertura politica e istituzionale ad essi fornito. (Ezio Locatelli, Torino, 13 febbraio 2013)

Tutte le nostre info sul caso Abu Elkassim Britel (2007 - 2011): qui


(14.06.11) A DUE MESI DALLA LIBERAZONE DI ABOU ELKASSIM BRITEL

Sono passati due mesi dal giorno in cui Elkassim è uscito dal carcere marocchino di Kenitra.

E’ tornato a Bergamo e sta cercando di ricominciare una vita normale dopo 9 anni d’inferno.

Oltre al video della liberazione (14 aprile 2011), riportiamo gli ultimi link della rassegna stampa: Altrenotizie 08.05.11: qui; Bergamonews 28.04.11: qui

Tutte le nostre precedenti info: qui


(18.04.11) MAROCCO. LIBERO ABOU ELKASSIM BRITEL! E ANCHE NOI NE SIAMO STRACONTENTI!

“Con gioia confermiamo che giovedì 14 aprile alle 17.30 Abou Elkassim Britel è uscito dal carcere di Kenitra.Ci stiamo preparando a rientrare in Italia. Grazie di cuore per il sostegno e un caro saluto. Kassim e Khadija”. Questa la mail che abbiamo ricevuto poco fa da Anna Khadija a confermarci che Elkassim è finalmente libero! Kassim Britel, cittadino italiano di origine marocchina, residente a Bergamo, era stato arrestato in Pakistan nel 2002 e da qui, mediante una extraordinary rendition della Cia, trasferito in Marocco dove - a seguito di un processo farsa (2003) - subiva la condanna ad un lungo periodo di detenzione con l’accusa di concorso in attività terroristiche. Kassim risultava però del tutto estraneo a qualsiasi ipotesi di associazione sovversiva secondo l’inchiesta svolta dalla Magistratura italiana”. Grazie al provvedimento di grazia firmato dal re del Marocco, dopo sette anni, sei mesi e ventisette giorni di carcere (a cui vanno sommati i quattro mesi di reclusione illegale nei locali dei servizi segreti marocchini a Temara, prima del processo), dopo torture e privazioni di ogni sorta, l’incubo di Kassim è finito. Aspettiamo ora di poter abbracciare Kassim e la moglie Anna Khadija, che dal 2002 non ha mai smesso di lottare. Tutte le nostre info sulla vicenda di Elkassim Britel : 1 - 2 [Nella foto lo striscione de L'Alternativa che porteremo quando andremo a salutare Kassim e Khadija. Grazie a tutti quelli che si sono dati da fare per Elkassim. Di quelli che non hanno fatto nulla o gli hanno anche dato addosso senza sapere quello che dicevano ce ne occuperemo un'altra volta, se ne avremo il tempo e la voglia]

Rassegna stampa. Repubblica 18.04.11: qui; L’Eco di Bergamo 18.04.11: qui

(18.04.11) GRAZIE, VIK! Alla fine del 2007 linkammo su alternainsieme.net tutti i siti e blog che avevano riportato gli appelli di Khadija per Elkassim. Tra i vari siti - ce ne accorgiamo solo ora - c’era anche GuerrillaRadio di Vittorio Arrigoni, che allora non conoscevamo. Grazie, Vittorio!


(12.10.10) MAROCCO ANCORA VIOLENZA PER ELKASSIM BRITEL “Venerdì 8 o sabato 9 ottobre, alle sei del mattino, Abou Elkassim Britel subisce un trasferimento coatto dal carcere di Oukasha al carcere centrale di Kenitra. Privato dei suoi abiti, dell’orologio e di tutti gli effetti personali, Kassim viene fatto salire su una vettura con gli occhi bendati e, arrivato a Kenitra, buttato giù dal mezzo e duramente malmenato con calci e manganelli. Già malato e provato dagli anni di prigionia e tortura, viene chiuso in cella senza vestiti, senza cibo, senza letto e senza coperte, con i lividi e le ferite ancora doloranti. Ha fame, è stato derubato anche delle sue provviste di cibo. Domenica sera la moglie, non avendo più notizie di lui da giovedì, lancia l’allarme. Oggi, lunedì 11 ottobre, una delle sue sorelle riesce a fargli visita e ad incontrarlo. Kassim, in lacrime, racconta e chiede di esser visitato al più presto dall’Ambasciatore o dal Console”. ABOU ELKASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, è stato rapito in Pakistan dalla CIA nel 2002 (”extraordinary rendition”); ancora è detenuto in Marocco (scheda 2007: qui).

Cfr. il blog della moglie Anna Kadija: qui. Le nostre precedenti info su Elkassim: qui.


(16.02.10) ELKASSIM SOTTOSCRIVI LA LETTERA AL MINISTRO FRATTINI. Per chiedere che il ministro degli esteri affronti “la situazione che riguarda Kassim, di impegnarsi, con le modalità che Lei riterrà più opportune, affinché questo nostro cittadino possa uscire dal carcere in cui si trova ingiustamente recluso, e possa tornare a casa sua, a Bergamo, in Italia.” ABOU ELKASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, è stato rapito in Pakistan dalla CIA nel 2002 tramite una estraordinary rendition ed ancora oggi è detenuto in Marocco. Sottoscrivi in Facebook: qui. Il documento: qui. Le nostre precedenti info: qui

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(04.01.09) ELKASSIM BRITEL TERMINATO LO SCIOPERO DELLA FAME NEL CARCERE DI OUKASHA (MAROCCO) “Il 4 di gennaio 2010, - scrive Anna Kadijia, moglie di Elkassim - dopo 42 giorni, i detenuti islamici hanno concluso la loro azione di protesta. Si è impegnato il “responsabile della detenzione”, cioè chi segue l’andamento dei reparti nel carcere di Oukasha, superpopolato da circa 8.000 detenuti. I detenuti stanchi e dimagriti, preoccupati per lo stato di salute di alcuni di loro si sono sforzati di trovare un accordo. Hanno ottenuto l’apertura delle celle chiuse, la restituzione di buona parte degli oggetti confiscati, mentre in altra sede si discutono le altre richieste. Da parte loro un segno di serietà che si spera favorisca le ulteriori trattative. Eppure non sono tranquilla, ho sentito Kassim …” Leggi tutto in Kassimlibero.splinder: qui. Le nostre info sulla vicenda di A. Elkassim Britel: qui. Facebook: qui


(01.01.10) ELKASSIM BRITEL 39° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME “Silenzio sprezzante è la risposta dei responsabili marocchini alle richieste dei detenuti in sciopero della fame a Oukasha. Ieri sciopero della fame di solidarietà in tutte le altri carceri del paese, mentre le famiglie manifestavano fuori dal carcere. Sono ormai 8 i prigionieri in condizioni allarmanti. (…) Lunghi anni di sofferenze, di ingiustizie e vessazioni li spingono a continuare la loro azione di protesta. Chiedono inutilmente alla comunità internazionale che sia dato loro sostegno. Silvia Cattori ne ha scritto sul suo sito: Alcuni detenuti muoiono lentamente nell’indifferenza generale. 29 prigionieri marocchini vittime della follia post 11 settembre, consegnati a dei torturatori perché musulmani – fra di loro l’italo-marocchino Elkassim Britel [di Bergamo - ndr.], rapito dalla CIA, vittima delle extraordinary rendition – sono in sciopero della fame da 27 giorni in Marocco. Le loro vite sono in pericolo. 31.12.09″ Cfr. Kassimlibero.splinder: qui. Le nostre info sulla vicenda di A. Elkassim Britel: qui

(05.01.10) ELKASSIM BRITEL DA OGGI SU FACEBOOK IL GRUPPO “LIBERTA’ PER KASSIM”. Iscriviti: qui


(27.11.09) KASSIM BRITEL DI NUOVO IN SCIOPERO DELLA FAME Da martedì 24 novembre Abou Elkassim Britel, cittadino italiano detenuto ingiustamente in Marocco, è di nuovo in sciopero della fame. Kassim – così lo chiamano i suoi amici – ha deciso di rifiutare il cibo, assieme ad altri 26 detenuti islamisti del carcere di Oukasha, in Marocco, per protestare contro i continui abusi a cui sono sottoposti nella prigione i detenuti islamisti. L’ultimo episodio è avvenuto all’inizio della settimana: le guardie hanno perquisito le celle, sequestrando effetti personali e cibo portato dalle famiglie. Hanno lasciato in uno stato pietoso il reparto, dove i detenuti provvedono da soli alla pulizia. Kassim è a Oukasha per scontare quello che resta di una sentenza a nove anni di prigione, maturata dopo un processo farsa in cui Kassim, cittadino italiano, si è trovato accusato di terrorismo. La sua storia, di cui sono occupati il parlamento europeo e le principali associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani, è emblematica: con la piena consapevolezza delle autorità italiane, Kassim, arrestato in Pakistan nel 2002, è finito nel triatacarne del sistema delle extraordinary rendition organizzato dalla Cia, è stato torturato più volte. Su di lui, a Bergamo, era stata aperta un’indagine per terrorismo nel 1999, indagine poi archiviata senza alcuna condanna nel 2006. (da Carta.org 26.11.09) Su Ellkassim Britel cfr. anche le nostre precedenti info: qui


(07.09.09) ELKASSIM QUANTO SONO MISERABILI QUELLI DELLA LEGA! Il consigliere comunal-regionale leghista Daniele Belotti è tornato sulla vicenda Elkassim Britel e - a più di due anni di distanza - ha definito “ignobile” la richiesta di grazia alle autorità marocchine sostenuta nel 2007 anche dall’allora sindaco Roberto Bruni. Di Elkassim, cittadino italiano, di Bergamo, tuttora detenuto in Marocco dopo aver subito una “extraordinary rendition” per opera della Cia (nel 2002) e un processo farsa (nel 2003), proprio nel 2007 si era occupato il Parlamento Europeo, che in una sua risoluzione - votata ad ampia maggioranza, e quindi anche da buona parte dello schieramento moderato - aveva invitato “il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l’immediato rilascio di Abou Elkassim Britel”. La richiesta di grazia fu un atto doveroso verso un innocente (prosciolto peraltro da ogni incriminazione dalla magistratura italiana), e anche di rispetto verso il Parlamento Europeo. Stupida e ignobile è invece - secondo noi - l’uscita del consigliere regional-comunale leghista Daniele Belotti. Cfr. anche BergamoNews 07.09.09: qui. Le nostre info sul caso Elkassim Britel: qui

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