* Dalmine, presidio permante davanti al Comune (Piazza della Libertà 1): * Domenica 25 marzo, ore 13.00, meeting conviviale con cibo e bevande; * Lunedì 26 marzo dalle ore 14.00 incontro con l’Amministrazione comunale

Cresce la mobilitazione per Fatiha, donna sola con figlio, rimasta senza alloggio dopo essere stata espulsa da un alloggio di housing sociale (cfr. info precedenti). Anche nella giornata di oggi al presidio allestito davanti al Comune di Dalmine (Piazza della Libertà 1) hanno portato attestati di solidarietà compagne e compagni di diverse associazioni impegnate nel sociale, nonché una folta delegazione delle donne della comunità marocchina di Dalmine e dei paesi vicini. In una realtà come quella di Dalmine, dove nei prossimi mesi sono previsti numerosi sfratti per morosità incolpevole, o come quella di tuttala bergamasca, dove la crisi si fa sentire pesantemente, non possiamo accettare che il diritto alla casa e all’assistenza delle persone in difficoltà sia subordinato ai vincoli di bilancio delle Ammnistrazioni comunali.
Nel corso della mattinata odierna è stato possibile comunicare anche con l’Amministrazione comunale di Dalmine che ha accettato di incontrare lunedì una nostra delegazione.
A tale incontro intendiamo ribadire le nostre richieste, precise e ragionevoli. Chiediamo nell’immediato la “collocazione in una struttura protetta di Fathia e di suo minorenne al fine di sopperire alla condizione di emergenza abitativa che il nucleo sta vivendo da quando è stata espulso dalla struttura di housing sociale” e, ai fini di una sistemazione alloggiativa definitiva, di “riaprire il confronto con L’Amministrazione comunale al fine di utilizzare il contributo stabilito dall’art. 5 del Decreto Ministeriale del 14 maggio 2014 n. 202 e finalizzato al versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione”. In sostanza chiediamo quello che a tutt’oggi, nei casi analoghi, è stato possibile concordare positivamente e in modo condiviso con numerose altre Amministrazioni comunali della bergamasca.
Facciamo appello alle associazioni, sindacali, culturali, politiche, perché sia rafforzata la partecipazione al presidio permenente davanti al Comune. Domenica 25 marzo alle ore 13.00 è previsto al presidio davanti al Comune un incontro conviviale con cibo e bevande. In particolare, chiediamo agli attivisti, ai compagni, alla cittadinanza, a tutti coloro che hanno a cuore i diritti delle persone, di essere presenti al presidio dalle ore 14.00 di lunedì 26 marzo, per sostenere in modo fermo e civile la delegazione che incontrerà l’Amministrazione comunale. (Unione Inquilini - Bergamo - 24 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)


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(22.03.18) DALMINE. UNA CASA PER FATIHA E SUO FIGLIO: CONTINUA IL PRESIDIO PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE. CHIESTO L’INTERVENTO DEL GARANTE DELL’INFANZIAE DI “SAVE THE CHILDREN”

Fatiha, una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale, da più di una settimana è stata espulsa dall’alloggio di housing sociale in cui era stata collocata dai Servizi Sociali di Dalmine a seguito di uno sfratto per morosità incolpevole eseguito da alcuni mesi. (cfr. il nostro precedente comunicato: qui)
La donna dopo un breve periodo lavorativo (circa 7 mesi) è tornata disoccupata, condizione che viveva da più di un anno e che è stata la causa vera dello sfratto.
L’Amministrazione comunale e i Servizi sociali avevano imposto a Fatiha un canone mensile di 320 euro da pagare alla Cooperativa sociale come condizione per rimanere nell’alloggio che per altro era in condivisione con un’altra famiglia.
La morosità ha determinato l’espulsione della donna e del minore che è avvenuta il 13 marzo. Dopo aver trascorso una settimana ospite da amici o in albergo Fatiha ha deciso di spostarsi davanti al Municipio per protestare contro una decisione disumana, ma soprattutto contraria alle leggi e alle convenzioni sui diritti dei bambini minorenni.
Gli attivisti di Unione Inquilini nell’incontro con il sindaco di Dalmine nella mattinata di oggi hanno ricevuto il netto rifiuto a collocare la famiglia in una comunità di accoglienza. L’Amministrazione comunale pretende che la donna e il figlio siano accolti dalla famiglia di provenienza che vive in una casa popolare ALER. Ma l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, consultata dal sindacato, esclude questa possibilità in quanto esistono problemi di sovraffollamento e l’ingresso è espressamente vietato dalla nuova legge regionale lombarda appena entrata in vigore.
Di fatto il diniego dell’Amministrazione comunale rappresenta un pericoloso precedente che viola anche la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo ratificata dal Governo italiano nel 1989 e trasformata in legge nel 1991 (art. 27 Legge 176/1991) che impone allo Stato italiano di garantire assistenza alle famiglie con minori per quanto riguarda l’alloggio (oltre che il vestiario e l’alimentazione).
Su tale situazione l’Unione Inquilini ha informato il Prefetto e ha chiesto l’intervento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Lombardia e dell’associazione Save the Children.
Intanto abbiamo allestito un presidio permanente davanti al Municipio di Dalmine per chiedere che l’Amministrazione comunale si prenda carico della donna e del figlio minorenne. (Unione Inquilini - Bergamo - 22 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)

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(22.03.18) DALMINE. DONNA CON  FIGLIO MINORE “SFRATTATI” DAL COMUNE. INDETTO PRESIDIO PERMANENTE

* Giovedì 22 Marzo PRESIDIO a partire dalle ore9.30, davanti al Municipio di Dalmine in Piazza  Libertà 1. CONFERENZA STAMPA alle ore 11.30

Fatiha è una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale. Sei mesi addietro si era rivolta allo sportello di aiuto di Unione Inquilini a causa di uno sfratto per morosità incolpevole. Infatti la giovane madre, a causa di un lungo periodo di disoccupazione, non era riuscita a pagare l’affitto di casa e stava per essere sgomberata dall’alloggio in cui viveva.
Gli attivisti del sindacato si sono attivati attraverso diversi incontri con i Servizi sociali del Comune di Dalmine, dove la donna risiede.
Tutto sembrava procedere per il meglio: la donna aveva trovato un lavoro come badante e percepiva circa 600 euro al mese; l’Amministrazione comunale si dimostrava disponibile ad aiutarla anche a causa della particolare situazione di fragilità.
Dopo aver rilasciato spontaneamente l’appartamento sottoposto a sfratto, la famiglia di Fatiha è stata collocata in un alloggio di emergenza destinato a persone in condizione di fragilità o disagio. Stiamo parlando di un edificio di propietà comunale, gestito da una importante cooperativa sociale bergamasca, che fa parte di quei progetti chiamati “housing sociale” che sempre più stanno sostituendo l’edilizia pubblica (le case popolari, ndr).
Purtroppo l’accompagnamento sociale si è bruscamente interrotto risolvendosi nell’espulsione della donna e del bambino dall’alloggio di housing sociale. Questo è avvenuto anche se i servizi sociali sapevano che Fatiha aveva perso il posto di lavoro da alcuni mesi.
Alla richiesta degli attivisti sindacati di avere spiegazioni di un gesto tanto grave, i Servizi sociali ci hanno risposto che la famiglia “non collaborava”, ma in verità la motivazione è stata che Fatiha non ha versato alla Cooperativa sociale un canone mensile di 320 euro. Questo perché la donna ha dovuto utilizzare il salario per ripagare i debiti contratti in passato e far mangiare il figlio.
“Quello che è avvenuto è gravissimo e segna un pericoloso precedente: il 13 marzo l’Amministrazione comunale di Dalmine ha deciso buttare fuori da una struttura di accoglienza una donna sola con suo figlio minorenne e ammalato.” Davide Canto, attivista di Unione Inquilini, denuncia: “Abbiamo messo in moto la rete autorganizzata di mutuo-soccorso, sostituendoci ai Servizi sociali, ospitando per una settimana la famiglia negli alloggi degli attivisti e di famiglie sfrattate che si sono offerte spontaneamente. Adesso l’Amministrazione comunale deve svolgere il suo ruolo: esistono degli obblighi di legge che impongono agli enti locali di prendersi cura delle madri con figli minorenni che non possono essere lasciati in strada. Non si risolve la crisi economica abbandonando i poveri a loro stessi.” Su tale situazione l”Unione Inquilini ha informato anche il Prefett
o ed ha chiesto un incontro urgente con il Sindaco di Dalmine.
Giovedì 22 marzo, a partire dalle ore 9.30, è stato indetto un presidio permanente fuori dal Municipio di Dalmine, con conferenza stampa alle ore 11.30. (Unione Inquilini - Bergamo - 21 marzo 2018)

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(19.07.16) DALMINE. FOTO DALLA MANIFESTAZIONE DEI METALMECCANICI DI MARTEDI’ 12 LUGLIO

E’ passata una settimana. Martedì 12 luglio siamo stati a Dalmine per  partecipare alla manifestazione unitaria dei metalmeccanici indetta in occasione dello sciopero di 4 ore per il contratto nazionale. Sono tempi in cui il padronato nega anche le briciole, vorrebbe perfino togliere ai lavoratori e in ogni caso punta alla cancellazione della contrattazione nazionale. Una sconfitta dei lavoratori si ripercuoterebbe su tutti i lavoratori e le lavoratrici degli altri settori. Ecco perché è importante sostenere questa lotta, come quelle delle altre categorie del mondo del lavoro. Non ci può essere avanzamento democratico nella società se non c’è un avanzamento nella retribuzione e nei diritti dei lavoratori. La manifestazione a Dalmine è andata benone, sia come numero di partecipanti sia come combattività espressa. Raggiunta la rotatoria che porta all’autostrada, i metalmeccanici ( e le metalmeccaniche!) si sono diretti verso il casello dell’autostrada, dove la manifestazione ha sostato per un po’, bloccando l’accesso all’autostrada. Un pensionato che stava lavorando nell’orto a fianco della barriera del casello ci ha ricordato beffardamente che ai suoi tempi l’autostrada l’avevano bloccata più di una volta. Oggi - 19 luglio – hanno scioperato e manifestato i matelmaccanici di Lecco e provincia. Anche lì andata bene. In Lombardiasi la mobilitazione sta andando avanti propvincia per provincia. Quando i lavoratori scioperano, manifestano, bloccano gli svincoli o altro, chi scrive queste note tende a sentirsi meno pessimista per il futuro della società e segnatamente per quello delle classi meno abbienti. (alternainsieme.net, 19.07.16)

Le altre foto: Qui


(23.06.16) DALMINE. REFERENDUM RIFORME COSTITUZIONALI. SI COSTITUISCE IL COMITATO PER IL NO

* Giovedì 23 giugno, ore 20.45, a Dalmine, sala civica-centro culturale di viale Betelli, INCONTRO PUBBLICO: “Conoscere la legge per capirne la criticità”

L’incontro è promosso dall’Anpi Dalmine e ha come obiettivo quello di far partire, anche sul territorio di Dalmine, un comitato unitario a sostegno del NO al referendum di ottobre e per la difesa della Costituzione.
Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera voce domani. Questa legge non migliora l’iter legislativo, non riduce i costi della politica e toglie la sovranità ai cittadini. Di questo e altro ne parleremo insieme a Clementina Gabanelli, esponente del comitato del NO di Bergamo.
Nel corso della serata sarà possibile aderire, sia singolarmente che come organizzazioni e associazioni, al comitato dalminese. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.


(16.10.15) DALMINE. SFRATTO: IERI COLPI DI SCENA E STRESS PER DANIELA E I SUOI DUE BAMBINI. MA POI LA LOTTA PAGA…

E’ finita bene la mobilitazione per Daniela e i suoi due bambini, che ancora ieri mattina dovevano essere sfrattati in Via Seghezzi a Dalmine. Grazie alle risorse economiche messe a disposizione dal Fondo nazionale a sostegno degli inquilini morosi incolpevoli, destinate ai comuni cosiddetti ad “alta tensione abitativa” (su 240 sono solo 4 - tra cui Dalmine - in tutta la provincia di Bergamo), la piccola famiglia avrà a disposizione per almeno un anno un appartamento che fa capo alle proprietà della parrocchia di Sabbio.
E’ finita bene, ma fino a ieri mattina Daniela ha rischiato di essere buttata in strada e, se ciò non è avvenuto, è stato solo grazie alla presenza dei compagni e dei volontari antisfratto e alla mobilitazione solidale indetta dall’Unione Inquilini.
E’ successo infatti che, a causa del mancato coordinamento tra il comune, ufficiale giudiziario, prefettura - dopo che ci era stato comunicata in via ufficiosa una proroga di un mese dell’esecuzione dello sfratto - si è presentata la proprietà con ufficiale giudiziario, forze dell’ordine e… fabbro ad esigere - bruscamente e perentoriamente - lo sgombero dell’alloggio.
C’è voluta tutta la determinazione di Daniela, dei nostri compagni (Rita e Davide) e degli altri amici per dissuadere e convincere la controparte a procrastinare lo sfratto di una decina di giorni.
In serata poi è stato possibile definire un accordo che dovrebbe consentire a Daniela di trovare un sistemazione dignitosa per almeno un anno, con la speranza nel frattempo di ottenere un lavoro meno precario, meno saltuario e con un salario decente.
Abbiamo spesso denunciato i limiti della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 impone ai Comuni di sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di “accompagnamento sociale” e di “graduazione” dello sfratto. Succede che - come ci viene segnalato da più parti d’Italia e come rischiava di avvenire anche a Dalmine ieri mattina - tale provvedimento resti lettera morta e le risorse per il disagio abitativo, per altro modestissime, rimangano inutilizzate per l’incapacità delle amministrazioni comunali di fronte alle situazioni concrete delle persone e famiglie sfrattate.
Anche a Dalmine solo la mobilitazione attiva degli amici e del movimento per il diritto all’abitare ha potuto evitare il peggio; staremo bene attenti che le briciole messe a disposizione del governo ai comuni della bergamasca siano effettivamente e tempestivamente utilizzate per chi ne ha impellente bisogno. E staremo ben attenti a che Daniela e suoi due bambini non debbano ora incappare in qualche altro disguido imprevisto che li costringa di nuovo a vivere altre situazioni di stress inaccettabile. (Unioni Inquilini Bergamo, 16.10.15)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 18.10.15: qui

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(15.10.15) DALMINE. SFRATTI: DANIELA, DONNA SOLA CON DUE BAMBINI, RISCHIA DOMANI DI FINIRE IN STRADA PERCHE’ LE AUTORITA’ PREPOSTE NON APPLICANO LE PROCEDURE DI LEGGE!

* Presidio in solidarietà a Daniela giovedì 15 ottobre a partire dalle ore 7.00 a Dalmine in Via Don Seghezzi 4 (loc. Sabbio)

Daniela, italiana, è madre di due figli minorenni (anni 7). Da un anno a seguito dei tagli del Ministero della pubblica istruzione ha perso il lavoro con un’impresa di pulizie che lavorava nella scuole e non è più riuscita a pagare l’affitto (500 Euro al mese) con i proventi che derivano dai lavori saltuari e precari che riesce ad avere tramite le agenzie interinali. Per questo motivo la proprietà dell’alloggio, che possiede l’intero caseggiato in cui Daniela abita, ha avviato le procedure di sfratto che sono giunte ormai alla fase esecutiva.
La colpa più grave di Daniela è di essersi illusa che il Comune non l’avrebbe abbandonata, che sarebbe stata aiutata con qualche misura di sostegno, anche se solo limitata o temporanea. Sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre un anno vi è una legge che la difende dallo sfratto forzoso. Purtroppo la sua applicazione si è fermata nelle pastoie burocratiche. Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Dalmine deve aiutare chi, come Daniela, non può più pagare l’affitto. In mancanza o ritardo di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito, così come già previsto da diversi Prefetti in tutta Italia (Milano, Pisa, Livorno e altre province).
A dispetto della Legge, il Comune e l’Ufficiale giudiziario - secondo l’Unione Inquilini di Bergamo - disattendono l’applicazione di norme molto semplici. Il Comune ritarda la messa in campo di un accompagnamento sociale che permetta alla donna di trovare una nuova sistemazione abitativa e l’Ufficiale giudiziario decide di buttare per strada una donna con minori. Abbiamo pertanto deciso da parte nostra di mettere in campo la nostra legalità e invitiamo a partecipare al presidio in solidarietà di Daniela e dei suoi due bambini giovedì mattina a partire dalle ore 7.00 in avanti in via Don Seghezzi 4, a Sabbio di Dalmine. (Per comunicazioni: tel. 3345086230 - Davide)

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