(19.07.16) DALMINE. FOTO DALLA MANIFESTAZIONE DEI METALMECCANICI DI MARTEDI’ 12 LUGLIO

E’ passata una settimana. Martedì 12 luglio siamo stati a Dalmine per  partecipare alla manifestazione unitaria dei metalmeccanici indetta in occasione dello sciopero di 4 ore per il contratto nazionale. Sono tempi in cui il padronato nega anche le briciole, vorrebbe perfino togliere ai lavoratori e in ogni caso punta alla cancellazione della contrattazione nazionale. Una sconfitta dei lavoratori si ripercuoterebbe su tutti i lavoratori e le lavoratrici degli altri settori. Ecco perché è importante sostenere questa lotta, come quelle delle altre categorie del mondo del lavoro. Non ci può essere avanzamento democratico nella società se non c’è un avanzamento nella retribuzione e nei diritti dei lavoratori. La manifestazione a Dalmine è andata benone, sia come numero di partecipanti sia come combattività espressa. Raggiunta la rotatoria che porta all’autostrada, i metalmeccanici ( e le metalmeccaniche!) si sono diretti verso il casello dell’autostrada, dove la manifestazione ha sostato per un po’, bloccando l’accesso all’autostrada. Un pensionato che stava lavorando nell’orto a fianco della barriera del casello ci ha ricordato beffardamente che ai suoi tempi l’autostrada l’avevano bloccata più di una volta. Oggi - 19 luglio – hanno scioperato e manifestato i matelmaccanici di Lecco e provincia. Anche lì andata bene. In Lombardiasi la mobilitazione sta andando avanti propvincia per provincia. Quando i lavoratori scioperano, manifestano, bloccano gli svincoli o altro, chi scrive queste note tende a sentirsi meno pessimista per il futuro della società e segnatamente per quello delle classi meno abbienti. (alternainsieme.net, 19.07.16)

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(23.06.16) DALMINE. REFERENDUM RIFORME COSTITUZIONALI. SI COSTITUISCE IL COMITATO PER IL NO

* Giovedì 23 giugno, ore 20.45, a Dalmine, sala civica-centro culturale di viale Betelli, INCONTRO PUBBLICO: “Conoscere la legge per capirne la criticità”

L’incontro è promosso dall’Anpi Dalmine e ha come obiettivo quello di far partire, anche sul territorio di Dalmine, un comitato unitario a sostegno del NO al referendum di ottobre e per la difesa della Costituzione.
Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera voce domani. Questa legge non migliora l’iter legislativo, non riduce i costi della politica e toglie la sovranità ai cittadini. Di questo e altro ne parleremo insieme a Clementina Gabanelli, esponente del comitato del NO di Bergamo.
Nel corso della serata sarà possibile aderire, sia singolarmente che come organizzazioni e associazioni, al comitato dalminese. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.


(16.10.15) DALMINE. SFRATTO: IERI COLPI DI SCENA E STRESS PER DANIELA E I SUOI DUE BAMBINI. MA POI LA LOTTA PAGA…

E’ finita bene la mobilitazione per Daniela e i suoi due bambini, che ancora ieri mattina dovevano essere sfrattati in Via Seghezzi a Dalmine. Grazie alle risorse economiche messe a disposizione dal Fondo nazionale a sostegno degli inquilini morosi incolpevoli, destinate ai comuni cosiddetti ad “alta tensione abitativa” (su 240 sono solo 4 - tra cui Dalmine - in tutta la provincia di Bergamo), la piccola famiglia avrà a disposizione per almeno un anno un appartamento che fa capo alle proprietà della parrocchia di Sabbio.
E’ finita bene, ma fino a ieri mattina Daniela ha rischiato di essere buttata in strada e, se ciò non è avvenuto, è stato solo grazie alla presenza dei compagni e dei volontari antisfratto e alla mobilitazione solidale indetta dall’Unione Inquilini.
E’ successo infatti che, a causa del mancato coordinamento tra il comune, ufficiale giudiziario, prefettura - dopo che ci era stato comunicata in via ufficiosa una proroga di un mese dell’esecuzione dello sfratto - si è presentata la proprietà con ufficiale giudiziario, forze dell’ordine e… fabbro ad esigere - bruscamente e perentoriamente - lo sgombero dell’alloggio.
C’è voluta tutta la determinazione di Daniela, dei nostri compagni (Rita e Davide) e degli altri amici per dissuadere e convincere la controparte a procrastinare lo sfratto di una decina di giorni.
In serata poi è stato possibile definire un accordo che dovrebbe consentire a Daniela di trovare un sistemazione dignitosa per almeno un anno, con la speranza nel frattempo di ottenere un lavoro meno precario, meno saltuario e con un salario decente.
Abbiamo spesso denunciato i limiti della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 impone ai Comuni di sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di “accompagnamento sociale” e di “graduazione” dello sfratto. Succede che - come ci viene segnalato da più parti d’Italia e come rischiava di avvenire anche a Dalmine ieri mattina - tale provvedimento resti lettera morta e le risorse per il disagio abitativo, per altro modestissime, rimangano inutilizzate per l’incapacità delle amministrazioni comunali di fronte alle situazioni concrete delle persone e famiglie sfrattate.
Anche a Dalmine solo la mobilitazione attiva degli amici e del movimento per il diritto all’abitare ha potuto evitare il peggio; staremo bene attenti che le briciole messe a disposizione del governo ai comuni della bergamasca siano effettivamente e tempestivamente utilizzate per chi ne ha impellente bisogno. E staremo ben attenti a che Daniela e suoi due bambini non debbano ora incappare in qualche altro disguido imprevisto che li costringa di nuovo a vivere altre situazioni di stress inaccettabile. (Unioni Inquilini Bergamo, 16.10.15)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 18.10.15: qui

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(15.10.15) DALMINE. SFRATTI: DANIELA, DONNA SOLA CON DUE BAMBINI, RISCHIA DOMANI DI FINIRE IN STRADA PERCHE’ LE AUTORITA’ PREPOSTE NON APPLICANO LE PROCEDURE DI LEGGE!

* Presidio in solidarietà a Daniela giovedì 15 ottobre a partire dalle ore 7.00 a Dalmine in Via Don Seghezzi 4 (loc. Sabbio)

Daniela, italiana, è madre di due figli minorenni (anni 7). Da un anno a seguito dei tagli del Ministero della pubblica istruzione ha perso il lavoro con un’impresa di pulizie che lavorava nella scuole e non è più riuscita a pagare l’affitto (500 Euro al mese) con i proventi che derivano dai lavori saltuari e precari che riesce ad avere tramite le agenzie interinali. Per questo motivo la proprietà dell’alloggio, che possiede l’intero caseggiato in cui Daniela abita, ha avviato le procedure di sfratto che sono giunte ormai alla fase esecutiva.
La colpa più grave di Daniela è di essersi illusa che il Comune non l’avrebbe abbandonata, che sarebbe stata aiutata con qualche misura di sostegno, anche se solo limitata o temporanea. Sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre un anno vi è una legge che la difende dallo sfratto forzoso. Purtroppo la sua applicazione si è fermata nelle pastoie burocratiche. Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Dalmine deve aiutare chi, come Daniela, non può più pagare l’affitto. In mancanza o ritardo di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito, così come già previsto da diversi Prefetti in tutta Italia (Milano, Pisa, Livorno e altre province).
A dispetto della Legge, il Comune e l’Ufficiale giudiziario - secondo l’Unione Inquilini di Bergamo - disattendono l’applicazione di norme molto semplici. Il Comune ritarda la messa in campo di un accompagnamento sociale che permetta alla donna di trovare una nuova sistemazione abitativa e l’Ufficiale giudiziario decide di buttare per strada una donna con minori. Abbiamo pertanto deciso da parte nostra di mettere in campo la nostra legalità e invitiamo a partecipare al presidio in solidarietà di Daniela e dei suoi due bambini giovedì mattina a partire dalle ore 7.00 in avanti in via Don Seghezzi 4, a Sabbio di Dalmine. (Per comunicazioni: tel. 3345086230 - Davide)

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