(24.04.15) QUINTANO di CASTELLI CALEPIO. RIESUMATO DAL CONSIGLIO DI STATO IL “MEGACENTROCOMMERCIALE”

COMUNICATO STAMPA - RIFONDAZIONE COMUNISTA VALCALEPIO. Il Consiglio di Stato, con sentenza depositata in data 20.04.2015 (cfr. qui) ha riaperto la questione del “megacentrocommerciale” di Quintano. Ricordiamo che con precedente sentenza lo stesso Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione commerciale n.1 del 5 giugno 2009 rilasciata dal Comune di Castelli Calepio rilevando gravi vizi nel procedimento autorizzativo (mancanza di esecuzione della V.I.A).
Ora la nuova sentenza prende atto che nel 2010 la Regione Lombardia ha emesso una legge (L.R. 5 2010) che esclude la VIA per i centri commerciali con superficie di vendita inferiore a 15.000 mq. (guarda caso il megacentrocommerciale prevede 14.990 mq di superficie di vendita) e quindi indica al Comune di Castelli Calepio, che aveva ricorso in appello contro la prima sentenza, che può concedere una nuova autorizzazione commerciale sulla base degli atti del vecchio procedimento anche in mancanza di VIA, non più necessaria dopo la pubblicazione della legge regionale citata.
Nel rilevare l’assurdità di quanto previsto dalla regione Lombardia (in tutta Europa la VIA è obbligatoria per interventi così impattanti) osserviamo anche la sollecitudine del sindaco Benini e della sua amministrazione nel ricorrere alle vie legali per consentire all’operatore di ripartire con la speculazione sul territorio di Castelli Calepio.
Non altrettanto sollecitudine ha dimostrato nel chiedere allo stesso operatore, che si dimostrato non rispettoso degli impegni sottoscritti di portare a termine gli interventi di bonifica ormai fermi da quasi 2 anni.
Rifondazione Comunista, a livello locale e provinciale, ha sempre espresso la contrarietà a questo insediamento sostenendo con convinzione la battaglia condotta dai cittadini del Comitato contro il megacentrocommerciale.
Di fronte ad una nuova eventuale autorizzazione riprenderemo la lotta sempre più convinti di essere di fronte ad una colossale speculazione finanziaria completamente sganciata dalle reali esigenze del territorio.
Al sindaco Benini, così sollecito a ricorrere agli avvocati per salvaguardare l’operatore, chiediamo cosa aspetti invece a farsi carico del diritto dei cittadini alla salute e far portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori di bonifica. (Castelli Calepio, 24.04.2015. Per Rifondazione Comunista, circolo Valcalepio. Il segretario, Claudio Sala)

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(23.05.14) CASTELLI CALEPIO. IN ALTO MARE LA BONIFICA DELLE EX FONDERIE DEL QUINTANO

* Comitato NO Mega centro commerciale. Il sindaco Bizzoni ci ha ingannato: per l’area ex Fonderie del Quintano bonifica in alto mare. Il TAR di Brescia sospende l’escussione della fidejussione.

Il TAR per la Lombardia, Sezione di Brescia, ha pronunciato un’ordinanza (n.00259/2014 del 09.05.20141) che, purtroppo, smentisce clamorosamente quanto più volte pubblicamente promesso e sbandierato dal sindaco di Castelli Calepio Flavio Bizzoni. L’ordinanza riguarda la vicenda della bonifica delle aree della ex Fonderia del Quintano e del megacentro-commerciale che si vorrebbe far sorgere su quell’area.
Secondo il TAR la bonifica dell’area e la realizzazione del megacentro commerciale sarebbero indissolubilmente legate. Ancora poche settimane fa, all’inizio della campagna elettorale, dalle pagine dell’Eco BG, Bizzoni dichiarava invece che i lavori di bonifica, fermi da mesi, non erano per nulla legati al centro commerciale e, in difetto dell’operatore, sarebbero stati portati a termine in breve tempo dall’amministrazione coi soldi della fidejussione depositata.
Purtroppo, dobbiamo dire purtroppo, ancora una volta avevamo ragione: fin dalla sua costituzione nel 2004 il comitato si è battuto affinchè, a garanzia della salute dei cittadini, fosse realizzata e certificata la bonifica del sito, pesantemente contaminato, prima della concessione di qualsiasi variante e/o autorizzazione riconoscendo come l’operatore (non direttamente responsabile dell’inquinamento) fosse però soggetto subentrato all’inquinatore.
Invece i proprietari dell’area, grazie alla compiacenza delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate in questi anni, hanno ottenuto, in cambio della reiterata promessa di bonifica, una serie di varianti al PRG che hanno portato le dimensioni del comparto dai 37.000 mq. originali del sito ex-Fonderie, prima a 54.000mq poi a 68.000 ed infine, con l’ultima variante BIZZONI, a 78.500 mq che includono oltre 30.000mq di aree originariamente a destinazione agricola.
Anche l’ultimo atto unilaterale d’obbligo che prevede la bonifica (oggi purtroppo solo avviata) è stato sottoscritto dall’operatore solo a condizione ed a seguito dell’approvazione da parte dell’amministrazione BIZZONI dell’ultimo ampliamento (delibera c.c. 20.03.2012).
Nell’ordinanza il TAR sostiene che l’operatore “….non ha sottoscritto l’atto unilaterale d’obbligo in qualità di soggetto responsabile dell’inquinamento (o di soggetto subentrato nella posizione dell’inquinatore), le operazioni di bonifica presuppongono necessariamente la possibilità di realizzare il centro commerciale, e pertanto qualora si accerti che tale obiettivo è divenuto impossibile……cade anche l’obbligo di sostenere i costi della bonifica” e dispone la sospensione dell’escussione della fidejussione, in attesa di sentenza, fissando la prima udienza al marzo 2015. I tempi si allungano notevolmente e sul posto rimane una buca enorme profonda 9 metri, con materiale sparso con notevoli pericoli per la sicurezza: non è possibile aspettare i tempi del TAR; il Comitato chiede che urgentemente sia indetta una riunione tra gli enti competenti per portare a termine il più presto possibile i lavori e porre fine a questa presa in giro. (Claudio Sala per Comitato No Mega Centro Commerciale, 23.05.14)

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(20.11.13) CASTELLI CALEPIO. DOPO LA BOCCIATURA DEL CENTRO COMMERCIALE, IL COMITATO CHIEDE LA BONIFCA DELLE AREE

* Mercoledì 20 novembre, ore 21.00, a Quintano di Castelli Calepio in via San Giuseppe, INCONTRO PUBBLICO del comitato contro il centro commerciale

Il megacentrocommerciale di Quintano, contro il quale ci siamo battuti per 10 anni, con la bocciatura pronunciata dal Consiglio di Stato, ha incassato una pesante battuta di arresto.
L’impegno del comitato, però, non termina qui: fin dalla sua costituzione ci siamo battuti affinchè, a garanzia della salute dei cittadini, fosse realizzata la bonifica del sito, pesantemente contaminato, preventivamente a qualsiasi variante urbanistica. Purtroppo, prima la Lega Nord e poi l’amministrazione Bizzoni, hanno dissennatamente legato la bonifica all’iter del centro commerciale. Oggi, dopo la sentenza di annullamento della autorizzazione commerciale chiediamo che la fideiussione depositata in comune dai proponenti, come più volte promesso dal sindaco, venga utilizzata, senza indugio, per portare finalmente a termine i lavori di bonifica.
Purtroppo dobbiamo constatare che i lavori di bonifica all’interno dell’area ex Fonderie del Quintano sono in grave ritardo rispetto alle promesse e sono stati fermi per mesi.
Abbiamo chiesto al sindaco la convocazione del tavolo informativo permanente ma, a distanza di settimane la convocazione ancora non c’è. Nel frattempo, con ulteriore preoccupazione, abbiamo appreso dalla stampa locale che il consulente per il comune nominato dal sindaco a garanzia delle operazioni di bonifica, sarebbe indagato per corruzione per fatti relativi ad un’altra vicenda sempre legati allo smaltimento di materiali contaminati.
Per aggiornarci e fare il punto della situazione invitiamo tutti i cittadini interessati alla vicenda ad un incontro pubblico, mercoledì 20 Novembre, alle ore 21,00, presso la Sala Polivalente di Quintano in via S. Giuseppe, vicino alla chiesa di Quintano, sotto i portici dove c’è l’ambulatorio. (Comitato contro il mega centro commerciale sulle ex Fonderie del Quintano; per com. Claudio Sala tel. 333.8737525). Volantino: qui

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(29.10.13) CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO. DOPO LA BOCCIATURA LANGUE LA BONIFICA DELLE EX FONDERIE. E C’E’ PURE DELL’ALTRO

Riceviamo da Claudio Sala, portavoce del Comitato contro il megacentro commerciale di Quintano.

Poiché da mesi, ormai, i lavori di bonifica presso l’area ex fonderie del Quintano sono fermi, a nome del comitato ho richiesto la convocazione del tavolo informativo permanente istituito dal comune di Castelli Calepio perché spieghino la situazione.
Tra l’altro oggi, il Corriere della Sera riporta notizia di indagini a carico dell’ing. Giovanni Filippini che è (salvo improbabili omonimie) il consulente nominato dal sindaco per il comune di Castelli Calepio a garanzia della bonifica stessa. (cfr. Bergamo.corriere.it 29.10.13: qui - ndr).
Ho chiesto pertanto che il tavolo informativo permanente venga convocato il più presto possibile (cfr. lettera al sindaco di Castelli Calepio: qui).
Successivamente propongo, per aggiornamenti, una riunione del nostro comitato. (29.10.13, C. Sala - Comitato contro il Megacentro commerciale di Quintano)

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(12.09.13) CASTELLI CALEPIO. IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL MEGACENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO

Comunicato del Comitato contro il Megacentro commerciale

Il megacentrocommerciale di Quintano, contro il quale ci siamo battuti a partire dal 2003 riceve una pesante battuta di arresto.
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune di Palazzolo bloccando l’autorizzazione del 2009.
Molti degli argomenti utilizzati nel ricorso derivano dalle argomentazioni, osservazioni, approfondimenti prodotti dal comitato.
Questa è una grande vittoria.
Ora dovremo mettere in atto una grande mobilitazione affinchè venga portata a termine la bonifica del sito, che purtroppo, prima la Lega Nord e poi l’amministrazione Bizzoni hanno dissennatamente legato all’iter del centro commerciale.
Chiediamo che la fideiussione depositata in comune dai proponenti venga utilizzata, senza indugio, per portare a termine i lavori di bonifica inspiegabilmente fermi.
L’amministrazione di Castelli Calepio, con tanto di comunicati alla stampa, aveva promesso la fine dei lavori di bonifica entro aprile 2013: siamo già in grave ritardo e fortemente preoccupati nel vedere che i lavori non proseguono.
Ora che l’iter amministrativo è stato bloccato, chiediamo che proseguano le indagini della procura per verificare tutte le possibili implicazioni penali nelle procedure autorizzative. (C. Sala - Comitato contro Megacentro commerciale di Quintano - 12.09.13 - info tel. )

* Consiglio di Stato, sentenza 4507/11.09.13: QUI

* Giornale di Brescia 12.09.13: QUI; L’Eco di Bergamo 12.09.13: QUI; comunicato Prc 12.09.13: QUI

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(01.09.13) CENATE SOTTO. IL COMUNE DISPOSTO A SBORSARE 15.000 EURO PER AVERE UN NEGOZIO DI ALIMENTARI NEL CENTRO DEL PAESE

Nel centro di Cenate da alcuni anni è chiuso l’unico negozio di generi alimentari. Resta solo una panetteria in cui si può comprare qualcosa oltre al pane. Per fare la spesa gli abitanti del centro e di ampie aree urbanizzate del paese devono recarsi ad un paio di chilometri di distanza, lungo la ex statale 42 dove si trovano un supermercato Ld e appena oltre, nel territorio del comune di Trescore Balneario, da qualche mese anche la Coop Lombardia. Quanto succede a Cenate è una conseguenza evidente del moltiplicarsi di centri commerciali e supermercati di cospicue dimensioni lontani dai centri abitati, mentre i negozi di vicinato - non reggendo la concorrenza - stanno scomparendo, secondo quanto più volte denunciato anche dal nostro blog. I disagi maggiori riguardano gli anziani e le persone che non hanno automezzi o non guidano auto, senza dimenticare che la mancanza di negozi ed esercizi di vicinato tende ad aumentare il senso di isolamento delle persone. Per ovviare a questi problemi l’Amministrazione ha deciso di investire fino a 15.000 euro per incentivare - attraverso un bando - la “costituzione di nuove atttività commercaili in aree urbane”. “Le attività - precisa il sindaco - dovranno essere collocate nelle vie del centro storico, proprio per essere a disposizione delle famiglie e degli anziani che magari non hanno la possibilità di recarsi fuori dal paese. L’obiettivo è riportare il negozo di vicinato alimentare, un minimarket nel paese”. Con il proliferare dei grandi centri commerciali in tutta la nostra zona, temiamo che altri comuni dovranno mettere a disposizione risorse per garantire ai cittadini la possibilità di poter usufruire di negozi vicini a casa. (Cfr. L’Eco di Bergamo 28.08.13: qui)

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(20.06.13) SAN PAOLO D’ARGON. A PROPOSITO DI LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI E DEI GIORNI DI APERTURA DEI NEGOZI

Nel novembre del 2011 il gruppo consiliare della Lega Nord, spalleggiato dal Pdl locale, chiese al Consiglio comunale di estendere anche a San Paolo d’Argon la piena liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi superiori a 250 mq. Sconfitti nel consiglio comunale di San Paolo d’Argon, i nostri leghisti solo qualche giorno dopo poterono però vedere le proprie richieste pienamente soddisfatte grazie al Decreto Legge 201/6.12.2011 con il quale l’allora governo Monti introduceva la totale liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi. (cfr. alternainsieme.net 05.01.12: qui)
Ma come sono andate le cose nel frattempo?
“A distanza di più di un anno dall’approvazione della legge che ha liberalizzato gli orari e giorni di apertura del commercio, presentata come rafforzamento della concorrenza e competitività, non si riscontrano né diminuzione dei prezzi né aumento dei posti di lavoro e Pil (dati di maggio Movimprese: consumi -4,6% 2012 previsione 2013 -3%; Pil -2,9% 2012 previsione 2013 -2,4%). Questa scelta ha solo rafforzato la grande distribuzione ai danni dei piccoli negozi di vicinato che non possono competere sugli orari  e giorni di apertura.” (cfr. L’Eco di Bergamo 19.06.13: qui)
Quelle tra virgolette non sono le parole di qualche sito no-global (come alternainsieme.net, per esempio), ma quelle di un documento votato praticamente all’unanimità (solo un consigliere contrario e uno astenuto) dal consiglio regionale della Lombardia per impegnare il presidente della Regione e la Giunta ad intervenire presso il Parlamento e il Governo per una revisione delle disposizioni in materia di “liberalizzazioni degli orari e giorni di apertura del commercio” previsti dall’art. 31 dl 201/2011, convertito dalla legge 214/2011. Pienamente d’accordo sono stati tra gli altri anche tutti i consiglieri della Lega Nord e della Lista Maroni.
Dubitiamo molto che le forze di governo (nazionale o regionale, la differenza è minima) dopo aver favorito ad ogni livello guasti e squilibri mostruosi nel sistema della distribuzione (a vantaggio della speculazione e a detrimento di chi lavora e di chi - con sempre meno soldi a disposizione - consuma) vogliano o possano correre ai ripari; ma le parole comunque hanno un loro peso.
C’è qualcuno che glielo va a dire alla Lega Nord di San Paolo d’Argon che c’è il contrordine?

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(19.06.13) MEGA CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO. IPOTIZZATO IL REATO DI ABUSO D’UFFICIO

Altra tegola sul grande centro commerciale che dovrebbe sorgere sul terreno delle ex Fonderie di Quintano di Catelli Calepio. Dopo l’esposto presentato alla Procura nel 2012 dall’avvocato Alessandro Bresmes per conto di Ezio Locatelli, già consigliere regionale di Rifondazione Comunista, e di Claudio Sala, portavoce del comitato di cittadini che si oppone al centro commerciale, qualche settimana fa la stampa ha riportato che nell’inchesta aperta dal pm Giancarlo Mancusi sulla realizzazione del centro commerciale viene ipotizzato il reato di abuso d’ufficio in ordine a diversi aspetti inerenti le autorizzazioni. Al momento, precisa la stampa, non risultano i nominativi di indagati. Avviato dall’Amministrazione comunale di Castelli Calepio a guida leghista negli anni scorsi il progetto è stato poi rivisto e perfino ampliato dalla nuova giunta (di area Pdl). Si ricorda che dal 2012 è in corso un’altra inchiesta della magistratura, con l’apertura di un fascicolo a carico dell’ex assessore regionale Franco Nicoli Cristiani per presunte tangenti legate a 6 centri commerciali, tra cui quello di Quintano. Cfr. L’Eco di Bergamo 05.06.13: qui

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(03.12.12) QUINTANO di CASTELLI CALEPIO. IL CONSIGLIO DI STATO FERMA IL PROGETTO DEL CENTRO COMMERCIALE FINO ALL’UDIENZA DEL 12 MARZO PROSSIMO

Altra tegola sul “mega” centro commerciale di Quintano dove, nel sito della ex Fonderia del Quintano si stanno svolgendo i lavori di bonifica. Ora il Consiglio di Stato, a seguito del ricorso presentato due anni fa dal Comune di Palazzolo sull’Oglio ha deciso un istruttoria di aprofondimento fermando il progetto fino all’udienza prevista il 12 marzo 2013. (cfr. Brescia-Oggi 01.12.12). Come abbiamo informato nelle scorse settimane anche noi, a proposito del mega centro commerciale di Quintano sono in corso anche due inchieste della magistratura, una con l’apertura di un fascicolo a carico dell’ex assessore regionale Franco Nicoli Cristiani per presunte tangenti legate a 6 centri commerciali (cfr. qui) , mentre la Procura di Bergamo - dopo l’esposto di Rifondazione Comunista sulla regolarità della procedura - ha già acquisito tutta la documentazione autorizzativa del progetto di Quintano (cfr. qui).

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(21.11.12) CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO. Tre procure indagano sull’iter del Megacentrocommerciale di Quintano. Il sindaco Bizzoni, anziché minimizzare, fermi subito tutte le procedure autorizzative. Si porti finalmente a termine la bonifica dell’area (volantino del Circolo Prc - Valcalepio)

Nei giorni scorsi la guardia di finanza, su mandato della procura di Bergamo, si è presentata negli uffici del comune di Castelli Calepio per acquisire tutta la documentazione relativa alle procedure autorizzative del MEGACENTROCOMMERCIALE sull’area delle ex Fonderie del Quintano.
Secondo la stampa locale le indagini sono legate all’esposto depositato a gennaio 2012 presso la procura di Bergamo da Rifondazione Comunista. Il fatto segue di poche settimane la notizia pubblicata sul Corriere della Sera che altre 2 procure (Monza e Brescia) hanno in corso indagini per “corruzione” a carico dell’ex consigliere ed assessore regionale Nicoli Cristiani (PDL) legate a licenze per grandi centri commerciali, tra cui il MEGACENTROCOMMERCIALE di Quintano.
Il sindaco Bizzoni, con la nota sicumera, minimizza sostenendo si tratti di una pratica ereditata dalla precedente amministrazione leghista. Ma non è proprio così: nell’esposto abbiamo chiesto di fare chiarezza sulle tante contraddizioni che hanno caratterizzato tutte le procedure urbanistiche, sia quelle che, dal 2003 al 2009, portarono all’autorizzazione concessa dall’amministrazione leghista sia quelle successive, gestite dal sindaco Bizzoni, che hanno portato all’ultimo ampliamento approvato nel marzo 2012.
Abbiamo denunciato che, ancora a settembre 2011, nei documenti ufficiali predisposti per la variante, si attestava “la salubrità dei luoghi” in presenza di un’area invece notoriamente inquinata (fatto inequivocabilmente confermato da analisi ARPA del novembre 2011). Ricordiamo che i lavori di monitoraggio e bonifica ambientale dell’area erano affidati inizialmente a Terra Verde Spa il cui titolare, Oldrati, fu coinvolto ed arrestato nell’ambito di un’altra inchiesta denominata “Rifiutopoli Lombardia” (che di nuovo coinvolgeva Nicoli Cristiani insieme all’imprenditore Pier Luca Locatelli).
Anziché minimizzare, il sindaco Bizzoni (che è anche dirigente provinciale del PDL), contrario all’insediamento quando non era ancora sindaco, dovrebbe spiegare come mai ad un certo punto sia diventato addirittura favorevole al suo ampliamento e come mai questa improvvisa svolta sia avvenuta nel momento in cui dalle mani di Zerbimark il progetto è passato alla Policentro S.p.a., potentissima società il cui presidente (l’ing.Lino Iemi) vanta fortissimi agganci politici essendo anche vicepresidente di “Costruiamo il Futuro”, fondazione presieduta dall’on. Maurizio Lupi (Pdl) e vicina alla Compagnia delle Opere.
Rifondazione Comunista, a livello locale e provinciale, ha sempre espresso la contrarietà a questo insediamento sostenendo con convinzione la battaglia condotta dai cittadini del Comitato contro il megacentrocommerciale. Oggi, nel momento in cui ben 3 procure indagano da diversi fronti sul megacentrocommerciale di Quintano, siamo, ancor più di prima, convinti di essere di fronte ad una colossale speculazione finanziaria completamente sganciata dalle reali esigenze del territorio. Pertanto, mentre la Magistratura farà la propria parte, chiediamo che vengano portati a termine, nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi i lavori di bonifica. Al sindaco Bizzoni ed alla sua maggioranza chiediamo di fermare immediatamente tutte le procedure autorizzative in corso.
Lo facciano subito, altrimenti meritano solo di essere cacciati a casa e noi lavoreremo per questo. (Partito della Rifondazione Comunista Circolo della Valcalepio - Tagliuno - Via Roma, 21 - Info: Claudio 333-8737525) Volantino: qui

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