(27.10.16) CASTELLI CALEPIO. REFERENDUM: “LE RAGIONI DEL NO”. ASSEMBLEA PUBBLICA

* Giovedì 27 ottobre 2016, ore 21.00 a Castelli Calepio presso Aula magna Scuole Medie di Tagliuno in Piazza Vittorio Veneto

Relatori dell’incontro saranno CLEMENTINA GABANELLI (docente di Diritto) e DINO GRECO (giornalista e sindacalista)

Inroduce: TIZIANO BELOTTI (segreteria provinciale Anpi)

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Promuovono: Anpi Valcalepio-Valcavallina e Comitato per il NO - Valle
Calepio

Per info e adesioni: Claudio 333.8737525 e-mail: claudio.sala@utpsrl.it

Locandina: qui


(04.12.15) CASTELLI CALEPIO. RIPRISTINATA L’ACQUA ALLA FAMIGLIA A CUI UNIACQUE L’AVEVA STACCATA

Nel pomeriggio di Venerdì 4 dicembre Uniacque ha ripristinato la fornitura di acqua alla famiglia di Castelli Calepio a cui era stata tagliata da alcuni mesi. Il ripristino è avvenuto a seguito del presidio di lunedì 30 Novembre (cfr. qui) organizzato in concomitanza con il Consiglio Comunale in solidarietà con la famiglia, e per affermare in generale il concetto che l’acqua è un diritto per tutti e non può essere sospeso per semplici ragioni economiche.
Ringraziamo il sindaco di Castelli Calepio, che già durante il presidio ha ricevuto una delegazione degli attivisti di Rifondazione Comunista ed Unione Inquilini dichiarando che si sarebbe attivato per risolvere il problema: promessa, in questo caso, prontamente mantenuta.
Il sindaco ha riconosciuto le ragioni del presidio dichiarando che di fronte alla presenza di minori ed ad un bene primario ed indispensabile come l’acqua non c’è ragione economica che tenga.
Purtroppo il problema del taglio delle utenze (luce, acqua, gas) a seguito della crisi, della perdita del lavoro coinvolge molte altre famiglie a Castelli Calepio ed in provincia di Bergamo. Rinfrancati dall’esito positivo di questa vicenda lavoreremo con ancora maggior convinzione per affermare il concetto che le utenze fondamentali, almeno nel minimo vitale, devono essere garantite a tutti, non possono essere condizionate da semplici ragioni di economia senza una minima tutela alle fasce deboli.
Le società come Uniacque, prima di procedere al distacco di un utenza primaria, devono verificare le reali situazioni di disagio in stretta collaborazione con i servizi sociali.
I sindaci e gli amministratori locali dovrebbero prendere, in questo caso, esempio dal sindaco di Castelli Calepio. (04.12.15, Sportello sociale Unione Inquilini e Rifondazione Comunista - Valcalepio)

Rassegna stampa. Ecodibergamo.it 05.12.15: qui; Il Giorno 06.12.15: qui

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(30.11.15) Castelli Calepio. Presidio anti-distacco. “L’acqua è un diritto di tutti”. Questa sera un risultato

Riuscito e partecipato il presidio che è stato indetto stasera a Castelli Calepio per protestare contro il taglio delle forniture dell’acqua. Nelle scorse settimane, infatti, una famiglia con padre disoccupato (dopo anni di lavoro in edilizia), la madre da poco operata al cuore, e tre figli di 7, 4 e 2 anni si è ritrovata con l’acqua distaccata. L’Amministrazione comunale - per quanto sollecitata - non ha fatto nulla per garantire alla famiglia il servizio idrico essenziale.
Questa sera però il sindaco di Castelli Calepio, prima dell’inizio del Consiglio comunale, ha ricevuto e sentito una delegazione del nostro presidio e quindi ha dichiarato di farsi carico del problema impegnandosi ad intervenire subito presso Uniacque per il riallaccio della fornitura.
E’ un risultato di questa mobilitazione.
La pratica di tagliare l’acqua indiscriminatamente a chi non paga per morosità incolpevole senza garantire la fornitura minima è barbara, contraria alla nostra Costituzione e a una specifica risoluzione dell’Onu. Il referendum del 2011 ha stabilito che l’acqua è di tutti e pertanto nessuno può esserne privato.
Continueremo questa campagna a Castelli Calepio e in tutta la zona, perché non è ammissibile che i disoccupati, le persone e le famiglie in difficoltà rimangano senza acqua, come pure senza luce o gas. (30.11.15, Sportello sociale Unione Inquilini e Rifondazione Comunista - Valcalepio)

Altre foto del presidio: 1 - 2 - 3

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(30.11.15) CASTELLI CALEPIO. ACQUA: TAGLIARE LA FORNITURA ALLE FAMIGLIE  E’ INTOLLERABILE. PRESIDIO ANTI-DISTACCO

* Lunedì 30 novembre ore 19.30 a Castelli Calepio, PRESIDIO con volantinaggio in Via Roma 20 davanti alla Biblioteca in concomitanza con il Consiglio Comunale

L’acqua è un diritto per tutti: tagliare la fornitura è un provvedimento intollerabile. Il sindaco si adoperi per una pronta riattivazione

Anche a Castelli Calepio ci sono famiglie senza la fornitura di gas, luce e perfino dell’acqua. In particolare abbiamo segnalato al sindaco il caso di una famiglia con padre disoccupato (dopo anni di lavoro in edilizia), la madre da poco operata al cuore, e tre figli di 7, 4 e 2 anni a cui Uniacque ha staccato definitivamente la fornitura di acqua. Abbiamo chiesto al Sindaco, in qualità di garante della salute pubblica di adoperarsi presso Uniacque per garantire alla famiglia almeno la fornitura del minimo vitale.
A distanza di 2 mesi nessuna risposta. Ci è stato detto : “…ci siamo attivati per chiedere ad un legale un parere circa le effettive eventuali responsabilità dell’amministrazione…”.Ci saremmo aspettati, di fronte a bambini piccoli costretti in una condizione così drammatica ben altra sensibilità. L’acqua costituisce bene primario; la sospensione della sua erogazione implica problemi di sanità e igiene pubblica e comporta una violazione del diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione.
Il diritto all’acqua (e quindi alla salute) non può mai essere condizionato da semplici ragioni di economia ed il distacco senza la tutela delle fasce deboli è da considerarsi vessatorio (Tribunale di Latina sentenza del 13/07/2006).
La necessità del quantitativo minimo d’acqua (50 litri a persona al giorno) da garantire anche a chi non può pagarla è sostenuto dalla risoluzione dell’ONU del 28/07/2010 e da numerose sentenze (n.5811 del 30/11/2012, Tribunale di Castrovillari), secondo cui la morosità dell’utente non è ragione sufficiente a determinare la sospensione della fornitura di acqua, perché in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione.
I Referendum del giugno 2011 hanno confermano che per gli italiani l’acqua è un bene comune che non deve sottostare a logiche di mercato: un quantitativo minimo va garantito a tutti.
Al sindaco, per il caso specifico citato, e per tutte le altre famiglie colpite dal taglio dell’acqua (o anche gas e luce) chiediamo un intervento con la massima urgenza per la riattivazione del servizio nel rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali delle persone.
Con queste motivazioni, abbiamo indetto un presidio con volantinaggio, lunedì 30 novembre dalle ore 19,30, presso la Biblioteca Comunale in via Roma, 20 a Castelli Calepio in concomitanza con la riunione del Consiglio Comunale (Sportello sociale Unione Inquilini Valcalepio c/o Rifondazione comunista - Castelli Calepio, Via Roma 21. Aperto il lunedì dalle 19 alle 20.30. Info: 333.8737525-Claudio)

Volantino: Qui

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(28.09.15) CASTELLI CALEPIO. RIPARTE LO “SPORTELLO SOCIALE” PER IL DIRITTO ALLA CASA E PER LA LOTTA ALLA CRISI

* Tutti i lunedì, a partire dal 28 settembre 2015, dalle ore 19.00 alle ore 20.30 a Castelli Calepio, via Roma 21 (a Tagliuno, presso sede di Rifondazione Comunista)

Dopo la sospensione estiva, da lunedì 28 settembre riapre regolarmente tutti i lunedì lo Sportello Sociale della Valle Calepio per la consulenza e l’assistenza sui temi della casa, lotta agli sfratti, lavoro, immigrazione, scuola, rapporto cittadini-istituzioni. Lo sportello opera in collaborazione con l’Unione Inquilini di Bergamo, il locale Circolo di Rifondazione Comunista e altre associazioni. Per comunicazioni: Claudio Sala tel. 333.8737525 - Rosanna Canestrale 342.6334747

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FESTA IN ROSSO 2015

a QUINTANO (frazione di Castelli Calepio - bg) da Mercoledì 2 settembre a Domenica 6 settembre 2015

Piazzale vicino all’ARCI - Via della Conciliazione

A cura dei Circoli di Rifondazione Comunista della Valcavallina e della Valcalepio - per comunicazioni: tel. 333.8737525 (Claudio)

Tutte le sere: cucina, bar, stand libri, giochi, banchetti delle associazioni

PROGRAMMA (in aggiornamento)

Mercoledì 2 settembre
Ore 19.00: Apertura della Festa
Ore 21.00: Claudio SALA (segretario del circolo Prc-Valcalepio) presenta i temi della Festa

Giovedì 3 settembre
Ore 21.00: Presentazione della ristampa del libro “Il partigiano Bibi” di Giuseppe Brighenti “Brach”, con Andrea BRIGHENTI (presidente Anpi - Endine Gaiano) e Cristiano POLUZZI (Giovani Comunisti - Bergamo)

Venerdì 4 settembre
Ore 21.00: Concerto dal vivo con MARIO SERRAGLIO - folk europeo

Sabato 5 settembre
Ore 21.oo: concerto del gruppo LADRI DI POLLI - Tributo a F. de Andrè e altro

Domenica 6 settembre
Ore 12,30: Pranzo Popolare (prenotazioni presso la cassa della Festa oppure telefonando a 338.9759975-Maurizio)
Ore 21,00: Comizio di EZIO LOCATELLI della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista

  • Solidarity4aall: Campagna di solidarietà dal basso a sostegno del popolo greco. Vendita magliette per acquistare medicinali da inviare alle reti sociali di Syriza

  • BANCHETTO per  * iscriversi a Rifondazione Comunista e ai Giovani Comunisti * iscriversi alle mail list di Prc-Valcalepio, Prc-Valcavallina, Federazione provincialeinformazioni e materiali sull’attività e l’iniziativa politica di Rifondazione Comunista nei nostri territori
  • Spazio Anpi Valcalepio-Valcavallina
  • Spazio Sportello Sociale-Unione Inquilini e altre associazioni

Volantone della Festa: QUI


    (16.06.15) CASTELLI CALEPIO. ATIKA NON E’ SOLA: IL CORAGGIO E LA SOLIDARIETA FERMANO LO SFRATTO

    LO “SPORTELLO SOCIALE” ATTACCA IL SINDACO DI CASTELLI CALEPIO.
    Atika è una donna sola, vedova, con due figli a carico (uno 19 e l’altro 13 anni). Lavora in un’impresa di pulizie durante il faticoso turno di notte. Per raggiungere il posto di lavoro deve percorrere a piedi 5 km. Nonostante il pesante carico di lavoro, il salario non è sufficiente a pagare affitto, riscaldamento, elettricità e il sostentamento dei figli.
    Per questo la proprietà, un importante ente affiliato alla Curia di Bergamo, ha avviato lo sfratto per morosità ai danni della famiglia di Atika e questa mattina l’ufficiale giudiziario si è presentato per eseguire lo sgombero dell’alloggio.
    Il presidio anti-sfratto degli attivisti dello Sportello Sociale della Valcalepio ha ottenuto il rinvio della esecuzione a fine luglio. A settembre Atika e la sua famiglia si trasferiranno in un alloggio individuato dagli attivisti e messo a disposizione da una associazione solidale. Per questo gli attivisti anti-sfratto si mobiliteranno di nuovo per ottenere un ulteriore rinvio fino al momento del passaggio da casa a casa.
    “Per l’ennesima volta l’Amministrazione comunale di Castelli Calepio si è dimostrata assente di fronte ai bisogni delle famiglie colpite dalla crisi economica”. Rosanna, attivista dello Sportello Sociale, dichiara: “Soltanto la solidarietà e la resistenza sono riuscite a impedire che l’ennesima famiglia finisse in strada senza alcuna alternativa”.
    “Chiediamo che il Prefetto di Bergamo e l’Amministrazione comunale assumano i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze: il blocco degli sfratti e la messa a disposizione di un numero maggiore di case popolari a partire da quelle tenute colpevolmente chiuse perché prive di manutenzione. A Castelli Calepio esiste un palazzo intero di appartamenti popolari sfitti”. (A cura di: Sportello sociale di Rifondazione Comunista Valcalepio. Per comunicazioni tel. 342.6334747)

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    (24.04.15) QUINTANO di CASTELLI CALEPIO. RIESUMATO DAL CONSIGLIO DI STATO IL “MEGACENTROCOMMERCIALE”

    COMUNICATO STAMPA - RIFONDAZIONE COMUNISTA VALCALEPIO. Il Consiglio di Stato, con sentenza depositata in data 20.04.2015 (cfr. qui) ha riaperto la questione del “megacentrocommerciale” di Quintano. Ricordiamo che con precedente sentenza lo stesso Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione commerciale n.1 del 5 giugno 2009 rilasciata dal Comune di Castelli Calepio rilevando gravi vizi nel procedimento autorizzativo (mancanza di esecuzione della V.I.A).
    Ora la nuova sentenza prende atto che nel 2010 la Regione Lombardia ha emesso una legge (L.R. 5 2010) che esclude la VIA per i centri commerciali con superficie di vendita inferiore a 15.000 mq. (guarda caso il megacentrocommerciale prevede 14.990 mq di superficie di vendita) e quindi indica al Comune di Castelli Calepio, che aveva ricorso in appello contro la prima sentenza, che può concedere una nuova autorizzazione commerciale sulla base degli atti del vecchio procedimento anche in mancanza di VIA, non più necessaria dopo la pubblicazione della legge regionale citata.
    Nel rilevare l’assurdità di quanto previsto dalla regione Lombardia (in tutta Europa la VIA è obbligatoria per interventi così impattanti) osserviamo anche la sollecitudine del sindaco Benini e della sua amministrazione nel ricorrere alle vie legali per consentire all’operatore di ripartire con la speculazione sul territorio di Castelli Calepio.
    Non altrettanto sollecitudine ha dimostrato nel chiedere allo stesso operatore, che si dimostrato non rispettoso degli impegni sottoscritti di portare a termine gli interventi di bonifica ormai fermi da quasi 2 anni.
    Rifondazione Comunista, a livello locale e provinciale, ha sempre espresso la contrarietà a questo insediamento sostenendo con convinzione la battaglia condotta dai cittadini del Comitato contro il megacentrocommerciale.
    Di fronte ad una nuova eventuale autorizzazione riprenderemo la lotta sempre più convinti di essere di fronte ad una colossale speculazione finanziaria completamente sganciata dalle reali esigenze del territorio.
    Al sindaco Benini, così sollecito a ricorrere agli avvocati per salvaguardare l’operatore, chiediamo cosa aspetti invece a farsi carico del diritto dei cittadini alla salute e far portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori di bonifica. (Castelli Calepio, 24.04.2015. Per Rifondazione Comunista, circolo Valcalepio. Il segretario, Claudio Sala)

    Centri commerciali, le nostre precedenti info: qui


    (23.02.15) CIVIDINO DI CASTELLI CALEPIO. RIMANDATO LO SFRATTO DELLA FAMIGLIA DI JOHNSON

    Alta, e sempre più multietnica, la partecipazione al presidio per difendere dallo sfratto la famiglia di Jonhson. Tensione quando sono arrivati i carabinieri che hanno cominciato registrare i documenti di tutti. Già mercoledì scorso era stato fatto un presidio analogo e lo sfratto era stato rimandato di soli 5 giorni. Appunto oggi. Ma il Comune di Castelli Calepio - oltre a mettere a disposizione poco più di un migliaio di euro - non aveva ancora approntato un bel nulla per ricoverare anche solo i bambini piccoli. E questo nonostante svariati incontri con gli amministratori comunali richiesti dall’Unione Inquilini e dal nostro Sportello sociale della Valcalepio nei mesi scorsi. Dopo quasi due ore di presidio, anche proprietà e forze dell’ordine hanno concordato che non si potevano mettere per strada persone con bambini piccoli. Così l’ufficiale giudiziario ha rimandato lo sfratto di un altro mese, mentre l’Amministrazione comunale - incontrata da una delegazione del presidio antisfatto - si è impegnata ad aprire un “tavolo” con le parti per “perfezionare” l’accordo. La resistenza agli sfratti ormai diventa sempre più ampia, consapevole, determinata. Solo chi governa il Paese o amministra i comuni non ha ancora capito che occorre dare risposta radicalmente diverse a tutte le persone, sempre più numerose, a cui viene negato al diritto alla casa. (23.02.15, Sportello Sociale Valcalepio)

    Le altre foto di stamattina: qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


    (23.02.15) UNIONE INQUILINII. LA BUFALA (GOVERNATIVA) DELLA PROROGA DEGLI SFRATTI. LUNEDI’ 23 DUE PRESIDI ANTISFRATTO

    * Lunedì 23 febbraio, alle ore 8.3o, PRESIDI ANTISFRATTO: a Cividino di Castelli Calepio, Via S. Francesco d’Assisi n. 59 - alle ore 14.00 a Bonate Sotto, Via Montale n. 3

    L’annuncio del governo di una “miniproroga di 4 mesi” (cfr., ad esempio, “L’Eco di Bergamo” 21.02.15: qui) è una gigantesca azione di distrazione di massa, tanto più feroce perché illude povera gente in gravissima difficoltà. La realtà è tutta un’altra: i nuclei con bassi redditi e pesantissime fragilità personali, sfrattate per finita locazione (cioè persone che pagano regolarmente il canone ma a contratto scaduto il proprietario richiede indietro l’appartamento), possono rivolgersi al giudice per ottenere fino a 4 mesi (cioè fino a giugno), pagando alcune centinaia di euro, perché neanche hanno voluto esentare queste istanze dal pagamento dei bolli e altri oneri giudiziari.

    Si afferma poi che sono stati stanziati 25 milioni di euro per queste famiglie e che i quattro mesi (eventuali) sono sufficienti per reperire un alloggio alternativo. Una bugia dietro l’altra. Quei soldi sono stati sottratti al Fondo sociale per gli affitti (FSA), che serve per altre famiglie con redditi bassi e difficoltà a reggere il canone per evitare di cadere nella morosità. Inoltre i soldi non sono ancora in disponibilità dei Comuni. Una guerra tra poveri: la coperta è sempre la stessa e se la tiri per coprire i piedi, lasci scoperta la testa o viceversa.

    È stata innescata una nuova bomba ad orologeria che si aggiunge a una condizione disperata di sfratti per morosità incolpevole in ascesa costante a causa della crisi, a fasce sociali sempre più estese che non riescono più a sostenere i costi dell’abitazione.

    Un  Paese in cui può essere considerato normale che un malato terminale, un portatore di handicap grave, un anziano con basso reddito o un minore possano essere sfrattati e buttati per strada è incivile. Un governo che permette questo commette un crimine sociale tanto più ripugnante se mascherato con parole e promesse finte.

    Non è rimasta che l’arma estrema della disobbedienza civile. Insieme alle famiglie sfrattate che parteciperanno, lunedi 23 febbraio, la mattina, ci mobiliteremo per fermare due (2) sfratti ai danni di famiglie con bambini minorenni e invalidi.

    Saremo in presidio davanti alla casa della famiglia di Johnson che risiede in via S. Francesco d’Assisi n° 59 a Cividino di Castelli Calepio. Johnson abita con la moglie Felicia, e due (2) figli, uno di 4 anni l’altro di 1 anno. Johnson è senza lavoro dal febbraio 2011 dopo aver lavorato per 14 anni come operaio generico in una ditta di Corte franca (BS).

    L’altro presidio è ai danni di Bachir, muratore costretto a lavorare solo saltuariamente: Bonate Sotto, via Montale n° 3. Bachir vive con moglie, casalinga, e 3 figli minorenni (10 e 8 anni); il più piccolo dei figli (4 anni) è epilettico e invalido al 100%. (Unione Inquilini Bergamo, tel. 3397728683)

    • Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

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