* Sabato 27 Maggio 2017, PRESIDIO ANTIFASCISTA al Cimitero di Lovere (bg), ore 14. “APPLICARE LA COSTITUZIONE - NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI”

A tutte e tutti i democratici, le democratiche, gli antifascisti e le antifasciste

Da alcuni anni a fine maggio le vie di Lovere (BG) sono percorse da gruppi di neo-fascisti che esibiscono i loro simboli di violenza, cercando visibilità con il pretesto di commemorare due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. La legione Tagliamento, che operò in zona, è riconosciuta colpevole di crimini contro l’umanità: nel processo che il Tribunale Militare di Milano istruì nel dopoguerra, ai suoi militi vennero comminate diverse condanne a morte, in parte poi commutate in ergastolo. Fra condoni e rinvii nessuno scontò più di qualche anno di carcere. Ormai da alcuni anni, fascisti non solo locali sfregiano il ricordo della Resistenza insultando la memoria storica di Lovere e dei partigiani. Anche quest’anno pretendono di manifestare nello stesso paese che, il 17 giugno 1945, vide sfilare le bare di 13 giovanissimi partigiani – sei erano di Lovere – catturati dalla Tagliamento, torturati e fucilati davanti alla popolazione.
Già nel 2012 i neofascisti hanno imbrattato la stele dei Tredici Martiri e bruciato la targa che ricorda Bortolo Pezzutti, diciottenne di Costa Volpino, catturato per futili motivi dalla Tagliamento e inviato nel lager di Bolzano, dove finì orribilmente trucidato. Un anno fa, il 28 maggio 2016, inspiegabilmente protetti dalle forze dell’ordine, sono addirittura entrati nel Cimitero di Lovere, sfilando in segno di sfregio davanti alle tombe dei Tredici Martiri e alla lapide dei fratelli partigiani “Falce” e “Martello” Pellegrini, anch’essi catturati dalla Tagliamento, torturati e uccisi a Lovere. Il presidio antifascista, che protestava presidiando pacificamente il cimitero, è stato caricato con violenza dalla polizia, mentre i fascisti vi entravano tranquilli. Durante questa aggressione sono stati feriti tre antifascisti.

QUESTI FATTI DIMOSTRANO CHE LA LOTTA AL FASCISMO NON E’ FINITA IL 25 APRILE 1945.

Ancora oggi i fascisti vogliono riaffermare la loro ideologia tornando ad esprimersi con la violenza, il nazionalismo, la xenofobia, il militarismo. Lo fanno spesso con la connivenza di pezzi di quelle istituzioni repubblicane che avrebbero il dovere costituzionale di reprimerli. Formazioni dichiaratamente neo-fasciste, forti della paura generata dalla crisi e dai movimenti migratori, propongono alternative ingannevoli alle politiche di austerità imposte dal neoliberismo, creando falsi nemici identificati sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale. Nascondono così l’unico reale conflitto che questa crisi ha evidenziato: quello tra sfruttati e sfruttatori.
Chiamiamo quindi tutti a manifestare con i fatti la nostra scelta antifascista, negando spazi di agibilità politica a ogni forma di fascismo, qualunque sia la maschera che indossa. Impegniamoci contro discriminazioni di genere, razza, cultura o provenienza nazionale. Attiviamo una concreta collaborazione tra le forze impegnate a costruire un modello sociale che abbia al centro dei propri valori la dignità delle persone e del lavoro, e come orizzonte il rispetto e la pacifica convivenza tra popoli.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare al PRESIDIO ANTIFASCISTA, sabato 27 Maggio 2017, al cimitero di Lovere (BG), ore 14: APPLICARE LA COSTITUZIONE – NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI. (Lovere, 1° Maggio 2017)

COORDINAMENTO ANTIFASCISTA DELL’ALTO SEBINO, VAL CAMONICA E VALLI BERGAMASCHE, Comitato Lombardo Antifascista, ANPI (Provinciale di Bergamo, Provinciale di Brescia, Lovere, Endine, Seriate, Valle Cavallina e Valcalepio, Val Gandino, Valcamonica), ISREC Bergamo, FIOM e CGIL Valcamonica-Sebino, RIFONDAZIONE COMUNISTA Lombardia, SINISTRA ITALIANA Bergamo, ARTICOLO 1 democratici progressisti Brescia e Valcamonica, POSSIBILE Brescia, PD Lovere, GRAFFITI, CIRCOLI DEI LAVORATORI Darfo e Iseo, RIBELLI DELLA MONTAGNA, KAMUNIA PARANOIKA, RETE ALDO DICE 26X1, RADIO ONDA D’URTO, ALTERNAINSIEME San Paolo d’Argon.

Per adesioni scrivere a: loverebastasfilateneofasciste@gmail.com


(06.05.17) BERGAMO. SALVO PARIGI. UNA VITA PER LA GIUSTIZIA E LA LIBERTA’

* La nota biografica diffusa dall’Anpi provinciale di Bergamo.

“Un momento doloroso per l’intera comunità bergamasca: nella notte tra il 4 e il 5 maggio, è mancato il nostro Salvo Parigi, presidente onorario dell’ANPI Provinciale di Bergamo, dopo esserne stato, per oltre 70 anni, il Presidente fino all’aprile del 2016.
Salvatore Parigi – per tutti Salvo – ingegnere, docente per anni all’Istituto superiore “Cesare Pesenti” oltreché vicepreside, nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Frequenta il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, viene avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete clandestina del movimento di Giustizia e Libertà, un gruppo che immediatamente dopo la caduta del fascismo del 25 luglio 1943, è in grado di mobilitarsi nella costruzione della Resistenza a Bergamo e in provincia. Il suo impegno è inizialmente quello di diffondere la stampa clandestina, in particolare del giornale “Italia Libera”, organo di stampa ufficiale del Partito d’Azione; dopo il 25 luglio, Parigi entra a far parte dei gruppi armati di GL in città e diventa commissario della 1^ Brigata GL di pianura, occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina. Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell’insurrezione.
Uomo di cultura, è importante ricordare il suo impegno, dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo. Il quindicinale, fondato da un gruppo di giovani antifascisti attivi nella lotta partigiana e animati da un forte desiderio di rinnovamento politico e morale del Paese, esce con il primo numero il 20 febbraio 1946. Responsabile unico risulta, fin dal principio, Salvo Parigi che ne assume anche la piena direzione col numero 18 del 5 novembre 1946, firmando una rivista a cui collaborano intellettuali importanti e che ha diverse rubriche: politica (seguita dal direttore Salvo Parigi e Dino Moretti), economica (con Valerio Barnaba), scientifica (curata da Gianni Parigi e Vico Rossi), filosofica (redatta da Mario Tassoni e Giacomo Zanga), infine l’area letteraria di Giulio Questi e Gian Carlo Pozzi e artistica nonché cinematografica con a capo Corrado Terzi e Carlo Felice Venegoni. Così Franco Fortini recensisce favorevolmente la rivista individuando nei redattori dei «compagni nella lotta per una nuova cultura» («Il Politecnico», n.35 (gen./mar. 1947), p.93):
«Esce in una delle nostre più codine città: a Bergamo. E’ fatto, questo quindicinale, da giovani – almeno così ci sembra dal tono. “Che la filosofia dia ai suoi l’odio e la persecuzione del mondo!” quest’augurio che abbiamo letto in una delle sue pagine, può dare l’idea del colore di questo foglio. I nomi – dal responsabile Salvo Parigi, a Mario Tassoni, Dino Moretti, ecc. – contano relativamente poco; importa una vivacità appena repressa da una volontà moralistica, una combattività molto tesa, senz’esser mai rumorosa, agitata da impulsi differenti, che possono essere ora di carattere sociale e politico in una libera ricreazione di motivi del Partito d’Azione e del Socialismo e ora piuttosto di un accento morale e religioso di timbro protestante. Questo anzi ci sembra l’elemento più vero di questa rivista. E’ infatti un luogo comune affermare che la provincia è, in Italia, luogo di fermenti e di decisioni morali; ma qui, leggendo le pagine di questo foglio che certo si pubblica con difficoltà, e con sacrificio personale dei suoi redattori e collaboratori, possiamo valutare l’importanza di una “decisione” simile, in una città appunto, come Bergamo, nota per il suo conformismo cattolico».
«La Cittadella» conclude la sua vicenda nel 1948, con un doppio fascicolo, uscito il 15-30 aprile.
L’impegno di Salvo non si ferma qui. E’ attivo dalla fine degli anni ‘50 nelle file del Partito Socialista Italiano, nel quale milita per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica. Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Clauser-Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale. Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all’Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la legge regionale che istituisce i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, istituito nel 1977). Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.
Ma il suo pensiero primario è per l’ANPI: instancabile è il suo lavoro – fatto anche di una presenza sempre costante, pure negli ultimi anni, quando l’età e le condizioni fisiche avrebbero suggerito il riposo – per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l’ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo. Insieme a Giuseppe Brighenti “Brach”, Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche di cui è vicepresidente vicario fino al 2016.
Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del Museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, progetto al quale dedica gli ultimi sforzi come Presidente Provinciale dell’ANPI.

Perdiamo un padre, perché i partigiani sono i padri di cui ci dovremmo sentire figli. Perdiamo un compagno di strada straordinario, dalla rettitudine morale esemplare, uomo deciso, guida carismatica e autorevole per tutta l’ANPI Provinciale di Bergamo e non solo.
Grazie Salvo, per tutto quello che ci hai dato. Cercheremo di essere sempre all’altezza dell’eredità morale, civile e politica che ci lasci. Ora e sempre Resistenza. (Mauro Magistrati - Presidente ANPI Provinciale di Bergamo, 5 maggio 2017)

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Salvo Parigi in alcune foto del nostro archivio.


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(16.06.12) Scanzorosciate. Intitolazione della scalinata “ANGELO TROVESI, PARTIGIANO PIRATA”

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(24.07.11) Colli di San Fermo. Commemorazione della Battaglia del Monte Torrezzo e di Fonteno contro i nazi-fascisti nel 67° anniversario

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(30.10.09) Bergamo. Presidio antifascista (contro il sindaco Veneziani che concede sala comunale a Casapound)

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.(04.06.11) SERIATE. Inaugurazione del monumento ai caduti partigiani del 27-28 aprile 1945

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(26.04.09) Caravaggio. Commemorazione dei partigiani Baruffi Carlo, Grassi Annunzio, Pala Franco, Perego Giovanni uccisi dai fascisti a Capralba nel marzo 1945

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(01.06.09) Trescore Balneario. No fascismo. No razzismo (presidio contro Forza Nuova)


(22.04.17) PONTIDA. FESTA DELL’ORGOGLIO ANTIRAZZISTA. FOTO

ALTRE FOTO: QUI


(18.04.17) BERGAMO. INCONTRO PUBBLICO: VERSO IL MEETING ANTIRAZZISTA DI SABATO 22 APRILE A PONTIDA

* Martedì 18 aprile, ore 20.45, a Bergamo presso la sede di Rifondazione Comunista e Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g

Un numero crescente, davvero impressionante di soggetti e associazioni, dal mondo del lavoro, della cultura, dell’attivismo e della politica (cfr. qui) sta aderendo alla proposta lanciata un mese fa dai centri sociali di Napoli per un grande appuntamento antirazzista a Pontida, la località bergamasca che la Lega Nord - stravolgendo il senso della memoria legata alla storia medievale - ha trasformato nello scorso trentennio in un simbolo del secessionismo e dell’intolleranza. “Tutte e tutti a Pontida - si legge nell’appello a cui abbiamo aderito convintamente - per chiarire un concetto semplice: le idee di odio razziale non hanno alcuna casa, non possono avere roccaforti o luoghi simbolici, mentre abitano ovunque le idee di inclusione, solidarietà tra popoli, emancipazione!” Siamo anche noi convinti che il messaggio razzista di Salvini e della Lega nella versione lepenista, lungi dal rappresentare - come recita la propaganda - una alternativa al sistema del neoliberismo e dei governi che lo incarnano, ne sia invece complementare e componente organica, come testimonia la propensione dei media rispettabili a veicolarlo sistematicamente e ovunque. La guerra fra i poveri come alternativa alla lotta plurale e unitaria contro l’austerity costituisce un fattore essenziale di tenuta del “sistema” del neoliberismo. Non a caso il governo Gentiloni, con gli accordi Italia-Libia e con i due decreti Minniti-Orlando, l’uno contro i migranti e l’altro contri i poveri (non contro la povertà!), si muove nella stessa direzione con il plauso di tutte le destre. Contro il razzismo, per l’unità dei lavoratori e delle lavoratrici, contro la guerra vera che Trump - l’amico di Salvini - mostra di voler portare alle estreme conseguenze, contro un governo che fa le stesse politiche dei razzisti: con queste parole d’ordine vogliamo essere anche noi a Pontida sabato 22 aprile, con tutte le nostre amiche e i nostri amici, compagne e compagni, di tutti i Sud e di tutti i Nord, per una grande giornata di musica e festa. Per portare a questa giornata il contributo di riflessione, politico e anche organizzativo, delle realtà antifasciste e antirazziste di Bergamo e provincia, invitiamo all’incontro che abbiamo promosso per martedì 18 aprile, alle ore 20.45, presso la sede di Unione Inquilini e Rifondazione Comunista, a cui invitiamo tutti gli interessati. (Bergamo, 13.04.17: Unione Inquilini, Seriate X Tutti, Gruppo Acquisto Popolare Bg, Alternainsieme.net, Rifondazione Comunista - per info tel. 3389759975 -maurizio)


(11.02.17) COSTA VOLPINO. FOIBE. IL PUNTO DELLA RICERCA STORICA

* Costa Volpino (frazione Corti), Sabato 11 febbraio alle ore 17.00 presso l’Auditorium della biblioteca di Via S. Antonio 8

Il Coordinamento antifascista presenta una serata di approfondimento critico con lo storico PIERO PURINI, del gruppo RESISTENZA STORICA di Udine.

Agli studenti interessati verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per i crediti formativi.

Locandina: QUI


(23.12.16) BERZO SAN FERMO. ECCO COSA SUCCEDE SE VAI A BERTI DEL VINO AL BAR DEL TUO PAESE E TI RITROVI AD ASCOLTARE SLOGAN FASCISTI DA PARTE DI PICCOLI DECEREBRATI

Guance gonfie e rosse e occhi fuori dalle orbite più per l’ignoranza che per la sbornia chiaramente accentuata da una grande capacità interpretativa di caproni senza cultura. Per ubriacarsi ci vuole sempre della classe, l’ebbrezza è arte e se a fine serata ci si mette ad urlare a modalità grugnito maiale insulti infami del tipo “porco Allah” non si è dei fighi ubriachi, si è semplicemente dei coglioni di merda. E pure anche un po’ ridicoli dato che al forte senso di appartenenza contro Allah si pensa bene di aggiungerci, nel finale, un Porco Dio e un Dio cane più volte rivendicati in segno di grandezza personale. Alcuni giovincelli di Berzo hanno un’idea ben precisa del galateo, abituati ad ispirarsi a dignitose pratiche tradizionalmente cavernicole, meritevoli di conferire buona immagine e dignità: alla presenza di un pubblico formato da femmine, è quindi usanza che qualcheduno apra la sua coda da pavone alzando il braccio destro e gridando “Dux!Dux!” con la stessa convinzione di un fedele che dice l’Ave Maria.
Ora, oltre al profondo senso di schifo nei loro confronti e alla mia assoluta certezza che le ramanzine oramai non servano più e che dovrebbero dar spazio, qualche volta, a vere e proprie randellate, mi auguro che la prossima volta i gestori di questo bar anziché mettersi a filmare siparietti del genere, in primo luogo smettano di dar da bere a questi ragazzotti –soffro nel vedere alcol sprecato- ed in secondo luogo caccino via a calci in culo elementi del genere da un luogo che è pubblico e che, in quanto tale, dovrebbe rispettare la dignità umana.
Non è più tempo per lasciar passare le cose, soprattutto quando rivendicazioni del genere spuntano dalla bocca di ragazzotti che del mondo non conoscono un accidente. Mi auguro che gli stessi gestori e l’amministrazione comunale agiscano con le modalità che i loro ruoli nella società richiedono: e non con un telefonino in mano o facendo finta di niente.
Ecchecazzo.
(23.12.16 - Berzo San Fermo - Myrna Cambianica)


(23.10.16) TRESCORE BALNEARIO. I NAZIONALISMI IN EUROPA E COME SI BUTTA VIA UNA SERATA

* A proposito dell’incontro del 21 ottobre promosso dall’Anpi provinciale a Trescore Balneario nell’ambito del ciclo “Macerie. Il ritorno dei fascisti in Europa” (cfr. QUI)

Due parlamentari del Pd e una giornalista autrice di un libro sul tema l’altra sera a Trescore Balneario hanno provato a spiegarci come la destra peggiore stia reclutando in Europa milioni di adepti fra le persone normali le cui condizioni economico-sociali sono state travolte dall’austerity. Un panorama desolato e desolante di rancore, odio, fili spinati e perfino pogrom violenti in nome delle paranoie xenofobe più orrende. Poi la Brexit e l’inquietante Trump negli Usa. Ad ascoltare un pubblico attentissimo, di cui una parte – per la verità - inquietato pure dalla signora Hillary. La nostra Europa è ormai assediata dalle guerre in Libia e in Mediorente, incapace di intervenire per fermare la tragedia di Aleppo (cominciata però un pezzo prima dell’arrivo dei Russi). E’ la nostra Europa che deve subire l’ingombrante presenza della Russia, anch’essa avviata lungo una deriva di destra e aggressiva. Purtroppo - non andrebbe dimenticato - anche l’Europa, quando si muove, è portata a combinare disastri come in Libia, a dialogare con i nazisti o simili di Ucraina, a dispiegare stupidamente le proprie truppe lungo i confini russi, a fornire armamenti agli stati pro Isis con non poche responsabilità nelle destabilizzazione del mondo che poi ci invia i suoi disperati. La marea montante dei profughi in questa Europa assediata rischia di travolgere le coscienze, tanto che imperversano – contro il sistema – una pluralità di populismi: dalle sigle orribili del nuovo neonazismo germanico e mitteleuropeo, i destrissimi governi degli ex paesi del glacis, le signore Le Pen (zia e nipote), gli xenofobi olandesi, gli anglo-brexit, Salvini e Grillo, pure Podemos e Tsipras (quest’ultimo populista perché ha voluto andare contro il sistema rimanendone colpevolmente sconfitto mentre le socialdemocrazie europee e pure il Pd stavano violentemente contro la Grecia). Certo i relatori hanno criticato aspramente le politiche economiche regressive dell’Unione Europea (a guida Bce con popolari e Pse al comando) con la devastazione sociale che ne deriva, sulla quale marciano alla grande neofascisti e neonazisti. Fortunatamente - è stato detto - in Italia i 5 Stelle da una parte e Fratelli d’Italia dall’altra sono riusciti finora a integrare in parte nel sistema la protesta populista o fascista più pericolosa. Contro la deriva non resta – ci è parso di capire - che affidarci alla fiducia nelle istituzioni (la nostra “repubblica parlamentare” come ha solennemente ricordato uno dei parlamentari relatori), al quadro politico dato, alla attesa che i reggitori d’Europa imbocchino politiche economiche in grado di prevenire la devastazione sociale e la paura delle masse. C’è da dubitare, nel frattempo, che la classe operaia francese dopo l’imposizione della “loi travail” abbia più  voglia di fidarsi di Hollande e delle istituzioni europee. Certo che i due parlamentari del Pd che hanno relazionato - e lo sanno tutti - in questi anni sono stati fra coloro che hanno sostenuto e votato diligentemente le leggi sociali che precarizzano la vita di milioni di individui e ora si apprestano - nel referendum costituzionale - a sostenere lo stravolgimento dell’ordinamento previsto dalla Costituzione, nata dalla Resistenza e da quasi settanta anni punto di riferimento forte contro le involuzioni autoritarie e i fascismi tutti. Sì, proprio una serata buttata via quella di venerdì nella sala convegni dello storico Albergo La Torre di Trescore Balneario. (m. mazzucchetti, 23.10.16)


(14.10.1944) CENATE SOTTO LE ULTIME ORE DEL PATRIOTA CALABRESE FRANCESCO PARISI Secondo la testimonianza di Don Giovanni Biava, chiamato a prestare assistenza religiosa, Francesco Parisi, arrestato alcuni giorni prima dalle Brigate Nere, si trovava “in uno stato pietoso per le botte ricevute e inebetito. Penso che fosse stato offeso alla spina dorsale o avesse qualche costola rotta, perché non stava in piedi e doveva essere trascinato. Aveva il viso tumefatto e parlava con difficoltà. Quando gli dissi che doveva essere fucilato svenne e rimase svenuto per circa un’ora e un quarto. Fu trasportato in macchina ancora svenuto e riprese parzialmente conoscenza quando giunse al posto della fucilazione”. Poi sulla piazza di Cenate “accanto alla Chiesa di Cristo - così è scritto nella piccola lapide posta vicino al tabaccaio e non ancora dimenticata - piombo fascista massacrò il patriota calabrese Francesco Parisi”. A comandare il plotone di esecuzione e a dare personalmente il colpo di grazia, fu il milite della GNR Lucignani (insieme a quelli delle vittime bisogna sempre ricordare anche i nomi dei massacratori). Vennero poi vietate l’asportazione del cadavere dalla piazza del paese e la celebrazione delle esequie. [Cfr. Andrea Caponeri, La banda Resmini nelle sentenze della Corte straordinaria d'Assise di Bergamo (1945-1947), Bergamo 2008, pp. 109-110] Altre notizie e documenti nel libro di Matteo Alborghetti, Da Cenate d’Argon a Cenate Sotto. Storie, fatti e persone nella seconda guerra mondiale, 2008


(21.10.16) TRESCORE BALNEARIO. MACERIE. IL RITORNO DEI FASCISTI IN EUROPA. 2° incontro del ciclo a cura ANPI Comitato provinciale di Bergamo

* Venerdì 21 ottobre, ore 21.00, presso Albergo “Della Torre” - Piazza Cavour 28 a Trescore Balneario

“Europa anno zero. Il ritorno dei nazionalismi” (Marsilio 2015). Presentazione del libro di EVA GIOVANNINI, giornalista e scrittrice. Dialogo tra l’autrice e l’onorevole Emanuele FIANO

La tremenda crisi economica globale che sta determinando un cambiamento radicale nella struttura sociale e politica del mondo, dai luoghi emotivamente e geograficamente più lontani fino alle porte delle nostre case, ha comportato la ricomparsa di movimenti e partiti politici che, più o meno apertamente, hanno i loro valori di riferimento nel fascismo europeo che si pensava sconfitto con la fine della seconda guerra mondiale.
Sfruttando consapevolmente la paura che provoca il diverso da noi, il timore di perdere un benessere materiale sempre più effimero e ora lo spettro della guerra di religione contro “gli infedeli”, per la difesa dei “valori dell’Occidente”, gruppi di neofascisti o comunque di estrema destra consolidano le loro fila e senz’altro aumentano la loro visibilità. E’ necessario sapere di più, capire meglio per attrezzarsi nella quotidiana lotta per la democrazia e la libertà che è tra i compiti fondamentali dell’Anpi; per informare anche le nuove generazioni sulla genesi e sul pericolo del neofascismo.
Il ciclo completo degli incontri: qui


(10.08.16) ENDINE. PER RICORDARE IL PARTIGIANO “BRACH” E LA RESISTENZA

Il prossimo 10 agosto 2016 ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Brighenti, partigiano Brach. Lo ricorderemo con i parenti, i compagni e gli amici di sempre con una semplice ma significativa cerimonia presso il cimitero di Endine Gaiano, mercoledì 10 agosto 2016 con ritrovo alle ore10. In questo appuntamento desideriamo rivolgere anche un pensiero d’affetto al caro Pasquale Lampugnani, già segretario della sezione Anpi di Endine Gaiano, a quattro mesi dalla sua scomparsa. Una rosa rossa depositata sulla tomba di ognuno per testimoniare il nostro affetto per queste persone: i partigiani di ieri e chi ne ha raccolto la preziosa testimonianza. Ciao Brach, ciao Pasquale, un piccolo gesto d’affetto e gratitudine il nostro per quanto voi avete trasmesso a noi tutti. (02.08.16, Andrea Brighenti, Presidente della Sezione Anpi “G. Brighenti” di Endine Gaiano)

Su Giuseppe Brighenti (1924-1996): qui


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