(21-22.06.16) SAN PAOLO D’ARGON. IL SINDACATO DEI LAVORATORI DELL’AGROINDUSTRIA PIANTA LA “TENDA ROSSA DEI DIRITTI” DAVANTI AD AGRONOMIA

* Martedì 21 e mercoledì 22 giugno, ore 10.00-18.00, a San Paolo d’Argon in Via Puccini 5. Due giorni dedicati a “Il lavoro agricolo”: legalità, contrattazione, diritti e cittadinanza - La voce delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Gruppo Agronomia

La “Tenda rossa dei diritti” è una campagna della Federazione Lavoratori Agroindustria (Flai-Cgil) si propone di “occupare e presidiare il territorio per far conoscere l’attività del sindacato e dare supporto ai lavoratori e lavoratrici ma soprattutto per sottolineare che Flai-Cgil ci mette le tende finché non saranno risolti problemi e criticità presenti”.
“La tenda Rossa - spiega Flai-Cgil - sarà la tenda dei diritti e dell’accoglienza, sarà la casa di tutti i lavoratori, lavoratrici, dei giovani e dei meno giovani e di tutti coloro che vogliono vivere il proprio territorio confrontandosi su temi ed emergenze locali ma anche affrontando questioni più generali, dalle pensioni al dissesto idrogeologico, dagli appalti alla tutela del lavoro, alla forestazione, dal caporalato ai temi della legalità e del lavoro migrante.”
La scelta di piantare la tenda in Via Puccini a San Paolo d’Argon nei pressi di Agronomia non appare affatto casuale. Il gruppo Agronomia, che fa capo all’ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, leader nel settore della IV gamma (cioè l’insalata nel cellophane), ha società e unità produttive in Puglia e in Germania, oltre che a San Paolo d’Argon; il gruppo è quotato in Borsa, mentre i lavoratori non vengono pagati da mesi e non hanno la più pallida idea di quale sarà il loro futuro, fra messa in liquidazione, concordato preventivo, cessione ad altre due società del gruppo. Questo il programma completo dell’iniziativa di Flai-Cgil.

Martedì 21 Giugno
Ore 10.00 Accoglienza Lavoratori Agricoli
Ore 14.30 Conferenza Stampa “Gruppo Agronomia – #cimettiamoletende”
Ore 15.30 Direttivo Provinciale FLAI CGIL Bergamo
Ore 17.30 APERIFLAI – Insieme si resiste meglio
Dalle ore 15.00 Assistenza Legale con Ilardo Carmelo (Uff. Vertenze CGIL Bergamo)

Mercoledì 22 Giugno
Ore 10.00 Sportello x i Diritti con Bruno Trlin (Uff. Diritti CGIL Bergamo)
Ore 14.30 Assistenza Legale Con Ilardo Carmelo (Uff. Vertenze CGIL Bergamo)

Per tutti i giorni sportello FLAI #cimettiamoletende: Analisi Busta Paga-Assistenza Contrattuale- Integrazioni malattia / maternità / infortunio - Disoccupazione Agricola



(26.05.16) SAN PAOLO D’ARGON. PRESIDIO DEI LAVORATORI DI AGRONOMIA

* Da mesi senza paga e nella più totale precarietà.

Per tutta la mattinata i lavoratori di Agronomia hanno presidiato l’insediamento di Via Puccini nel nostro paese. Il gruppo Agronomia, che fa capo all’ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, leader nel settore della IV gamma (cioè l’insalata nel cellophane), ha società e unità produttive in Puglia e in Germania, oltre che a San Paolo d’Argon. L’azienda è perfino quotata in Borsa, ma i lavoratori non vengono pagati da mesi e non hanno la più pallida idea di quale sarà il loro futuro. Succede anche questo nel nostro comune. (L’Alternativa - San Paolo d’Argon, 26.05.16)

* Agronomia (San Paolo d’Argon), le nostre precedneti info: qui


(28.02.16) SAN PAOLO D’ARGON. AGRONOMIA SEMPRE SOTTO I RIFLETTORI. DENUNCIATO IL RAPPRESENTANTE LEGALE PER ABUSO EDILIZIO E DISCARICA ABUSIVA IN PUGLIA. Rassegna stampa

Prima la notizia nella settimana appena passata della liquidazione dell’unità di Via Puccini, poi la rettifica dell’azienda che ha negato seccamente sia l’ipotesi di una eventuale delocalizzazione, sia quella di un rallentamento nelle vendite e nell’espansione, tanto che ne è seguito immediatamente un esploit in borsa. “Al momento abbiamo ancora aperte 11 vertenze per recupero crediti contro il Consorzio, - hanno subito risposto Flai-Cgil e Ufficio vertenze provinciale - se davvero per l’azienda gli affari vanno bene è giunto il momento di pagare quanto dovuto ai propri lavoratori, cioè le mensilità arretrate (con un caso estremo di salari non erogati da 8 mesi a cui va aggiunta la malattia a carico Inps, già percepita dalla s.c.a r.l ma non corrisposte al lavoratore), i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e l’indennità di maternità ancora non corrisposta.” (cfr. Bergamonews.it 25.02.16: qui). Una questione non da poco e ancora tutta da chiarire anche perché, oltre ai salari in ritardo, ci sono forti preoccupazioni per l’occupazione, tanto che per il 10 marzo è fissato l’incontro con il Presidente della Provincia. E’ di ieri invece la notizia che a Guagnano in Puglia, nelle aree dove opera Jentu, l’altra società delle società del gruppo Agronomia, i carabinieri del Noe hanno scoperto contenitori di prodotti chimici nascosti assieme ad altri rifiuti, a un metro e mezzo sotto terra. Per la società si ipotizzano i reati  di discarica abusiva, abuso edilizio, scarico non autorizzato di acque reflue. E’ stato denunciato alla Procura Guglielmo Alessio, rappresentante legale del gruppo e già presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo. (cfr. Bergamonews.it 27.02.16: qui). Segnaliamo infine l’ampio approfondimento sulle vicende dell’azienda di Via Puccini e della Compagnia delle Opere di Bergamo in Bgreport.org 25.02.16: qui

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(24.02.16) SAN PAOLO D’ARGON. AGRONOMIA: in BORSA VOLA ALLE STELLE, MA I DIPENDENTI SONO “ALLE STALLE” E SI E’ PURE PARLATO DI LIQUIDAZIONE. CHE SUCCEDE VERAMENTE?

Da diversi mesi Agronomia, l’azienda dell’insalata in cellophane di Via Puccini a San Paolo d’Argon, è sotto il riflettore della stampa. Da una parte mirabolanti notizie di successi economici, come lo sbarco in Germania e pure quello in borsa; dall’altra consiglieri e amministratori delegati che vanno e vengono, licenziamenti illegittimi e riassunzioni dovute, cassa in deroga, un giudice che assolve un operaio accusato di caporalato e poi invita a chiarire le posizioni di due dirigenti per l’eventuale individuazione di condotte penalmente rilevanti.
E’ di lunedì la notizia che Agrononia s.c.a.r.l. sarebbe in stato di liquidazione (cfr. Bergamonews.it 22.02.16: qui), tanto che perfino il Presidente della Provincia si è attivato per un tavolo di trattativa - il 10 marzo prossimo - finalizzato alla salvaguardia dell’occupazione (si parla di 100 dipendenti a rischio). Ma il giorno dopo, cioè ieri, l’azienda rettifica, smentisce, parla invece di rilancio e minaccia ritorsioni legali contro chi ha parlato di liquidazione. A seguito del comunicato aziendale (La Stampa 23.02.16: qui) il titolo di Agronomia in borsa “vola” letteralmente a un punto talmente alto da dover essere sospeso (cfr. qui), anche se questo esploit clamoroso in borsa non basta però a convincere Percassi a continuare la sua partecipazione al gruppo (cfr. Bergamo.corriere.it 24.02.16: qui). Se i titoli vanno a gonfie vele, non è cosi però per i dipendenti, diversi dei quali hanno indietro diversi mesi non ancora pagati, non gli viene pagata la maternità, mentre tra dimissioni per giusta causa e mancati rinnovi saranno 70 o 80 i dipendenti già fuori. Ma ormai non è la prima volta che mentre le azioni di una azienda in borsa vanno bene, il lavoro e le condizioni dei lavoratori vanno a ramengo. Staremo a vedere, non senza forti preoccupazione per chi alla Agronomia di Via Puccini ci lavora. (San Paolo d’Argon, 24.02.16)

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(14.10.15) AGRONOMIA - SAN PAOLO D’ARGON. ASSOLTO DAL GIUDICE IL LAVORATORE ACCUSATO DI ESTORSIONE

Flai CGIL: “Noi non difendiamo i caporali, ora si continui a indagare”

Assolto perché il fatto non sussiste Kumar Sandeep, il dipendente di Agronomia reintegrato al lavoro dopo un ingiusto licenziamento e poi accusato da tre colleghi di estorsione.

La vicenda comincia nel 2012 quando Agronomia, azienda di San Paolo d’Argon specializzata nella lavorazione di quarta gamma, licenzia Sandeep per aver raccolto la verdura dalla serra sbagliata. Asssitito dalla Flai CGIL il lavoratore ha impugnato il licenziamento e vinto la causa: nel 2013 il giudice ha considerato illegittima la sanzione e imposto il reintegro.
Dopo pochi giorni, nell’agosto 2013, Kumar viene denunciato da tre compagni di lavoro con un’accusa grave: avrebbe infatti chiesto ai colleghi 200 euro per poter lavorare.
Il processo a Kumar Sandeep, imputato per estorsione e assistito dall’avvocato Pamela Nodari, si è concluso oggi con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. I tre lavoratori indiani che lo avevano denunciato hanno infatti spiegato al giudice Ilaria Sanesi che Sandeep non aveva mai chiesto loro dei soldi, ma che erano stati obbligati dall’azienda a dichiarare il falso per non perdere l’impiego.
Il giudice ha infine trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica per l’eventuale individuazione di condotte penalmente rilevanti, alla luce di quanto emerso dal dibattimento, a carico di Gaia Novali, procuratore dell’azienda, e di Stefano Savini, responsabile delle produzioni agricole di Agronomia.
“Il tribunale ha stabilito che l’estorsione non è mai avvenuta - commenta Francesca Seghezzi, segretaria Flai CGIL di Bergamo - come non sussistono evidentemente le accuse mosse dall’azienda nei confronti della CGIL di difendere sfruttatori e caporali. Confidiamo nel lavoro della magistratura perché si faccia finalmente chiarezza su tutte le situazioni emerse durante il processo”.
“Siamo particolarmente soddisfatti per la sentenza - aggiunge il segretario provinciale CGIL Luigi Bresciani - Ora chiediamo si faccia piena luce su una vicenda grave e torbida“. (Comunicato stampa Cigil-Bergamo, 14.10.15)

Cfr. anche Bergamo.corriere.it 14.10.15: qui; Bergamonews.it 14.10.15: qui

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(09.10.14) SAN PAOLO D’ARGON. AGRONOMIA SCRL CHIEDE CASSA IN DEROGA PER 20 IMPIEGATI. FATTURATO IN CALO. ANZI NIENTE AFFATTO! - Rassegna stampa

Qualche giorno fa articoli (promozionali) in cui si è letto che Agronomia Scrl andava a gonfie vele (neoquotata in borsa, nuovo stabilimento in Germania) e poi la notizia della richiesta di Cassa in deroga per 20 dei 24 impiegati in conseguenza del calo di fattuato di 5,8 milioni. Questo perché - secondo l’avvocato dell’azienda, Stefano Lorenzi (peraltro vicepresidente della Compagnia delle Opere di Bergamo - “Il calo del fatturato è dovuto alla perdita di clienti come Billa e Lombardini” (cfr. Bergamonews.it 29.10.14: qui). Agronomia (San Paolo d’Argon, Via Puccini 4) è l’agroindustria specializzata in quarta gamma, cioè insalatina nel cellophane, settore che negli ultimi tempi ha avuto una crescita da primato. Sulla richiesta di Cassa in deroga il sindacato di categoria Flai-Cgil non ha firmato, spiegandone le ragioni in una conferenza stampa il 29 settembre. Il giorno dopo il Consiglio di amministrazione di Agronomia approvava la relazione finanziaria semestrale (cfr. qui), nella quale si specifica che il Gruppo aveva sottoscritto “dei contratti preliminari di fornitura con 5 importanti gruppi della distribuzione in Germania e con un gruppo distributivo in Italia, per un valore complessivo di fornitura di circa 13 milioni di euro”. Perchè quindi mettere 20 lavoratori in Cassa in deroga, ha chiesto la Cgil? (cfr. Bergamonews.it 01.10.14: qui) E questa domanda ce la poniamo anche noi.

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(12.09.14) SAN PAOLO D’ARGON (bg). AGRONOMIA. A PRESTO STABILIMENTO ANCHE IN BAVIERA. LUCI (E ANCHE OMBRE) NEL BUSINESS DELL’INSALATINA NEL CELLOPHANE

In Italia l’80% della produzione dell‘insalatina di quarta gamma, cioè quella nel cellophane con a senza vasoietto pronta per l’uso, fa capo ad aziende insediate nei nostri paesi. Il nostro concittadino Mario Bellina, scomparso ormai da diversi anni, ne era stato praticamente il pioniere fondando la Ortobel, poi passata alla multinazionale francese Bonduelle che ha spostato alcuni anni fa a San Paolo d’Argon il centro operativo di tutte le sue attività  per l’Italia. Ma c’è anche Agronomia che, fondata nel 2005, nel nostro paese in via Puccini, è cresciuta rapidissimamente piazzandosi ormai al primo posto in Italia. Si tratta di un settore in continua espansione, la cui manodopera - sia nelle serre sia nel confezionamento - è costituita principalmente da lavoratori immigrati. Agronomia - 120 dipendenti solo a San Paolo d’Argon - ha uno stabilimento anche nel Sud, in Puglia, come Bonduelle ce l’ha in in Campania, per coprire la commercializzazione lungo tutto l’anno sfruttando le differenze climatiche. L’annuncio di questi giorni è che Agronomia realizzerà e renderà operativo dal 1° gennaio prossimo uno stabilimento anche in Germania, ad Aufkirchen in Baviera, con un investimento di 13 milioni di euro. Quotata in Borsa dalla primavera scorsa, il titolo di Agronomia in questi giorni è schizzato a un +19,18%. La società ha chiuso il 2013 con un fatturato di 25,4 milioni, che punta a triplicarenel giro di cinque anni. (cfr. L’Eco di Bergamo, 11.09.14: qui). Si è parlato nei giorni scorsi di Agronomia anche in occasione dell’anniversario dei fatti di Chiuduno dell’8 settembre 2013, quando, nel corso di una rissa fra due bande di immigrati indiani, perirono un immigrato e la dottoressa Eleonora Cantamessa che si era fermata per prestare soccorso. Ecco quanto ha scritto Bergamonews.it (07.09.14: qui) “Le indagini portano a battere la pista del caporalato, tra le due bande c’era una rivalità che si sarebbe inasprita a causa di problemi sul lavoro nelle serre di insalata. Il mattino seguente i primi sei indagati erano tutti nelle serre di Agronomia“. Ma di chi è la società Agronomia? “La figura chiave di questa società è Guglielmo Alessio, 55 anni, già leader della Compagnia delle Opere di Bergamo, amministratore delegato del gruppo composto da due società: Agronomia Srl e Jentù”, la società a cui fa capo lo stabilimento in Puglia e di cui è socio anche il noto Antonio Percassi, immobiliarista e patron del’Atalanta. Agronomia ha splendidi risultati economici, ma non sembra davvero brillare nel campo delle relazioni sindacali. E’ “una società - racconta Francesca Seghezzi della Cgil - che rifiuta le deleghe sindacali e noi come sindacalisti non possiamo entrare in azienda”. Ecco di seguito le conclusioni - inquietanti - dell’articolo di Bergamonews.it. “Qui lavorano soprattutto indiani e pakistani: ‘Cinque donne - prosegue Seghezzi - un anno fa sono state licenziate: sono bergamasche e avevano vecchi contratti a tempo indeterminato. Negli anni scorsi tutti i dipendenti, indiani e pakistani, sono stati licenziati e poi assunti con un contratto a tempo determinato agricolo avventizio. Un contratto che permette ai titolari di far lavorare i propri dipendenti per 179 giorni all’anno, gli altri 180 restano in carico all’Inps come disoccupazione’. Un contratto ‘che si trasforma in un vero e proprio ricatto per i dipendenti, se solamente osano opporsi rischiano di essere lasciati a casa senza lavoro’. La sindacalista della Cgil ricorda benissimo l’investimento e la morte a Chiuduno della dottoressa Eleonora Cantamessa e di Baldev Kumar. ‘Si è scoperto che i colleghi chiamavano l’indiano ucciso ‘capo’ e lui li minacciava. Gli inquirenti ci hanno confermato che la lite che costò la vita al medico e anche a un indiano, era per motivi di lavoro, ma nel senso che era legata al mondo del caporalato’. Perché gli indiani non denunciano questa situazione di caporalato? Sono ricattabili? ‘La Legge li tutelerebbe in caso di denuncia, ma rischiano l’espulsione dall’Italia perché scadrebbe il loro permesso di soggiorno, e potrebbero rientrare in Italia solo dopo sette o otto mesi - aggiunge Seghezzi -. Un rischio che nessuno dei lavoratori immigrati, che ha famiglia da mantenere, può permettersi di affrontare. Una denuncia in Italia rischierebbe di avere conseguenze sui familiari che stanno in India’. Chissà se la verità emergerà - conclude Bergamonews.it nell’udienza, fissata per il prossimo10 ottobre, quando Vicky Vicky, difeso dall’avvocato Benedetto Maria Bonomo, comparirà in tribunale per rispondere del duplici omicidio del fratello Baldev Kumar e della dottoressa Eleonora Cantamessa.”

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(24.12.13) OMICIDIO CANTAMESSA/BALDEV. LE INDAGINI ORA VERTONO SUL RACKET DEL CAPORALATO

Dopo i fatti di Chiuduno della sera dell’8 settembre scorso, in cui persero la vita un immigrato indiano, Kumar Baldev, ed Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario che si era fermata per soccorrerlo, diverse erano state le voci che avevano indicato il racket del caporalato come il possibile movente della rissa all’origine del duplice omicidio. Secondo quanto riportato oggi da L’Eco di Bergamo (cfr. qui), la pista del caporalato sembrerebbe avere trovato credito anche in campo investigativo a riguardo delle indagini sulla tragica vicenda di Chiuduno. Già ad ottobre la Cgil di Bergamo aveva lanciato l’allarme parlando dei “recenti dolorosi fatti di cronaca” che avevano messo in luce come in alcuni comparti lavorativi sia diffusa, anche nel nostro territorio, la pratica del caporalato e come i lavoratori migranti siano costretti a pagare tangenti per poter accedere ad un posto di lavoro”. Francesca Seghezzi, segretaria del sindacato di categoria Flai/Cgil, aveva, ancor più esplicitamente, indicato come “prioritario” che “nelle vicende legate all’omicidio della dottoressa Eleonora Cantamessa e di Kumar Baldev, avvenuti lo scorso mese a Chiuduno, si proseguano le indagini anche sul filone legato al mercato del lavoro.” (cfr. qui) Che il caporalato nella nostra zona sia particolarmente diffuso, e non solo nel comparto dell’agroindustria, è noto da tempo, tanto che Tg2 Dossier (marzo 2007) girò un servizio in Via Lioni a San Paolo d’Argon fra le decine e decine di lavoratori immigrati dell’edilizia che aspettavano, al mattino presto presto, di essere “presi” dalle imprese o dai caporali. Sia l’indiano morto a Chiuduno sia il fratello della vittima, principale indiziato nell’inchiesta, lavoravano entrambi presso Agronomia di via Puccini a San Paolo d’Argon, azienda specializzata nella produzione di insalate di IV gamma.


(28.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. AGRONOMIA: LA CGIL DENUNCIA CINQUE LICENZIAMENTI INGIUSTI

Riportiamo da Giornaledibergamo.com del 27.09.13

Le lettere di licenziamento sono arrivate mercoledì a cinque lavoratrici di Agronomia Scarl, tra di loro, anche la rappresentante sindacale della FLAI-CGIL, eletta ad aprile. Nell’azienda di San Paolo d’Argon, specializzata nella produzione e confezionamento di insalata di IV gamma, era stata aperta una procedura di mobilità il 9 agosto scorso. La procedura si poi conclusa con un mancato accordo. “Quello che è accaduto è un grave atto discriminatorio” ha commentato Francesca Seghezzi, segretario generale provinciale della FLAI-CGIL. “Riteniamo questi licenziamenti un atto punitivo per aver iniziato, all’interno dell’azienda, una battaglia per ottenere i diritti garantiti dal Contratto nazionale e da quello provinciale della categoria e, in sostanza, per difendere la dignità di questi lavoratori”.
Alla fine di luglio il Tribunale del Lavoro di Bergamo aveva imposto ad Agronomia il reintegro di un lavoratore licenziato nel 2012. L’azienda era stata anche condannata al pagamento delle mensilità perdute. “Lo stesso pomeriggio in cui la sentenza del Tribunale venne diffusa, l’azienda ci comunicò l’apertura della procedura di mobilità” continua Seghezzi. “Dunque, impegnarsi per la tutela del diritto contrattuale sembra, ancora nel 2013, motivo sufficiente per attirare le attenzioni ‘particolari’ di certi imprenditori”. “L’azienda, con la scusa della crisi, colpisce con un licenziamento collettivo cinque donne, madri di famiglia, tra cui la RSU” aggiunge Valentino Rottigni della segreteria provinciale FLAI-CGIL. “Le lavoratrici erano assunte con contratti a tempo indeterminato e avevano una maturata anzianità e professionalità. D’altra parte, Agronomia impiega con profitto molti lavoratori avventizi e a tempo determinato: nelle scorse settimane diversi di loro hanno visto rinnovato il proprio contratto a termine. Come se non bastasse, l’azienda è fra le realtà che hanno chiesto alla Camera di Commercio contributi per l’assunzione o la stabilizzazione di giovani”. L’azienda aveva motivato l’apertura della mobilità con la dismissione di una macchina per il confezionamento meccanico dell’insalata: “Questo non giustifica gli esuberi, in considerazione della completa fungibilità delle lavoratrici su mansioni equivalenti alle quali, peraltro, erano già adibite da alcuni mesi” conclude Rottigni. “Ecco perché parliamo di una procedura pretestuosa e discriminatoria. La FLAI-CGIL chiede, dunque, il ritiro immediato dei licenziamenti, il rispetto dei diritti contrattuali e della dignità dei lavoratori, il riconoscimento della rappresentanza sindacale”. (www.giornaledibergamo.com)

* Come “L’Alternativa - San Paolo d’Argon” esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle lavoratrici licenziate da Agronomia e siamo impegnati - senz’altro -  a sostenerne la lotta per il reintegro. (San Paolo d’Argon, 28.09.13)