(18.10.14) INTERPORTO DI MONTELLO. LA REGIONE DOPO 30 ANNI LO CANCELLA. MA LA “CASTA” CHE LO AVEVA VOLUTO E’ ANCORA LA STESSA

Già il 30 dicembre 2013 l’assemblea dei soci aveva messo in liquidazione la Sibem, la società dell’interporto, controllata per il 90% dal gruppo Percassi, a seguito del diniego da parte delle ferrovie ad autorizzare l’apertura del raccordo ferroviario, nonché dell’intricato contenzioso che la vedeva in contrapposizione alla proprietà delle aree su cui doveva sorgere l’opera (cioè Sancinelli della Montello Spa). Ora la Regione Lombardia ha dovuto prendere atto e cancellare interamente dai propri piani il progetto, data - parole del Ministero dei Trasporti - l’inservibilità delle aree, con la conseguente decadenza della pubblica utilità dell’opera (cfr. L’Eco di Bergamo 18.10.14: qui) Sembra così definitivamente conclusa la storia del centro intermodale per lo scambio gomma-ferro, previsto a Montello, dopo che per 30 anni il mondo politico ed economico bergamasco, compreso il sindacato confederale, lo aveva caldeggiato alla grande, forse senza sapere nemmeno di che cosa si tattava. Ne riassumiamo ancora una volta i passaggi essenziali, con la speranza che sia l’ultima volta che ci tocca farlo. La prima idea di interporto (anni Ottanta) riguardava un’area gigantesca di oltre 1.000.000 di mq, dalla Montello fino quasi alla Cantalupa; poi sono venuti a più miti consigli, in seguito all’opposizione popolare. Tutto il quadro politico provinciale (con la sola eccezione di Rifondazione Comunista), finanziario, sindacale, mediatico era strafavorevole, e accusava di essere dei retrogradi coloro che - come i gruppi di base locali - denunciavano l’assurdità del progetto. A metà degli anni Novanta arrivò pure il finanziamento pubblico (circa 28 miliardi di vecchie lire) e nel 1999 il parere favorevole del ministero dell’ambiente (allora ne era ministro il “verde” Edo Ronchi, bergamasco). Tutto sembrava già allora in dirittura d’arrivo. Verso la fine del 1999 il Comune di Albano Sant’Alessandro indisse un referendum, con l’intenzione - almeno da parte del sindaco di allora - di aggiungere financo un’investitura popolare (sic!). Per il sindaco di Albano fu però un fallimento, perché i cittadini - dopo la campagna di contronformazione da parte dei comitati popolari locali - votarono in massa per il No al’interporto, malgrado il batage mediatico che avevano scatenato Confindustria e partiti. Che senso aveva infatti fare un’opera di scala regionale per spostare il traffico dalla strada alla ferrovia, in corrispondenza di un tratto ferroviario periferico e obsoleto? Ciò nonostante, nel 2003, cioè quattro anni dopo, la Regione Lombardia, formigoniana (centrodestra più Lega Nord) approvava l’ultimo progetto, quello più contenuto, in buona parte sulle aree della ex acciaieria, diventata nel frattempo “rifiuteria”, situata nel territorio del comune di Montello, il resto in quelle contigue di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro. Visto l’affare, la Sibem veniva rilevata dal gruppo Percassi. Sembrava tutto pronto: un finanzierie d’assalto, soldi pubblici disponibili, respinti i ricorsi dei Comuni di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro (che paeraltro avevano diligentemente provveduto anche loro ad inserire l’Interporto nei rispettivi strumenti urbanistici), il nuovo breve tratto variante alla S.S. 42 da Albano a Trescore - indispensabile per l’interporto - in dirittura d’arrrivo. Quando la variante divenne realtà, alla fine del 2012, la Sibem faceva partire il bando di gara - europeo! - per la realizzazione del progetto con un investimento previsto di circa 100 milioni di euro, per il quale però la società dell’interporto metteva a disposizione non più di 21,4 milioni di euro, cioè quelli (e solo quelli!) del finanziamento statale. L’entusiasmo della cordata politico-mediatico-finanziaria è stato in questa occasione meno unanime, sia a causa della crisi economca, sia perché il procedere della costruzione dell’autostrada Bre.Be.Mi. nella bassa bergamasca ha spostato in quella direzione le dinamiche speculative. E così, invece della conclusione del bando di gara, giungeva tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 lo scioglimento della Sibem. Trent’anni di pile di carta, fotocopie, delibere, migliaia di articoli e panegirici per arrivare alla conclusione miserevole che… non c’era l’autorizzazione per il raccordo ferroviario, cioè mancava la base di tutto! E’ per questo che nei giorni scorsi anche la Regione ha deciso di far calare un velo pietoso, cancellando tutto, su un’operazione che non aveva le gambe per camminare. Se i cittadini fossero stati ascoltati, si sarebbe evitata un grande perdita di tempo e forse ci sarebbe stata pure l’occasione per utilizzare diversamente i 21 milioni di soldi pubblici per opere utili al territorio (noi avevamo indicato il metrò Ponte San Pietro - Montello). Si sarebbe inoltre potuta evitare anche la vicenda degli espropri dei terreni ai danni di diversi proprietari con i contenziosi ancora in corso e destinati a perdurare ancora a lungo in modo francamente tragicomico. E quanto è costata al pubblico erario tutta la partita che, per trent’anni anni, non ha mai avuto - per ammissione del Ministero - nemmeno la minima base per poter decollare? Il progetto di interporto a Montello non c’è più, ma la casta che l’aveva voluto e caldeggiato a lungo - ad esclusione dei primissimi propugnatori subito travolti da tangentopoli - è ancora praticamente la stessa, anche se sono cambiate le sigle dei partiti. Casta che anche in questa vicenda non è vissuta di sole parole, ma anche degli emolumenti erogati per condurre a buon fine la realizzazione del… nulla. Nessun emolumento certamente è mai toccato invece a persone come Ivan, Marina, Giuseppe, Viola, Angelo, Ezio, Paolo e ai tanti altri amici e amiche, operai, casalinghe, artigiani, pensionati, studenti di Montello, San Paolo d’Argon, Albano Sant’Alessandro, Costa di Mezzate e Bagnatica, che per molti anni si sono battuti con serietà e passione per il bene comune contro la speculazione, la distruzione del territorio e lo spreco di denaro pubblico.

Interporto di Montello. Le nostre precedenti info: qui


Questa mattina si è presentata alla stampa la lista “Sinistra per un’Altra Seriate”, che sostiene la candidata Sindaca della coalizione di centrosinistra Stefania Pellicano. La lista è composta da esponenti di Rifondazione Comunista, di Sinistra Ecologia e Libertà e della società civile. I capolista sono:
Marco Sironi (51 anni, già consigliere comunale di Seriate, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista, laureato in Scienze Politiche e dipendente comunale) e Edda Berera (45 anni, esponente di Sel, laureata in Pedagogia e Responsabile area integrazione disabili nell’ambito formativo).
Tra i nomi più conosciuti della lista (che nel link viene riportata integralmente) vi sono: Morgan Cortinovis (consigliere comunale uscente), Beppe Cavalleri, Paolo Gotti (Presidente Anpi Seriate), Annunziato Francesco Laganà, Rita Gussago, Roberta Maltempi e Marco Noris (cooperatore sociale Amandla).
La lista si propone di contribuire al cambiamento di Seriate, più che necessario dopo 20 anni di potere leghista (con il contributo, negli ultimi 5, di tutto il centrodestra), caratterizzato dalla sistematica distruzione del territorio e da politiche antipopolari.
La lista “Sinistra per un’altra Seriate” si propone:
1. Difesa del territorio attraverso il blocco della cementificazione e il mantenimento e riqualificazione delle aree verdi rimaste;
2. Riqualificazione del centro storico, a partire da piazza Bolognini, che deve diventare luogo d’incontro e di socializzazione;
3. Potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica e dell’edilizia convenzionata, attraverso, in particolare, il recupero del patrimonio abitativo esistente;
4. Attenzione alle problematiche del lavoro (mantenimento ad attività produttive delle aree delle aziende in crisi, ecc.);
5. Potenziamento delle politiche sociali; calcolo dell’Isee in base alla situazione reale e aggiornata delle persone; tassazione dei servizi in base al reddito;
6. Difesa della scuola pubblica e ridimensionamento del finanziamento alle scuole private;
7. Costituzione del bilancio partecipativo;
8. Ampliamento del trasporto pubblico anche attraverso il maggior utilizzo della linea ferroviaria (metropolitana leggera Ponte San Pietro - Montello);
9. Ostacolare l’insediamento di nuovi centri commerciali;
10. Costruire una città multietnica, aperta e inclusiva.
(Seriate, 12.04.14 - Per “Sinistra per un’Altra Seriate, Mario Intraina)

La lista: qui; flyer: fronte - retro. Cfr. anche L’Eco di Bergamo 13.04.14: qui


(31.03.14) BORGO DI TERZO. ELEZIONI EUROPEE. “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” SI PRESENTA - INCONTRO PUBBLICO

* Borgo di Terzo, lunedì 31 marzo 2014, ore 20.45, Sala Consiliare - Municipio (via Nazionale 30)

L’ITALIA FARA’ LA FINE DELLA GRECIA? Contro la crisi. Per l’Europa dei diritti, del lavoro, della democrazia e della pace

INCONTRO PUBBLICO con Argyrios PANAGOPOULOS (candidato collegio Nord-Ovest - membro del dipartimento politica europea di Syriza/Grecia)

Porteranno il loro contributo alla discussione: Eugenio Borella (segretario provinciale Fiom-Cgil/bg), Anna Camposampiero (Comitato “L’Altra Europa con Tsipras” - Milano), Massimo Cortesi (presidente Arci – Lombardia), amministratori comunali, esponenti delle associazioni, delle forze politiche e dei movimenti.

* Durante l’incontro sarà possibile firmare per la presentazione alle elezioni europee (25 maggio 2014) della lista “L’Altra Europa con Tsipras”

  • Firma per la democrazia. Firma per “L’Altra Europa con Tsipras”. Siamo una realtà del tutto nuova e per poterci presentare alle elezioni dobbiamo raccogliere in brevissimo tempo 150.000 firme. “L’Altra Europa con Tsipras” candida alla presidenza della Commissione europea, in Italia e in Europa, Alexis Tsipras, il leader dell’opposizione greca che si batte contro i diktat della Bce. Ti chiediamo non di decidere oggi il tuo voto, ma di firmare per dare a “L’Altra Europa con Tsipras” la possibilità di competere contro i partiti delle banche, della finanza, dei poteri forti. Puoi firmare presso gli uffici comunali di ALBANO SANT’ALESSANDRO, BORGO DI TERZO, CENATE SOPRA, CENATE SOTTO, ENTRATICO, COSTA DI MEZZATE, GORLAGO, GRONE, LUZZANA, MONTELLO, SAN PAOLO D’ARGON, TRESCORE BALNEARIO, ZANDOBBIO. Oppure presso il banchetto che sarà allestito a TRESCORE BALNEARIO, in viale Locatelli, sabato 29 marzo, ore 15.00 18.30. Puoi anche telefonare: 328.6438707 (Cristina), tel. 339.8477802 (Elio), tel. 338.9759975 (Maurizio)

Volantino: fronte retro

Elezioni europee 2014, le altre nostre info: qui


(marzo 2014) VALCAVALLINA IN MOVIMENTO PER “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”

* Borgo di Terzo, martedì 18 marzo, ore 20.45, c/o Sala comunale “Casa Zinetti”, in via Roma 25/27, INCONTRO per costituzione comitato Valcavallina per “L’Altra Europa con Tsipras”. Sono invitati tutti gli interessati. Invito: qui

* San Paolo d’Argon, domenica 23 marzo, ore 9.00 -12.00  in via Giovanni XXIII, all’incrocio davanti al Conad, banchetto raccolta firme “L’Altra Europa con Tsipras”

Si può firmare per “L’Altra Europa con Tsipras” - entro i primi giorni di aprile 2014 - presso gli uffici demografici, negli orari di apertura, nei Comuni di: San Paolo d’Argon, Trescore Balneario, Montello, Borgo di Terzo, Costa di Mezzate, Gorlago, Cenate Sotto, Cenate Sopra, Albano Sant’Alessandro

L’elenco delle iniziative è in aggiornamento. Per altre info e comunicazioni: tel. 338.9759975 (Maurizio M.)

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(12.02.14) INTERPORTO DI MONTELLO E DINTORNI. LA LUNGA STORIA SEMBRA FINITA IN M….! GLIEL’AVEVAMO DETTO

Il 30 dicembre scorso l’assemblea dei soci ha messo in liquidazione la Sibem, la società dell’interporto, controllata per il 90% del gruppo Percassi. Le motivazioni presentate sono state un paio: il contenzioso con la proprietà delle aree su cui doveva sorgere l’opera (cioè Sancinelli della Montello Spa) e poi il no da parte delle ferrovie ad autorizzare l’apertura del raccordo ferroviario. Questa storia, durata quasi trent’anni, volta a realizzare un centro intermodale per lo scambio gomma-ferro qui dalle nostre parti, sembra così concludersi in modo francamente buffonesco. La prima idea di interporto (anni Ottanta) riguardava un’area gigantesca di oltre 1.000.000 di mq, dalla Montello fino quasi alla Cantalupa; poi sono venuti a più miti consigli, soprattutto in seguito all’opposizione popolare. Ma tutto il quadro politico provinciale (con la sola eccezione di Rifondazione Comunista), finanziario, sindacale, mediatico era strafavorevole, e accusava di essere dei retrogradi coloro che - come noi - denunciavano l’assurdità del progetto. A metà degli anni Novanta arrivò pure il finanziamento pubblico (circa 28 miliardi di vecchie lire) e nel 1999 il parere favorevole del ministero dell’ambiente (allora ne era ministro il “verde” Edo Ronchi, bergamasco). Tutto sembrava in dirittura d’arrivo. Verso la fine del 1999 il Comune di Albano Sant’Alessandro indisse un referendum, con l’intenzione – almeno da parte del sindaco di allora – di aggiungere un’investitura popolare a tutta l’operazione. Fu però un fallimento, perché i cittadini – dopo la campagna di contronformazione da parte dei comitati popolari locali - votarono in massa per il No. Che senso aveva infatti fare un’opera di scala regionale per spostare il traffico dalla strada alla ferrovia, in corrispondenza di un tratto ferroviario periferico e obsoleto? Ciò nonostante, quattro anni dopo, la Regione Lombardia, formigoniana (centrodestra più Lega Nord) approvava l’ultimo progetto, quello più contenuto, in buona parte sulle aree della ex acciaieria, diventata nel frattempo “rifiuteria”, situata nel territorio del comune di Montello e in quelle contigue di San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro. Visto l’affare, la Sibem veniva rilevata dal gruppo Percassi. Sembrava tutto pronto: un finanzierie d’assalto, soldi pubblici disponibili e il nuovo breve tratto variante alla S.S. 42 da Albano a Trescore – indispensabile per l’interporto – in dirittura d’arrrivo. Quando questa variante divenne realtà, alla fine del 2012, la Sibem ha fatto partire il bando di gara – europeo! - per la realizzazione del progetto con un investimento previsto di circa 100 milioni di euro, per il quale però la società dell’interporto metteva a disposizione non più di 21,4 milioni di euro, cioè quelli (e solo quelli!) del finanziamento statale. L’entusiasmo della cordata politico-mediatico-finanziaria è stato in questa occasione meno unanime, sia a causa della crisi economca, sia perché il procedere della costruzione dell’autostrada Bre.Be.Mi. nella bassa bergamasca ha spostato in quella direzione le dinamiche speculative. E così, invece della conclusione del bando di gara, è arrivato… lo scioglimento della Sibem. Trent’anni di pile di carta, fotocopie, delibere, migliaia di articoli e panegirici per arrivare alla conclusione miserevole che… non c’è l’autorizzazione per il raccordo ferroviario, cioè manca la base di tutto! Avessero ascoltato i cittadini e i comitati popolari si poteva risparmiare un bel po’ di menate. Che fine faranno i 21 milioni di finanziamento statale? Questo ci preoccupa non poco, perché potrebbe dar luogo ad altre telenovele altrettanto idiote per altre speculazioni. Noi abbiamo detto in più occasioni che quei soldi si dovrebbero investire per fare ben altro, cioè un metrò sulla stessa linea, da Montello a Ponte San Pietro. E su questo torneremo in un’altra occasione. Nel frattempo - con lo scioglimento della Sibem - ci permettiamo di festeggiare - con discrezione e comunque sempre vigili! - quella che consideriamo una vittoria. (cfr. L’Eco di Bergamo, 24.01.14: qui)

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(26.07.13) MONTELLO. LA PROVINCIA ESCE DALLA SOCIETA’ DELL’INTERPORTO

La Giunta provinciale ha annunciato nei giorni scorsi il ritiro della partecipazione dalla Sibem, la società dell’Interporto Bergamo Montello, in quanto giudicata “non strettamente necessaria per il perseguimento delle finalità istituzionali della Provincia”. Anche il Consiglio provinciale ha votato il 15 luglio scorso un primo atto che prelude alla messa in vendita delle quote societarie pari al 2.95% del capitali sociale, corrispondenti a 262.161 euro. Gli assetti societari attuali della Sibem sono così strutturati: 90.90% (8 milioni di euro circa) alla Stilo Immobiliare del finanziere Percassi, Cobe (Comune di Bergamo) 4.81% (426.000 euro), Trenitalia 0.56% (circa 50.000 euro) e 0.77% la Camera di Commercio (68.000 euro circa). Come è noto nel frattempo è in corso di spoglio del domande del bando per la realizzazione dell’interporto. L’assegnazioni dei lavori è prevista per settembre, anche se tutto questo appare solo come un tentativo per mantenere i 20 milioni di finanziamento pubblico stanziati per l’opera nel 1997. Abbiamo già chiesto in più occasioni che questo stanziamento venga indirizzato verso opere utili e urgenti quali l’ammodernamento della rete ferroviaria e del trasporto su ferro locale nel suo complesso, in alternativa ad un’opera inutile che trova sempre meno sostenitori. (cfr. L’Eco di Bergamo 10.07.13: qui)

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(10.07.13) MONTELLO. VICEMINISTRO E FOLLA DI POLITICI PER LO SPOT DELLA MONTELLO SPA

Una delegazione trasversale di parlamentari e consiglieri regionali con in testa un viceministro ha partecipato a una visita presso gli impianti di trattamento rifiuti e recupero energetico della Montello Spa. Di fatto si è trattato di una vera e propria promozione mediatica dell’azienda, proprio mentre è in corso il tormentato iter autorizzatorio della richiesta di ampliamento avanzata nel 2012. Vi hanno partecipato il viceministro Marco Flavio Cirillo (Pdl ), il presidente del Copasir on. Giacomo Stucchi (Lega Nord), il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) e ben cinque esponenti M5s, ossia gli on. Massimo de Rosa, Mirko Busto, Stefano Vignaroli, Ferdinando Alberti e il consigliere regionale Dario Violi. La stampa e i blog (vedi fra tutti L’Eco di Bergamo 09.07.13) hanno dato risalto alle dichiarazioni entusiastiche dei componenti della delegazione: “Vorrei riempire l’Italia di impianti come questo” (Cirillo); “Si tratta di un circolo virtuoso, la direzione giusta in cui andare” (Scandella); “Un buon impianto, in questo modo gli inceneritori non avranno motivo di esistere” (Violi), dimenticando quest’ultimo che fra le produzioni della Montello Spa vi è anche il combustibile da rifiuti per inceneritore (cdr). Particolarmente soddisfatti i promotori dell’incontro, cioè l’associazione Amici della terra che nel panorama dell’ambientalismo italiano si segnala per le sue posizioni fortemente concertative e, almeno un tempo, pure filo-inceneritorie. Nessun accenno ai problemi che sta incontrando la richiesta di ampliamento della Montello Spa, cui si sono opposti - chiedendone modifiche radicali - sia i comitati locali sia l’associazione Medicina Democratica-Movimento di lotta per la salute che ne hanno evidenziato i pesanti limiti in relazione all’impatto sul territorio e alla incongruenza rispetto al Piano provinciale dei rifiuti. Si ricorda così che, a seguito delle prescrizioni del Settore Ambiente della Provincia di Bergamo, la Montello Spa ha già provveduto nel febbraio scorso a sostituire quello iniziale con un secondo progetto dove viene ridotta da 410.000 a 310.000 ton./annue la quantità massima di rifiuti che si intendono movimentare (invece delle 210.000 attuali), in quanto l’azienda rinuncia a trattare 100.000 ton./annue di fanghi da depurazione. Seppure più contenuto, rimane comunque un aumento del 50% delle quantità di rifiuti da movimentare che trova ancora scarse giustificazioni in relazione al Piano provinciale e le cui ricadute sul territorio circostanze suscitano ancora dubbi e timori, per non parlare dei vari problemi che si sono riscontrati nel corso degli anni nel rapporto fra l’impianto della Montello Spa con il territorio. Nessun contributo di approfondimento è venuto dalla “gita” alla Montello dei rappresentanti istituzionali. C’è stato solo uno spot per l’azienda. A questo ruolo hanno ridotto la “politica” i partiti - vecchi o nuovi - presenti nel parlamento attuale?

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(24.06.13) SAN PAOLO D’ARGON. “BULLISMO”: UNA SERATA MOVIMENTATA FINITA SUL GIORNALE

L’episodio di “bullismo” avvenuto a San Paolo nei giorni scorsi e raccontato ne L’Eco di Bergamo di domenica 23 giugno a San Paolo d’Argon sta suscitando preoccupazione tra la cittadinanza.
Giovedì 20 giugno, verso le 20.30, nel piazzale antistante la scuola dell’infanzia, cioè nei pressi dell’oratorio e della festa della birra in corso appunto da giovedì, un ragazzo di 17 anni è stato aggredito da “un corposo gruppo di baby bulli” e, nell’impari colluttazione che ne sarebbe seguita, è stato buttato nella Seniga.
Le ferite riportate dal ragazzo aggredito, accompagnato dal padre al pronto soccorso, fortunatamente non sono risultate preoccupanti.
Gli aggressori, secondo quanto scrive L’Eco di Bergamo, sarebbero “una ventina di ragazzini, che stando ad alcune testimonianze, si stanno rendendo protagonisti di episodi di bullismo ai danni di coetanei del paese. Minacciano altri ragazzini per farsi pagare una birra, oppure li costringono a consegnare 10 euro per comprare la pizza o quant’altro”.
Anche il fratello 15enne della vittima sarebbe stato a sua volta nelle mire - qualche mese fa - dei bulli locali. Di quanto accaduto è stata sporta dalla famiglia regolare denuncia presso la stazione dei carabinieri di Trescore Balneario.
Secondo il giornale, il gruppo dei bulli era “formato per la maggior parte da figli di stranieri che vivono tra San Paolo d’Argon e Montello”.
Invece, secondo altre testimonianze, la gang che sarebbe solita stazionare a breve distanza dall’oratorio sarebbe formata “in prevalenza da italiani figli di italiani che vediamo ogni giorno per strada e che molti di noi conoscono” e non sarebbe affatto nuova “ad atti vandalici in paese, imbrattando muri e/o bacheche e distruggendo beni comunali, quindi nostri.” (cfr. qui) .
San Paolo d’Argon ha già assistito ad episodi di questo tipo, che tendono da decenni, ciclicamente, a riproporsi e forse anche ad intensificarsi passando da una coorte generazionale all’altra, con le vittime - ragazzi, adulti o anche anziani - che spesso vengono lasciate sole.
Quanto successo giovedì sera può essere letto come la punta di un iceberg molto più ampio, a sua volta sintomo di contraddizioni, che hanno le loro radici nell’insieme del tessuto sociale, per di più in una fase - quella attuale - che non è tanto di cambiamento quanto di crisi profonda. Una crisi nella quale le giovani generazioni - dei più svariati ceti e latitudini, educate o maleducate che siano - sono state da tempo destinate al macello sociale.


(08-09.06.13) MONTELLO. GIORNATE CULTURALI MAROCCHINE A MONTELLO

* Sabato 8 e domenica 9 giugno presso area feste di Montello vicino al comune

SABATO 8 GIUGNO, ORE 16.oo-23.00 e DOMENICA 9 GIUGNO, ORE 16.oo-22.oo: - Musica dal vivo - cucina marocchina (spiedini, cous-cous, the alla menta) - mercatino di kaftan (vestiti tradizionali femminili) - animazione per bambini. Locandina: qui

DOMENICA 9 GIUGNO, ORE 10.oo-13.oo, presso sala comunale di via Brevi 2 (municipio): “Nuovi italiani: presente e futuro”, tavola rotonda con Dr.ssa Maryan Ismail (docente di antropologia delle religioni e dell’immigrazione), Dr. Marco Sironi, militante del movimento antirazzista e per i diritti degli immigrati, Daoudagh Majid, attivista per i diritti dell’uomo. Saranno presenti i signori sindaci dei comuni di Montello, Trescore e Gorlago, attivisti sociali e politici. Locandina: qui

A cura: Associazione Essalam. Per informazioni: Adil 3338939101 - 3355493207


(26.04.13) MONTELLO. AMPLIAMENTO DEL CENTRO RIFIUTI. LA MONTELLO SPA RINUNCIA AL CONFERIMENTO DI 100.000 TONNNELLATE ANNUE DI FANGHI DA DEPURAZIONE

In data 20 aprile la Montello Spa ha comunicato ufficialmente di aver presentato alla Provincia di Bergamo una nuova istanza di “modifica sostanziale” del precedente piano di ampliamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, che prevedeva di portare la quantità dei rifiuti trattati da 210 mila tonnellate annue a 400 mila.
Con una nuova istanza di autorizzazione, derivata evidentemente dalle prescrizioni avanzate dall’ufficio della Provincia di Bergamo-Settore ambiente in parziale sintonia con alcuni dei contenuti delle osservazioni presentate in particolare dal comitato Cittadini per l’ambiente di Montello, dalla lista di minoranza Vivere Montello e dal tecnico Marco Caldiroli per conto di Medicina Democratica Movimento di lotta per la Salute, la Montello Spa - secondo quanto comunica - rinuncia rispetto al progetto originario:
• alla realizzazione del “nuovo impianto di trattamento termico/essicazione fanghi con inserimento nuovi codici CER” per t/anno 110.000.
• all’utilizzo dei fanghi derivanti dall’impianto di trattamento termico/essicazione non più realizzato nella “Attività miscelazione rifiuti non pericolosi (R3-R12-R13)” per t/anno 35.000.
Consegue da tali rinunce una “riduzione della potenzialità della piattaforma portando i quantitativi massimi di rifiuti conferibili su base annua da 410.00 t. a 300.000 t”. Si ricorda che allo stato attuale la Montello è autorizzata a trattare 210.000 tonnellate annue.
Vengono invece confermate le altre modifiche e potenziamenti agli impianti di trattamento rifiuti e recupero energetico secondo quanto previsto nell’istanza presentata alla Provincia alla fine dell’ottobre 2012.
Il nuovo progetto dell’opera, lo studio di impatto ambientale e la sintesi non tecnica saranno consultabili a breve in www.silvia.regione.lombardia.it. Entro il 18 giugno cittadini, enti e associazioni potranno presentare ulteriori osservazioni. I gruppi ambientalisti locali si incontreranno nei prossimi giorni per valutare la documentazione.

Cfr. Avviso al pubblico della Montello Spa 20.04.13 (qui); Verbale conferenza dei servizi del 06.02.13 (qui); Nota della Provincia di Bergamo-Settore Ambiente-Servizio produzione e trasporto energia del 07.03.13 (qui)

Le nostre precedenti info: qui


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