(20.06.14) ROMANO DI LOMBARDIA. NO ALLO SFRATTO DELLA FAMIGLIA DI MAATI

* Venerdì 20 giugno, dalle ore 9.30 circa, PRESIDIO ANTISFRATTO a Romano di Lombardia, Via Stadio 27

Venerdi 20 giugno, è previsto a Romano di Lombardia (bg) lo sfratto di Maati, lavoratore disoccupato, e della sua famiglia, composta tra l’altro da due figli minorenni. Il Comune di Romano di Lombardia non ha trovato alcuna soluzione all’emergenza abitativa della famiglia.
Per venerdi 20 giugno dalle ore 9.30, l’Unione Inquilini organizzeremo un presidio di solidarietà davanti alla casa a Romano Lombardia (bg), in via Stadio 27.
Basta con l’immobilismo delle istituzioni di fronte alla crisi. (Unione Inquilini Bergamo – via B. Palazzo 84/g, Bergamo. Per info: 339.7728683 - Fabio)

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(13-15.06.14) SFRATTI. SI SUSSEGUONO I PICCHETTI. L’EMERGENZA CASA E’ DIVENTATA STRUTTURALE. LE PROMESSE D’UFFICIO DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE GORI

* Rassegna stampa

Un fine settimana, quello appena trascorso, in cui si è riproposta l’emergenza sfratti, per esempio con i due presidi di Treviglio e Verdello. Nel primo caso, a Treviglio, la signora Nezha, i suoi tre figli e l’anziana madre erano già stati sfrattati e avevano passato la notte in tenda; il venerdì il presidio, con tanto di letti e brandine, si è spostato davanti al municipio costringendo il comune ad intervenire e a mettere la famiglia in un albergo. “Il comune che prima si era disinteressato - spiega Fabio Cochis dell’Unione Inquilini - ha finito per spendere un sacco di soldi, quando sarebbe bastato ottenere una proroga per il tempo necessario a preparare il nuovo alloggio, da momento che Nezha ha già ottenuto l’assegnazione di una casa popolare”. (cfr. L’Eco di Bergamo 14.06.14: qui) . A Verdello sabato 14 giugno dovevano essere sfrattati Marinella e Andrea con il loro due figli di 6 e 11 anni. Così sono intervenute tre pattuglie dei carabinieri, una della polizia e i vigili urbani! Anche in questo caso una soluzione è già stata trovata, perché l’Associazione Casa Amica ha messo a disposizione per il prossimo fine estate un appartamento con un affitto meno oneroso. Basta ora trovare una soluzione ponte, per la quale … non serve proprio a nulla il formidabile schieramento di forze dell’ordine che si è visto a Verdello. (cfr. Bergamo.corriere.it 14.06.14: qui). Ma l’emergenza casa va al di là degli sfratti (2.123 quelli in corso in bergamasca) e va al di là probabilmente della stessa congiuntura. Secondo una ricerca svolta nell’ambito del Politecnico di Milano, entro il 2018 la domanda di edilizia sociale nella città di Bergamo raggiungerà un totale di 15.201 vani a fronte di un’offerta di di soli 1.249; per l’edilizia convenzionata domanda e offerta saranno rispettivamente di 8.463 e 4.706; in tutto quindi 17.709 vani richiesti che non troveranno risposta. L’edilizia privata in compenso metterà a disposizione ben 130.000 vani a fronte di un bisogno di soli 40.000! La nuova amministrazione Gori annuncia l’obiettivo di “consentire la possibilità di accesso per tutti ad un alloggio in locazione a canone sostenibile, cioè commisurato alle risorse del nucleo familiare”; punta - viene dichiarato - alla realizzazione di nuovi alloggi (soprattutto attraverso il recupero dell’esistente), alla definizione di un nuovo “Patto per la Casa”, con “incentivi economici e fiscali per la residenza sociale e convenzionata”, nonché al recupero dei 200 alloggi vuoti (una quota dei quali potrà “essere assegnata in comodato a soggetti del terzo settore che si assumeranno gli oneri per le ristrutturazioni e con i quali si sottoscriveranno convenzioni per gestire le residenze da destinare a categorie sociali specifiche, in primo luogo i giovani”), all’istituzione di nuovo “Ufficio per la Casa”.(cfr. Bergamo.corriere.it 15.06.14: qui). D’Aloia, l’assessore della Giunta Tentorio (uscente), annuncia che dopo 5 anni è riuscito a trovare finalmente i soldi per la manutenzione degli alloggi pubblici vuoti. (cfr. Bergamo.corriere 15.06.14: qui) Quanto agli sfratti il vicesindaco Sergio Gandi scarta l’idea del “blocco”, perché secondo lui non si può fare, ma ribadisce che“non si possono lasciare le famiglie in mezzo alla strada, a costo di portarle a dormire a casa nostra o a Palazzo Frizzoni” (cfr. Bergamo.corriere.it 15.06.14: qui). Cfr. anche la scheda “I numeri della crisi”: qui

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(27.05.14) FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. CONSIGLIO REGIONALE CHIUDE DEFINITIVAMENTE VICENDA FUSIONE

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI BORGO DI TERZO. Oggi 27 maggio, si è riunito a Milano il Consiglio Regionale per deliberare il Progetto di Legge N.119, di fusione dei tre comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino.
Preso atto del parere negativo espresso:
* dalla II Commissione “Affari Istituzionali” di Regione Lombardia nella seduta del 2 aprile
* dal referendum indetto fra i cittadini di Borgo di Terzo
* dal Consiglio Comunale di Borgo di Terzo in due delibere Consiliari
il Consiglio Regionale, all’unanimità, ha deliberato definitivamente la NON FUSIONE fra i tre Comuni. (Borgo di Terzo,27 maggio 2014, Il Sindaco Mauro Fadini)

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(02.04.14) FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. LA COMMISSIONE REGIONALE DICE NO ALL’UNANIMITA’.”DECISIVO IL VOTO DEI CITTADINI”

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI BORGO DI TERZO. Oggi 2 aprile, si è riunita a Milano l’apposita Commissione Regionale [Comm. speciale riordino delle autonomie congiuntamente con la II Commissione “Affari istituzionali” - ndr.] per valutare il proseguo del Progetto di legge n. 119, di iniziativa consiliare, “Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino”.
All’unanimità, con qualche Consigliere astenuto, la Commissione ha espresso parere negativo alla fusione, visto l’esito referendario del 2 febbraio con la prevalenza dei no alla fusione nel Comune di Borgo di Terzo. Decisivo è stato il voto dei Cittadini.
Ora il Progetto di Legge, munito del parere negativo della Commissione, dovrà approdare in Consiglio Regionale per la deliberazione finale definitiva.”
(Borgo di Terzo, 2 aprile 2014, Il Sindaco Mauro Fadini)

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(21.02.14) MEDIA VALCAVALLINA. PRIMA VOLEVANO LA FUSIONE E ORA VOGLIONO ANDARSENE DALL’UNIONE DEI COMUNI!?!?

Riceviamo e pubblichiamo il testo del volantino distribuito nei giorni scorsi a Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano dal “Gruppo No alla Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana, Vigano S.Martino”.

A poco più di una settimana dal referendum, l’invito ad un incontro di tutti i consiglieri dei tre Comuni al posto della Convocazione dell’Assemblea dell’UNIONE, è apparso subito strano ma a qualcuno poteva balenare il pensiero che fosse una irrituale presa d’atto del risultato della partecipazione democratica, libera e trasparente dei cittadini opposta a quella opaca e condizionata della raccolta firme, come le 593 sparite hanno dimostrato.
Ma, anche stavolta, i sostenitori della fusione non si sono smentiti.
Possiamo comprendere l’amarezza, per l’esito referendario, degli artefici di questa consultazione ottenuta con procedura d’urgenza e raffazzonata, che hanno rimediato una figuraccia territoriale e regionale ed una sconfitta politica e morale.
Ma le dichiarazioni rilasciate ai soliti giornali simpatizzanti nel dopo-referendum, sono nulla a confronto degli interventi scomposti, arroganti, violenti, volgari ed - in ultima analisi – distruttivi mandati in scena la sera di mercoledì 12 febbraio nella quale hanno dimostrato di essere riusciti a superare persino se stessi.
Anziché adottare il basso profilo del “ci abbiamo provato ma ci è andata buca” e quindi attenersi ad un atteggiamento dialogante e costruttivo, hanno minacciato di distruggere, in poco meno di un mese dalla loro decadenza, il lavoro che in 15 anni ha permesso di costruire l’UNIONE, modello funzionante di partecipazione, solidarietà ed economie di scala… fino alla scorsa estate.
Da allora, improvvisamente, l’Unione è funzionata “male” ( a loro dire) causa il malcontento dei dipendenti. Hanno però omesso di precisare che tale disagio deriva dalla arroganza di certi amministratori scomposti, autorizzati a “scorrazzare” liberamente e dal loro disprezzo del ruolo ricoperto dai lavoratori che deve essere indipendente dai politici di turno ( lavoratori, non sudditi ).
Poi l’illuminazione: si spende troppo !!!
Allora, non essendo riusciti ad eliminare Borgo, adesso
ci provano con l’UNIONE. I loro intenti dichiarati:

  • riportare l’anagrafe nei tre Comuni
  • ripristinare 3 uffici tecnici al posto di quello esistente (che i maligni dicono indisponibile ad accontentare certi desiderata)
  • togliere i servizi sociali a Borgo e spostarli a Vigano (il Fadini è troppo disponibile!)
  • da ultimo, ma non per importanza, rivedere lo Statuto in modo che ogni Comune paghi il suo, alla faccia della collaborazione, della sussidiarietà, della solidarietà, della comunanza di intenti, delle economie e del risparmio.

Che diamine: non hanno voluto fondersi? Borgo si paghi i suoi disagi e le sue disabilità; Vigano si pagherà, ovviamente, la sua palestra restituendo il dovuto agli altri due Comuni.
Non è campanilismo, questo! E’ l’irrefrenabile passione per il risparmio e per l’interesse dei cittadini che hanno animato i sostenitori della fusione.
Questo è il loro spessore culturale e morale.
Ricordiamoci il nome di tutti questi cosiddetti politici, alle prossime elezioni: senza il nostro voto non sono nulla!
(Gruppo NO alla Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana, Vigano San Martino - febbraio 2014 - cfr. facebook)

Volantino pdf: qui

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(09.02.14) VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. ORA LA REGIONE CHIUDA LA PARTITA E NON FACCIA COME IL REGIME FASCISTA!

E’ passata una settimana esatta dal referendum con il quale i cittadini di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino, i tre piccoli comuni già uniti nell’Unione della Media Valcavallina, si sono pronunciati a riguardo della fusione in un unico comune. Partecipazione molto alta, ha vinto il Sì alla fusione a Luzzana e a Vigano, ma ha perso a Borgo di Terzo. Per il fronte del Sì, dietro il quale ci stava tutto l’establishment trasversale Pd e centrodestra che controlla la Valcavallina, è una caporetto che giunge dopo sei mesi di campagna elettorale sistematica, univoca e insistente, preceduta da una raccolta firme sottoscritta mediamente da circa il 60% dei cittadini dei tre comuni. Al termine dello spoglio delle schede domenica scorsa si è potuto però constatare che dei 1440 sottoscrittori solo 847 avevano effettivamente votato Si (cfr. qui). Questa clamorosa differenza ha una sua logica e coerente spiegazione. Il titolo della raccolta firme recitava “Perchè i cittadini possano liberamente e democraticamente esprimersi sul tema della fusione (…)”. E chi mai dovrebbe rinunciare a potersi esprimere“liberamente e democraticamente”? Nel testo però era scritto che “i cittadini italiani (…) sottoscrivono il presente documento per avviare il processo legislativo volto alla creazione di un comune unico (…)”, processo legislativo entro il quale il referendum – secondo le norme regionali – ha solo valore consultivo, mentre la decisione vera spetta al Consiglio regionale e non più ai cittadini. Vi è una precisa contraddizione tra titolo e testo e ciò spiega come mai circa 600 firmatari abbiano preferito o non votare o votare no, il che – secondo noi - rende francamente catastrofica sul piano politico e anche sul piano morale – la sconfitta del Si. E rende palesi i limiti culturali di questa proposta, affrettata e confusa, intrisa di vetero tecnicismo e altrettanto vetero decisionismo che con la democrazia e la partecipazione c’entrano ben poco e perciò stesso hanno irritato i cittadini, tra cui molti anche fra coloro che non erano affatto contrari alla fusione. E che le cose siano andate così lo fa capire anche il sindaco (del Si) di Luzzana Ivan Beluzzi: “Io ho condiviso l’idea di arrivare ad una fusione dei tre Comuni, ma non ho condiviso questa volontà di procedere freneticamente” (cfr. L’Eco di Bergamo 04.02.14: qui). Nel concreto ora il Consiglio regionale e le forze politiche che ne fanno parte non devono fare altro che prendere atto della sconfitta del Sì alla fusione, tenendo ben presente che in un comune - Borgo di Terzo - tanto l’amministrazione comunale quanto la cittadinanza hanno espresso congiuntamente la loro contrarietà a tutta questa operazione. La Regione chiuda rapidamente la vicenda accantonando qualsiasi retropensiero di “fusione dall’alto”, che sarebbe soltanto una arrogante riedizione di quella decretata dal regime fascista del 1928 per i comuni di Borgo di Terzo, Vigano San Martino, Berzo San Fermo e Grone (cfr. qui). Di fusione si potrà tornare a parlare quando tutti saranno d’accordo nel costruirla come strumento volto a rafforzare democrazia e partecipazione e non invece per limitare il protagonismo dei cittadini e delle comunità, o per togliere di mezzo chi la pensa diversamente. Il sindaco di Vigano, Massimo Armati, attualmente Presidente dell’Unione della Media Valcavallina, leader del fronte del Sì, si preoccupi nel frattempo del buon andamento dei servizi dell’Unione, perché a maggio Luzzana e Vigano devono tornare alle urne, e pertanto questa per l’Unione è una fase delicata di transizione, che va affrontata con senso di responsabilità da parte di tutti. Occorre quindi convocare gli organi istituzionali dell’Unione, e non strane assemblee di consiglieri comunali dei tre comuni, come quella prevista per mercoledì prossimo. Eviti ancora il sindaco di Vigano, che nel mandato precedente aveva nominato come assessore il capo della Lega Nord, di dichiarare alla stampa panzane quali ”la strana alleanza”(sic!) tra Rifondazione Comunista e Lega Nord di Borgo di Terzo (dove la Lega nemmeno esiste come forza organizzata), e faccia ammenda di dichiarazioni come quella in cui se la prende con il “gruppo formato da persone che non sono originarie del paese (di Borgo - ndr)” e che hanno “voluto far prevalere le ragioni del No, ragioni di campanilismo che ora rischiano di far saltare il progetto di fusione” (cfr. L’Eco di Bergamo 03.02.14: qui). Le panzane e, ancor peggio, la xenofobia neppure tanto velata non contribuiscono certo alla convivenza civile: a maggior ragione se provengono da un primo cittadino.

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(04.02.14) MEDIA VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. I NUMERI DEL REFERENDUM

Nella tabella i risultati del referendum Si/No fusione tenutosi domenica 2 febbraio 2014 nei comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino

Elettori (1)

Votanti (1)

SI (1)

NO (1)

B./n. (1)

Firme (2)

Borgo 879

550 62%

270 49%

277 51%

3

456

Luzzana 693

444 64%

234 53%

206 47%

4

440

Vigano (3)

602

343  57%

257 43%

5

544


1.599

847

740

12

1440

Fonti:

  1. Dati desunti dall’articolo de L’Eco di Bergamo 03.02.14: qui
  2. Volantino Comitato Si fusione distribuito nel dicembre 2013 (qui), con numero di firme raccolte dal Comitato stesso nei mesi precedenti nei tre comuni “per avviare il processo legislativo volto alla creazione di un comune unico attraverso la fusione dei comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino” (cfr. testo della Raccolta firme, iniziativa proposta da alcuni consiglieri comunali: qui)

  3. I dati di Vigano San Martino sono tratti dal sito istituzionale del Comune: qui

Ci scusiamo per eventuali errori ed omissioni

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(02.02.14) VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. A BORGO DI TERZO VINCE IL NO!

Di poco, solo 7 voti, ma VINCE IL NO!! Questo per merito della popolazione di Borgo di Terzo, delle cittadine e dei cittadini che si sono mobilitati contro i poteri forti e l’establishment governativo-trasversale che malgoverna la Valcavallina. E per merito di Cristina e di Mauro (sindaco)

Nel video che segue è riasssunta splendidamente l’ultima fase della campagna referendaria a Borgo di Terzo. Si ringraziano gli autori, in particolare il signor C.E. (repubblicano, extracomunitario) nonché i compagni S.L. e G.M.V.: VIDEO

Anche L’Eco di Bergamo (02.02.14) dà per affondato il “super-comune”: qui.

Idem il giornale on-line della Confindustria bg, cfr. Bergamonews.it 03.02.14: qui

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(02.02.14) FUSIONE BORGO-VIGANO-LUZZANA.COME STANNO ANDANDO LE VOTAZIONI

Alla mezzanotte di venerdì 31 gennaio terminava la campagna referendaria, ma nemmeno ieri i sostenitori del SI’ alla fusione dei tre comuni si sono astenuti da azioni di propaganda. La cosa peggiore però è stata che, attorno alla mezzanotte, sono spariti gli striscioni del NO, sia quello - a cura dei Cittadini per il no - che stava dalla domenica scorsa in Piazza Marconi a Borgo di Terzo, sia quello, sempre a Borgo di Terzo in via Nazionale (la foto qui), che da oltre due mesi era appeso fuori dal locale circolo di Rifondazione Comunista nonché sede dello Sportello Sociale Autogestito (gestito dai giovani attivisti per il dirittto alla casa e che si occupa di assistenza alle famiglie in difficoltà e sfrattate: cfr. qui). Questo è avvenuto attraverso due distinti blitz con violazione di proprietà privata. Un atto grave su cui non vogliamo sprecare parole, perché si commenta da solo. Spariti pure in nottata anche un tabellone del No a Luzzana, come pure diversi manifesti del No appesi negli spazi elettorali riservati alle forze politiche rappresentate nel Consiglio regionale. Tuttavia le votazioni nei seggi presso i tre comuni quest’oggi si stanno finora svolgendo regolarmente dalle ore 8.00 e proseguiranno fino alle 21.00 di stasera, a Borgo di Terzo, a Luzzana e a Vigano San Martino. L’affluenza a tuttora sembra decisamente buona. Seguirà dopo lo 21.00 lo spoglio, mentre i risultati del referendum si conosceranno in tarda serata. (Nel link che segue le immagini del presidio per il No, che si è svolto domenica scorsa a Borgo di Terzo, tra cui quelle con lo striscione dei Cittadini per il No asportato stanotte: qui)

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(31.01.14) FUSIONE BORGO-VIGANO-LUZZANA. PERCHE’ VOTARE NO. L’APPELLO DEI CITTADINI PER IL NO

Le poche migliaia di euro che - forse - si risparmierebbero con la fusione e i pochi, improbabili e aleatori, contributi dallo Stato sono proprio niente di fronte alle centinaia di migliaia di euro che si spenderanno “solo” per l’adeguamento di un municipio centralizzato per i tre comuni (€ 650.000 previsti dal PdL Regionale n.119)

●Gli amministratori promotori del SI parlano soltanto di briciole, quando sono noti per aver scialacquato alla grande i soldi pubblici in opere inutili e non ancora finite. Parlano di unire i paesi ma qualche anno fa non si erano fatti scrupoli a dare il loro assenso ad una gigantesca discarica sopra Borgo di Terzo. Progetto poi travolto dall’ indignazione della popolazione !

●Sono amministratori che fanno tutti capo ai partiti degli ultimi due governi e che non hanno mai avuto niente da ridire contro le tasse selvagge sui cittadini, i tagli dei servizi, l’impoverimento delle famiglie e dei comuni. Ora vogliono far credere che con la fusione si farà un unico comune di Bengodi !

●I politici del Si vogliono un solo comune per ridurre - lo si legge perfino nella loro propaganda ! - la rappresentanza dei cittadini e il pluralismo, sotto le mentite spoglie della “riduzione dei costi della politica”, attraverso l’eliminazione di consigli e consiglieri comunali. Mentre il “loro governo” è incapace di togliere un centesimo ai parlamentari e consiglieri regionali, qui da noi si impuntano per abolire le poche decine di euro all’anno che costa ciascuno dei consiglieri comunali, molti dei quali ci rimettono pure del loro per il buon andamento della cosa pubblica.

Eliminare l’Unione della Media Valcavallina, fare un comune unico (proponendone peraltro denominazioni ridicole ! ), cancellare comuni che hanno forse più di mille anni di storia, solo per evitare la possibilità che un comune continui a sfuggire al loro controllo: questo è il fine meschino a cui puntano i politicanti del SI’. Invece di rafforzare l’Unione, con i suoi organismi e i suoi tre consigli comunali, ritengono sia di gran lunga preferibile comandare in pochi. Vogliono infatti un comune solo perché, più è grande la dimensione dei loro interessi e in meno si è a “comandare”, meglio si può giocare sulla pelle dei cittadini.

● La fusione di Borgo, Luzzana e Vigano ha a che fare direttamente e pesantemente - è scritto chiaramente nella proposta di legge regionale, primo firmatario il consigliere Barboni - con tutto l’assetto politico e amministrativo della Valcavallina. Da troppi anni la vita politica della nostra Valle è stata gestita in modo trasversale dai partiti che oggi si ritrovano nello stesso governo. Partiti, politici e amministratori che - attraverso le società e i consorzi fallimentari che hanno sostituito la vecchia Comunità montana - hanno malgestito il patrimonio pubblico.

Dietro il progetto di fusione c’è il passato: c’è una classe politica fatiscente e clientelare che ha bloccato la Valle ma non i propri affari e i propri tornaconti politici ed elettorali. La nostra Valle, da tempo, è immobilizzata sul piano politico, economico, sociale e culturale. Ora per crescere ha bisogno di aria nuova: quella della democrazia, della partecipazione, del pluralismo, delle comunità che si confrontano, collaborano, e resistono ai poteri forti che ne vogliono cancellare storia, identità, diritti. TENIAMO VIVI I NOSTRI COMUNI. Il 2 febbraio votiamo NO FUSIONE (Cittadini NO alla FUSIONE dei comuni di Borgo di Terzo-Luzzana-Vigano, 31.01.14)

  • Alternainsieme.net condivide e si associa all’appello. Siamo molto contenti di aver incontrato in questa campagna referendaria nuovi amici/che nel vivo di un comune impegno civile tra persone diverse, per la democrazia, la solidarietà, la verità.

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Cfr. anche Bergamonews.it 01.02.14: qui


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