(10.08.17) ENDINE. PER RICORDARE IL PARTIGIANO “BRACH” E LA RESISTENZA

* Giovedì 10 agosto 2017, alle ore 10, presso il cimitero di Endine Gaiano

Cari amici tutti,

Il prossimo 10 agosto 2017, presso il Cimitero di Endine Gaiano alle ore 10, con i parenti, i compagni e gli amici di sempre ricorderemo Giuseppe Brighenti, partigiano Brach, nel ventunesimo anniversario della sua scomparsa. In questo appuntamento dedicheremo attraverso il ricordo anche un pensiero d’affetto per tutti coloro che recentemente sono scomparsi ma che sentiamo ancora così vicini.

* Renzo Vavassori, straordinario artefice del Museo Malga Lunga così come ora lo conosciamo.

* Don Giovanni Finazzi la cui vita terrena è stata poesia anche nei momenti più tristi

* Ing. Salvo Parigi, figura carismatica e guida per la nostra associazione: l’Anpi

* Cavalier Lorenzo Dall’Angelo esempio di altruismo e onestà per la comunità di Endine

* Tilde, un nome che non si scorda facilmente così come il suo impegno nell’Associazionismo

* Giorgio Pezzotti, partigiano della 53esima Bgt Garibaldi, che ha dedicato parte della sua vita alla ristrutturazione della Malga Lunga.

Un mazzo di fiori deposto sulla tomba di Giuseppe Brighenti simbolicamente testimonierà il nostro affetto e la nostra riconoscenza per ognuna di queste persone che hanno sostenuto con passione l’Anpi, la famiglia dell’antifascismo, i partiti, il sindacato, le ricorrenze istituzionali, la storia, così proprio come si è impegnato Brach in tutta la sua vita. Grazie a Voi Tutti. (Endine, 06.08.17, Andrea Brighenti, Presidente Anpi di Endine Gaiano)

Su Giuseppe Brighenti (1924-1996): qui


(13.06.17) BORGO DI TERZO. IERI SERA NEL CONSIGLIO COMUNALE IL RICORDO DI SALVO PARIGI

LE NOTE DI FRANCESCO MACARIO IN RICORDO DI SALVO PARIGI

Sono commosso dall’incarico di dovere qui ricordare Salvo Parigi. Pur appartenendo a due generazioni diverse, lui a quella della Resistenza io a quella degli anni ’70, le nostre vita si sono spesso intrecciate. Ho conosciuto sin dai primi anni ‘80 Salvatore Parigi, per tutti Salvo.

Salvo nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Per parte di madre discende da un ramo dei Terzi di Borgo di Terzo, infatti da giovane veniva in villeggiatura in estate a Terzo a risiedere presso la porzione di villa Terzi venuta in eredità alla madre. Suo padre ha poi fatto costruire nel cimitero di Borgo di Terzo la cappella Parigi. In questa cappella, a cui ho posto mano negli scorsi anni su richiesta di Salvo per restaurarne le coperture, riposano i suoi parenti più stretti. E lì oggi riposa anche lui.

Erede di una famiglia di tradizioni libertarie - il nonno da parte di padre era anarchico - fu sin dalla gioventù molto legato alle idee della sinistra.

Salvo ha frequentato il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, fu avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete antifascista clandestina del movimento di Giustizia e Libertà.

Durante la seconda guerra mondiale entra a far parte dei gruppi  armati di GL in città e diventa commissario della 1ª Brigata GL di pianura, nome di battaglia “Stucchi” occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina.

Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell’insurrezione mentre trasportava, per ordine del comandante Fasana, benzina e armi dall’armeria dell’aeroporto di Orio verso la città. Ricordo ancora quando ci raccontò del suo arresto. Ci disse, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, che era già al muro per la fucilazione: solo l’intervento di un ufficiale tedesco, preoccupato di avere ostaggi per trattare con i resistenti, gli salvò la vita. Fu però liberato dopo il 25 aprile dalle prigioni fasciste ancora in stato di semi-incoscienza a causa delle sevizie e delle percosse subite.

Uomo  di cultura, è importante ricordare il suo impegno,  dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo e di cui fu anche direttore.

Fu attivo dalla fine degli anni ‘50 nella corrente della sinistra lombardiana del Partito Socialista Italiano nel quale ha militato per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60.

E’ stato certamente una figura di riferimento per tutti i partigiani, gli antifascisti e la sinistra bergamasca, ma anche amministratore illuminato. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica.

Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale.

Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all’Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la prima legge regionale urbanistica (che fu poi modello per la successiva legislazione nazionale) e quella che che istituì i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, da lui istituito nel 1977).

Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.

Ma il suo pensiero primario è sempre stato l’antifascismo e l’ANPI: instancabile è il suo lavoro, per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. In qualità di presidente dell’ANPI nel 1996 alla morte di Giuseppe Brighenti fu lui che mi chiese di entrare, primo non partigiano, nella segreteria provinciale in rappresentanza dei comunisti.

Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l’ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo.

Insieme a Giuseppe Brighenti “Brach”, Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche, un’istituzione che è l’erede del CNL, di cui fu vicepresidente vicario fino al 2016. Ancora ricordo le lunghe riunioni in prefettura da lui presiedute per organizzare le celebrazioni di tanti 25 Aprile.

Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, progetto in cui mi coinvolge in qualità di progettista, e al quale ha dedicato gli ultimi sforzi come Presidente provinciale dell’ANPI.

Salvo è stato un uomo dal carattere spigoloso, ma al contempo curioso e appassionato. Ha reso più consapevoli generazioni di Bergamaschi che i valori di libertà e democrazia di cui oggi godiamo non potranno mai essere dati per scontati, che il fascismo è ancora presente oggi come 70 anni fa. Salvo ha testimoniato per tutta la sua lunga vita con il suo impegno la necessità di essere cittadini attivi della vita della Repubblica e ci ha lasciato con il suo esempio un’eredità inestimabile.

Un prezioso esempio per chi lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale, ed è un onore che, ricordando le sue origini, abbia scelto di riposare presso la nostra comunità.

Che la terra gli sia lieve.

Borgo di Terzo, 12 giugno 2017


(06.05.17) BERGAMO. SALVO PARIGI. UNA VITA PER LA GIUSTIZIA E LA LIBERTA’

* La nota biografica diffusa dall’Anpi provinciale di Bergamo.

“Un momento doloroso per l’intera comunità bergamasca: nella notte tra il 4 e il 5 maggio, è mancato il nostro Salvo Parigi, presidente onorario dell’ANPI Provinciale di Bergamo, dopo esserne stato, per oltre 70 anni, il Presidente fino all’aprile del 2016.
Salvatore Parigi – per tutti Salvo – ingegnere, docente per anni all’Istituto superiore “Cesare Pesenti” oltreché vicepreside, nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Frequenta il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, viene avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete clandestina del movimento di Giustizia e Libertà, un gruppo che immediatamente dopo la caduta del fascismo del 25 luglio 1943, è in grado di mobilitarsi nella costruzione della Resistenza a Bergamo e in provincia. Il suo impegno è inizialmente quello di diffondere la stampa clandestina, in particolare del giornale “Italia Libera”, organo di stampa ufficiale del Partito d’Azione; dopo il 25 luglio, Parigi entra a far parte dei gruppi armati di GL in città e diventa commissario della 1^ Brigata GL di pianura, occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina. Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell’insurrezione.
Uomo di cultura, è importante ricordare il suo impegno, dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo. Il quindicinale, fondato da un gruppo di giovani antifascisti attivi nella lotta partigiana e animati da un forte desiderio di rinnovamento politico e morale del Paese, esce con il primo numero il 20 febbraio 1946. Responsabile unico risulta, fin dal principio, Salvo Parigi che ne assume anche la piena direzione col numero 18 del 5 novembre 1946, firmando una rivista a cui collaborano intellettuali importanti e che ha diverse rubriche: politica (seguita dal direttore Salvo Parigi e Dino Moretti), economica (con Valerio Barnaba), scientifica (curata da Gianni Parigi e Vico Rossi), filosofica (redatta da Mario Tassoni e Giacomo Zanga), infine l’area letteraria di Giulio Questi e Gian Carlo Pozzi e artistica nonché cinematografica con a capo Corrado Terzi e Carlo Felice Venegoni. Così Franco Fortini recensisce favorevolmente la rivista individuando nei redattori dei «compagni nella lotta per una nuova cultura» («Il Politecnico», n.35 (gen./mar. 1947), p.93):
«Esce in una delle nostre più codine città: a Bergamo. E’ fatto, questo quindicinale, da giovani – almeno così ci sembra dal tono. “Che la filosofia dia ai suoi l’odio e la persecuzione del mondo!” quest’augurio che abbiamo letto in una delle sue pagine, può dare l’idea del colore di questo foglio. I nomi – dal responsabile Salvo Parigi, a Mario Tassoni, Dino Moretti, ecc. – contano relativamente poco; importa una vivacità appena repressa da una volontà moralistica, una combattività molto tesa, senz’esser mai rumorosa, agitata da impulsi differenti, che possono essere ora di carattere sociale e politico in una libera ricreazione di motivi del Partito d’Azione e del Socialismo e ora piuttosto di un accento morale e religioso di timbro protestante. Questo anzi ci sembra l’elemento più vero di questa rivista. E’ infatti un luogo comune affermare che la provincia è, in Italia, luogo di fermenti e di decisioni morali; ma qui, leggendo le pagine di questo foglio che certo si pubblica con difficoltà, e con sacrificio personale dei suoi redattori e collaboratori, possiamo valutare l’importanza di una “decisione” simile, in una città appunto, come Bergamo, nota per il suo conformismo cattolico».
«La Cittadella» conclude la sua vicenda nel 1948, con un doppio fascicolo, uscito il 15-30 aprile.
L’impegno di Salvo non si ferma qui. E’ attivo dalla fine degli anni ‘50 nelle file del Partito Socialista Italiano, nel quale milita per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica. Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Clauser-Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale. Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all’Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la legge regionale che istituisce i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, istituito nel 1977). Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.
Ma il suo pensiero primario è per l’ANPI: instancabile è il suo lavoro – fatto anche di una presenza sempre costante, pure negli ultimi anni, quando l’età e le condizioni fisiche avrebbero suggerito il riposo – per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l’ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo. Insieme a Giuseppe Brighenti “Brach”, Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche di cui è vicepresidente vicario fino al 2016.
Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del Museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, progetto al quale dedica gli ultimi sforzi come Presidente Provinciale dell’ANPI.

Perdiamo un padre, perché i partigiani sono i padri di cui ci dovremmo sentire figli. Perdiamo un compagno di strada straordinario, dalla rettitudine morale esemplare, uomo deciso, guida carismatica e autorevole per tutta l’ANPI Provinciale di Bergamo e non solo.
Grazie Salvo, per tutto quello che ci hai dato. Cercheremo di essere sempre all’altezza dell’eredità morale, civile e politica che ci lasci. Ora e sempre Resistenza. (Mauro Magistrati - Presidente ANPI Provinciale di Bergamo, 5 maggio 2017)

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Salvo Parigi in alcune foto del nostro archivio.


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(16.06.12) Scanzorosciate. Intitolazione della scalinata “ANGELO TROVESI, PARTIGIANO PIRATA”

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(24.07.11) Colli di San Fermo. Commemorazione della Battaglia del Monte Torrezzo e di Fonteno contro i nazi-fascisti nel 67° anniversario

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(30.10.09) Bergamo. Presidio antifascista (contro il sindaco Veneziani che concede sala comunale a Casapound)

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.(04.06.11) SERIATE. Inaugurazione del monumento ai caduti partigiani del 27-28 aprile 1945

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(26.04.09) Caravaggio. Commemorazione dei partigiani Baruffi Carlo, Grassi Annunzio, Pala Franco, Perego Giovanni uccisi dai fascisti a Capralba nel marzo 1945

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(01.06.09) Trescore Balneario. No fascismo. No razzismo (presidio contro Forza Nuova)


(12.09.16) REFERENDUM. CGIL DI BERGAMO FRA IL SI’ E IL NO: MA CHE C’ENTRA LA MALGA LUNGA?

Per venerdì 16 settembre prossimo la Cgil di Bergamo ha promosso alla Malga Lunga, museo della Resistenza bergamasca, un convegno dei direttivi sindacali delle varie categorie sul tema delle modifiche costituzionali per discutere “le ragioni del Sì e le ragioni del No”.
“Aggiornare la seconda parte della Costituzione” è il titolo del convegno, come se lo stravolgimento di 47 articoli non comportasse ripercussioni significative, e anche inquietanti, sui principi e sugli equilibri su cui si reggono la nostra Carta Costituzionale e le nostre Istituzioni.
Correttamente, infatti, nei giorni scorsi anche l’assemblea della Cgil ha giudicato “negativamente quanto disposto dalla modifica perché introduce, senza migliorare la governabilità né il processo democratico, un rischio evidente di concentrazione dei poteri e delle decisioni”.
Quanto al convegno di venerdì, non possiamo fare a meno di cogliere, tra i relatori individuati dalla Cgil di Bergamo, la netta prevalenza e visibilità degli esponenti del Sì, secondo una impostazione in continuità con quella che – nel giugno scorso – aveva preannunciato il segretario provinciale della Cgil, quando aveva comunicato l’intenzione di promuovere le ragioni del Sì con un convegno proprio alla Malga Lunga.
Rispettiamo il dibattito all’interno della Cgil bergamasca. Dobbiamo però dire che la scelta di associare la Malga Lunga, luogo della storia e della memoria particolarmente caro a tutti gli antifascisti bergamaschi, a questa iniziativa dal percorso confuso, sbilanciata, che sottovaluta esplicitamente la portata dello stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza contenuto nella “modifiche”, è una forzatura che ci mette decisamente a disagio. (12.09.16, Maurizio Mazzucchetti per Alternainsieme.net)


(09.04.16) CASAZZA. LETTURE RESISTENTI. PRESENTAZIONE E LETTURE DA “IL PARTIGIANO BIBI” di GIUSEPPE BRIGHENTI

* Sabato 9 aprile 2016, alle ore 18.oo, a Casazza, Sala consiliare del Comune

COMUNE DI CASAZZA, COMMISSIONE BIBLIOTECA; collaborano Gas Casazza, Bottega Altromercato, partecipa A.N.A. Casazza e Biblioteca “Di Vittorio”, ANPI Sez. “13 MARTIRI” LOVERE - Sez. “GIUSEPPE BRIGHENTI” -  ENDINE GAIANO Valli Calepio – Val Cavallina

Storie di donne e uomini nei giorni della Resistenza in Val Cavallina

Sul loro volto si leggeva una certa preoccupazione per il fatto che quella polenta doveva sfamare altre tre persone…Il cibo era un po’ poco per sei uomini, una vecchia e due cani, ma ognuno ebbe ugualmente la sua parte stabilita dalla vecchia” G. Brighenti (Brach)

Segue musica e apericena con i gruppi d’acquisto equosolidale e amici della Malga Lunga

Locandina: qui


(27.07-16.08.15) RESISTENZA AGOSTO IN MALGA LUNGA. TUTTE LE INIZIATIVE

L’ANPI SEZIONE “GIUSEPPE BRIGHENTI” ENDINE GAIANO (BG) in collaborazione con il Comitato della Malga Lunga organizza l’ospitalità presso il Museo Rifugio “Malga Lunga” intitolato alla 53° Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere” dal 27 luglio al 16 agosto 2015 nei luoghi che furono testimoni della Resistenza antifascista. Info Museo Rifugio Malga Lunga tel. 347/4763335 oppure 035/825412

* Si ricorda che è operativo il “Museo multimediale della Malga Lunga”: i visitatori, semplicemente toccando uno schermo video, possono consultare gli elenchi delle formazioni partigiane che hanno operato nella provincia di Bergamo o dei bergamaschi che hanno combattuto per la libertà in altre zone d’Italia oppure all’estero.Per approfondimenti: qui

Il volantino con tutto il programma: QUI. Info essenziali sulla Malga Lunga da Wikipedia: qui; le nostre foto 2014 (qui) e 2009 (qui)

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(15-24.08.14) TORRE BOLDONE (bg)

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TUTTE LE SERE DA VENERDI’ 15 A DOMENICA 24 AGOSTO:

SERVIZIO RISTORANTE - PIZZERIA - PIADINERIA - BAR - SPAZIO COCKTAIL - LIBRERIA - SPAZIO ASSOCIAZIONI - MUSICA - SPETTACOLI - DIBATTITI

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Spazio feste presso gli impianti sportivi (viale Lombardia) di Torre Boldone

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(10.08.14) ENDINE. PER RICORDARE IL PARTIGIANO “BRACH” E LA RESISTENZA

Sono trascorsi diciotto anni dalla morte, avvenuta il dieci agosto del 1996 a Bergamo, dell’On. Giuseppe Brighenti, partigiano Brach. Anche quest’anno gli amici e i compagni lo vogliono ricordare il 10 Agosto 2014 con una breve cerimonia presso il cimitero di Endine Gaiano alle ore 10,00. Anche alla Malga Lunga alle ore 11 del medesimo giorno l’iniziativa Uomini della Resistenza: memoria in musica offrirà lo spunto per ricordare e rendere omaggio ai protagonisti della lotta partigiana.

Brach tornava spesso a Endine Gaiano e alla Malga Lunga per incontrare gli amici e i compagni di una vita, per dialogare con i giovani ai quali trasmettere il suo pensiero maturato da giovane partigiano della Cinquantatreesima Brigata Garibaldi Tredici Martiri di Lovere. Il suo impegno maturato nell’attività politica, sindacale e istituzionale, speso al servizio della collettività offre a noi tutti più d’un motivo di ricordo ma un sentimento di profonda e appassionata riconoscenza. Ricordare il suo impegno sindacale, politico e civile ci offre lo spunto per il dialogo con le persone e l’approfondimento dei temi sociali e attuali che divengono poi ispirazione di successive iniziative culturali .

Ispirandosi ai valori della Resistenza e della Carta Costituzionale, Brach, si impegnò perché anche nel lavoro e nella società fossero perseguiti gli ideali di Libertà, Uguaglianza e Giustizia Sociale.

Non solo quindi un ricordo, attraverso una semplice commemorazione, ma memoria di Testimonianza Sociale e Politica di una persona che ancor oggi alimenta il cuore e la mente di chi si batte per una Italia Repubblicana, Unita e Democratica, e di chi gli ha voluto, vuole, e vorrà bene. (Anpi Endine Gaiano, il segretario Pasquale Lampugnani, il presidente Andrea Brighenti)

Comunicato dell’Anpi di Endine: Qui. Su Giuseppe Brighenti (1924-1996): qui

(10.08.14) ENDINE. ALCUNE FOTO DELL’INCONTRO DI QUESTA MATTINA: QUI


(28.07-17.08.14) RESISTENZA AGOSTO IN MALGA LUNGA. TUTTE LE INIZIATIVE

L’ANPI SEZIONE “GIUSEPPE BRIGHENTI” ENDINE GAIANO (BG) in collaborazione con il Comitato della Malga Lunga organizza l’ospitalità presso il Museo Rifugio “Malga Lunga” intitolato alla 53° Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere” dal 28 luglio al 17 agosto 2014 nei luoghi che furono testimoni della Resistenza antifascista. Info Museo Rifugio Malga Lunga tel. 347/4763335 oppure 035/825412

* Si ricorda che è operativo il “Museo multimediale della Malga Lunga”: i visitatori, semplicemente toccando uno schermo video, possono consultare gli elenchi delle formazioni partigiane che hanno operato nella provincia di Bergamo o dei bergamaschi che hanno combattuto per la libertà in altre zone d’Italia oppure all’estero.Per approfondimenti: qui

Il volantino con tutto il programma: QUI . Info essenziali sulla Malga Lunga da Wikipedia: qui; le nostre foto 2014 (qui) e 2009 (qui)

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(02.06.14) NOI ANDIAMO ALLA MALGA LUNGA, RIFUGIO E MUSEO DELLA RESISTENZA BERGAMASCA. VENITE ANCHE VOI?

Si parte da San Paolo d’Argon lunedì 2 giugno, anniversario della Repubblica; ci si trova alle ore 8.00 precise al Bar Vogue di via Locatelli (quello vicino alla scuole). Poi si va a Sovere in automobile, si parcheggia al santuario e si sale dalla zona di Possimo. E’ una tirata di 1 ora e mezza o due, per arrivare ai 1.250 mt slm della Malga Lunga. Per l’ora del ritorno ci si mette d’accordo. Conviene portarsi cibo e bevande necessari, nonché abbigliamento adatto. Previsioni del tempo “chiamano” un po’ d’acqua nel pomeriggio. Scampagnata è rigorosamente antifascista; tolleratissime però diversioni bacchiche. Chi vuol venire con noi può contattare Tommy (tel. 392.6873082) o me che sto scrivendo, Maurizio (tel. 338.9759975)

Per saperne di piu’. Le nostre precedenti info su Malga Lunga: qui; wikipedia: qui; il sito del museo: qui


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