(05.07.17) SAN PAOLO D’ARGON. CHE SUCCEDE ALLA LEDIBERG SPA?

Da diverso tempo gli stipendi, secondo quanto abbiamo potuto raccogliere qua e là in paese fra lavoratrici e lavoratori preoccupati, vengono pagati in ritardo. Nei giorni scorsi un giornale locale ha informato che una tipografia con 70 dipendenti di Costa di Mezzate sarebbe in procinto di acquisire la Lediberg, gruppo industriale di oltre 1500 dipendenti, di cui l’unità principale ha sede nel nostro Comune. Un cambio di questo tipo nella principale azienda del nostro paese, quella di gran lunga col numero maggiore di dipendenti, logicamente non può che suscitare interrogativi riguardo il futuro produttivo ed occupazionale. Quello che chiediamo da una parte ai Sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori, dall’altra all’Amministrazione Comunale di San Paolo d’Argon è di essere parte attiva nella vicenda, o quantomeno vigilare, affinché - cambi societari o meno - non corra rischi il patrimonio produttivo, di professionalità e occupazionale che da oltre 40 anni è cresciuto grazie anche ad uno stretto rapporto tra azienda e territorio. (”L’Alternativa-San Paolo d’Argon”)

Si riporta di seguito un articolo pubblicato qualche giorno fa nel web (www.stampamedia.net)

“Verso una svolta il futuro della Lediberg. Allo studio un polo agende con CPZ e Johnson. Di deciso non ci sarebbe ancora nulla e non è neppure certo che alla fine il progetto si concretizzi. Ma entro i primi dieci giorni di luglio si dovrebbe capire se davvero ci sarà una svolta nel futuro della Lediberg, la storica azienda bergamasca leader nel settore della stampa di agende e taccuini. Un futuro che potrebbe vedere la nascita di un polo europeo in questo settore a Bergamo riunendo all’interno dello stesso gruppo la Lediberg con le Grafiche Johnson, recentemente acquisite dalla CPZ di Costa di Mezzate guidata da Marzio Carrara che sarebbe il protagonista di questa operazione.
Nel 2013 la Lediberg, fondata nel 1965 da Lindo e Maria Castelli, diventata leader europeo nella stampa di agende e taccuini, era stata rilevata, con la ristrutturazione del debito e all’interno della Legge fallimentare, da un investitore libanese insieme con otto imprenditori bergamaschi, non solo del settore grafico. Le banche finanziatrici a medio e lungo termine del gruppo (che nel 2006 aveva ceduto una quota del 42% del capitale sociale al Fondo Sofipa di Capitalia e quindi del gruppo Unicredit, fondo integrato nel 2012 in Synergo Sgr) avevano accettato l’offerta presentata dal gruppo di investitori libanesi aggregati al veicolo Iris Fund e affiancati, come detto, da un pool di investitori privati bergamaschi. I nuovi soci avevano messo sul piatto 20 milioni di euro di nuovo equity, mentre le banche convertito in equity 40 milioni dei loro crediti, il tutto per una ricapitalizzazione complessiva di 60 milioni.
Con la previsione anche di 5 milioni di investimenti, allora la nuova proprietà aveva presentato un ambizioso piano di rilancio dell’azienda bergamasca che dà lavoro a oltre 1500 persone, ha stabilimenti e filiali in tutto il mondo e produce agende datate e non ma è anche attiva nella stampa commerciale e di pregio con la controllata Castelli Bolis Poligrafiche spa e con il brand Nazareno Gabrielli produce accessori in pelle. Il piano prevedeva infatti di raggiungere nel 2018 un fatturato consolidato di 209 milioni di euro con un Ebitda di 22,7 dai 167 milioni di ricavi e 12,6 di Ebitda del preconsuntivo 2013.
Complice anche la situazione del mercato, secondo ambienti del settore, il raggiungimento di questi obiettivi sarebbe stato più difficile del previsto e sarebbe maturata l’esigenza di percorrere altre strade per assicurare un più forte sviluppo della Lediberg. E questa nuova strada, come riporta il periodico bergamasco Araberara, potrebbe incrociare quella della CPZ che dopo aver siglato l’anno scorso con ArtiGroup un accordo di collaborazione per la distribuzione commerciale di agende, quaderni e calendari, con la nascita della joint-venture Johnson CPZ, nei mesi scorsi ha rilevato tutto il ramo d’azienda delle Grafiche Johnson compresi i 297 dipendenti.
Dopo questo importante salto dimensionale (CPZ infatti prima dell’accordo occupava circa 70 persone nella lavorazione di stampe digitali e agende), l’azienda di Costa di Mezzate potrebbe farne un altro ancora più grande. Quello appunto di essere regista della nascita del nuovo polo bergamasco di agende, taccuini e quaderni insieme con la Lediberg. Un progetto al quale si starebbe lavorando da alcune settimane e che potrebbe anche vedere, secondo rumor di mercato, l’ingresso di partner finanziari. Ma è ancora presto per dire se andrà in porto.”

Lediberg, le nostre precedenti info: QUI


(23.12.13) SAN PAOLO D’ARGON. ARRIVA DAL LIBANO IL PIANO DI RILANCIO DEL GRUPPO LEDIBERG

Nelle scorse settimane per la Lediberg, cioè la più importante azienda presente nel nostro comune e leader nei settori cartotecnico e grafico, è stato raggiunto l’accordo per la ristrutturazione del debito, presentato, sulla base dell’articolo 182 bis della Legge fallimentare, al Tribunale di Bergamo per l’omologa.
All’origine del debito ci sarebbe la crisi del 2008 intervenuta proprio mentre era in corso un piano di investimenti.
Dopo mesi di trattative le banche finanziatrici, tra cui Intesa San Paolo e Unicredit seguite da Mps, Bnl, Natixis e Ihb, hannocosì accettato l’offerta presentata da un gruppo di investitori libanesi affiancati da un pool di investitori privati bergamaschi. Investitori (circa otto) che faranno ora da nuovo punto di riferimento mentre la famiglia Castelli resterà con una quota di minoranza.
Attraverso questa operazione la Lediberg potrà introitare 60 milioni, con 5 milioni di nuovi investimenti, abbattendo il debito finanziario da 140 a 85 milioni, che saranno spalmati su un periodo di 8 anni, con tre anni di moratoria sul capitale. Fornitori e altri creditori, incluse le banche finanziatrici a breve termine, non saranno coinvolti nella ristrutturazione e i loro crediti verranno integralmente onorati. L’attività industriale risulterebbe in buona salute con un fatturato consolidato oltre i 160 milioni di euro (gli occupati a San Paolo d’Argon e in bergamasca sono circa 700, mentre il totale dei dipendenti è di 1600 unità)
Il gruppo Lediberg ha sette stabilimenti (quattro in Italia, uno in Germania, Brasile e Romania) e produce agende datate e non, ma è anche attiva nella stampa commerciale e di pregio con la controllata Castelli Bolis Poligrafiche Spa mentre con il brand Nazareno Gabrielli produce accessori in pelle. Cfr. L’Eco di Bergamo 15.11.13: qui; Stampamedia.net 18.12.13: qui)

Lediberg, le nostre precedenti info: qui


(08.02.12) SAN PAOLO D’ARGON COSA SUCCEDE ALLA LEDIBERG?

Ieri abbiamo comprato il primo numero del Corriere della Sera con l’inserto di Bergamo, e alla pagina economica abbiamo letto che… “potrebbero essere i tedeschi della Bartelsmann (…) a fare uscire delle secche la Lediberg di San Paolo d’Argon, creando un grande polo orobico delle agende e dei calendari”. “A distanza di un anno dalla prima ristrutturazione del debito - scrive il Corriere anticipando “Il Mondo” di venerdì - l’azienda di San Paolo d’Argon (…) sta discutendo di nuovo con le banche, Unicredit e Intesa Sanpaolo in testa, esposte per oltre 120 milioni”. E poi così prosegue l’articolo: “La proprietà, la famiglia erede del fondatore Lindo Castelli, che controlla la maggioranza del capitale, e il fondo Sofipa, al quale fa capo un 42,5% già svalutato in toto, hanno avviato (…) una serie di sondaggi per verificare la percorribilità di un’aggregazione della Lediberg con le Arti Grafiche Johnson di Seriate (la ex Editoriale Johnson) diventata il braccio operativo di Arvato Print nelle agende e nei calendari. Il dossier è sul tavolo di Mauro Cosani, da poche settimane diventato il numero uno di Arvato in Italia. L’operazione per consolodare la tenuta della Lediberg vedrebbe la partecipazione della famiglia Castelli, di Bartelsmann e di un fondo di private equity straniero. Il progetto può decollare solo con la disponibilità delle banche che nel 2010 accordarono primo riscadenziamento del debito, con rate fino al 2017. Pronta la nomina dei consulenti legali: Nctm per l’azienda e Linklaters per i creditori.” Ci par di capire che nel futuro della Lediberg ci sarà un ridimensionamento del ruolo della famiglia Castelli, con una pardita di autonomia dell’azienda di San Paolo d’Argon, che diventa parte di un gruppo con un peso specifico più forte del capitale finanziario-bancario. Risultano pertanto confermati tutti i nostri dubbi riguardo la gigantesca operazione urbanistica prefigurata dal Pgt di San Paolo d’Argon relativa al “trasferimento” della fabbrica da via Colleoni alle aree attigua alla zona industriale di via Baracca: “Le previsioni del Pgt in questa fase congiunturale - scrivevamo poco meno di due anni or sono - sia in termini generali sia in relazione ai problemi aziendali della Lediberg, risultano poco pertinenti e per tanti aspetti anche inopportune, perché - introducendo la possibilità di una operazione immobiliare particolarmente rilevante - rischiano di innescare aspettative che potrebbero collidere significativamente con quelle dello sviluppo produttivo occupazionale.”

Cfr. Corriere.Bergamo 08.02.12: qui

Lediberg, le nostre precedenti info: qui