(30.06.2017) ROMANO DI LOMBARDIA. PRESIDIO PER FERMARE UNO SFRATTO CHE SI POTEVA EVITARE. UNIONE INQUILINI: “E’ IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI”

* (27.06.17) PRESIDIO ANTISFRATTO ANNULLATO.Nel pomeriggio di oggi l’incontro Unione Inquilini - Servizi sociali del Comune si è risolto positivamente. Il presidio antisfratto convocato per venerdì 30 giugno viene pertanto annullato.

(info tel. 3397728683 -Fabio)

Kamoli abita a Romano di Lombardia (bg), in un alloggio di proprietà di una importante e ricca famiglia.
Kamoli ha un lavoro come commerciante ambulante. A causa dell’impoverimento che sta colpendo tante famiglie, non è riuscito più a guadagnare abbastanza per pagare l’affitto e, contemporaneamente, dare da mangiare alla sua famiglia (moglie e due figli minorenni, di 5 e 2 anni). Per questo è stata avviata la pratica legale di sfratto per morosità e il Tribunale di Bergamo ha convalidato lo sfratto.
Da gennaio la famiglia di Kamoli è stata inserita - dietro regolare domanda - nella graduatoria per il sostegno e l’accompagnamento sociale verso un nuovo alloggio (“Contributo per la morosità incolpevole”, previsto dalla legge 102 del 2013). Quindi ci sono tutte le condizioni, e anche gli obblighi di legge per le istituzioni preposte, perché alla famiglia di Kamoli si possa evitare lo sgombero, posticipare lo sfratto, rimborsando la proprietà e garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Infatti la famiglia si trova inserita, in buona posizione, nella graduatoria per avere una casa popolare.
Ma quello che si prospetta per venerdi mattina è l’esecuzione dello sfratto. Infatti i Servizi sociali di Romano di Lombardia, nonostante la disponibilità del proprietario dell’alloggio, si rifiutano di erogare la somma richiesta.
Questo è uno sfratto che non si può e non si deve eseguire, perché getterebbe sulla strada una famiglia. Oppure la situazione imporrà alla Amministrazione comunale costi, per la collocazione della donna e dei minori in una comunità di accoglienza, che graveranno su tutta comunità, quando sarebbe stato possibile attingere a fondi che il governo hanno erogato (per Romano di Lombardia: 117 mila euro) e che, se non spesi, dovranno essere restituiti.
Venerdi per evitare il peggio è necessaria la mobilitazione per chiedere il rispetto delle leggi, contro proprietà e forze dell’ordine che vogliono sgomberare. Facciamo appello alla solidarietà. L’appuntamento per il presidio è alle ore 9 in via Mameli n°25 a Romano di Lombardia.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui



(17.06.17) BERGAMO. BREVI NOTE PER IL MINISTRO MAURIZIO MARTINA - DALLA RETE BERGAMASCA PER L’ALTERNATIVA AL G7

Ieri una delegazione della nostra “Rete Bergamasca per l’alternativa al G7″ era presente all’incontro promosso dalle cooperative sociali sul tema “Dove vanno le politiche agricole” nell’ambito della festa in corso al Lazzaretto. Era pure prevista la partecipazione del Ministro dell’agricoltura Maurizio Martina, che però non è venuto e si è limitato ad una comunicazione via skype. Di seguito l’intervento di Orazio Rossi, a nome della nostra Rete.

Signor Ministro Martina,

questo intervento vuole portare la voce della “Rete Bergamasca per l’alternativa al G7″. La Rete ha lanciato un appello il 1° Maggio, giorno dedicato alla Festa del Lavoro, di tutti i lavoratori, quindi anche di quelli agricoli, settore tanto travagliato da lavoro nero, sommerso, irregolare, sfruttato, talvolta inumano.
L’appello è rintracciabile sulla pagina Fb dedicata e vi hanno aderito, fino ad ora, una quarantina di soggetti della società civile da tutte le parti d’Italia, tra partiti, associazioni, organizzazioni, onlus, ong, fondazioni, aziende agricole, organizzazioni di base di contadini, soggetti vari di economia solidale, cittadini.
La rete è in continua espansione, sempre aperta ed inclusiva, attraverso un percorso informativo e formativo, di cui i principali appuntamenti sono stati, sono e saranno i seguenti:
- 19 Maggio assemblea pubblica in cui i temi sono stati: il sistema agroindustriale mondiale con le sue ricadute sulla qualità del cibo, sull’ambiente, sulle comunità contadine e le speculazioni finanziarie sulle materie prime agricole
- Stasera, 16 Giugno, ore 21,00 presso la biblioteca di Seriate, assemblea pubblica dal titolo: per un’altra umanità possibile: le prevaricazioni dell’agroindustria e le lotte delle comunità contadine per l’autodeterminazione alimentare, dove avremo il privilegio di avere con noi Francisco Dal Chiavon, co-fondatore dei Sem Terra, movimento dei contadini brasiliani e portavoce della Via Campesina, il più grande movimento mondiale delle comunità contadine
- Nel mese di Settembre, assemblea pubblica su PAC (Politica Agricola Comunitaria) e proposta di Legge sull’agricoltura contadina in Italia
- Il 14 e 15 Ottobre, in concomitanza con la riunione del G7 Agricoltura a Bergamo, è previsto un social forum diffuso sulla città e nella provincia.
Questa sera, con questo nostro breve contributo, vorremmo stare sul tema di questo incontro pubblico, “dove avnno le politiche agricole?”, unendoci al Bio-distretto Agricoltura Sociale Bergamo, per usare le stesse parole del volantino di questa iniziativa: “Far giungere la voce critica per farsi interprete della battaglia per un’agricoltura sostenibile, per il diritto al cibo sano, per la lotta contro la fame, per la fertilità della terra”.
Quindi ecco di seguito alcune considerazioni veloci, proprio usando questi stessi titoli che ho elencato ora.

* Fertilità della terra e, quindi, tutela del suolo

Nella primavera del 2015 si era avviato un iter parlamentare su una proposta di Legge per la Tutela del Suolo particolarmente lento e travagliato a causa delle resistenze presenti in quasi tutti i gli schieramenti politici. La proposta di Legge, con il tempo è stata limitata e modificata in più punti con la conseguenza di essere meno incisiva nella difesa del suolo. La verità è che ancora oggi c’è chi ritiene che la crescita del nostro paese debba continuare a far leva su una nuova fase di sviluppo edilizio.
E’ veramente sconcertante prendere atto che ancora oggi, a Roma e negli Enti locali, c’è chi ritiene di affidare le sorti della crescita ad una nuova ondata di cementificazione, senza considerare che il livello di guardia è già stato ampiamente superato e che stiamo recando un danno irreparabile alle generazioni future .
Ssolo due dati: 1) Alla fine degli anni Sessanta su una superficie totale di 30 milioni di ettari, 18 milioni erano destinati all’agricoltura; nell’arco di poco più di quarant’anni la superficie agricola è scesa al di sotto di 13 milioni di ettari: una perdita pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. 2) Ogni giorno in Italia il cemento divora 100 ettari di superficie agricola).
Il 12 Maggio 2016 finalmente il disegno di Legge ha ricevuto il via libera dalla Camera dei deputati ma ad oggi, dopo più di un anno, la discussione si è arenata in Senato. Noi riteniamo che sia importante approvare questa Legge in tempi brevi, anche imperfetta e peggiorata in più punti, piuttosto che accettare lo status quo normativo privo di ogni vincolo alla cementificazione.

* Diritto al cibo (sano, aggiungiamo noi) e quindi lotta alla fame, e quindi, aggiungiamo noi, sovranità alimentare

Nella Carta di Milano, eredità di impegno futuro per tutti i protagonisti di Expo internazionale in Italia di Milano 2015, che aveva come mitico titolo “Nutrire il pianeta, energie per la vita” si legge questa frase:
“Adottare misure normative per garantire e rendere effettivo il diritto al cibo e la sovranità alimentare”.
Ma la carta di Milano da allora è rimasta lettera morta ed è stata dimenticata (così come tutti gli impegni presi nel documento approvato dai ministri e rappresentanti dell’Agricoltura di tutto il pianeta nel G7 agricoltura di Niigata, in Giappone, nel 2016).
Nella Carta di Milano il concetto di sovranità alimentare è citato ma non spiegato e nessuno del sistema agroindustria-multinazionali lo cita o lo adotta.
Invece esso è al centro dei movimenti internazionali contadini, ed è stato coniato proprio dalla Via Campesina nel 1996 in occasione del Vertice mondiale sull’alimentazione, intesa come di seguito:
“La sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti sani e culturalmente appropriati, prodotti con metodi realmente sostenibili. La sovranità alimentare appare come una delle risposte più potenti e realmente attuabili per la disponibilità di cibo, per la povertà e la crisi climatica.
La sovranità alimentare è il diritto dei popoli di definire direttamente e attivamente il proprio cibo e i propri sistemi agricoli: è, dunque, il mettere in primo piano i bisogni, le aspirazioni e il sostentamento di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti nel cuore dei sistemi alimentari, e non è il mettere al centro degli interessi le esigenze dei mercati.
La sovranità alimentare, inoltre, è priorità di produzione alimentare locale e del suo consumo; offre a un Paese il diritto di proteggere i suoi produttori locali da importazioni a basso costo e dal controllo della produzione; assicura che i diritti di utilizzo e di gestione di terre, territori, acqua, sementi, bestiame e della biodiversità siano nelle mani di chi produce il cibo.
Questa idea è oggi un cardine globale della reale sostenibilità, i cui valori sono riconosciuti e sostenuti da una grande varietà di attori della vita sociale e politica internazionale”.

Un concetto così non verrà mai accettato dal sistema perché va contro di esso, perché si tratta di un sistema completamente alternativo e che poggia su basi totalmente diverse di visione dell’umanità.

* Agricoltura sostenbile, ma dove vanno le Politiche agricole (Pac)

In Europa
- Il 49% dei proprietari (5.880.000 aziende) dispone del 2% dei terreni dedicati all’agricoltura (3.400.000 ettari - media: 5,7 ettari).
- Il 48% dei proprietari (5.760.000 aziende) dispone del 48% dei terreni dedicati all’agricoltura (81.600.000 ettari - media: 14,17 ettari).
- Il 3% dei proprietari (360.000 aziende) dispone del 50% dei terreni dedicati all’agricoltura (85 milioni di ettari - media: 236 ettari).
In Italia
- L’ 87% del totale delle aziende riceve fino a 5.000 euro l’anno di fondi dalle Pac (media di 1.000 euro)
- Il 13% riceve i 2/3 dei fondi restanti
- Lo 0,11% del totale delle aziende riceve 150.000 euro ed oltre (media 285.000 euro)
- Le aziende che ricevono più di 500.000 euro sono solo 90 (media di 880.000 euro)
- Lo 0,01% delle aziende da sole prendono poco più del 2% del totale della somma erogata in Italia
- Il 20% dei beneficiari riceve l’85,7% di tutta la spesa, mentre al restante 80% va un misero 14,3%.
Insomma per non farla lunga e rimandando a settembre per un esame più approfondito, le Pac sono un lucido strumento di sterminio della realtà del mondo contadino attraverso leggi e provvedimenti di politica economica e agricola, normative, regolamenti e tanta propaganda che spesso usa preconcetti pseudo-scientifici.
Per concludere su questo punto e sul nostro intervento, signor Ministro, le ricordiamo che giace nei meandri del Parlamento una proposta di Legge per il riconoscimento delle Agricolture Contadine in Italia che permetterebbe, se approvata ed adottata in Italia, di avere una normativa di legge specifica per il mondo contadino che non può sopravvivere sottostante ad un unico corpus normativo europeo ed italiano dimensionato sulle grandi agricolture industriali.
Le chiediamo perciò, signor Ministro, se vuole bene a questo tipo di agricoltura naturale, a questa umanità, a queste comunità contadine e rurali, a queste donne e uomini liberi ed agro-ecologici, che amano la propria terra, di adoperarsi affinché questa proposta di Legge riemerga dai cassetti della commissione agricoltura parlamentare e si diriga verso la discussione e la luce della sua approvazione.
Questi italiani e questa umanità sono ancora l’ossatura del made in Italy, dei territori e dell’ancor meraviglioso ed incantevole paesaggio rurale italiano. Grazie (O. Rossi, Rete Bergamasca per l’alternativa al G7)

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(16.06.17) SERIATE. IL SECONDO INCONTRO PUBBLICO DELLA RETE BERGAMASCA PER L’ALTERNATIVA AL G7

Venerdì 16 giugno, ore 20.45, presso la Biblioteca Civica di Seriate, in Via Italia 56 (di fronte al municipio)

* PER UN’ALTRA UMANITA’ POSSIBILE. Le prevaricazioni dell’agroindustria e le lotte delle comunità contadine per l’autodeterminazione alimentare

Introduce: ORAZIO ROSSI

Interverranno: FRANCISCO DAL CHIAVON (del coordinamento nazionale SEM TERRA -MST/Brasile - cfr. scheda) La lotta del movimento della Via Campesina, il debito in agricoltura e la dichiarazione dei diritti dei contadini

VITTORIO AGNOLETTO (già parlamentare europeo, membro della Commissione per gli Affari Esteri e della Commissione per il Commercio Internazionale) Trattati internazionali come strumento di dominio del sistema agro-industriale

Coordina: MARCO NORIS (Cooperativa Amandla)

Interventi liberi delle realtà presenti che aderiscono alla Rete

Rete Bergamasca per l’alternativa al G7: Acli Terra Lombardia - Associazione Animante Bergamo - Brigate Solidarietà Attiva Bergamo - Cittadinanza sostenibile Bergamo - Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo - R@p Rete per autorganizzazione popolare - Unione Inquilini Bergamo - Comitato Seriate per tutti - C.s.a. Pacì Paciana - Alternainsieme
San Paolo d’Argon- Collettivo politico di Alzano Lombardo - Associazione Gli Armadilli - Comitato “I Bastioni di Orione”Possibile Bergamo - Cooperativa sociale Amandla - Cooperativa il Sole e la Terra - Barrio Campagnola - Circolo di Rifondazione Comunista Seriate - - Comitato di lotta per la casa Bergamo - Asia - Sinistra Italiana Bergamo - Rifondazione Comunista Bergamo e provincia - Ari - Laboratorio Permacultura Bergamo - Nyeleni - Terra nuova - Deafal (ong) - Intergas - Bassa Val Seriana (GAS Torre Ranica, Pan GAS, Quater GAS) - DESR Distretto Rurale Di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano) - RiMake Milano - RiMaflow Trezzano sul Naviglio - FUORIMERCATO (nazionale) - Comitato STOP TTIP Milano - Woof Italia - Attac Italia

Info: Roberta tel. 3405841595 - Fb: Rete Bergamasca per l’alternativa al G7 - Mail: alternativag7bergamo@yahoo.com

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(13.06.17) BORGO DI TERZO. IERI SERA NEL CONSIGLIO COMUNALE IL RICORDO DI SALVO PARIGI

LE NOTE DI FRANCESCO MACARIO IN RICORDO DI SALVO PARIGI

Sono commosso dall’incarico di dovere qui ricordare Salvo Parigi. Pur appartenendo a due generazioni diverse, lui a quella della Resistenza io a quella degli anni ’70, le nostre vita si sono spesso intrecciate. Ho conosciuto sin dai primi anni ‘80 Salvatore Parigi, per tutti Salvo.

Salvo nasce a Bergamo il 13 maggio del 1924. Per parte di madre discende da un ramo dei Terzi di Borgo di Terzo, infatti da giovane veniva in villeggiatura in estate a Terzo a risiedere presso la porzione di villa Terzi venuta in eredità alla madre. Suo padre ha poi fatto costruire nel cimitero di Borgo di Terzo la cappella Parigi. In questa cappella, a cui ho posto mano negli scorsi anni su richiesta di Salvo per restaurarne le coperture, riposano i suoi parenti più stretti. E lì oggi riposa anche lui.

Erede di una famiglia di tradizioni libertarie - il nonno da parte di padre era anarchico - fu sin dalla gioventù molto legato alle idee della sinistra.

Salvo ha frequentato il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e qui, in prima liceo, fu avvicinato da alcuni operai della Dalmine, tra cui Bepi Signorelli, antifascista della prima ora e reclutatore, insieme a Bruno Quarti, della Resistenza bergamasca e, insieme ad altri compagni di liceo, viene coinvolto nella rete antifascista clandestina del movimento di Giustizia e Libertà.

Durante la seconda guerra mondiale entra a far parte dei gruppi  armati di GL in città e diventa commissario della 1ª Brigata GL di pianura, nome di battaglia “Stucchi” occupandosi principalmente dei servizi di collegamento, informazione e diffusione della stampa clandestina.

Il 25 aprile del 1945, al momento della Liberazione, è in prigione, alla Montelungo, arrestato dalle SS pochi giorni prima dell’insurrezione mentre trasportava, per ordine del comandante Fasana, benzina e armi dall’armeria dell’aeroporto di Orio verso la città. Ricordo ancora quando ci raccontò del suo arresto. Ci disse, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, che era già al muro per la fucilazione: solo l’intervento di un ufficiale tedesco, preoccupato di avere ostaggi per trattare con i resistenti, gli salvò la vita. Fu però liberato dopo il 25 aprile dalle prigioni fasciste ancora in stato di semi-incoscienza a causa delle sevizie e delle percosse subite.

Uomo  di cultura, è importante ricordare il suo impegno,  dopo la Liberazione, come fondatore della rivista «La Cittadella», esperienza a cui tenne sempre moltissimo e di cui fu anche direttore.

Fu attivo dalla fine degli anni ‘50 nella corrente della sinistra lombardiana del Partito Socialista Italiano nel quale ha militato per tutta la sua vita politica e della cui Federazione bergamasca è stato anche segretario negli anni ‘60.

E’ stato certamente una figura di riferimento per tutti i partigiani, gli antifascisti e la sinistra bergamasca, ma anche amministratore illuminato. Tra il 1961 e il 1962 viene chiamato a Roma, in qualità di tecnico, come componente della Commissione Nazionale per la nazionalizzazione dell’Energia Elettrica.

Impegnato nelle istituzioni, più volte consigliere comunale a Bergamo dal 1960, diventa Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrosinistra Pezzotta dal 1964 al 1969. Nel frattempo è anche consigliere provinciale.

Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, e quindi Assessore regionale all’Ambiente e Urbanistica fino al 1975; a lui si deve la prima legge regionale urbanistica (che fu poi modello per la successiva legislazione nazionale) e quella che che istituì i parchi regionali (era legatissimo e orgoglioso di questa legge e del Parco dei Colli, da lui istituito nel 1977).

Nel 1975 viene rieletto in Regione e diventa Capogruppo del PSI.

Ma il suo pensiero primario è sempre stato l’antifascismo e l’ANPI: instancabile è il suo lavoro, per la promozione e la trasmissione della memoria della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani. In qualità di presidente dell’ANPI nel 1996 alla morte di Giuseppe Brighenti fu lui che mi chiese di entrare, primo non partigiano, nella segreteria provinciale in rappresentanza dei comunisti.

Nel 1968, insieme ad altri esponenti della Resistenza bergamasca tra cui Mario Invernicci, fonda l’ISREC di Bergamo di cui, fino ad oggi, sarà componente del Consiglio Direttivo.

Insieme a Giuseppe Brighenti “Brach”, Eugenio Bruni e altri dà vita al Comitato Bergamasco Antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche, un’istituzione che è l’erede del CNL, di cui fu vicepresidente vicario fino al 2016. Ancora ricordo le lunghe riunioni in prefettura da lui presiedute per organizzare le celebrazioni di tanti 25 Aprile.

Fondamentale, infine, la sua determinazione e il suo lavoro per la realizzazione alla Malga Lunga, nel 2012, del museo-rifugio della Resistenza bergamasca dedicato alla 53^Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, progetto in cui mi coinvolge in qualità di progettista, e al quale ha dedicato gli ultimi sforzi come Presidente provinciale dell’ANPI.

Salvo è stato un uomo dal carattere spigoloso, ma al contempo curioso e appassionato. Ha reso più consapevoli generazioni di Bergamaschi che i valori di libertà e democrazia di cui oggi godiamo non potranno mai essere dati per scontati, che il fascismo è ancora presente oggi come 70 anni fa. Salvo ha testimoniato per tutta la sua lunga vita con il suo impegno la necessità di essere cittadini attivi della vita della Repubblica e ci ha lasciato con il suo esempio un’eredità inestimabile.

Un prezioso esempio per chi lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale, ed è un onore che, ricordando le sue origini, abbia scelto di riposare presso la nostra comunità.

Che la terra gli sia lieve.

Borgo di Terzo, 12 giugno 2017


  • MST. Il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra è un movimento contadino nato nel 1984 dalle occupazioni di terre improduttive nel sud del Brasile. E’ presente oggi in 24 stati su 26; coinvolge 350.000 famiglie insediate, 100 cooperative, 96 agroindustrie, 1900 associazioni e 100.000 famiglie accampate. Le persone che conquistano la terra (insediati) continuano a lottare per scuole, energia elettrica, salute ecc. Negli insediamenti e negli accampamenti le famiglie si organizzano in nuclei che discutono i problemi della loro area. Da questi nuclei emergono i coordinatori dell’insediamento o dell’accampamento. La stessa struttura si ripete a livello regionale, statale e nazionale. Il Movimento ha anche settori relativi a specifici argomenti, dal livello locale a quello nazionale (fronte di massa, educazione, produzione, cultura, genere ecc.).

  • Riforma agraria popolare e agroecologia. Nel 2014, nell’ultimo congresso, i senza terra hanno presentato la loro proposta di Riforma Agraria Popolare, basata sull’agroecologia, che si propone di produrre alimenti sani destinati al mercato interno, irrealizzabile senza l’alleanza con i lavoratori urbani e il sostegno di tutto il popolo brasiliano.

  • Continuità di un percorso di scambio Il MST rappresenta un importante riferimento internazionale per ciò che riguarda la conquista di diritti nelle aree rurali e la proposta di un paradigma di sviluppo capace di dare dignità alle popolazioni delle campagne, rispettare l’ambiente, produrre cibo sano per tutti. E’ dalla fine degli anni 90 che ha optato per l’agroecologia ed è molto impegnato a mettere in pratica questa scelta anche se la transizione è lunga e complessa e lo è particolarmente oggi, con un governo che, tra i primi atti realizzati ha abolito il Ministero dello Sviluppo Agrario, mantenendo solo il Ministero dell’Agricoltura che da sempre ha sostenuto la grande proprietà agricola, che produce essenzialmente per l’esportazione.

  • Questo progetto dà continuità ad un percorso che l’Associazione Amig@s MST Italia porta avanti da molti anni con i suoi partner, incentrato sul dialogo e sullo scambio di esperienze tra organizzazioni e movimenti sociali italiani e il Movimento dei Senza Terra del Brasile (MST). Stiamo organizzando con il MST una brigata di giovani italiani ed europei, nella prossima estate, che partecipino a un breve periodo di formazione presso la Scuola FF e poi vadano a conoscere la realtà di accampamenti e insediamenti in alcune regioni del Brasile.
  • Stiamo dando continuità al progetto delle Brigate del MST in Italia avviato nel 2014 con la venuta in Italia e in particolare a Viterbo, all’università di agraria, di un gruppo di 9 militanti MST. L’attuale congiuntura politico-economica italiana ed internazionale sta generando in molti giovani italiani un nuovo interesse nei confronti dell’agricoltura contadina, delle pratiche dell’agricoltura biologica, nel rispetto del territorio e dei diritti dei lavoratori.

  • Il MST ha “brigate”, cioè gruppi di suoi militanti in varie parti del mondo, dal Venezuela al Mozambico, da Haiti alla Palestina, ma anche in Cina e negli Stati Uniti. Ritiene infatti lo scambio culturale e l’impegno nel volontariato internazionale un elemento indispensabile nella formazione dei propri militanti. I militanti del MST imparano e insegnano, scambiano principi e valori, diffondono i concetti di agroecologia e sovranità alimentare, insieme a quelli di dignità dei lavoratori, di diritti di cittadinanza. (Orazio Rossi - Associazione Animante)

* Francisco Del Chiavon, esponente di primo piano del MST, parlerà del movimento presso la Biblioteca Civica di Seriate venerdì 16 giugno, ore 20.45 nell’assemblea pubblica promossa dalla Rete Bergamasca per l’alternativa al G7

(20.06.17) BORGO DI TERZO. RAFFORZIAMO LO SPORTELLO SOCIALE PER IL DIRITTO ALLA CASA E I DIRITTI SOCIALI

….

* Martedì 20 giugno, ore 21.00, ASSEMBLEA, a Borgo di Terzo, presso Rifondazione Comunista Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia). Sono invitati tutti gli interessati.

Il tema del diritto alla casa, della solidarietà e del mutualismo saranno al centro dell’incontro che si prefigge l’obiettivo di rilanciare in Valcavallina la lotta contro gli sfratti e per i diritti sociali. Un’occasione per fare il punto sulla situazione sociale del territorio dopo quasi 10 anni di crisi economica e per costruire, attraverso le pratiche del mutalismo, della solidarietà e del conflitto, una resistenza attiva alle politiche di privatizazzione e di negazione dei diritti stabiliti dalla Costituzione. Al primo punto la necessità di rafforzare anche in Valcavallina lo “sportello sociale” come strumento concreto di difesa per chi più ne ha bisogno. Interverrà all’incontro di martedì 20 giugno Fabio Cochis, segretario provinciale Unione Inquilini. (A cura Unione Inquilini e Rifondazione Comunista Valcavallina - per info tel. 3389759975 - Maurizio)


Enrico Berlinguer

Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984


(12.06.17) BORGO DI TERZO. IL CONSIGLIO COMUNALE RICORDA SALVO PARIGI

* Lunedì 12 giugno ore 21.15, sala consiliare c/o Municipio Via Nazionale 30

La figura di Salvo Parigi, partigiano e presidente per 70 anni dell’Anpi di Bergamo, scomparso il 5 maggio scorso, sarà ricordata all’inizio del consiglio comunale di Borgo di Terzo convocato lunedì 12 giugno alle ore 21.15. Salvo Parigi riposa nella cappella di famiglia nel piccolo cimitero del paese, di cui la famiglia era originaria e al quale lui stesso era molto legato. La commemorazione nel Consiglio comunale di Borgo di Terzo sarà introdotta da Francesco Macario, già amminstratore del comune e per diversi anni fra i collaboratori di Salvo Parigi nel suo straordinario impegno per la memoria della Resistenza.


(03.06.17) BERGAMO. CALANO LEGGERMENTE GLI SFRATTI, MA SI STABILIZZANO IN ALTO. LA PRECARIETA’ ABITATIVA E’ FENOMENO STRUTTURALE

I dati registrati dal Ministero dell’Interno, diffusi dal sindacato Unione Inquilini, per Bergamo e provincia relativi al periodo gennaio-dicembre 2016

Le sentenze di sfratto nel corso del 2016 da noi sono state 591, in calo (-2,48%; Lombardia -10.23%; Italia -5,55%) rispetto all’anno precedente quando la cifra ammontava a 606 (1.002 nel 2013).
La motivazione principale dello sfratto resta la “morosità” con 568 sentenze emesse per questo motivo nella città capoluogo e in provincia, cioè circa il 95% fra tutte le sentenze di sfratto.
La diminuzione risulta modesta e non può essere assunta come un segnale di inversione di tendenza. Gli sfratti diminuiscono perché dopo una sequenza di anni caratterizzati da un alto numero di sfratti si riduce matematicamente la platea degli inquilini a rischio di insolvenza. Gli sfratti continuano ad essere uno degli effetti della crisi economica e della precarizzazione delle condizioni di lavoro e di salario, ormai da considerare non tanto come emergenza ma come fenomeno strutturale.
Quanto al numero degli sfratti eseguiti dagli ufficiali giudiziari, nel 2015 in bergamasca avevano raggiunto il loro record storico (605); nel 2016 sono stati 560, con una diminuzione del -7,44% (Lombardia -6,97%; Italia +7,99%). Nel 2009, praticamente all’inizio della crisi economica, la provincia di Bergamo era stata quella con la più alta crescita percentuale di sfratti eseguiti in Italia (405 sfratti, più 207%). La diminuzione 2015/16 è abbastanza significativa, ma siano ancora molto al di sopra anche dell’exploit del 2009.
Non accenna a diminuire invece il numero delle richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari, ben 2615 (+ 0,23%; Lombardia – 2,91%; Italia + 3,09%).
“Gli sfratti probabilmente si stanno stabilizzando, ma ad un livello alto, il che evidenzia come la precarietà abitativa sia un fatto non congiunturale ma strutturale” - conclude Fabio Cochis, segretario Unione Inquilini Bergamo - “Il vero disastro è che sul tema casa il Governo, le Regioni e i Comuni non riescono neanche a balbettare una proposta: anzi si continua con indifferenza a fare finta che non esista una questione abitativa che nel nostro Paese è destinata ad approfondirsi ulteriormente.” (03.06.17, Unione Inquilini Bergamo)

* Tabelle complete anno 2016 (fonte: Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell’Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Ufficio Centrale di Statistica): qui

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