(02.10.19) SAN PAOLO D’ARGON. PERCHE’ MAI ALLE PENSILINE DEL PULLMAN DEL NOSTRO PAESE NON CI SONO LE PANCHINE?

Le panchine alle pensiline ci sono praticamente a tutte le fermate almeno da Bergamo a Lovere in un senso e nell’altro. Le uniche fermate dove non ci sono panchine sono quelle di San Paolo d’Argon (tre fermate: Bettola-Bar Flavio, semaforo dei pressi di Bar Lion, località Bivio-Bennet), sia in direzione di Bergamo sia in quella di Trescore-Lovere, in totale sei pensiline vedove delle regolari panchine che quantomeno potrebbero rendere meno spiacevoli le attese che – dati i regolari disservizi della linea Sab – talvolta sono particolarmente prolungate. Obiettivamente, più che conoscere la ragione per cui il nostro comune ha fatto tale scelta (dimenticanza, pigrizia, spending review o altro?), sarebbe opportuno che finalmente fosse superata tale anomalia che rivela – ci spiace doverlo dire - insufficiente considerazione per i concittadini e le concittadine, di varie e età e condizioni, che per muoversi sono costretti o scelgono di prendere il pullman e non l’auto, contribuendo positivamente in questo modo a ridurre traffico e inquinamento conseguenti. Sarebbe poi auspicabile un più preciso interessamento dell’amministrazione comunale presso le sedi opportune per non lasciare soli i cittadini di fronte ai disservizi della Sab: è di qualche giorno fa – per esempio - la notizia delle proteste degli studenti del polo scolastico di Trescore Balneario.

Ps.
1. Per la verità, se si considera anche la S.P. 91, le fermate del pullman nel territorio del nostro comune sono quattro, dovendosi considerare anche quella posta in località “Tredici” al servizio di Montello e di quella parte della popolazione di San Paolo d’Argon che abita nella zona di Via Bergamo e Via Sarnico. A questa fermata non c’è nemmeno la pensilina!
2. Istituire una fermata nuova in località Bivio-Bennet sulla S.P. 91 consentirebbe per chi ci vive o lavora e per una parte del paese di poter fruire anche della linea Bergamo-Sarnico-Tavernola senza dover andare fino ad Albano o Montello, e contempraneamente consentire di arrivare in pullman dalla Valcalepio per chi lavora nella nostra zona industriale o vuol fare la spesa ai centri commerciali presenti. (alternainsieme.net, 02.10.19)


(08.08.19) CENE (bg). SFRATTI. FAMIGLIA CON 4 MINORI RISCHIA DI FINIRE IN STRADA

* Giovedì 8 agosto, alle ore 9.00, presidio solidale a Cene in Via 25 Aprile n. 59


Le ultime statistiche segnalano per la provincia di Bergamo – anno 2018 – una impennata del numero di sfratti in controtendenza rispetto al dato nazionale che registra invece un calo seppure modesto. Agli sgomberi per mancato pagamento dell’affitto, si aggiungono però - fuori dalle statistiche ufficiali - anche quelli conseguenti il mancato pagamento del mutuo che in alcune zone della bergamasca sono particolarmente numerosi.
Quella degli sfratti è un’emergenza non finita, in particolare qui a Bergamo.
Giovedì a Cene, a seguito di mancato pagamento del mutuo negli anni scorsi (a causa della crisi e delle rate divenute esorbitanti), è previsto lo sgombero della famiglia di S***. Lui, la moglie e 4 figli tutti minorenni rischiano pertanto di finire letteralmente in strada.
Anche i servizi sociali del comune, non essendo allo stato attuale disponibile una struttura sociale protetta per inserire i minori, hanno chiesto un rinvio dello sgombero; da parte nostra, come Unione Inquilini, abbiamo informato il Prefetto di Bergamo per chiedere tempo e il non utilizzo della forza pubblica nella gestione dello sfratto, ai sensi della Legge Regionale 27/2009.
Il custode del Tribunale ha invece confermato l’intenzione di effettuare lo sgombero nella mattinata dell’8 agosto.
Invitiamo pertanto a partecipare al presidio solidale che abbiamo indetto per giovedì 8 agosto alle ore 9.oo davanti all’abitazione di Said al fine di scongiurare uno sgombero traumatico, garantire la protezione dei minori e il passaggio da casa a casa alla famiglia di S*. (Rita Rebecchi, Unione Inquilini Bergamo, tel. 3389759975)

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(11.07.2019) SFRATTI. STATISTICA 2018 DI MIN. INTERNO/ GIUSTIZIA. PREOCCUPANTI I DATI DI BERGAMO E PROVINCIA

Anche quest’anno, con almeno un mese di ritardo, sono stati pubblicati i dati relativi agli sfratti del 2018 in Italia disaggregati per regioni e province.
Lo scorso anno sono stati 56.140 (- 6,17% sul 2017) le sentenze di sfratto emesse a livello nazionale, oltre 30.127 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica (-5,69% sul 2017) e 118.823 (-10,14%) le richieste di esecuzione presentate da ufficiali giudiziari.
C’è una lieve riduzione complessiva anche se la situazione risulta incandescente e continuano a rimanere inesistenti le politiche abitative.
In Lombardia, la regione col maggior numero di sfratti, si riscontra rispetto al 2017 una diminuzione sia nel numero delle sentenze (- 7,61%) sia nelle richieste di esecuzione (-12,87%), ma un forte aumento degli sfratti eseguiti nel 2018, che risultano 6.707, con un aumento del 34,87%; di questi 2.845 riguardano la sola provincia di Milano che ha registrato un aumento del 593% (sic!) rispetto all’anno precedente.
Preoccupanti anche i dati che riguardano la provincia di Bergamo. Come attivisti volontari di Unione Inquilini avevamo avuto qualche sentore, in particolare negli ultimi mesi del 2018, di trovarci di fronte ad una crescita degli sfratti. Le statistiche del Ministero confermano impietosamente che nel 2018, dopo un trend positivo di seppure lenta diminuzione che durava almeno dal 2014/15, la bergamasca è fra le 15 province in controtendenza.
Da noi i provvedimenti esecutivi di sfratto (606 nel 2015, 591 nel 2016, 438 nel 2017) sono balzati nel 2018 a 697, facendo segnare un pesantissimo + 59,13% rispetto al 2017.
Le richieste di esecuzione consegnate all’Ufficiale giudiziario (2529 nel 2014; 2606 nel 2015; 2615 nel 2016; 2491 nel 2107) nell’anno trscorso sono state 2.696 (+8,23% rispetto al 2107).
Le esecuzione di sfratti con la forza pubblica (540 nel 2014; 605 nel 2015; 560 nel 2016; 542 nel 2017) nel 2018 sono salite a 668, con un aumento del 23,25% rispetto all’anno precedente.
Anche nella città capoluogo (Bergamo), che dopo il boom negli anni 2009-10, aveva poi fatto registrare - secondo i dati del Ministero - un numero piuttosto esiguo di sfratti (addirittura 0 nel 2015; 13 nel 2016, 11 nel 2017), nel 2018 salgono a 75, forse un sintomo del ritrovato diamismo del’interesse per l’attività edilizia e della prorompente turistificazione in corso nel capoluogo.
In sostanza ci troviamo di fronte ad una significativa inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, in controtendenza – peggiorativa - rispetto sia al dato nazionale sia a quello regionale.
La maggior parte degli sfratti sono legati alla morosità, un segnale questo della precarietà lavorativa e di reddito sempre più estesa, mentre le altre cause di sfratto rilevate sono di numero esiguo (finita locazione solo 47 nel 2018) e nessuna alla voce “necessità del locatore”.
Dobbiamo fare presente che da queste statistiche del Ministero dell’Interno sono esclusi gli sgomberi per occupazioni di case popolari, nonché gli sgomberi a seguito di espropri conseguenti al mancato pagamento del mutuo da parte delle famiglie, un fenomeno drammatico e particolarmente diffuso in città e in diverse zone della nostra provincia che contribuisce pesantemente ad aggravare il problema della casa.
Se per qualche anno interventi quali il contributo affitto o quello per la morosità incolpevole - quest’ultimo spesso reso inefficace dai dinieghi dei proprietari - sono riusciti ad alleviare nella nostra provincia il disagio abitativo, bisogna ora ribadire che questi non bastano più, in un contesto dove - crisi o non crisi - la precarietà lavorativa e i bassi redditi – che sono alla base poi della precarietà abitativa - si qualificano come elementi strutturali sempre più estesi e radicati.
Modesta anche l’attenzione da parte della maggior parte delle forze politiche locali nei vari comuni di fronte al problema della casa, come abbiamo visto per esempio nelle recenti elezioni amministrative nella quali pochissime delle liste concorrenti si sono preoccupate del tema casa, mentre la politica nazionale e segnatamente il governo puntano esclusivamente alla difesa gretta della rendita fondiaria e alla repressione della protesta sociale.
Unione Inquilini ribadisce invece l’improrogabilità di un piano strutturale che aumenti l’offerta di alloggi a canone sociale attraverso il recupero e anche l’autorecupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati presenti anche nel nostro territorio.
L’ampliamento del patrimonio residenziale pubblico deve essere cioè portato al centro dell’agenda politica, dal parlamento al Governo fino all’ultimo comune.
Quanto all’emergenza degli sfratti, che dalle statistiche del Ministero nella nostra provincia risulta aggravata, rinnoviamo il nostro appello alle istituzioni, perché vengano confermate ed estese iniziative di moratoria e blocco degli sfratti, nonché di graduazione degli sgomberi al fine di garantire alle famiglie sfrattate alloggi alternativi (passaggio da casa a casa). Servono nell’immediato anche provvedimenti straordinari, perché i servizi sociali di diversi comuni hanno esaurito o stanno esaurendo disponibilità e risorse per dare risposta a chi si ritrova senza casa.
Ma cogliamo l’occasione per denunciare con forza le improvvide iniziative di quegli enti che prevedono la svendita di pezzi del patrimonio residenziale, di buttarne fuori le famiglie che non sono più in grado di pagare e a disinteressarsi platealmente delle persone che rimangono senza casa.
Questi temi saranno il tratto distintivo della VIII Giornata Nazionale “Sfratti Zero” (10 ottobre 2019) che si svolgerà in almeno 50 città in Italia, un’occasione questa anche a Bergamo per costruire una forte e unitaria mobilitazione che sia veramente in grado di incidere nella realtà sociale, politica e amministrativa. (11 luglio 2019, Rita Rebecchi e Valli’ Morlotti - Unione Inquilini Bergamo e Treviglio)

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2018 (province)

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2018 (regioni)

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(10.07.19) UNIONE INQUILINI. SPORTELLI CONSULENZA A BERGAMO E PROVINCIA

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BergamoVia Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00. Tel. 3806933401 (Rita)

Treviglio - Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30 -19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3484488891 (Vallì)

Castelli Calepio - Via Roma 21 (Tagliuno) - Sede Circolo Rifondazione Comunista -: Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

VerdellinoVia G. Verdi n° 9, (vicino sede Polizia Locale): Sabato, ore 10 -12 - Tel. 346.9724888 (Roberto)

Borgo di Terzo - Via Rivolta 1, scalinata di fronte alla farmacia, Sede Circolo Rifondazione Comunista - su appuntamento: Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.):Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali il sindacato “Unione Inquilini” assiste nella compilazione e inoltro:

* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730 e Unico: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

* Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza

BERGAMO - Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; ore 15.30 - 17.30,  Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: 346.9724888 (Roberto)

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ASSISTENZA agli inquilini sulla scelta della tipologia di contrattto di affitto (canone concordato, agevolato, per studenti o lavoratori, transitori) e calcolo del canone. Verifica criteri e assistenza per la scrittura dei contratti. Per appuntamento: tel. 3923316583 (Orazio)


(26.0619) TREVIGLIO. IL COMUNE SFRATTA DIALLO, MILITANTE SINDACALE E INQUILINO DELLE CASE COMUNALI

* Mercoledì 26 giugno, dalle ore 8.30, a Treviglio in Via Galileo Galilei n.3, Presidio antisfratto con Conferenza stampa alle ore 9.30


Mercoledì 26 giugno è prevista l’esecuzione dello sfratto ai danni del nostro compagno Diallo Saliou, di origine sengalese, conosciuto a Treviglio per il suo strenuo attivismo sindacale prima con la Fiom e, da alcuni anni, con l’Unione inquilini. A richiedere lo sfratto di Diallo è il Comune di Treviglio, che punta in tal modo ad istituire un precedente da estendere poi agli altri inquilini delle case comunali, ma anche a colpire un militante per il suo impegno sindacale e politico.
Fino al 2015 Diallo lavorava come operaio alla Same; dopo aver impugnato un licenziamento ingiusto, è rimasto vittima della legge Fornero che non garantisce il rientro in fabbrica neppure nel caso in cui il giudice dia ragione al lavoratore. In questi anni ha potuto usufruire del sussidio di disoccupazione ma poi, quando gli ammortizzatori sociali sono terminati, non è più riuscito a pagare l’affitto.
Ultimamente Diallo ha trovato nuovamente una occupazione grazie alla quale potrebbe iniziare a ripagare il debito per la casa comunale: una soluzione questa che l’Amministrazione comunale di Treviglio ha rifiutato avviando la procedura di decadenza dal diritto alla assegnazione e quindi chiedendo lo sgombero. Anche la mediazione tentata dal legale di Unione Inquilini si è conclusa con la riconferma da parte del Comune dello sfratto.
L’Amministrazione di Treviglio è tra quei comuni che in questi anni ha mostrato di voler rinunciare a qualsiasi politica abitativa pubblica, nonostante i gravi problemi sociali (sfratti, povertà e disoccupazione) presenti nel territorio: non si spendono i soldi stanziati dallo stato per aiutare chi è in morosità per l’affitto, non si tutelano i minori e le donne senza fissa dimora, si tengono sfitti oppure, come annunciato in questi giorni, si vendono gli alloggi pubblici e ora si sfrattano gli inquilini che ci abitano.
Ancora più grave appare la determinazione dell’Amministrazione comunale nel voler sfrattare Diallo dalle case comunali, senza accettare alcuna mediazione, un atteggiamento che mostra una volontà punitiva nei confronti di una persona che, nonostante viva una condizione di disagio economico, ha dato in questi anni tutto se stesso nell’aiuto e nella solidarietà nei confronti di chi vive una precarietà simile alla sua.
Per questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini indicono un PRESIDIO in solidarietà a Diallo e contro lo sfratto per il giorno mercoledì 26 giugno, dalle ore 8.30, presso le case comunali a Treviglio in via Galileo Galilei n.3, con CONFERENZA STAMPA sulle politiche abitative del Comune di Treviglio, indetta per le ore 9.30. Facciamo appello alla solidarietà delle forze politiche e sindacali, delle associazioni, dei comitati, dei cittadini e dei lavoratori. (15.06.19, Valli’ Morlotti - Unione Inquilini Treviglio-tel.3484488891)

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(28.04.19) Bergamo. Saranno Valli’ e Rita a guidare Unione Inquilini di Bergamo e provincia

L’assemblea degli attivisti impegnati negli sportelli di Unione Inquilini di Bergamo e provincia nella giornata di ieri, dopo ampia discussione sull’organizzazione dei servizi del sindacato e sulle nuove scadenze di lotta per il diritto alla casa, ha preso atto delle dimissioni di Fabio Cochis da segretario provinciali e dagli altri incarichi sindacali, dimissioni da lui stesso richieste a seguito dei suoi nuovi impegni lavorativi.
Con votazione unanime l’assemblea ha quindi approvato la proposta di affidare il coordinamento del sindacato provinciale alle compagne Vallì’ Morlotti e Rita Rebecchi, in qualità rispettivamente di Presidente e Segretaria.
Vallì Morlotti (a destra nella foto), n. 1955, pensionata da poco, ha alle spalle una lunga e intensa militanza nelle formazioni della sinistra e nel sindacato confederale; negli ultimi anni ha coordinato lo sportello dell’Unione Inquilini della zona di Treviglio-Bassa Bergamasca.
Rita Rebecchi, n. 1975, lavora part-time nel settore della Grande Distribuzione e ha coordinato le vertenze e le mobilitazioni antisfratto dello sportello della zona di Bergamo città.
L’Unione Inquilini di Bergamo ringrazia il compagno Fabio Cochis per il coraggio e la tenacia con cui ha operato dal 2009 nell’Unione Inquilini contribuendo in modo appassionato al rafforzamento del sindacato attraverso le nuove forme di lotta contro gli sfratti e per la difesa del diritto alla casa, che per primi abbiamo sperimentato in bergamasca per rispondere all’esplodere del dramma degli sfratti conseguente alla crisi economica.
Un abbraccio Fabio che se ne va e tanti auguri di buon lavoro e buona lotta a Vallì e a Rita.
Mercoledì 1° Maggio l’Unione Inquilini sarà tutta mobilitata in piazza per la manifestazione delle/-i lavoratrici/-ori. L’appuntamento è a per tutte e tutti alle ore 9.00 al Piazzale della Stazione. (Bergamo, 28.04.19)

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(17.04.19) “BERGAMO IN COMUNE”. SCELTE CONCRETE PER RILANCIARE UNA POLITICA PER IL DIRITTO ALLA CASA PER TUTT*

Il nostro Paese è fra quelli dell’Unione Europea con la percentuale più bassa di edilizia residenziale pubblica. Le case popolari, il diritto alla casa per tutte e tutti, dovrebbe essere un principio ed obiettivo cardine, ma oggi assistiamo invece invece alla privatizzazione e alla vendita dello scarso patrimonio residenziale pubblico. A fronte di tante abitazioni lasciate vuote anche nella nostra città molte persone hanno difficoltà ad trovare una casa. Dopo il Piano di Zona varato ormai ben 12 anni fa, anche nella nostra città non si sono fatte più case popolari o convenzionate da mettere a disposizione delle tante persone e famiglie che non hanno il reddito sufficiente per pagarsi un alloggio sul libero mercato.

“Bergamo in comune” propone di riprendere l’iniziativa pubblica su questo terreno varando un nuovo Piano di Zona e fermado ogni vendita di immobili di proprietà pubblica destinandoli a sopperire alle necessità dei nuclei famigliari senza casa o in difficoltà.

“Bergamo in comune” propone di attivare un piano straordinario di interventi per realizzare case per chi non riesce a pagarsela (visto il caro affitto e visti i redditi dei ceti popolari falcidiati dalla crisi e dalla precarietà lavorativa) e anche per giovani e giovani copie, per favorire la loro permanenza in città.

Questo si dovrebbe fare, invece oggi gli inquilini delle case popolari sono obbligati a protestare per la scarsa manutenzione delle case loro assegnate, per gli affitti e le spese crescenti, mentre la Regione a guida leghista con i nuovi regolamenti adottati intende accelerare i processi di privatizzazione.

Inoltre oggi l’Aler - l’agenzia regionale per l’edilizia residenziale pubblica - ha deciso unilateralmente di sopprimere il servizio di portierato sociale nelle case popolari di Bergamo. “Bergamo in comune” sostiene gli inquilini che si sono mobilitati per chiedere all’Aler di ripristinare il servizio di portierato sociale e riassumere le/gli operatrici/ori licenziate/i, di avviare e manutenzioni agli stabili e di abbassare gli affitti e le spese condominiali.

“Bergamo in comune” partecipa e invita a partecipare al presidio che gli inquilini hanno indetto per marcoledì 17 aprile alle ore 17.00 davanti alla sede Aler di Via Mazzini 32/a a Bergamo. (“Bergamo in comune”, 17.04.19)

[nell'immagine in primo piano Francesco Macario, candidato sindaco per "Bergamo in comune", mentre partecipa al primo presidio antisfratto in bergamasca dall'inizio della crisi, nel settembre del 2010 ad Endine Gaiano. Indetto dall'Unione Inquilini, con la partecipazione di altre famiglie sotto sfratto nonché  delle compagne e dei compagni di Rifondazione Comunista del territorio, il presidio riuscì a respingere il tentativo delle forze dell'ordine di mettere in atto uno sgombero violento ai danni di una famiglia sfrattata. Da allora in città e in tutta la provincia Unione Inquilini e altre organizzazioni sindacali di base sono state protagoniste di numerosi picchetti antisfratto contro gli sgomberi, fatto che ha costretto gli Enti Locali ad adottare un minimo di politiche sociali onde evitare o quantomeno mitigare il trauma degli sgomberi.]


(17.04.19) BERGAMO. CASE POPOLARI: CRESCE LA PROTESTA CONTRO ALER

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* Mercoledì 17 aprile, ore 17.00 PRESIDIO presso gli uffici Aler in Via Mazzini 32/A A BERGAMO. Per info: Amanda (340.7915236); Bruno (335-6185994); Massimiliano (347.2350300); Cristina (333.6507230)

Aumentano gli affitti, manutenzioni bloccate, portierato eliminato

Il portierato sociale è stato chiuso nei quartieri di Malpensata, Carnovali, Villaggio degli sposi, Monterosso. A dicembre chiuderanno quelli di Longuelo e Loreto. Viene eliminato un Servizio utile che offriva aiuto e sostegno a tanti inquilini.

I Comitati degli inquilini delle case popolari non ci stanno!

La crisi economica e la povertà aumentano. Tante famiglie non riescono più a pagare gli affitti e le spese.

L’Aler è sempre più assente nelle manutenzioni ed è infastidita dagli esempi di solidarietà e

Noi, cittadini e inquilini delle case popolari, non deleghiamo più nessuno e chiediamo subito risposte. Organizziamo un presidio di protesta fuori da Aler e chiediamo un incontro con il Presidente.

Saremo in PRESIDIO davanti alla sede Aler di Via Mazzini 32/a mercoledì 17 aprile dalle ore 17.00. Sono invitati a partecipare tutti gli inquilini delle case popolari, i cittadini e i sindacati, associazioni solidali

A cura di: Comitati inquilini via Luzzatti nr. 7-54, via Don Bosco nr. 52-58, Via Carnovali nr. 5-29, Via Carnovali nr. 45-63.

LOCANDINA

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(28.03.19) BERGAMO-CLEMENTINA: MOBILITAZIONE DEGLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI

* Giovedi 28 Marzo, ore 16.30 PRESIDIO al COMUNE di Bergamo, Palazzo degli uffici in Piazza Matteotti 3; ore 16.00: partenza in automobile dalle case popolari di ViaTolstoj 6. Per info: 3519544080 - Adriana

Finalmente il Comune e Aler hanno accettato di incontrare gli inquilini delle case popolari del quartiere Clementina. Gli inquilini hanno organizzato un presidio davanti al Comune di Bergamo per pretendere che ALER e Comune diano un aiuto alle famiglie delle case popolari. Una delegazione incontrerà l’Assessore alla casa e il Direttore di ALER.

Queste le loro richieste discusse negli incontri che ci sono stati nel quartiere.

“Siamo stanchi di vivere in case di cattiva qualità ma con affitti troppo alti” - raccontano gli inquilini. “L’aumento delle spese condominiali è diventato insostenibile. Perché si somma all’aumento dei prezzi di gas e luce. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini di affitto, aumentano i debiti, si rischiano gli sfratti.

La condizione di manutenzione delle case è scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER deve fare: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta e così via, mentre il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali.” (a cura Unione Inquilini Bergamo - tel. 3397728683)

Volantino

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(22.03.19) TREVIGLIO. SFRATTI. DONNA SOLA, GIA’ VITTIMA DI VIOLENZA, ORA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA, NELL’INDIFFERENZA DEL COMUNE.

* Presidio in solidarietà di Massira e dei figli: venerdì 22 marzo, ore 9,00, a Treviglio, Via Cavour 10

l dramma di Massira è diventata oggetto di interesse da parte dei mezzi di comunicazione locali a seguito dell’aggressione subita nel novembre 2018 da parte di un parente del proprietario di casa.

Il 23 novembre 2018 era sfilato un corteo per denunciare l’aggressione e il sindaco aveva ricevuto una delegazione garantendo che la donna non sarebbe stata lasciata sola.

Massira, che vive con i suoi due figli minorenni, a causa delle difficoltà economiche, dovute all’abbandono del tetto coniugale del marito e alla precarietà lavorativa (riceve un reddito mensile di circa 500 euro), la donna non è più riuscita a sostenere l’affitto.

Dopo che il locatario aveva avviato la pratica di sfratto, ora il Tribunale di Bergamo ha ordinato all’ufficiale giudiziario, accompagnato dalle forze dell’ordine, di sgomberare l’alloggio dalle persone che lo occupano. Pertanto, se lo sfratto verrà eseguito, Massira e i due figli si troveranno in strada.

Massira ha presentato domanda di assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica a Treviglio nel corso del bando di concorso apertosi a dicembre 2018 e risulta classificata in diciannovesima (19°) posizione nella graduatoria. Quindi, se tutto procederà come nelle previsioni dell’Amministrazione comunale, sarà destinataria dell’assegnazione di un alloggio nei prossimi mesi.

Gli attivisti di Unione Inquilini si attendevano che i Servizi sociali avrebbero collocato la donna in una comunità di accoglienza per donne sole con minori in attesa dell’assegnazione della casa popolare

Invece nell’ultimo colloquio, tra gli attivisti di Unione Inquilini e l’Assistente sociale, è stato esclusa la collocazione in una struttura protetta. La giovane madre è stata invitata a fare le valigie e trovare una ospitalità, a proprie spese, in una struttura alberghiera.

Fabio Cochis, segretario di Unione Inquilini, dichiara: “Per l’ennesima volta a Treviglio vengono violate tutte le obbligazioni legali che, come ricordato dal Rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto alla casa, derivano dalla ratifica da parte dello Stato italiano del ‘Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali’ e che impongono alle autorità locali, azioni concrete per trovare soluzioni abitative dignitose per i bambini minorenni (in modo da non separarli dai genitori). L’Unione Inquilini chiede pertanto che si attenga all’impegno, che ci aveva dichiarato a novembre di non lasciare, sola Massira.

Per questi motivi gli attivisti anti-sfratto saranno presenti venerdi 22 marzo, dalle ore 9 in avanti, per presidiare l’alloggio di Massira in via Cavour 10 a Treviglio, e impedire che la donna e i figli minorenni siano sbattuti in strada senza una soluzione abitativa alternativa. (Unione Inquilini, Bergano-Treviglio, tel. 3397728683)

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