(23.03.19) MARCIA PER IL CLIMA, CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI. CORTEO A ROMA (sabato 23 marzo 2019)

L’appello: Non serve il governo del cambiamento, serve un cambiamento radicale. #siamoancoraintempo

CHI SIAMO

Siamo i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Abbiamo iniziato questo percorso diversi mesi fa, ritrovandoci a Venezia lo scorso settembre, poi ancora a Venaus, in Val Susa e in molti altri luoghi, da nord a sud, dando vita ad assemblee che hanno raccolto migliaia di partecipazioni. Siamo le donne e gli uomini scesi in Piazza lo scorso 8 dicembre a Torino, a Padova, Melendugno, Niscemi, Firenze, Sulmona, Venosa, Trebisacce e in altri luoghi.

Dall’assemblea di Roma del 26 gennaio lanciamo l’invito di ritrovarsi a Roma il 23 Marzo per una manifestazione nazionale che sappia mettere al centro le vere priorità del Paese e la salute del Pianeta.

Grandi opere e cambiamento climatico

Il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere inutili e imposte non è solo sinonimo, come denunciamo da anni, di spreco di risorse pubbliche, di corruzione, di devastazione e saccheggio dei nostri territori, di danni alla salute, ma è anche l’incarnazione di un modello di sviluppo che ci sta portando sul baratro della catastrofe ecologica.

Il cambiamento climatico è uscito da libri e documentari ed è venuto a bussare direttamente alla porta di casa nostra.

Nel nostro Paese questa situazione globale si declina in modo drammatico. La mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti a ogni temporale, a ogni ondata di maltempo, a ogni terremoto.

Il cosiddetto “governo del cambiamento“ si è rivelato essere in continuità con tutti i precedenti, non volendo cambiare ciò che c’è di più urgente: un modello economico predatorio, fatto per riempire le tasche di pochi e condannare il resto del mondo a una fine certa. Le decisioni degli ultimi mesi parlano chiaro.

Mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi a Venezia, il MOSE, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni , con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.

Giustizia sociale è giustizia climatica

Le catastrofi naturali non hanno nulla di naturale e non colpiscono tutti nella stessa maniera. Lo vediamo purtroppo quotidianamente e chi sta in basso, infatti, paga i costi del cambiamento climatico e della mancata messa in sicurezza dei territori.

È vero fuori dai grandi centri cittadini, dove la devastazione ambientale mangia e distrugge la natura, ma è vero anche negli agglomerati urbani, luoghi sempre più inquinati in cui persino i rifiuti diventano un business redditizio.

È vero non solo dal nord al sud dell’Italia, ma anche dal nord al sud del nostro pianeta.

Milioni di migranti climatici sono costretti a lasciare le proprie terre ormai rese inabitabili e vengono respinti sulle coste europee.

Nel nostro paese terremotati e sfollati vivono in situazione precarie, carne da campagna elettorale mentre le risorse per la ricostruzione non sono mai la priorità per alcuna compagine politica.

Quando le popolazioni locali, in Africa come in Europa, provano ad opporsi a progetti tagliati sui bisogni di multinazionali e lobby cementifere la reazione dello Stato è sempre violenta e implacabile.

L’unica proposta “verde” dei nostri governanti è di scaricare non soltanto le conseguenze ma anche i costi della crisi ecologica su chi sta in basso.

Noi diciamo che se da una parte la responsabilità di rispondere al cambiamento climatico è collettiva e interroga i comportamenti di ciascuno di noi, dall’altra siamo convinti che i costi della transizione ecologica debbano ricadere sulle spalle dei ricchi, in primis le lobby che in questi anni si sono arricchite accumulando profitti, a discapito della collettività e dei beni comuni.

Il sistema delle grandi opere inutili e il capitalismo estrattivo sono altrettante espressioni del dominio patriarcale che sollecita in maniera sempre più urgente la necessità di riflessione sul legame tra donne, corpi e territori e sarà uno dei temi portato nelle piazze dello sciopero transfemminista globale dell’8 marzo.

E’ giunto il momento di capire di cosa il nostro paese e il nostro pianeta hanno davvero bisogno.

Si potrà finalmente cominciare a dare priorità alla lotta al cambiamento climatico, cessando così di contrapporre salute e lavoro come invece è stato fatto a Taranto, dove lo stato di diritto è negato e chi produce morte lo può fare al riparo da conseguenze legali solo:

riducendo drasticamente l’uso delle fonti fossili e del gas e rifiutando che il paese venga trasformato in un Hub del gas

negando il consumo di suolo per progetti impattanti e nocivi e gestendo il ciclo dei rifiuti in maniera diversa sul lungo periodo (senza scorciatoie momentanee) con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini

– praticando con rigore e decisione l’alternativa di un modello energetico autogestito dal basso, in opposizione a quello centralizzato e spinto dal mercato

– abbandonando progetti di infrastrutture inutili e dannose e finanziando interventi dai quali potremo trarre benefici immediati (messa in sicurezza idrogeologica e sismica dei territori , bonifiche, riconversione energetica, educazione e ricerca ambientali)

E’ urgente garantire il diritto all’acqua pubblica, una nuova Strategia Energetica Nazionale riscritta senza interessi delle lobbies, la messa a soluzione delle scorie nucleari, la riduzione delle spese militari, il disarmo nucleare.

I nostri territori, già inquinati da discariche fuori controllo, inceneritori e progetti inutili, sono oltremodo distrutti da monoculture e pesticidi che determinano desertificazione e minano la possibilità di una sempre maggiore autodeterminazione alimentare.

E’ necessario che le risorse pubbliche vengano destinate ad una buona sanità, alla creazione di servizi adeguati, al sostegno di una scuola pubblica e di università libere e sganciate dai modelli aziendalisti, ad un sistema pensionistico decoroso, ad una corretta politica sull’abitare e di inclusione della popolazione migrante con pari diritti e dignità.

Appuntamenti verso il 23 marzo

8 marzo: Non una di Meno – Sciopero Globale Transfemminista

15 marzo: Global Climate Strike

22 marzo: Roma. Giornata su alimentazione agroecologia a cura di Genuino Clandestino

Siamo ancora in tempo per bloccare le grandi opere inutili

Siamo ancora in tempo per contrastare il cambiamento climatico

Siamo ancora in tempo per decidere NOI il nostro futuro!


Dopo la partecipata assemblea di sabato 2 febbraio scorso si deve ora dare seguito a quanto deciso.

- Va inviata alla mail fausto.amorino@gmail.com via mail la sottoscrizione formale dell’appello (si ricorda in particolare che per i non residenti a Bergamo solo chi lo sottoscriverà, sarà abilitato alle fasi decisionali delle prossime assemblee).

- Va data la propria eventuale disponibilità per la prossima fase di costruzione del programma, attraverso tre gruppi di lavoro tematici specifici accorpando i 10 punti presenti nella parte finale dell’appello.

- Va data la propria eventuale disponibilità per costituire un gruppo di lavoro organizzativo, che prepari e faciliti le prossime fasi decisionali dell’assemblea.

Un primo incontro è stato fissato al Circolino della Malpensata mercoledì 13 febbraio prossimo alle ore 20,30.

Di seguito il testo dell’appello - discusso e votato nell’assemblea del 2 febbraio - che va sottoscritto da tutti prima possibile, assolutamente e non oltre mercoledi 13 febbraio.

IN COMUNE - PER UN’ALTRA BERGAMO- appello

Siamo cittadine e cittadini preoccupati per il futuro della nostra società e della nostra città, ci anima una grande passione civile e sociale, e siamo impegnati e responsabilmente attivi nella vita sociale cittadina in comitati, associazioni, gruppi, movimenti, crediamo nella politica come strumento di servizio a tutta la comunità.

Siamo convinti che ci sia uno spazio sociale politico programmatico, per dare voce, a chi in primo luogo vuole contrastare l’attacco politico di stampo populista neofascista razzista e xenofobo, espresso dalla Lega e dalle destre, a chi è deluso della svendita del movimento cinque stelle rispetto ai temi e obiettivi originari, a chi non si riconosce nell’ambivalenza delle alleanze politiche del PD,  nelle politiche, economiche e urbanistiche dell’ambiente e della mobilità della attuale maggioranza cittadina. Pur riconoscendole alcuni interventi positivi (politiche sociali, diritti individuali, integrazione dei migranti), è stata troppo condizionata da interessi di importanti gruppi imprenditoriali che hanno definito priorità, progetti e direttrici per un orizzonte di sviluppo economico speculativo, incompatibile con l’ambiente, che svende il patrimonio pubblico, che ha negato nei fatti le forme di partecipazione democratica come nel caso emblematico del parcheggio alla Fara dentro le mura veneziane.

Le prossime elezioni amministrative cittadine sono quindi un’occasione importante, sebbene parziale non esclusiva né esaustiva, utile per mettere a frutto e collegare tra loro esigenze di quartiere, emergenze sottovalutate, battaglie ambientali, conflitti sociali, problematiche non soddisfatte, misurando così il consenso su un progetto di città innovativo con un programma credibile, alternativo a quelli in campo, saldamente legato a valori e principi di uguaglianza, estensione dei diritti, valorizzazione delle diversità, difesa dei più deboli, protezione dell’ambiente, qualità della vita, in particolare dei nostri quartieri.

Non dobbiamo lasciare un vuoto politico, bisogna dare un volto e far vivere, anche in questa competizione, la sfida di un progetto civico ambizioso che accolga anche i molti delusi, in attesa, pronti ad astenersi, a vivere da spettatori, a turarsi il naso o a scegliere il meno peggio. Cerchiamo l’unità tra chi oggi non si sente rappresentato, tra le componenti civiche, i soggetti associativi, i comitati, le singole persone, e le forze politiche che si richiamano ai valori comuni e discriminanti dell’antifascismo e dell’antiliberismo, per non disperdere il consenso significativo registrato in città alle ultime elezioni politiche.

Gli sbarramenti elettorali fuori dalle coalizioni comportano oggi una oggettiva difficoltà a dare rappresentanza istituzionale, dobbiamo quindi cercare di fare meglio del passato, saperci unire e aggregare in una situazione politica esterna che nel frattempo è mutata profondamente.

Si tratta quindi di operare in controtendenza, in una città dove nel frattempo la domanda di partecipazione dei cittadini è stata svilita, rispondendo insieme con un nuovo protagonismo, nei tempi stretti che ci restano, per riavviare un percorso democratico, partecipato, aperto e inclusivo.

Un percorso assembleare dove ognuno conti, dove si applichi il criterio della massima democraticità e della parità secondo il principio “una testa un voto” dei residenti e non che aderiranno a questo appello, e nel quale, in modo non precostituito, si declini un programma, con una lista e un candidato sindaco, che possa dare continuità alla rappresentanza nelle istituzioni locali e in ogni caso possa essere punto di partenza per sviluppare anche dopo la scadenza elettorale, una critica radicale e concreta allo stato di cose presenti e strumento a sostegno delle lotte e dei conflitti.

Denominatore comune, deve essere in primo luogo la condivisione e il giudizio di merito sui contenuti, un programma che si possa arricchire nel confronto, ma che deve essere discriminante su una serie di problematiche, dove in questi anni ci sono stati molti elementi di regressione, quali ad esempio:

- Processi trasparenti di coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini

- Direzione e interesse pubblico delle trasformazioni urbanistiche e di rigenerazione urbana

- Difesa tutela e valorizzazione dei beni e del patrimonio comune

- Sistema integrato e innovativo di mobilità dolce

- Fermare e ridurre la crescita dell’aeroporto rendendolo compatibile con il territorio e chi lo abita

- Incremento delle potenzialità abitative del patrimonio pubblico e privato

- Politiche solidali di accoglienza e inclusione delle migrazioni

- Consolidamento ed estensione dei diritti civili e sociali

- Salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del suolo non edificato, della qualità della vita

- Riequilibrio e riqualificazione sociale e urbanistica con al centro le periferie

***


* Sabato 2 febbraio, dalle ore 14.30 presso Aditorium “Gramsci” in Via Furietti 21 (Bergamo - Melpensata)

Dopo l’assemblea di sabato 26 gennaio, per riprendere la discussione e permettere le votazioni con una presenza significativa, e con una maggiore consapevolezza dei punti più controversi, si invita chi vuole proporre modifiche, di formulare per scritto entro giovedì sera (in modo di far avere a tutti venerdì):

- le integrazioni o le sostituzioni al testo dell’appello;

- le regole minime per il processo di partecipazione e in particolare sulla platea decisionale

- proposte di accorpamento e nominativi per interessi e competenze, per l’organizzazione dei tre principali gruppi di lavoro tematici, finalizzati all’elaborazione dei dieci contenuti programmatici

LA 2° ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA

IN COMUNE - PER UN’ALTRA BERGAMO

è convocata per sabato 2 febbraio 2019 dalle ore 14,30

Presso l’auditorium Gramsci di via Furietti 21 a Bergamo

IL TESTO DELL’APPELLO

Per info e comunicazioni: tel. 3409793588


(08.02.19) GRUMELLO DEL MONTE. SERATA DEDICATA A KARL MARX (1818-1883) A 200 (+ uno) ANNI DALLA NASCITA

* Venerdì 8 febbraio, dalle ore 19.15, presso Circolo Arci di Grumello del Monte, Via Roma 51

Programma

Ore 19.15: AperiCena con buffet preparato dalle compagne e dai compagni

Ore 20.30: Incontro con DINO GRECO su “Marx oltre i luoghi comuni” a 200 anni l’attualità del pensiero di Marx

Ore 21.45: “Il giovane Marx”, film di Raoul Peck (2017)

A cura di Unione Inquilini-Sportelli sociali di Valcavallina e Valcalepio, Circoli di Rifondazione Comunista della Valcavallina e della Valcalepio. Per comuicazioni: tel. 3338737525 (claudio)

Volantino - evento facebook


(30.01.19) DALMINE. AUTOSTRADA? NO, GRAZIE! LE NOSTRE PROPOSTE PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

* Assemblea pubblica, mercoledì 30 gennaio 2019, ore 20,45, Sala Civica di Via N. Betelli 21, Dalmine

Riceviamo da “Dalmine Bene Comune.

Care amiche e cari amici,

ricordiamo il nostro prossimo, importante, appuntamento sul territorio. Mercoledì 30 gennaio vi invitiamo a partecipare all’assemblea pubblica “Autostrada? No, grazie!”. Nel corso dell’incontro motiveremo le ragioni della nostra profonda contrarietà al progetto di autostrada Bergamo-Treviglio (ex IPB), tornato di recente agli onori delle cronache locali.

Nei mesi scorsi, infatti, l’ex sindaco leghista di Dalmine, ora assessore alle infrastrutture e ai trasporti in Regione Lombardia, Claudia Terzi ha ribadito il proprio appoggio al progetto della Bergamo-Treviglio. Pochi giorni fa il presidente della provincia Gafforelli si è detto favorevole all’opera. Mercoledì sera ricorderemo perchè ci opponiamo, da anni, a questa grande opera inutile che favorisce solo gli affaristi, consuma terreni agricoli produttivi e provoca l’ennesimo danno ambientale sul nostro territorio (il tratto iniziale dell’infrastruttura, secondo il progetto, passerà per le aree agricole della frazione di Sabbio).

Nel corso della serata illustreremo anche le nostre proposte per una mobilità sostenibile, per le quali ci batteremo nei prossimi mesi in vista delle elezioni comunali: car sharing elettrico per collegare Dalmine alla stazione di Verdello; sostegno ai progetti per la costruzione di tram leggeri da e per Bergamo; adesione al modello Copenaghen; potenziamento del trasporto pubblico locale verso gli ospedali di Bergamo e Zingonia.

Mercoledì 30 gennaio, ore 20.45, sala civica di viale Betelli 21, Dalmine (BG). Assemblea: autostrada? No, grazie!
Ne parliamo con:

- NICOLA CREMASCHI, presidente Legambiente Bergamo.
- FABIO INVERNICI, comitato Cambiamola.
- FRANCESCO MACARIO, ex assessore all’edilizia privata del Comune di Bergamo.

Vi aspettiamo numerosi!

Dalmine Bene Comune

lista civica del territorio

Volantino: fronte - retro


(31.01.19) BERGAMO. MENTRE IL COMUNE QUALIFICA LA CITTA’ PER ATTRARRE TURISMO DI LUSSO, GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI VIVONO IN POVERTA’ E IN QUARTIERI “GHETTO”

* Assemblea degli inquilini, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, presso il Centro Diurno per Anziani, in Via Rovelli 27, Clementina-Bergamo

Aler e Comune di Bergamo si comportano, nei confronti degli inquilini delle case popolari, sempre più spesso come “padroni di casa”. Riscuotono affitto e le spese condominiali, facendo pagare sempre di più, ma caseggiati sono lasciati senza manutenzione. Inoltre i Servizi sociali del Comune mettono a disposizione sempre meno risorse per sostenere le famiglie che non ce la fanno più a pagare, che accumulano debiti, che rischiano gli sfratti.

I quartieri, dove sorgono le case popolari, come quello della Clementina, sono sempre più degradati dal punto di vista urbanistico e delle relazioni sociali.

L’Amministrazione comunale è concentrata su altro: una riqualificazione urbanistica, in cui si prevedono investimenti di milioni di euro per assecondare gli interessi dei grandi imprenditori dell’edilizia e del commercio.

Approfittando dell’allargamento dell’aeroporto di Orio al Serio, si tenta di attrarre turismo facendo diventare città Alta e il centro “piacentiniano” aree per il consumo di massa e lusso.

Gli inquilini delle case popolari chiedono invece che i soldi vengano investiti per far vivere meglio le centinaia di famiglie già pesantemente colpite dalla crisi economica. Chiediamo manutenzione straordinaria dei caseggiati (sistemazione alloggi vuoti, sostituzione caldaie e serramenti, abbattimento barriere architettoniche), riduzione dei bollettini di pagamento (affitti e spese condominiali), sostegno al reddito e all’affitto.

Per tutti questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini organizzano una assemblea, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, presso il Centro Diurno per Anziani, in Via Rovelli 27 a Bergamo. Durante l’assemblea programmeremo un incontro con il Presidente di Aler e l’Assessore del comune di Bergamo per portare le richieste degli inquilini delle case popolari.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(26.01.19) BERGAMO. ASSEMBLEA CITTADINA “IN COMUNE-PER UN’ALTRA BERGAMO”

* Considerata la concomitanza e la rilevante importanza del presidio “Ora e sempre resistenza” organizzato dall’ANPI e dal Comitato Antifascista, per le ore 15.00 di sabato 26 gennaio davanti al Comune di Bergamo in Piazza Matteotti, al fine di garantire la massima partecipazione di tutti gli interessati;

l’ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA

IN COMUNE – PER UN’ALTRA BERGAMO

Prevista per Sabato 26 gennaio 2019

Presso l’auditorium Gramsci di Via Furietti 21 a Bergamo

Inizierà alle ore 17,00

ODG:

- Discussione, approvazione, sottoscrizione e adesione all’appello

- Regole minime di gestione del processo assembleare di partecipazione e decisione

- Organizzazione dei gruppi di lavoro tematici per interessi e competenze, finalizzati all’elaborazione dei contenuti programmatici

IN COMUNE - PER UN’ALTRA BERGAM: TESTO DELL’APPELLO

Siamo cittadine e cittadini preoccupati per il futuro della nostra società e della nostra città, ci anima una grande passione civile e sociale, impegnati responsabilmente e attivi nella vita sociale cittadina in comitati, associazioni, gruppi, movimenti, crediamo nella politica come strumento di servizio a tutta la comunità.
Siamo convinti che ci sia uno spazio sociale politico programmatico, per dare opportunità a chi in primo luogo vuole contrastare l’attacco politico di stampo populista fascista e razzista espresso dalla Lega e dalle destre, è deluso della svendita del movimento cinque stelle rispetto ai temi e obiettivi originari, ma anche a chi non si riconosce nelle politiche, economiche e urbanistiche dell’ambiente e della mobilità della attuale maggioranza cittadina, che al netto di alcune positive politiche sociali, diritti individuali, integrazione dei migranti, è stata troppo condizionata da interessi di importanti gruppi imprenditoriali che hanno definito priorità, progetti e direttrici per un orizzonte di sviluppo economico e sociale incompatibile con l’ambiente, che svende e svalorizza il patrimonio pubblico, che ha negato nei fatti le forme di partecipazione democratica come nel caso emblematico del parcheggio dentro le mura.
Le prossime elezioni amministrative cittadine sono quindi un’occasione importante anche se parziale non esclusiva né esaustiva, ma che possono essere utili, per mettere a frutto e collegare in rete esigenze di quartiere, emergenze sottovalutate, battaglie ambientali, conflitti sociali, problematiche non soddisfatte, e misurare il consenso su un progetto di città innovativo e con un programma credibile alternativo a quelli in campo, saldamente legato a valori e principi di uguaglianza, estensione dei diritti, valorizzazione delle diversità, difesa dei più deboli, protezione dell’ambiente, qualità della vita dei nostri quartieri.
Non possiamo lasciare un vuoto politico, ora bisogna dare un volto e far vivere anche in questa competizione, la sfida di un progetto ambizioso civico e di sinistra, che risponda anche ai molti delusi, in attesa, pronti ad astenersi a vivere da spettatori e a turarsi il naso o a scegliere il meno peggio, questo vuoto va riempito cercando l’unità tra chi oggi non si sente rappresentato, le componenti civiche, i soggetti associativi, i comitati, le singole persone, e le forze politiche che si richiamano a valori comuni e discriminanti minimi dell’antifascismo e dell’antiliberismo, per non disperdere il consenso significativo registrato in città alle ultime elezioni politiche.
Gli sbarramenti elettorali fuori dalle coalizioni comportano oggi una oggettiva difficoltà a dare rappresentanza istituzionale, dobbiamo quindi cercare di fare meglio del passato, sapersi unire e aggregare in una situazione politica esterna che nel frattempo è mutata profondamente.
Si tratta quindi di operare in controtendenza, in una città dove nel frattempo la domanda di partecipazione dei cittadini è stata svilita, rispondendo insieme con un nuovo protagonismo, nei tempi stretti che ci restano, per riavviare un percorso democratico, partecipato, aperto e accogliente, inclusivo, dove tutti si trovino bene.
Un percorso assembleare dove ognuno conti, dove si applichi il criterio della massima democraticità e della parità secondo il principio “una testa un voto” e che in modo non precostituito, declini un programma, costruisca una lista, promuova un candidato sindaco che possa dare continuità alla rappresentanza nelle istituzioni locali e in ogni caso possa essere punto di partenza per sviluppare anche dopo la scadenza elettorale, una critica radicale e un’azione concreta allo stato di cose presenti e strumento a sostegno delle lotte e dei conflitti.
Denominatore comune, deve essere in primo luogo la condivisione e il giudizio di merito sui contenuti, un programma che si possa arricchire nel confronto, ma che deve essere discriminante su una serie di problematiche dove in questi anni ci sono stati molti elementi di regressione, quali ad esempio:
* Processi trasparenti di coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini
* Direzione e interesse pubblico delle trasformazioni urbanistiche e di rigenerazione urbana
* Difesa tutela e valorizzazione dei beni e del patrimonio comune
* Sistema integrato e innovativo di mobilità dolce
* Compatibilità dello sviluppo dell’aeroporto con il territorio e chi lo abita
* Incremento delle potenzialità abitative del patrimonio pubblico e privato
* Politiche solidali di accoglienza e inclusione delle migrazioni
* Consolidamento ed estensione dei diritti civili e sociali
* Salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del suolo non edificato, della qualità della vita
* Riequilibrio e riqualificazione sociale e urbanistica con al centro le periferie.

Per info e comunicazioni: tel. 3409793588


BERGAMO – CASE POPOLARI VIA LUZZATTI. FINALMENTE INIZIANO I LAVORI DI SOSTITUZIONE DEI SERRAMENTI

*Venerdì 11 gennaio ore 18.00 assemblea degli inquilini per valutare i risultati ottenuti e i problemi ancora da risolvere presso la Sala condominiale

I presidi di protesta davanti alla sede di Aler e davanti al Municipio di Bergamo, le difficili trattative con il direttore di Aler e con l’assessore alle politiche abitative, nei mesi scorsi, hanno ottenuto alcuni risultati importanti che andranno a beneficio degli inquilini delle case popolari di Via Luzzatti a Bergamo.
A febbraio 2019 Aler finalmente dopo anni di interruzione, ha dichiarato che inizierà i lavori di manutenzione straordinaria per la sostituzione dei serramenti e delle grate degli appartamenti. Il Comune di Bergamo da parte sua ha stabilito con una delibera lo stanziamento, per l’anno 2019, di euro 45.000, da destinare ai Contributi di solidarietà per gli inquilini in morosità incolpevole, con la specifica che dovranno essere considerati prioritariamente gli inquilini in morosità a causa di onerosi conguagli dovuti alla gestione calore, applicata con ritardo da Aler, a causa di errori nella lettura dei contatori.
Tanti problemi rimangono ancora da risolvere a causa della crisi economica e delle inadeguatezze di Aler e del Comune di Bergamo.
Tante persone e famiglie, nelle case popolari del quartiere della Malpensata, non riescono più a sostenere affitti e spese sempre in crescita. Inoltre la mancanza di manutenzione delle case popolari aumenta il degrado e i disagi a tanti inquilini.
Per questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini, congiuntamente al Comitato autorganizzato degli inquilini di Via Luzzatti, organizzano una assemblea pubblica, venerdì 11 gennaio, alle ore 18, presso la sala condominiale (attualmente sede del portierato sociale).
Durante l’assemblea spiegheremo i risultati ottenuti dopo anni di lotte e raccoglieremo le segnalazioni dei problemi e dei bisogni delle famiglie.
Per informazioni: Unione Inquilini (339.7728683); Comitato inquilini di Via Luzzati (338.5040771).

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(26.12.18) SAN PAOLO D’ARGON. L’ALBERO DI NATALE

Adesso siamo certi che l’albero di Natale che troneggia in Piazza Cortesi dai primi di dicembre è il medesimo abete che è stato brutalmente segato e portato via dal parchetto di Via dei Gelsi e che è ora destinato a finire tra qualche tempo in una discarica, miseramente.
E’ molto sgradevole, ma purtroppo le cose sono andate così.
Era il più grande dei
tre abeti che si trovavano nel parchetto, lì trapiantati in tempi diversi da un nostro vicino di casa che ora non è più fra noi e che ricordiamo sempre con affetto. Fortunatamente rimangono gli altri due.
Ripiantare in un parco pubblico dopo le feste natalizie gli abeti che sono stati adibiti ad albero di Natale è cosa molto carina.
Segarli e portarli via è invece decisamente riprovevole e diseducativo.
A maggior ragione se si pensa alla rovinosa falcidia di pini e abeti causata dalle tempeste apocalittiche che qualche settimana fa si sono scatenate anche sulle nostre montagne.
Non ci resta che chiedere al comune di ripiantare un altro abete – meglio se più d’uno - nel medesimo parchetto di Via dei Gelsi.
(alternainsieme.net)


(17.12.18) BERGAMO. MOBILITAZIONE SOLIDALE ANTISFRATTO

* Lunedì 17 dicembre, presidio solidale dalle ore 8.30, in Via Casalino 5, Bergamo

Lo sfratto riguarda la famiglia di Nadia N., con il marito – disoccupato - e i tre figli minori, che dallo scorso marzo non è più riuscita a sostenere le spese dell’affitto e la proprietà ha messo in atto le procedure di sfratto.

I servizi sociali del comune di Bergamo hanno proposto una soluzione provvisoria per madre e figli in una casa famiglia, mentre il marito verrebbe ospitato da amici. La famiglia di N. ha accettato la proposta, che però sarà possibile non prima della metà di gennaio.

Nelle scorse settimane, a seguito di regolare domanda, Nadia ha potuto ottenere il contributo per la “morosità incolpevole”, ma la proprietà non ritiene conveniente aderire né accettare di procrastinare per qualche tempo lo sgombero.

Accade infatti frequentemente che, malgrado la disponibilità di tali contributi previsti dalla legge per alleviare il problema sociale degli sfratti, contributi di denaro del pubblico erario messo a disposizione di fatto della rendita fondiaria per evitare lo sfratto o ottenere un nuovo contratto d’affitto, i proprietari non ritengano conveniente aderire.

Unione Inquilini non intende lasciare sola una famiglia che potrebbe finire in strada e per lunedì 17 dicembre ha indetto in presidio solidale, dalle ore 8.30 in Via Casalino 5/h a Bergamo. (Bergamo, 15.12.18, Unione Inquilini, Fabio Cochis, per info: tel. 3397728683)

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