Feb 17 2010

(17.02.10) Trescore. La maleducazione della multinazionale Triumph

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(17.02.10) TRESCORE BALNEARIO - TRIUMPH LA MULTINAZIONALE NON SI E’ PRESENTATA ALL’INCONTRO IN REGIONE! C’erano la Rsu, le organizzazioni sindacali, il sindaco di Trescore etc., ma la multinazionale che vuole chiudere il magazzino a Trescore e cacciare 56 lavoratrici/-ori, ha delegato un funzionario dell’Unione industriali e non si è quindi presentata all’incontro convocato al Pirellone dall’assessore regionale competente. La multinazionale ha mostrato di essere irrispettosa e maleducata non solo nei confronti dei lavoratori ma anche delle istituzioni. E’ un’indecenza a cui occorre rispondere! L’Eco di Bg. 17.02.10: qui. Le nostre precedenti info: qui

RASSEGNA STAMPA. SVOLTA NELLA VERTENZA? Lo scrive “Il Giorno” del 19.02.10: quiLavoratori Triumph in assemblea, Il Giorno 18.02.10: qui; Triumph denuncia Beyoncé perché in un video la popstar porta un bikini simile a una creazione della Triumph…: qui

Triumph, la vertenza prosegue

- TRESCORE -
SI APRE una fase nuova per la difficile vertenza sul destino dei 56 dipendenti della Triumph di Trescore Balneario, che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa della…
2010-02-19
- TRESCORE -
SI APRE una fase nuova per la difficile vertenza sul destino dei 56 dipendenti della Triumph di Trescore Balneario, che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa della decisione dell’azienda, che fa capo all’omonima multinazionale svizzera, di spostare il magazzino dall’attuale sede bergamasca in Francia. Ieri, infatti, le maestranze riunite in assemblea hanno dato via libera praticamente all’unanimità alla richiesta dell’azienda, presentata mercoledì ai sindacati, di proseguire la discussione partendo dal “piano sociale” illustrato alle parti sociali già nelle scorse settimane e in un primo momento respinto al mittente. «Continuiamo a ritenere - ha spiegato al termine Cristian Verdi, della Femca Cisl - che il polo logistico vada salvaguardato. I lavoratori, tuttavia, hanno preso atto che il pugno duro, finora, non ha condotto a nulla. E’ opportuno, allora, andare avanti per capire quali margini di manovra ci possano essere almeno per garantire la massima occupazione e il ricorso agli ammortizzatori sociali». Nella prima proposta, la Triumph aveva messo sul piatto la disponibilità a ricorrere alla cassa integrazione straordinaria e a prevedere altre misure di sostegno, tra le quali forme di integrazione al reddito. Poi, però, tutto si era complicato per la repentina decisione della proprietà di formalizzare l’apertura della procedura di mobilità per i 56 dipendenti: «Cominceremo ad entrare nel merito dei contenuti nel prossimo incontro con l’azienda, fissato per il 3 marzo in Confindustria Bergamo», ha puntualizzato Verdi. La decisione di ieri rappresenta una svolta significativa: finora, infatti, i sindacati si erano sempre rifiutati di prendere in considerazione l’ipotesi della chiusura definitiva del magazzino. Alessandro Borelli

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