Feb 16 2010

(16.02.10) Elkassim

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(16.02.10) ELKASSIM SOTTOSCRIVI LA LETTERA AL MINISTRO FRATTINI. Per chiedere che il ministro degli esteri affronti “la situazione che riguarda Kassim, di impegnarsi, con le modalità che Lei riterrà più opportune, affinché questo nostro cittadino possa uscire dal carcere in cui si trova ingiustamente recluso, e possa tornare a casa sua, a Bergamo, in Italia.” ABOU ELKASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, è stato rapito in Pakistan dalla CIA nel 2002 tramite una estraordinary rendition ed ancora oggi è detenuto in Marocco. Sottoscrivi in Facebook: qui. Il documento: qui. Le nostre precedenti info: qui

Lettera aperta al Signor Ministro Degli Affari Esteri On. Franco Frattini

Ill.mo Signor Ministro,

Le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione la vicenda che riguarda il cittadino italiano Abou Elkassim Britel, attualmente detenuto in Marocco nel carcere Oukasha di Casablanca.

Kassim nasce a Casablanca il 18 aprile del 1967. Consegue il diploma di maturità scientifica nel 1987 e si iscrive all’università di Fes. Le precarie condizioni economiche della famiglia lo inducono ad interrompere gli studi ed a emigrare. Il 20 novembre del 1989 arriva in Italia, a Bergamo. Ottiene un permesso di soggiorno, in quanto da subito lavora regolarmente, e prende in affitto una casa in provincia di Bergamo. Studia e apprende la lingua italiana. Nell’ottobre del 1995 sposa Anna Lucia Pighizzini nella moschea di Segrate. Il 1° agosto del 1996 la coppia contrae matrimonio civile presso il Comune di Bergamo e il 27 gennaio 1997 al Consolato Generale del Marocco a Milano. Nel 1999 Abou ElKassim Britel acquisisce la cittadinanza italiana al termine dell’istruttoria prevista dalla legge.

Kassim è da oltre dieci anni un cittadino italiano a tutti gli effetti. Lavora regolarmente in Italia, a Bergamo fino al giugno del 2001. Nel frattempo coltiva il suo interesse per la religione che professa e si impegna nelle traduzioni di testi islamici, realizzando anche un sito web. Pensa a un progetto più ampio e importante, che richiede altre risorse di tempo e di denaro; per questo motivo prende contatti con editori musulmani in Italia. Infine, ritenendo che un viaggio abbia migliori possibilità di successo, decide di partire. È il 17 giugno 2001. Il 10 marzo 2002 Kassim viene fermato per un controllo a Lahore, in Pakistan. È in possesso di un passaporto italiano, regolarmente rilasciato dalla Questura di Bergamo. Il documento viene considerato falso, l’arresto non formalizzato e Kassim sparisce. Subisce una detenzione illegale, gravi torture fisiche e psicologiche. Nella notte fra il 24 e il 25 maggio 2002 viene illegalmente trasferito con un volo segreto dal Pakistan al Marocco, subendo una extraordinary rendition, accertata anche dalla Commissione del Parlamento Europeo. Dal 25 maggio 2002 all’ 11 febbraio 2003 è detenuto in segreto a Témara, in Marocco. Subisce torture e umiliazioni fisiche.

Sulla sua sorte è il silenzio totale. Per undici mesi Kassim resta uno scomparso, la sua famiglia non riceve alcuna notizia. La sera dell’ 11 febbraio 2003 viene rilasciato senza nessuna accusa, in precarie condizioni fisiche. Il 16 maggio 2003, mentre sta rientrando in Italia viene arrestato e fatto sparire al confine fra Marocco e Spagna, a Melilla. Dal 16 maggio al 16 settembre 2003 è nuovamente imprigionato a Témara, luogo di detenzione non ufficiale. Quattro mesi terribili, altre torture e privazioni, ed ancora una volta la famiglia ignora il suo destino. Il 17 settembre 2003 inizia la detenzione ufficiale nel carcere marocchino di Salè. Il 3 ottobre 2003 un tribunale del Marocco lo condanna, in un processo frettoloso e iniquo, a 15 anni di carcere per associazione sovversiva e tenuta di riunioni non autorizzate. Si tenga presente che Kassim manca dal Marocco da oltre 13 anni. Il 7 gennaio 2004 il processo d’appello riduce la condanna a 9 anni.

Nel mese di febbraio del 2007 la Commissione Europea che si occupa dei voli segreti della CIA riconosce che Kassim è una vittima delle extraordinary renditions. Il 29 settembre 2006 la Magistratura Italiana archivia un’indagine nei confronti di Kassim, perché non sussistono elementi di colpevolezza. La vicenda del cittadino italiano Abou ElKassim Britel è stata trattata da numerose associazioni per i diritti umani: Amnesty International, Human Rights Watch, FIDH Federation Internationale des droits de l’homme, ACLU American Civil Liberties Union, FTI Fair Trials International, ECLN European Civil liberties Network, ACAT Italia, Commissione TDIP del Parlamento Europeo, Comitato ONU contro la tortura. Nella scorsa legislatura circa un centinaio di parlamentari italiani hanno sottoscritto un appello a favore della liberazione di Kassim.

Il suo predecessore, Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema, ha consegnato una richiesta di liberazione al governo del Marocco. Signor Ministro, nonostante ogni tentativo Abou ElKassim Britel è tuttora detenuto. Le sue condizioni psicofisiche sono allarmanti e preoccupano sua moglie, la sua famiglia e i suoi amici. L’odissea qui riassunta e la durezza delle carceri marocchine fanno temere per la sua vita. Le chiediamo di affrontare la situazione che riguarda Kassim, di impegnarsi, con le modalità che Lei riterrà più opportune, affinché questo nostro cittadino possa uscire dal carcere in cui si trova ingiustamente recluso, e possa tornare a casa sua, a Bergamo, in Italia.

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