Gen 25 2010

(24.01.10) San Paolo d’Argon. Di nuovo sul Pgt

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(25.01.10) SAN PAOLO D’ARGON - PGT REPORT DELL’ASSEMBLEA DE “L’ALTERNATIVA” (22.01.10)

L’assemblea di venerdì scorso promossa dal nostro gruppo ha messo in chiaro che questo Pgt non sta in piedi a partire dai suoi due principali punti di forza (si fa per dire): l’operazione “nuovo municipio” e quella di trasferimento della fabbrica Lediberg Per non parlare delle altre questioni… Nel frattempo oggi “L’Eco” è uscito con un articolo a tutta pagina che parla del  Pgt di San Paolo d’Argon. L’Eco-web 24.01.10: qui. REPORT DELLA NOSTRA ASSEMBLEA DEL 22.01.10: qui Le nostre precedenti info: qui

San Paolo d’Argon. Un PGT da cambiare

Report dell’assemblea del 22.01.10

Partecipata e attenta l’assemblea promossa da L’Alternativa. Dopo l’apertura di Adriano Boni, che ha presentato i relatori e riassunto il lavoro svolto da “L’Alternativa” sui principali temi del Pgt, il compagno Francesco Macario ha illustrato le gravi contraddizioni e limiti della legge regionale sull’urbanistica. Nel merito del Pgt di San Paolo d’Argon ha evidenziato i limiti dell’elaborazione dell’Amministrazione Comunale che non ha tenuto conto né del nuovo assetto urbano né dei cambiamenti che si prevedono con la variante alla Statale 42. In particolare ha denunciato:

  • la pesante e inaccettabile riorganizzazione viabilistica prevista ad ovest, in relazione al progetto di Outlet;
  • il mantenimento della attuale statale 42 come fondamentale asse di penetrazione
  • una dislocazione dei servizi fondamentali ancora dispersiva e illogica destinata a moltiplicare gli spostamenti delle persone senza “un centro” di riferimento (secondo Macario, la conferma della previsione del municipio in Viale delle Rimembranze non ha più ragion d’essere)
  • l’operazione del Piano Integrato per il nuovo municipio va respinta in conseguenza degli “scambi” previsti con la società immobiliare (edificazione nell’area destinata a verde pubblico attrezzato in via Colleoni e nuova area industriale in via San Lorenzo)
  • infine il trasferimento della Lediberg richiede di essere fondato su precise garanzie in ordine alla salvaguardia occupazionale, un tema su cui non ci sono informazioni.

Nell’intervento di Maurizio Mazzucchetti sono stati riassunti i sette punti principali su cui verranno prodotte specifiche osservazioni e richieste da parte del gruppo “L’Alternativa”. Si è soffermato sui seguenti aspetti:

  • la necessità di rivedere le previsioni per il commercio, per lo più centrato sul traffico di attraversamento, da riorientare invece secondo i bisogni della comunità;
  • la denuncia dell’operazione che ha portato all’accordo di programma relativo all’ex-Monastero: lo spostamento dell’oratorio e la consegna alla diocesi di tutti gli spazi dello storico complesso contribuisce ulteriormente a compromettere la possibilità di confermare su via delle Rimembranze il “centro” del paese.
  • L’attività edilizia non può più basarsi sul consumo di territorio, anche in relazione alla crisi (ragguardevole il numero di abitazioni da tempo in vendita, sofferenza delle imprese edili…); occorre riqualificare il patrimonio esistente e occorre garantire il diritto ad un casa dignitosa anche alle categorie meno abbienti.
  • L’edilizia industriale non può avvenire senza progetti industriali; nella vicenda della Lediberg la prima cosa da considerare è il progetto industriale-occupazionale.

Marcello Bertazzoni, segretario della Slc-Cgil, cioè una delle organizzazioni sindacali a cui fanno riferimento i lavoratori della Lediberg, interviene specificamente sulle previsioni che riguardano la principale fabbrica del nostro comune. Secondo Bertazzoni, la Lediberg sta differenziando positivamente le sue attività produttive (non solo agende, quindi) e sta affrontando la crisi con nuovi investimenti e, almeno finora, senza ricorso a cassa integrazione. Bertazzoni esclude che l’operazione immobiliare dello spostamento sia nelle intenzioni della Lediberg, in questo momento “interessata ad altro”. Anche l’operatore sindacale della Fistel-Cisl (ci scusiamo di non aver preso nota del nome) conferma quanto espresso da Bertazzoni.

Fra gli interventi dal pubblico sono state segnalate le seguenti problematiche:

  • le previsioni di marciapiadi adatti alle persone diversamente abili
  • la necessità di rafforzare la scelta del “consumo zero di territorio”
  • il mancato rispetto degli impegni occupazionali assunti dalla Bonduelle quando nel 2005 vennero adottate le concessioni urbanistiche a suo vantaggio.

Nelle conclusioni Mazzucchetti si è soffermato principalmente sulla vicenda Lediberg. “Non ha senso discutere, se non c’è un concreto piano industriale da valutare per capirne gli effetti sull’occupazione”. Mancando pure la possibilità di questa verifica, le previsione relative alla Lediberg vanno cancellate dal Pgt, perché queste stesse potrebbero determinare dinamiche di tipo immobiliare controproducenti ai fini della salvaguardia del lavoro e dell’occupazione. E sul diritto al lavoro non si può rischiare.

San Paolo d’Argon, 23/24.01.10

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