Nov 30 2009

(28.11.09) San Paolo d’Argon. Piano di Governo del Territorio (Pgt)

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(30.11.09) SAN PAOLO D’ARGON IL DOCUMENTO DE “L’ALTERNATIVA” SUL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO L’abbiamo sommariamente presentato nel corso dell’assemblea di questa sera indetta dall’Amministrazione comunale e distribuito successivamente. Siamo impegnati ad approfondirlo e ad articolarlo ulteriormente. Per le prossime settimane - compatibilemente con l’iter dello strumento urbanistico - stiamo preparando una assemblea di confronto con la cittadinanza. Pgt-San Paolo d’Argon. Il contributo de “L’Alternativa” 27.11.09: qui (Per altre info: tel. 338.9759975)

PGT 2009 – San Paolo d’Argon

Il contributo de “L’Alternativa-San Paolo d’Argon”

L’elaborazione del Piano di Governo del Territorio di San Paolo d’Argon, dopo tre anni di gestazione, è giunta alla sua seconda fase, quella che – secondo la tabella di marcia dell’Amministrazione comunale - precede l’adozione ufficiale da parte del Consiglio comunale che è prevista per le prossime settimane.

Come gruppo “L’Alternativa – San Paolo d’Argon”, non presente nel Consiglio comunale, siamo già intervenuti una prima volta nel maggio scorso con un nostro documento propositivo contenente indicazioni e suggerimenti, dopo aver valutato le prime proposte di massima formulate dall’Amministrazione Comunale.

Anche in questa fase della formazione del Pgt e degli altri strumenti collegati vogliamo sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale – l’organo effettivamente decisionale – e dei cittadini le nostre riflessioni e proposte.

Di seguito presentiamo per punti, in modo schematico e ancora molto incompleto, il nostro contributo, preannunciando nelle prossime settimane una pubblica assemblea di informazione e confronto con la cittadinanza.

1. Ancora un massiccio sviluppo edilizio

San Paolo d’Argon dalla fine degli anni Sessanta ha visto una edificazione progressiva, continuativa e molto veloce, anche attraverso vistosi interventi speculativi che hanno conferito al paese una organizzazione “policentrica”, cioè molto disordinata.

Oltre che ad una notevole distruzione di verde agricolo, ciò ha portato ad un rapido incremento della popolazione, a fronte di ritardi e carenze nell’adeguamento dei servizi.

Nel Pgt è prevista ancora una notevole edificazione di tipo residenziale, con un aumento demografico (programmato) di altri 700 abitanti circa nel quinquennio.

Si prevedono inoltre ulteriori aree di tipo produttivo e commerciale, nonostante le notevoli dotazioni attuali.

In totale ci saranno altri 200.000 mq di nuove aree urbanizzate esterne agli ambiti urbani consolidati.

La nuove aree edificabili residenziali riguardano soprattutto la parte est del paese (al confine con Cenate Sotto) e si trovano nel contesto della zona di via dei Benedettini e dintorni, di recente urbanizzazione ma già molto densamente edificata.

Un primo nuovo lotto edificabile (circa 4.000 mq) è posto tra via dei Benedettini e via del Vago, nella fascia pedecollinare di cui si completa l’urbanizzazione.

Il secondo lotto (oltre 20.000 mq) l’ultima area agricola pianeggiante verso Cenate Sotto, tra via dei Benedettini, via Mazzini e via Buzzone.

Sparisce anche l’area a verde pubblico di Via Colleoni, che è destinata all’edilizia privata nell’ambito dell’operazione inerente il Centro civico-nuovo municipio.

Viene poi confermata l’edificazione (poco meno di 8.000 mq) a fianco della chiesetta di Sant’Antonio (verso Montello) in un contesto molto improprio, a ridosso dell’edificio religioso e a fianco di una rotatoria particolarmente trafficata e pericolosa.

Quanto alle aree produttive, il Pgt prevede l’accorpamento della Lediberg alla zona industriale di via Baracca, ma questo sforzo viene poi contraddetto dalla previsione di altre due nuove aree industriali, entrambe nella parte sud della zona di via San Lorenzo, una a est (verso Gorlago) ed una ovest (a nord della Cantina Sociale Bergamasca).

La prima consiste in una concessione (per oltre 10.000 mq di superficie coperta), ad un industria agro-alimentare, che opera già senza bisogno di cambiamenti di destinazione d’uso delle aree agricole.

Si tratterebbe di una operazione simile a quella attuata quattro anni fa alla Bonduelle, la nota multinazionale francese che in cambio di notevoli vantaggi patrimoniali derivanti dalla trasformazione delle destinazioni urbanistiche si era impegnata a garantire continuità occupazionale.

La Bonduelle dopo l’incendio del 2008, nello stabilimento aperto a Lallio ha ridotto il personale, facendo venire meno le ragioni che avevano motivato le concessioni del Piano Integrato del 2004-2005.

L’altra area industriale – collegata al progetto per il nuovo municipio (cfr. oltre) - si presenta come una operazione fondamentalmente immobiliare (12.000 mq di superficie coperta).

2. L’operazione dello “spostamento” della Lediberg

Questi insediamenti industriali sono nati negli anni Settanta.

Malgrado fosse già allora evidente l’impropria localizzazione, le dotazioni produttive furono massicciamente ampliate alla fine degli anni Ottanta, circa 20 anni fa, cioè in tempi abbastanza recenti per consentire l’ampliamento della Lediberg.

Fu un’operazione particolarmente pesante che comportò la copertura del Torrente Seniga, una forte commistione tra zone residenziali, pubbliche e industriali ed effetti negativi sulla circolazione stradale.

A vent’anni di distanza il Pgt ne prevede lo “spostamento” in via Baracca (dove sono previste nuove aree industriali per circa 100.000 mq) e la formazione – al posto della Lediberg e degli altri insediamenti produttivi - di una nuova zona residenziale di circa 55.000 mq

La quantità delle nuove residenze previste è notevole, con circa 660 abitanti “teorici” in più, di cui 568 solo sulle aree Lediberg.

Siamo in una fase dell’economia il cui si sono moltiplicate le dismissioni industriali perché il capitale è più attratto dalle operazione speculative che si possono realizzare al posto degli insediamenti produttivi che danno posti di lavoro.

La dimensione immobiliare dell’operazione – per come prevista dal Pgt - è tale da ingenerare cospicue convenienze di tipo fondiario che mettono in secondo piano quelle di tipo produttivo e industriale, con le importantissime ricadute di tipo occupazionali che non devono essere in alcun modo messe a repentaglio.

3. Difesa della collina

Notiamo che nelle previsioni non sono previste estensioni delle aree edificabili nella fascia agricola collinare.

Non è stata tuttavia accolta la nostra proposta di inserire le Parco Locale di Interesse Sovraccomunale anche le aree collinari ad ovest di via Madonna d’Argon.

Viene invece confermata la zona edificabile (di oltre 6.000 mq) di via San Benedetto, che si trova in un contesto particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, nelle vicinanze del complesso dell’ex-monastero.

I nuovi strumenti della compensazione/perequazione, utilizzati abbondantemente nel Pgt, potevano essere applicati per localizzare altrimenti tale edificazione in un contesto a forte impatto paesaggistico.

4. Ambiente: lungo la Seniga un corridoio ecologico incompleto

Il Pgt vuole rimediare agli errori del passato e presenta come risultato importante le previsioni per riqualificare la Seniga e ricostituire un “corridoio ecologico” tra collina e la parte pianeggiante del paese.

Un parco di una certa consistenza viene previsto sulla riva destra ad est della zona industriale di Via Baracca.

Malgrado lo sforzo, la larghezza del corridoio ecologico risulta – in molti tratti - piuttosto modesta.

L’obiettivo di collegare la pianura con la collina non risulta per nulla raggiunto, dal momento che – oltre il ponte nei pressi del Cimitero – il corridoio… si interrompe; secondo il Pgt la Seniga dovrà continuare a scorrere incassata fra la strada e le abitazioni e nemmeno là dove sono previste nuove edificazioni ci sono particolari previsione per ampliare l’area di rispetto e rendere effettivo il “corridoio ecologico”.

Il parco previsto nella zona industriale, appare isolato, troppo spostato a sud e inspiegabilmente distante dal centro abitato.

5. La Variante alla Statale e la “riqualificazione” della via Nazionale.

A parte qualche rotonda, qualche svincolo, rotatoria e opera di abbellimento, la riqualificazione non sembra comporti particolari innovazioni.

Da parte nostra avevamo invitato invece ad adottare opportune strategie per evitare il rischio che la via Nazionale continui ad avere alto volume di traffico malgrado la variante che verrà realizzata più a sud.

Si è scelto invece di mantenere la Via Nazionale come polo attrattivo per attività commerciali che continuano ad essere previste in funzione del traffico di scorrimento (e non della popolazione residente).

il territorio di San Paolo d’Argon presenta un numero notevolissimo di insediamenti commerciali (circa 15 o 16 zone commerciali!), ai quali andrà ad aggiungersi appena oltre il confine comunale il nuovo Outlet Ca’ Longa del Gruppo Percassi di cui è prevista la riapertura con notevole ampliamento (praticamente un raddoppio volumetrico).

E’ stato lo stesso gruppo Percassi a farsi promotore recentemente di un accordo con le amministrazioni comunali di San Paolo d’Argon e di Albano Sant’Alessandro per potenziare le dotazioni viabilistiche al servizio del centro commerciale.

L’esito dell’accordo sarà sostanzialmente quello di ri-orientare il sistema viario – una volta realizzata la nuova statale 42 – in funzione dell’Outlet e di altre operazioni immobiliari.

Trova quindi evidente conferma il timore che la nuova statale 42 più che alla soluzione dei problemi del traffico e dell’inquinamento abbia come esito quello di aprire la strada – nel presente e in prospettiva - ad altre pesanti operazioni sul territorio (interporto, centro commerciale, edificazione selvaggia e speculativa).

Quanto al sistema della mobilità, per come previsto del Pgt, sembra ignorare la necessità di individuare come elemento fondamentale lo spazio di riferimento per l’interscambio auto-sistemi alternativi per provare ad ammodernare il sistema dei trasporti e lo sviluppo urbanistico locale.

La presenza di una ferrovia – per la quale esistono ipotesi e progetti di metropolitana di superficie – e di una tranvia prevista (anche se troppo approssimativamente) dalla pianificazione provinciale è stata sostanzialmente ignorata.

6. L’Ex-Monastero

E’ l’edificio che per secoli ha connotato il nostro territorio, ma con l’accordo di programma del 2006 (fra Diocesi di Bergamo, Parrocchia di San Paolo d’Argon e dell’Amministrazione comunale, Regione Provincia) viene sancita la totale separazione tra l’ex-Monastero e il paese.

Invece di proteggere il contesto paesaggistico in cui si trova lo straordinario monumento, si è dato corso all’edificazione del nuovo oratorio e si prevede anche un centro convegni con spazi espositivi.

Per decenni dell’ex-Monastero i titolari non sapevano che fare, ora è stato concordato un “restauro” (sostenuto da notevoli finanziamenti pubblici alla Diocesi di Bergamo) che comporta nuove edificazioni e un riutilizzo dello storico edificio con progetti francamente piuttosto confusi (centro congressi museo delle migrazioni, albergo ristorante e la curiosa scuola per nautica da diporto).

Il Pgt si limita a prendere atto di quanto deciso in questi anni.

Da parte nostra riteniamo siano da rivedere profondamente le scelte prese, per salvaguardare l’ex-Monastero e le pertinenze ancora non edificate ed evitare di consegnarlo interamente alla proprietà e al controllo esclusivo e insindacabile della Diocesi di Bergamo.

7. Il nuovo municipio

L’ultima considerazione riguarda la realizzazione del nuovo municipio.

Da oltre 10 anni è stato individuato l’ex-filatoio, ma in tutto questo periodo l’amministrazione non è riuscita ad acquisirlo dalla società che ne è proprietaria da decenni.

Il Pgt prevede di collegare la realizzazione del nuovo municipio attraverso uno scambio con un gruppo immobiliare emergente (Agribellina Srl di Gorlago).

In sintesi, il comune cede all’Agribellina Srl una sua proprietà (l’area verde resa edificabile in via Colleoni) per un’operazione di edilizia residenziale; consente poi ad Agribellina srl di realizzare una nuova area produttiva di Via San Lorenzo (costruzione di capannoni, anche se in assenza di un piano industriale); in cambio Agribellina Srl cede alcune aree per il parco lungo il Seniga, versa al comune 1.800.000 euro per la costruzione del municipio e cede al comune l’ex-filatoio (essendo evidentemente riuscita da ultimo ad acquisirlo dopo che per tanto tempo l’Amministrazione Comunale non ci era riuscita con la vecchia proprietà).

Si tratta secondo noi di una operazione confusa e poco chiara che rifiutiamo.

“L’Alternativa – San Paolo d’Argon”

San Paolo d’Argon, 27.11.09

www.alternainsieme.net - alternainsieme@yahoo.it

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