Nov 06 2009

(06.11.09) Bergamo-Curno. Manifestazione dei metalmeccanici

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(06.11.09) BERGAMO-CURNO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE FIOM

 

STOP AGLI ACCORDI SEPARATI! L’assemblea nazionale dei delegati Fiom (Bologna, 30.10.09) ha deciso una settimana di mobilitazione, dal 9 al 13 novembre, “contro i licenziamenti, contro gli accordi separati”. A Bergamo lo sciopero di categoria di 4 ore viene anticipato a venerdì 6 novembre (ore 9-13), con manifestazione provinciale a Curno. Nello stesso giorno infatti si tiene al Palazzetto dello Sport di Bergamo l’assemblea nazionale della Fim e Uilm, cioè le organizzazioni sindacali minoritarie che invece hanno sottoscritto l’accordo separato con padronato e governo e nei prossimi giorni si apprestano a farlo “ratificare” (sic!, cfr. qui) solo ai loro iscritti (e non a tutti i lavoratori, come invece chiede la Fiom). Sarà presente alla manifestazione della Fiom il segretario nazionale Gianni Rinaldini. Si tratta di una mobilitazione particolarmente importante, non solo per i metalmeccanici, ma per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori. Invitiamo pertanto alla partecipazione e alla solidarietà.

  • L’appuntamento è alle ore 9.30 di venerdì 6 novembre, a Curno, piazzale Cisalfa (Centro Commerciale Curno); la conclusione sarà sempre a Curno, davanti alla portineria della “Brembo”, la fabbrica del vice-presidente di Confindustria Bombassei.

Volantino Fiom-bg: qui; giornale Fiom-bg: qui; l’assemblea Fiom di Bologna 30.10.09: qui

(05.11.09) BERGAMO ASSEMBLEA DELLA RETE 28 APRILE. Interviene Giorgio CREMASCHI, portavoce nazionale. Giovedì 5 novembre, ore 20.45, c/o Sala Lama Cgil, via Garibaldi 3, Bergamo. Volantino: qui

Rassegna Stampa
L’assemblea reagisce duramente alle intese raggiunte da Fim e Uilm con Federmeccanica Per Epifani «uno dei punti più bassi nelle relazioni sindacali». Mobilitazione dal 9 novembre
 
31/10/2009 |  Unità  |  Sindacato
L’orgoglio dei delegati Fiom «Lotta all’accordo separato»
 
 
«Io la dico così: questa volta ci vogliono far fuori sul serio». Il leader della Fiom Gianni Rinaldini la dice così, come al solito senza tanti giri di parole o accenti retorici: l’accordo separato firmato da Fim e Uilm non è solo un problema dei metalmeccanici, ma di tutto il sindacato, «un’operazione a tutto campo» che punta a «chiudere la questione sociale e instaurare un nuovo assetto di relazioni industriali che tolga voce ai lavoratori». Anche la Fiom, quindi, fa sul serio. E con lei tutta la Cgil, conferma il segretario generale Guglielmo Epifani all’assemblea dei 5mila delegati delle tute blu riunita ieri a Bologna: «Il vostro orgoglio è il nostro orgoglio» e la battaglia per il contratto dei metalmeccanici «è il fulcro della riconquista di regole universali per tutto il mondo del lavoro». MOBILITAZIONE PERMANENTE Se questa è la posta in gioco, le iniziative di lotta «per far saltare quel modello contrattuale» sono tutte quelle possibili, sottolinea Rinaldini, «con il solo limite della non violenza » ed, eventualmente, della «creatività» delle singole federazioni territoriali. A cominciare dalla disdetta del patto di solidarietà per le elezioni delle Rsu aziendali - su proposta del segretario bolognese Bruno Papignani - che permette alle sigle sindacali meno radicate di ottenere comunque dei propri delegati nelle fabbriche: in pratica, Fim e Uilm spariranno da molte aziende, dove oggi sono rappresentante grazie ai «voti prestati» dalla Fiom (che stima di avere il 65-70%dei delegati e il 70-75% dei consensi dei lavoratori). «Mantenere in essere rapporti unitari sarebbe un fatto di ipocrisia» taglia corto il leader delle tute blu. I metalmeccanici della Cgil hanno anche proclamato una settimana di particolare mobilitazione dal 9 al 13 novembre, con quattro ore di sciopero, per sensibilizzare l’opinione pubblica: manifestazioni, occupazioni, blocchi stradali, picchetti e quant’altro organizzeranno i lavoratori nelle singole realtà produttive. Ma le attese sono tutte per l’appuntamento di Bergamo del 6 novembre, quando Fim e Uilm faranno un’assemblea congiunta dei loro delegati alla presenza dei segretari confederali Bonanni e Angeletti, mentre la Fiom cittadina - con delegazioni provenienti da tutta Italia, dirigenza nazionale compresa - scenderà in sciopero e in corteo. Offrendo così un’immagine plastica del conflitto sindacale. «Bergamo, Bergamo» è il coro preferito dell’assemblea, «traditori e venduti» segue a breve distanza. La frattura sembra insanabile: Cgil da una parte, Cisl e Uil dall’altra, con le categorie metalmeccaniche schierate nelle prime fila dello scontro. «Uno dei punti più bassi nella storia dei rapporti tra le organizzazioni sindacali da decenni a questa parte» riconosce Epifani. Altra istantanea del conflitto, durante le consultazioni del 25-27 novembre, quando Fim e Uilm sottoporranno al referendum dei loro iscritti (non di tutti i lavoratori, come invece chiedeva la Fiom) l’accordo separato firmato con Federmeccanica. Mentre le tute blu della Cgil saranno a convegno per arrivare ad un’iniziativa di legge popolare sulla democrazia sindacale: «Intanto useremo tutti gli strumenti legali per tutelare il contratto che scade a fine 2011». LA CGIL SI MUOVERÀ Unabattaglia che non può prescindere da quella per la difesa dell’occupazione contro le ristrutturazioni annunciate dalle aziende. «Il peggio della crisi deve ancora arrivare, mail paese non ha una politica industriale» denuncia Epifani. «Se non si muove il governo, non c’è dubbio che la Cgil si muoverà. Tutte le iniziative, nessuna esclusa, possono essere messe in campo », da una grande iniziativa nazionale per chiedere la salvaguardia dell’occupazione e la riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro e da pensione, auno sciopero generale. «Invece che andare al capezzale dell’Irap, è arrivato il momento di dare una riduzione fiscale a lavoratori e pensionati» conclude Epifani.
Luigina Venturelli

Cgil.it/rassegna stampa

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