Mag 24 2020

(22.05.20) Bergamo. Case popolari tra emergenza sanitaria ed emergenza sociale.

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(22.05.20) Bergamo. Case popolari tra emergenza sanitaria ed emergenza sociale

Unione Inquilini denuncia la latitanza di Comuni e ALER

La situazione nelle Case Popolari della bergamasca durante la crisi del Covid19 non è stata monitorata con attenzione dagli enti preposti e proprietari (Comuni e ALER). E ciò nonostante in queste abitazioni sia residente una popolazione anziana, spesso malata e indigente, una popolazione quindi a forte rischio sanitario e sociale.
Da una rapida inchiesta che abbiamo svolto sono già emersi casi di malati poi deceduti, di decessi nelle stesse case popolari, di malattie e quarantene. Ciò nonostante le istituzioni non si sono fatte carico di monitorare la situazione ne, che ci risulti, di intervenire.
Vi sono stati anche casi di persone che versando in condizioni di grave indigenza, non sono state correttamente informate della sospensione degli affitti, e avendo comunque versato l’affitto (non dovuto) non sono poi riuscite a coprire le loro necessità fondamentali come il cibo. Qualche caso è stato pure segnalato dalla stampa locale. Ma anche in questo caso gli organismi preposti hanno evidentemente latitato.
Unione Inquilini di Bergamo si è subito attivata per richiedere al comune di Bergamo e all’ALER misure straordinarie da attuare, per garantire la sicurezza sanitaria, alleviare la condizione abitativa degli inquilini delle Case Popolari costretti, come tutti, a una segregazione forzata e per attuare un supporto ai nuclei più in sofferenza.
In particolare abbiamo richiesto. la costituzione di una unità di crisi; la predisposizione, di un coordinamento tra l’ALER, il Comune di Bergamo e le altre Istituzioni interessate per garantire degli specifici interventi; l’organizzazione di una campagna informativa; l’approntamento, in raccordo con le autorità sanitarie, di misure di sanificazione degli spazi comuni nel caso di presenza di persone infette negli stabili. E nell’eventualità di decessi la sanificazione degli appartamenti coinvolti; l’incremento del servizio di pulizia e raccolta rifiuti; ma soprattutto, sempre in accordo con le autorità sanitarie, così come è stato effettuato nelle RSA, di sottoporre tutti i residenti ai test sierologici e successivamente tutti coloro che risultassero positivi a tamponi.
Inoltre abbiamo proposto ad ALER di predisporre misure volte ad alleggerire il peso economico sugli inquilini, in particolare su quella parte di inquilini con basso reddito e con attività lavorative precarie e instabili.
Richieste simili sono state avanzate anche in un documento congunto inviato con gli altri sindacati degli inquilini. Ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta.
Ora si stanno apprestando ordinanze per accelerare l’avvio della fase 2. Eppure, mentre si è proceduto a un’estesa campagna di test nelle RSA, nulla è stato fatto nelle Case Popolari (ERP) che rimangono, per le loro caratteristiche, a forte rischio di diventare focolai di ulteriori contagi.
A Wuhan per pochi nuovi casi di Covid19 si preparano a fare il tampone a 11 milioni di persone! Nel Veneto queste analisi sono svolte a tappeto. In Lombardia, che pure presenta cluster significativi, si procede invece con poche analisi sierologiche e tamponi, lasciando ai singoli soggetti solo la possibilità di realizzarle privatamente e a pagamento. Modalità a cui, per motivi economici, difficilmente la maggior parte degli inquilini delle case popolari potrà accedere.
Ora il diritto alla sicurezza sanitaria ci pare fondamentale, non solo per gli anziani delle case popolari, che rimangono soggetti a forte rischio, ma anche di tutto il resto della popolazione. Pertanto sollecitiamo gli enti proprietari e quelli che gestiscono le Case Popolari a dare risposta alle proposte avanzate, ma soprattutto, in accordo con gli organismi sanitari ad intervenire subito.
Devono immediatamente essere garantiti test sierologici e tamponi gratuiti per tutti gli inquilini.(Bergamo, 22.05.20, per Unione Inquilini di Bergamo: Rita Rebecchi)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

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