Giu 14 2018

(14.06.18) Sanità-Lombardia. Che fine ha fatto il “gestore” delle cronicità?

Tag:admin @ 17:35

(14.06.18) SANITA’-LOMBARDIA. Potere al Popolo: “No al gestore privato delle cronicità. Esigiamo il rispetto dei tempi massimi previsti dalla legge per le liste d’attesa”

Dopo oltre 3 mesi da quando l’assessorato alla sanità della Regione Lombardia ha iniziato a spedire lettere ai cittadini con patologie croniche invitandoli a passare a gestori privati delle cronicità, sono solo circa 258 mila su oltre 3 milioni i pazienti cronici che hanno deciso di aderire.

A fronte di oltre 3 milioni di lettere inviate, solo poco più dell’8% degli interessati ha, quindi, aderito al modello di gestione privatistica delle cronicità proposto dalla Regione Lombardia, che fa perno soprattutto sulla ingannevole promessa di una “corsia privilegiata” per evitare i lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche (a patto, però, di utilizzare non le strutture ospedaliere consuete per i pazienti ma quelle che il gestore può offrire).

Questo risultato a dir poco misero è stato ottenuto a spese di noi cittadini contribuenti: ci piacerebbe sapere quanto ha speso fino ad ora la Giunta Regionale per reclamizzare questa sua iniziativa verso i malati cronici attraverso gli spot sulle TV e le radio locali, le inserzioni sui giornali delle varie province, la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli, la stampa e l’invio di oltre 3 milioni di lettere (più tutte le ore di lavoro degli impiegati e dei funzionari della Regione).

Che si tratti di un fallimento lo dimostrano anche i continui rinvii del progetto decisi dallo stesso assessorato: la fase di reclutamento è stata prorogata al 31 dicembre, mentre lo stesso assessore dichiara ormai che saranno necessari 5 anni per la messa a regime dell’intero sistema.

Invitiamo i cittadini con patologie croniche a rifiutare il gestore privato e a restare con il proprio medico di base (medico di medicina generale).

Invitiamo tutti i cittadini a pretendere l’applicazione delle leggi in fatto di tempi di attesa per le prestazioni e le visite specialistiche: il decreto legislativo 124/1988 stabilisce che la Regione deve fissare per ogni esame il tempo massimo di attesa e qualora sul territorio della Ats (ex Asl, ndr) nessun ospedale dovesse garantire la prestazione nel tempo di attesa stabilito, la stessa potrà essere richiesta in regime di libera professione con il solo pagamento del ticket. (Tavolo regionale sulla salute di Potere al Popolo - Bergamo, 7 giugno 2018)

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