Set 29 2017

(29.09.17) Sfratto a Boltiere. Una mattinata drammatica e un mondo capovolto

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(29.09.17) Sfratto a Boltiere. Una mattinata drammatica e un mondo capovolto

Stamattina a Boltiere era prevista l’esecuzione dello sfratto nei confronti di una famiglia di immigrati, padre madre e due bambini piccoli.
Da diverso tempo gli attivisti incaricati del nostro sindacato nei mesi scorsi avevano sollecitato i servizi sociali del comune ad operare per un percorso di reinserimento abitativo e lavorativo (il padre e la madre sono entrambi privi di occupazione).
Pertanto questa mattina l’ufficiale giudiziario, il medesimo che nei giorni scorsi aveva buttato fuori a Colognola una madre e con due bambini (cfr. qui) senza che fossero stati avvisati preventivamente i servizi sociali di Bergamo, si è presentata in Via IV Novembre per quest’altro sgombero e non ha prestato ascolto alla richiesta di dilazione, anche di pochi giorni, avanzata dal nostro attivista Davide Canto, presente in loco con il presidio di solidarietà alla famiglia sfrattata.
Lo stesso copione di Colognola stava così per ripetersi, essendo comparsa rapidamente una pattuglia dei carabinieri chiamata dall’ufficiale giudiziario. Informato il Comune, si presentavano anche la signora sindaca e la signora assessora ai servizi sociali, non per prendersi cura della famiglia e dei bambini assediati in casa che piangevano terrorizzati, ma – con grande sorpresa - per dare man forte al proprietario, conosciuto in paese come proprietario di altri svariati alloggi affittati a famiglie immigrate, il quale voleva senz’altro e subito entrare in possesso dell’appartamento.
La drammatica situazione si è sbloccata, grazie all’intervento del capitano dei carabinieri della zona, il quale appena sopraggiunto ha ordinato subito a propri subalterni di desistere dallo sgombero per la ragione che le autorità preposte devono essere preventivamente informate delle esecuzioni di sfratto, e questo al fine di poter predisporre una sistemazione alternativa, a maggior ragione quando sono coinvolti minori.
A questo punto anche l’ufficiale giudiziario accoglieva le nostre richieste concedendo quindici giorni di proroga dello sgombero. Due settimane che possono essere preziose per poter individuare un alloggio alternativo per la famiglia sfrattata.
Denunciamo che, contrariamente alla normativa e la prassi a tutela delle persone e dei minori nonché alle indicazioni ribadite anche recentemente dal Ministero dell’Interno, le famiglie sotto sfratto in bergamasca rischiano ancora di essere buttate in strada senza alcuna assistenza. Questo non deve più succedere, e intendiamo con forza richiamare anche la Prefettura di Bergamo alle proprie responsabilità.

Sgradevole, infine, il ruolo svolto questa mattina dalle signore sindaca e assessora di un’amministrazione comunale che peraltro viene classificata comunemente come di centro-sinistra. “Altri otto sfratti in corso nel paese di Boltiere; significa che questa amministrazione ha fallito completamente nella politica per la casa”, ha commentato Davide Canto. (Unione Inquilini Bergamo, 29.09.17)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

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