Set 13 2017

(13.09.17) Val Vertova Agosto 2017

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Comunicato di “Comitato Val Vertova Bene Comune”

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Gli impianti idroelettrici sono per normativa dichiarati di pubblica utilità dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A). Una società per azioni italiana, interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla quale sono attribuiti numerosi incarichi di natura pubblicistica nel settore energetico.

La società svolge i propri compiti in conformità con gli indirizzi strategici e operativi definiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il GSE ricopre un ruolo centrale nell’incentivazione e nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia. La principale attività è la promozione, anche attraverso l’erogazione di incentivi economici, dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

La Società è, inoltre, responsabile dell’attuazione dei meccanismi di promozione dell’efficienza energetica e svolge attività di informazione per promuovere la cultura dell’uso dell’energia compatibile e sostenibile con le esigenze dell’ambiente.

C’è quindi poco da obiettare sul fatto che gli impianti idro sono voluti dallo Stato, che eroga incentivi economici alle Società che li attuano, e tutelati dalla vigente normativa in materia, tanto è che per negare l’autorizzazione occorre dimostrare parecchie cose.

In particolare, per i siti come la Valle Vertova, che per interesse naturalistico richiede un’attenta valutazione e studio di incidenza (allegato della VIA). Per comprendere meglio di cosa si tratta, consultare il sito:

http://www.miniambiente.it/pagina/la-valutazione-di-incidenza

Peraltro molti progetti, anche se promossi dal GSE, non possono essere socialmente nè economicamente significativi dal punto di vista della fornitura di energia elettrica rinnovabile al paese, come si prefigge il GSE ma, vista la sottrazione all’ambiente di siti pregiati, al contrario, sono solo una speculazione a fini di lucro.

Occorre quindi che gli Enti valutino attentamente quei progetti che hanno una ripercussione complessivamente positiva circa la produzione di energia, e quelli che invece sottraggono siti di pregio alla fruizione della popolazione con una valutazione di incidenza negativa, e perciò rifiutati.

In questo caso lo studio di incidenza è uno strumento importante. Le due domande di concessione alla derivazione in Val Vertova, sono ora archiviate, ma la Società, nel caso, non auspicabile, di esito a lei favorevole del ricorso al Tribunale delle Acque, avrebbero di nuovo valore attivo.

In questo caso la Società è tenuta comunque a inoltrare l’istanza di VIA per realizzare le opere di derivazione. Gli impianti si possono realizzare previa concessione alla derivazione da parte della Provincia.

Se invece la nuova richiesta avviene quando nella Val Vertova fosse attivato uno strumento quale SIC, ZPS, o PLIS, ovvero un sito già protetto da normativa, sarebbe molto più difficile la realizzazione.

Nel caso di fattispecie ad ora il territorio della Val Vertova non è supportato da tutela normativa.

Ma chi dispone la protezione di un sito?

Solo alcuni particolari situazioni fermano la realizzazione di impianti idro. Perciò occorre individuare la giusta modalità e strumento. Occorre che un ente territoriale (Comune, Provincia) o un’associazione avanzi proposta e richiesta con le motivazioni di protezione del sito stesso. Ed è opportuno che si porti a conoscenza la Regione Lombardia, la Sovraintendenza e perché no lo Stato attraverso il competente Ministero e l’Europa.

Una associazione ambientalista potrebbe essere stimolata a fare questo passo per la Valle Vertova?!

I giornali ed i media in generale possono contribuire indicando i pregi, la fruizione da parte della gente, il forte interesse naturalistico ambientale della Valle Vertova, con LO SCOPO DI PROTEGGERE LA VALLE DA INTERVENTI INCOMPATIBILI DI MODIFICA COME LE CENTRALINE.

Lo stesso Presidente della Provincia (viste le diverse conferenze stampa, e il riconoscimento dell’impatto delle oltre 11.000 firme raccolte e consegnate), che ha riconosciuto l’importanza della salvaguardia della Valle Vertova, potrebbe farsi capofila di una proposta, sollecitando i sindaci territorialmente coinvolti e una tra le maggiori associazioni per la salvaguardia del territorio, affinchè promuovano studi e proposte in merito alla protezione del sito.

Nel caso in cui ciò non dovesse essere realizzato, perché i Comuni coinvolti e gli enti non riscontrano un tornaconto diretto, nè politico nè economico, c’è il rischio di abbandonare ad un destino di scempio un sito stupendo le cui acque potabili scorrono creando un microclima unico, in un ambiente naturalistico di altissimo pregio.

Non vorremmo che i committenti delle centraline riuscissero ad ottenere le concessioni richieste avvalendosi di una carenza di tutela a causa di mancanza di volontà e di capacità degli enti pubblici interessati alla salvaguardia di un bene pubblico a piena disponibilità dei cittadini.

Comitato Val Vertova Bene Comune

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