Lug 23 2017

(24.07.17) Bergamo. Presidio-manifestazione contro il nuovo regolamento regionale per l’accesso alle case popolari

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(24.07.17) BERGAMO. PRESIDIO-MANIFESTAZIONE CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

Regione Lombardia: neanche un euro per le case popolari, ma una Legge per privatizzare e per aumentare gli affitti e un Regolamento che penalizza i più poveri

* Lunedì 24 luglio ore 17.30 - 19.15, PRESIDIO-MANIFESTAZIONE a BERGAMO - davanti al Comune (Palazzo Frizzoni in Piazza Matteotti)

VOLANTINO

Il nuovo Regolamento Regionale per l’accesso alle case popolari discrimina le famiglie povere. I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa e gli sfratti

La Legge Regionale 16/2016. Non più case popolari ma “servizi abitativi” per chi può pagare, i poveri stanno fuori (in strada). La Giunta della Regione Lombardia, l’anno scorso, ha fatto approvare la legge n°16/2016. E’ stato stravolto il sistema delle case popolari facendolo diventare – con l’introduzione del principio della sostenibilità economica - un servizio per chi può pagare,.
Le case popolari dovrebbero aiutare i poveri. Invece è previsto il limite del 20% per l’accesso delle famiglie con reddito basso. Pertanto la legge limita seccamente l’accesso alle case popolari proprio a chi ne ha più bisogno!

LA GIUNTA REGIONALE APPROVA UN PESSIMO REGOLAMENTO
Legge 16/2016 ha previsto la successiva emanazione di alcuni Regolamenti applicativi. Tra questi quello per gli accessi alle case popolari. Da una brutta legge regionale non poteva derivare che un pessimo regolamento.

1. Non tutti possono fare la domanda
Per potere presentare la domanda è necessario essere in una delle seguenti categorie: anziani (max 30%); famiglie monoparentali (max 20%); disabili (max 15%); famiglie di nuova formazione (max 20%); forze di polizia (max 10%); altre categorie di rilevanza sociale (max 5%) solo se deciso dai Comuni.
Gli altri sono esclusi. Per esempio: una famiglia di 2 adulti con uno o più minori, indipendentemente dalla situazione alloggiativa in cui si trova (ad es. sfratto, sovraffollamento, ec..), non appartenendo ad alcuna delle categorie previste non potrà neppure fare domanda.

2. Tante (finte) graduatorie, nessuna giustizia
La nuova legge prevede una graduatoria per ogni singolo alloggio. Ogni cittadino potrà presentare la domanda per cinque alloggi disponibili e la sua domanda varrà solo per l’alloggio nella cui graduatoria si trova nella posizione migliore. Le singole graduatorie non saranno organizzate in base al criterio dell’effettivo bisogno, ma sarà decisiva la categoria in cui si è inseriti. Inoltre le graduatorie cesseranno di esistere una volta finita la procedura di assegnazione, mettendo fine alla graduatoria generale.
Esempio: nel caso sia già stata raggiunta la percentuale massima degli alloggi destinati ai disabili, una famiglia con un componente disabile sarà superata nell’assegnazione da chi appartiene ad altre categorie anche se con punteggio più basso. C’è inoltre una riserva del 10% delle assegnazioni per le forze di polizia, ma non ci sono limiti ai requisiti di accesso, come succede per le altre categorie, per cui se uno appartiene alle forze di polizia accede alla casa anche con un reddito elevato.

3. Esclusione dei più poveri dalla casa popolare
La nuova norma regionale introduce un limite del 20% di assegnazioni per le famiglie indigenti (più povere) che, in ogni caso, dovranno obbligatoriamente essere seguite dai Servizi Sociali comunali. I Servizi Sociali avranno il potere di permettere o impedire di fare domanda per la casa popolare.
Non viene considerato che la motivazione per cui una famiglia fa domanda di casa popolare è la povertà economica, cioè l’impossibilità di sostenere i prezzi dell’affitto sul mercato privato.

4. Niente assegnazioni in emergenza, nemmeno agli sfrattati
Il nuovo Regolamento cancella l’assegnazione di alloggio per “l’emergenza abitativa”. Questo è l’unico strumento per aiutare le familiari più in difficoltà (anziani, minori, invalidi…) per le quali si presenta un evento straordinario (sfratto o altro), attraverso l’assegnazione di un alloggio popolare in deroga alla graduatoria.
In pratica: non sarà più possibile presentare una domanda di emergenza abitativa. Inoltre il punteggio riferito allo sfratto viene fortemente limitato.
Il risultato sarà che i Comuni resteranno privi di strumenti per affrontare qualsiasi tipo di emergenza, sfratti compresi. La gente finirà in strada senza possibilità di intervento.

5. La durata della residenza vale di più della povertà o di uno sfratto
Nel nuovo Regolamento i punteggi della durata della residenza in Lombardia e nel comune hanno un peso importantissimo, poiché tra loro cumulabili, e possono arrivare a pesare per più del 50% all’interno del punteggio complessivo.
Viene introdotto un’ulteriore esclusione nei confronti di chi risiede da meno tempo sul territorio, indipendentemente dalla condizione di emergenza abitativa della famiglia (sfratto, sovraffollamento, ecc..).
In verità chi governa è incapace di dare una risposta abitativa alle tante famiglie in difficoltà economica. Quindi la Giunta regionale decide di mettere in concorrenza i poveri sulla base della residenza sul territorio.

6. Manca ancora la Piattaforma informatica a causa di inefficienza
Tutto il nuovo sistema di accesso verrà gestito da una Piattaforma informatica che attualmente non è ancora stata resa disponibile dai burocrati della Regione Lombardia. Senza la Piattaforma non esiste alcun Regolamento.

7. La titolarità esclusiva del provvedimento di assegnazione sottratta al Comune
Il Regolamento affida il provvedimento di assegnazione al soggetto proprietario dell’alloggio, sottraendolo al Comune. Gli altri soggetti titolati possono essere le ALER ma anche società private.

8. Assegnazione di alloggi sotto la soglia minima di vivibilità
Per i nuclei familiari composti da una sola persona è prevista l’assegnazione di un alloggio con superficie inferiore a 28 mq. Questo crea un rischio igienico-sanitario ma anche di mancanza di rispetto della dignità delle persone.

LE INIZIATIVE SINDACALI PER CAMBIARE IL REGOLAMENTO
I Sindacati degli Inquilini hanno trattato con l’Assessore alla casa della Regione Lombardia ottenendo anche alcune modifiche migliorative del Regolamento che, però, sono insufficienti.
Unione Inquilini inizia una mobilitazione per sollecitare un intervento dei Comuni che chieda alla Regione Lombardia una modifica profonda sia del Regolamento per gli accessi, sia della Legge 16/2016.

* Unione Inquilini - 24125 Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g - tel. 035236912 - 3397728683

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: Qui

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