Ago 07 2015

(07.08.15) San Paolo d’Argon. Ancora transennata la chiesa di San Giuseppe

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(07.08.15) SAN PAOLO D’ARGON. ANCORA TRANSENNATA LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE

Ben 8 scomuniche si guadagnò il marchese Sforza Pallavicino per aver abbattuto 8 chiese nel corso dell’edificazione delle mura venete di Bergamo nella seconda metà del Cinquecento. Forse santa madre chiesa era meno severa con chi le chiese le lasciava semplicemente cadere per incuria, e certamente chi sta lasciando andare in malora la chiesa di San Giuseppe (“edificio di notevole interesse storico architettonico”, secondo gli allegati al Piano di Governo del Territorio) può ritenersi comunque al sicuro dalle tremende sanzioni che colpirono il generale Sforza Pallavicino. Certo è che l’edificio religioso posto all’incrocio fra Via Marconi, via Caravaggio e Via delle Piante e divenuto proprietà del Comune alcuni anni fa è stato transennato un’altra volta in quanto evidentemente pericoloso per i passanti. Colpisce che nella cattolicissima San Paolo d’Argon si lasci degradare una chiesa nei decenni scorsi adibita al culto, l’ultima sopravvivenza della grande Villa Salvioni, che inesorabilmente sacrificata alla speculazione edilizia è sparita ormai definitivamente anche dalla memoria collettiva. Il recupero dell’edificio è legato alla riqualificazione edilizia del comparto vicino ed è a carico dei privati quando vorranno dare corso ad abbattimenti e nuove edificazioni, che - secondo quanto previsto anche dagli strumenti urbanistici (cfr. la nostra scheda qui) - andranno a cambiare radicalmente quell’angolo del centro storico. Ma si sa, la crisi non invoglia molto a fare investimenti nel mattone. Nel passato remoto le istituzioni, da quelle ecclesiastiche a quelle secolari, in tempi di crisi attingevano dai propri patrimoni tesaurizzati per investire in chiese ed opere di fede e decoro anche per far lavorare i poveri e ravvivare così l’economia (e riprendersi poi quanto investito nella forma di tasse e/o prestigio, autorevolezza, potere). Si è sempre fatto così, ma ai tempi della Bce, del pareggio di bilancio e del Patto di stabilità, ciò è vietatissimo in tutti gli ambiti dello stato. Intanto per l’ennesima volta la chiesetta fatiscente di San Giuseppe resterà circondata da paletti e reti per chissà quanto tempo ancora.

La altre foto: qui

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