Mag 31 2015

(30.05.15) Azzano San Paolo. Presidio antisfratto

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(30.05.15) AZZANO SAN PAOLO. UNA FAMIGLIA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA DOPO CHE SINDACO SI E’ RIMANGIATO LE PROMESSE

LA MOBILITAZIONE SOLIDALE (AL FEMMINILE) BLOCCA LO SFRATTO.

La famiglia di Issa, composta da moglie e 2 figli (uno di 5 anni e l’altro di pochi mesi), rischiava di finire in strada senza alcun sostegno da parte della Amministrazione comunale.
Issa è un operaio metalmeccanico disoccupato dal 2013, non è più riuscito a pagare l’affitto e ha subito loo sfratto. Sabato era la terza volta che l’ufficiale giudiziario tentava di buttarlo fuori da casa.
L’Amministrazione comunale aveva convinto Issa ad uscire dall’alloggio, a fronte della presa in carico della moglie e figli in una struttura di accoglienza per donne sole con minori. Questa, nella maggior parte dei comuni bergamaschi, rimane l’unico progetto di “aiuto” proposto a chi subisce uno sfratto per morosità, anche se non risolve niente e costa un sacco di soldi al comune (fino a 70 euro a persona).
Sembra però che, all’ultimo momento, anche questo “striminzito” progetto sia stato scartato e, pertanto, se fosse stato eseguito lo sfratto, la famiglia sarebbe finita in strada senza alcun aiuto.
Per questo, all’arrivo dell’ufficiale giudiziario e delle forze dell’ordine, è scattata la resistenza antisfratto, nel quale si sono particolarmente distinte per determinazione le amiche di Badietou, la moglie di Issa, incuranti degli epiteti razzisti con cui il proprietario di casa nel frattempo le insultava.
La determinazione di queste donne ha fatto desistere la polizia dal suo intento. L’Ufficiale giudiziario ha dovuto rinviare lo sfratto al prossimo 12 giugno, per permettere l’affluenza di un maggior numero di poliziotti per eseguire lo sgombero dell’alloggio.
“Lunedi mattina torneremo in Comune per parlare con il sindaco”, dichiara Davide Canto, attivista dell’Unione Inquilini, che non si dà per vinto: “Sia chiaro che lasceremo eseguire lo sfratto solo se sarà offerta alla famiglia una soluzione ragionevole. Gli sfratti non sono la soluzione alla crisi economica. Chiediamo di garantire il passaggio da casa a casa”. (a cura Unione Inquilini Treviglio-Bergamo, per comunicazioni tel. 339.7728683)

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